Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano I

  Adorazione dei Magi del Beato Angelico e Filippo Lippi

 

Ogni anno all’avvicinarsi del periodo natalizio, la tradizionale rappresentazione del presepe di Natale in cui ci ricorda la nascita del Redentore dell’umanità, crea non pochi contrasti e divergenze di opinioni quello fra tutti se evitare nelle scuole italiane la rappresentazione appunto del presepe, per la presenza di bambini extracomunitari ai quali, potrebbe disturbare un simbolo cristiano che non fa parte della loro tradizione religiosa. Alcuni maestri insegnanti e responsabili delle scuole italiane, spinti dai contesti sia da genitori appartenenti a movimenti religiosi staccati dalla Chiesa cattolica, sia da genitori extracomunitari (che non si riconoscono né sono ancora integrati nella cultura religiosa dei simboli del cristianesimo), alfine di evitare disagi e malcontenti tra genitori appartenenti a vie diverse di pensiero, credono che non sia opportuno appunto di preparare l’albero e il presepe di Natale, in quanto pensano che questi simboli possano danneggiare la psiche dei bambini, arrecando in loro confusione e disorientamento religioso. Questo concetto fa parte di quell’opinione pregiudiziale e assurda dettata dalla mancanza di conoscenza e di fede nei confronti di questi due simboli antichi cristiani che, non sono affatto compresi nella loro vera essenza spirituale di ciò cui essi vogliono esprimere, inoltre, la mancanza di rispetto nei confronti di chi vuole ancora coltivare questi valori spirituali tradizionali cui, tante anime hanno creduto e continuano a credere, anche se oggi viene vissuto con un atteggiamento materialista influenzato da una cattiva pubblicità del consumismo. Tuttavia questa ricorrenza annuale che viene rinnovata con la festa del Natale che è accompagnata dalla preparazione nella prima settimana dell’avvento con l’albero e il Presepe natalizio, non può certamente danneggiare né disturbare la psiche di nessuno e né tantomeno quella dei bambini di qualsiasi razza provengano, quando essi sono  compresi nella loro vera essenza simbolica di cristianesimo universale. Il Presepe, l’immagine plastica del presepe, agisce comunque nell’anima umana in modo inconscio, (similmente ai quadri di Raffaello e in modo particolare la «Madonna Sistina» la quale, Rudolf Steiner ci svela che la sua immagine essendo stata tratta da una reale realtà spirituale ispirata a Raffaello, agisce in modo terapeutico sul corpo eterico del  bambino), anche in quei laici e atei non credenti, (purché scevri da qualsiasi pregiudizio) così come qualsiasi opera di scultura, architettura, pittura, musica o poesia; vale a dire tutto ciò che l’arte esprime come manifestazione dello spirito. Attraverso l’”Arte vera e genuina” si manifestano e si rinnovano in modo invisibile nell’anima umana, le forze logorate, rattrappite e offuscate dagli spiriti dell’ostacolo. Questi spiriti diabolici del male che la teologia cattolica identifica con Satana o Lucifero (in Antroposofia sono conosciuti come spiriti arimanici e luciferici)1, possono agire nell’anima umana, in modo incosciente tramite il materialismo persuasivo pubblicistico e in tutto ciò che è tecnologia virtuale (computer, telefonini, video game, tableau, i quaderni digitali nelle scuole, ecc.), particolarmente sulla psiche dei bambini che sono i più indifesi (almeno dopo i tre anni, e non di meno negli adulti se non equilibrano con una sana vita di pensiero spirituale e morale), i quali possono manifestare atteggiamenti negativi di nervosismo, aggressività o altro. Occorre per questo che i genitori proteggano e aiutino i loro bambini attraverso un atteggiamento morale religioso libero, che non costringa (sarebbe altrettanto negativo) ma che il bambino possa solo imitare, in modo da stimolare in lui le forze originarie divine del “Padre Cosmico” dalle quali egli si è appena staccato e che resterà legato in modo incosciente per il resto della sua esistenza. Con questo non vogliamo dire che bisogna per forza appartenere a un istituzione religiosa o a un credo religioso particolare, ma più che altro è inteso dare al bambino un educazione che si basi su degli esempi di uomini che hanno vissuto una vita altruista colma d’amore e di dedizione per gli altri. Un genitore può amare un bambino e colmarlo di affetto, ma l’amore filiale se pure aiuta il bambino a rafforzarlo nel proprio equilibrio psico-fisico, non è la stessa cosa di quando si cerchi invece di stimolare in lui l’altruismo e l’amore per gli altri. L’arte pertanto, quando sgorga da un cuore genuino, ha la missione spirituale di “ripristino” agendo nell’uomo tramite quella “forza spirituale vitale fluente” che può agire particolarmente sul corpo eterico (ossia la vita che è in ogni cosa sia esso pianta, animale o uomo)2, e sull’anima del bambino, risanando talvolta lo stravolgimento negativo e morte (che si crea tramite il materialismo tecnologico virtuale come suaccennato) nell’ambito dello sviluppo della “fantasia infantile” del bambino e in modo particolare in quello della formazione psichica del suo io umano terreno. Questa cattiva educazione sul piano psico-fisico del bambino, potrà comportare e determinare in lui delle cause o conseguenze dolorose come malattie nervose e … altro, nella sua vita da adulto e in particolare in quella senile, se durante la vita di mezzo cioè tra i 21 e i 42 anni, egli non cercherà di riparare attraverso uno sviluppo cosciente di una sana vita spirituale. (1. Continua)

 

Note Integrative

1    Gli spiriti luciferici, sono «uomini angelici» rimasti indietro nelle evoluzioni passate, in cui non riuscirono a superare il gradino umano e per questo divennero luciferici, ossia sono spiriti dell’ostacolo che rimasero indietro, durante il terzo stato di coscienza planetario chiamato «antica Luna», vale a dire durante l’incarnazione precedente della nostra Terra. Gli spiriti arimanici invece, sono «uomini arcangelici» rimasti indietro durante il secondo stato di coscienza chiamato «antico Sole», cioè tre incarnazioni passate della nostra Terra, dove non riuscirono a superare il gradino umano restando indietro come spiriti possenti dell’ostacolo che chiamiamo «arimanici» appunto, secondo il nome del loro capo «Arimane» ossia, «Satana». Molto spesso essi sono confusi con gli spiriti luciferici di cui sono guidati dal loro capo Lucifero (egli è simboleggiato come il serpente tentatore dei nostri antenati biblici Adam-Eva). È molto importante saperli riconoscere e individuare nei loro diversi aspetti di tentatori, di cui: «Lucifero è un angelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo astrale ispirandoci sentimenti di brame e desideri negativi umani, quali l’egoismo, il settarismo, il fanatismo, i pregiudizi, etc.»; «Arimane invece, è un arcangelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo eterico ispirandoci pensieri di possesso negativi, quali il potere, i soldi, il sesso sfrenato, i dogma, la menzogna, etc.». Il Cristo, come già menzionato in diversi articoli di «Pensieri antroposofici», redense Lucifero sulla croce del Golgotha (simboleggiato dal ladrone crocefisso a destra del Cristo, ossia San Dismas), cosicché anche noi uomini possiamo farlo attraverso la forza cristica dell’amore. Arimane invece, essendo principe di questo mondo il Cristo non poté vincerlo in quanto l’uomo ha ancora bisogno del mondo minerale per evolvere, ma lo tenne a bada, così come possiamo fare noi tramite il giusto discernimento. Arimane non potrà essere vinto dal Cristo ancora per molto tempo, poiché l’uomo ha ancora bisogno di trasformare la natura minerale in nutrimento per il proprio corpo fisico, attraverso il quale il nostro io umano, può fondare la sua «coscienza dell’io». È per questo che il cibo prima di assumerlo andrebbe benedetto da una preghiera data da iniziati chiaroveggenti, oppure secondo il proprio credo religioso.

2    Il corpo eterico è il secondo involucro umano di cui l’uomo è costituito che mantiene in vita il corpo fisico, senza del quale il fisico-materiale andrebbe subito in putrefazione. Esso è costituito da quattro eteri, cioè: «L’etere di calore, l’etere di luce, l’etere del suono e l’etere di vita»; di cui l’etere del suono e l’etere di vita, vennero tolti ad Adamo prima che venisse tentato da Lucifero; l’uomo potrà riaverli quando eleverà la sua coscienza morale a un grado superiore in cui sarà possibile unirsi all’Entità del Cristo.

Che cos’è la verità? II

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   «Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti».

Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

          Le  parole di Rudolf Steiner ci invitano a riflettere e di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto lui, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

       È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa dunque deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito assoluto” per una sana vita spirituale, e cioè: “Quello d’imparare a fare un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in sé quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate «Asura»5. Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato evolutivo cosmico della coscienza umana chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

       «Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

       Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come «Maestro dell’umanità». Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

     Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissuto durante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’Essere Antroposofia. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.

      Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

       «Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue. L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

      Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non possano inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

       Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possiamo continuare il nostro cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano8.

Collegno, luglio  2012                                                                           Antonio Coscia

     agg. novembre 2018

Sopra: Immagine del Cristo, il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner, secondo la sua visione veggente.

Note Integrative

5       Vedi la nota 30 di   6. Note Integrative Antroposofiche

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Vedi la nota 24 di 3. Note Integrative Antroposofiche

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche

 

 

Che cos’è la verità? I

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«Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 5-6.

       In ogni uomo nel suo profondo esiste un anelito alla verità. Fa parte della ricerca e realizzazione della nostra autocoscienza individuale alfine di poterci unire al nostro Sé divino. Il mistero della verità è un tema molto complesso, cui non è facile dare una risposta in modo chiaro ed esauriente, poiché fa parte di quei misteri divini cui solo un iniziato chiaroveggente che abbia realizzato in sé non solo l’unione con il suo Io superiore, ma anche con il suo «vero Io o Scintilla divina», può rispondere. Questo iniziato sarebbe allora la manifestazione vivente della realtà divina che quale verità universale, opererebbe attraverso di lui quale rappresentante delle forze dello Spirito Santo, cui neppur Esso potrebbe contenere in sé tutta la verità intera, la quale può vivere soltanto nel seno del Padre. Difatti, nel vangelo di Marco, è il Cristo stesso che incorporatosi in Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato dal Battista, a esprimere questo concetto assoluto della verità, laddove Egli dice:

«Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre; (Mc 13,32)».

