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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

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         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano IV

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        Come abbiamo visto nell’articolo precedente, il bambino divino che festeggiamo a Natale è quella pura anima adamitica o natanica (secondo il vangelo di Luca), quale sintesi armonica proveniente dalle evoluzioni precedenti suaccennate (vedi articolo precedente) e dalla pura “sostanza-io” donata dagli Elohim solari e ulteriormente plasmata dall’Eloah lunare Yahve, la quale non subì la tentazione di Lucifero, in quanto fu sottratta dagli Dei prima che l’anima di Adamo fosse oscurata dagli influssi negativi appunto di Lucifero. Il Presepe quindi che prepariamo a Natale, non vuol essere altro che la rappresentazione plastica di quell’antico evento manifestatosi in Palestina alla “svolta dei tempi”, in cui quest’anima divina, il “Figlio di Dio”, s’incarnò per la prima volta in un corpo fisico come Gesù di Nazareth. E chi senza alcun pregiudizio accoglie questo evento che si rinnova ogni anno e lo fa vivere nel suo cuore, può trarne dei benefici sia a livello spirituale, sia mentale che fisico. Questo impulso divino, questo impulso archetipico della “fanciullezza virginea originaria ” o se vogliamo, quest’impulso d’amore, in quanto quest’anima è essenzialmente “amore”, poiché nacque dall’amore divino, ogni anno dalle lontananze cosmiche del nostro universo, si riversa sulla Terra tra gli uomini di buona volontà. Ogni anno questo impulso d’amore scende attraversando le “dodici costellazioni cosmiche”10 del nostro Zodiaco, rinnovando così tutta l’aura terrestre e colmando d’amore spirituale i cuori di tutti gli uomini di buona volontà! Di quegli uomini che accogliendolo si sforzano poi di metterlo in pratica diventando in tal modo i veri servitori del Cristo, affinché l’uomo e la Terra possano un giorno raggiungere la loro mèta attraverso la rinascita e redenzione dell’anima umana unita al suo vero nucleo spirituale superiore, cioè il vero Io11.

 L’uomo che più di tutti seppe accogliere questo “Impulso d’amore” e volle manifestare questo fatto mistico reale dell’evento di Palestina verso la fine della sua maturità spirituale, fu Francesco d’Assisi (1181-1226), che volle caratterizzare questo evento unificando la diversa simbologia esoterica cristiana antica e iconoclasta, sparsa nei diversi luoghi d’Italia. Egli seppe unire tutti i particolari della tradizione antica cristiana ispirato dal fuoco dell’“amore cosmico dello Spirito Santo” in una realtà vivente e reale, nella notte della ricorrenza del Natale del 1223 a Greggio. Nacque così il Presepe dall’ispirazione di S. Francesco dopo che questi si era recato in Palestina, nei luoghi sacri, alcuni anni prima della sua morte ove poté visitare i luoghi della nascita del Redentore. Al ritorno ad Assisi, maturò nella sua anima nell’arco di un triennio, la possibilità di dare alla gente semplice e comune di allora (per la maggior parte analfabeta) la possibilità di far rivivere rievocando l’evento di Palestina, durante la messa nella notte del 25 dicembre del 1223. Egli col consenso di papa Onorio III, preparò in modo non teatrale, ma avvicinandosi il più possibile realmente in modo realistico ai fatti avvenuti in Palestina, la nascita del bambino Gesù nella “greppia” di una grotta situata nel bosco di Greccio nei pressi di Rieti, donata dal suo amico Conte Giovanni Velita. Francesco allestì il tutto con cura secondo i ricordi di Palestina, con un entusiasmo e un ardore di amore e di fede sublime (che solo Lui era in grado di manifestare), evitando di mettere nel presepe vivente la sacra famiglia: “Maria, Giuseppe e il Bambino”. Essi rappresentavano il «leitmotiv» del culto divino che Francesco volle celebrare e offrire ai presenti (che non erano in grado di leggere le scritture, ma di accoglierle invece nel loro cuore come i pastori del Vangelo di Luca) attraverso una specie di «Transustanziazione» vivente del mistero del pane e del vino, della sacra messa. Egli voleva infondere il fuoco cristico della fede nei cuori dei più semplici così che attraverso la ricorrenza del Sacro Natale, potessero tutti loro rivivere in se stessi, ciò che Francesco aveva vissuto in Palestina nella “greppia di Betlemme”. Fu così che spiritualmente o meglio chiaroveggentemente alcuni dei presenti (in modo particolare il signore del Borgo Giovanni Velina) videro in modo reale animarsi nella grotta di Greccio, il Bambino Gesù nella “greppia”. Da allora ogni anno a Natale, si ripete spiritualmente il miracolo dell’amore che il Bambino Gesù o il Cristo Gesù, effonde su tutta la Terra anche in quei presepi fatti col cuore e con vera devozione e venerazione; soltanto che non possiamo vederlo con gli occhi dello spirito, poiché non siamo ancora maturi. Ma se nella mezzanotte del 24 dicembre invece di perderci nei tradizionali regali e ci mettiamo davanti al Presepe e nel silenzio dell’anima accogliamo con venerazione l’evento della nascita di Palestina, possiamo esperire nel calore del cuore quel «principio virgineo della fanciullezza» summenzionato, che rinnovandosi c’invita alla “pace e all’amore”, aiutandoci così a superare le nostre paure, il nostro egoismo e il pregiudizio di chi è diverso da noi.

Detto questo, è assurdo ora pensare che il Presepe possa nuocere la psiche dei bambini extracomunitari o altri, in quanto esso è un simbolo universale tramite il quale rinnoviamo un’antica tradizione che non deve morire, ma che deve rinnovarsi attraverso una nuova conoscenza che ci riporti alla comprensione dei veri valori antichi dei misteri cristiani, correggendo ciò che la teologia religiosa moderna non è più in grado di spiegare poiché è irrigidita nei suoi stessi dogmi. Avendo essa confutato la reincarnazione e la legge karmica e reso eretico la tricotomia di S. Paolo, in cui non riconosce più lo spirito nell’uomo, confutando in questo modo non solo lo Spirito Santo che discese sugli Apostoli nella Pentecoste, ma anche lo Spirito del Cristo che, può essere invece accolto e vivere in noi stessi, quando purifichiamo la nostra anima e nobilitiamo il nostro “Io spirito”. La festa del Natale è ciò che appunto possiamo ridestare in noi grazie alla nascita del “Bambino Gesù”, “le forze virginee della fanciullezza”, con le quali possiamo risvegliarci quale evento di una nuova Pentecoste moderna, cosicché possiamo accogliere in noi l’impulso del Cristo il solo che può aiutarci a superare la paura e l’angoscia del terrore e del male che tanto travaglia la nostra anima moderna, in questo particolare momento evolutivo della storia umana.

La festa del Natale non va perciò considerata come una festa pagana o cattolica-cristiana, ma è la festa di tutta l’umanità, poiché il Cristo non nacque per salvare solo il popolo ebraico o il popolo pagano – romano, (i cosiddetti “gentili” secondo S. Paolo) ma nacque per salvare l’uomo! le parti costitutive umane dell’intera umanità, vale a dire: “ Il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’io umano”12, i quali erano ormai consunti, logori, a causa del peccato originale e dell’influenza degli spiriti dell’ostacolo che continuamente irretiscono gli uomini spingendoli verso l’odio e l’egoismo. Il cristianesimo, il vero impulso cristiano perciò, non può essere amministrato o diretto da un’istituzione religiosa, giacché esso è un impulso libero che non si fa imprigionare da dogma rigidi o settari. L’impulso del Golgota, così come quello della libertà, sono due facoltà spirituali che non possono essere dirette o controllate dal potere istituzionale di qualsiasi “Ente” sia esso religioso o laico, ma possono essere accolte e sviluppate soltanto da anime che sono stimolate interiormente dalla ricerca continua di quella verità che li liberi da qualsiasi dogma o pregiudizio religioso, cosicché possano realizzare in loro quella vera libertà che non nuoce, ma che innanzitutto rispetta la libertà altrui, poiché ogni loro azione sarà ispirata dalla vera dedizione e dal vero impulso d’amore verso gli altri. Pertanto ogni mussulmano, ogni cinese, ogni giapponese, ogni indiano, ogni uomo appartenente a qualsiasi popolo o etnia umana che realizzi in sé l’impulso del Golgotha, può sentirsi un vero cristiano in quanto che, il Cristo è quella “Somma divinità” del nostro sistema solare, al di là del quale, c’è solo il Dio Padre Universale.

Il Cristo è l’origine della “Verità” che si è riversata in ogni popolo, tramite le guide divine e le guide umane, attraverso le quali sono nate le diverse religioni in momenti e in luoghi diversi, ma che tutte alla fine, hanno una sola origine nel Cristo, nell’Io Sono l’Io Sono13. Egli durante gli eventi di Palestina entrò col “Battesimo nel Giordano” in Gesù di Nazareth, il rappresentante archetipico divino di tutta l’umanità, cioè la pura anima primordiale adamitica divina che festeggiamo il 25 dicembre e, che rappresentiamo in modo tradizionale attraverso il plastico del Presepe. Nulla vieta quindi di mettere nel Presepe un bambino ebreo o musulmano o di qualsiasi razza, poiché non è il colore che conta, ma è ciò che noi vogliamo rappresentare tramite l’immagine plastica del Presepe, vale a dire la rappresentazione di un fatto reale che avvenne in Palestina e che noi veneriamo non come il Dio personale dell’occidente, ma come l’emanazione del “Dio Figlio”, mandato dal “Dio Padre universale” da cui noi tutti discendiamo come umanità spirituale, alfine di salvare ed elevare l’uomo caduto troppo nel suo egoismo e materialismo terreno arimanico. Tutto questo lo vediamo realizzato oggettivamente attraverso l’immagine plastica del Presepe, (quando esso è costruito con vera dedizione del cuore) dove, l’umanità che rappresentiamo è un’umanità di pace, colma di devozione e venerazione per quel Bambino divino addormentato nella greppia, che aspetta di essere risvegliato da ognuno di noi, nell’oscura notte di un nuovo Natale dopo il solstizio d’inverno, ossia dopo che la luce ha rischiarato l’anima umana caduta nelle tenebre originarie della tentazione luciferica. Quel bambino siamo noi stessi, poiché siamo il riflesso di quella parte più profonda che dentro di noi aspetta di essere risvegliata, in modo da autoriconoscerci come un che di divino nato da Dio. E allora se abbiamo accolto da tutto questo, una nuova nozione di conoscenza sul Natale, di com’è costituito l’uomo, e qual è la sua mèta, possiamo pensare che tutto ciò non possa nuocere affatto alla psiche umana di qualsiasi bambino, di qualsiasi razza o etnia a cui appartenga, perché in lui nel suo profondo umano c’è una pura essenza universale che può essere stimolata la quale, è in rapporto al Maestro Divino che tanto tempo fa ebbe a dire: «Lasciate che i fanciulli vengano a me perché di essi è il regno dei cieli!».(Mt 19,13).  (Fine)

Collegno 15 dicembre 2015                                             Antonio Coscia

Agg. il 5 Gennaio del 2019

Sopra: Il buon Pastore – Bartolomé Esteban Pérez Murillo

 10    Sono le 12 costellazioni dello Zodiaco che si rispecchiano con le loro forze nel nostro sistema solare iniziando dall’alto verso il basso in un movimento a spirale, fino a raggiungere la nostra Terra, cioè: «Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci». Durante il periodo natalizio che va dal 24 al 6 gennaio rappresentano le “tredici notti sante” attraverso cui si rinnova l’impulso divino che duemila anni or sono scendendo dalle altezze spirituali esistenti di là dallo Zodiaco s’incarnò nel bambino di Nazareth in modo da accogliere come uomo durante il Battesimo nel Giordano, l’impulso divino della “Parola Cosmica” ossia ciò che noi chiamiamo Cristo. Queste tredici notti appunto, rappresentano il periodo che va dal 25 dicembre, cioè dalla nascita di Gesù di Nazareth (menzionato nel Vangelo di Luca e che venne stabilita a Roma da Papa Liberio il 25 dicembre del 354), fino al giorno 6 gennaio in cui nel primo cristianesimo delle origini veniva festeggiata la nascita del Cristo operata da Giovanni il Battista nelle acque del Giordano. L’uomo che viva queste tredici notti con vera devozione, può accentuare in sé tramite la forza di questo impulso divino lo sviluppo di forze chiaroveggenti ed essere così presente in spirito davanti ai fatti che si svolsero in Palestina.

