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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

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         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

 «Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divino spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

        La legge karmica che nel quarto periodo greco-romano si presentava quale legge del “Taglione” data a Mosè sul Monte Sinai da Jahve, venne modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e della dedizione agli altri, cui è iniziata a operare nel XX secolo del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico, per il fatto che il Cristo ha assunto su di Sé la legge karmica che prima veniva amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”), ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per spiegarci meglio, diciamo che se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare il “debito karmico” (peccato), attraverso un azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non venga estinto e così pareggiato l’imperfezione karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, può trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”; ossia quello che secondo l’Antroposofia, sarà il nuovo avvento futuro del sesto periodo di cultura, come già menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza, (oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati, ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima della coscienza il cui sviluppo iniziato nel 1413 del nostro quinto periodo di cultura, non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica, la quale agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo. Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, in quanto Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in se stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» ( O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un istituzione come è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa pertanto non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica a cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluto, ma da cinque Personalità comune aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale “soggettivo” negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, verrebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner, come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale detta “Akasha” e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza dell’anima angelica di Gesù di Nazareth. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica1, accolse in Sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, l’archetipo dell’umanità nel suo Sé superiore (Manas); mentre durante l’evento del Golgotha, fu risvegliato dalla morte il suo Io, umano, al quale bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la “coscienza dell’Io”. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza dell’anima Natanica (viene anche così chiamata per il fatto che nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto discendere dalla linea sacerdotale di Natan,   figlio del re Davide), ebbe quale effetto risvegliatore della rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata. Pertanto questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformandosi in modo naturale nei prossimi millenni nell’ambito dell’umanità, dando luogo a un risveglio naturale  della forza veggente immaginativa, a cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico” nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico cui seguirà un  risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sia per quelli che seguono una corrente spirituale sia per chi opera moralmente nella vita comunitaria, sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni  diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica, andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a discendere troppo nel materialismo arimanico.

Collegno   21 luglio 2019                                                                                 Antonio Coscia    

Sopra: Scuola di Atene, particolare di Raffaello

1   Nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto risalire fino ad Adamo e da questi a Dio; ossia qui abbiamo la pura “Immagine divina” creata da Yahve-Elohim e trattenuta come anima archetipica dell’umanità cui venne sottratta dalla tentazione di Lucifero e trattenuta  nel mondo solare con la protezione dell’Arcangelo Michele.  Per meglio dire diciamo che ad Adamo furono sottratte delle forze archetipiche (un’anima gemella)prima che venisse tentato da Lucifero, e che s’incarnò per la prima volta alla “svolta dei tempi” come Gesù di Nazareth, il quale fu il portatore del Cristo per tre anni e che morì sulla croce del Golgotha resuscitato dal Cristo, il terzo giorno della Domenica di Pasqua ebraica.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

     È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali dell’epoca seguente, in questo caso del prossimo futuro sesto periodo di civiltà, menzionato dall’Apocalisse di Giovanni come periodo di “Filadelfia”, dove appunto l’umanità riceverà dall’alto (per quelli che si saranno preparati spiritualmente e moralmente nel nostro quinto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente), un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura, che terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura (3573 – 5733 circa), in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana; vale a dire l’unione tra l’anima e lo spirito umano, attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata “Cana”, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9). È il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni, cui non è possibile approfondire ulteriormente in questo tema che vuole soltanto evidenziare il pensiero di Rudolf Steiner nei riguardi dell’attuale epoca dei Pesci che durerà ancora per diversi secoli.

Le nozze spirituali che sono qui menzionate, sono riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o lo spirito superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro  periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica. Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni cosmici” o “Stati di Coscienza Cosmici” di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Quinta Postatlantica, Sesta Postatlantica e Settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, per ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte degli arti corporei, animici e spirituali, e un grado di perfezionamento morale tramite cui l’Io umano possa realizzare in sé la coscienza autonoma e libera, e autoconoscersi quale essere originario divino fino a quando alla fine dell’eone terrestre, non raggiunga quel grado spirituale che lo eleverà allo stesso grado degli Angeli; dopodiché continuerà a perfezionarsi su ulteriori gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” quale creatore di mondi. (Lo sviluppo degli stati di coscienza è molto più complesso di quanto possiamo immaginare, e non è possibile dilungarci più di quel tanto in questo articolo, per cui invito gli interessati a farlo attraverso l’approfondimento del libro scritto da Rudolf Steiner “La Scienza Occulta” O.O. 13).

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove l’uomo continuò la sua evoluzione corporea – animica, iniziando il primo periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la direzione della guida divina o ”Manu” (Noè), dobbiamo collocarlo quando il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato, con l’inizio della quinta Epoca Postatlantica ebbe inizio anche il primo periodo di cultura (circa 7227 a.C.) chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “Paleo Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “Paleo Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove sviluppò il corpo senziente (corpo astrale). Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’Io umano, inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Per cui il terzo periodo di cultura è chiamato egizio-caldaico-ebraico e il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia, ossia l’Ermete egizio o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”, mentre all’altro discepolo, cioè a Mosè fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi Il Vangelo di Matteo O.O. 123), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle “Stelle” la volontà divina degli Dei, la quale si manifestava come direzione divina dell’umanità, ispirando i sacerdoti iniziati nei “Templi misterici”, ai quali veniva data la conoscenza della Scienza, dell’Arte e della Religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e modi diversi. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, etc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, e tra la nostra  storia millenaria e la tradizione antica  cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza, e al risveglio ora dell’Io personale grazie all’evento del Golgotha, cui l’Altissimo Dio solare facendosi uomo e attraversando la morte e la resurrezione, diede a tutta l’umanità la possibilità di redimersi, riscattandoci dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, e di poterci elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato concesso finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Per questo fu chiamato il “Tempi dei Tempi”, quale evento che non si ripeterà mai più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre e quale pietra miliare, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (in riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo; naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi dobbiamo compensarli attraverso la “legge karmica”.   (2. Continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Sopra: Rappresentazione immaginativa della costellazione dell’Acquario

      

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

        Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet, che il nostro Sole si trova nel mezzo del sistema solare, attorniato da 12 costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco” e che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Rudolf Steiner dice che quando le loro forze luminose della durata si manifestano nel tempo, esse si scompongono in due elementi, uno buono e uno cattivo. Allora delle dodici forze luminose spaziali della durata che entrano nel nostro zodiaco temporale, si trasformano, di cui: «Sette costellazioni restano “diurne” ossia luminose, e sono quelle che vanno dall’Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia; e le altre cinque, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, diventano “notturne” cioè si oscurano, diventano maligne» (O.O.113, Monaco 31 agosto 1909, pag. 178). Il compito dell’uomo è quell’appunto di ri-trasformarle di nuovo in forze luminose del bene, ossia quello di redimere il male; così facendo l’uomo redime se stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma che grazie al quale, ha la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro viene però contrastato da spiriti dell’ostacolo il cui compito è rafforzare l’anima umana, che attraverso l’accoglimento dell’Impulso del Cristo può vincerle e redimere non solo se stesso, ma anche questi spiriti del male reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine a cui essi appartengono. Rudolf Steiner dice che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza, secondo l’Antroposofia”. Questi 48 spiriti divini superiori, ossia queste quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose nell’ambito del cosmo stellare e nel nostro zodiaco temporale, vale a dire nel nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo dalla costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore, grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le quattro Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come “Stella”; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole soltanto come “Pianeta” del nostro sistema planetario. Questo perché secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti, “stellare e planetario”. Vale a dire che da una parte si apre al mondo stellare il cui il compito di evolvere è dato alle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, si apre al mondo planetario quale pianeta centrale del nostro sistema solare, il cui compito evolutivo è dato dalle forze cosmiche degli spiriti del Movimento e gli spiriti della Forma che hanno a disposizione appunto, solo le forze spirituali per far evolvere il Sole nel suo aspetto planetario.

Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria, per meglio capire in parte, i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’Universo fisico, e di cui la Scienza ufficiale ignora del tutto, basandosi esclusivamente, in modo infantile, solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema, e cioè se attualmente l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario. Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le 12 costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione, di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado; per cui dopo 72 anni, il Sole si sposta di un grado (1° grado) nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati 72 anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dall’Astronomia astrologica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistante una dall’altra, alcune hanno uno spazio minore di 30° gradi, altre sono più ampie. Pertanto i veri astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà delle caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dall’ora di nascita, e che nel redigere l’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Perciò fu stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altra di 30°, e per cui di conseguenza l’intero cerchio che il Sole precede in moto apparente attraverso lo Zodiaco è di 360° gradi. Fatto questa premessa dobbiamo ora capire in che epoca viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione sorgeva e quando entreremo sotto l’influenza delle forze oscure dell’Acquario, in quanto abbiamo visto che l’uomo deve purificare e redimere le cinque costellazioni notturne?

In questo possiamo avere l’aiuto e la risposta dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro (360°) attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il Sole il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360° gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone, ”Anno platonico”. Vale a dire che quando nel cosmo stellare sia trascorso un “anno platonico”, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole attraversa una costellazione, ossia si sposta di 30° gradi, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1°) atraverso  una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 72 anni, cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Cioè un “giorno cosmico”  ha sempre significato nella conoscenza esoterica, la durata media della vita umana, in quanto esiste appunto un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i 72 anni, è un dono divino che si manifesta ora, in un nuovo rapporto tra l’uomo e il pianeta Sole. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio della primavera di quest’anno, eravamo a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati nell’anno 1413 circa e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa. Dopo questa introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo. (I. continua)

 Collegno 24 giugno 2019                                                                      Antonio Coscia

 Sopra: Sopra: la $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

 

Il potere che può obnubilare l’anima I

Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

            «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana e cioè: il potere spirituale, il potere giuridico e statale, e quello dell’economia, i quali devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner (1861-1925) più di un secolo fa, consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” egli scrive: «Per intravvedere la necessità della “triarticolazione sociale” dell’organismo sociale in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diversa … Queste tre correnti, dall’origine diverse, si confondono caoticamente l’un l’altra … (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea, continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera molto più quello di ieri giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della “casta spirituale sacerdotale”. Le parole che il Cristo enuncia duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”; era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale, fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana.

Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere spirituale sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte, da gesti religiosi enigmatici, di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e, per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero: ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica i tre versi tra i più importanti comandamenti dell’insegnamento del Cristo, citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  1. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”; (Mt 22,37).
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Mt 22,39).
  3. Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, vale a dire dimenticando il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io personale, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute dall’Io umano e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o dal suo “Doppio negativo mefistofelico”. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini, i quali inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi) giacché viene a mancare l’unità nel Cristo, diventando così impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quello attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo.

Questa forza antisociale caotica che l’Io inferiore non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e… altro che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto alcuni giorni fa a Milano in un comizio elettorale tenuto da un politico, cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali, persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Questo modo ingannevole di agire su nature più deboli mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocifisso del rosario”, simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera giuridica – statale attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una “giusta causa” che possa realizzare quell’impulso cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità di potere, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico e statale; giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa il nostro stato economico sociale.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri, secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”. Questo vuol dire che il nostro karma (ossia l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con coscienza. Egli ci chiede di compensare la nostra azione attraverso un atto morale che porti al pareggio, ossia tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi: “L’impulso d’amore, ossia aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e il vero perdono da parte della persona che abbiamo offeso; queste sono le due azioni cristiane che conducono all’impulso della vera fratellanza universale.

Ma affinché ciò possa essere realizzato, dobbiamo accogliere in noi l’Impulso del Cristo, e imparare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, e amare il prossimo come noi stessi; cosicché il Cristo possa riequilibrare attraverso l’unità spirituale, la nostra imperfezione morale così da preparare una nuova fratellanza che sarà realizzata in un prossimo futuro, chiamato il periodo di “Filadelfia”. L‘Antroposofia può aiutarci ad accogliere l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e a risvegliare in noi la coscienza del Cristo, trasferitosi nel XX secolo nell’anima umana tramite il “nuovo Adamo” menzionato da Paolo di Tarso (I Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità Gli apra la “porta del cuore”. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo trovare l’aiuto del Cristo, che quale Luce divina irradia le Sue forze spirituali nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta divina.     (I. Continua)

Collegno 29 maggio 2019                                                              Antonio Coscia

Sopra: Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

 

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente III

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       Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,19).

       Ciò non toglie comunque che nella nostra aspirazione verso la “fede di conoscenza”, possiamo incontrare uomini evoluti, anime che destano in noi un senso di benevolenza che possiamo ammirare, amare e avere una profonda venerazione per la verità da loro incarnata, ossia “Maestri di saggezza” che possiamo sempre incontrare sulla via di conoscenza e ai quali, possiamo aprirci con fiducia. Ma essi devono essere considerati da noi soltanto come amici, come dei fratelli maggiori cui possiamo chiedere consigli e non che debbano diventare per noi la guida personale, cui affidare il nostro destino in modo servile. Da essi possiamo perciò avere quei consigli che ci aiutino a sviluppare quel primo aspetto di fede che si basi sul sapere, cioè sullo sviluppo del pensare intellettivo cosciente tramite esercizi di concentrazione, meditazione e contemplazione, consigliati per esempio attraverso lo studio dell’Antroposofia. In merito Rudolf Steiner in una conferenza del 2 dicembre 1911 tenuta a Norimberga, parla della possibilità di poterci elevare alle forze di fede attraverso il sapere, dove appunto egli dice: «Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana, dobbiamo avere nella nostra anima la capacità di mirare a un mondo soprasensibile, di dirigere su di esso i nostri pensieri e tutte le nostre rappresentazioni. Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

“Solo il sapere può essere la base della fede”; queste parole di Rudolf Steiner, ci indicano come possiamo trovare la base o il primo aspetto della fede se impariamo a lavorare attivamente su noi stessi, purificando il nostro egoismo che ci deriva dalle brame, dai desideri e dalle passioni che nascono dal nostro corpo astrale inferiore. Ciò darà modo al nostro intelletto di risorgere dal materialismo arimanico in cui è caduto e possa entrare in relazione con la sua origine divina spirituale, cioè col vero corpo astrale superiore, di cui quello inferiore è solamente un’immagine imperfetta rispecchiata. In questo modo non solo purifichiamo la vita del nostro pensare ma anche quella del sentire, cosicché aiutati dall’impulso del Cristo, potremo elevarci fino a compenetrarci della vera forza di fede del corpo astrale o anima superiore sopra citato, in modo di avere non solo la possibilità di vivificare il nostro corpo eterico, ma dare una risposta anche al senso di tutta l’evoluzione umana.

