In evidenza

Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

RAFAEL_-_Madonna_Sixtina_Gemäldegalerie_Alter_Meister_Dresden_1513-14__Óleo_sobre_lienzo_265_x_196_cm-3-e1546193316892.jpg

         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Vetrata rosa a Nord, nell'incisione di Assia Turgenieff-Goetheanum di Dornach, Svizzera

«Il carattere complessivo dell’epoca attuale [periodo dei Pesci]è, dunque, l’intellettualità, ma occorre distinguere tra il modo in cui si manifesta negli ambienti orientati al pensiero materialistico e quello in cui si palesa nella Scienza dello Spirito. Con la sua intellettualità l’uomo è connesso al piano astrale, ma ne sarà cosciente (e solo allora saprà farne corretto uso) quando si sarà evoluto alla chiaroveggenza. Questo processo avrà inizio nel ventesimo secolo e si svilupperà in un numero sempre crescente di persone … Nel corso dei prossimi tremila anni, questa chiaroveggenza intellettuale consentirà agli uomini in tal senso progrediti di contemplare sempre più, e in modo sempre più chiaro, il Cristo visibile etericamente … Nell’attuale epoca dell’intellettualità Egli può apparire solo in figura eterica. La Scienza dello Spirito vuole preparare gli uomini a riconoscere e ad applicare giustamente le forze chiaroveggenti, che in seguito perverranno alla visione lentamente e con uno sviluppo naturale, affinché la futura seconda metà della nostra epoca intellettuale [ circa 2493 d.C.] veda senza dubbio, chiaroveggentemente il Cristo nella Sua figura eterica; (Il Cristianesimo Esoterico e la Guida Spirituale dell’Umanità, O.O.130, pag. 84-85).

        Il carattere complessivo di quest’epoca dice Rudolf Steiner, è quello dunque di sviluppare il nostro pensiero intellettuale astratto in un pensiero immaginativo veggente in grado di incontrare e vedere il Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, in una visione sempre più chiara di “Luce eterica”. Il compito dell’Antroposofia è di preparare degli uomini di buona volontà all’evento più importante della nostra epoca o periodo di cultura, a questa seconda venuta del Cristo sulle nuvole del cielo (vale a dire sul piano eterico adiacente alla Terra) annunciata dagli evangelisti, e in modo particolare da Paolo di Tarso nella prima lettera ai Tessalonicesi. Questa seconda venuta non può essere fermata da nessuno spirito dell’ostacolo, ma può essere ostacolata affinché l’uomo non prenda coscienza di questo evento spirituale e possa passare inosservato; ciò sarebbe una grande sventura per tutta l’umanità. Oppure, se malauguratamente l’uomo dovesse arrivare a una veggenza spontanea senza alcuna preparazione morale e senza qualcosa di conoscenza sui mondi dello spirito, c’è la possibilità che possa scambiare uno spirito dell’ostacolo arimanico-asurico presente nel mondo astrale, per il Cristo eterico. Per questo è importante che ogni uomo scevro da qualsiasi pregiudizio possa aprirsi ai contenuti della Scienza dello Spirito in modo che possa prendere coscienza delle entità dell’ostacolo, ossia di uomini appartenenti a ogni sfera della terza gerarchia spirituale (cioè Angeli, Arcangeli e Archai) che non hanno superato negli eoni o stati di coscienza precedente, il livello umano. Per questo il loro modo di agire oggi nell’evoluzione umana è fuori tempo, vale a dire che non è più conseguente ai tempi moderni, e per questo diventano un ostacolo, una zavorra, un qualcosa che non va più bene per lo sviluppo delle facoltà umane attuali, perciò nocivo; pertanto sono ritenuti nell’insieme spiriti luciferici, (ossia sono spiriti che immettono nel presente delle forze spirituali che erano idonee nelle evoluzioni passate) dalla Scienza dello Spirito. Volendo caratterizzarli e distinguerli meglio secondo il loro grado gerarchico, diciamo che gli spiriti luciferici appartengono a tre categorie, di cui quella degli Angeli che durante lo stato di coscienza cosmico evolutivo passato, che chiamiamo antica Luna1, non superarono il loro gradino umano restando perciò indietro come spiriti luciferici lunari nei riguardi dei loro fratelli solari che si elevarono al gradino angelico; per questo essi prendono il nome dal loro capo Lucifero (Diavolo). Abbiamo poi gli spiriti arimanici che sono uomini, rimasti indietro due “eoni” passati durante l’evoluzione cosmica dell’antico Sole, e appartengono alla categoria di Arcangeli rimasti indietro; il loro capo è Arimane (Satana o Mefistofele). In ultimo nel nostro mondo opera la terza categoria di spiriti luciferici cosiddetti “Asura”, i quali operano in modo malefico nell’ambito della natura umana e terrestre. Sono spiriti del male che possono veramente compromettere la natura dell’Io umano terreno, qualora riescano ad afferrare l’uomo nell’ambito del suo volere (nell’anima cosciente), ossia di quegli uomini che coscientemente fanno del male per il piacere di volerlo fare. Sono dei grandi maghi neri al servizio della “Bestia solare”, l’anticristo menzionato nell’Apocalisse da Giovanni e che chiamiamo “Sorat”, cui non fa parte della nostra evoluzione cosmica-umana, ma appartiene a un remotissimo eone passato che va oltre lo stato cosmico dell’antico Saturno, cioè prima ancora che nascesse il germe spirituale del nostro sistema solare. Egli pertanto non può inserirsi direttamente nell’ambito della natura umana terrestre, perciò può operare soltanto indirettamente attraverso i tre gruppi di spiriti dell’ostacolo e in modo particolare, tramite gli asura che sono uomini appartenenti alla gerarchia delle Archai, i quali restarono indietro quattro eoni precedenti la nascita della nostra Terra, o se vogliamo il nostro sistema solare. Qui essi non superarono lo stato di coscienza umana restando appunto indietro di tre gradini nei riguardi dei loro fratelli divini: gli Spiriti della Personalità o Archai. Queste entità soratiche dell’ostacolo sono dunque uomini rimasti indietro a dei livelli di coscienza spirituale diversa dai loro fratelli divini, ma non dobbiamo commettere l’errore di considerarli uguali o inferiori all’uomo, ma vanno considerati dei “super-uomini” essendo passati attraverso diversi stati di coscienza cosmici, mentre l’uomo terreno è al suo primo stato di coscienza di veglia, avendo ricevuto l’Io umano circa un po’ prima della metà della nostra evoluzione terrestre, vale a dire durante la terza Epoca chiamata Lemurica cui nella Bibbia, è descritto come la “caduta dell’uomo dal paradiso terrestre”. Il loro problema è che essendo rimasti indietro durante antiche evoluzioni passate, non possono proseguire né nella sfera dei loro fratelli solari né nella sfera umana, giacché non sono in grado di costruirsi un corpo fisico essendo questi di prerogativa prettamente umana, per cui per evolvere devono farlo attraverso l’uomo, cioè incorporandosi o se vogliamo vivendo come dei parassiti nel corpo astrale umano, da dove operano contrastando i pensieri, i sentimenti e la volontà umana, ma anche come promotori dell’emancipazione dell’uomo, inquantoché sono esseri di natura intelligentissima. Dobbiamo imparare a riconoscerli e a dominare il nostro corpo astrale lavorando attivamente su noi stessi, (ossia purificando tutte quelle qualità negative che manifestiamo attraverso il nostro egoismo), ristabilendo così l’equilibrio tra le tre forze dell’anima (pensare, sentire e volere), in modo da sviluppare ed elevare la nostra coscienza a uno stato morale superiore. Possiamo riuscire in questo con l’aiuto degli esercizi che troviamo nei libri: “L’Iniziazione, Teosofia e la Scienza Occulta”, e in modo particolare, accogliendo in noi l’Impulso del Cristo, senza il quale difficilmente possiamo tenere a bada gli ostacolatori che tenteranno in tutti i modi di dissuaderci dal realizzare la nostra meta, tirandoci giù nel materialismo e nel più crasso egoismo intellettuale. In merito, Rudolf Steiner in alcune conferenze ci avverte che l’uomo è sul baratro di un precipizio che può cadere da una parte o dall’altra, oppure può decidere di collaborare col mondo spirituale operando e trasformando se stesso per elevarsi verso i mondi dello spirito per unirsi a quella parte essenziale di se stesso, ossia alla sua vera realtà dell’Io cosmico umano.