La nascita del Cristo fino al 353 era festeggiata il 6 gennaio e rappresentava come sopramenzionato, la discesa del Cristo dal mondo della “Parola creatrice” situata oltre lo Zodiaco che attraversando le dodici costellazioni cosmiche, s’incorporò nell’uomo Gesù di Nazareth tramite il Battesimo nelle acque del Giordano. Giovanni compì l’ultimo battesimo con l’acqua su Gesù di Nazareth, che consisteva di immergere completamente i battezzandi nell’acqua del Giordano, fin quasi a fargli perdere i sensi per soffocamento. Questo faceva sì che il corpo eterico si allentasse dal fisico, in modo che l’anima si staccasse dal corpo e tramite una specie d’illuminazione iniziatica l’uomo diventava per un attimo veggente, per cui diveniva testimone attraverso delle immagini più reali del sogno di un mondo spirituale dal quale ricordava di essere disceso. In questo modo Giovanni preparava le anime attraverso la purificazione del corpo astrale, a riconoscere l’avvento del Messia predetto dai profeti dell’antico Testamento nella sua imminente venuta nel popolo ebraico.

La Chiesa cattolica, nel rituale del battesimo continua a battezzare con l’acqua aspergendola sopra la testa del neonato, ma il battesimo giovanneo con l’acqua come abbiamo visto, dopo l’avvento spirituale del Cristo non ebbe più valore, anche perché diventava troppo pericoloso, in quanto l’anima s’immergeva sempre di più nel corpo fisico e il battesimo praticato da Giovanni diveniva difficile e pericoloso per la vita dei battezzandi. Ecco perché tramite la venuta del Messia, (Cristo Gesù) il battesimo si trasformò da “Battesimo dell’acqua” a “Battesimo del Fuoco” dello Spirito Santo, vale a dire attraverso l’imposizione delle mani. Con l’andare del tempo però il cristianesimo delle origini andò sempre più modificandosi sotto il potere corrotto, prima degli Imperatori e poi del potere spirituale papalino, fino a che le origini del vero cristianesimo furono pressoché soffocate da atroci lotte fratricide e … altro. E ciò che oggi rimane del cristianesimo è solo la nascita del Bambino Gesù che fu istituita a Roma appunto da papa Liberio, il 25 dicembre del 354 al posto dalla nascita del Cristo che era festeggiata il 6 gennaio. Così l’Epifania del Cristo, divenne la festa delle streghe (la Befana) perdendo così con l’andare dei secoli, la conoscenza del Cristo Cosmico e al suo posto fu venerato sempre più la figura dell’uomo Gesù di Nazareth che per quanto nobile possa essere (che come abbiamo spiegato, si cela l’elevatissima individualità solare di Zarathustra) non è Dio, ma solo un uomo-dio. Questo è la gravità che si è macchiata la teologia cattolica, venerando il bambino divino al posto del Cristo; cosicché oggi, le anime occidentali continuano a venerare l’uomo-dio, ma hanno dimenticato il Cristo Cosmico, ossia l’“IO Sono l’IO Sono”.

11     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: « L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

12     Secondo la conoscenza della Scienza antroposofica l’uomo è costituito da quattro elementi che ha sviluppato durante antichi stati evolutivi passati che abbiamo chiamato: «Saturno, Sole, Luna e Terra» (vedi nota 8), egli svilupperà ancora tre elementi o parti della costituzione umana durante i seguenti periodi futuri di: «Giove, Venere e Vulcano», dopodiché seguirà ulteriori evoluzioni che non possono essere descritte, ma che l’Iniziato chiaroveggente vede come in una lontanissima visione, similmente a un panorama di quando si è su di un alta montagna. Occorre dire che essenzialmente l’uomo è composto di sette parti costitutive (già menzionate nella nota 9) di cui: «Corpo fisico, eterico, astrale, Io, sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito», di cui le tre parti superiori sono ancora in germe per la gran parte dell’umanità attuale. L’uomo normale è in un processo di purificazione non cosciente del corpo astrale, in cui l’Io umano lavora alla trasformazione e perfezione della sua anima, in modo da realizzare il giusto discernimento, il giusto equilibrio e la perfetta armonia, cosicché possa manifestarsi nel mondo umano quale Io che “pensa, che sente e che vuole” colmo d’amore. Queste tre facoltà dell’anima sono chiamate in Antroposofia: “Anima razionale, anima senziente e anima cosciente”, di cui l’Io umano ha finora sviluppato l’anima senziente nel periodo egizio – caldaico, l’anima razionale nel periodo greco-romano e attualmente dal 1413 in poi fino al 3573, ha iniziato a perfezionare (la gran massa umana in modo incosciente) l’anima cosciente, attraverso cui realizzerà in sé l’autocoscienza in modo da riconoscersi quale “Essere autonomo e libero”, avente in sé un frammento divino o Io superiore.

13     L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse con la “Divina Sofia” e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”. Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come Visva Karman e poi dopo da Zarathustra come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”. Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci, compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù.

Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive:  “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

 

 

 

BUON ANNO 2019

AUGURO A TUTTI I VISITATORI DEL BLOG “PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA”  UN FELICE E SERENO ANNO NUOVO 2019.

POSSA LA “LUCE DIVINA DEL CRISTO SOLE” SCALDARE I NOSTRI CUORI E ILLUMINARE  LE NOSTRE MENTI, AFFINCHE’ IL NOSTRO EGOISMO POSSA TRASFORMARSI IN UN IMPULSO D’AMORE CHE  PORTI UN PO’ DI PACE IN QUESTO  MONDO COSI’ AGGRESSIVO E VIOLENTO.  POSSANO MANI DI COLORE DIVERSO STRINGERSI E RITROVARSI COME ANTICHI FRATELLI FIGLI DI UNA STESSA MADRE TERRA.

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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano III

 

Luciano Carbonera - Madonna col Bambino

             Per rispondere alla domanda chi è questo bambino “Figlio di Dio” che festeggiamo la notte del 24 di Dicembre, occorre andare indietro fino al primo terzo dell’Epoca chiamata “Lemurica”7, laddove secondo le comunicazioni della Scienza antroposofica l’uomo viveva in armonia col creato in uno stato simile all’animale, costituito solo da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale, costituitisi in antichi stati di coscienza chiamati “Saturno, Sole e Luna”8. Perciò dobbiamo pensare Adamo, a un  livello pressoché simile all’animale (certamente  molto diverso dall’animale attuale che è solo una scoria dell’uomo-animale antico) come un essere d’istinto, non ancora concupiscente, in quanto gli Dei non avevano ancora fatto gocciolare la loro sostanza dell’Io nel corpo astrale di Adamo9. Fu appunto durante gli ultimi due terzi dell’Epoca Lemurica e parte dell’Epoca Atlantica, cui gli Dei, mentre facevano gocciolare la loro sostanza dell’Io nel corpo astrale dell’uomo, degli Elohim rimasti indietro a livello di Archai durante l’evoluzione lunare precedente al nostro stato terrestre, vollero fare la stessa cosa, ma non furono in grado di farlo. Essi non avevano ancora maturato e perfezionato il loro arto inferiore dell’Io e per ultimo, il  loro corpo astrale che non era ancora del tutto purificato durante lo stato lunare, cosicché nell’ambito terrestre volendo fare la stessa cosa degli Elohim o spiriti della Forma (i loro antichi fratelli lunari), furono in grado di far fluire soltanto le loro forze astrali non purificate nell’astrale di Adamo, ossia dell’archetipo dell’umanità. Ciò ebbe come conseguenza che l’anima (o corpo astrale) di Adamo si divise in due parti di cui una superiore luminosa, cioè l’anima virginale proveniente dall’antico stato lunare, ossia l'”Adamo Celeste”, dove gli Dei creatori cioè gli Elohim normali  fecero fluire la loro sostanza dell’Io o, per meglio dire, in quella parte  che secondo il vangelo di Luca chiamiamo “Anima natanica” e che  s’incarnò per la prima volta come bambino Gesù di Nazareth a Betlemme di Palestina. Nell’altra parte inferiore che venne oscurata dagli spiriti-io, cioè le Archai o Elohim rimasti indietro, abbiamo invece  l’Adamo che dovette prendere la via verso  un’evoluzione più bassa, ossia l’incarnazione  nell’ambito terrestre e che nella Bibbia è descritta come la “cacciata” dal paradiso terrestre. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Berlino, il 29 febbraio 1908 da O.O. 102, in merito dice:

«Ora sull’antica Luna sono rimaste indietro entità [Archai o Spiriti della forma]che non sono riuscite a completare la loro evoluzione lunare … Tali influssi degli spiriti-io, irradiavano [sulla Terra] dentro il corpo astrale dell’uomo. Mentre per mezzo del penetrare dell’io degli Spiriti della Forma [Elohim, Potestà, Exusiai normali], il corpo astrale dell’uomo veniva trasformato, contemporaneamente irradiavano su di lui dagli spiriti-io (che non avevano portato l’io fino al punto degli Spiriti della Forma normali), forze più basse di quelle che avrebbero dovuto irradiare in un’evoluzione normale. Queste forze più basse agivano così che l’uomo si suddivise in una parte più alta e in un’altra più bassa. Così noi abbiamo dal gocciolare dell’io degli Spiriti della Forma l’io disposto al disinteresse [l’Io superiore] e, attraverso ciò che penetrò in lui dagli spiriti-io ritardatari, l’altro io [l’io inferiore] disposto all’indipendenza, all’egoismo. Questo è l’io che ancora non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. Queste urgono dentro e costringono il corpo astrale in modo che il corpo astrale è fatto di due specie: d’impulsi disinteressati più elevati [l’Io superiore], e di quelle passioni che sono penetrate dall’egoismo [l’io inferiore]. Esse sono entrate nell’uomo attraverso l’influsso degli spiriti-io e si ancorano in lui»;   (pag.156 rivista antroposofia Ottobre-Dicembre).

Come possiamo vedere da queste poche righe abbiamo la formazione di due nature umane, come suaccennato, da parte di due categorie di divinità di cui, quella superiore che possiamo chiamare l’”Immagine umana” che gli Elohim solari o Spiriti della Forma fecero fluire il loro “Io” disposto al disinteresse e che rappresenta la nostra “Individualità superiore” che s’incarna in ogni vita. La quale però, non scende fino a livello terreno, ma resta nel mondo spirituale solare da dove guida il riflesso dell’ “immagine-somiglianza inferiore”, cioè la nostra “Personalità umana” che a nostra insaputa spinge verso il destino cui deve realizzarsi il nostro karma terreno. La Bibbia espone questo fatto in modo simbolico laddove menziona il peccato originario e la caduta prematura di Adamo ed Eva sul suolo terrestre, in relazione alla disubbidienza a Dio nell’aver mangiato la “mela”, ossia il Manas (la conoscenza dell’albero del bene e del male), come dono tentatore di Lucifero. Di questo fatto negativo che causò la caduta precoce nell’ambito della materia più densa terrestre, causando all’uomo l’esperienza del dolore e della morte fisica e la separazione dal mondo spirituale e dalla sua origine divina, possiamo però trarne anche una parte positiva, ossia quello che determinò l’emancipazione e la libertà dell’uomo da Dio, come semplice specchio.