Tutto questo ci porta ora a riflettere che non basta semplicemente dire che vorremmo avere la certezza della fede in ciò che non vediamo e non possiamo toccare con mano, poiché la vera fede è una qualità morale spirituale connaturata al “corpo astrale superiore”, per la quale possiamo compenetrarci soltanto attraverso un cammino esoterico di conoscenza tramite quelle correnti spirituali, che mettono al loro centro, l’Impulso del Cristo. Porre cioè al centro della nostra vita umana la possibilità di trasformare il nostro pensiero intellettuale materialista in un pensiero intellettuale veggente cristico, in modo da riuscire a compenetrarci e unirci al “corpo di fede”. Ciò ci permetterà di operare con dedizione e amore entro la vita sociale della comunità terrena, tramite quegli atteggiamenti di comprensione e di tolleranza cui ogni vero uomo dovrebbe arrivare a manifestare quale sviluppo superiore della vera fratellanza universale, che dovrà essere preparata e realizzata nel futuro sesto periodo di “Filadelfia”; in modo particolare tutti quelli che si autodefiniscono “antroposofi”.

In merito va ricordato che tutto il nostro quinto periodo di cultura si fonda sia sullo sviluppo dell’anima cosciente, sia su quello della facoltà della fede, cioè vale a dire che il loro sviluppo si protrarrà fino all’anno 3573 circa; dopodiché l’umanità entrerà nello sviluppo del Sé spirituale insieme con quello della facoltà dell’”amore”, cioè della qualità del vero amore cosmico-umano. Questo vuol dire che l’umanità ha a disposizione circa 1500 anni per sviluppare sia l’anima cosciente, sia quello di compenetrarsi delle forze di fede del corpo astrale superiore. Ma essendo l’uomo sceso troppo in basso nel materialismo e nell’egoismo solo fine a se stesso, può comportare il rischio di non arrivare all’appuntamento col Sé spirituale, in quanto il corpo eterico da cui fluisce la vita cosmica che ci permette di vivere, se non è alimentato e vivificato dalla vita spirituale, rischia di disseccarsi, d’inaridirsi, e quindi nell’impossibilità di avere in futuro un corpo sano per reincarnarci. Detto altrimenti, se l’umanità non riuscirà a compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e purificare il suo atteggiamento egoista nel suo cammino evolutivo normale, sarà difficile che possa arrivare alla fine del quinto periodo di cultura e compenetrarsi delle forze di fede come patrimonio morale, comune a tutti gli uomini di buona volontà; al contrario invece, di chi oggi può decidere di accorciare questo periodo tramite la via esoterica di conoscenza rosicruciana, qual è l’Antroposofia.

Difatti la “fede”, insieme all’”amore” e alla “speranza”, fa parte delle tre qualità cristiane che occorrerà sviluppare nel quinto, sesto e settimo periodo postatlantico4, per cui essendo la fede in relazione allo sviluppo del corpo astrale, è la prima qualità che insieme allo sviluppo dell’anima cosciente e della coscienza morale, cui dobbiamo conquistare in questo nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché l’umanità inizierà a sviluppare l’anima divina superiore che nel sesto periodo postatlantico, riceverà come dono dagli Angeli quale principio del Sé spirituale, insieme allo sviluppo dell’amore che costituirà l’inizio della vera fratellanza universale, e in seguito, nel settimo periodo dello sviluppo della speranza, il principio microcosmico dello spirito Vitale5.

In merito a tutto quello che si è detto, è facile capire ora che queste qualità vanno conquistate giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraverso le prove e le sofferenze che durante la nostra vita, in modo naturale, sono vissute nell’incoscienza da tutte le anime umane che seguono il corso normale della vita. Chi invece, deciderà di seguire in modo cosciente un cammino spirituale esoterico cristiano, dovrà adoperarsi nella continua ricerca della fede e delle verità superiori, attraversando le esperienze dolorose e le prove della vita con più consapevolezza, aiutati soltanto dalle conoscenze che ci sono concesse dalle grandi “guide dell’umanità”, da quegli uomini evoluti che hanno intrapreso già nelle loro vite passate il cammino di saggezza. Anch’essi difatti, sono passati attraverso gradi iniziatici tra sforzi e sofferenze prima di arrivare all’illuminazione spirituale che ha permesso loro di conquistare le facoltà spirituali di chiaroveggenza, ossia quello di poter osservare i mondi invisibili oltre la nostra materia fisica, o se vogliamo, oltre la sfera tridimensionale terrestre. Grazie a ciò essi possono aiutarci nel cammino di fede nel renderci partecipi delle loro esperienze spirituali facendoci conoscere tramite quei concetti ideali d’immagini rappresentative, l’esistenza di “Esseri divini di luce“ che operano nel nostro mondo. Ossia di quegli “Esseri superiori” appartenenti alla gerarchia angelica che dopo l’evento del Golgotha, collaborano con l’uomo attuale allo sviluppo della sua evoluzione morale tramite gli iniziati e i messaggeri celesti e umani che conosciamo come “Maestri di Saggezza e dell’Armonia dei sentimenti”6, cioè i bodhisattva umani quali sono chiamati dalla terminologia orientale. Alcuni di essi fra i più evoluti dell’umanità, sono diventati servitori del Cristo, per questo hanno il compito di preparare gli uomini più evoluti e in un secondo tempo, tutta l’umanità, sia all’arrivo del Sé spirituale sia a passare nel modo giusto la “Soglia”. Quella Soglia che è il confine tra il mondo astrale inferiore e il mondo astrale divino superiore, alla cui entrata è posta una”Entità arcangelica” che si presenta con tratti orrendi quale immagine oscura, la cui figura spirituale tenebrosa, rappresenta tutto il karma negativo delle vite passate non ancora trasformato dall’umanità; ogni uomo che si appresta ala Soglia è costretto a fermarsi all’ingresso e a ritornare indietro, fino a quando il “Guardiano” non lo reputa idoneo a entrare nei mondi superiori. Tutte le sere e tutte le mattine, quando usciamo e quando ritorniamo nel nostro corpo eterico e fisico, incontriamo i “Guardiani” ma lo sguardo dell’anima umana viene distolto dalle forze terrene così che non ce ne accorgiamo, poiché l’incontro con uno di essi, sarebbe per noi fatale!    (III. continua)

 Collegno 19 maggio 2019                                                                       Antonio Coscia

Sopra: Immagine rappresentativa delle tre anime inferiori e l’anima celeste superiore vestita di bianco che suona uno strumento, cui richiama alla volontà superiore.

Note Integrative

4       Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, di cui ognuno si suddivide in sette Epoche che a loro volta si suddividono in sette periodi chiamati “periodi di cultura”, di cui ciascuno è della durata di 2160 anni; quattro periodi sono passati, attualmente siamo nel quinto periodo della quinta Epoca. Quando saranno passate la sesta e la settima Epoca, la Terra si riunirà di nuovo col Sole e passerà dopo una catastrofe, in uno stato astrale più perfetto. (Vedi nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche).

5      Lo spirito Vitale è un arto spirituale dell’anima superiore, nasce durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza o eone cosmico della Terra (compreso il nostro sistema solare), quale dono dei Cherubini che insieme all’Atma o Uomo spirito, quale dono dei Troni, formò la prima “Monade divina” umana. Il compito dell’Io umano terreno, è quello di trasformare in modo cosciente il corpo eterico, attraverso la forza dell’amore, per congiungerlo a un principio microcosmico dello spirito Vitale superiore che per adesso è solo inglobato come germe nell’Io superiore. Il completo sviluppo e perfezione dello spirito Vitale superiore, avverrà in un lontanissimo quinto stato di coscienza o eone futuro, chiamato “Venere”.