Se decidiamo di percorrere questo cammino esoterico moderno, occorre innanzitutto imparare a sentirci liberi prima di tutto nel nostro pensare, essendo questa una facoltà umana più vicina all’Io umano, in quanto è in relazione col corpo astrale, costituitosi durante l’antica evoluzione lunare, che con un po’ di buona volontà, possiamo appunto trasformarlo in un pensiero immaginativo vivente. Rudolf Steiner lo chiama “pensiero intellettivo veggente”, o “pensiero che dà forma”, cioè il pensiero intellettuale astratto che viene ri-trasformato attraverso un processo di studio meditativo e di purificazione, fino a cogliere le immagini di esseri reali che stanno dietro il nostro mondo naturale. Per meglio chiarire questo concetto diciamo che se l’uomo vuole progredire verso uno sviluppo spirituale superiore, deve innanzitutto diventare appunto un uomo libero, un uomo che sappia svincolarsi da qualsiasi istituzione religiosa cui tenderebbe a reprimerlo, a dirigerlo, affievolendo la sua volontà che deve invece rafforzarsi sempre più fino alla cristificazione e abnegazione verso il Cristo-Sole. Questo perché nell’epoca dell’anima cosciente, l’istituzione religiosa non è più giustificata in quanto la sua missione, secondo Rudolf Steiner, è terminata nel XV secolo con l’inizio appunto dello sviluppo dell’anima cosciente; per cui l’uomo deve imparare a camminare da solo sulle proprie gambe senza essere diretto da nessun altro, se non da se stesso. Per realizzare questa libertà interiore occorre elevarci moralmente come menzionato, accogliendo l’Impulso del Cristo, cosicché possiamo sviluppare in noi la giusta forza morale in modo da risvegliare la coscienza del Cristo e avere la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra; ciò può essere realizzato soltanto se decidiamo di percorrere una via di conoscenza senza la quale, potremmo soccombere alle tentazioni appunto delle forze luciferiche, arimaniche e quelle asuriche degli spiriti delle tenebre. Questo è il grave rischio in cui può incorrere l’umanità, verso la quale potranno presentarsi due pericoli: di cui uno è quello che la seconda venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, possa come già si è detto passare inosservato; il secondo è che l’anima cosciente possa deviare dalla giusta via evolutiva indicata dall’Antroposofia. Cosicché potranno sì essere risvegliate le forze veggenti intellettuali, ma non saranno quelle giuste forze immaginative quale trasformazione del pensiero intellettivo cosciente, ma soltanto un retaggio antico di quelle forze veggenti sognanti possedute dall’umanità quale dono divino originario paradisiaco, prima della caduta nella materia terrestre.

Il compito dunque del nostro quinto periodo di cultura che come abbiamo visto è sotto la direzione della costellazione dei Pesci ancora per diversi secoli, dev’essere quello di rafforzare e sviluppare il pensiero fino a realizzare l’autocoscienza cui l’uomo deve trovare in sé la sua origine divina. Ma per realizzare ciò dobbiamo elevare il nostro pensiero intellettuale astratto, cui fondiamo la nostra coscienza di veglia, trasformandolo in un pensiero intellettuale superiore veggente come si è detto, dove appunto il pensiero viene ri-trasformato fino a cogliere le immagini reali che stanno dietro il nostro mondo naturale, ma ciò che più importa è quello di avere l’incontro con il Cristo eterico. Quest’incontro col Cristo avverrà in modo naturale per l’arco di tremila anni, vale a dire per tutto il restante quinto periodo attuale (1500 anni circa), fino ai primi due terzi del sesto periodo sotto la costellazione dell’Acquario, durante la quale il pensiero si manifesterà attraverso un grado più elevato, ossia non avremo più bisogno di pensare in concetti, ma accoglieremo la conoscenza direttamente attraverso la “Parola magica” cui ci parlerà il nuovo Bodhisattva, il Maitreya Buddha che deve venire. Tutto questo come suddetto andrà lentamente trasformandosi nell’arco di tremila anni, prima di tutto nei prossimi XV secoli che restano ancora dell’epoca dei Pesci, e poi dopo, gli altri XV secoli che seguiranno nella sesta epoca di cultura sotto la costellazione dell’Acquario, cui all’umanità sarà ancora data la possibilità d’incontrare il Cristo eterico. Dopodiché gli uomini dovranno prepararsi per un nuovo incontro col Cristo nel Suo corpo Astrale, sul piano del “Devachan inferiore” (mondo Celeste), infine verso la fine della quinta Epoca e l’inizio della sesta Epoca Postatlantica (circa tra 9000 anni) gli uomini incontreranno il Cristo sul piano del Devachan superiore (mondo della ragione) nel suo vero Io cosmico. Volendo, possiamo come dire accelerare questi lunghi tempi evolutivi e lavorare come suddetto su noi stessi, stimolando la nostra vita di pensiero nell’accogliere la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da risvegliare la nostra coscienza profonda alla vera vita dello spirito nuovo dei tempi moderni. A tutto questo va ancora aggiunto che le forze del male o dell’ostacolo, cercheranno d’intralciarci in qualsiasi maniera attraverso la via antroposofica, per cui sarà importante il nostro atteggiamento morale nell’accogliere la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia e il rapporto con cui cercheremo di relazionarci con il nostro Maestro spirituale Rudolf Steiner. In merito egli scrive:

«Mediante lo studio dell’Antroposofia anche noi possiamo avvicinarci a questo “Essere”. Il processo culmina poi nel fatto, che l’uomo, quando ha accolto in sé l’Antroposofia in modo sufficientemente intenso, un bel giorno può sperimentarla quale reale Essere spirituale, quale vera Antroposofia. Allora nel mondo spirituale adiacente alla Terra essa sta innanzi a lui quale vivente immaginazione e lo conduce alla vera conoscenza, corrispondente all’epoca dell’anima cosciente … cosicché “in lei” egli percepirà “l’immagine riflessa della sua entità, quale risultato della vera conoscenza nell’Antroposofia”» (estratto dal libro di Sergej O. Prokofieff, “L’apparizione del Cristo eterico” pag. 34).

D’altro canto va detto anche che questi spiriti del male non risparmieranno di scagliarsi contro l’umanità per far si che non arrivi a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, e che il risveglio delle forze nuove della veggenza immaginativa vengano inibite per far affiorare la vecchia veggenza antica sognante luciferica. Questa iattura farebbe sì che il Cristo eterico passerebbe inosservato e lo sviluppo sbagliato dell’anima cosciente porterebbe l’umanità a dei grossi errori di visioni veggenti errati, dove i mondi luminosi luciferici possano essere scambiati per dei veri mondi dello spirito cosmico. Queste visioni spirituali sognanti farebbero sì che parte dell’anima umana venga sottratta dagli spiriti dell’ostacolo (ciò può accadere anche oggi, in qualsiasi momento che l’uomo non persegua un via esoterica nel modo giusto e possa avere queste visioni sognanti, cioè non dominate da un giusto pensiero cosciente), e venga congiunta dagli spiriti malefici alla materia negativa dell’ottava sfera lunare, dietro di cui agiscono le forze del male soratiche. In aiuto all’umanità c’è, però, un Arcangelo poco conosciuto dagli uomini, è l’antico Angelo custode del Buddha Gotama chiamato Widar, che appunto con l’Illuminazione conseguita da Siddhārtha Gautama o il Buddha Śākyamuni, sotto l’albero del “Bodhi”, terminò il suo ruolo di protettore salendo appunto al rango di Arcangelo guida al posto dell’Arcangelo Michele che, salito al rango di Archai è divenuto il volto del Cristo, cioè Egli agisce sugli uomini come spirito diurno e non più come spirito guida notturno del popolo ebraico e quale volto di Yahve o Jehovah. Il compito dell’Arcangelo Widar è di combattere contro l’oscurità arimanica, alfine che nell’anima umana venga trasformato secondo la giusta evoluzione, il pensiero morto intellettuale astratto in un pensiero vivente veggente e allo stesso tempo, venga risvegliata la coscienza del Cristo, in modo che l’umanità possa realizzare il giusto incontro nel mondo astrale adiacente alla Terra, con la “figura luminosa” del Cristo eterico. Questo è il compito cui è dato all’Antroposofia e di conseguenza agli antroposofi, che con l’aiuto di Michele, possano portare la conoscenza della Scienza dello Spirito nel mondo, in modo che le anime possano accoglierla e risvegliarsi dal torpore arimanico e luciferico, cui sono trattenuti fortemente ancorati nel loro egoismo materialista. (V. continua)

 Collegno 19 settembre 2019                                                           Antonio Coscia

 Sopra: È raffigurata la vetrata rosa a Nord, nell’incisione di Assja Turgenieff, dietro i consigli di Rudolf Steiner, il cu motivo centrale rappresenta l’incontro dell’uomo con il Cristo eterico; mentre i due laterali indicano la liberazione e redenzione delle due potenze oppositrice, ossia Lucifero a sinistra e Arimane a destra, quale conseguenza dell’evento del Golgotha.

1   Vedi la nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

convegno-natale-1923-1924

«Questa via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la “chiaroveggenza intellettiva” dell’uomo. Questa nuova chiaroveggenza nasce “sviluppando una superiore intellettualità non solo per se stessi, ma questa “deve essere” anche portata su nel mondo spirituale. E se ciò avviene, allora oggi nel mondo spirituale l’uomo può percepire coscientemente il “Cristo eterico” (O.O. 130, 18.11.1911).