In realtà la cosa è di non facile comprensione e crea molte difficoltà, in chi non ha ancora dimestichezza nei confronti della conoscenza antroposofica, perché un altro fatto nel mentre si presentò nell’evoluzione cosmica – universale cui determinò l’ulteriore destino umano verso l’incarnazione terrestre. Ciò forse apparirà un po’ complicato per la sua comprensione spirituale, ma fu così che quando l’uomo o l’anima umana, discese verso l’incarnazione terrestre (che secondo i nostri creatori, ossia gli Elohim, avrebbe dovuto limitarsi soltanto all’esperienza aerea – liquida, ossia similmente agli uccelli senza toccare il suolo terrestre), delle Entità angeliche rimaste indietro durante la loro evoluzione umana sull’antico stato lunare, si unirono al corpo astrale umano per proseguire la loro evoluzione e ulteriore perfezionamento umano-angelico. Angeli ritardatari che non essendo riusciti a purificare completamente la loro anima (corpo astrale), s’insediarono nel corpo astrale dell’uomo in modo da continuare la loro evoluzione, non potendo evolvere né nella sfera angelica a loro preclusa, né sulla Terra in quanto non possedevano un corpo fisico perché ciò spetta solo all’evoluzione umana; per cui non restò che vivere come un parassita nell’astrale umano dove vivono tutt’ora. In questo modo essi cooperarono con gli spiriti-io o Elohim ritardatari a oscurare e ad appesantire il corpo astrale dell’uomo, si che come accennato si divise in due parti: una parte più pura e luminosa cui la sostanza dell’Io donato dagli Dei, poté penetrare e vivere come “Individualità” umana altruista o Io superiore nel mondo solare, da dove opera nel mondo umano terreno e l’altra parte più oscura, cui si annidano e sono ancorati gli Angeli luciferici rimasti indietro, dai quali deriva il nostro Io umano egoista che non si è ancora evoluto e che è ancora legato alle brame, alle passioni e ai desideri istillati e ispirati dagli Angeli luciferici.

Questo fatto determinò sì l’emancipazione dell’uomo dagli Dei, aprendo i suoi occhi fisici materiali cosicché iniziò a “vedere” il creato dall’esterno, ma anche la sua caduta in una materia più densa che gli Dei non avrebbero voluto. Il capo di questi Angeli ritardatari è chiamato Lucifero ed è simboleggiato dal “Serpente” che tenta i nostri progenitori biblici a mangiare la mela paradisiaca dell’albero del bene e del male, ossia ad accogliere la “Sapienza lunare” attraverso la quale l’uomo possa sviluppare in sé il libero arbitrio e attraverso il discernimento del bene dal male, realizzare in sé la coscienza dell’Io autonoma e libera. Ossia Lucifero donò all’uomo la possibilità della libertà e dell’autonomia dal mondo divino, ma come conseguenza anche la sofferenza e la morte sul piano fisico, cui toccò poi al Cristo attraverso l’evento del Golgotha, compensare questo “karma universale” divino,   con l’elargirci la ”Grazia” attraverso il sacrificio della morte e resurrezione, liberandoci dalla paura della morte. E con la redenzione sulla croce di Lucifero, (il ladrone alla Sua destra) Egli ci ha donato la nuova “Sapienza solare”, del nuovo Lucifero assurto a Spirito cosmico del Sole, grazie al quale possiamo accogliere tramite l’Impulso del Cristo il “corpo di risurrezione” e vincere la morte, collaborando altresì alla resurrezione della Terra, alfine che venga trasformata in un nuovo Sole.

A fronte di tutto questo dobbiamo aggiungere un altro fatto che può aiutarci a comprendere la nascita divina del bambino Gesù di Nazareth, che darà la possibilità all’Altissima Entità solare del Cristo, di penetrare nel suo corpo astrale durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano e dopo tre anni, fin nel suo corpo fisico nel giardino dei “Getsemani”.  Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito ci comunica che prima che avvenisse la tentazione e il gocciolamento dell’Io da parte degli Dei solari, venne separato da Adamo una parte della sua anima virginale e, poi dopo, anche una parte della sostanza dell’Io fatta gocciolare dagli Spiriti della Forma o Elohim solari che venne trattenuta e protetta dall’Arcangelo Michele nella “fortezza solare”. Quest’Essere virginale adamitico, è dunque l’archetipo divino di tutta l’umanità creato a immagine di Yahve o Jehovah, non toccato dall’influenza nefasta di Lucifero e protetto insieme all’Albero della vita, nella sfera solare da Michele. Difatti nella Bibbia è detto:

«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male, [l’albero della conoscenza dal quale Adamo si nutrì della conoscenza di Lucifero, per cui venne oscurato e separato dalla sua anima-immagine divina superiore]. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!” (…). “Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i Cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita”». (Gn 3,22-24).

Come possiamo leggere da queste poche righe, oltre all’albero del bene e del male c’era nel giardino di Eden  anche l’Albero della vita, cioè quella parte in nuce nell’uomo costituita dai tre principi spirituali superiori, vale a dire il germe del Sé spirituale dono dei Serafini, il Buddhi o spirito Vitale dono dei Cherubini e l’Uomo spirito o Atma dono dei Troni. L’anima virginale di Adamo essendo costituita da un puro corpo astrale e da un puro corpo eterico, è legata strettamente all’Albero della vita (il quale  vuole maggiormente rappresentare lo Spirito Vitale dell’anima divina superiore umana),  dove appunto sono protetti dall’Arcangelo Michele. Essa è sempre stata collegata spiritualmente all’evoluzione umana durante la discesa sulla Terra, sacrificandosi per tre volte per la salvezza dell’umanità. La prima volta avvenne nell’Epoca Lemurica che facendosi compenetrare dall’Entità del Cristo mise ordine negli organi di senso del corpo fisico umano. La seconda e la terza volta, avvenne nell’Epoca Atlantica, prima facendosi compenetrare dal Cristo nel corpo eterico per mettere ordine negli organi vitali dell’uomo e la seconda volta, facendosi compenetrare nel corpo Astrale per mettere ordine nell’anima umana armonizzando le tre facoltà umane, cioè il pensare, sentire e volere. La quarta volta fu durante l’evento del Golgotha, all’età di trent’anni, durante il Battesimo di Giovanni il Battista per la salvazione dell’Io umano, cui dovette per la prima volta incarnarsi sul piano fisico in un corpo di carne, come Gesù di Nazareth. Per far sì che questo evento fosse possibile, dovette essere preparato con la collaborazione di altre Entità spirituali evolute e, da altissimi iniziati solari sul piano fisico, cui senza la purezza di quest’anima, la quale era formata da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, quale sintesi armonica degli stati passati di Saturno, Sole e Luna, e con la collaborazione dell’altissimo Iniziato solare Zarathustra e del Buddha, con il suo  “Nirmāṇakāya”,  il Cristo non avrebbe potuto scendere e incorporarsi in un corpo umano.

Ecco perché  a mezzanotte del 24 di Dicembre, festeggiamo la festa del ricordo, la festa della fanciullezza virginea del “Figlio di Dio”, nato da Maria di Nazareth (un’incorporazione particolare della divina Sofia, attraverso l’anima incarnata di Eva-Maria, l’eterno femminino non toccato dalla tentazione luciferica), attraverso un processo iniziatico che avveniva solo nel segreto del Tempio da parte di altissimi iniziati-sacerdoti, i quali agivano di notte sull’eterico della  coppia umana facendo sì che la donna restasse incinta.  Maria di Nazareth non ebbe più figli, difatti Ella morirà giovanissima, pochissimi anni dopo aver partorito il bambino Gesù, per questo può essere considerata “vergine”, giacché non ci fu nessun contatto carnale col marito Giuseppe, ma avvenne tutto a livello eterico mentre i due dormivano insieme nel Tempio, ciò che oggi non sarebbe più possibile, in quanto il corpo eterico umano è entrato troppo nel corpo fisico; ma la scienza materialista, ha trovato il modo grazie alle forze arimaniche, di farlo tramite la nascita in vitro. Queste difatti vogliono significare le parole che l’Angelo volge a Maria nel vangelo di Luca:

” Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande  e chiamato Figlio dell’Altissimo; … Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 31-33).      (III. Continua)

Collegno,  Dicembre   2018                                                             Antonio Coscia

Sopra: Luciano Carbonera, Madonna col bambino

7    La Scienza antroposofica riferisce che: “L’Epoca Lemurica è un’epoca remotissima risalente a migliaia di anni fa, ed era situata a un dipresso fra Ceylon e Madagascar, e comprendeva anche l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. La Terra a quei tempi era molto diversa da quella attuale, la crosta terrestre del pianeta era ancora molle ed era minata e scossa dovunque da forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti di fuoco. Potenti vulcani esistevano quasi dappertutto, in continua attività distruttrice, e gli uomini si erano abituati a tenere conto in tutte le loro azioni; anzi si servivano di quel fuoco nei loro lavori e nei loro ordinamenti: il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano” (Dalle cronache dell’ Akasha, pag. 46-55. L’uomo in questo periodo è ancora simile all’animale, non avendo ancora ricevuto il “fuoco dell’Io” dagli Dei.

8     Saturno, Sole e Luna, sono tre antichi stati di coscienza risalenti a milioni di anni fa o “Eoni cosmici”, attraverso cui l’uomo nasce come germe spirituale quale dono della prima e della seconda gerarchia, le quali creano due principi degli arti umani, attraverso cui l’Io possa evolversi da creatura a creatore. In sintesi la Scienza antroposofica ci dice che l’evoluzione dell’uomo si compie attraversando sette stati di coscienza cosmici che chiamiamo: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, s’incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile e perfetta di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamato, “coscienza immaginativa”. Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova “Gerusalemme Celeste”. Seguirà l’evoluzione di Venere in cui svilupperà la “coscienza Ispirativa”, infine, nell’evoluzione di Vulcano la “coscienza Intuitiva”, dopodiché seguiranno cinque stati di coscienza che neanche il più alto chiaroveggente può seguire; alla fine l’uomo si manifesterà nell’ambito del cosmo stellare come creatore di un nuovo Zodiaco.

9    Anche gli Dei creatori o Elohim, hanno una natura articolata settemplice simile all’uomo, solo che mentre nell’uomo il corpo più basso comincia dal corpo fisico, poi l’eterico, l’astrale, l’Io, e i tre componenti superiori che egli dovrà ulteriormente sviluppare negli stati di coscienza futuri, ossia: “ Il Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito”, gli Spiriti della Forma o Elohim durante l’Epoca Lemurica avevano per corpo più basso l’Io, poi il Sé spirituale, lo Spirito Vitale, l’Uomo Spirito, poi un quinto corpo, un sesto corpo e un settimo corpo. Perciò quando essi fecero gocciolare il loro Io nell’uomo, ossia donarono all’uomo una parte della loro natura divina, essendo maturati come creatori durante l’evoluzione terrestre, acquisirono un nuovo corpo superiore, per cui nell’elargire il loro Io all’uomo, la loro natura settemplice restò invariata. Volendo capire come sono costituiti i nostri creatori o Elohim solari, dobbiamo partire dal loro corpo più basso, ossia il Sé spirituale, poi hanno uno Spirito Vitale, un Uomo Spirito, poi hanno un quarto, un quinto, un sesto e un settimo corpo.