6      I Maestri di Saggezza dell’Armonia dei Sentimenti, sono dei discendenti umani degli antichi “Maestri divini” che guidarono l’umanità antica, allora infantile, nell’Epoca Lemurica le Archai, nell’Epoca Atlantica gli Arcangeli e nell’Epoca Postatlantica (la nostra attuale), gli Angeli. Essi fanno parte dei dodici bodhisattva umani guidati dallo Spirito Santo, quali esecutori dei dodici aspetti del Cristo. Quando devono portare un aspetto del Cristo sulla Terra attraverso la loro “Dottrina”, scelgono un uomo evoluto e lo ispirano incorporandosi nel loro corpo astrale. Quando trascorsi 5000 anni dopo che hanno ispirato la loro dottrina agli uomini, si avvicina l’ora di scendere sulla Terra come bodhisattva, incarnandosi completamente in una forma umana e percorrendo il gradino di Buddha umano, fino a raggiungere l’Illuminazione spirituale che permetterà loro di liberare il loro Angelo guida e salire ai mondi spirituali come “Buddha Celeste”.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente II

 

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        «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).

         Rudolf Steiner attraverso la sua ricerca spirituale nei riguardi dell’Entità umana, arrivò all’uomo tripartito funzionale quale si manifestava alla sua veggenza superiore, e cioè: «L’uomo del capo che comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale), cui opera maggiormente l’attività animica dei nostri pensieri; l’uomo del petto o del ritmo che comprende cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), cui opera l’attività animica dei nostri sentimenti, e l’uomo del ricambio e degli arti, che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico – motorio), cui comprende l’attività animica del nostro volere». Rudolf Steiner parla anche di un’altra triarticolazione animica che entra in relazione col corpo fisico umano e cioè l’anima umana, la quale come abbiamo accennato nell’articolo e nella nota (1) precedente, è formata dall’insieme di tre forze animiche che abbiamo chiamato “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”. L’Io umano ha perfezionato in modo incosciente nei periodi di cultura precedenti queste forze animiche, e soltanto nel periodo attuale attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, l’uomo ha la possibilità di sviluppare in modo consapevole, l’anima della coscienza. Sviluppare l’anima cosciente vuol dire realizzare attraverso l’autocoscienza, la consapevolezza di avere in sé un che di divino (il dio nell’uomo) dietro di cui agisce ed è sempre stato presente, un Entità spirituale che rappresenta l’Individualità umana superiore che chiamiamo Sé spirituale o Io superiore3.

Siccome però l’anima cosciente (entro la quale nasce la manifestazione più alta dell’Io terreno) come sopra citato, entra in relazione col ricambio e con gli arti dell’uomo e quindi con la volontà umana,  l’io umano  è messo di fronte a una maggiore responsabilità di dover cioè agire nell’ambito sociale, con impulsi liberi, senza intermediari che tendano a reprimere il suo atto volitivo individuale. Vale a dire che questa volontà umana deve poter agire ora, con la massima libertà interiore senza che qualcuno possa interferire nella sua capacità decisionale, cui a volte, può anche commettere degli errori dai quali trarrà poi quell’esperienza terrena da cui nasceranno i frutti che saranno accolti dopo la morte, dall’Io superiore che trasformerà con l’aiuto degli Dei, in qualità umane superiori cui potrà beneficiare solo in una prossima incarnazione. Tutto questo deve essere accompagnato da un impulso morale in modo da realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente, e possiamo farlo solo traendolo dalla nostra interiorità umana con l’aiuto dell’Antroposofia, con la quale, possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo, che quale impulso centrale della corrente antroposofica cristiana-rosicruciana, vuole unire lo “spirito umano” allo “Spirito Universale”. Se riusciamo in un primo momento ad aprirci senza preconcetto e ad avere “fiducia” nei riguardi di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, possiamo sviluppare e realizzare quella certezza di “fede di conoscenza” che ci darà la possibilità poi dopo, (se il nostro karma lo permette), d’incontrare il Cristo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra.

Ciò possiamo realizzarlo, se seguiamo attentamente i consigli dati da Rudolf Steiner nei suoi due libri “La Filosofia della Libertà e l’Iniziazione”, e in modo particolare le due massime fondamentali per il giusto sviluppo dell’evoluzione dell’anima cosciente, ossia: «Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi» (O.O.n.4, pag.122); e «Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno» (O.O.n.10, pag. 25). Queste due massime antroposofiche devono essere accolte e messe in pratica con la consapevolezza che se vogliamo anelare alle verità superiori e lavorare allo sviluppo della nostra anima cosciente, dobbiamo imparare nella nostra epoca  a essere liberi e poggiare esclusivamente su noi stessi, scrollandoci di dosso tutte le superstizioni e i dogma religiosi appartenenti a uno sviluppo animico di un periodo antico  che, va assolutamente superato. Il discepolo dello spirito deve camminare da solo, senza anelare al “Maestro” umano terreno personale che possa guidarlo per vie sicure come appunto era possibile fare prima nei misteri iniziatici antichi, dove l’allievo era totalmente sottomesso e diretto dal Maestro cui la loro unione continuava a volte, perfino oltre la morte. Questa è l’epoca in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità morali prendendo in mano le redini della propria vita, guidando se stesso attraverso gli ostacoli e in tutte quelle decisioni difficili che gli verranno incontro, quale effetto karmico cui deve poter decidere da solo, mosso soltanto dal suo giudizio morale interiore e dal desiderio di realizzare in sé la certezza dell’esistenza divina di un “Ente Supremo”, cui tutto il creato anela.

Tutto ciò che aneliamo in questo periodo dell’anima cosciente, va conquistato attraverso il proprio sforzo personale senza essere assoggettati da nessuna autorità istituzionale religiosa, né da chiunque voglia limitare la nostra libertà di opinione o di espressione del nostro pensiero. Questo dovrebbe essere presente in tutte quelle correnti di pensiero e in modo particolare, negli ambienti antroposofici in cui si studia insieme antroposofia, dove la libertà dialogica non sempre è rispettata nei termini desiderati da Rudolf Steiner, dove a volte capita di assistere ad atteggiamenti intolleranti di arroganza intellettuale di chi non ha ancora compreso che la “vera essenza dell’Essere Antroposofia è amore”, e perciò Rudolf Steiner dice che non può essere compresa che dall’amore .

     «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).  (II. continua)

 Collegno 30 aprile 2019                                                               Antonio Coscia

Note Integrative

3      «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1,26-27).  

Dietro queste parole bibliche si cela in modo velato la creazione della doppia natura umana da parte degli Dei creatori, ossia gli Elohim o Spiriti della Forma, i quali crearono l’”immagine superiore” quale frammento del loro fuoco divino, vale a dire l’”Io superiore” o l’”Individualità” umana superiore e la “somiglianza”  o  l’“io inferiore” , vale a dire la nostra “Personalità umana”. In realtà dietro queste poche frasi bibliche  si cela molto più di quello che  non è possibile dire in una nota, per non dilungarci oltre a ciò che c’è consentito portare a coscienza sul significato dell’Io superiore. Il fatto poi che a volte l’Io superiore è identificato col “Sé spirituale”, così come l’io inferiore viene identificato con il “sé inferiore”, è dovuto al fatto che l’Io superiore è strettamente unito al puro “corpo astrale” umano proveniente da un’antica evoluzione cosmica chiamata antica Luna, per cui esso si presenta come un corpo di luce simile al Sé spirituale divino. Lo stesso dicasi per l’io inferiore, il quale anch’esso è strettamente unito al corpo astrale inferiore che al contrario, è soltanto un’immagine impura riflessa dell’astrale superiore. Ciò è dovuto al fatto che durante l’epoca Lemurica, (epoca che ci riporta al momento della caduta dell’uomo verso l’incarnazione umana), delle entità di contrasto s’insinuarono nel corpo astrale superiore, determinando il suo oscuramento e la divisione in due parti, di cui: nella pura parte superiore gli Dei fecero sgocciolare l’Io superiore altruista, e nella parte oscura dell’astrale inferiore (cui vennero fatto fluire delle forze basse astrali), venne incorporato l’io inferiore egoista, quale riflesso imperfetto dell’Io superiore che fu avviato sulla via dell’incarnazione terrena.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente I