      Riflettendo profondamente su quest’aspetto assoluto della verità, possiamo pensare che nessun uomo sulla Terra per quanto possa essere evoluto, sia in grado di accogliere la manifestazione delle forze macrocosmiche divine del Padre, ma solo quelle del Dio Figlio e dello Spirito Santo, in quanto operano nel mondo Planetario e nell’ambito della seconda e terza gerarchia divina attraverso quell’Essere spirituale che conosciamo come “Divina Sofia”. Difatti, l’iniziato chiaroveggente che poté realizzare quest’altissima meta spirituale incontrando il Cristo sul piano del “Budhi” (conosciuto anche come “piano della Provvidenza”) fu Rudolf Steiner1, grazie al fatto di essere salito a un grado iniziatico elevato che possiamo paragonare a quel grado iniziatico conseguito dagli stessi discepoli durante l’evento di “Pentecoste”, ossia il sesto grado dell’iniziazione antica precristiana chiamato “Eroe solare”2 cui nell’iniziazione rosicruciana moderna, corrisponde alla “Fusione con il macrocosmo”. Egli poté realizzare quest’altissimo grado iniziatico grazie alla sua veggenza spontanea all’età di sette anni e poi dopo, una sera dopo un lungo lavoro, ebbe l’incontro col Sé spirituale all’età di diciannove anni. L’incontro con il suo Maestro spirituale e poi dopo, con altri, fra cui l’altissima Entità spirituale di Cristian Rosenkreutz, permise a Rudolf Steiner alcuni anni dopo verso la fine del 1900, (dopo essere passato attraverso prove molto dure), l’unione col suo Vero Io3, tramite cui gli fu possibile avere l’incontro con l’”Io Sono del Cristo”, diventando così uno dei Suoi più alti discepoli e collaboratore per la divulgazione della conoscenza del vero cristianesimo moderno, rinnovatosi attraverso l’Antroposofia4.  Rudolf Steiner indicò questo momento importante della sua vita, nel XXVI capitolo del suo libro “La mia vita”, ove egli scrive:

      «Il tempo in cui dicevo sul cristianesimo cose tanto contrastanti, se si guarda solo alla lettera, con quanto ho detto più tardi, fu quello in cui il vero cristianesimo cominciò a germogliare dinanzi alla mia anima come fenomeno di conoscenza interiore. Sul declinare del secolo quel germe si sviluppò sempre più. Poco prima avevo dovuto subire la prova interiore che ho descritto. Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza»; pag. 279 Ibidem.      

      Se comprendiamo quest’aspetto della verità realizzato dal grande Iniziato chiaroveggente cristiano nel XIX secolo, possiamo allora nell’anelito alla conoscenza superiore accogliere e sviluppare in noi attraverso l’Antroposofia, l’amore e la venerazione per lo “Spirito di Verità” che realizzò tutto questo e si presentò nel ventesimo secolo come Maestro dell’umanità e fondatore dei nuovi misteri del cristianesimo-rosacruciano moderno e della “Scienza dello Spirito o antroposofia”, conosciuto da noi antroposofi col nome di Rudolf Steiner. Egli fu molto osteggiato e calunniato nella sua vita e, naturalmente anche i suoi scritti furono e sono tuttora criticati da persone di scarsa moralità e disonestà intellettuale appartenenti a correnti di pensiero filosofiche, sia laiciste sia religiose. Questo ci porta a dire che quando in noi esiste l’impulso della vera ricerca e amore per la verità, l’atteggiamento morale e intellettuale che dovremmo manifestare di fronte a esperienze spirituali di uomini così evoluti che sacrificano la loro vita per il bene dell’umanità, sarebbe quello di avere nei loro confronti, il rispetto se non altro per la loro fedeltà e abnegazione nei confronti del mondo spirituale.  Ciò non vuol dire accogliere dogmaticamente la loro dottrina o pensiero filosofico, senza prima vagliarlo tramite il nostro giudizio intellettivo, purché privi di pregiudizio o nel peggiore delle ipotesi di disonestà intellettuale o, addirittura d’intolleranza verso il confronto dialogico che potrebbe portarci a una giusta armonizzazione e riconciliazione dei diversi punti di vista, alla stessa verità. Naturalmente ciò vale ricordarlo anche a noi antroposofi, ossia il non lasciarci andare a inutili critiche o ad atteggiamenti di superbia e di arroganza intellettuale di verità assolutistiche, cui ogni cosa che non è condivisa dalla Scienza antroposofica, è dannoso e sbagliato. Non mi pare che Rudolf Steiner abbia mai detto che la sua verità è assoluta e quella degli altri sia sbagliata; lui stesso ebbe a dire di non accogliere mai nulla per autorità, per ciò che aveva detto o potuto dire nei riguardi del suo insegnamento, come verità assoluta, ma vagliarla sempre col nostro sano raziocinio umano.  Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Oslo, il 17 giugno del 1910, in merito dice:

       «Male sarebbe se chi ancora non ha facoltà di veggenza spirituale dovesse accettare per cieca fede, quanto viene narrato. Io prego, come pregai a Berlino, di non accettare per fede o per autorità nulla di quanto posso aver detto o che dirò in seguito. Anche prima che si raggiunga la chiaroveggenza, esiste per l’uomo la possibilità di vagliare quel che risulta dall’osservazione chiaroveggente … Quanto ho potuto dire su Zarathustra o Gesù di Nazareth, su Ermete o Mosè, su Odino o Thor, sul Cristo Gesù stesso, io raccomando di non crederlo o accettarlo per autorità. Scongiuro di disabituarsi dal principio d’autorità, poiché esso è un male per noi … I migliori scolari della conoscenza spirituale sono quelli che vengono stimolati dall’insegnamento per metterlo al servizio e per provarlo nella vita … Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita»; (La Missione di singole anime di popolo O.O. 121, pag. 187-188).  (1. Continua)

 Collegno luglio   2012                                            Antonio Coscia

agg. novembre  2018

Note Integrative

1   Vedi la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

2     Nella via iniziatica antica si riconoscono sette gradi iniziatici quali:

Il Corvo – L’Occulto – Il Guerriero – Il Leone – Il Persiano (nome del popolo di appartenenza) – L’Eroe Solare e il Padre.

Anche nella gnosi cristiana il discepolo passava attraverso sette gradi iniziatici quali:

La Lavanda dei piedi – La Flagellazione – L’Incoronazione delle spine – La Croce – La Morte Mistica – La Sepoltura (Resurrezione) – La Resurrezione ( Ascensione).

Nella via iniziatica moderna cristiana- rosacruciana troviamo gli stessi sette gradi, ossia:

–   Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

–   L’acquisizione della conoscenza immaginativa ( mondo Astrale ).

–   La lettura della scrittura occulta ( corrispondente  all’ispirazione ).

–   L’inserimento nell’ambiente spirituale  ( corrispondente all’intuizione ).

– La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

–   L’unione col macrocosmo.

– Lo sperimentare come stato complessivo l’ esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

3     L’uomo secondo la conoscenza della Scienza antroposofica è costituito da “corpo, anima e spirito; a sua volta Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia” divide queste tre parti dell’Entità umana in tre volte tre parti e cioè:

Corpo = corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente.

Anima = anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente.

Spirito = Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito.

Queste tre parti o nove parti, sono gli strumenti articolati animici e spirituali quali veicoli dell’”Essere spirituale” dell’uomo, ossia l’Io. Ma sta di fatto che anche questo Essere spirituale o Io umano, è formato da tre “Io” che s’interpenetrano uno nell’altro che sono chiamati:

“Vero Io, Io superiore e Io terreno“.

         Il Vero Io è il nocciolo divino dell’uomo, il quale è conosciuto anche come Scintilla divina, poiché è un dono concesso all’uomo attraverso un unione particolare dei sette Elohim (Spiriti della Forma, Exusiai, Potestà) che lo accolsero dal mondo della «Parola universale», il quale si manifesta nel vero mondo spirituale come «logos umano» in divenire. È l’albero della vita menzionato nella Bibbia di cui si cibava l’uomo o l’Io superiore.

“Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”; Gn 2,9.

        L’uomo ha poi un secondo Io umano che chiamiamo «Io superiore», il quale è un dono di un frammento del fuoco divino degli Spiriti della Forma concessaci durante l’Epoca Lemurica e che è la nostra Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma, che non scende fino al livello terreno ma resta nell’ambito della sfera solare da dove proietta una sua immagine imperfetta, quale principio dell’Io inferiore o Personalità umana.

     In ultimo abbiamo il nostro Io terreno che come menzionato è un’immagine riflessa della nostra Individualità umana o Io superiore. Sia il Vero Io che l’Io superiore, non cambiano mai, ma evolvono e prendono coscienza attraverso i frutti che in ogni vita, una nuova Personalità terrena offre loro. Possiamo dire che in ogni vita la Personalità umana o Io terreno muore, ma acquisisce nuove facoltà umane e si rende più perfetto, fino a quando non realizzerà la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché potrà di nuovo congiungersi con la sua immagine spirituale cioè l’Io superiore. Questo è il lavoro che l’Io umano inferiore deve fare nell’attuale quinto periodo di cultura, ossia purificando e trasformando il corpo astrale in un principio microcosmico del Sé superiore, ma prima deve realizzare in sé lo sviluppo dell’anima cosciente.

Vedi anche le note 14-15 di 2. Note Integrative Antroposofiche.

4     Vedi la nota 31 di 6.Note integrative antroposofiche.

 

 

 

 

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura II

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       Se dunque prendiamo coscienza di tutto l’ambiente naturale che abbiamo intorno e lo elaboriamo nella nostra anima attraverso idee, pensieri e sentimenti morali, accogliendolo e vivendolo nella nostra interiorità quale bellezza del creato ed elevandolo al di sopra dell’ambiente fisico naturale, noi liberiamo questi esseri elementari ricollocandoli nella loro sfera originaria ossia la regione del fuoco, sciogliendoli dal loro incantesimo. E ancora in merito Rudolf Steiner a pag. 29 del libro citato, dice:

          “Come possono dunque le entità divino – spirituali che ci attorniano far sì che si produca il solido, il liquido, l’aeriforme, quali esistono sul nostro pianeta? Esse inviano giù i loro spiriti elementari che vivono nel fuoco, e li imprigionano nell’aria, nell’acqua, nella terra: sono i messaggeri elementari degli spiriti creatori, degli architetti spirituali. In origine gli spiriti degli elementi vivono nel fuoco. Nel fuoco essi si trovano ancora a loro agio, figuratamente parlando, ma poi vengono per così dire condannati a vivere nell’incantesimo (…). Questi esseri, ai quali dobbiamo tutto quello che ci circonda, sono stati magicamente confinati nelle cose che ci sono attorno”.

        Tutto quello che pertanto ci viene incontro dal nostro destino terreno tramite questi esseri elementari della natura, è dovuto appunto dall’operare degli Dei che vogliono aiutarci a evolvere e a perfezionarci e nello stesso tempo, ad acquisire un nuovo stato di coscienza superiore. Dipende poi da noi trovare il giusto rapporto con questi esseri elementari naturali dell’aria, dell’acqua e della terra, nel prendere coscienza e riconoscerli nella loro essenza sovrasensibile, attraverso la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da liberarli quando ci vengono incontro quali forze naturali durante la nostra vita terrena e quali effetti karmici attraverso le cose e gli avvenimenti del nostro destino.  Osservare i fenomeni che accadono nel nostro ambiente naturale, sia nell’ambito della natura terrestre che in quello dell’universo planetario e prendere coscienza dello spuntare di un fiore o lo sfiorire delle foglie in Autunno, oppure cogliere lo scorrere delle nuvole sospinte dal vento, o il levarsi del Sole del mattino, tutto ciò è opera della natura vivente dietro di cui agiscono gli “esseri elementari naturali”, cui quando gioiamo e rendiamo grazie per il loro sacrificio, allora noi li liberiamo del fardello e li leghiamo a noi nell’ambito della nostra anima, per liberarli infine, dopo la nostra morte dal piano fisico.