        Riassumendo in parte l’articolo precedente, possiamo dire che l’uomo del quinto periodo di cultura, ha diversi compiti davanti a sé cui deve cercare di risolvere nell’ambito dei 1500 anni circa che gli restano ancora a disposizione prima di entrare nel sesto periodo di cultura sotto il segno dell’Acquario, dove dall’alto del mondo angelico, gli uomini che si saranno preparati spiritualmente riceveranno un principio microcosmico del Sé spirituale e poi dopo, nel settimo periodo un principio microcosmico dello spirito Vitale, cui alla fine terminerà con una grande catastrofe1. Ciò potrà essere realizzato come abbiamo visto, se nell’ambito del nostro quinto periodo di cultura saremo riusciti ad accogliere l’Impulso del Cristo e realizzato lo sviluppo dell’anima cosciente2 così come suggerito dalla via di conoscenza antroposofica. Abbiamo visto che il Cristo ha assunto la “Signoria del karma” trasformando l’antica legge ebraica yahvetica del “Taglione” nell’impulso dell’amore e del perdono e della dedizione agli altri e, che ha iniziato a operare dal XX secolo in poi, fino alla fine dell’eone terrestre. Abbiamo altresì detto che l’uomo con l’avvento dell’anima cosciente deve imparare a reggersi su se stesso sviluppando quella fede di conoscenza che può trovare in sé nel suo corpo astrale superiore, con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. Questo ci darà la possibilità di risvegliare la coscienza del Cristo trasferitasi nell’anima di ogni singolo uomo, grazie al quinto sacrificio compiuto dall’Entità del Cristo nel XIX secolo nei confronti dell’anima adamitica, (vedi nota 1 dell’articolo precedente) che fu salvata dal soffocamento delle forze oscure materiali introdotte nel XIX secolo nei mondi soprasensibili adiacenti alla nostra Terra, da anime umane materialiste che attraversarono la soglia della morte. In merito Rudolf Steiner nel libro “Verso il Mistero del Golgota”, scrive:

«L’essere angelico che dopo di allora [dopo l’evento del Golgotha] è la forma esteriore del Cristo [la Sua veste di luce], nel corso del secolo XIX dovette soffrire uno spegnimento della coscienza, e questo avvenne come conseguenza delle forze materialistiche oppositrici entrare nei mondi spirituali per opera delle anime umane atteggiate materialisticamente che attraversarono la porta della morte … [Queste anime materialistiche], introdussero nel mondo spirituale sempre maggiore oscurità formando una “sfera nera del materialismo” che grazie al principio manicheo, il Cristo l’accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica [anima adamitica] che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo, lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocefissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX [prima per pochi, e poi per tutta l’umanità]; (O.O. 152, pag. 44-45).

Una parte dunque della coscienza del Cristo cui era portatrice quest’archetipo dell’umanità (che a volte è anche chiamata anima Natanica3, in quanto è menzionato nel vangelo di Luca come discendente del sacerdote Natan figlio del re Davide) fin dall’evento del Golgotha, fu risvegliata dal Cristo e determinò di conseguenza un risveglio anche nelle anime umane per via della resurrezione della coscienza del Cristo nella sfera dell’ambito terrestre. Vale a dire che il Cristo nel XIX secolo passò attraverso un nuovo sacrifico o evento del Golgotha, questa volta però non sul piano fisico come quando s’incorporò in Gesù di Nazareth e visse per tre anni nel suo corpo fisico, ma sul piano eterico entro la sfera angelica adiacente alla Terra. Qui Egli s’incorporò di nuovo nell’anima adamitica, ossia nel corpo astrale di luce del Cristo Gesù, essendo questi stato avvolto da forze materialiste oscure arimaniche che ne determinarono l’oscuramento e il soffocamento spirituale facendo spegnere appunto la coscienza cristica acquisita durante la morte e la resurrezione del Cristo sul Golgota (luogo del teschio). Va compreso che la coscienza del Cristo non può essere oscurata da nessun essere dell’ostacolo, in quanto Entità divina appartenente al secondo aspetto della “Trinità divina universale”, per cui qualsiasi uomo per quanto sia evoluto non può che manifestare una minima parte della coscienza del Cristo corrispondente al livello angelico di cui era portatrice l’anima Natanica, la quale poté essere oscurata da entità arimaniche dando la possibilità attraverso l’intervento del Cristo, di essere risvegliata nell’anima umana di tutta l’umanità.

L’uomo può risvegliare oggi questa coscienza del Cristo attraverso lo sviluppo morale della sua coscienza dell’Io che unita allo sviluppo del suo pensiero intellettuale astratto trasformato in pensiero immaginativo vivente, grazie agli esercizi suggeriti dalla via della Scienza dello Spirito o antroposofia, ha la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Questa esperienza dell’incontro col Cristo eterico, è oggi possibile a tutti gli uomini di buona volontà grazie alla rivelazione di Rudolf Steiner che col suo sacrificio sul piano spirituale, acconsentì a essere incorporato nel corpo astrale dall’Entità bodhisattva del futuro Buddha Maitreya4, da cui venne ispirato per alcuni anni sulle diverse tematiche spirituali divulgate dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Grazie dunque alla conoscenza concessaci da questo grande Iniziato cristiano-rosicruciano, nel nostro quinto periodo di cultura (le cui forze spirituali provengono come citato dalla costellazione dei “Pesci”) abbiamo la possibilità di trasformare il nostro pensiero astratto in un pensiero immaginativo vivente veggente, tramite cui ogni uomo che si prepari in modo adeguato può incontrare il Cristo eterico (entro un periodo di tremila anni) quale promessa del secondo ritorno annunciato dai Vangeli del nuovo Testamento (1Ts 4,15-17). Tuttavia occorre qui ricordare che lo sviluppo del pensiero intellettivo veggente, così come lo sviluppo morale animico o più specificamente dell’anima cosciente, può essere conseguito in questa incarnazione attraverso la via esoterica indicataci appunto dall’Antroposofia, oppure può essere conseguito in modo naturale nel corso dei secoli futuri prima che possa terminare il nostro quinto periodo di cultura, o periodo dei “Pesci”, anche da tutta quella parte dell’umanità cui segue in modo passivo il corso della vita. Rudolf Steiner ci svela che secondo una legge spirituale, ogni facoltà umana che venga realizzata da un uomo sul piano fisico, col tempo diventa patrimonio di tutta l’umanità anche da parte di chi segue il corso della vita senza mai, porsi alcuna domanda sul significato della propria esistenza, cioè anche da quelle anime semplici cui non hanno nessuna cognizione del proprio mondo interiore, né delle Entità gerarchiche che operano nelle diverse sfere spirituali del nostro sistema planetario.

Va detto però, che le nuove facoltà umane che vengono acquisite secondo il corso normale evolutivo terrestre, sono conquistate secondo il proprio sviluppo morale individuale così come lo sono state per le altre facoltà umane acquisite dall’umanità nell’arco dell’evoluzione terrestre. Tutti gli uomini attuali ad esempio hanno acquisito la facoltà del pensare, ma esso viene esplicato in una forma diversa, secondo la propria conquista individuale del grado evolutivo e conoscitivo morale. Possiamo renderci conto di ciò nell’osservare appunto persone che esprimono attraverso la parola dei “pensieri” rozzi, poco evoluti, intrisi di egoismo materiale, mentre altri invece, esprimono pensieri più puri manifestando con la parola e il gesto, un’altissima espressione poetica e artistica di conoscenza e di elevazione etica-morale spirituale. Se ne può dedurre che quando non si perseguono vie di conoscenza, l’uomo è all’oscuro da tutto ciò che opera dallo sfondo in modo occulto quali forze del bene e del male, sia nell’ambito dell’evoluzione umana sia in quello della vita dell’anima e del cosmo universale. Pertanto nell’uomo le forze oscure di contrasto agiscono di conseguenza come inibitori dell’anima ostacolandola, offuscandola e distorcendo, la visione spirituale del mondo della natura e quindi di riflesso, la vita interiore animica cui l’uomo è pensato per la maggior parte dal mondo scientifico moderno, come discendente da un ramo animale (secondo la teoria evoluzionistica di Charles Darwin, l’uomo discende dalla famiglia dei primati cui fanno parte le scimmie antropomorfe) e che alla fine della vita, non resterà più nulla di sé se non quel quid corporeo attraverso i discendenti (DNA). Per questo appunto quando il pensiero umano non è rafforzato dalla luce della conoscenza, può essere facilmente soggiogato dalle entità dell’ostacolo a staccarsi sempre più dalla propria origine divina spirituale, spingendo l’uomo verso quegli attaccamenti egoistici materiali che offuscando la realtà spirituale del mondo naturale, lo inducono a credere in una sola esistenza che terminerà alla fine della vita nel nulla! col sopravvento appunto della morte e dell’annientamento del corpo fisico! Ciò in parte è anche l’opinione di alcuni filosofi e scienziati moderni, i quali affermano che la vita dopo la morte non è altro che una visione illusoria creata dall’esaltazione del pensiero religioso, per cui anche la credenza nel “paradiso e l’inferno”, non sono altro che immagini illusorie di una “fable convenue” per sottomettere e dominare con la paura della dannazione eterna l’ignoranza umana (ossia di chi ignora i misteri dello spazio universale), alfine di soggiogare attraverso i “dogmi” del potere temporale la mente umana, sottomettendola ai loro fini.