 

 

 

 

BUON NATALE 2018

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 BUON NATALE

       A tutti i visitatori del Blog «PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA» e a tutti gli amici di Facebook un augurio di Buon Natale che possiate viverlo in armonia e pace con tutti i vostri familiari, cosicché questa festa universale possa essere commemorata come un impulso di speranza che riscaldi i nostri cuori e possa renderci migliori ed elevarci a quella «Patria divina spirituale» che abbiamo perduto, ma che attraverso questa festa dell’Ispirazione possiamo ritrovare, se con il cuore e con la nostra volontà accogliamo in noi questo impulso universale che non appartiene solo alla tradizione cattolica-cristiana, in quanto è una festa di tutta l’umanità istituita da papa Liborio nel 354 d.C. al posto della festa del «Dio Sole invitto» e quella dedicata al Dio Mitra. Egli (forse per un’ispirazione divina) sostituì la festa della nascita del Cristo che era festeggiata dai primi cristiani il 6 gennaio, con la nascita virginale del bambino divino Gesù di Nazareth menzionato nel Vangelo di Luca, dando così maggior rilievo e impulso al cristianesimo, il quale, essendo diventato religione di Stato grazie a Costantino il Grande, si fondava ora più su un evento storico che non di un evento mistico qual era stato con  la nascita del Cristo nel Giordano attraverso il Battesimo di Giovanni.  La Chiesa cattolica perse così il Cristo Cosmico, tenendosi il Cristo bambino, il «Figlio di Dio», il puro archetipo umano della fanciullezza non toccato dalle forze dell’ostacolo di Lucifero, incarnandosi per la prima volta come uomo a Betlemme e chiamato Gesù di Nazareth, cosicché  l’Epifania del Signore si trasformò nell’immagine della Befana, una strega volante sopra la scopa. Il 25 di Dicembre non festeggiamo dunque una festa pagana, o cattolica-cristiana, ma una festa universale della pura fanciullezza, di quella parte infantile della natura divina che è in fondo all’anima di ogni uomo, sia egli mussulmano, buddhista, confuciano, o appartenente a qualsiasi razza o etnia non fa nessuna distinzione, che aspetta di essere redenta dall’impulso divino che attraversò la morte del Golgotha, ossia il Cristo, Jehovah, Yahve, la Parola “cosmica” Universale, Dio Figlio, il Logos Creatore, il Signore Dio, è sempre e soltanto la manifestazione dell’unico Dio Sole del nostro universo il cui vero nome, è, è sempre stato e sarà sempre per gli iniziati cristiani di tutti i tempi: «L’IO SONO L’IO SONO».

     Possiamo essere atei, laicisti non credenti, filosofi, laici, religiosi appartenenti a qualsiasi credo nulla cambia,  in quanto questa festa, è la festa di ognuno di noi, la festa dell’«Archetipo divino» creato a immagine di Elohim-Yahve e trattenuto nel mondo divino spirituale (Paradiso) prima che Adam-Eva fossero sedotti da Lucifero. Perciò possiamo seguire qualsiasi scuola di pensiero, religione o movimento religioso, se camminiamo nella luce, la «Verità» non cambia, è, e sarà sempre una sola, e cioè che non festeggiamo un culto cattolico, ma la festa dell’anima umana, della pura fanciullezza che dobbiamo redimere e ritrovare in noi stessi, affinché non ci induriamo troppo nel nostro egoismo e perdere la mèta della nostra evoluzione umana.

Beati quegli uomini di buona volontà che sanno accogliere senza pregiudizi i «Segni dei tempi» e si adoperano con dedizione e amore per ogni essere umano.

Collegno, dicembre 2018                                  Antonio     Coscia

Sopra: Giorgione, Adorazione dei Pastori.

                                                  …

Da uno stralcio di conferenza della Scienza dello Spirito o Antroposofia:

 «La festa della natività di Gesù, la festa della nascita di Gesù bambino, vuol significare questo mistero: vuol significare che allora [nel 354 d.C.] fu dato veramente per la prima volta all’uomo quanto gli era stato destinato in origine. Come narra la leggenda di Natale, prima di Adamo ed Eva era stato destinato all’umanità qualcosa che appartiene alla natura infantile divina, assolutamente incorrotta, dell’uomo. Ma per influsso di Lucifero, questo elemento divino incorrotto in realtà l’umanità poté acquistarlo solo dopo che fu trascorso tutto il tempo che sta fra Adamo ed Eva e il mistero del Golgota; [cioè con il mistero della nascita, morte e resurrezione del Cristo].

    Dobbiamo proprio riconoscere che un profondo sentimento effettivamente si desta nell’anima nostra quando ritroviamo per cosi dire concentrato come in un eco nell’unica notte fra il 24 e il 25 dicembre, tutta la storia del genere umano e della sua caduta, da Adamo ed Eva fino alla nascita del Cristo in Gesù. Se in noi si desta un tal sentimento, allora riusciamo a comprendere il significato di questa festa, e sentiamo che cosa questa festa abbia potuto significare per l’umanità. È come se l’umanità, cogliendo l’occasione di meditare sopra questa festività, sopra questa pietra miliare dell’evoluzione, potesse veramente a un tratto riconoscere la sua vera origine, la sua provenienza dalle cosmiche forze dell’universo (…). Possiamo dunque lasciare che il Natale agisca sull’anima nostra come una festa dell’ispirazione, come una festa che mirabilmente ispira all’umanità il pensiero dell’origine dell’uomo del santo divino bambino delle origini. La luce che, come simbolo della luce dell’uomo, ci si presenta a Natale nella sua origine, la luce che oggi ci viene simboleggiata dai lumi dell’albero di Natale, è anche (purché rettamente compresa) una luce che può trasmetterci le forze migliori, le forze vigorose per la nostra anima che anela alla vera e pura pace universale, alla vera e pura beatitudine universale, alla vera e pura speranza universale».

 Rudolf Steiner, Berlino il 21 dicembre del 1911.

 

Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano I

  Adorazione dei Magi del Beato Angelico e Filippo Lippi

 

Ogni anno all’avvicinarsi del periodo natalizio, la tradizionale rappresentazione del presepe di Natale in cui ci ricorda la nascita del Redentore dell’umanità, crea non pochi contrasti e divergenze di opinioni quello fra tutti se evitare nelle scuole italiane la rappresentazione appunto del presepe, per la presenza di bambini extracomunitari ai quali, potrebbe disturbare un simbolo cristiano che non fa parte della loro tradizione religiosa. Alcuni maestri insegnanti e responsabili delle scuole italiane, spinti dai contesti sia da genitori appartenenti a movimenti religiosi staccati dalla Chiesa cattolica, sia da genitori extracomunitari (che non si riconoscono né sono ancora integrati nella cultura religiosa dei simboli del cristianesimo), alfine di evitare disagi e malcontenti tra genitori appartenenti a vie diverse di pensiero, credono che non sia opportuno appunto di preparare l’albero e il presepe di Natale, in quanto pensano che questi simboli possano danneggiare la psiche dei bambini, arrecando in loro confusione e disorientamento religioso. Questo concetto fa parte di quell’opinione pregiudiziale e assurda dettata dalla mancanza di conoscenza e di fede nei confronti di questi due simboli antichi cristiani che, non sono affatto compresi nella loro vera essenza spirituale di ciò cui essi vogliono esprimere, inoltre, la mancanza di rispetto nei confronti di chi vuole ancora coltivare questi valori spirituali tradizionali cui, tante anime hanno creduto e continuano a credere, anche se oggi viene vissuto con un atteggiamento materialista influenzato da una cattiva pubblicità del consumismo. Tuttavia questa ricorrenza annuale che viene rinnovata con la festa del Natale che è accompagnata dalla preparazione nella prima settimana dell’avvento con l’albero e il Presepe natalizio, non può certamente danneggiare né disturbare la psiche di nessuno e né tantomeno quella dei bambini di qualsiasi razza provengano, quando essi sono  compresi nella loro vera essenza simbolica di cristianesimo universale. Il Presepe, l’immagine plastica del presepe, agisce comunque nell’anima umana in modo inconscio, (similmente ai quadri di Raffaello e in modo particolare la «Madonna Sistina» la quale, Rudolf Steiner ci svela che la sua immagine essendo stata tratta da una reale realtà spirituale ispirata a Raffaello, agisce in modo terapeutico sul corpo eterico del  bambino), anche in quei laici e atei non credenti, (purché scevri da qualsiasi pregiudizio) così come qualsiasi opera di scultura, architettura, pittura, musica o poesia; vale a dire tutto ciò che l’arte esprime come manifestazione dello spirito. Attraverso l’”Arte vera e genuina” si manifestano e si rinnovano in modo invisibile nell’anima umana, le forze logorate, rattrappite e offuscate dagli spiriti dell’ostacolo. Questi spiriti diabolici del male che la teologia cattolica identifica con Satana o Lucifero (in Antroposofia sono conosciuti come spiriti arimanici e luciferici)1, possono agire nell’anima umana, in modo incosciente tramite il materialismo persuasivo pubblicistico e in tutto ciò che è tecnologia virtuale (computer, telefonini, video game, tableau, i quaderni digitali nelle scuole, ecc.), particolarmente sulla psiche dei bambini che sono i più indifesi (almeno dopo i tre anni, e non di meno negli adulti se non equilibrano con una sana vita di pensiero spirituale e morale), i quali possono manifestare atteggiamenti negativi di nervosismo, aggressività o altro. Occorre per questo che i genitori proteggano e aiutino i loro bambini attraverso un atteggiamento morale religioso libero, che non costringa (sarebbe altrettanto negativo) ma che il bambino possa solo imitare, in modo da stimolare in lui le forze originarie divine del “Padre Cosmico” dalle quali egli si è appena staccato e che resterà legato in modo incosciente per il resto della sua esistenza. Con questo non vogliamo dire che bisogna per forza appartenere a un istituzione religiosa o a un credo religioso particolare, ma più che altro è inteso dare al bambino un educazione che si basi su degli esempi di uomini che hanno vissuto una vita altruista colma d’amore e di dedizione per gli altri. Un genitore può amare un bambino e colmarlo di affetto, ma l’amore filiale se pure aiuta il bambino a rafforzarlo nel proprio equilibrio psico-fisico, non è la stessa cosa di quando si cerchi invece di stimolare in lui l’altruismo e l’amore per gli altri. L’arte pertanto, quando sgorga da un cuore genuino, ha la missione spirituale di “ripristino” agendo nell’uomo tramite quella “forza spirituale vitale fluente” che può agire particolarmente sul corpo eterico (ossia la vita che è in ogni cosa sia esso pianta, animale o uomo)2, e sull’anima del bambino, risanando talvolta lo stravolgimento negativo e morte (che si crea tramite il materialismo tecnologico virtuale come suaccennato) nell’ambito dello sviluppo della “fantasia infantile” del bambino e in modo particolare in quello della formazione psichica del suo io umano terreno. Questa cattiva educazione sul piano psico-fisico del bambino, potrà comportare e determinare in lui delle cause o conseguenze dolorose come malattie nervose e … altro, nella sua vita da adulto e in particolare in quella senile, se durante la vita di mezzo cioè tra i 21 e i 42 anni, egli non cercherà di riparare attraverso uno sviluppo cosciente di una sana vita spirituale. (1. Continua)

 

Note Integrative

1    Gli spiriti luciferici, sono «uomini angelici» rimasti indietro nelle evoluzioni passate, in cui non riuscirono a superare il gradino umano e per questo divennero luciferici, ossia sono spiriti dell’ostacolo che rimasero indietro, durante il terzo stato di coscienza planetario chiamato «antica Luna», vale a dire durante l’incarnazione precedente della nostra Terra. Gli spiriti arimanici invece, sono «uomini arcangelici» rimasti indietro durante il secondo stato di coscienza chiamato «antico Sole», cioè tre incarnazioni passate della nostra Terra, dove non riuscirono a superare il gradino umano restando indietro come spiriti possenti dell’ostacolo che chiamiamo «arimanici» appunto, secondo il nome del loro capo «Arimane» ossia, «Satana». Molto spesso essi sono confusi con gli spiriti luciferici di cui sono guidati dal loro capo Lucifero (egli è simboleggiato come il serpente tentatore dei nostri antenati biblici Adam-Eva). È molto importante saperli riconoscere e individuare nei loro diversi aspetti di tentatori, di cui: «Lucifero è un angelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo astrale ispirandoci sentimenti di brame e desideri negativi umani, quali l’egoismo, il settarismo, il fanatismo, i pregiudizi, etc.»; «Arimane invece, è un arcangelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo eterico ispirandoci pensieri di possesso negativi, quali il potere, i soldi, il sesso sfrenato, i dogma, la menzogna, etc.». Il Cristo, come già menzionato in diversi articoli di «Pensieri antroposofici», redense Lucifero sulla croce del Golgotha (simboleggiato dal ladrone crocefisso a destra del Cristo, ossia San Dismas), cosicché anche noi uomini possiamo farlo attraverso la forza cristica dell’amore. Arimane invece, essendo principe di questo mondo il Cristo non poté vincerlo in quanto l’uomo ha ancora bisogno del mondo minerale per evolvere, ma lo tenne a bada, così come possiamo fare noi tramite il giusto discernimento. Arimane non potrà essere vinto dal Cristo ancora per molto tempo, poiché l’uomo ha ancora bisogno di trasformare la natura minerale in nutrimento per il proprio corpo fisico, attraverso il quale il nostro io umano, può fondare la sua «coscienza dell’io». È per questo che il cibo prima di assumerlo andrebbe benedetto da una preghiera data da iniziati chiaroveggenti, oppure secondo il proprio credo religioso.