     L’uomo moderno ha dimenticato il rapporto con questi esseri della natura, ciò che ancora era possibile percepirli e prendere coscienza nel medioevo dantesco, attraverso le notizie che possiamo apprendere dal libro “il Tesoretto” di Brunetto Latini, dove appunto egli narra dell’incontro con la “dea natura” durante la strada di ritorno dalla Castiglia. E ancora prima dello sviluppo industriale agricolo nel XIX secolo e quel tecnologico informatico nel XX secolo, possiamo dire che l’uomo viveva più a contatto col mondo naturale e quindi con gli esseri della natura che bene o male (anche se non li percepiva) riusciva a convivere in un rapporto quasi armonico. Il contadino si alzava presto il mattino e usando un arnese semplice, arava la terra con tanta fatica e sudore cui seguiva poi la semina a mano, cui s’interpenetravano in modo incosciente, flussi e riflussi tra spiriti naturali e l’anima umana e in modo particolare, seguiva poi il ringraziamento al “Signore” prima di mangiare, quale retaggio religioso ricevuto dagli antenati. Con lo sviluppo tecnologico delle macchine agricole, tutto questo è venuto a cessare da quando è stato introdotto l’uso del trattore e delle altre macchine agricole simili, cui l’uomo, venne sollevato sì dal duro lavoro, ma perse il contatto con gli esseri naturali. Tuttavia non del tutto, poiché in un certo qual modo la vita contadina riesce ancora comunque a dare all’uomo, il modo di vivere e di esperire in un ambiente a lui connaturato qual è la vita reale con la natura terrestre, nella quale vivono gli esseri naturali elementari.

    Ma nel campo virtuale di Internet, telefonini e … altro, la cosa è alquanto diversa e pericolosa, giacché l’uomo è completamente escluso dal rapporto con gli esseri elementari naturali, dove qui invece, agiscono esseri elementari subnaturali. E in questo caso occorre prendere coscienza che questi esseri subnaturali sono al contrario, degli elementi intelligenti artificiali creati dall’attività di spiriti dell’ostacolo che vengono comunemente chiamati dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, spiriti «arimanici» (dal loro capo Arimane o Satana) e spiriti «luciferici» (dal loro capo Lucifero o Diavolo). L’attività di queste entità spirituali dell’ostacolo demoniaci che la chiesa cattolica confonde con un solo essere diabolico o mefistofelico, è molto più complessa di quello che credono i sapientoni teologi della scienza religiosa, in quanto agiscono non soltanto come tentatori nell’ambito della natura umana, ma sono anche quelli che con le loro azioni operano nella distruzione e nella morte dell’esistenza. E qui è ancora Rudolf Steiner che nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” ci mette sull’avviso di come operano questi esseri dell’ostacolo, e cioè:

    «Una specie di quelle entità spirituali [arimanici] si manifesta in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale. Per quanto sgraditi possano riuscire al presente certi nomi … chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi (…). Però queste entità arimaniche svolgono, dal mondo elementare, tra l’altro quell’azione che si esprime nella distruzione e nella morte dell’esistenza. Si può affermare addirittura che per i regni superiori della natura le entità arimaniche hanno il compito di causare la morte. In quanto la morte appartiene al necessario ordinamento dell’esistenza, il compito delle entità arimaniche è fondato in tale ordinamento»; (O.O.12, pag. 149-150).

      Ecco perché nella terza tentazione che Arimane sferrò contro il Cristo, (dopo essere penetrato negli involucri di Gesù di Nazareth attraverso il Battesimo nel Giordano da parte di Giovanni il Battista ed essersi allontanato nel deserto), Egli non poté vincerlo, come invece aveva fatto con Lucifero, ma volle solo tenerlo a bada poiché l’uomo ha bisogno di mangiare ancora il pane che produce la terra.

    « Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.  E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.  Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Mt 4,1

     L‘uomo prima di arrivare alla sua meta divina, ha bisogno ancora della sostanza spirituale che viene materializzata nell’ambito del suolo terrestre dalle forze arimaniche, per cui il Cristo non poté, vincere Arimane, ma dovette come dire, temporeggiare fino a che l’uomo non sia maturo per vincere e redimere egli stesso Arimane e, ciò, non potrà avvenire che alla fine dello stato di coscienza di Giove9, ossia nel prossimo eone planetario o incarnazione della nostra Terra. Questa scena possiamo contemplarla nell’immagine a lato, della statua di legno scolpita da Rudolf Steiner ed esistente a Dornach in Svizzera, dove egli scolpì questa statua per il primo Goetheanum costruito in legno, bruciato da avversari nemici dell’Antroposofia, nella notte di S. Silvestro il 31 dicembre 1922.

  Representative-Of-Humanity                 Ritornando al mondo subnaturale, dobbiamo dire che la questione si pone in modo diverso, perché qui operano soltanto delle forze subnaturali dall’intelligenza artificiale che sono dirette dagli spiriti inibitori dell’ostacolo, per lo più arimanici, il cui scopo è di separare, di staccare l’uomo dalla gerarchia superiore divina e integrarlo nel loro mondo, lontano dalla vita divina del Padre Cosmico. Non dobbiamo per questo rinunciare al progresso della scienza informatica per la paura di essere “posseduti” da questi esseri virtuali arimanici, perché come abbiamo visto, fanno parte di un piano evolutivo divino superiore alfine di contrastare e rafforzare l’uomo nella sua evoluzione dell’anima della coscienza, in modo che possa elevarsi alla consapevolezza divina di essere un figlio di Dio. Occorre però che impariamo a distinguere e a riconoscere l’effetto negativo che questi spiriti producono nell’ambito animico quando la nostra volontà viene come dire impigrita, resa abulica e sottomessa dalla bramosia delle immagini e dallo strumento tecnologico in sé, cioè quando l’uso diviene quasi ipnotico, simile a una droga virtuale. Occorre che ciò sia evitato imparando a difenderci dall’operare di questi spiriti arimanici e luciferici che agiscono sia dall’ambito esterno della natura, sia da quello più interno subnaturale e in modo particolare, dall’ambito di quest’ultimo dove diventa più difficile difenderci, a causa della realtà astratta virtuale in cui operano «esseri dall’intelligenza artificiale» quale manifestazione appunto di queste entità ostacolatrici.

     Il fascino virtuale di Internet, telefonini e… altro, nel campo dell’informatica, è per noi oggi e in modo particolare in quelli più indifesi cioè i bambini, molto seducente, in quanto la loro fonte ha un potere di comunicazione pressoché illimitato, sia a livello di conoscenza, sia quello d’immagini più disparate che girano per il Web (ragnatela mondiale), a volte istruttive, a volte volgari e violente, quindi nocive per l’anima e l’educazione morale del bambino (e… perfino degli adulti). Quando non si hanno molta forza di volontà e la coscienza poco desta, e facile venire dominati dalla bramosia di questi strumenti virtuali dai quali siamo attratti da un insano modo di usarli, similmente a come se venissimo drogati da un insaziabile divorazione d’immagini e di comunicazioni vocali. Dobbiamo per questo imparare a usarli (insegnando ai bambini come porsi nel modo giusto nei loro confronti, usandoli cioè, con parsimonia e secondo la necessità del momento) senza lasciarci troppo sedurre dal loro fascino virtuale, dietro di cui si cela la tentazione arimanica e di conseguenza luciferica. Cercare cioè, il giusto equilibrio per non lasciarci dominare ma imporre la nostra volontà umana che, qualora venga «esercitata nel modo giusto» (ossia che si accompagni a un giusto sviluppo morale del sentire e del pensare tramite gli esercizi che suggerisce la Scienza dello Spirito antroposofica), possiamo sviluppare in noi quelle facoltà intellettuali superiori, tramite cui è possibile realizzare lo sviluppo dell’anima della coscienza. Vale a dire, per meglio esprimere questo concetto, che se sviluppiamo la nostra volontà seguendo il giusto insegnamento dell’Antroposofia, abbiamo la possibilità di realizzare il giusto equilibrio nella nostra anima attraverso cui è possibile elevare il nostro pensiero intellettuale, a un grado superiore di pensiero intellettivo veggente, pienamente cosciente.

      La Scienza antroposofica, può essere molto di aiuto non soltanto alle persone adulte, ma in modo particolare ai giovani, tramite le diverse attività pedagogiche delle scuole steineriane o “pedagogia Waldorf” e per i più piccoli, gli “asili nido” presenti ormai in tutto il mondo; così come la “Comunità dei cristiani”, per chi ha ancora bisogno di coltivare un sentimento religioso. Attraverso la conoscenza della “saggezza” antroposofica, quale via di pensiero e del rafforzamento della volontà e del sentire umano, abbiamo maggiormente la possibilità di prendere coscienza dei pericoli e delle tentazioni, e del danno psichico che ne potrà derivare nel bambino in età più adulta dal mondo virtuale. Possiamo, volendo, anche soltanto leggere e accogliere la saggezza antroposofica, integrandola se vogliamo in un secondo tempo più opportuno, con la vita meditativa tramite un lavoro di riflessione e concentrazione, attraverso gli esercizi consigliati da Rudolf Steiner. Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” in merito egli dice:

         «La Scienza dello Spirito non significa solo l’appropriarsi di certe conoscenze, essa ha in altissimo grado il significato di un’educazione, di un’autoeducazione della nostra anima. Dopo essere penetrati per alcuni anni nella Scienza dello Spirito noi, diventiamo qualcosa di diverso: cambiano i nostri interessi, cambiano le cose alle quali prestiamo attenzione (…). Dal momento in cui si partecipa a uno studio scientifico-spirituale, partecipando con tutto il cuore e col sentimento agli insegnamenti della Scienza dello Spirito, già ha inizio l’esoterismo: la nostra anima comincia a trasformarsi, e ha inizio un processo simile a quello che subirebbe un essere che prima abbia percepito, mettiamo, solo il chiaro e il buio, e poi (per effetto di una diversa organizzazione dei suoi occhi) cominciasse a distinguere i colori.

   Tutto il mondo diverrebbe diverso per quell’essere. Basta osservare il fatto, basta riconoscerlo: tutto il mondo comincia a presentarsi con un aspetto differente, dopo avere messo in opera per qualche tempo l’autoeducazione spirituale che possiamo ricevere con lo studio scientifico-spirituale (…). Occorre invece rendersi conto che si educano i propri sentimenti coltivando la conoscenza dei fatti di un mondo superiore, e che in tal modo si trasforma la propria anima»; (O.O.n.136, pag.9).

    Occorre qui aggiungere che nel mondo dell’informatica virtuale, ossia Internet, telefonia, Tv, etc. dietro di cui agiscono gli “esseri intelligenti virtuali”, non abbiamo la possibilità di liberarli come al contrario, possiamo fare con gli “esseri elementari naturali”. Perciò mentre da una parte viene creata la “ragnatela informatica”, con tutti i pensieri astratti che girano in Internet (W.W.W. ossia: “Word, Wide, Web”, che significa appunto: “Ragnatela estesa in tutto il mondo”) da cui nasceranno tra alcuni migliaia di anni (quando la Luna si unirà di nuovo alla Terra) dei ragni “semiminerali e semivegetali” (O.O. 204 – Dornach, 13 maggio 1921) che l’uomo dovrà affrontare e potrà sconfiggere solo con la “Magia bianca”, altri, semplicemente li leghiamo a noi. Ossia vengono addensati al nostro “doppio arimanico-luciferico ” che alla fine, se l’uomo non compensa con una sana vita morale e meditativa, possono creare dei disturbi spiacevoli, come tic nervosi, o altro.   La cosa è alquanto diversa invece per i bambini, poiché sono più fragili degli adulti, per il fatto che i loro organi animici devono ancora formarsi, sono ancora in una fase delicata in cui hanno bisogno di essere attorniati da un ambiente sano e naturale. Essi come dire, imitano e succhiano sia dall’ambiente domestico in cui vivono che dal mondo esterno naturale, la linfa vitale per la loro crescita corporea e per la loro formazione caratteriale psichica quale identità futura che potrà determinare un’entità armonica, oppure, introversa e quindi infelice. Questo dipenderà dall’educazione morale e religiosa che i genitori sapranno impartire oppure no, al bambino in modo naturale e non attraverso una forma rigida e autoritaria, poiché ciò sarebbe deleterio e negativo per il bambino, giacché la sua indole animica-spirituale deve formarsi come sopradetto, attraverso l’imitazione; – perlomeno, fino al compimento del primo settennio. Pertanto un ambiente duro, autoritario o nella peggiore delle ipotesi volgare o irreale (per l’uso molto prolungato del telefonino o altri strumenti virtuali), potranno provocare in lui una menomazione, un difetto nell’ambito animico psichico – corporeo che può a volte manifestarsi accompagnato con atteggiamenti particolari non usuali di disturbi visivi, di nervosismo, insonnia o altro … e a volte, anche di casi più gravi.