Dal punto di vista umano possiamo in parte anche essere d’accordo, in quanto le religioni hanno sempre avuto quel ruolo di freno precludendo la libertà umana, caricandola molto spesso di sensi di colpa accompagnati da mortificazioni corporee e animiche dando così alle istituzioni religiose l’enorme potere temporale spirituale che ha fatto sì che emergesse in loro quel lato più oscuro ed egoista, cosicché fossero perpetrate le più nefandezze azioni scriteriate di abuso di violenza e quant’altro, (nel nome del Cristo) in modo particolare nei riguardi dei più deboli – vedi gli abusi della “sant’Inquisizione” e ultimamente i casi di pedofilia emersi nei riguardi dei bambini e … altro, cui basta leggere la storia sulle pagine d’internet. D’altro canto però, va preso in considerazione anche il ruolo religioso morale-spirituale da loro assunto nell’ambito della società umana, quale missione divina ispirata dagli Dei. Ovverosia come educatori verso un’umanità ancora infantile e immatura che fosse accompagnata, educata e frenata dagli istinti più bassi, durante la discesa verso la materia terrestre tramite insegnamenti morali quali il “Decalogo mosaico”, che impedisse all’uomo di scendere troppo in basso sospinto dalle forze luciferiche e arimaniche5 (spiriti dell’ostacolo a cui fanno capo Lucifero e Arimane, comunemente chiamati “Diavolo e Satana”) e potessero corromperlo del tutto, attraverso lo sviluppo tecnologico e scientifico materiale. Ciò che avrebbe alla fine fatto soccombere e trascinato gli uomini in un egoismo sfrenato, dove l’Io umano non avrebbe più dominato le brame, i desideri e le passioni del corpo astrale (anima), e avrebbe finito col terrestrizzarsi e sclerotizzarsi sempre più nel mondo arimanico, impedendogli così di raggiungere quella perfezione e quella meta divina a cui è stato destinato dagli Dei creatori (Elohim solari, Spiriti della Forma o Potestà) e dal Logos universale.

Oggi questo pericolo è alquanto presente in modo incosciente nell’umanità, ma non può essere scongiurato dalle istituzioni religiose, in quanto essendo nell’epoca della conquista dello sviluppo della libertà individuale, per cui il ruolo assunto come educatori (istituzione sacerdotale) è terminato con l’inizio dello sviluppo dell’anima cosciente (1413), ora è l’Io umano che deve appunto imparare a reggersi sulle proprie gambe da solo, prendendo coscienza attraverso le prove e le sofferenze dolorose della vita. Tuttavia occorre dire che l’umanità non possa ancora essere lasciata sola e completamente in balia dei demoni ostacolatori cacciati dal mondo spirituale dall’Arcangelo Michele e annidatasi da qualche tempo nell’anima umana! La maggior parte degli uomini non ha ancora sviluppato le giuste forze morali che occorrono per superare le prove non solo terrene, ma in modo particolare di quelle animiche dovute appunto dall’ascesa verso i mondi dello spirito per realizzare attraverso lo sviluppo dell’anima cosciente la vita divina. Pochi difatti, sono quelli che dedicano una parte del loro tempo alla vita spirituale per prendere coscienza della loro realtà divina, in modo da essere preparati per l’incontro del loro “Doppio6” e col “ Guardiano7” posto alla soglia del mondo astrale, per impedire a chiunque possa entrare coscientemente nel mondo spirituale se prima non è stato adeguatamente preparato a sopportare il puro mondo di luce. Ogni uomo di necessità dovrà prima o dopo, avere l’incontro con questo “essere” mostruoso cui caratterizza tutta quella parte negativa di noi stessi che non abbiamo purificato e trasformato; ossia quella parte oscura e imperfetta di noi stessi che si presenta quale immagine rispecchiata, ma qui oggettivata da tutte le nostre imperfezioni animiche e di tutte le azioni negative compiute ai danni degli altri. Pertanto per affrontarlo (senza trauma psichico) e trasformarlo in un essere di luce alfine che venga inglobato nel nostro essere animico, occorre avere sviluppato le giuste facoltà spirituali insegnate dalla conoscenza della Scienza antroposofica. Per questo l’umanità in futuro (non molto lontano) se non vuole passare attraverso prove traumatiche psichiche, ha bisogno di compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e della conoscenza che può venirgli in aiuto soltanto dalla sfera dello Spirito di conoscenza, ossia dalla comunità dello Spirito Santo o, se si vuole dalla “sfera dei Bodhisattva”7. Ciò affinché venga superato il pericolo della completa scissione della Personalità umana e quindi della perdita della coscienza dell’Io terreno, dovuto al passaggio della “Soglia” (come viene rappresentato da Dante nella “Divina Commedia” quando incontra le tre bestie all’entrata dell’Inferno, le quali rappresentano il pensare, il sentire e il volere umano, quali imperfezioni morali) senza aver preso coscienza della propria controimmagine negativa spirituale.

Con questo non si vuole qui fare terrorismo spirituale come spesso sentiamo declamare da parte di alcune correnti filosofiche – religiose sulla fine del mondo, ma semplicemente aiutare a prendere coscienza che i “tempi” a venire, saranno sempre più dolorosi con prove molto dure per l’umanità, affinché si ravveda nel continuare nel suo atteggiamento materialista ed egoismo sfrenato. Questo è ciò che ci viene indicato come avvertimento da uno dei più grandi iniziati chiaroveggente cristiano vissuto il secolo scorso, il cui nome era Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore dell’Antroposofia, cui sta a noi oggi accoglierlo o ignorarlo,  decidendo da che parte stare: se salire verso l’alto, verso la nostra origine divina oppure verso il basso, nell’abisso dell’”ottava sfera”8 arimanica-asurica. Questa è una scelta cui nessuno può costringerci, dobbiamo poterlo percepire nel nostro profondo e agire di conseguenza; il mondo spirituale ci lascia liberi di scegliere e determinare il nostro destino che potrà essere quello di salire verso le vette luminose dello spirito o, prepararci verso l’abisso che si aprirà alla fine dell’evoluzione umana, verso quell’orrendo destino dell’ottava sfera soratica.    Per questo è molto importante che l’umanità o l’Io terreno dell’uomo, possa accogliere innanzitutto l’Impulso del Cristo9 scaturito dall’evento del Golgotha così come divulgato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da difenderci innanzitutto dagli spiriti ostacolatori asurici10 del male, perché non vogliono assolutamente che possiamo elevarci fino al mondo divino. E dobbiamo cercare con una decisa e ferma determinazione, di sviluppare le giuste forze morali alfine di sottrarci da tutte quelle influenze istituzionali esterne che tendono a reprimere il nostro atto libero decisionale, cosicché possiamo arrivare alla libertà individuale non solo nel nostro volere, ma anche nel sentire e nel pensare, cui maggiormente quest’ultimo occorre che sia trasformato dal nostro Io terreno. (IV. Continua)

Collegno, 6 settembre 2019                                              Antonio Coscia

 Sopra: Immagine rappresentativa del Cristo il Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner, situata nel Goetheanum di Dornach in Svizzera.

Note   Integrative

Affinché  possa essere compresa la terminologia antroposofica dalle persone che non conoscono la Scienza dello Spirito o antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre i lettori profani, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.  Le note seguenti sono presenti negli articoli precedenti pubblicati sul Blog: “Pensieri Antroposofici dell’Anima. https://pensieriantroposofici.wordpress.com

1     Dopo che l’umanità avrà accolto i due principi microcosmici del Sé spirituale e dello spirito Vitale, ossia i due principi divini spirituali superiori dell’Entità dell’uomo e che segnerà la fine della quinta Epoca Postatlantica, avverrà una grande catastrofe simile al “Diluvio universale” che Rudolf Steiner chiama: “La guerra di tutti contro tutti”; ovverosia l’egoismo che allora sarà arrivato al culmine dell’anima umana, farà sì che ognuno si scagli con odio contro l’altro. E come Noè poté essere la guida divina di quegli uomini preparati a superare il grande evento catastrofico, così quelli che si saranno preparati dietro i consigli delle guide spirituali potranno superare quel grande evento storico dell’evoluzione umana, alla guida del un nuovo “Manu umano”.