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«Solo il sapere può essere la base della fede: dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze [di fede], qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno … Se l’umanità perdesse realmente la fede … proverebbe paura, inquietudine e angoscia di fronte a ogni cosa».  Rudolf Steiner, (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

        Capita spesso di ascoltare tra la gente comune che a volte incontriamo casualmente nella vita in luoghi diversi, o di leggere su facebook (da cui nasce questa breve riflessione), parole come queste: “Vorrei poter avere la certezza della tua fede nel credere nell’esistenza di Dio e credere che dopo la morte, l’anima umana continui una seconda vita come preparazione di una nuova rinascita sulla Terra”. Sono parole che possiamo cercare di dare una risposta se impariamo a riflettere sul significato del senso della vita, quello quale della nascita e della morte umana. Imparare cioè a riflettere su noi stessi e porci delle domande quali: “ Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”.

Sono tre locuzioni sulle quali già il grande pittore francese Paul Gauguin, nel suo famoso quadro del 1987, cercò di esprimere attraverso le immagini del “mistero umano” la domanda sul significato profondo della vita, cui ognuno di noi può trovare la risposta soltanto attraverso la conoscenza di se stesso. Oggi il pensiero umano si è molto rafforzato e intellettualizzato, ma a causa del materialismo, l’uomo è sceso troppo in basso impigrendosi nella continua ricerca d’immagini virtuali e di tutte quelle brame e desideri egoistici che tendono a soddisfare per lo più la sua anima inferiore, allontanandosi così sempre più dalla sua origine spirituale divina. La causa di ciò è dovuta al fatto che l’uomo attuale vive dall’inizio del XV secolo (1413 circa), nello sviluppo dell’anima cosciente1 o dell’intelletto, ossia di quella parte essenziale animica umana che è congiunta in parte, all’anima spirituale superiore (Sé spirituale) e dall’altra, all’anima inferiore, ossia all’anima della ragione e dell’istinto che come sappiamo è più a contatto con la natura materiale in quanto più strettamente legata al corpo fisico umano. Il fine dell’anima cosciente, è trovare l’equilibrio nell’ambito della sua natura animica tra l’anima della ragione (anima razionale) e quella dell’istinto (anima senziente) e di conseguenza, fra il mondo spirituale e il mondo terreno, dove qui ha il compito attraverso uno sviluppo morale, di realizzare l’autocoscienza individuale autonoma e libera e di conseguire con l’aiuto del Cristo, l’amore cosmico-umano quale massima espressione nell’uomo. Ciò può farlo se l’Io terreno (il nucleo spirituale dell’anima), accoglie in sé l’impulso del Cristo scaturito dal “Mistero del Golgotha”, tramite cui può ri-congiungersi con la sua immagine o Io superiore, cioè l’archetipo spirituale creato da Yahve-Elohim e protetto nel mondo spirituale dall’Arcangelo Michele, prima della tentazione di Lucifero (il serpente paradisiaco).

Occorre però dire che l’Io umano per accogliere in sé l’impulso del Cristo, deve compenetrarsi della conoscenza dell’evento del Golgotha così come ne parla la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, quale cristianesimo rosicruciano rinnovato da Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia, la cui sede è a Dornach in Svizzera quale Società Antroposofica Universale della Libera Università2 della Scienza dello Spirito. È per questo che a tutta prima occorre aprirsi con fiducia e senza alcun pregiudizio ai cicli di conoscenza che Rudolf Steiner ha tratto dalla cronaca dell’Akasha o “memoria universale”, sulla vita del Cristo vissuto sulla Terra come Gesù di Nazareth durante l’arco di tre anni fino alla morte sulla croce, sulla collina del Golgotha. Aprirsi con fiducia nei riguardi di Rudolf Steiner, non vuol dire avere fede assoluta in ciò che ha detto nei cicli di conferenze sul Cristo, sulla Scienza Occulta, sulla legge della reincarnazione e del karma o altro. Egli reputava il dogmatismo, un atteggiamento negativo nei riguardi dello sviluppo dell’anima cosciente, per questo scoraggiava con fermezza l’accogliere qualsiasi conoscenza con un atteggiamento passivo senza prima di considerarlo attraverso la ragione. Egli ha sempre detto di vagliare ogni cosa con serietà e ponderatezza attraverso il senso della ragionevolezza, cercando le verità anche attraverso correnti e scuole di pensiero spirituali diverse che si siano succedute nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, purché mostrino una certa serietà e onestà intellettuale.  (I. continua)

Collegno   10 maggio 2019                               Antonio Coscia

 Sopra: Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

 Note Integrative

1       L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità animica-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali di “volere, pensare e sentire”. L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiore. Così opera attualmente alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, in futuro alla trasformazione dell’anima razionale in anima Ispirativa e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente in uno stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino; ma nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori.

L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro; qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trarre le esperienze della vita, trasformando in saggezza e amore ogni disciplina che accoglie dall’arte, dalla scienza e dalla religione; anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza, stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.  Infine, l’anima cosciente nella quale opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali, per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali.

L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno si che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” e, poiché vive strettamente congiunto col Sé spirituale, consegue in sé l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore operano delle “entità ostili” o di contrasto che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. Per un maggiore approfondimento leggere i libri “Teosofia e La Scienza Occulta”).

(Vedi anche le note 8. – 8a di  1. Note Integrative Antroposofiche).

2      La Libera Università della Scienza dello Spirito è un centro spirituale situato a Dornach in Svizzera, ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che fanno parte dell’Antroposofia generale, quali: “La sezione di pedagogia, agricoltura, medicina, scienze sociali, matematica, astronomia, sezione dei giovani, scienze naturali, sezione per le arti figurative, arte della parola, musica. Le sezioni di tutte queste attività, grazie alla ricerca spirituale della Scienza dello Spirito, possono essere rinnovate e approfondite spiritualmente nei loro rispettivi ambiti o campi professionali.

 

 

 

 

 

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

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“…E vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Matteo 24-30).

        Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale, “Io Sono l’Io Sono dell’umanità”. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1909) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:

        «Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag.14-15).

    Collegno 11 maggio 2019                                               Antonio Coscia

   Sopra: Particolare dell’Ascensione del Cristo di Raffaello.

1        Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”.     Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth.  Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo,  tramite l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya.

Il sentiero della conoscenza

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         Rudolf Steiner alla fine del libro Teosofia, indica degli esercizi morali per sviluppare le giuste qualità spirituali per chi voglia inoltrarsi sul cammino di conoscenza che lo porti a sviluppare e rafforzare le forze animiche e in modo particolare, a educare lo sviluppo del pensiero. Chi vuole arrivare all’indagine del mondo spirituale occorre che prima di tutto ponga attenzione al mondo dei pensieri, in quanto il pensiero umano è secondo Rudolf Steiner,  “la più alta qualità che l’uomo possiede nel mondo sensibile”, (Teosofia, pag. 126).