2    Il corpo eterico è il secondo involucro umano di cui l’uomo è costituito che mantiene in vita il corpo fisico, senza del quale il fisico-materiale andrebbe subito in putrefazione. Esso è costituito da quattro eteri, cioè: «L’etere di calore, l’etere di luce, l’etere del suono e l’etere di vita»; di cui l’etere del suono e l’etere di vita, vennero tolti ad Adamo prima che venisse tentato da Lucifero; l’uomo potrà riaverli quando eleverà la sua coscienza morale a un grado superiore in cui sarà possibile unirsi all’Entità del Cristo.

Che cos’è la verità? II

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   «Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti».

Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

          Le  parole di Rudolf Steiner ci invitano a riflettere e di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto lui, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

       È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa dunque deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito assoluto” per una sana vita spirituale, e cioè: “Quello d’imparare a fare un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in sé quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate «Asura»5. Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato evolutivo cosmico della coscienza umana chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

       «Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

       Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come «Maestro dell’umanità». Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

     Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissuto durante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’Essere Antroposofia. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.

      Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

       «Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue. L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

      Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non possano inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

       Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possiamo continuare il nostro cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano8.

Collegno, luglio  2012                                                                           Antonio Coscia

     agg. novembre 2018

Sopra: Immagine del Cristo, il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner, secondo la sua visione veggente.

Note Integrative

5       Vedi la nota 30 di   6. Note Integrative Antroposofiche

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Vedi la nota 24 di 3. Note Integrative Antroposofiche

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche

 

 

Che cos’è la verità? I

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«Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 5-6.

       In ogni uomo nel suo profondo esiste un anelito alla verità. Fa parte della ricerca e realizzazione della nostra autocoscienza individuale alfine di poterci unire al nostro Sé divino. Il mistero della verità è un tema molto complesso, cui non è facile dare una risposta in modo chiaro ed esauriente, poiché fa parte di quei misteri divini cui solo un iniziato chiaroveggente che abbia realizzato in sé non solo l’unione con il suo Io superiore, ma anche con il suo «vero Io o Scintilla divina», può rispondere. Questo iniziato sarebbe allora la manifestazione vivente della realtà divina che quale verità universale, opererebbe attraverso di lui quale rappresentante delle forze dello Spirito Santo, cui neppur Esso potrebbe contenere in sé tutta la verità intera, la quale può vivere soltanto nel seno del Padre. Difatti, nel vangelo di Marco, è il Cristo stesso che incorporatosi in Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato dal Battista, a esprimere questo concetto assoluto della verità, laddove Egli dice:

«Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre; (Mc 13,32)».

      Riflettendo profondamente su quest’aspetto assoluto della verità, possiamo pensare che nessun uomo sulla Terra per quanto possa essere evoluto, sia in grado di accogliere la manifestazione delle forze macrocosmiche divine del Padre, ma solo quelle del Dio Figlio e dello Spirito Santo, in quanto operano nel mondo Planetario e nell’ambito della seconda e terza gerarchia divina attraverso quell’Essere spirituale che conosciamo come “Divina Sofia”. Difatti, l’iniziato chiaroveggente che poté realizzare quest’altissima meta spirituale incontrando il Cristo sul piano del “Budhi” (conosciuto anche come “piano della Provvidenza”) fu Rudolf Steiner1, grazie al fatto di essere salito a un grado iniziatico elevato che possiamo paragonare a quel grado iniziatico conseguito dagli stessi discepoli durante l’evento di “Pentecoste”, ossia il sesto grado dell’iniziazione antica precristiana chiamato “Eroe solare”2 cui nell’iniziazione rosicruciana moderna, corrisponde alla “Fusione con il macrocosmo”. Egli poté realizzare quest’altissimo grado iniziatico grazie alla sua veggenza spontanea all’età di sette anni e poi dopo, una sera dopo un lungo lavoro, ebbe l’incontro col Sé spirituale all’età di diciannove anni. L’incontro con il suo Maestro spirituale e poi dopo, con altri, fra cui l’altissima Entità spirituale di Cristian Rosenkreutz, permise a Rudolf Steiner alcuni anni dopo verso la fine del 1900, (dopo essere passato attraverso prove molto dure), l’unione col suo Vero Io3, tramite cui gli fu possibile avere l’incontro con l’”Io Sono del Cristo”, diventando così uno dei Suoi più alti discepoli e collaboratore per la divulgazione della conoscenza del vero cristianesimo moderno, rinnovatosi attraverso l’Antroposofia4.  Rudolf Steiner indicò questo momento importante della sua vita, nel XXVI capitolo del suo libro “La mia vita”, ove egli scrive:

      «Il tempo in cui dicevo sul cristianesimo cose tanto contrastanti, se si guarda solo alla lettera, con quanto ho detto più tardi, fu quello in cui il vero cristianesimo cominciò a germogliare dinanzi alla mia anima come fenomeno di conoscenza interiore. Sul declinare del secolo quel germe si sviluppò sempre più. Poco prima avevo dovuto subire la prova interiore che ho descritto. Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza»; pag. 279 Ibidem.      

      Se comprendiamo quest’aspetto della verità realizzato dal grande Iniziato chiaroveggente cristiano nel XIX secolo, possiamo allora nell’anelito alla conoscenza superiore accogliere e sviluppare in noi attraverso l’Antroposofia, l’amore e la venerazione per lo “Spirito di Verità” che realizzò tutto questo e si presentò nel ventesimo secolo come Maestro dell’umanità e fondatore dei nuovi misteri del cristianesimo-rosacruciano moderno e della “Scienza dello Spirito o antroposofia”, conosciuto da noi antroposofi col nome di Rudolf Steiner. Egli fu molto osteggiato e calunniato nella sua vita e, naturalmente anche i suoi scritti furono e sono tuttora criticati da persone di scarsa moralità e disonestà intellettuale appartenenti a correnti di pensiero filosofiche, sia laiciste sia religiose. Questo ci porta a dire che quando in noi esiste l’impulso della vera ricerca e amore per la verità, l’atteggiamento morale e intellettuale che dovremmo manifestare di fronte a esperienze spirituali di uomini così evoluti che sacrificano la loro vita per il bene dell’umanità, sarebbe quello di avere nei loro confronti, il rispetto se non altro per la loro fedeltà e abnegazione nei confronti del mondo spirituale.  Ciò non vuol dire accogliere dogmaticamente la loro dottrina o pensiero filosofico, senza prima vagliarlo tramite il nostro giudizio intellettivo, purché privi di pregiudizio o nel peggiore delle ipotesi di disonestà intellettuale o, addirittura d’intolleranza verso il confronto dialogico che potrebbe portarci a una giusta armonizzazione e riconciliazione dei diversi punti di vista, alla stessa verità. Naturalmente ciò vale ricordarlo anche a noi antroposofi, ossia il non lasciarci andare a inutili critiche o ad atteggiamenti di superbia e di arroganza intellettuale di verità assolutistiche, cui ogni cosa che non è condivisa dalla Scienza antroposofica, è dannoso e sbagliato. Non mi pare che Rudolf Steiner abbia mai detto che la sua verità è assoluta e quella degli altri sia sbagliata; lui stesso ebbe a dire di non accogliere mai nulla per autorità, per ciò che aveva detto o potuto dire nei riguardi del suo insegnamento, come verità assoluta, ma vagliarla sempre col nostro sano raziocinio umano.  Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Oslo, il 17 giugno del 1910, in merito dice:

       «Male sarebbe se chi ancora non ha facoltà di veggenza spirituale dovesse accettare per cieca fede, quanto viene narrato. Io prego, come pregai a Berlino, di non accettare per fede o per autorità nulla di quanto posso aver detto o che dirò in seguito. Anche prima che si raggiunga la chiaroveggenza, esiste per l’uomo la possibilità di vagliare quel che risulta dall’osservazione chiaroveggente … Quanto ho potuto dire su Zarathustra o Gesù di Nazareth, su Ermete o Mosè, su Odino o Thor, sul Cristo Gesù stesso, io raccomando di non crederlo o accettarlo per autorità. Scongiuro di disabituarsi dal principio d’autorità, poiché esso è un male per noi … I migliori scolari della conoscenza spirituale sono quelli che vengono stimolati dall’insegnamento per metterlo al servizio e per provarlo nella vita … Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita»; (La Missione di singole anime di popolo O.O. 121, pag. 187-188).  (1. Continua)

 Collegno luglio   2012                                            Antonio Coscia

agg. novembre  2018

Note Integrative

1   Vedi la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

2     Nella via iniziatica antica si riconoscono sette gradi iniziatici quali:

Il Corvo – L’Occulto – Il Guerriero – Il Leone – Il Persiano (nome del popolo di appartenenza) – L’Eroe Solare e il Padre.

Anche nella gnosi cristiana il discepolo passava attraverso sette gradi iniziatici quali:

La Lavanda dei piedi – La Flagellazione – L’Incoronazione delle spine – La Croce – La Morte Mistica – La Sepoltura (Resurrezione) – La Resurrezione ( Ascensione).

Nella via iniziatica moderna cristiana- rosacruciana troviamo gli stessi sette gradi, ossia:

–   Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

–   L’acquisizione della conoscenza immaginativa ( mondo Astrale ).

–   La lettura della scrittura occulta ( corrispondente  all’ispirazione ).

–   L’inserimento nell’ambiente spirituale  ( corrispondente all’intuizione ).

– La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

–   L’unione col macrocosmo.

– Lo sperimentare come stato complessivo l’ esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

3     L’uomo secondo la conoscenza della Scienza antroposofica è costituito da “corpo, anima e spirito; a sua volta Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia” divide queste tre parti dell’Entità umana in tre volte tre parti e cioè:

Corpo = corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente.

Anima = anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente.

Spirito = Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito.

Queste tre parti o nove parti, sono gli strumenti articolati animici e spirituali quali veicoli dell’”Essere spirituale” dell’uomo, ossia l’Io. Ma sta di fatto che anche questo Essere spirituale o Io umano, è formato da tre “Io” che s’interpenetrano uno nell’altro che sono chiamati:

“Vero Io, Io superiore e Io terreno“.

         Il Vero Io è il nocciolo divino dell’uomo, il quale è conosciuto anche come Scintilla divina, poiché è un dono concesso all’uomo attraverso un unione particolare dei sette Elohim (Spiriti della Forma, Exusiai, Potestà) che lo accolsero dal mondo della «Parola universale», il quale si manifesta nel vero mondo spirituale come «logos umano» in divenire. È l’albero della vita menzionato nella Bibbia di cui si cibava l’uomo o l’Io superiore.

“Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”; Gn 2,9.

        L’uomo ha poi un secondo Io umano che chiamiamo «Io superiore», il quale è un dono di un frammento del fuoco divino degli Spiriti della Forma concessaci durante l’Epoca Lemurica e che è la nostra Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma, che non scende fino al livello terreno ma resta nell’ambito della sfera solare da dove proietta una sua immagine imperfetta, quale principio dell’Io inferiore o Personalità umana.

     In ultimo abbiamo il nostro Io terreno che come menzionato è un’immagine riflessa della nostra Individualità umana o Io superiore. Sia il Vero Io che l’Io superiore, non cambiano mai, ma evolvono e prendono coscienza attraverso i frutti che in ogni vita, una nuova Personalità terrena offre loro. Possiamo dire che in ogni vita la Personalità umana o Io terreno muore, ma acquisisce nuove facoltà umane e si rende più perfetto, fino a quando non realizzerà la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché potrà di nuovo congiungersi con la sua immagine spirituale cioè l’Io superiore. Questo è il lavoro che l’Io umano inferiore deve fare nell’attuale quinto periodo di cultura, ossia purificando e trasformando il corpo astrale in un principio microcosmico del Sé superiore, ma prima deve realizzare in sé lo sviluppo dell’anima cosciente.

Vedi anche le note 14-15 di 2. Note Integrative Antroposofiche.

4     Vedi la nota 31 di 6.Note integrative antroposofiche.

 

 

 

 

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura II

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       Se dunque prendiamo coscienza di tutto l’ambiente naturale che abbiamo intorno e lo elaboriamo nella nostra anima attraverso idee, pensieri e sentimenti morali, accogliendolo e vivendolo nella nostra interiorità quale bellezza del creato ed elevandolo al di sopra dell’ambiente fisico naturale, noi liberiamo questi esseri elementari ricollocandoli nella loro sfera originaria ossia la regione del fuoco, sciogliendoli dal loro incantesimo. E ancora in merito Rudolf Steiner a pag. 29 del libro citato, dice:

          “Come possono dunque le entità divino – spirituali che ci attorniano far sì che si produca il solido, il liquido, l’aeriforme, quali esistono sul nostro pianeta? Esse inviano giù i loro spiriti elementari che vivono nel fuoco, e li imprigionano nell’aria, nell’acqua, nella terra: sono i messaggeri elementari degli spiriti creatori, degli architetti spirituali. In origine gli spiriti degli elementi vivono nel fuoco. Nel fuoco essi si trovano ancora a loro agio, figuratamente parlando, ma poi vengono per così dire condannati a vivere nell’incantesimo (…). Questi esseri, ai quali dobbiamo tutto quello che ci circonda, sono stati magicamente confinati nelle cose che ci sono attorno”.

        Tutto quello che pertanto ci viene incontro dal nostro destino terreno tramite questi esseri elementari della natura, è dovuto appunto dall’operare degli Dei che vogliono aiutarci a evolvere e a perfezionarci e nello stesso tempo, ad acquisire un nuovo stato di coscienza superiore. Dipende poi da noi trovare il giusto rapporto con questi esseri elementari naturali dell’aria, dell’acqua e della terra, nel prendere coscienza e riconoscerli nella loro essenza sovrasensibile, attraverso la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da liberarli quando ci vengono incontro quali forze naturali durante la nostra vita terrena e quali effetti karmici attraverso le cose e gli avvenimenti del nostro destino.  Osservare i fenomeni che accadono nel nostro ambiente naturale, sia nell’ambito della natura terrestre che in quello dell’universo planetario e prendere coscienza dello spuntare di un fiore o lo sfiorire delle foglie in Autunno, oppure cogliere lo scorrere delle nuvole sospinte dal vento, o il levarsi del Sole del mattino, tutto ciò è opera della natura vivente dietro di cui agiscono gli “esseri elementari naturali”, cui quando gioiamo e rendiamo grazie per il loro sacrificio, allora noi li liberiamo del fardello e li leghiamo a noi nell’ambito della nostra anima, per liberarli infine, dopo la nostra morte dal piano fisico.

     L’uomo moderno ha dimenticato il rapporto con questi esseri della natura, ciò che ancora era possibile percepirli e prendere coscienza nel medioevo dantesco, attraverso le notizie che possiamo apprendere dal libro “il Tesoretto” di Brunetto Latini, dove appunto egli narra dell’incontro con la “dea natura” durante la strada di ritorno dalla Castiglia. E ancora prima dello sviluppo industriale agricolo nel XIX secolo e quel tecnologico informatico nel XX secolo, possiamo dire che l’uomo viveva più a contatto col mondo naturale e quindi con gli esseri della natura che bene o male (anche se non li percepiva) riusciva a convivere in un rapporto quasi armonico. Il contadino si alzava presto il mattino e usando un arnese semplice, arava la terra con tanta fatica e sudore cui seguiva poi la semina a mano, cui s’interpenetravano in modo incosciente, flussi e riflussi tra spiriti naturali e l’anima umana e in modo particolare, seguiva poi il ringraziamento al “Signore” prima di mangiare, quale retaggio religioso ricevuto dagli antenati. Con lo sviluppo tecnologico delle macchine agricole, tutto questo è venuto a cessare da quando è stato introdotto l’uso del trattore e delle altre macchine agricole simili, cui l’uomo, venne sollevato sì dal duro lavoro, ma perse il contatto con gli esseri naturali. Tuttavia non del tutto, poiché in un certo qual modo la vita contadina riesce ancora comunque a dare all’uomo, il modo di vivere e di esperire in un ambiente a lui connaturato qual è la vita reale con la natura terrestre, nella quale vivono gli esseri naturali elementari.

    Ma nel campo virtuale di Internet, telefonini e … altro, la cosa è alquanto diversa e pericolosa, giacché l’uomo è completamente escluso dal rapporto con gli esseri elementari naturali, dove qui invece, agiscono esseri elementari subnaturali. E in questo caso occorre prendere coscienza che questi esseri subnaturali sono al contrario, degli elementi intelligenti artificiali creati dall’attività di spiriti dell’ostacolo che vengono comunemente chiamati dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, spiriti «arimanici» (dal loro capo Arimane o Satana) e spiriti «luciferici» (dal loro capo Lucifero o Diavolo). L’attività di queste entità spirituali dell’ostacolo demoniaci che la chiesa cattolica confonde con un solo essere diabolico o mefistofelico, è molto più complessa di quello che credono i sapientoni teologi della scienza religiosa, in quanto agiscono non soltanto come tentatori nell’ambito della natura umana, ma sono anche quelli che con le loro azioni operano nella distruzione e nella morte dell’esistenza. E qui è ancora Rudolf Steiner che nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” ci mette sull’avviso di come operano questi esseri dell’ostacolo, e cioè:

    «Una specie di quelle entità spirituali [arimanici] si manifesta in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale. Per quanto sgraditi possano riuscire al presente certi nomi … chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi (…). Però queste entità arimaniche svolgono, dal mondo elementare, tra l’altro quell’azione che si esprime nella distruzione e nella morte dell’esistenza. Si può affermare addirittura che per i regni superiori della natura le entità arimaniche hanno il compito di causare la morte. In quanto la morte appartiene al necessario ordinamento dell’esistenza, il compito delle entità arimaniche è fondato in tale ordinamento»; (O.O.12, pag. 149-150).

      Ecco perché nella terza tentazione che Arimane sferrò contro il Cristo, (dopo essere penetrato negli involucri di Gesù di Nazareth attraverso il Battesimo nel Giordano da parte di Giovanni il Battista ed essersi allontanato nel deserto), Egli non poté vincerlo, come invece aveva fatto con Lucifero, ma volle solo tenerlo a bada poiché l’uomo ha bisogno di mangiare ancora il pane che produce la terra.

    « Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.  E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.  Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Mt 4,1

     L‘uomo prima di arrivare alla sua meta divina, ha bisogno ancora della sostanza spirituale che viene materializzata nell’ambito del suolo terrestre dalle forze arimaniche, per cui il Cristo non poté, vincere Arimane, ma dovette come dire, temporeggiare fino a che l’uomo non sia maturo per vincere e redimere egli stesso Arimane e, ciò, non potrà avvenire che alla fine dello stato di coscienza di Giove9, ossia nel prossimo eone planetario o incarnazione della nostra Terra. Questa scena possiamo contemplarla nell’immagine a lato, della statua di legno scolpita da Rudolf Steiner ed esistente a Dornach in Svizzera, dove egli scolpì questa statua per il primo Goetheanum costruito in legno, bruciato da avversari nemici dell’Antroposofia, nella notte di S. Silvestro il 31 dicembre 1922.

  Representative-Of-Humanity                 Ritornando al mondo subnaturale, dobbiamo dire che la questione si pone in modo diverso, perché qui operano soltanto delle forze subnaturali dall’intelligenza artificiale che sono dirette dagli spiriti inibitori dell’ostacolo, per lo più arimanici, il cui scopo è di separare, di staccare l’uomo dalla gerarchia superiore divina e integrarlo nel loro mondo, lontano dalla vita divina del Padre Cosmico. Non dobbiamo per questo rinunciare al progresso della scienza informatica per la paura di essere “posseduti” da questi esseri virtuali arimanici, perché come abbiamo visto, fanno parte di un piano evolutivo divino superiore alfine di contrastare e rafforzare l’uomo nella sua evoluzione dell’anima della coscienza, in modo che possa elevarsi alla consapevolezza divina di essere un figlio di Dio. Occorre però che impariamo a distinguere e a riconoscere l’effetto negativo che questi spiriti producono nell’ambito animico quando la nostra volontà viene come dire impigrita, resa abulica e sottomessa dalla bramosia delle immagini e dallo strumento tecnologico in sé, cioè quando l’uso diviene quasi ipnotico, simile a una droga virtuale. Occorre che ciò sia evitato imparando a difenderci dall’operare di questi spiriti arimanici e luciferici che agiscono sia dall’ambito esterno della natura, sia da quello più interno subnaturale e in modo particolare, dall’ambito di quest’ultimo dove diventa più difficile difenderci, a causa della realtà astratta virtuale in cui operano «esseri dall’intelligenza artificiale» quale manifestazione appunto di queste entità ostacolatrici.

     Il fascino virtuale di Internet, telefonini e… altro, nel campo dell’informatica, è per noi oggi e in modo particolare in quelli più indifesi cioè i bambini, molto seducente, in quanto la loro fonte ha un potere di comunicazione pressoché illimitato, sia a livello di conoscenza, sia quello d’immagini più disparate che girano per il Web (ragnatela mondiale), a volte istruttive, a volte volgari e violente, quindi nocive per l’anima e l’educazione morale del bambino (e… perfino degli adulti). Quando non si hanno molta forza di volontà e la coscienza poco desta, e facile venire dominati dalla bramosia di questi strumenti virtuali dai quali siamo attratti da un insano modo di usarli, similmente a come se venissimo drogati da un insaziabile divorazione d’immagini e di comunicazioni vocali. Dobbiamo per questo imparare a usarli (insegnando ai bambini come porsi nel modo giusto nei loro confronti, usandoli cioè, con parsimonia e secondo la necessità del momento) senza lasciarci troppo sedurre dal loro fascino virtuale, dietro di cui si cela la tentazione arimanica e di conseguenza luciferica. Cercare cioè, il giusto equilibrio per non lasciarci dominare ma imporre la nostra volontà umana che, qualora venga «esercitata nel modo giusto» (ossia che si accompagni a un giusto sviluppo morale del sentire e del pensare tramite gli esercizi che suggerisce la Scienza dello Spirito antroposofica), possiamo sviluppare in noi quelle facoltà intellettuali superiori, tramite cui è possibile realizzare lo sviluppo dell’anima della coscienza. Vale a dire, per meglio esprimere questo concetto, che se sviluppiamo la nostra volontà seguendo il giusto insegnamento dell’Antroposofia, abbiamo la possibilità di realizzare il giusto equilibrio nella nostra anima attraverso cui è possibile elevare il nostro pensiero intellettuale, a un grado superiore di pensiero intellettivo veggente, pienamente cosciente.