2        Vedi la nota 8 di 1. Note Integrative Antroposofiche.

3         Vedi la nota 10 di 2. Note Integrative Antroposofiche

4         Vedi la nota 13 di 5. Note Integrative Antropoosfiche.

5         Vedi le note .24 e 25 di Alcuni aspetti del dolore umano III.

6         Vedi la nota 5 di Alcuni aspetti del karma e del dolore umano

7         Vedi la nota 36 di Alcuni aspetti del karma e del dolore umano.

8         Vedi la nota 4 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I.

9          Vedi la nota 26 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VII.

10       Vedi la nota 30 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale X

11       Vedi la nota 16 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale IV.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

 «Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divino spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

        La legge karmica che nel quarto periodo greco-romano si presentava quale legge del “Taglione” data a Mosè sul Monte Sinai da Jahve, venne modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e della dedizione agli altri, cui è iniziata a operare nel XX secolo del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico, per il fatto che il Cristo ha assunto su di Sé la legge karmica che prima veniva amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”), ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per spiegarci meglio, diciamo che se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare il “debito karmico” (peccato), attraverso un azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non venga estinto e così pareggiato l’imperfezione karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, può trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”; ossia quello che secondo l’Antroposofia, sarà il nuovo avvento futuro del sesto periodo di cultura, come già menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza, (oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati, ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima della coscienza il cui sviluppo iniziato nel 1413 del nostro quinto periodo di cultura, non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica, la quale agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo. Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, in quanto Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in se stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» ( O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un istituzione come è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa pertanto non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica a cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluto, ma da cinque Personalità comune aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale “soggettivo” negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, verrebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner, come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale detta “Akasha” e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza dell’anima angelica di Gesù di Nazareth. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica1, accolse in Sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, l’archetipo dell’umanità nel suo Sé superiore (Manas); mentre durante l’evento del Golgotha, fu risvegliato dalla morte il suo Io, umano, al quale bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la “coscienza dell’Io”. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XIX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza dell’anima Natanica (viene anche così chiamata per il fatto che nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto discendere dalla linea sacerdotale di Natan,   figlio del re Davide), ebbe quale effetto risvegliatore della rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata. Pertanto questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformandosi in modo naturale nei prossimi millenni nell’ambito dell’umanità, dando luogo a un risveglio naturale  della forza veggente immaginativa, a cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico” nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico cui seguirà un  risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sia per quelli che seguono una corrente spirituale sia per chi opera moralmente nella vita comunitaria, sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni  diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica, andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a discendere troppo nel materialismo arimanico. (III. continua)

Collegno   21 luglio 2019                                                                                 Antonio Coscia    

Sopra: Scuola di Atene, particolare di Raffaello

1   Nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto risalire fino ad Adamo e da questi a Dio; ossia qui abbiamo la pura “Immagine divina” creata da Yahve-Elohim e trattenuta come anima archetipica dell’umanità cui venne sottratta dalla tentazione di Lucifero e trattenuta  nel mondo solare con la protezione dell’Arcangelo Michele.  Rudolf Steiner in diverse conferenze cristologiche ci comunica che ad Adamo furono sottratte delle forze archetipiche (che possiamo definire come una parte dell’anima gemella di Adamo) prima che venisse tentato da Lucifero, e che s’incarnò per la prima volta alla “svolta dei tempi” come Gesù di Nazareth, il quale fu il portatore del Cristo per tre anni e che morì sulla croce del Golgotha resuscitato dal Cristo il terzo giorno della Domenica di Pasqua ebraica.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

     È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali dell’epoca seguente, in questo caso del prossimo futuro sesto periodo di civiltà, menzionato dall’Apocalisse di Giovanni come periodo di “Filadelfia”, dove appunto l’umanità riceverà dall’alto (per quelli che si saranno preparati spiritualmente e moralmente nel nostro quinto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente), un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura, che terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura (3573 – 5733 circa), in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana; vale a dire l’unione tra l’anima e lo spirito umano, attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata “Cana”, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9). È il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni, cui non è possibile approfondire ulteriormente in questo tema che vuole soltanto evidenziare il pensiero di Rudolf Steiner nei riguardi dell’attuale epoca dei Pesci che durerà ancora per diversi secoli.

Le nozze spirituali che sono qui menzionate, sono riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o lo spirito superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro  periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica. Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni cosmici” o “Stati di Coscienza Cosmici” di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Quinta Postatlantica, Sesta Postatlantica e Settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, per ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte degli arti corporei, animici e spirituali, e un grado di perfezionamento morale tramite cui l’Io umano possa realizzare in sé la coscienza autonoma e libera, e autoconoscersi quale essere originario divino fino a quando alla fine dell’eone terrestre, non raggiunga quel grado spirituale che lo eleverà allo stesso grado degli Angeli; dopodiché continuerà a perfezionarsi su ulteriori gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” quale creatore di mondi. (Lo sviluppo degli stati di coscienza è molto più complesso di quanto possiamo immaginare, e non è possibile dilungarci più di quel tanto in questo articolo, per cui invito gli interessati a farlo attraverso l’approfondimento del libro scritto da Rudolf Steiner “La Scienza Occulta” O.O. 13).

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove l’uomo continuò la sua evoluzione corporea – animica, iniziando il primo periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la direzione della guida divina o ”Manu” (Noè), dobbiamo collocarlo quando il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato, con l’inizio della quinta Epoca Postatlantica ebbe inizio anche il primo periodo di cultura (circa 7227 a.C.) chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “Paleo Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “Paleo Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove sviluppò il corpo senziente (corpo astrale). Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’Io umano, inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Per cui il terzo periodo di cultura è chiamato egizio-caldaico-ebraico e il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia, ossia l’Ermete egizio o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”, mentre all’altro discepolo, cioè a Mosè fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi Il Vangelo di Matteo O.O. 123), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle “Stelle” la volontà divina degli Dei, la quale si manifestava come direzione divina dell’umanità, ispirando i sacerdoti iniziati nei “Templi misterici”, ai quali veniva data la conoscenza della Scienza, dell’Arte e della Religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e modi diversi. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, etc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, e tra la nostra  storia millenaria e la tradizione antica  cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza, e al risveglio ora dell’Io personale grazie all’evento del Golgotha, cui l’Altissimo Dio solare facendosi uomo e attraversando la morte e la resurrezione, diede a tutta l’umanità la possibilità di redimersi, riscattandoci dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, e di poterci elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato concesso finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Per questo fu chiamato il “Tempi dei Tempi”, quale evento che non si ripeterà mai più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre e quale pietra miliare, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (in riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo; naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi dobbiamo compensarli attraverso la “legge karmica”.   (II. Continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Sopra: Rappresentazione immaginativa della costellazione dell’Acquario

      

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

        Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet, che il nostro Sole si trova nel mezzo del sistema solare, attorniato da 12 costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco” e che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Secondo le comunicazioni di Rudolf Steiner,   quando le forze luminose della durata si manifestano nel tempo, esse si scompongono in due elementi, uno buono e uno cattivo. Allora delle dodici forze luminose spaziali della durata che entrano nel nostro zodiaco temporale  si trasformano, di cui: «Sette costellazioni restano “diurne” ossia luminose, e sono quelle che vanno dall’Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia; e le altre cinque, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, diventano “notturne” cioè si oscurano, diventano maligne» (O.O.113, Monaco 31 agosto 1909, pag. 178). Il compito dell’uomo è quell’appunto di ri-trasformarle di nuovo in forze luminose del bene, ossia quello di redimere il male; così facendo l’uomo redime se stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma che grazie al quale, ha la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro viene però contrastato da spiriti dell’ostacolo il cui compito è rafforzare l’anima umana, che attraverso l’accoglimento dell’Impulso del Cristo può vincerle e redimere non solo se stesso, ma anche questi spiriti del male reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine a cui essi appartengono. È ancora Rudolf Steiner a comunicarci che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza.  Questi 48 spiriti divini superiori, ossia queste quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose nell’ambito del cosmo stellare e nel nostro zodiaco temporale, vale a dire nel nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo dalla costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore, grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le quattro Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come “Stella”; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole soltanto come “Pianeta” del nostro sistema planetario. Questo perché secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti, “stellare e planetario”. Vale a dire che da una parte si apre al mondo stellare il cui compito di evolvere è dato alle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, si apre al mondo planetario quale pianeta centrale del nostro sistema solare, il cui compito evolutivo è dato dalle forze cosmiche degli spiriti del Movimento e gli spiriti della Forma che hanno a disposizione appunto, solo le forze spirituali per far evolvere il Sole nel suo aspetto planetario.

Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria, per meglio capire in parte, i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’Universo fisico e di cui la Scienza ufficiale ignora del tutto basandosi esclusivamente, in modo infantile solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema, e cioè se attualmente l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario. Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le 12 costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione, di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado; per cui dopo 72 anni, il Sole si sposta di un grado (1° grado) nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati 72 anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dall’Astronomia astrologica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistante una dall’altra, alcune hanno uno spazio minore di 30° gradi, altre sono più ampie. Pertanto i veri astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà delle caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dall’ora di nascita, e che nel redigere l’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Perciò fu stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altra di 30°, e per cui di conseguenza l’intero cerchio che il Sole precede in moto apparente attraverso lo Zodiaco è di 360° gradi. Fatto questa premessa dobbiamo ora capire in che epoca viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione sorgeva e quando entreremo sotto l’influenza delle forze oscure dell’Acquario, in quanto abbiamo visto che l’uomo deve purificare e redimere le cinque costellazioni notturne?