    Qui  Rudolf Steiner ci mette sull’avviso,   che è possibile che questa errata educazione possa metamorfosarsi e manifestarsi in un’età più adulta o senile, con delle malattie che potranno essere gravi o meno, ciò dipenderà dalle forze negative accumulate durante l’infanzia, dovute appunto, da una cattiva educazione impartita dai genitori e a volte, anche da un insegnamento troppo rigido e autoritario da parte di pedagoghi e insegnanti. E in parte dipenderà anche dall’anima stessa del bambino, ossia dalle forze karmiche che egli porta con sé quale frutto delle sue vite precedenti, se egli sarà in grado nella vita da adulto compensare la cattiva educazione ricevuta da bambino con delle facoltà spirituali acquisite nella vita precedente che potranno in tal caso, sopperire e in parte ripristinare e vitalizzare le forze eteriche avvizzite dagli errori dell’infanzia, tramite un cammino spirituale. I genitori dunque, così come gli insegnanti e i tutori dell’infanzia possono aiutare i bambini ad alleggerire o ad appesantire maggiormente il loro karma, ciò fa parte della responsabilità morale degli adulti; molto per cui, dipenderà crescere in una vita familiare armonica, serena e cosciente, oppure no. Le tentazioni e i danni che possono derivare dall’uso di strumenti virtuali cui il bambino è sollecitato dalla televisione e dalla cattiva pubblicità, potranno essere mitigati appunto da quei genitori attenti e coscienti nei riguardi del bambino, cui sapranno imporsi con serietà e fermezza, non lasciando il bambino per troppo tempo da solo a giocare con questi strumenti virtuali, i quali, rendono passivi e inabili la focalizzazione e il lavoro che compiono invece i nostri organi dei sensi, quali: l’organo della vista e dell’udito e in particolare l’organo del cervello, cui possono formarsi nel modo giusto solo nell’ambito del mondo reale naturale.

    L’umanità moderna deve prendere coscienza del pericolo e del danno che possono incorrere i loro bambini, quando sono lasciati per troppe ore vicino agli strumenti virtuali. Ossia devono prendere coscienza che dietro queste immagini virtuali e ascolto vocale dei telefonini, agiscono da un mondo subnaturale esseri elementari virtuali, esseri dall’intelligenza artificiale che possono raggiungere quello stato più profondo del subconscio del bambino, in quanto la sua coscienza terrena non è ancora formata come l’adulto e quindi, non può proteggerlo e fare da filtro contro queste “ombre” arimaniche virtuali. L’Io superiore opera direttamente nel bambino proteggendolo fino al terzo anno di età nella particolare formazione del cervello, per cui, ogni giorno compensa il danno che ne potrebbe derivare dagli influssi negativi esterni, soltanto però per l’arco dei primi tre anni, ossia fino a quando nel bambino non comincia a inserirsi e a fare capolino, la coscienza dell’io. Ma dopo i tre anni, l’Io superiore ritira le sue forze plasmatrici cosmiche dal bambino, giacché dopo la nascita, l’io terreno non riuscirebbe più a sopportarle, si spezzerebbe, causando in lui la morte cerebrale. Perciò la responsabilità morale passa completamente ai genitori, cioè quello di vegliare attentamente sul bambino, alfine di evitare che questi esseri artificiali arimanici possano insinuarsi nella sua parte subcosciente dove non è più protetto dall’ Io superiore, per cui resterebbe più predisposta a delle conseguenze negative per la sua salute nella prima infanzia e più avanti nell’età adulta.  Dobbiamo proteggere i nostri figli usando quella forma di autorevolezza genitoriale che si manifesti con un atteggiamento di amore e severità e, facendo sì che il bambino, possa vivere maggiormente a contatto con la natura e perciò con gli esseri elementari naturali, educandolo al rispetto e a prendere coscienza della bellezza della natura. Il Sole per esempio che al mattino si sveglia e porta la vita e la gioia nei tre regni naturali e in quello superiore umano, mentre  i fiori  fanno capolino e aprono le loro corolle per essere baciate dall’amore dei suoi raggi; ma più di tutto occorre insegnare al bambino la “gratitudine” per ogni dono che la natura ci offre attraverso i suoi frutti, l’acqua, l’aria, che ci consentono di poter vivere la nostra esperienza sulla Terra, grazie all’amore sempre presente di Dio Padre.

    E ancora qui per terminare, possiamo aggiungere che Rudolf Steiner quale grande iniziato chiaroveggente cristiano-rosacruciano, ci rivela  attraverso la Scienza antroposofica che tutte le sofferenze e le malattie che possono manifestarsi nell’età adulta o senile, sono in parte  dovute agli errori generati nell’infanzia, da un atteggiamento errato dell’abuso d’autorità (anche l’abuso errato che può esercitare il Maestro d’asilo o elementare)  nei riguardi del bambino. Per cui questo abuso negativo d’autorità, può essere compensato o, come dire porvi rimedio, se durante l’età che va dai 21 ai 42 anni, nasca nella persona in questione,  lo stimolo a coltivare la vita spirituale. Ciò può essere realizzato, sia coltivando in noi stessi una sana vita religiosa, che quello di percorrere una via di conoscenza, purché in entrambi i casi possiamo vivere quel processo evolutivo della vita dell’anima, che ci porti a realizzare in noi la coscienza morale, tramite cui possiamo sperare di avere un giorno la “grazia”, di avere l’incontro col  Cristo eterico.

Collegno,     13 luglio   2017                                       Antonio Coscia

Agg. e corr. 8 novembre 2018

Sopra: Castello di Pralormo, Torino (Italia)

Sotto: Immagine del Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner e collocata a Dornach in Svizzera, nel secondo Goetheanum costruito in cemento dopo che il primo costruito in legno, fu distrutto da un incendio doloso.

Note Integrative

9    Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare.

(Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta”).

Possiamo per ultimo ancora aggiungere che soltanto nello stato di coscienza di Giove, l’uomo potrà vincere Arimane in quanto non avrà più bisogno del mondo minerale, poiché come appunto menzionato, l’evoluzione umana avverrà in uno stato di materia più sottile, cioè come menzionato, in una materia astrale più perfetta. Vedi anche la nota 7.

 

 

 

 

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura I

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       «Di continuo, dal mattino alla sera, qualcosa degli spiriti elementari incantati [creati dagli Dei dell’evoluzione normale], passa nell’uomo. Mentre percepiamo gli oggetti che ci circondano, una schiera di spiriti elementari, che fu condannata all’incantesimo e che continuamente vien resa prigioniera a causa dei processi di condensazione del mondo, passa senza posa in noi. Consideriamo ora l’uomo che, fissando gli oggetti, non provi alcuna inclinazione a riflettere su di essi, a far vivere nella sua anima lo spirito delle cose. Egli se la prende comoda: vive sulla Terra, ma non produce alcuna elaborazione spirituale, né con le idee, né coi sentimenti, in nessun modo; rimane per così dire semplice spettatore di quanto materialmente incontra nel mondo. In tal caso gli spiriti elementari entrano in lui, e rimangono nel suo interno; sono in lui, ma nel processo cosmico non hanno guadagnato altro se non d’essere penetrati dal mondo esterno nell’uomo (…). Nella sua vita l’uomo è come un punto di transito per gli spiriti degli elementi. Quando poi, compiuto il suo soggiorno nei mondi spirituali, egli rinasce in un’incarnazione successiva, lo accompagnano nella sua rinascita tutti gli spiriti elementari che egli non ha liberato prima, e con lui ritornano nel mondo fisico; invece quelli che ha liberati non deve più riportarli con sé quando ridiscende; essi hanno fatto ritorno al loro elemento originario».

Gerarchie Spirituali O.O. n.110 – pag.29-30-31

       Come possiamo leggere da questo stralcio di conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Düsseldorf la sera del 12 aprile 1909, laddove egli mette in evidenza il complesso mondo elementare che da dietro le quinte dell’esistenza spirituale, operano nel nostro mondo fisico “esseri elementari” che si manifestano nell’ambito della natura terrestre come “forze naturali” che conosciamo attraverso i quattro elementi essenziali terrestri, ossia: “Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra (solido). Questi “esseri elementari” la cui appartenenza a diverse specie in sé molto complesse, dobbiamo collocarli a un regno elementare eterico – astrale, cui possiamo indicare quattro gruppi o specie elementari principali, cui sono: “ Le Salamandre (esseri elementari del fuoco), le Silfidi (esseri elementari dell’aria), le Ondine (esseri elementari dell’acqua) e gli Gnomi (esseri elementari della terra o solido). Questi esseri elementari naturali sono delle creature che essenzialmente appartengono alle diverse gerarchie spirituali superiori, sia della giusta evoluzione, cioè gli Dei del progresso, che di quelli del contrasto, ossia Lucifero e Arimane che agiscono da inibitori con un’altra specie di esseri elementari che chiamiamo: “Esseri elementari luciferici e arimanici” che operano in altri ambiti della natura e subnatura. Tutto ciò che è intorno a noi, l’universo fisico planetario, insieme alla natura terrestre che ci circonda, non è altro che la manifestazione di “forze spirituali” che come dire, sono state incantate, solidificate dagli Dei come nostro mondo naturale. Esse sono create dagli Dei, così che fosse data all’uomo la possibilità di sviluppare il suo essere triarticolato, vale a dire il suo corpo, la sua anima e il suo spirito, o per meglio dire, dare all’uomo la possibilità di sviluppare la coscienza autonoma e libera dell’Io umano, in modo che possa realizzare tramite lo sviluppo di un principio spirituale superiore, il “vero uomo” o “Vero Io”. Possiamo in questo aggiungere, per meglio capire quest’aspetto, che i due “alberi biblici” esistenti al principio nel “Paradiso terrestre”, e che furono separati dalla tentazione di Lucifero1, hanno la possibilità attraverso l’esperienza umana terrena, di ri-congiungersi di nuovo, ossia l’”Albero della vita” (il Vero Io)2 e l’”Albero del bene e del male” (l’Io superiore e l’Io terreno)3.

Anche S. Paolo a quanto pare sembra conoscesse questo segreto della natura laddove nella lettera ai romani, egli dice:

       “Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.  Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”; Romani 8,18-23.