      La Scienza antroposofica, può essere molto di aiuto non soltanto alle persone adulte, ma in modo particolare ai giovani, tramite le diverse attività pedagogiche delle scuole steineriane o “pedagogia Waldorf” e per i più piccoli, gli “asili nido” presenti ormai in tutto il mondo; così come la “Comunità dei cristiani”, per chi ha ancora bisogno di coltivare un sentimento religioso. Attraverso la conoscenza della “saggezza” antroposofica, quale via di pensiero e del rafforzamento della volontà e del sentire umano, abbiamo maggiormente la possibilità di prendere coscienza dei pericoli e delle tentazioni, e del danno psichico che ne potrà derivare nel bambino in età più adulta dal mondo virtuale. Possiamo, volendo, anche soltanto leggere e accogliere la saggezza antroposofica, integrandola se vogliamo in un secondo tempo più opportuno, con la vita meditativa tramite un lavoro di riflessione e concentrazione, attraverso gli esercizi consigliati da Rudolf Steiner. Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” in merito egli dice:

         «La Scienza dello Spirito non significa solo l’appropriarsi di certe conoscenze, essa ha in altissimo grado il significato di un’educazione, di un’autoeducazione della nostra anima. Dopo essere penetrati per alcuni anni nella Scienza dello Spirito noi, diventiamo qualcosa di diverso: cambiano i nostri interessi, cambiano le cose alle quali prestiamo attenzione (…). Dal momento in cui si partecipa a uno studio scientifico-spirituale, partecipando con tutto il cuore e col sentimento agli insegnamenti della Scienza dello Spirito, già ha inizio l’esoterismo: la nostra anima comincia a trasformarsi, e ha inizio un processo simile a quello che subirebbe un essere che prima abbia percepito, mettiamo, solo il chiaro e il buio, e poi (per effetto di una diversa organizzazione dei suoi occhi) cominciasse a distinguere i colori.

   Tutto il mondo diverrebbe diverso per quell’essere. Basta osservare il fatto, basta riconoscerlo: tutto il mondo comincia a presentarsi con un aspetto differente, dopo avere messo in opera per qualche tempo l’autoeducazione spirituale che possiamo ricevere con lo studio scientifico-spirituale (…). Occorre invece rendersi conto che si educano i propri sentimenti coltivando la conoscenza dei fatti di un mondo superiore, e che in tal modo si trasforma la propria anima»; (O.O.n.136, pag.9).

    Occorre qui aggiungere che nel mondo dell’informatica virtuale, ossia Internet, telefonia, Tv, etc. dietro di cui agiscono gli “esseri intelligenti virtuali”, non abbiamo la possibilità di liberarli come al contrario, possiamo fare con gli “esseri elementari naturali”. Perciò mentre da una parte viene creata la “ragnatela informatica”, con tutti i pensieri astratti che girano in Internet (W.W.W. ossia: “Word, Wide, Web”, che significa appunto: “Ragnatela estesa in tutto il mondo”) da cui nasceranno tra alcuni migliaia di anni (quando la Luna si unirà di nuovo alla Terra) dei ragni “semiminerali e semivegetali” (O.O. 204 – Dornach, 13 maggio 1921) che l’uomo dovrà affrontare e potrà sconfiggere solo con la “Magia bianca”, altri, semplicemente li leghiamo a noi. Ossia vengono addensati al nostro “doppio arimanico-luciferico ” che alla fine, se l’uomo non compensa con una sana vita morale e meditativa, possono creare dei disturbi spiacevoli, come tic nervosi, o altro.   La cosa è alquanto diversa invece per i bambini, poiché sono più fragili degli adulti, per il fatto che i loro organi animici devono ancora formarsi, sono ancora in una fase delicata in cui hanno bisogno di essere attorniati da un ambiente sano e naturale. Essi come dire, imitano e succhiano sia dall’ambiente domestico in cui vivono che dal mondo esterno naturale, la linfa vitale per la loro crescita corporea e per la loro formazione caratteriale psichica quale identità futura che potrà determinare un’entità armonica, oppure, introversa e quindi infelice. Questo dipenderà dall’educazione morale e religiosa che i genitori sapranno impartire oppure no, al bambino in modo naturale e non attraverso una forma rigida e autoritaria, poiché ciò sarebbe deleterio e negativo per il bambino, giacché la sua indole animica-spirituale deve formarsi come sopradetto, attraverso l’imitazione; – perlomeno, fino al compimento del primo settennio. Pertanto un ambiente duro, autoritario o nella peggiore delle ipotesi volgare o irreale (per l’uso molto prolungato del telefonino o altri strumenti virtuali), potranno provocare in lui una menomazione, un difetto nell’ambito animico psichico – corporeo che può a volte manifestarsi accompagnato con atteggiamenti particolari non usuali di disturbi visivi, di nervosismo, insonnia o altro … e a volte, anche di casi più gravi.

    Qui  Rudolf Steiner ci mette sull’avviso,   che è possibile che questa errata educazione possa metamorfosarsi e manifestarsi in un’età più adulta o senile, con delle malattie che potranno essere gravi o meno, ciò dipenderà dalle forze negative accumulate durante l’infanzia, dovute appunto, da una cattiva educazione impartita dai genitori e a volte, anche da un insegnamento troppo rigido e autoritario da parte di pedagoghi e insegnanti. E in parte dipenderà anche dall’anima stessa del bambino, ossia dalle forze karmiche che egli porta con sé quale frutto delle sue vite precedenti, se egli sarà in grado nella vita da adulto compensare la cattiva educazione ricevuta da bambino con delle facoltà spirituali acquisite nella vita precedente che potranno in tal caso, sopperire e in parte ripristinare e vitalizzare le forze eteriche avvizzite dagli errori dell’infanzia, tramite un cammino spirituale. I genitori dunque, così come gli insegnanti e i tutori dell’infanzia possono aiutare i bambini ad alleggerire o ad appesantire maggiormente il loro karma, ciò fa parte della responsabilità morale degli adulti; molto per cui, dipenderà crescere in una vita familiare armonica, serena e cosciente, oppure no. Le tentazioni e i danni che possono derivare dall’uso di strumenti virtuali cui il bambino è sollecitato dalla televisione e dalla cattiva pubblicità, potranno essere mitigati appunto da quei genitori attenti e coscienti nei riguardi del bambino, cui sapranno imporsi con serietà e fermezza, non lasciando il bambino per troppo tempo da solo a giocare con questi strumenti virtuali, i quali, rendono passivi e inabili la focalizzazione e il lavoro che compiono invece i nostri organi dei sensi, quali: l’organo della vista e dell’udito e in particolare l’organo del cervello, cui possono formarsi nel modo giusto solo nell’ambito del mondo reale naturale.

    L’umanità moderna deve prendere coscienza del pericolo e del danno che possono incorrere i loro bambini, quando sono lasciati per troppe ore vicino agli strumenti virtuali. Ossia devono prendere coscienza che dietro queste immagini virtuali e ascolto vocale dei telefonini, agiscono da un mondo subnaturale esseri elementari virtuali, esseri dall’intelligenza artificiale che possono raggiungere quello stato più profondo del subconscio del bambino, in quanto la sua coscienza terrena non è ancora formata come l’adulto e quindi, non può proteggerlo e fare da filtro contro queste “ombre” arimaniche virtuali. L’Io superiore opera direttamente nel bambino proteggendolo fino al terzo anno di età nella particolare formazione del cervello, per cui, ogni giorno compensa il danno che ne potrebbe derivare dagli influssi negativi esterni, soltanto però per l’arco dei primi tre anni, ossia fino a quando nel bambino non comincia a inserirsi e a fare capolino, la coscienza dell’io. Ma dopo i tre anni, l’Io superiore ritira le sue forze plasmatrici cosmiche dal bambino, giacché dopo la nascita, l’io terreno non riuscirebbe più a sopportarle, si spezzerebbe, causando in lui la morte cerebrale. Perciò la responsabilità morale passa completamente ai genitori, cioè quello di vegliare attentamente sul bambino, alfine di evitare che questi esseri artificiali arimanici possano insinuarsi nella sua parte subcosciente dove non è più protetto dall’ Io superiore, per cui resterebbe più predisposta a delle conseguenze negative per la sua salute nella prima infanzia e più avanti nell’età adulta.  Dobbiamo proteggere i nostri figli usando quella forma di autorevolezza genitoriale che si manifesti con un atteggiamento di amore e severità e, facendo sì che il bambino, possa vivere maggiormente a contatto con la natura e perciò con gli esseri elementari naturali, educandolo al rispetto e a prendere coscienza della bellezza della natura. Il Sole per esempio che al mattino si sveglia e porta la vita e la gioia nei tre regni naturali e in quello superiore umano, mentre  i fiori  fanno capolino e aprono le loro corolle per essere baciate dall’amore dei suoi raggi; ma più di tutto occorre insegnare al bambino la “gratitudine” per ogni dono che la natura ci offre attraverso i suoi frutti, l’acqua, l’aria, che ci consentono di poter vivere la nostra esperienza sulla Terra, grazie all’amore sempre presente di Dio Padre.

    E ancora qui per terminare, possiamo aggiungere che Rudolf Steiner quale grande iniziato chiaroveggente cristiano-rosacruciano, ci rivela  attraverso la Scienza antroposofica che tutte le sofferenze e le malattie che possono manifestarsi nell’età adulta o senile, sono in parte  dovute agli errori generati nell’infanzia, da un atteggiamento errato dell’abuso d’autorità (anche l’abuso errato che può esercitare il Maestro d’asilo o elementare)  nei riguardi del bambino. Per cui questo abuso negativo d’autorità, può essere compensato o, come dire porvi rimedio, se durante l’età che va dai 21 ai 42 anni, nasca nella persona in questione,  lo stimolo a coltivare la vita spirituale. Ciò può essere realizzato, sia coltivando in noi stessi una sana vita religiosa, che quello di percorrere una via di conoscenza, purché in entrambi i casi possiamo vivere quel processo evolutivo della vita dell’anima, che ci porti a realizzare in noi la coscienza morale, tramite cui possiamo sperare di avere un giorno la “grazia”, di avere l’incontro col  Cristo eterico.

Collegno,     13 luglio   2017                                       Antonio Coscia

Agg. e corr. 8 novembre 2018

Sopra: Castello di Pralormo, Torino (Italia)

Sotto: Immagine del Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner e collocata a Dornach in Svizzera, nel secondo Goetheanum costruito in cemento dopo che il primo costruito in legno, fu distrutto da un incendio doloso.

Note Integrative

9    Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare.

(Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta”).

Possiamo per ultimo ancora aggiungere che soltanto nello stato di coscienza di Giove, l’uomo potrà vincere Arimane in quanto non avrà più bisogno del mondo minerale, poiché come appunto menzionato, l’evoluzione umana avverrà in uno stato di materia più sottile, cioè come menzionato, in una materia astrale più perfetta. Vedi anche la nota 7.