In questo possiamo avere l’aiuto e la risposta dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro (360°) attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il Sole il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360° gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone, ”Anno platonico”. Vale a dire che quando nel cosmo stellare sia trascorso un “anno platonico”, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole attraversa una costellazione, ossia si sposta di 30° gradi, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1°) atraverso  una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 72 anni, cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Cioè un “giorno cosmico”  ha sempre significato nella conoscenza esoterica, la durata media della vita umana, in quanto esiste appunto un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i 72 anni, è un dono divino che si manifesta ora, in un nuovo rapporto tra l’uomo e il pianeta Sole. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio della primavera di quest’anno, eravamo a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati nell’anno 1413 circa e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa. Dopo questa introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo. (I. continua)

 Collegno 24 giugno 2019                                                                      Antonio Coscia

 Sopra: Sopra: la $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

 

Il potere che può obnubilare l’anima I

Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

            «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana e cioè: il potere spirituale, il potere giuridico e statale, e quello dell’economia, i quali devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner (1861-1925) più di un secolo fa, consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” egli scrive: «Per intravvedere la necessità della “triarticolazione sociale” dell’organismo sociale in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diversa … Queste tre correnti, dall’origine diverse, si confondono caoticamente l’un l’altra … (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea, continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera molto più quello di ieri giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della “casta spirituale sacerdotale”. Le parole che il Cristo enuncia duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”; era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale, fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana.

Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere spirituale sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte, da gesti religiosi enigmatici, di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e, per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero: ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica i tre versi tra i più importanti comandamenti dell’insegnamento del Cristo, citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  1. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”; (Mt 22,37).
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Mt 22,39).
  3. Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, vale a dire dimenticando il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io personale, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute dall’Io umano e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o dal suo “Doppio negativo mefistofelico”. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini, i quali inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi) giacché viene a mancare l’unità nel Cristo, diventando così impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quello attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo.

Questa forza antisociale caotica che l’Io inferiore non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e… altro che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto alcuni giorni fa a Milano in un comizio elettorale tenuto da un politico, cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali, persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Questo modo ingannevole di agire su nature più deboli mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocifisso del rosario”, simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera giuridica – statale attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una “giusta causa” che possa realizzare quell’impulso cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità di potere, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico e statale; giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa il nostro stato economico sociale.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri, secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”. Questo vuol dire che il nostro karma (ossia l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con coscienza. Egli ci chiede di compensare la nostra azione attraverso un atto morale che porti al pareggio, ossia tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi: “L’impulso d’amore, ossia aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e il vero perdono da parte della persona che abbiamo offeso; queste sono le due azioni cristiane che conducono all’impulso della vera fratellanza universale.

Ma affinché ciò possa essere realizzato, dobbiamo accogliere in noi l’Impulso del Cristo, e imparare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, e amare il prossimo come noi stessi; cosicché il Cristo possa riequilibrare attraverso l’unità spirituale, la nostra imperfezione morale così da preparare una nuova fratellanza che sarà realizzata in un prossimo futuro, chiamato il periodo di “Filadelfia”. L‘Antroposofia può aiutarci ad accogliere l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e a risvegliare in noi la coscienza del Cristo, trasferitosi nel XX secolo nell’anima umana tramite il “nuovo Adamo” menzionato da Paolo di Tarso (I Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità Gli apra la “porta del cuore”. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo trovare l’aiuto del Cristo, che quale Luce divina irradia le Sue forze spirituali nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta divina.     (I. Continua)

Collegno 29 maggio 2019                                                              Antonio Coscia

Sopra: Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

 

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente III

IMG_20190320_181512

       Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,19).

       Ciò non toglie comunque che nella nostra aspirazione verso la “fede di conoscenza”, possiamo incontrare uomini evoluti, anime che destano in noi un senso di benevolenza che possiamo ammirare, amare e avere una profonda venerazione per la verità da loro incarnata, ossia “Maestri di saggezza” che possiamo sempre incontrare sulla via di conoscenza e ai quali, possiamo aprirci con fiducia. Ma essi devono essere considerati da noi soltanto come amici, come dei fratelli maggiori cui possiamo chiedere consigli e non che debbano diventare per noi la guida personale, cui affidare il nostro destino in modo servile. Da essi possiamo perciò avere quei consigli che ci aiutino a sviluppare quel primo aspetto di fede che si basi sul sapere, cioè sullo sviluppo del pensare intellettivo cosciente tramite esercizi di concentrazione, meditazione e contemplazione, consigliati per esempio attraverso lo studio dell’Antroposofia. In merito Rudolf Steiner in una conferenza del 2 dicembre 1911 tenuta a Norimberga, parla della possibilità di poterci elevare alle forze di fede attraverso il sapere, dove appunto egli dice: «Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana, dobbiamo avere nella nostra anima la capacità di mirare a un mondo soprasensibile, di dirigere su di esso i nostri pensieri e tutte le nostre rappresentazioni. Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

“Solo il sapere può essere la base della fede”; queste parole di Rudolf Steiner, ci indicano come possiamo trovare la base o il primo aspetto della fede se impariamo a lavorare attivamente su noi stessi, purificando il nostro egoismo che ci deriva dalle brame, dai desideri e dalle passioni che nascono dal nostro corpo astrale inferiore. Ciò darà modo al nostro intelletto di risorgere dal materialismo arimanico in cui è caduto e possa entrare in relazione con la sua origine divina spirituale, cioè col vero corpo astrale superiore, di cui quello inferiore è solamente un’immagine imperfetta rispecchiata. In questo modo non solo purifichiamo la vita del nostro pensare ma anche quella del sentire, cosicché aiutati dall’impulso del Cristo, potremo elevarci fino a compenetrarci della vera forza di fede del corpo astrale o anima superiore sopra citato, in modo di avere non solo la possibilità di vivificare il nostro corpo eterico, ma dare una risposta anche al senso di tutta l’evoluzione umana.

Tutto questo ci porta ora a riflettere che non basta semplicemente dire che vorremmo avere la certezza della fede in ciò che non vediamo e non possiamo toccare con mano, poiché la vera fede è una qualità morale spirituale connaturata al “corpo astrale superiore”, per la quale possiamo compenetrarci soltanto attraverso un cammino esoterico di conoscenza tramite quelle correnti spirituali, che mettono al loro centro, l’Impulso del Cristo. Porre cioè al centro della nostra vita umana la possibilità di trasformare il nostro pensiero intellettuale materialista in un pensiero intellettuale veggente cristico, in modo da riuscire a compenetrarci e unirci al “corpo di fede”. Ciò ci permetterà di operare con dedizione e amore entro la vita sociale della comunità terrena, tramite quegli atteggiamenti di comprensione e di tolleranza cui ogni vero uomo dovrebbe arrivare a manifestare quale sviluppo superiore della vera fratellanza universale, che dovrà essere preparata e realizzata nel futuro sesto periodo di “Filadelfia”; in modo particolare tutti quelli che si autodefiniscono “antroposofi”.

In merito va ricordato che tutto il nostro quinto periodo di cultura si fonda sia sullo sviluppo dell’anima cosciente, sia su quello della facoltà della fede, cioè vale a dire che il loro sviluppo si protrarrà fino all’anno 3573 circa; dopodiché l’umanità entrerà nello sviluppo del Sé spirituale insieme con quello della facoltà dell’”amore”, cioè della qualità del vero amore cosmico-umano. Questo vuol dire che l’umanità ha a disposizione circa 1500 anni per sviluppare sia l’anima cosciente, sia quello di compenetrarsi delle forze di fede del corpo astrale superiore. Ma essendo l’uomo sceso troppo in basso nel materialismo e nell’egoismo solo fine a se stesso, può comportare il rischio di non arrivare all’appuntamento col Sé spirituale, in quanto il corpo eterico da cui fluisce la vita cosmica che ci permette di vivere, se non è alimentato e vivificato dalla vita spirituale, rischia di disseccarsi, d’inaridirsi, e quindi nell’impossibilità di avere in futuro un corpo sano per reincarnarci. Detto altrimenti, se l’umanità non riuscirà a compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e purificare il suo atteggiamento egoista nel suo cammino evolutivo normale, sarà difficile che possa arrivare alla fine del quinto periodo di cultura e compenetrarsi delle forze di fede come patrimonio morale, comune a tutti gli uomini di buona volontà; al contrario invece, di chi oggi può decidere di accorciare questo periodo tramite la via esoterica di conoscenza rosicruciana, qual è l’Antroposofia.

Difatti la “fede”, insieme all’”amore” e alla “speranza”, fa parte delle tre qualità cristiane che occorrerà sviluppare nel quinto, sesto e settimo periodo postatlantico4, per cui essendo la fede in relazione allo sviluppo del corpo astrale, è la prima qualità che insieme allo sviluppo dell’anima cosciente e della coscienza morale, cui dobbiamo conquistare in questo nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché l’umanità inizierà a sviluppare l’anima divina superiore che nel sesto periodo postatlantico, riceverà come dono dagli Angeli quale principio del Sé spirituale, insieme allo sviluppo dell’amore che costituirà l’inizio della vera fratellanza universale, e in seguito, nel settimo periodo dello sviluppo della speranza, il principio microcosmico dello spirito Vitale5.