Se dunque vogliamo rafforzare e perfezionare il nostro pensiero umano, occorre imparare ad accogliere non per dogma o fede cieca, le comunicazioni del  vero indagatore dello spirito, ma imparando semplicemente ad accogliere senza preconcetti ciò che egli dice sui mondi dello spirito e sul metodo pratico consigliato, per imparare a diventare a nostra volta, cittadini dei mondi dello spirito. Accogliere dunque con calore nella nostra anima le esperienze dell’indagatore dello spirito, può diventare per noi, una fonte di “forze viventi per il nostro progresso spirituale” (Ibidem).

Dal capitolo “Il sentiero della conoscenza” prendiamo uno spunto, dove appunto possiamo imparare a sviluppare la prima qualità della “Dedizione senza riserva e senza preconcetto”, ossia:

         «Lo studioso deve in ogni istante potersi trasformare in un recipiente del tutto vuoto in cui si riversi il mondo estraneo. Sono fecondi per la conoscenza solo i momenti in cui tace ogni giudizio, ogni critica che parla da noi. Di fronte a un uomo non importa ad esempio se siamo più saggi di lui. Anche il più irragionevole fanciullo ha qualcosa da rivelare al più alto saggio. Se questi poi si avvicina al fanciullo già con un pregiudizio, per quanto saggio, quel giudizio s’interpone come vetro appannato fra lui e ciò che il fanciullo ha da rivelargli. Questa dedizione del mondo estraneo richiede una totale abnegazione interiore. Esaminandoci per sapere in quale misura si abbia tale dedizione, si faranno scoperte sorprendenti. Chi voglia intraprendere il sentiero della conoscenza superiore deve esercitarsi a potere in ogni momento spegnere se stesso con tutti i suoi pregiudizi» (Teosofia O.O. 9, pag. 129-130).

Le correnti occulte del contrasto e lo sviluppo dell’anima cosciente

Giardino Sigurtà

«La lotta contro lo spirito  stette sempre e continua

a stare nello sfondo  di ogni avvenire esteriore »

Rudolf Steiner a L. Polzer-Hoditz,

il 3 marzo 1925

         Questa riflessione nasce da un capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff “Le sorgenti spirituali dell’Europa orientale e i futuri misteri del S. Gral” (ed. Antroposofica Milano),  dove egli spiega dettagliatamente la presenza nel tempo presente di tre correnti occulte che operano come forze contrastanti attraverso azioni illecite, non consone all’evoluzione attuale dello sviluppo della sesta parte della costituzione umana, ossia di quella parte più essenziale dell’interiorità umana che la scienza dello spirito a orientamento antroposofico chiama “anima cosciente”. « Col nome di anima cosciente si intende qui il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima» (Teosofia pag. 36). Nella corrente spirituale antroposofica sappiamo dagli insegnamenti di Rudolf Steiner che l’umanità attuale, almeno per quella parte più evoluta, è entrata nello sviluppo dell’anima cosciente da circa sei secoli, cioè dal 1413 d.C. e terminerà nel 3573; dopodiché nel periodo seguente il nostro attuale, entrerà in uno sviluppo superiore ricevendo dall’alto del mondo angelico, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre quindi che in vista di quell’evento futuro debba già ora prepararsi, sviluppando accuratamente l’anima cosciente (ossia quella parte dell’anima che da una parte si apre all’anima divina superiore o Sé spirituale, e dall’altra, all’anima razionale che a sua volta si apre all’anima senziente (1), la quale è strettamente unita al corpo fisico e quindi più a contatto col mondo materiale), attraverso uno sviluppo di qualità morali che tendano a rafforzare la forza del pensiero intellettuale astratto, fino a trasformarlo in un pensiero vivente immaginativo veggente. Questo pensiero intellettuale veggente, possiamo conseguirlo molto tempo prima dell’evoluzione normale, attraverso un processo di purificazione cosciente della nostra anima (astrale), tramite degli esercizi consigliati da Rudolf Steiner, attraverso i diversi libri messi a disposizione dalla casa editrice Antroposofica di Milano, quali ad esempio: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; ognuno può scegliere all’inizio, quello più appropriato al suo temperamento e sviluppo interiore. Contro questo sviluppo dell’anima cosciente agiscono però sia sul piano fisico che su quello spirituale, tre correnti occulte che non vogliono assolutamente che l’uomo possa realizzare questo sviluppo animico che gli darà la possibilità di prendere coscienza della sua vera essenza spirituale interiore cui egli è strettamente legato, cioè il Sé spirituale e di conseguenza  il suo Io superiore.
È molto importante quindi che nella nostra epoca l’anima cosciente possa svilupparsi nel modo più sano possibile, in quanto può determinare nelle nostre incarnazioni future, non solo quello di accogliere come dono degli Angeli il Sé spirituale nel sesto periodo della quinta Epoca (2) come suddetto, ma anche che nei tremila anni a venire, a cominciare dal nostro periodo attuale, di avere la possibilità d’incontrare la “figura luminosa del Cristo eterico” nelle vicinanze del mondo astrale della nostra Terra. Occorre peraltro dire che c’è anche la possibilità che quest’anima cosciente possa prendere strade diverse a causa del contrasto delle correnti summenzionate e, svilupparsi nel modo sbagliato, andando così incontro a una luciferizzazione e di conseguenza a un’arimanizzazione (3) del pensiero veggente; vale a dire che l’anima umana invece di risvegliarsi chiaroveggentemente nel giusto mondo spirituale in mezzo agli Dei del progresso, possa risvegliarsi in mondi luciferici in mezzo agli dèi del contrasto, in una specie di prigionia occulta. Per evitare questo, è importante che quando inoltratoci nel cammino di conoscenza della scienza dello spirito o antroposofia, nasca in noi l’impulso di accogliere secondo le indicazioni di Rudolf Steiner menzionate nei diversi libri di cristologia, l’”Impulso del Cristo”, così come indicato dal vero cristianesimo-rosicruciano nei libri summenzionati.
In merito alle correnti di contrasto occulte sul piano fisico, Sergej O. Prokofieff ne parla  molto a lungo nel suo libro citato, dove appunto possiamo capire quanto lo sviluppo dell’anima cosciente sia contrastato da queste correnti occulte che vogliono far sì che l’evento della seconda venuta del Cristo eterico passi inosservato, cosicché l’umanità non possa incontrare il Cristo e quindi non possa ricevere le giuste forze eteriche in modo che l’anima cosciente possa raggiungere la sua meta nel modo giusto. Prendendo qualche spunto dal suo libro a pag. 257 leggiamo:
«Quando Rudolf Steiner parlò delle più importanti correnti che nel nostro tempo agiscono contro l’evoluzione spirituale dell’umanità e in ultima analisi vogliono “condurre al precipizio la nostra attuale civiltà”, (4) ne nominò tre, che secondo le sue parole ”lavorano … attualmente da grandi punti di vista con reale attenzione alle forze conformanti il mondo” (5) e rappresentano quindi il massimo pericolo per quelle. Queste tre correnti che nell’epoca attuale formano tre diversi aspetti di un impulso centrale del male, sono: certe società segrete occidentali, che determinano molteplici direttive principali della politica mondiale; poi la corrente dei gesuiti che vorrebbe formare la base per la struttura di potere della Chiesa cattolica romana; e il bolscevismo che ha oggi il suo centro in Europa orientale. Tutte e tre le correnti si basano, secondo la loro più profonda essenza, su determinate influenze occulte ed hanno perciò la particolarità che è possibile opporsi alla diffusione dei loro impulsi, basandosi sulle conoscenze occulte che fluiscono direttamente da quelle forze spirituali di luce che vogliono condurre, nel nostro tempo, l’umanità alla realizzazione delle vere mete dell’evoluzione del mondo. Solo così possiamo intendere le parole dell’iniziato cristiano moderno, che oggi solamente la scienza dello spirito orientata antroposoficamente può resistere nel rapporto occulto a queste tre tendenze del male … A questo “confronto” spirituale che abbiamo qui caratterizzato è anche connesso con il fatto che queste tre direzioni occulte del male del nostro tempo, non sono solo correnti che dispongono di queste o di quelle conoscenze esoteriche, bensì di correnti fondate su una determinata forma di iniziazione, anche se questa possa appartenere alla tendenza della “via nera”. (6) In tal caso, un’opposizione occulta può avvenire anche solo con le forze dell’iniziazione, ma di quella opposta, cioè l’iniziazione della “via bianca” come fu presentata esaurientemente da Rudolf Steiner nei suoi libri “L’iniziazione, La scienza occulta” e molti altri libri e conferenze» (Ibidem).
Come possiamo vedere queste tre correnti del male agiscono in modo negativo sullo sviluppo dell’anima cosciente, di cui fanno parte le logge segrete occidentali, cioè quelle “anglofone e americane”, tramite il potere politico e di conseguenza quello economico. La corrente dei gesuiti insieme a quella dell’Opus Dei, nate successivamente una dal religioso spagnolo Ignazio di Loyola (1491-1556) insieme a sei confratelli, cosiddetti “la compagnia di Gesù” nel XVI secolo (1534), e l’altra nel XX secolo (1928) da un sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), che avrebbe avuto l’incarico di fondare l’Opera di Dio da un’ispirazione divina ricevuta durante un ritiro spirituale. Queste due correnti religiose appartenenti alla Chiesa cattolica operano nel trattenere le anime umane a livello dell’anima razionale, ossia a quello sviluppo antico conseguito nel quarto periodo di civiltà greco-romano, cui lo sviluppo della Chiesa romana ha avuto il compito di accompagnare e frenare l’umanità nel non scendere troppo in basso nel materialismo sociale. In merito Rudolf Steiner scrive:

«L’anima cosciente doveva farsi avanti. Roma [la Chiesa cattolica romana] voleva mantenere, e mantiene a tutt’oggi, di fronte all’anima cosciente, quella cultura suggestiva adatta a trattenere gli uomini dal trapasso allo stato dell’anima cosciente, adatta a mantenerli al punto di vista dell’anima razionale o affettiva. Questo è proprio il combattimento che Roma [la Chiesa romana] conduce contro il procedere del mondo, questa Roma che persevera in quanto va bene per l’anima razionale o affettiva, mentre l’umanità vuole progredire verso il suo sviluppo dell’anima cosciente … Infatti in quest’epoca l’uomo deve poggiare su se stesso, deve emanciparsi come “Personalità umana”, deve liberarsi dai vecchi sostegni, non può farsi suggerire le cose cui prestar fede, deve prendere parte attiva all’elaborazione di quello cui deve credere;» ( O.O. 185 pag. 40-41, Lo studio dei sintomi storici).

A fronte di ciò, la Chiesa cattolica romana ha terminato il suo compito  già nel XV secolo con l’inizio dello sviluppo di quella parte più evoluta dell’anima umana cioè l’anima cosciente, essendo questa  come suddetto, in stretta relazione col Sé spirituale superiore, deve trovare la via per ri-unirsi con la sua immagine divina superiore in modo libero senza l’aiuto di autorità coercitive, siano esse istituzionale, religioso o quant’altro, che possano indebolire la sua volontà. Anche qui Rudolf Steiner in una sua conferenza tenuta a Dornach (Svizzera) ci rivela che:

«L’elemento ecclesiastico gerarchico-cultico in cui la romanità si è trasformata nell’affluire verso l’Europa del cattolicesimo romano, è uno degli impulsi che continueranno ad agire come impulsi ritardatari per tutto il quinto periodo postatlantico di civiltà, specialmente durante il suo primo terzo. Potete farvi un calcolo di quanto durerà: sapete già che un periodo postatlantico dura all’incirca 2160 anni, di cu un terzo dura 720 anni. Avete perciò, partendo da circa l’anno 1413, l’azione principale fino al 2133 (1413+720= circa 2133 anni), cosicché gli ultimi flussi della romanità gerarchica dureranno fino addentro al principio del terzo millennio». ( O.O. 174, 15/1/1917).

Infine il popolo russo (definito da Rudolf Steiner, il “popolo di Cristo”) che ha il compito di condurre nel sesto periodo evolutivo (3573 circa) l’umanità verso lo sviluppo del Sé spirituale, è contrastato dalla corrente bolscevica che cerca di trattenere le anime russe nella coscienza dell’anima senziente – razionale cosicché non sia possibile preparare il sesto periodo di “Filadelfia”, cioè il periodo russo-slavo in cui l’umanità riceverà un principio microcosmico del Sé spirituale dal mondo angelico. Occorre dire che dietro queste tre correnti del male operano delle forze spirituali occulte del contrasto, (forze asuriche, arimaniche e luciferiche ) le quali, sono al servizio dello spirito della Forma rimasto indietro in antiche evoluzioni cosmiche  chiamato “Sorat”, cioè la “Bestia apocalittica del male”, il demone solare, l’anticristo che nel mondo del Sole combatte contro il Cristo. Sergej O. Prokofieff  nel suo libro sopra citato approfondisce un insegnamento di Rudolf Steiner, dove  l’anima cosciente (e con essa dobbiamo intendere anche l’Io umano), è posta a un bivio in cui deve decidere dove andare. È una decisione molto importante  cui seguirà il  futuro karmico di tutta l’evoluzione umana in divenire, e  cioè:  salire verso i mondi dello spirito o, discendere inesorabilmente  verso l’”abisso infernale”. L’uomo deve decidere se andare verso l’alto, spinto da un impulso spirituale di conoscere la verità sulla sua origine diventando un vero collaboratore degli Dei del progresso, oppure andare verso il basso legandosi sempre più strettamente alle brame e ai desideri materiali della sua anima senziente che di conseguenza lo porterà verso la bestialità animica.  Qui appunto egli   scrive:
      «Nell’attuale quinto periodo postatlantico dell’anima cosciente, questa è posta da tutto il corso dell’evoluzione del mondo direttamente di fronte a due alternative: una in salita e una in discesa. Essa si trasformerà un giorno, nel corso della sua graduale spiritualizzazione, in un’”anima d’immaginazione” (7) ciò che significa che nell’attuale periodo di cultura si compirà il passaggio dal pensiero astratto, solo intellettuale, dapprima in un pensiero vivente (nel senso goethiano) e più tardi in un pensiero immaginativo o chiaroveggente, (8) quello solo capace di accogliere coscientemente nel susseguente sesto periodo di civiltà, il principio del Sé spirituale che allora discenderà nell’umanità: oppure invece, l’anima cosciente si svilupperà verso il basso, verso una sempre più forte arimanizzazione, in quanto seguirà la sua immanente affinità per il corpo fisico. (9) In quest’ultimo caso avrebbe luogo nella misura della sua arimanizzazione, al posto di uno sviluppo verso il Sé spirituale, un concrescere sempre maggiore dell’anima con il corpo fisico.
In conseguenza di un tale “concrescimento” della più alta parte costitutiva dell’essere umano con il suo involucro più esterno e materiale, si produrrebbe un collegamento diretto tra un’attività estremamente arimanico-astratta del capo e i più rozzi istinti animaleschi delle inferiori parti del corpo, con esclusione del puro elemento umano, come viene alla luce nella zona media, e proprio in ciò consiste, come è già stato dimostrato (cap.16, IV) (10), la mèta occulta del bolscevismo che, se venisse raggiunta, porterebbe a che “la società umana dovrebbe trasformarsi su tutta la Terra in un gregge animale, che può solo pensare raffinatamente”. (11)
Il pensare di ogni membro di questo “gregge animale” conterrebbe allora una quantità quasi sovrumana di senno, che non sarebbe però un senno umano, bensì riempirebbe la sua testa il senno istintivo di una bestia, attraverso la cui sostanza si potrebbero incorporare nell’uomo delle entità arimaniche [mefistofeliche, sataniche], per renderlo ossesso di loro. Tale incorporazione può durare ore, giorni o anni, e l’io individuale dell’uomo si troverebbe, nell’attimo dell’incorporazione, come in una prigionia occulta e verrebbe sempre più fortemente attirato, nei mondi spirituali, nell’obbedienza a quello spirito demoniaco [soratico] servito dall’essere arimanico incorporatosi nei suoi involucri. (12) Per questo, quell’uomo diverrebbe temporaneamente, o magari per tutta la sua vita, un condiscendente strumento degli scopi di tale spirito demoniaco. Ecco perché Rudolf Steiner ebbe a dire, come è stato citato sopra: “Lenin, Trotskij e gente simile sono strumenti di queste potenze arimaniche”. (13) 
E non è tutto. Infatti il sopradescritto concrescimento dell’anima cosciente con il corpo fisico ha per l’uomo un’ ulteriore conseguenza, particolarmente tremenda. Considerandola esteriormente, se ne ha un primo sintomo nel fatto che un tale uomo si trasforma straordinariamente presto in un ateo radicale, in un convinto negatore di Dio. La causa occulta di tale trasformazione consiste nel fatto che l’anima, nella misura in cui concresce con il corpo, è sempre meno in condizione di sperimentare in sé qualcos’altro se non la copia di processi materiali. Questo si dimostra per l’anima stessa come una grave malattia, difficilmente guaribile, che minaccia di mortificare tutte le superiori forze-divino spirituali a lei unite in origine e, conseguenza, minaccia di materializzare l’anima, o più precisamente di arrecarle la “sostanzializzazione” dell’elemento animico. “Malattia della negazione di Dio” Rudolf Steiner ebbe una volta a chiamare tale malattia dell’anima. (14) La più terribile conseguenza di questa malattia della “sostanzializzazione dell’anima” sarebbe che questa correrebbe prima o dopo il pericolo di rimanere unita ai processi puramente materiali del corpo fisico, anche dopo la morte » (pag. 258-59 Ibidem).

Queste parole devono farci riflettere molto a lungo, poiché possiamo constatare che già oggi guardandoci intorno a ciò che accade nell’ambito  sociale, possiamo vedere quest’animalizzazione da parte di alcuni membri fanatici, associati a estremismi religiosi mediorientali, ed anche ad atti crudeli e barbarici che accadono nelle altre parti del mondo occidentale, non sono da meno. Nell’umanità attuale possiamo scorgere i primi sintomi della divisione dell’umanità quale sarà in un futuro non molto lontano, cioè nel sesto periodo di civiltà tra “buoni e cattivi”, in cui la “magia bianca e quella nera” si affronteranno per la salvazione di quella parte dell’umanità, rimasta indietro, con l’aiuto del nuovo Bodhisattva Maitreya.  Egli dovrà allora in quel lontano futuro che possiamo fissare (secondo Rudolf Steiner e alcune profezie di correnti orientali) nel primo terzo della sesto periodo della quinta Epoca, ossia tra circa 2500 anni e cioè nel 4400 circa, vale a dire 5000 anni dopo la venuta e l’Illuminazione del Buddha (600 anni circa a.C.). Il Bodhisattva Maitreya dovrà trovare dei genitori che siano in grado di preparargli un involucro umano adatto alla sua missione e scendere per un incarnazione completa sul piano fisico, realizzando la “Dottrina” rivelata attraverso i suoi messaggeri umani nell’arco dei cinquemila anni come successore del grande Buddha Gautama, in modo da conseguire l’Illuminazione spirituale come fu per il suo predecessore; cosicché anch’egli possa elevarsi alla dignità di nuovo Buddha celeste umano, quale messaggero e servitore del Cristo.

Collegno 3 aprile 2019                                                                               Antonio Coscia

Sopra: Parco Giardino Sigurtà, (Garda)

Note  Integrative

1    L’anima senziente, insieme all’anima razionale e cosciente, forma l’anima inferiore umana tramite cui si manifesta l’Io inferiore, la cui maggiore manifestazione è nell’anima cosciente. L’ anima senziente è quella parte dell’anima che accoglie le sensazioni dal mondo esterno tramite cui sorgono nell’Io le brame, i desideri che egli cerca poi di soddisfare. Essa è strettamente unita al corpo senziente (il corpo che riceviamo insieme al corpo fisico e al corpo eterico, come eredità dei nostri genitori e dove si manifesta quella parte più caratteriale dei nostri antenati), per questo è chiamato anche “corpo astrale”. Maggiori approfondimenti sono possibili nel libro “Teosofia”.

2     Lo sviluppo dell’evoluzione umana avviene attraverso sette stati di coscienza cosmici i quali sono suddivisi in altri sottostati di coscienza, di vita, di forma, di epoche e di periodi di epoche. Per cui nel nostro caso prendendo come esame le “Epoche” diciamo che: uno stato di coscienza è formato da sette stati di vita, di cui uno stato di vita è formato da sette stati di forma e uno stato di forma a sua volta, è formato da sette Epoche. Noi siamo dunque nella quinta Epoca, chiamata “Epoca Postatlantica”; la prima fu l’Epoca Polare, la seconda l’Epoca Iperborea, la terza l’Epoca Lemurica e la quarta l’Epoca Atlantica; in avvenire ci saranno ancora la sesta e la settima Epoca, dopodiché la Terra si evolverà in un astrale più perfetto verso altri stati di coscienza superiori.

3    Arimane (Satana o Mefistofele) è una divinità dell’ostacolo rimasta indietro nel secondo “Eone” o stato di coscienza cosmico, chiamato antico “Sole”. In quell’antico stato di coscienza gli Arcangeli completavano il loro perfezionamento umano, per cui alcuni di essi non riuscirono a perfezionarsi restando indietro non solo nel secondo stato di coscienza, ma anche nel terzo eone cosmico chiamato “antica Luna”.

Note tratte dal libro citato di Sergej  O. Prokofieff

4    Vedi O.O. 197, 13/6/1920

5     Id.

6     Vedi O.O. 10, “L’Iniziazione”: “Vita e morte. Il grande Guardiano della soglia” (EA 1988).

7      Vedi O.O.145, 29/3/1913,  (Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive), (EA 1986).

8    Vedi O.O. 130, 18/11/1911.

9    Vedi le conferenze del 7 e 9/6/1910 (O:O. 121)

10   Vedi pag. 211 del libro di Sergej O. Prokofieff : “ Le sorgenti spirituali dell’Europa Orientale e i futuri misteri del Santo Gral.

11   Vedi nota 4 e la conferenza del 15/7/1923, (Rivista Antroposofia del 1950/34).

12    Vedi O.O. 199,7/8/1920

13     Vedi nota 3

14      Vedi O.O. 182, 16/10/1918 (Riv. Antroposofia 1948/66)