 

 

 

 

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura I

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       «Di continuo, dal mattino alla sera, qualcosa degli spiriti elementari incantati [creati dagli Dei dell’evoluzione normale], passa nell’uomo. Mentre percepiamo gli oggetti che ci circondano, una schiera di spiriti elementari, che fu condannata all’incantesimo e che continuamente vien resa prigioniera a causa dei processi di condensazione del mondo, passa senza posa in noi. Consideriamo ora l’uomo che, fissando gli oggetti, non provi alcuna inclinazione a riflettere su di essi, a far vivere nella sua anima lo spirito delle cose. Egli se la prende comoda: vive sulla Terra, ma non produce alcuna elaborazione spirituale, né con le idee, né coi sentimenti, in nessun modo; rimane per così dire semplice spettatore di quanto materialmente incontra nel mondo. In tal caso gli spiriti elementari entrano in lui, e rimangono nel suo interno; sono in lui, ma nel processo cosmico non hanno guadagnato altro se non d’essere penetrati dal mondo esterno nell’uomo (…). Nella sua vita l’uomo è come un punto di transito per gli spiriti degli elementi. Quando poi, compiuto il suo soggiorno nei mondi spirituali, egli rinasce in un’incarnazione successiva, lo accompagnano nella sua rinascita tutti gli spiriti elementari che egli non ha liberato prima, e con lui ritornano nel mondo fisico; invece quelli che ha liberati non deve più riportarli con sé quando ridiscende; essi hanno fatto ritorno al loro elemento originario».

Gerarchie Spirituali O.O. n.110 – pag.29-30-31

       Come possiamo leggere da questo stralcio di conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Düsseldorf la sera del 12 aprile 1909, laddove egli mette in evidenza il complesso mondo elementare che da dietro le quinte dell’esistenza spirituale, operano nel nostro mondo fisico “esseri elementari” che si manifestano nell’ambito della natura terrestre come “forze naturali” che conosciamo attraverso i quattro elementi essenziali terrestri, ossia: “Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra (solido). Questi “esseri elementari” la cui appartenenza a diverse specie in sé molto complesse, dobbiamo collocarli a un regno elementare eterico – astrale, cui possiamo indicare quattro gruppi o specie elementari principali, cui sono: “ Le Salamandre (esseri elementari del fuoco), le Silfidi (esseri elementari dell’aria), le Ondine (esseri elementari dell’acqua) e gli Gnomi (esseri elementari della terra o solido). Questi esseri elementari naturali sono delle creature che essenzialmente appartengono alle diverse gerarchie spirituali superiori, sia della giusta evoluzione, cioè gli Dei del progresso, che di quelli del contrasto, ossia Lucifero e Arimane che agiscono da inibitori con un’altra specie di esseri elementari che chiamiamo: “Esseri elementari luciferici e arimanici” che operano in altri ambiti della natura e subnatura. Tutto ciò che è intorno a noi, l’universo fisico planetario, insieme alla natura terrestre che ci circonda, non è altro che la manifestazione di “forze spirituali” che come dire, sono state incantate, solidificate dagli Dei come nostro mondo naturale. Esse sono create dagli Dei, così che fosse data all’uomo la possibilità di sviluppare il suo essere triarticolato, vale a dire il suo corpo, la sua anima e il suo spirito, o per meglio dire, dare all’uomo la possibilità di sviluppare la coscienza autonoma e libera dell’Io umano, in modo che possa realizzare tramite lo sviluppo di un principio spirituale superiore, il “vero uomo” o “Vero Io”. Possiamo in questo aggiungere, per meglio capire quest’aspetto, che i due “alberi biblici” esistenti al principio nel “Paradiso terrestre”, e che furono separati dalla tentazione di Lucifero1, hanno la possibilità attraverso l’esperienza umana terrena, di ri-congiungersi di nuovo, ossia l’”Albero della vita” (il Vero Io)2 e l’”Albero del bene e del male” (l’Io superiore e l’Io terreno)3.

Anche S. Paolo a quanto pare sembra conoscesse questo segreto della natura laddove nella lettera ai romani, egli dice:

       “Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.  Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”; Romani 8,18-23.

       Naturalmente qui S. Paolo allude solo a uno stato futuro in cui l’uomo redimerà completamente se stesso unendosi al suo Io superiore o Sé spirituale (e in secondo tempo anche al suo “Vero Io”), divenendo in tal modo un vero figlio di Dio, cioè raggiungendo la consapevolezza di essere stato generato da Dio quale frammento della stessa sostanza spirituale e redimerà di conseguenza, con l’aiuto del Cristo, anche tutti gli “esseri elementari” terrestri. In tal modo la Terra passerà in quello stato futuro in cui nell’Apocalisse di Giovanni è annunciata come “Gerusalemme Celeste”, ossia il prossimo quinto stato di coscienza cosmico4 che nella Scienza dello Spirito o antroposofia5 conosciamo col nome di “Giove”6; dove l’uomo continuerà lo sviluppo della sua anima divina superiore come “Angelo” e come parte di decima gerarchia che si aggiungerà alle nove gerarchie spirituali superiori divine. Come possiamo rilevare da questi pochi concetti, lo sviluppo e il perfezionamento umano di ogni singolo uomo si protrarrà ancora per moltissimi millenni prima che l’uomo possa giungere a quello stato di coscienza superiore del Sé spirituale, dove inizierà lo sviluppo della “coscienza immaginativa7 superiore macrocosmica” su di un piano divino superiore, ossia quello attuale degli Angeli, che possiamo definire “Astrale più perfetto”.

      Ritornando agli esseri elementari che come abbiamo letto, possiamo liberarli dal loro stato di “prigionia magica” se prendiamo coscienza di tutto ciò che ci circonda e partecipiamo attivamente con amore a ogni manifestazione di: nascita, crescita, maturazione e morte della natura. Occorre però dire che questi esseri della natura i quali, come citato, sono la manifestazione della spiritualità che agisce da dietro le quinte del nostro mondo fisico naturale, operano non solo nell’ambito della nostra natura circostante, ma anche in quello della natura animica interiore umana. E il fatto di non liberare nell’arco della nostra vita, ossia di non prendere coscienza della bellezza naturale che ci circonda né di operare alla sua trasformazione, ma vivendo la vita in modo superficiale, questi esseri elementari li leghiamo a noi fin dopo la morte, in modo che essi non possono ricongiungersi alla loro spiritualità originaria (il fuoco), perché sono legati magicamente dagli Dei alla nostra Terra. Cosicché saremo obbligati a prenderli con noi nella seguente incarnazione, non senza una conseguenza karmica negativa nei nostri confronti, quale destino di contrasto o di aiuto secondo il nostro comportamento sensato o incosciente nei loro riguardi. Ciò vuol dire che li legheremo al nostro “Doppio arimanico e luciferico”8 e saranno apportatori di malattie e disturbi psichici o altro, a secondo dei casi. Nel corso di questa vita invece, quelli che liberiamo possono unirsi alla loro spiritualità originaria, solo dopo la nostra morte e, nell’arco della nostra vita attuale terrena, possono essere per noi apportatori di bene.  (1. continua)

Collegno,    13 luglio 2017                                   Antonio   Coscia

Agg. e corr.  7  novembre 2018

 Note Integrative

1    Lucifero è l’Entità dell’ostacolo che conosciamo come “Diavolo” e che diversamente da un altra Entità dell’ostacolo con caratteri più satanici o mefistofelici che chiamiamo Arimane (Satana), agisce nell’anima umana come impulso egoistico. Lucifero esiste nella diversa scala gerarchica nell’ambito di tutte le gerarchie spirituali superiori, per cui il Lucifero che opera quale tentatore dell’anima umana, appartiene alla categoria degli Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione umana, sull’antica Luna. Possiamo pertanto dire che Lucifero è un super-uomo antico che non avendo compiuto il perfezionamento dell’Io umano,  è come dire esiliato dalla sfera angelica dei suoi fratelli solari e costretto pertanto a operare dall’ambito della sfera astrale lunare, da dove agisce come inibitore e tentatore nella contro-immagine del corpo astrale dell’uomo. Egli è rappresentato nell’immagine del serpente che nel “Paradiso terrestre” persuade Adamo ed Eva a mangiare la mela, cosicché vengono rimproverati da Dio e cacciati dal consesso divino, per aver disobbedito e conosciuto anzitempo il mistero del bene e del male che farà sì che Adamo ed Eva, possano conquistare la libertà e l’autocoscienza autonoma, alfine di non essere più un semplice specchio degli Dei, ma diventando come loro.

        « Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita»; Gen 3,22-24 . (Vedi anche la nota 22 di 3.Note integrative antroposofiche e la nota 25 di 6.Note integrative antroposofiche).

 2     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancor più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

3    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

4     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

      I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

(Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

5     Non si può definire in una nota che cosa sia la Scienza dello Spirito o antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa, trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha (la memoria universale esistente al di sopra della sfera stellare o della “Provvidenza”, chiamata “sfera del Budhi”), le immagini grandiose della “Scienza occulta”. Così come dai mondi dello spirito ci porta a conoscenza della manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

 6      L’evoluzione del’uomo si compie attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, si incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamata, «coscienza immaginativa». Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova «Gerusalemme Celeste».

7      La coscienza immaginativa è una coscienza superiore che verrà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico soltanto durante l’evoluzione di «Giove», per cui durante lo stato terrestre, possiamo sviluppare solo un aspetto inferiore microcosmico, tramite cui l’uomo non pensa più col pensiero concettuale o intellettuale, ma attraverso un vedere o un pensare in immagini. Il nostro pensiero concettuale o intellettuale, è una manifestazione del nostro cervello fisico che riflette i pensieri che l’anima accoglie dallo Spirito universale e perciò, i nostri pensieri non sono reali, sono come dire, dei pensieri ombra, dei pensieri morti che perdono la loro realtà spirituale originaria, durante la loro manifestazione nel mondo terreno. Questo permette all’uomo di essere libero, e di poter evolvere attraverso lo sviluppo della coscienza morale che deve imparare a distinguere il bene dal male. Se i pensieri fossero viventi, ossia se non perdessero la loro reale caratteristica d’immagine, ci costringerebbero a pensare e a dire solo ciò che essi esprimono nella loro realtà spirituale. Per meglio capire questo concetto, diciamo che se i pensieri dell’uomo fossero pensieri viventi, egli non potrebbe mentire, sarebbe condizionato a dire solo ciò che i suoi pensieri appunto esprimono nella loro realtà universale. Ma siccome l’uomo è nello sviluppo dell’anima cosciente, cioè quella parte superiore dell’anima umana che è congiunta al nostro Io superiore spirituale, di conseguenza l’uomo entrando in modo cosciente nel mondo spirituale, deve elevare anche il suo pensiero razionale-intellettuale perché non idoneo a comprendere il mondo superiore. Il nostro pensiero è adeguato a comprendere solo la realtà del nostro mondo fisico che è il riflesso del mondo spirituale, vale a dire che per comprendere il mondo spirituale superiore, occorre un pensiero immaginifico veggente, ossia il pensiero immaginativo o coscienza immaginativa superiore che sarà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico, soltanto durante l’evoluzione di «Giove».

8      Il Doppio arimanico o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è nella maggior parte dei casi un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico – astrale influenzando i nostri pensieri e i nostri sentimenti egoistici. Cioè per dirlo in modo diverso, il “Doppio” è una manifestazione di Entità arimaniche e luciferiche che dal mondo astrale agiscono nei nostri corpi animici umani, ossia nel nostro corpo eterico e astrale umano, addensandoli e oscurandoli con le azioni karmiche negative delle nostre vite passate che non abbiamo perfezionato, con cui esso si unisce. Vale a dire che è quella parte di noi stessi cui non siamo riusciti a perfezionare nelle nostre vite passate e di cui il nostro Io superiore si riveste, assumendo una figura demoniaca quale immagine riflessa della nostra imperfezione morale che possiamo incontrare nel mondo eterico- astrale, durante il percorso cosciente del secondo gradino iniziatico della coscienza immaginativa. Occorre distinguere il “Doppio arimanico” che agisce maggiormente nel corpo eterico influenzando l’anima razionale (pensiero cosciente), mentre suo fratello (Doppio astrale) con caratteristiche luciferiche, agisce nel corpo astrale influenzando l’anima senziente (sentire incosciente). Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Va ancora detto che quest’essere arimanico non sopporta la morte umana, per cui egli lascia l’uomo tre giorni prima che questi lasci il piano fisico.

Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

     «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.