In merito a tutto quello che si è detto, è facile capire ora che queste qualità vanno conquistate giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraverso le prove e le sofferenze che durante la nostra vita, in modo naturale, sono vissute nell’incoscienza da tutte le anime umane che seguono il corso normale della vita. Chi invece, deciderà di seguire in modo cosciente un cammino spirituale esoterico cristiano, dovrà adoperarsi nella continua ricerca della fede e delle verità superiori, attraversando le esperienze dolorose e le prove della vita con più consapevolezza, aiutati soltanto dalle conoscenze che ci sono concesse dalle grandi “guide dell’umanità”, da quegli uomini evoluti che hanno intrapreso già nelle loro vite passate il cammino di saggezza. Anch’essi difatti, sono passati attraverso gradi iniziatici tra sforzi e sofferenze prima di arrivare all’illuminazione spirituale che ha permesso loro di conquistare le facoltà spirituali di chiaroveggenza, ossia quello di poter osservare i mondi invisibili oltre la nostra materia fisica, o se vogliamo, oltre la sfera tridimensionale terrestre. Grazie a ciò essi possono aiutarci nel cammino di fede nel renderci partecipi delle loro esperienze spirituali facendoci conoscere tramite quei concetti ideali d’immagini rappresentative, l’esistenza di “Esseri divini di luce“ che operano nel nostro mondo. Ossia di quegli “Esseri superiori” appartenenti alla gerarchia angelica che dopo l’evento del Golgotha, collaborano con l’uomo attuale allo sviluppo della sua evoluzione morale tramite gli iniziati e i messaggeri celesti e umani che conosciamo come “Maestri di Saggezza e dell’Armonia dei sentimenti”6, cioè i bodhisattva umani quali sono chiamati dalla terminologia orientale. Alcuni di essi fra i più evoluti dell’umanità, sono diventati servitori del Cristo, per questo hanno il compito di preparare gli uomini più evoluti e in un secondo tempo, tutta l’umanità, sia all’arrivo del Sé spirituale sia a passare nel modo giusto la “Soglia”. Quella Soglia che è il confine tra il mondo astrale inferiore e il mondo astrale divino superiore, alla cui entrata è posta una”Entità arcangelica” che si presenta con tratti orrendi quale immagine oscura, la cui figura spirituale tenebrosa, rappresenta tutto il karma negativo delle vite passate non ancora trasformato dall’umanità; ogni uomo che si appresta ala Soglia è costretto a fermarsi all’ingresso e a ritornare indietro, fino a quando il “Guardiano” non lo reputa idoneo a entrare nei mondi superiori. Tutte le sere e tutte le mattine, quando usciamo e quando ritorniamo nel nostro corpo eterico e fisico, incontriamo i “Guardiani” ma lo sguardo dell’anima umana viene distolto dalle forze terrene così che non ce ne accorgiamo, poiché l’incontro con uno di essi, sarebbe per noi fatale!    (III. continua)

 Collegno 19 maggio 2019                                                                       Antonio Coscia

Sopra: Immagine rappresentativa delle tre anime inferiori e l’anima celeste superiore vestita di bianco che suona uno strumento, cui richiama alla volontà superiore.

Note Integrative

4       Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, di cui ognuno si suddivide in sette Epoche che a loro volta si suddividono in sette periodi chiamati “periodi di cultura”, di cui ciascuno è della durata di 2160 anni; quattro periodi sono passati, attualmente siamo nel quinto periodo della quinta Epoca. Quando saranno passate la sesta e la settima Epoca, la Terra si riunirà di nuovo col Sole e passerà dopo una catastrofe, in uno stato astrale più perfetto. (Vedi nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche).

5      Lo spirito Vitale è un arto spirituale dell’anima superiore, nasce durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza o eone cosmico della Terra (compreso il nostro sistema solare), quale dono dei Cherubini che insieme all’Atma o Uomo spirito, quale dono dei Troni, formò la prima “Monade divina” umana. Il compito dell’Io umano terreno, è quello di trasformare in modo cosciente il corpo eterico, attraverso la forza dell’amore, per congiungerlo a un principio microcosmico dello spirito Vitale superiore che per adesso è solo inglobato come germe nell’Io superiore. Il completo sviluppo e perfezione dello spirito Vitale superiore, avverrà in un lontanissimo quinto stato di coscienza o eone futuro, chiamato “Venere”.

6      I Maestri di Saggezza dell’Armonia dei Sentimenti, sono dei discendenti umani degli antichi “Maestri divini” che guidarono l’umanità antica, allora infantile, nell’Epoca Lemurica le Archai, nell’Epoca Atlantica gli Arcangeli e nell’Epoca Postatlantica (la nostra attuale), gli Angeli. Essi fanno parte dei dodici bodhisattva umani guidati dallo Spirito Santo, quali esecutori dei dodici aspetti del Cristo. Quando devono portare un aspetto del Cristo sulla Terra attraverso la loro “Dottrina”, scelgono un uomo evoluto e lo ispirano incorporandosi nel loro corpo astrale. Quando trascorsi 5000 anni dopo che hanno ispirato la loro dottrina agli uomini, si avvicina l’ora di scendere sulla Terra come bodhisattva, incarnandosi completamente in una forma umana e percorrendo il gradino di Buddha umano, fino a raggiungere l’Illuminazione spirituale che permetterà loro di liberare il loro Angelo guida e salire ai mondi spirituali come “Buddha Celeste”.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente II

 

4032062839_c0948b7fa0_o

        «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).

         Rudolf Steiner attraverso la sua ricerca spirituale nei riguardi dell’Entità umana, arrivò all’uomo tripartito funzionale quale si manifestava alla sua veggenza superiore, e cioè: «L’uomo del capo che comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale), cui opera maggiormente l’attività animica dei nostri pensieri; l’uomo del petto o del ritmo che comprende cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), cui opera l’attività animica dei nostri sentimenti, e l’uomo del ricambio e degli arti, che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico – motorio), cui comprende l’attività animica del nostro volere». Rudolf Steiner parla anche di un’altra triarticolazione animica che entra in relazione col corpo fisico umano e cioè l’anima umana, la quale come abbiamo accennato nell’articolo e nella nota (1) precedente, è formata dall’insieme di tre forze animiche che abbiamo chiamato “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”. L’Io umano ha perfezionato in modo incosciente nei periodi di cultura precedenti queste forze animiche, e soltanto nel periodo attuale attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, l’uomo ha la possibilità di sviluppare in modo consapevole, l’anima della coscienza. Sviluppare l’anima cosciente vuol dire realizzare attraverso l’autocoscienza, la consapevolezza di avere in sé un che di divino (il dio nell’uomo) dietro di cui agisce ed è sempre stato presente, un Entità spirituale che rappresenta l’Individualità umana superiore che chiamiamo Sé spirituale o Io superiore3.

Siccome però l’anima cosciente (entro la quale nasce la manifestazione più alta dell’Io terreno) come sopra citato, entra in relazione col ricambio e con gli arti dell’uomo e quindi con la volontà umana,  l’io umano  è messo di fronte a una maggiore responsabilità di dover cioè agire nell’ambito sociale, con impulsi liberi, senza intermediari che tendano a reprimere il suo atto volitivo individuale. Vale a dire che questa volontà umana deve poter agire ora, con la massima libertà interiore senza che qualcuno possa interferire nella sua capacità decisionale, cui a volte, può anche commettere degli errori dai quali trarrà poi quell’esperienza terrena da cui nasceranno i frutti che saranno accolti dopo la morte, dall’Io superiore che trasformerà con l’aiuto degli Dei, in qualità umane superiori cui potrà beneficiare solo in una prossima incarnazione. Tutto questo deve essere accompagnato da un impulso morale in modo da realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente, e possiamo farlo solo traendolo dalla nostra interiorità umana con l’aiuto dell’Antroposofia, con la quale, possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo, che quale impulso centrale della corrente antroposofica cristiana-rosicruciana, vuole unire lo “spirito umano” allo “Spirito Universale”. Se riusciamo in un primo momento ad aprirci senza preconcetto e ad avere “fiducia” nei riguardi di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, possiamo sviluppare e realizzare quella certezza di “fede di conoscenza” che ci darà la possibilità poi dopo, (se il nostro karma lo permette), d’incontrare il Cristo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra.

Ciò possiamo realizzarlo, se seguiamo attentamente i consigli dati da Rudolf Steiner nei suoi due libri “La Filosofia della Libertà e l’Iniziazione”, e in modo particolare le due massime fondamentali per il giusto sviluppo dell’evoluzione dell’anima cosciente, ossia: «Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi» (O.O.n.4, pag.122); e «Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno» (O.O.n.10, pag. 25). Queste due massime antroposofiche devono essere accolte e messe in pratica con la consapevolezza che se vogliamo anelare alle verità superiori e lavorare allo sviluppo della nostra anima cosciente, dobbiamo imparare nella nostra epoca  a essere liberi e poggiare esclusivamente su noi stessi, scrollandoci di dosso tutte le superstizioni e i dogma religiosi appartenenti a uno sviluppo animico di un periodo antico  che, va assolutamente superato. Il discepolo dello spirito deve camminare da solo, senza anelare al “Maestro” umano terreno personale che possa guidarlo per vie sicure come appunto era possibile fare prima nei misteri iniziatici antichi, dove l’allievo era totalmente sottomesso e diretto dal Maestro cui la loro unione continuava a volte, perfino oltre la morte. Questa è l’epoca in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità morali prendendo in mano le redini della propria vita, guidando se stesso attraverso gli ostacoli e in tutte quelle decisioni difficili che gli verranno incontro, quale effetto karmico cui deve poter decidere da solo, mosso soltanto dal suo giudizio morale interiore e dal desiderio di realizzare in sé la certezza dell’esistenza divina di un “Ente Supremo”, cui tutto il creato anela.