       Naturalmente qui S. Paolo allude solo a uno stato futuro in cui l’uomo redimerà completamente se stesso unendosi al suo Io superiore o Sé spirituale (e in secondo tempo anche al suo “Vero Io”), divenendo in tal modo un vero figlio di Dio, cioè raggiungendo la consapevolezza di essere stato generato da Dio quale frammento della stessa sostanza spirituale e redimerà di conseguenza, con l’aiuto del Cristo, anche tutti gli “esseri elementari” terrestri. In tal modo la Terra passerà in quello stato futuro in cui nell’Apocalisse di Giovanni è annunciata come “Gerusalemme Celeste”, ossia il prossimo quinto stato di coscienza cosmico4 che nella Scienza dello Spirito o antroposofia5 conosciamo col nome di “Giove”6; dove l’uomo continuerà lo sviluppo della sua anima divina superiore come “Angelo” e come parte di decima gerarchia che si aggiungerà alle nove gerarchie spirituali superiori divine. Come possiamo rilevare da questi pochi concetti, lo sviluppo e il perfezionamento umano di ogni singolo uomo si protrarrà ancora per moltissimi millenni prima che l’uomo possa giungere a quello stato di coscienza superiore del Sé spirituale, dove inizierà lo sviluppo della “coscienza immaginativa7 superiore macrocosmica” su di un piano divino superiore, ossia quello attuale degli Angeli, che possiamo definire “Astrale più perfetto”.

      Ritornando agli esseri elementari che come abbiamo letto, possiamo liberarli dal loro stato di “prigionia magica” se prendiamo coscienza di tutto ciò che ci circonda e partecipiamo attivamente con amore a ogni manifestazione di: nascita, crescita, maturazione e morte della natura. Occorre però dire che questi esseri della natura i quali, come citato, sono la manifestazione della spiritualità che agisce da dietro le quinte del nostro mondo fisico naturale, operano non solo nell’ambito della nostra natura circostante, ma anche in quello della natura animica interiore umana. E il fatto di non liberare nell’arco della nostra vita, ossia di non prendere coscienza della bellezza naturale che ci circonda né di operare alla sua trasformazione, ma vivendo la vita in modo superficiale, questi esseri elementari li leghiamo a noi fin dopo la morte, in modo che essi non possono ricongiungersi alla loro spiritualità originaria (il fuoco), perché sono legati magicamente dagli Dei alla nostra Terra. Cosicché saremo obbligati a prenderli con noi nella seguente incarnazione, non senza una conseguenza karmica negativa nei nostri confronti, quale destino di contrasto o di aiuto secondo il nostro comportamento sensato o incosciente nei loro riguardi. Ciò vuol dire che li legheremo al nostro “Doppio arimanico e luciferico”8 e saranno apportatori di malattie e disturbi psichici o altro, a secondo dei casi. Nel corso di questa vita invece, quelli che liberiamo possono unirsi alla loro spiritualità originaria, solo dopo la nostra morte e, nell’arco della nostra vita attuale terrena, possono essere per noi apportatori di bene.  (1. continua)

Collegno,    13 luglio 2017                                   Antonio   Coscia

Agg. e corr.  7  novembre 2018

 Note Integrative

1    Lucifero è l’Entità dell’ostacolo che conosciamo come “Diavolo” e che diversamente da un altra Entità dell’ostacolo con caratteri più satanici o mefistofelici che chiamiamo Arimane (Satana), agisce nell’anima umana come impulso egoistico. Lucifero esiste nella diversa scala gerarchica nell’ambito di tutte le gerarchie spirituali superiori, per cui il Lucifero che opera quale tentatore dell’anima umana, appartiene alla categoria degli Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione umana, sull’antica Luna. Possiamo pertanto dire che Lucifero è un super-uomo antico che non avendo compiuto il perfezionamento dell’Io umano,  è come dire esiliato dalla sfera angelica dei suoi fratelli solari e costretto pertanto a operare dall’ambito della sfera astrale lunare, da dove agisce come inibitore e tentatore nella contro-immagine del corpo astrale dell’uomo. Egli è rappresentato nell’immagine del serpente che nel “Paradiso terrestre” persuade Adamo ed Eva a mangiare la mela, cosicché vengono rimproverati da Dio e cacciati dal consesso divino, per aver disobbedito e conosciuto anzitempo il mistero del bene e del male che farà sì che Adamo ed Eva, possano conquistare la libertà e l’autocoscienza autonoma, alfine di non essere più un semplice specchio degli Dei, ma diventando come loro.

        « Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita»; Gen 3,22-24 . (Vedi anche la nota 22 di 3.Note integrative antroposofiche e la nota 25 di 6.Note integrative antroposofiche).

 2     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancor più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

3    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

4     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

      I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

(Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

5     Non si può definire in una nota che cosa sia la Scienza dello Spirito o antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa, trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha (la memoria universale esistente al di sopra della sfera stellare o della “Provvidenza”, chiamata “sfera del Budhi”), le immagini grandiose della “Scienza occulta”. Così come dai mondi dello spirito ci porta a conoscenza della manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

 6      L’evoluzione del’uomo si compie attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, si incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamata, «coscienza immaginativa». Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova «Gerusalemme Celeste».

7      La coscienza immaginativa è una coscienza superiore che verrà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico soltanto durante l’evoluzione di «Giove», per cui durante lo stato terrestre, possiamo sviluppare solo un aspetto inferiore microcosmico, tramite cui l’uomo non pensa più col pensiero concettuale o intellettuale, ma attraverso un vedere o un pensare in immagini. Il nostro pensiero concettuale o intellettuale, è una manifestazione del nostro cervello fisico che riflette i pensieri che l’anima accoglie dallo Spirito universale e perciò, i nostri pensieri non sono reali, sono come dire, dei pensieri ombra, dei pensieri morti che perdono la loro realtà spirituale originaria, durante la loro manifestazione nel mondo terreno. Questo permette all’uomo di essere libero, e di poter evolvere attraverso lo sviluppo della coscienza morale che deve imparare a distinguere il bene dal male. Se i pensieri fossero viventi, ossia se non perdessero la loro reale caratteristica d’immagine, ci costringerebbero a pensare e a dire solo ciò che essi esprimono nella loro realtà spirituale. Per meglio capire questo concetto, diciamo che se i pensieri dell’uomo fossero pensieri viventi, egli non potrebbe mentire, sarebbe condizionato a dire solo ciò che i suoi pensieri appunto esprimono nella loro realtà universale. Ma siccome l’uomo è nello sviluppo dell’anima cosciente, cioè quella parte superiore dell’anima umana che è congiunta al nostro Io superiore spirituale, di conseguenza l’uomo entrando in modo cosciente nel mondo spirituale, deve elevare anche il suo pensiero razionale-intellettuale perché non idoneo a comprendere il mondo superiore. Il nostro pensiero è adeguato a comprendere solo la realtà del nostro mondo fisico che è il riflesso del mondo spirituale, vale a dire che per comprendere il mondo spirituale superiore, occorre un pensiero immaginifico veggente, ossia il pensiero immaginativo o coscienza immaginativa superiore che sarà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico, soltanto durante l’evoluzione di «Giove».

8      Il Doppio arimanico o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è nella maggior parte dei casi un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico – astrale influenzando i nostri pensieri e i nostri sentimenti egoistici. Cioè per dirlo in modo diverso, il “Doppio” è una manifestazione di Entità arimaniche e luciferiche che dal mondo astrale agiscono nei nostri corpi animici umani, ossia nel nostro corpo eterico e astrale umano, addensandoli e oscurandoli con le azioni karmiche negative delle nostre vite passate che non abbiamo perfezionato, con cui esso si unisce. Vale a dire che è quella parte di noi stessi cui non siamo riusciti a perfezionare nelle nostre vite passate e di cui il nostro Io superiore si riveste, assumendo una figura demoniaca quale immagine riflessa della nostra imperfezione morale che possiamo incontrare nel mondo eterico- astrale, durante il percorso cosciente del secondo gradino iniziatico della coscienza immaginativa. Occorre distinguere il “Doppio arimanico” che agisce maggiormente nel corpo eterico influenzando l’anima razionale (pensiero cosciente), mentre suo fratello (Doppio astrale) con caratteristiche luciferiche, agisce nel corpo astrale influenzando l’anima senziente (sentire incosciente). Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Va ancora detto che quest’essere arimanico non sopporta la morte umana, per cui egli lascia l’uomo tre giorni prima che questi lasci il piano fisico.

Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

     «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

 

 

 

 

6. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

 Breve premessa

Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

24.    Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “ Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.

25.    Lucifero è un entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. È un entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a secondo della gerarchia a cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

26.    Con Saturno la Scienza antroposofica non vuole riferirsi al pianeta attuale del nostro sistema solare, ma a un antichissimo stato di coscienza cosmico, risalente a tre «Eoni» prima del nostro eone terrestre in cui il nostro sistema solare o la nostra Terra, erano immersi in un’immensa sfera di calore che si espandeva fino al punto in cui vediamo il pianeta fisico attuale di Saturno. In questa immensa sfera di tenebre non esisteva ancora né il «Tempo né lo Spazio», ma unicamente un mare di calore di «Volontà spirituale» dono del sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali insieme ai Serafini e ai Cherubini crearono la base e il fondamento del primo principio atmico di tutta l’evoluzione cosmica umana. In questa «Volontà» di calore primordiale attraversavano il loro stadio umano, gli Spiriti del Principio o Principati che, conosciamo anche come Archai o Spiriti della Personalità i quali, alla fine dell’eone saturnio divennero gli Spiriti del Tempo. Vale a dire che il tempo nel mondo spirituale è un «Essere reale del Tempo», ai quali, nella Bibbia sono assegnati i «sette giorni della creazione» che in realtà sono riferiti ai «sette Spiriti del Tempo» che vengono assegnati come guida alla fine di ogni periodo (eone), in cui sono stati creati gli archetipi di tutto ciò che si manifesterà poi nell’Universo fisico.   Vedi anche la nota 2. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

27.     Sorat è lo spirito infernale apocalittico che si contrappone al Cristo nella sfera del Sole, appartiene alla categoria degli Spiriti della Forma rimasti indietro in un antichissimo eone cosmico sviluppatosi ancor prima che l’inizio del primo stato di coscienza di Saturno. Per questo egli non può entrare direttamente nella nostra evoluzione umana, ma lo può fare indirettamente tramite le tre correnti dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche; in modo particolare tramite queste ultime i quali sono dei tremendi maghi neri. Vedi anche le note 27. e 28. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

28.    Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].

Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.  Vedi anche la nota 30. di ( 3. Note Integrative Antroposofiche).

29.    Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi, si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. La coscienza del Cristo nacque durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza dell’amore cosmico che si riversò nell’umanità attraverso il sacrificio del Golgotha, manifestandosi dapprima in modo istintivo alimentato da una fede viva nel Cristo Gesù. Con l’avvento di Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario impulso cristico nascente, indurendosi sempre più nei dogma di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che dall’inizio del periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (1413) ha causato e ancora oggi causa tanto dolore e sofferenze nell’umanità. Occorre che oggi appunto, se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, che può unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

30.   Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno, non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

31.    Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.

Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale , come la vera Entità superiore dell’uomo.

     « … e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».       Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32.   Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:

      «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33.   Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo, quando sarà arrivato al livello gerarchico di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34.   Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in una unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, un “Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35.    Vedi la nota 31. e la nota 23.

36.   Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta. il quale c’impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia, è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

 Breve premessa

       Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

13.    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo.

È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e sia sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale. (Vedi anche la nota 4. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

14.    Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto, dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. (Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche). e la nota 25 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

15.   L’uomo è un essere tripartito formato da corpo, anima e spirito; questa era anche la concezione cristiana di S. Paolo prima che l’ottavo concilio di Costantinopoli dell’869, i teologi cattolici decretassero “eresia” credere che l’uomo sia portatore di uno “Spirito umano”, ma che nell’anima umana esista soltanto una parte più sottile spirituale, in modo che possa distinguersi dall’animale, in quanto anche l’animale ha un’anima (corpo astrale). Rudolf Steiner attraverso la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano – rosacrociano, ci rivela la natura umana, esattamente come la scienza materiale rivela le leggi della natura terrestre. Egli divide l’uomo in un Entità settemplice in divenire, vale a dire che non ha ancora raggiunto il completo sviluppo corporeo, animico e spirituale, e lo articola costituendolo in: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima, sé spirituale, spirito vitale o buddhi e uomo spirito o atma”. Occorre dire che gli ultimi tre arti umani (sé, buddhi e atma) sono ancora presenti soltanto in germe nel mondo spirituale, e saranno sviluppati nell’arco di prossime Epoche o periodi di cultura; i primi tre arti inferiori invece, cioè: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, presenti nell’uomo da passati sviluppi di periodi di cultura, saranno maggiormente sviluppati e perfezionati completamente dall’Io umano, in arti spirituali superiori della costituzione settemplice dell’uomo, durante le prossime Epoche di cultura terrestri e nelle incarnazioni cosmiche future di Giove, Venere e Vulcano.

16.   Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tute le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino”* ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “ Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”. Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”, unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale”, ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo, come un “Io Cosmico” planetario, alla seconda gerarchia, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito del Movimento o Dynameis e poi dopo si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma come Elohim Yahve, tramite cui si manifestò come Dio Cosmico (Jehovah lunare) agli Ebrei e in un secondo tempo a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare), come Yahve o l’Io Sono, e poi dopo, quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come “Pleroma”, l’inviato dei sei Elohim solari, l’Io Sono l’Io Sono, l’Io Cosmico o l’Altissimo Spirito del Sole che chiamiamo Cristo.

*   Nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito, O.O. n. 129”, a pag. 156 è scritto: “Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale.

17.   Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Quando all’Epoca Lemurica la Terra e la Luna erano ancora strettamente congiunte tra loro, gli dei lunari misero in pericolo l’evoluzione umana con forze astrali troppo basse che tendevano a mummificare la materia terrestre che avrebbe dato dei corpi troppo duri e inaccessibili all’anima umana. Per questo si rese necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo tra le forze solari, lunari e terrestri. Egli sacrificò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri; per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una Luna astrale la cui circonferenza ha per centro la nostra Terra e dietro cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.

18.   L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, come già accennato nella nota 16, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse con la “Divina Sofia” e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”. Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come Visva Karman e poi dopo da Zarathustra come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”. Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci, compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù. Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive:

    “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

 19.   Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli “Esseni” i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo; (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).

20.   Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve attraversare sette stati di coscienza, ove durante il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno, era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del Cristo che il corpo di resurrezione, è un arto spirituale di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un unità. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale», unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».  Vedi anche la nota 24. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

21.   Le forze arimaniche sono forze negative dell’ostacolo che operano come contrasto nell’ambito dell’anima umana e in modo più specifico nel corpo eterico e nella parte pensante dell’uomo. Per un maggiore approfondimento vedi più avanti le note 24. e 25.

22     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”. Vedi anche la nota 2. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

23.   La divina Iside nell’antico Egitto rappresentava sia la sorella e sposa di Osiride che l’antica Sapienza divina (Teosofia) che era cercata nei luoghi misteriosofici del culto di Iside, così come nei salmi Salomonici appare come l’amata Sapienza di Salomone e nei Profeta ebraici era presentita come la “Bat Kol”, ossia “la voce del cielo”. Nei filosofi greci era amata come “Filosofia” e oggi noi la conosciamo come “Antroposofia”. Quest’antica e moderna Sapienza è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che quale aspetto del terzo Logos si manifesta nell’ambito delle tre gerarchie, ossia: “I Cherubini o Spiriti dell’Armonia, gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes e gli Angeli chiamati anche gli Spiriti della vita”; e in modo particolare nell’ambito della terza gerarchia, cioè le Archai o Spiriti delle civiltà, gli Arcangeli e gli Angeli. Dalla Scienza antroposofica sappiamo che quest’Entità divina è un “Essere” settemplice composita, nata durante l’antica evoluzione solare sull’antico Sole ed è costituita dall’insieme di ogni rango gerarchico, e cioè da: “Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, Spiriti del Movimento o Dynameis, Spiriti della Forma o Elohim, Spiriti della Personalità o Archai, Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunsero gli Spiriti del Crepuscolo o Angeli e sulla Terra si aggiungerà l’Uomo.   Vedi anche la nota 29. di 3. Note Integrative Antroposofiche).

 

 

4. Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “Alcuni aspetti del karma e del dolore umano ”.

  Breve premessa

Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

1.      Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

2.   Il nostro sé o Io inferiore, nasce all’incirca durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari (Spiriti della Forma, secondo la terminologia antroposofica), erano costituiti da sette arti cosmici similmente a com’è costituito l’uomo attuale, la cui parte più bassa era l’Io. Cioè mentre l’uomo è costituito da un corpo fisico, eterico, astrale e Io, e da una triade superiore divina che non è ancora del tutto sviluppata, ossia il Sé spirituale, lo spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma, anche gli Dei creatori nel periodo lemuriano erano costituiti da sette corpi cosmici, e cioè da un “Io, un Sé spirituale, uno Spirito Vitale, e un Uomo Spirito”; poi similmente all’uomo avevano una triade superiore di un quinto, un sesto e un settimo corpo. Nel mentre facevano fluire o gocciolare la loro ultima parte, cioè il loro Io umano, altri Spiriti della Forma o Elohim che erano rimasti indietro nell’eone precedente dell’antica Luna al livello di Archai o Spiriti della Personalità, vollero fare la stessa cosa. Ma siccome non avevano maturato il loro Io umano per darlo all’uomo, fecero fluire le loro forze astrali non purificate nel corpo astrale dell’uomo oscurandolo, cosicché il corpo astrale dell’uomo oscurato e appesantito dalle forze di brame, desideri e passioni degli Archai, si divise in due parti, ossia venne costituendosi due anime umane, ciò che nella Bibbia è chiamato l’albero del bene e del male. Mentre dunque l’”albero della Vita” ha come significato il corpo superiore dell’uomo che abbiamo chiamato lo spirito Vitale o Buddhi, l’”albero del bene e del male” ha per significato il corpo astrale umano. Per cui fu così che l’uomo si divise in due anime (corpo astrale) di cui, nell’anima superiore gli Elohim normali fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino, ossia l’”Io superiore” altruista umano, mentre nell’anima inferiore, gli altri Dei luciferici rimasti indietro, fecero fluire degli influssi astrali più bassi predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

3.    La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “ –  conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.

     La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

4.     La “legge della reincarnazione” spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante sia gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di un’Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che elabora e costruisce nel mondo spirituale con la collaborazione degli Dei.

5. Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

6.    Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.

Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice:

«Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

7.     Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza, per cui sono già passati tre eoni Saturno, Sole e Luna, (vedi più avanti la nota 22) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui ne sono già passate quattro: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica”, che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345, cioè tre, quattro, cinque. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida del Sole. Tutte le anime che a quel tempo non si saranno redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male (la sfera soratica degli esseri malvagi) nell’abisso universale, dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, durante l’evoluzione del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro stato terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. (Vedi la nota 26 e l’articolo precedente su questo blog: La nuova comunità di Filadelfia … VII”).

8.    Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo».

Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).

Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.)

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

9.      Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà occidentale è l’Arcangelo Michele, assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative Antroposofiche e la nota 21 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

10.    La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

11.      Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo chiamati yuga, i quali sono cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di 35000 anni.

12.     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

 

 

L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo

Correggio-giovane-che-fugge-dalla-cattura-di-Cristo

«Nell’occuparci lungamente della questione dell’”Essere del Cristo” abbiamo cercato di chiarire in vari modi come, nel corso dell’intera evoluzione terrestre, l’avvento di quello che chiamiamo l’Impulso-Cristo sia, per l’evoluzione umana, l’avvenimento più grandioso. Si può perciò comprendere come quest’argomento sia inesauribile: sarebbe, infatti, un compito senza fine quello di voler illustrare l’Impulso – Cristo in tutti i suoi aspetti».

                                                 Rudolf Steiner,   Berlino, 2 maggio 1910

       Rudolf Steiner tenne tre conferenze a Norrköping il 28 -29 e 30 maggio 1912, col titolo “Le sorgenti della moralità” raccolte nel libro “Cristo e l’anima umana” O.O. n.155, insieme con altre conferenze dal titolo: “Cristo e l’anima umana, Il senso della vita e Antroposofia e cristianesimo”. Nelle tre conferenze menzionate, Egli si sofferma molto a lungo nelle prime due sulla personalità di Francesco d’Assisi, rivelandoci di essere stato scolaro nella vita precedente in una scuola occulta Buddhista situata sul mar nero, dove il Buddha Gautama insegnava dalle altezze spirituali, ossia dal piano eterico con il corpo spirituale, cioè con il Sambhogakāya che Rudolf Steiner, erroneamente confuse con il corpo fisico o Nirmāṇakāya del Buddha. Francesco, avendo così accolto la dottrina dell’amore e della compassione, poté divenire discepolo del Cristo nella vita seguente e operare nell’umanità terrena, tramite la forza del vero amore cristiano. Col suo esempio di umiltà e abnegazione verso il Cristo, egli divenne  per l’umanità, l’archetipo del vero impulso morale cristiano che scaturì dal vero amore sacrificale dell’evento del Golgotha cui Francesco manifestò nella sua espressione più alta, quale impulso delle tre virtù cristiane e cioè: “Fede, amore e speranza”, che ogni cristiano dovrebbe sforzarsi di tendere e realizzare, se vuole unirsi al Cristo, sui piani superiori della coscienza morale e, in modo particolare, prepararsi per avere l’incontro già durante il corso di questa nostra incarnazione terrena con la “figura luminosa” del Cristo eterico, nell’ambito del mondo astrale della sfera terrestre, quale promessa della Sua seconda venuta sulle “nuvole del cielo”; (Mt 26,64).  Che come sappiamo dalla Scienza antroposofica, le “nuvole del cielo” è un termine occulto in cui si esprime il mondo più vicino  sovrasensibilmente alla Terra, ossia il mondo elementare o eterico; è lo stesso mondo elementare in cui Mosè vide il Dio Yahve simboleggiato nel “roveto ardente”.

        Nella terza conferenza Rudolf Steiner affronta il tema della moralità in rapporto con lo sviluppo delle tre virtù platoniche: “La saggezza, il coraggio e la temperanza”, tralasciando la quarta la “giustizia”, dando così un ampio significato di queste tre virtù trasformandole in tre virtù antroposofiche – cristiane, ossia la “fede, l’amore e la coscienza”. Ogni antroposofo o buon cristiano dovrebbe sforzarsi di sviluppare queste tre virtù in modo da “rivestire” l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, quale immagine dell’“Io-Cristo”, e cioè: di un corpo astrale con le forze della fede, un corpo eterico con le forze dell’amore e un corpo fisico (spirituale), con le forze della coscienza. Come ogni “Io” umano per manifestarsi nel nostro mondo, ha bisogno di tre involucri e cioè: di un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, anche l’Io-Cristo o “Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha, (vale a dire dall’azione che fu determinata dal “Cristo Cosmico” quale espressione o manifestazione divina del “Pleroma” dei sei Elohim solari in Gesù di Nazareth), ha bisogno di rivestirsi con degli involucri animici-spirituali, per manifestarsi nel divenire umano quale “Archetipo spirituale” sui diversi piani dell’esistenza, cioè eterico, astrale e spirituale.

       Rudolf Steiner dice che questi tre involucri animici – spirituali, deve essere l’uomo a crearglieli attraverso le sue azioni di fede, amore e coscienza, di cui con la forza della fede egli rivestirà l’Io-Cristo (Impulso del Cristo) del corpo astrale, con la forza dell’amore lo rivestirà del corpo eterico, e con la forza delle azioni compiute con la coscienza (morale), lo rivestirà del corpo fisico.

        Ho ritenuto opportuno estrapolare una parte della terza conferenza tenuta appunto a “Norrköping, il 30 maggio 1912”, per renderla pubblica attraverso il mio blog: “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, in modo che anche anime semplici che non abbiano alcun pregiudizio, ma che riescono ad aprirsi con fiducia del loro cuore alla conoscenza della Scienza dello Spirito o Antroposofia, possano comprendere quanto sia importante la fede, la fiducia e la meraviglia che riponiamo nel divino, nella natura e nell’uomo, con cui potremo rivestiremo l’Io-Cristo di un corpo astrale. Di quanto sia importante che amiamo il nostro prossimo di vero amore e dedizione con cui svilupperemo le forze che avvolgeranno l’Io-Cristo di un corpo eterico. Infine occorre che diveniamo moralmente più coscienti nei confronti di ciò che ci circonda, in quanto per lo più agiamo di solito, solo per un nostro tornaconto che è sempre egoista, limitandoci invece ad avere, solo ciò che ci occorre e pensando che anche altri, debbano beneficiare qualunque sia il loro credo, razza e appartenenza sociale. Occorre che nei nostri impulsi verso il mondo esterno, sappiamo aprirci con più altruismo verso chi in modo particolare è diverso da noi, liberandoci da questo razzismo radicato in ogni uomo moderno e determinato da odi e conflitti vissuti in incarnazioni passate antiche, cui abbiamo vissuto in ogni popolo della Terra e, che emergono nei momenti in cui l’umanità (o una parte dell’umanità) è messa alla prova.

     Riporto qui di seguito l’estratto della conferenza tratta dal libro “Cristo e l’anima umana” tenuta da Rudolf Steiner a Norrköping, il 30 maggio 1912”:

     «Vorrei chiudere queste considerazioni esponendo qualche cosa che avrebbe certo bisogno di molte spiegazioni ma che mi limiterò a comunicare. L’impulso del Cristo penetrò nell’evoluzione terrestre, come abbiamo visto, col mistero del Golgotha. Sappiamo che, allora, un organismo umano, formato da corpo fisico, corpo eterico, e corpo astrale, ha accolto dall’alto l’impulso del Cristo come “Io”. L’impulso del Cristo fu ricevuto allora dalla Terra, e fluì nella vita delle successive civiltà. Di Gesù di Nazareth erano rimasti il corpo fisico, il corpo eterico, e il corpo astrale. L’impulso del Cristo vi dimorò come “Io”. Gesù di Nazareth si separò sul Golgotha dall’impulso Cristico che poi fluì nell’evoluzione terrestre. Questo impulso, nella sua evoluzione, s’identificò con l’evoluzione stessa della Terra».

      Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani cui viene strappato il lenzuolo che era avvolto, fuggendo poi nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52.

 Poi Egli riprende dicendo:

       «Accogliete con serietà queste cose che spesso vengono ripetute affinché l’uomo possa più facilmente comprendere (…). L’evoluzione della Terra consiste, in fondo, che riguardo a tutto le cose esteriori, nella seconda parte dell’evoluzione terrestre in cui ora ci troviamo, si dissolverà tutto ciò che era stato formato nella prima parte evolutiva. Cosicché tutto ciò che noi vediamo esteriormente nel fisico si distaccherà dall’evoluzione dell’umanità, allo stesso modo che dall’uomo si distacca alla morte, il suo corpo fisico. Che cosa resterà alla fine? Si potrebbe domandare. Resteranno delle forze: quelle forze reali che vengono incorporate negli uomini mediante il processo di evoluzione dell’umanità sulla Terra! In esse l’impulso massimamente reale è quello fluito nell’evoluzione della Terra attraverso il Cristo. Ma l’impulso del Cristo non trova ora sulla Terra nulla di cui si possa rivestire. Perciò Egli deve ricevere un involucro attraverso l’ulteriore evoluzione della Terra, e quando la Terra sarà arrivata alla sua fine, allora il Cristo pienamente evoluto sarà l’uomo della fine, come Adamo fu l’uomo del principio, intorno al quale si è raggruppata l’umanità nella sua molteplicità. Nella frase: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”, è racchiusa per noi una grande indicazione. Che cosa vien fatto con ciò al Cristo? Le azioni compiute nel senso dell’impulso cristico, sotto l’influenza della coscienza e della fede, e nella direzione della conoscenza, si vanno svincolando dalla vita terrestre svoltasi finora, e mentre l’uomo, attraverso le sue azioni e la sua condotta morale, dà qualcosa ai suoi fratelli, [ossia quando agiamo con amore e dedizione verso gli altri], lo dà nello stesso tempo al Cristo. Si può così stabilire una norma: tutto quanto viene creato da forze, di azioni di fede e di fiducia, di azioni compiute attraverso la meraviglia e l’ammirazione, tutto questo, poiché nello stesso tempo lo diamo all’Io del Cristo, è qualcosa che si avvolge intorno al Cristo stesso come un involucro, paragonabile al corpo astrale di un uomo. Noi formiamo il corpo astrale che avvolge l’impulso del Cristo per mezzo di tutte le nostre azioni morali di meraviglia, di fiducia, di venerazione e di fede. Per mezzo di tutte queste azioni noi suscitiamo l’amore, e tutto ciò è già nel senso della frase citata: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”.

        Noi formiamo inoltre il corpo eterico del Cristo con le nostre “azioni d’amore”; infine, mediante quello che vien prodotto nel mondo per effetto degli “impulsi della coscienza”, noi, formiamo per l’impulso del Cristo quello che corrisponde al corpo fisico dell’uomo. Pertanto quando la Terra sarà giunta alla sua meta, quando gli uomini comprenderanno i giusti impulsi morali in base ai quali viene compiuto ogni bene sulla Terra, allora sarà liberato quell’impulso del Cristo che, col mistero del Golgotha, è fluito nell’evoluzione dell’umanità come “Io”. Esso sarà avvolto da un corpo astrale formato con la fede, con la venerazione, con tutte le azioni di meraviglia e di ammirazione degli uomini; da qualche cosa che è come un corpo eterico, formato dalle azioni dell’amore umano, e da qualche cosa che intorno ad esso è come un corpo fisico, plasmato dalle azioni della coscienza [cioè quelle azioni buone che facciamo con consapevolezza]. Così si compirà l’evoluzione futura dell’umanità per la collaborazione fra gli impulsi degli uomini e l’impulso del Cristo; noi vediamo in prospettiva davanti a noi l’umanità come un grande organismo articolato. Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…). Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [ lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (pag. 122-126 Ibidem)

     Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale.

Antonio Coscia 25 ottobre 2018

Sopra: Correggio, giovane che fugge dalla cattura del Cristo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni aspetti del karma e del dolore umano IV

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      Non dobbiamo perciò concepire il nostro dolore o la nostra malattia, come un castigo divino, ma come un contrasto che gli Dei posero contro gli spiriti dell’ostacolo per salvaguardare la nostra anima, la quale rischierebbe di diventare preda nella sfera di questi spiriti luciferici e arimanici ritardatari, mentre contro gli “asura” dobbiamo provvedervi noi. Naturalmente tutto questo deve accompagnarsi come sopra citato, da un risveglio interiore della nostra natura animica – spirituale che dovrà tendere a cristianizzarsi, cosicché possa percepire in sé la presenza divina del Cristo e superare l’angoscia animica del presente e, in modo particolare superare il nostro egoismo trasformandolo in una facoltà superiore di “abnegazione” per il mondo divino degli Dei. Quest’abnegazione o sacrificio di sé colmo di venerazione per gli Dei, ci porta a fare ancora una considerazione nei confronti del nostro Sé superiore, cioè a dire e a riflettere profondamente su di un aspetto peculiare della nostra vita umana – spirituale, ossia quello che vede il nostro Sé superiore come un’Entità intransigente che non accetta compromessi, e per questo il “calice amaro del dolore” non può mai essere allontanato da noi, ma va “consumato” fino all’ultima goccia. E come il Cristo Gesù nel “giardino dei Getsemani”, bevve il calice amaro che non fu allontanato dal Padre Cosmico, ma portato avanti con amore alfine di compiere la Volontà divina fino al sacrificio estremo della morte sulla croce, (in modo da dare all’umanità la forza della redenzione attraverso il superamento del dolore), così noi dobbiamo accogliere e accettare il dolore quale via della nostra redenzione e perfezione umana, compiendo con consapevolezza il volere del nostro Sé o Saggio superiore. Ma quanti di noi riescono ad accettare e superare il dolore come via evolutiva della coscienza libera e autonoma e quale via redentrice della nostra imperfezione e compensazione dei nostri errori (peccati) nei riguardi della comunità umana e del nostro Sé spirituale, se prima non accogliamo in noi la forza dell’amore e della dedizione attraverso l’Impulso – Cristo che ci addita l’Antroposofia? Se non siamo abbastanza forti, se ci manca la forza del Cristo, difficilmente riusciamo a superare le prove della vita senza essere schiacciati dal peso della sofferenza e del dolore fino a farci piegare le ginocchia, chiedendo di allontanare da noi il calice amaro dal nostro Io superiore.

         Il Mistero dell’Io umano così come quello del Sé spirituale, sono tra i concetti antroposofici più difficili da comprendere quando ci avviciniamo allo studio dell’Antroposofia, in quanto si presentano al lettore nei diversi aspetti cosmici – umano che a volte, sfugge la loro comprensione, fino a quando non riusciamo a trovare attraverso lo studio approfondito delle diverse conferenze antroposofiche, la chiave che possa in parte svelare l’arcano umano-spirituale dei diversi aspetti dell’Io. Così come del resto nei riguardi del Sé spirituale, che a volte è menzionato da Rudolf Steiner come germe spirituale in nuce nell’uomo, quale dono dei Serafini concessoci durante l’evoluzione dell’antica Luna. A volte la stessa “Antroposofia”31 è indicata come il Sé superiore dell’uomo e in altre conferenze, il Sé spirituale è rappresentato dall’archetipo dell’umanità di cui abbiamo sopra accennato e cioè l’anima adamitica, vale a dire quella parte astrale – eterica che è simile alla natura angelica-arcangelica la quale, è sottratta ad Adamo dagli Dei, prima che quest’ultimo venga offuscato dagli spiriti dell’ostacolo, cioè Lucifero e Arimane, durante l’epoca Lemurica e ai primi tempi dell’epoca Atlantica, ossia poco prima della “caduta dal paradiso terrestre”. Nel libro “La Bhagavad-gita e le lettere di Paolo O.O. 142”, Rudolf Steiner menziona quest’anima adamitica come principio superiore del Sé spirituale che nel poema epico indiano della Bhagavadgītā”, assume le sembianze umane del “Signore Krishna” l’altissima entità divina che guida il discepolo Arjuna verso l’ascesa del Sé spirituale.

        “Quando Paolo ha la sua visione davanti a Damasco, chi gli appare è il Cristo. Ma il fulgore di luce del quale il Cristo si riveste, è Krishna. E poiché il Cristo ha assunto Krishna a proprio involucro animico, mediante il quale Egli poi continua a operare, nel Cristo che in quel momento risplende di luce, è contenuto anche tutto ciò che in passato era stato il contenuto della sublime Bhagavadgītā”; pag. 117 Ibidem.

        Non è facile dunque orientarsi in questi concetti molto complicati della natura superiore spirituale dell’uomo, se non dopo un approfondito studio metodico e riflessivo della conoscenza antroposofica data dalla Scienza dello Spirito. I quali se compresi nella loro essenza spirituale, ci fanno capire che l’uomo si manifesta attraverso diverse dimensioni cosmiche fino alla sfera spirituale del “Logos”, vale a dire quella sfera spirituale superiore da dove fu accolto dagli Elohim solari come dono dalla Trinità divina, la pura essenza spirituale del Vero Io o Scintilla divina32 quale vero “nocciolo” della natura divina spirituale dell’uomo superiore. Non dobbiamo pertanto concepire il nostro Sé superiore come un autocrate bizzarro cui piace godere dall’alto, della nostra sofferenza umana, tutt’altro! Egli è un’entità colma d’amore, poiché concepito e generato dall’amore divino. Ma è un amore divino cui non può fare altro per il momento, che volgerlo verso il figlio umano imperfetto, se mi è permesso dire, con severità! per il fatto di dover guardare costantemente in avanti verso il futuro “Uomo spirituale” perfetto che va realizzato. Esso fu concepito sull’antico Saturno da Dio Padre, tramite la collaborazione dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali donarono all’uomo una parte del loro “fuoco divino” quale principio inferiore del corpo fisico (corpo di calore o Fantoma) e il germe spirituale del principio superiore dell’Uomo Spirito o Atma, cui l’Io umano, è portato a sviluppare e realizzare quale scopo della sua meta futura alla fine del lontanissimo stato di coscienza di Vulcano. Questo vuol dire che la nostra Terra, finito il suo ciclo terrestre (che richiede ancora moltissimi millenni), dovrà attraversare tramite un processo d’incarnazioni o metamorfosi cosmiche, ancora tre successivi stati di materia più sottile spirituale, tre eoni o stati di coscienza cosmici che la Scienza antroposofica chiama Giove, Venere e Vulcano33. Pertanto non possiamo aspettarci da lui nessuno sconto, tutto deve essere consumato e compensato attraverso prove, dolori e sofferenze della vita che noi stessi d’altronde, abbiamo deciso di sopportare prima della nostra nascita, ossia prima d’incarnarci e che non ricordiamo più grazie al velo che il nostro Angelo custode stende sulla nostra memoria.

         Il fatto invece che noi possiamo gioire dei piaceri della vita, o avere delle pause più o meno lunghe di felicità, dobbiamo ringraziare secondo la Scienza antroposofica, i nostri creatori, cioè gli Elohim34 solari che crearono il mondo. Quel mondo che dopo averlo creato, dissero che era “bello e buono”, ma che attraverso le nostre azioni scellerate lo abbiamo guastato (anche se ciò è stato necessario per lo sviluppo della nostra coscienza autonoma e libera) e che adesso possiamo rimediare se prendiamo la ferma decisione di cambiare lo stato attuale materialistico e caotico in cui siamo, sforzandoci di cambiare i nostri pensieri e sentimenti egoisti, aiutando la nostra Terra con interventi e iniziative che tendano a bonificare e a purificare la natura terrestre. Il pensiero scientifico che pensa che l’uomo possa vivere ed evolvere su altri pianeti del nostro sistema solare è in errore, giacché l’Io umano, può solo evolvere e perfezionarsi sul nostro pianeta Terra, così come altri tipi di anime umane prive del corpo fisico, vivono ed evolvono secondo Rudolf Steiner, nell’ambito degli altri pianeti del nostro sistema solare; per questo è importante che l’uomo non distrugga la natura terrestre prima di aver raggiunto la sua meta umana di uomo-angelo. Possiamo in questo essere aiutati dall’Antroposofia, perché i pensieri che accogliamo sono pensieri cosmici d’amore con i quali, possiamo purificare e trasformare gli “esseri elementari naturali” che operano come forze distruttive nel nostro mondo quali manifestazioni delle entità luciferiche e arimaniche, in modo di attenuare gli eventi catastrofici che sempre più spesso si abbattono con violenza sulla Terra con disastri naturali, etc. La Scienza antroposofica può veramente aiutarci se accolta e compresa nella sua vera essenza divina spirituale, la quale può diventare per noi un vero elisir di vita che può aiutarci nei momenti di prove in cui il destino o il Saggio superiore, ci pone di fronte ai dolori e alle sofferenze quale compensazione dei nostri errori e della nostra imperfezione umana, aiutandoci oltremodo a realizzare quel radicale cambiamento cui occorre per lo sviluppo della realizzazione dell’anima cosciente. Compenetrandoci sempre più della Scienza antroposofica non solo tramite il nostro pensiero intellettuale, ma anche e soprattutto con sentimenti di calore e ardore per l’”Essere Anthropos-Sophia”35, faremo sì che i nostri sforzi possano essere compensati e visti dagli Dei come una nostra crescita morale così che agiscano nei nostri confronti con benignità, concedendoci quei momenti in cui il dolore e la sofferenza sono mitigati dalla loro grazia in momenti di piacere e di gioia, insieme con quelli che amiamo.

      Inoltre attraverso la conoscenza che l’Antroposofia ci offre nei diversi rami del sapere (che in un primo momento c’è dato in forma astratta in quanto la sua realtà spirituale, ci legherebbe a Rudolf Steiner in un rapporto di sudditanza similmente alla via iniziatica antica, dove l’allievo era sottomesso dall’autorità del Maestro, ciò che avrebbe limitato la nostra libertà di pensiero causando un errato sviluppo dell’anima cosciente) abbiamo la possibilità di approfondire la nostra vera natura umana e spirituale interiore. Difatti, se l’uomo guarda in se stesso, non trova mai la sua vera natura umana spirituale, ma soltanto ciò che ha appreso dal mondo esterno. L’uomo nel suo interno, non trova altro che il mondo esterno, egli non è altro che lo specchio del mondo esterno, dice Rudolf Steiner in questa conferenza. Vale a dire che il “saggio inferiore” non è altro che la sintesi dei ricordi che vanno dall’infanzia, fino al momento della morte, cioè, la Personalità umana che assumiamo in questa vita, non è altro che l’insieme di tutte le esperienze che facciamo e che traiamo dal mondo esterno, sia dalla famiglia, e sia dall’indottrinamento ideologico filosofico e religioso, della nostra civiltà attuale. Pertanto guardando al nostro, interno, non potremmo mai trovare il nostro vero nucleo superiore spirituale, ossia il vero Io o Sé spirituale che vive nei mondi superiori spirituali come indicato dalla conoscenza dell’Antroposofia.

Nel libro “Teosofia” (O.O. n. 9), Rudolf Steiner in merito scrive:

         “Lo spirito forma l’Io dall’interno all’esterno [cioè l’Io o Sé superiore, in quanto sono strettamente congiunti in un’unità spirituale]; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno [vale a dire il nostro io umano o Personalità terrena]. Alla spiritualità formatrice dell’Io e vivente quale Io [superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “Io” o “Sé” dell’uomo”; (pag. 40 Ibidem).

       Ciò vuol dire che per conoscere il nostro vero nucleo spirituale umano, occorre penetrare nel vero mondo spirituale vivente in cui vive, ossia nel vero mondo astrale e spirituale dove il nostro Sé è effuso insieme al nostro Vero Io, cioè in quei mondi in cui ci conduce l’Antroposofia con i suoi meravigliosi pensieri-immagini cosmici, quando ci parlano degli stati di coscienza di Saturno, Sole, Luna; Devachan superiore, vita da morte a nuova nascita, della reincarnazione, delle gerarchie del mondo spirituale e … altro ancora. Grazie all’Antroposofia abbiamo la possibilità di arrivare alla vera conoscenza del Sé, attraverso lo sforzo di approfondimento dei misteri dell’esistenza che possiamo accogliere dai quattro libri fondamentali della Scienza dello Spirito, e cioè: “La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; editi tutti dalla casa Editrice Antroposofica di Milano. Se impariamo attraverso la meditazione a riflettere su questi pensieri cosmici, allora nella nostra anima possiamo unirci ai “viventi pensieri” cosmici dello Spirito universale; col nostro sentire possiamo percepire il “tessere cosmico” degli Dei e nel nostro volere “l’agire” degli Esseri cosmici, dai quali possiamo trarre le forze per creare e perfezionare noi stessi, alfine di superare grazie anche all’Impulso del Cristo, il “Guardiano della Soglia”36, per unirci infine, alla nostra immagine divina o Sé spirituale.

          Credo che questa conferenza di Rudolf Steiner, vada letta e studiata insieme per intera, e che forse andrebbe discussa in un adeguato gruppo antroposofico a quattr’occhi e da bocca a orecchio, perché a volte, la divulgazione in pagine virtuali qual è facebook, non trovi il giusto atteggiamento animico e dialogico, e la giusta tolleranza nel rispettare le opinioni altrui, anche quando possono sembrarci stolte e banali. Nel libro “Formazioni di Comunità”, Rudolf Steiner ammonisce a sviluppare la tolleranza umana nei confronti dei nostri interlocutori e a rispettare qualsiasi pensiero che l’altro possa esprimere, anche quando non si concilia col nostro, dove appunto scrive:

         «Di fronte alle verità spirituali bisogna sviluppare di continuo e al massimo quella che nel miglior senso della parola si può indicare come “tolleranza”. La tolleranza è indispensabile per collaborare con persone che vogliono dedicarsi insieme alla Scienza dello Spirito antroposofica. Guardando in questa prospettiva la bella qualità della tolleranza umana, ci si accorge al contempo quanto sia necessaria l’”autoeducazione” alla tolleranza, proprio nel presente. È appunto caratteristica massima del nostro tempo che nessuno sappia più ascoltare bene un altro! In generale si può forse pronunciare una frase senza che alle prime parole l’altro ci dica la sua opinione e così un’opinione si contrapponga all’altra? In fondo la nostra attuale civiltà è tale che nessuno ascolta più, che ciascuno apprezza solo la propria opinione e tiene per stolto, chiunque non lo condivida. Ma quando una persona esprime un’opinione, anche se la riteniamo più che stolta, è pur sempre un’opinione umana, e deve essere da noi accolta, dobbiamo ascoltarla».   (Fine)

Rudolf Steiner     (Formazioni di Comunità O.O. 257, pag. 171)              

Collegno   21 ottobre  2018                                                        Antonio Coscia

 Sopra: Immagine di Krishna

Note Integrative

31    Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani vissuti tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata in un’epoca o periodo di cultura di sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta e meticolosa poté trarre dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche”, che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scoprì le leggi e le regole celesti, così da giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.

Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

    «… e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».

Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32    Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un altro «Io» superiore, che possiamo definire una «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33    Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo, quando sarà arrivato al livello gerarchico di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34     Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in un’unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, una ”Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35     Vedi la nota 31. e la nota 23.

36   Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta, che c’impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia, è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.