Tutto ciò che aneliamo in questo periodo dell’anima cosciente, va conquistato attraverso il proprio sforzo personale senza essere assoggettati da nessuna autorità istituzionale religiosa, né da chiunque voglia limitare la nostra libertà di opinione o di espressione del nostro pensiero. Questo dovrebbe essere presente in tutte quelle correnti di pensiero e in modo particolare, negli ambienti antroposofici in cui si studia insieme antroposofia, dove la libertà dialogica non sempre è rispettata nei termini desiderati da Rudolf Steiner, dove a volte capita di assistere ad atteggiamenti intolleranti di arroganza intellettuale di chi non ha ancora compreso che la “vera essenza dell’Essere Antroposofia è amore”, e perciò Rudolf Steiner dice che non può essere compresa che dall’amore .

     «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).  (II. continua)

 Collegno 30 aprile 2019                                                               Antonio Coscia

Note Integrative

3      «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1,26-27).  

Dietro queste parole bibliche si cela in modo velato la creazione della doppia natura umana da parte degli Dei creatori, ossia gli Elohim o Spiriti della Forma, i quali crearono l’”immagine superiore” quale frammento del loro fuoco divino, vale a dire l’”Io superiore” o l’”Individualità” umana superiore e la “somiglianza”  o  l’“io inferiore” , vale a dire la nostra “Personalità umana”. In realtà dietro queste poche frasi bibliche  si cela molto più di quello che  non è possibile dire in una nota, per non dilungarci oltre a ciò che c’è consentito portare a coscienza sul significato dell’Io superiore. Il fatto poi che a volte l’Io superiore è identificato col “Sé spirituale”, così come l’io inferiore viene identificato con il “sé inferiore”, è dovuto al fatto che l’Io superiore è strettamente unito al puro “corpo astrale” umano proveniente da un’antica evoluzione cosmica chiamata antica Luna, per cui esso si presenta come un corpo di luce simile al Sé spirituale divino. Lo stesso dicasi per l’io inferiore, il quale anch’esso è strettamente unito al corpo astrale inferiore che al contrario, è soltanto un’immagine impura riflessa dell’astrale superiore. Ciò è dovuto al fatto che durante l’epoca Lemurica, (epoca che ci riporta al momento della caduta dell’uomo verso l’incarnazione umana), delle entità di contrasto s’insinuarono nel corpo astrale superiore, determinando il suo oscuramento e la divisione in due parti, di cui: nella pura parte superiore gli Dei fecero sgocciolare l’Io superiore altruista, e nella parte oscura dell’astrale inferiore (cui vennero fatto fluire delle forze basse astrali), venne incorporato l’io inferiore egoista, quale riflesso imperfetto dell’Io superiore che fu avviato sulla via dell’incarnazione terrena.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente I

Gauguin_-_D'ou_venons-nous_Que_sommes-nous_Ou_allons-nous

«Solo il sapere può essere la base della fede: dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze [di fede], qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno … Se l’umanità perdesse realmente la fede … proverebbe paura, inquietudine e angoscia di fronte a ogni cosa».  Rudolf Steiner, (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

        Capita spesso di ascoltare tra la gente comune che a volte incontriamo casualmente nella vita in luoghi diversi, o di leggere su facebook (da cui nasce questa breve riflessione), parole come queste: “Vorrei poter avere la certezza della tua fede nel credere nell’esistenza di Dio e credere che dopo la morte, l’anima umana continui una seconda vita come preparazione di una nuova rinascita sulla Terra”. Sono parole che possiamo cercare di dare una risposta se impariamo a riflettere sul significato del senso della vita, quello quale della nascita e della morte umana. Imparare cioè a riflettere su noi stessi e porci delle domande quali: “ Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”.

Sono tre locuzioni sulle quali già il grande pittore francese Paul Gauguin, nel suo famoso quadro del 1987, cercò di esprimere attraverso le immagini del “mistero umano” la domanda sul significato profondo della vita, cui ognuno di noi può trovare la risposta soltanto attraverso la conoscenza di se stesso. Oggi il pensiero umano si è molto rafforzato e intellettualizzato, ma a causa del materialismo, l’uomo è sceso troppo in basso impigrendosi nella continua ricerca d’immagini virtuali e di tutte quelle brame e desideri egoistici che tendono a soddisfare per lo più la sua anima inferiore, allontanandosi così sempre più dalla sua origine spirituale divina. La causa di ciò è dovuta al fatto che l’uomo attuale vive dall’inizio del XV secolo (1413 circa), nello sviluppo dell’anima cosciente1 o dell’intelletto, ossia di quella parte essenziale animica umana che è congiunta in parte, all’anima spirituale superiore (Sé spirituale) e dall’altra, all’anima inferiore, ossia all’anima della ragione e dell’istinto che come sappiamo è più a contatto con la natura materiale in quanto più strettamente legata al corpo fisico umano. Il fine dell’anima cosciente, è trovare l’equilibrio nell’ambito della sua natura animica tra l’anima della ragione (anima razionale) e quella dell’istinto (anima senziente) e di conseguenza, fra il mondo spirituale e il mondo terreno, dove qui ha il compito attraverso uno sviluppo morale, di realizzare l’autocoscienza individuale autonoma e libera e di conseguire con l’aiuto del Cristo, l’amore cosmico-umano quale massima espressione nell’uomo. Ciò può farlo se l’Io terreno (il nucleo spirituale dell’anima), accoglie in sé l’impulso del Cristo scaturito dal “Mistero del Golgotha”, tramite cui può ri-congiungersi con la sua immagine o Io superiore, cioè l’archetipo spirituale creato da Yahve-Elohim e protetto nel mondo spirituale dall’Arcangelo Michele, prima della tentazione di Lucifero (il serpente paradisiaco).

Occorre però dire che l’Io umano per accogliere in sé l’impulso del Cristo, deve compenetrarsi della conoscenza dell’evento del Golgotha così come ne parla la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, quale cristianesimo rosicruciano rinnovato da Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia, la cui sede è a Dornach in Svizzera quale Società Antroposofica Universale della Libera Università2 della Scienza dello Spirito. È per questo che a tutta prima occorre aprirsi con fiducia e senza alcun pregiudizio ai cicli di conoscenza che Rudolf Steiner ha tratto dalla cronaca dell’Akasha o “memoria universale”, sulla vita del Cristo vissuto sulla Terra come Gesù di Nazareth durante l’arco di tre anni fino alla morte sulla croce, sulla collina del Golgotha. Aprirsi con fiducia nei riguardi di Rudolf Steiner, non vuol dire avere fede assoluta in ciò che ha detto nei cicli di conferenze sul Cristo, sulla Scienza Occulta, sulla legge della reincarnazione e del karma o altro. Egli reputava il dogmatismo, un atteggiamento negativo nei riguardi dello sviluppo dell’anima cosciente, per questo scoraggiava con fermezza l’accogliere qualsiasi conoscenza con un atteggiamento passivo senza prima di considerarlo attraverso la ragione. Egli ha sempre detto di vagliare ogni cosa con serietà e ponderatezza attraverso il senso della ragionevolezza, cercando le verità anche attraverso correnti e scuole di pensiero spirituali diverse che si siano succedute nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, purché mostrino una certa serietà e onestà intellettuale.  (I. continua)

Collegno   10 maggio 2019                               Antonio Coscia

 Sopra: Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

 Note Integrative

1       L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità animica-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali di “volere, pensare e sentire”. L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiore. Così opera attualmente alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, in futuro alla trasformazione dell’anima razionale in anima Ispirativa e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente in uno stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino; ma nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori.

L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro; qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trarre le esperienze della vita, trasformando in saggezza e amore ogni disciplina che accoglie dall’arte, dalla scienza e dalla religione; anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza, stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.  Infine, l’anima cosciente nella quale opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali, per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali.

L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno si che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” e, poiché vive strettamente congiunto col Sé spirituale, consegue in sé l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore operano delle “entità ostili” o di contrasto che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. Per un maggiore approfondimento leggere i libri “Teosofia e La Scienza Occulta”).

(Vedi anche le note 8. – 8a di  1. Note Integrative Antroposofiche).

2      La Libera Università della Scienza dello Spirito è un centro spirituale situato a Dornach in Svizzera, ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che fanno parte dell’Antroposofia generale, quali: “La sezione di pedagogia, agricoltura, medicina, scienze sociali, matematica, astronomia, sezione dei giovani, scienze naturali, sezione per le arti figurative, arte della parola, musica. Le sezioni di tutte queste attività, grazie alla ricerca spirituale della Scienza dello Spirito, possono essere rinnovate e approfondite spiritualmente nei loro rispettivi ambiti o campi professionali.

 

 

 

 

 

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

trasfig2 (4)

“…E vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Matteo 24-30).

        Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale, “Io Sono l’Io Sono dell’umanità”. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1909) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:

        «Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag.14-15).

    Collegno 11 maggio 2019                                               Antonio Coscia

   Sopra: Particolare dell’Ascensione del Cristo di Raffaello.

1        Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”.     Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth.  Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo,  tramite l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya.