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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

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         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

Il potere che può obnubilare l’anima I

Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

            «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana e cioè: il potere spirituale, il potere giuridico e statale, e quello dell’economia, i quali devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner (1861-1925) più di un secolo fa, consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” egli scrive: «Per intravvedere la necessità della “triarticolazione sociale” dell’organismo sociale in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diversa … Queste tre correnti, dall’origine diverse, si confondono caoticamente l’un l’altra … (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea, continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera molto più quello di ieri giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della “casta spirituale sacerdotale”. Le parole che il Cristo enuncia duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”; era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale, fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana.

Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere spirituale sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte, da gesti religiosi enigmatici, di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e, per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero: ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica i tre versi tra i più importanti comandamenti dell’insegnamento del Cristo, citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  1. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”; (Mt 22,37).
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Mt 22,39).
  3. Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, vale a dire dimenticando il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io personale, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute dall’Io umano e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o dal suo “Doppio negativo mefistofelico”. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini, i quali inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi) giacché viene a mancare l’unità nel Cristo, diventando così impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quello attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo.

Questa forza antisociale caotica che l’Io inferiore non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e… altro che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto alcuni giorni fa a Milano in un comizio elettorale tenuto da un politico, cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali, persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Questo modo ingannevole di agire su nature più deboli mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocifisso del rosario”, simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera giuridica – statale attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una “giusta causa” che possa realizzare quell’impulso cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità di potere, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico e statale; giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa il nostro stato economico sociale.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri, secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”. Questo vuol dire che il nostro karma (ossia l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con coscienza. Egli ci chiede di compensare la nostra azione attraverso un atto morale che porti al pareggio, ossia tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi: “L’impulso d’amore, ossia aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e il vero perdono da parte della persona che abbiamo offeso; queste sono le due azioni cristiane che conducono all’impulso della vera fratellanza universale.

Ma affinché ciò possa essere realizzato, dobbiamo accogliere in noi l’Impulso del Cristo, e imparare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, e amare il prossimo come noi stessi; cosicché il Cristo possa riequilibrare attraverso l’unità spirituale, la nostra imperfezione morale così da preparare una nuova fratellanza che sarà realizzata in un prossimo futuro, chiamato il periodo di “Filadelfia”. L‘Antroposofia può aiutarci ad accogliere l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e a risvegliare in noi la coscienza del Cristo, trasferitosi nel XX secolo nell’anima umana tramite il “nuovo Adamo” menzionato da Paolo di Tarso (I Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità Gli apra la “porta del cuore”. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo trovare l’aiuto del Cristo, che quale Luce divina irradia le Sue forze spirituali nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta divina.     (I. Continua)

Collegno 29 maggio 2019                                                              Antonio Coscia

Sopra: Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

 

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente III

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       Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,19).

       Ciò non toglie comunque che nella nostra aspirazione verso la “fede di conoscenza”, possiamo incontrare uomini evoluti, anime che destano in noi un senso di benevolenza che possiamo ammirare, amare e avere una profonda venerazione per la verità da loro incarnata, ossia “Maestri di saggezza” che possiamo sempre incontrare sulla via di conoscenza e ai quali, possiamo aprirci con fiducia. Ma essi devono essere considerati da noi soltanto come amici, come dei fratelli maggiori cui possiamo chiedere consigli e non che debbano diventare per noi la guida personale, cui affidare il nostro destino in modo servile. Da essi possiamo perciò avere quei consigli che ci aiutino a sviluppare quel primo aspetto di fede che si basi sul sapere, cioè sullo sviluppo del pensare intellettivo cosciente tramite esercizi di concentrazione, meditazione e contemplazione, consigliati per esempio attraverso lo studio dell’Antroposofia. In merito Rudolf Steiner in una conferenza del 2 dicembre 1911 tenuta a Norimberga, parla della possibilità di poterci elevare alle forze di fede attraverso il sapere, dove appunto egli dice: «Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana, dobbiamo avere nella nostra anima la capacità di mirare a un mondo soprasensibile, di dirigere su di esso i nostri pensieri e tutte le nostre rappresentazioni. Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

“Solo il sapere può essere la base della fede”; queste parole di Rudolf Steiner, ci indicano come possiamo trovare la base o il primo aspetto della fede se impariamo a lavorare attivamente su noi stessi, purificando il nostro egoismo che ci deriva dalle brame, dai desideri e dalle passioni che nascono dal nostro corpo astrale inferiore. Ciò darà modo al nostro intelletto di risorgere dal materialismo arimanico in cui è caduto e possa entrare in relazione con la sua origine divina spirituale, cioè col vero corpo astrale superiore, di cui quello inferiore è solamente un’immagine imperfetta rispecchiata. In questo modo non solo purifichiamo la vita del nostro pensare ma anche quella del sentire, cosicché aiutati dall’impulso del Cristo, potremo elevarci fino a compenetrarci della vera forza di fede del corpo astrale o anima superiore sopra citato, in modo di avere non solo la possibilità di vivificare il nostro corpo eterico, ma dare una risposta anche al senso di tutta l’evoluzione umana.

Tutto questo ci porta ora a riflettere che non basta semplicemente dire che vorremmo avere la certezza della fede in ciò che non vediamo e non possiamo toccare con mano, poiché la vera fede è una qualità morale spirituale connaturata al “corpo astrale superiore”, per la quale possiamo compenetrarci soltanto attraverso un cammino esoterico di conoscenza tramite quelle correnti spirituali, che mettono al loro centro, l’Impulso del Cristo. Porre cioè al centro della nostra vita umana la possibilità di trasformare il nostro pensiero intellettuale materialista in un pensiero intellettuale veggente cristico, in modo da riuscire a compenetrarci e unirci al “corpo di fede”. Ciò ci permetterà di operare con dedizione e amore entro la vita sociale della comunità terrena, tramite quegli atteggiamenti di comprensione e di tolleranza cui ogni vero uomo dovrebbe arrivare a manifestare quale sviluppo superiore della vera fratellanza universale, che dovrà essere preparata e realizzata nel futuro sesto periodo di “Filadelfia”; in modo particolare tutti quelli che si autodefiniscono “antroposofi”.

In merito va ricordato che tutto il nostro quinto periodo di cultura si fonda sia sullo sviluppo dell’anima cosciente, sia su quello della facoltà della fede, cioè vale a dire che il loro sviluppo si protrarrà fino all’anno 3573 circa; dopodiché l’umanità entrerà nello sviluppo del Sé spirituale insieme con quello della facoltà dell’”amore”, cioè della qualità del vero amore cosmico-umano. Questo vuol dire che l’umanità ha a disposizione circa 1500 anni per sviluppare sia l’anima cosciente, sia quello di compenetrarsi delle forze di fede del corpo astrale superiore. Ma essendo l’uomo sceso troppo in basso nel materialismo e nell’egoismo solo fine a se stesso, può comportare il rischio di non arrivare all’appuntamento col Sé spirituale, in quanto il corpo eterico da cui fluisce la vita cosmica che ci permette di vivere, se non è alimentato e vivificato dalla vita spirituale, rischia di disseccarsi, d’inaridirsi, e quindi nell’impossibilità di avere in futuro un corpo sano per reincarnarci. Detto altrimenti, se l’umanità non riuscirà a compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e purificare il suo atteggiamento egoista nel suo cammino evolutivo normale, sarà difficile che possa arrivare alla fine del quinto periodo di cultura e compenetrarsi delle forze di fede come patrimonio morale, comune a tutti gli uomini di buona volontà; al contrario invece, di chi oggi può decidere di accorciare questo periodo tramite la via esoterica di conoscenza rosicruciana, qual è l’Antroposofia.

Difatti la “fede”, insieme all’”amore” e alla “speranza”, fa parte delle tre qualità cristiane che occorrerà sviluppare nel quinto, sesto e settimo periodo postatlantico4, per cui essendo la fede in relazione allo sviluppo del corpo astrale, è la prima qualità che insieme allo sviluppo dell’anima cosciente e della coscienza morale, cui dobbiamo conquistare in questo nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché l’umanità inizierà a sviluppare l’anima divina superiore che nel sesto periodo postatlantico, riceverà come dono dagli Angeli quale principio del Sé spirituale, insieme allo sviluppo dell’amore che costituirà l’inizio della vera fratellanza universale, e in seguito, nel settimo periodo dello sviluppo della speranza, il principio microcosmico dello spirito Vitale5.

In merito a tutto quello che si è detto, è facile capire ora che queste qualità vanno conquistate giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraverso le prove e le sofferenze che durante la nostra vita, in modo naturale, sono vissute nell’incoscienza da tutte le anime umane che seguono il corso normale della vita. Chi invece, deciderà di seguire in modo cosciente un cammino spirituale esoterico cristiano, dovrà adoperarsi nella continua ricerca della fede e delle verità superiori, attraversando le esperienze dolorose e le prove della vita con più consapevolezza, aiutati soltanto dalle conoscenze che ci sono concesse dalle grandi “guide dell’umanità”, da quegli uomini evoluti che hanno intrapreso già nelle loro vite passate il cammino di saggezza. Anch’essi difatti, sono passati attraverso gradi iniziatici tra sforzi e sofferenze prima di arrivare all’illuminazione spirituale che ha permesso loro di conquistare le facoltà spirituali di chiaroveggenza, ossia quello di poter osservare i mondi invisibili oltre la nostra materia fisica, o se vogliamo, oltre la sfera tridimensionale terrestre. Grazie a ciò essi possono aiutarci nel cammino di fede nel renderci partecipi delle loro esperienze spirituali facendoci conoscere tramite quei concetti ideali d’immagini rappresentative, l’esistenza di “Esseri divini di luce“ che operano nel nostro mondo. Ossia di quegli “Esseri superiori” appartenenti alla gerarchia angelica che dopo l’evento del Golgotha, collaborano con l’uomo attuale allo sviluppo della sua evoluzione morale tramite gli iniziati e i messaggeri celesti e umani che conosciamo come “Maestri di Saggezza e dell’Armonia dei sentimenti”6, cioè i bodhisattva umani quali sono chiamati dalla terminologia orientale. Alcuni di essi fra i più evoluti dell’umanità, sono diventati servitori del Cristo, per questo hanno il compito di preparare gli uomini più evoluti e in un secondo tempo, tutta l’umanità, sia all’arrivo del Sé spirituale sia a passare nel modo giusto la “Soglia”. Quella Soglia che è il confine tra il mondo astrale inferiore e il mondo astrale divino superiore, alla cui entrata è posta una”Entità arcangelica” che si presenta con tratti orrendi quale immagine oscura, la cui figura spirituale tenebrosa, rappresenta tutto il karma negativo delle vite passate non ancora trasformato dall’umanità; ogni uomo che si appresta ala Soglia è costretto a fermarsi all’ingresso e a ritornare indietro, fino a quando il “Guardiano” non lo reputa idoneo a entrare nei mondi superiori. Tutte le sere e tutte le mattine, quando usciamo e quando ritorniamo nel nostro corpo eterico e fisico, incontriamo i “Guardiani” ma lo sguardo dell’anima umana viene distolto dalle forze terrene così che non ce ne accorgiamo, poiché l’incontro con uno di essi, sarebbe per noi fatale!    (III. continua)

 Collegno 19 maggio 2019                                                                       Antonio Coscia

Sopra: Immagine rappresentativa delle tre anime inferiori e l’anima celeste superiore vestita di bianco che suona uno strumento, cui richiama alla volontà superiore.

Note Integrative

4       Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, di cui ognuno si suddivide in sette Epoche che a loro volta si suddividono in sette periodi chiamati “periodi di cultura”, di cui ciascuno è della durata di 2160 anni; quattro periodi sono passati, attualmente siamo nel quinto periodo della quinta Epoca. Quando saranno passate la sesta e la settima Epoca, la Terra si riunirà di nuovo col Sole e passerà dopo una catastrofe, in uno stato astrale più perfetto. (Vedi nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche).

5      Lo spirito Vitale è un arto spirituale dell’anima superiore, nasce durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza o eone cosmico della Terra (compreso il nostro sistema solare), quale dono dei Cherubini che insieme all’Atma o Uomo spirito, quale dono dei Troni, formò la prima “Monade divina” umana. Il compito dell’Io umano terreno, è quello di trasformare in modo cosciente il corpo eterico, attraverso la forza dell’amore, per congiungerlo a un principio microcosmico dello spirito Vitale superiore che per adesso è solo inglobato come germe nell’Io superiore. Il completo sviluppo e perfezione dello spirito Vitale superiore, avverrà in un lontanissimo quinto stato di coscienza o eone futuro, chiamato “Venere”.

6      I Maestri di Saggezza dell’Armonia dei Sentimenti, sono dei discendenti umani degli antichi “Maestri divini” che guidarono l’umanità antica, allora infantile, nell’Epoca Lemurica le Archai, nell’Epoca Atlantica gli Arcangeli e nell’Epoca Postatlantica (la nostra attuale), gli Angeli. Essi fanno parte dei dodici bodhisattva umani guidati dallo Spirito Santo, quali esecutori dei dodici aspetti del Cristo. Quando devono portare un aspetto del Cristo sulla Terra attraverso la loro “Dottrina”, scelgono un uomo evoluto e lo ispirano incorporandosi nel loro corpo astrale. Quando trascorsi 5000 anni dopo che hanno ispirato la loro dottrina agli uomini, si avvicina l’ora di scendere sulla Terra come bodhisattva, incarnandosi completamente in una forma umana e percorrendo il gradino di Buddha umano, fino a raggiungere l’Illuminazione spirituale che permetterà loro di liberare il loro Angelo guida e salire ai mondi spirituali come “Buddha Celeste”.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente II

 

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        «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).

         Rudolf Steiner attraverso la sua ricerca spirituale nei riguardi dell’Entità umana, arrivò all’uomo tripartito funzionale quale si manifestava alla sua veggenza superiore, e cioè: «L’uomo del capo che comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale), cui opera maggiormente l’attività animica dei nostri pensieri; l’uomo del petto o del ritmo che comprende cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), cui opera l’attività animica dei nostri sentimenti, e l’uomo del ricambio e degli arti, che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico – motorio), cui comprende l’attività animica del nostro volere». Rudolf Steiner parla anche di un’altra triarticolazione animica che entra in relazione col corpo fisico umano e cioè l’anima umana, la quale come abbiamo accennato nell’articolo e nella nota (1) precedente, è formata dall’insieme di tre forze animiche che abbiamo chiamato “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”. L’Io umano ha perfezionato in modo incosciente nei periodi di cultura precedenti queste forze animiche, e soltanto nel periodo attuale attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, l’uomo ha la possibilità di sviluppare in modo consapevole, l’anima della coscienza. Sviluppare l’anima cosciente vuol dire realizzare attraverso l’autocoscienza, la consapevolezza di avere in sé un che di divino (il dio nell’uomo) dietro di cui agisce ed è sempre stato presente, un Entità spirituale che rappresenta l’Individualità umana superiore che chiamiamo Sé spirituale o Io superiore3.

Siccome però l’anima cosciente (entro la quale nasce la manifestazione più alta dell’Io terreno) come sopra citato, entra in relazione col ricambio e con gli arti dell’uomo e quindi con la volontà umana,  l’io umano  è messo di fronte a una maggiore responsabilità di dover cioè agire nell’ambito sociale, con impulsi liberi, senza intermediari che tendano a reprimere il suo atto volitivo individuale. Vale a dire che questa volontà umana deve poter agire ora, con la massima libertà interiore senza che qualcuno possa interferire nella sua capacità decisionale, cui a volte, può anche commettere degli errori dai quali trarrà poi quell’esperienza terrena da cui nasceranno i frutti che saranno accolti dopo la morte, dall’Io superiore che trasformerà con l’aiuto degli Dei, in qualità umane superiori cui potrà beneficiare solo in una prossima incarnazione. Tutto questo deve essere accompagnato da un impulso morale in modo da realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente, e possiamo farlo solo traendolo dalla nostra interiorità umana con l’aiuto dell’Antroposofia, con la quale, possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo, che quale impulso centrale della corrente antroposofica cristiana-rosicruciana, vuole unire lo “spirito umano” allo “Spirito Universale”. Se riusciamo in un primo momento ad aprirci senza preconcetto e ad avere “fiducia” nei riguardi di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, possiamo sviluppare e realizzare quella certezza di “fede di conoscenza” che ci darà la possibilità poi dopo, (se il nostro karma lo permette), d’incontrare il Cristo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra.

Ciò possiamo realizzarlo, se seguiamo attentamente i consigli dati da Rudolf Steiner nei suoi due libri “La Filosofia della Libertà e l’Iniziazione”, e in modo particolare le due massime fondamentali per il giusto sviluppo dell’evoluzione dell’anima cosciente, ossia: «Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi» (O.O.n.4, pag.122); e «Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno» (O.O.n.10, pag. 25). Queste due massime antroposofiche devono essere accolte e messe in pratica con la consapevolezza che se vogliamo anelare alle verità superiori e lavorare allo sviluppo della nostra anima cosciente, dobbiamo imparare nella nostra epoca  a essere liberi e poggiare esclusivamente su noi stessi, scrollandoci di dosso tutte le superstizioni e i dogma religiosi appartenenti a uno sviluppo animico di un periodo antico  che, va assolutamente superato. Il discepolo dello spirito deve camminare da solo, senza anelare al “Maestro” umano terreno personale che possa guidarlo per vie sicure come appunto era possibile fare prima nei misteri iniziatici antichi, dove l’allievo era totalmente sottomesso e diretto dal Maestro cui la loro unione continuava a volte, perfino oltre la morte. Questa è l’epoca in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità morali prendendo in mano le redini della propria vita, guidando se stesso attraverso gli ostacoli e in tutte quelle decisioni difficili che gli verranno incontro, quale effetto karmico cui deve poter decidere da solo, mosso soltanto dal suo giudizio morale interiore e dal desiderio di realizzare in sé la certezza dell’esistenza divina di un “Ente Supremo”, cui tutto il creato anela.

Tutto ciò che aneliamo in questo periodo dell’anima cosciente, va conquistato attraverso il proprio sforzo personale senza essere assoggettati da nessuna autorità istituzionale religiosa, né da chiunque voglia limitare la nostra libertà di opinione o di espressione del nostro pensiero. Questo dovrebbe essere presente in tutte quelle correnti di pensiero e in modo particolare, negli ambienti antroposofici in cui si studia insieme antroposofia, dove la libertà dialogica non sempre è rispettata nei termini desiderati da Rudolf Steiner, dove a volte capita di assistere ad atteggiamenti intolleranti di arroganza intellettuale di chi non ha ancora compreso che la “vera essenza dell’Essere Antroposofia è amore”, e perciò Rudolf Steiner dice che non può essere compresa che dall’amore .

     «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).  (II. continua)

 Collegno 30 aprile 2019                                                               Antonio Coscia

Note Integrative

3      «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1,26-27).  

Dietro queste parole bibliche si cela in modo velato la creazione della doppia natura umana da parte degli Dei creatori, ossia gli Elohim o Spiriti della Forma, i quali crearono l’”immagine superiore” quale frammento del loro fuoco divino, vale a dire l’”Io superiore” o l’”Individualità” umana superiore e la “somiglianza”  o  l’“io inferiore” , vale a dire la nostra “Personalità umana”. In realtà dietro queste poche frasi bibliche  si cela molto più di quello che  non è possibile dire in una nota, per non dilungarci oltre a ciò che c’è consentito portare a coscienza sul significato dell’Io superiore. Il fatto poi che a volte l’Io superiore è identificato col “Sé spirituale”, così come l’io inferiore viene identificato con il “sé inferiore”, è dovuto al fatto che l’Io superiore è strettamente unito al puro “corpo astrale” umano proveniente da un’antica evoluzione cosmica chiamata antica Luna, per cui esso si presenta come un corpo di luce simile al Sé spirituale divino. Lo stesso dicasi per l’io inferiore, il quale anch’esso è strettamente unito al corpo astrale inferiore che al contrario, è soltanto un’immagine impura riflessa dell’astrale superiore. Ciò è dovuto al fatto che durante l’epoca Lemurica, (epoca che ci riporta al momento della caduta dell’uomo verso l’incarnazione umana), delle entità di contrasto s’insinuarono nel corpo astrale superiore, determinando il suo oscuramento e la divisione in due parti, di cui: nella pura parte superiore gli Dei fecero sgocciolare l’Io superiore altruista, e nella parte oscura dell’astrale inferiore (cui vennero fatto fluire delle forze basse astrali), venne incorporato l’io inferiore egoista, quale riflesso imperfetto dell’Io superiore che fu avviato sulla via dell’incarnazione terrena.

La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente I

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«Solo il sapere può essere la base della fede: dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze [di fede], qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno … Se l’umanità perdesse realmente la fede … proverebbe paura, inquietudine e angoscia di fronte a ogni cosa».  Rudolf Steiner, (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

        Capita spesso di ascoltare tra la gente comune che a volte incontriamo casualmente nella vita in luoghi diversi, o di leggere su facebook (da cui nasce questa breve riflessione), parole come queste: “Vorrei poter avere la certezza della tua fede nel credere nell’esistenza di Dio e credere che dopo la morte, l’anima umana continui una seconda vita come preparazione di una nuova rinascita sulla Terra”. Sono parole che possiamo cercare di dare una risposta se impariamo a riflettere sul significato del senso della vita, quello quale della nascita e della morte umana. Imparare cioè a riflettere su noi stessi e porci delle domande quali: “ Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”.

Sono tre locuzioni sulle quali già il grande pittore francese Paul Gauguin, nel suo famoso quadro del 1987, cercò di esprimere attraverso le immagini del “mistero umano” la domanda sul significato profondo della vita, cui ognuno di noi può trovare la risposta soltanto attraverso la conoscenza di se stesso. Oggi il pensiero umano si è molto rafforzato e intellettualizzato, ma a causa del materialismo, l’uomo è sceso troppo in basso impigrendosi nella continua ricerca d’immagini virtuali e di tutte quelle brame e desideri egoistici che tendono a soddisfare per lo più la sua anima inferiore, allontanandosi così sempre più dalla sua origine spirituale divina. La causa di ciò è dovuta al fatto che l’uomo attuale vive dall’inizio del XV secolo (1413 circa), nello sviluppo dell’anima cosciente1 o dell’intelletto, ossia di quella parte essenziale animica umana che è congiunta in parte, all’anima spirituale superiore (Sé spirituale) e dall’altra, all’anima inferiore, ossia all’anima della ragione e dell’istinto che come sappiamo è più a contatto con la natura materiale in quanto più strettamente legata al corpo fisico umano. Il fine dell’anima cosciente, è trovare l’equilibrio nell’ambito della sua natura animica tra l’anima della ragione (anima razionale) e quella dell’istinto (anima senziente) e di conseguenza, fra il mondo spirituale e il mondo terreno, dove qui ha il compito attraverso uno sviluppo morale, di realizzare l’autocoscienza individuale autonoma e libera e di conseguire con l’aiuto del Cristo, l’amore cosmico-umano quale massima espressione nell’uomo. Ciò può farlo se l’Io terreno (il nucleo spirituale dell’anima), accoglie in sé l’impulso del Cristo scaturito dal “Mistero del Golgotha”, tramite cui può ri-congiungersi con la sua immagine o Io superiore, cioè l’archetipo spirituale creato da Yahve-Elohim e protetto nel mondo spirituale dall’Arcangelo Michele, prima della tentazione di Lucifero (il serpente paradisiaco).

Occorre però dire che l’Io umano per accogliere in sé l’impulso del Cristo, deve compenetrarsi della conoscenza dell’evento del Golgotha così come ne parla la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, quale cristianesimo rosicruciano rinnovato da Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia, la cui sede è a Dornach in Svizzera quale Società Antroposofica Universale della Libera Università2 della Scienza dello Spirito. È per questo che a tutta prima occorre aprirsi con fiducia e senza alcun pregiudizio ai cicli di conoscenza che Rudolf Steiner ha tratto dalla cronaca dell’Akasha o “memoria universale”, sulla vita del Cristo vissuto sulla Terra come Gesù di Nazareth durante l’arco di tre anni fino alla morte sulla croce, sulla collina del Golgotha. Aprirsi con fiducia nei riguardi di Rudolf Steiner, non vuol dire avere fede assoluta in ciò che ha detto nei cicli di conferenze sul Cristo, sulla Scienza Occulta, sulla legge della reincarnazione e del karma o altro. Egli reputava il dogmatismo, un atteggiamento negativo nei riguardi dello sviluppo dell’anima cosciente, per questo scoraggiava con fermezza l’accogliere qualsiasi conoscenza con un atteggiamento passivo senza prima di considerarlo attraverso la ragione. Egli ha sempre detto di vagliare ogni cosa con serietà e ponderatezza attraverso il senso della ragionevolezza, cercando le verità anche attraverso correnti e scuole di pensiero spirituali diverse che si siano succedute nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, purché mostrino una certa serietà e onestà intellettuale.  (I. continua)

Collegno   10 maggio 2019                               Antonio Coscia

 Sopra: Gauguin, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

 Note Integrative

1       L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità animica-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali di “volere, pensare e sentire”. L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiore. Così opera attualmente alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, in futuro alla trasformazione dell’anima razionale in anima Ispirativa e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente in uno stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino; ma nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori.

L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro; qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trarre le esperienze della vita, trasformando in saggezza e amore ogni disciplina che accoglie dall’arte, dalla scienza e dalla religione; anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza, stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.  Infine, l’anima cosciente nella quale opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali, per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali.

L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno si che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” e, poiché vive strettamente congiunto col Sé spirituale, consegue in sé l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore operano delle “entità ostili” o di contrasto che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. Per un maggiore approfondimento leggere i libri “Teosofia e La Scienza Occulta”).

(Vedi anche le note 8. – 8a di  1. Note Integrative Antroposofiche).

2      La Libera Università della Scienza dello Spirito è un centro spirituale situato a Dornach in Svizzera, ha lo scopo di promuovere tutte quelle attività che fanno parte dell’Antroposofia generale, quali: “La sezione di pedagogia, agricoltura, medicina, scienze sociali, matematica, astronomia, sezione dei giovani, scienze naturali, sezione per le arti figurative, arte della parola, musica. Le sezioni di tutte queste attività, grazie alla ricerca spirituale della Scienza dello Spirito, possono essere rinnovate e approfondite spiritualmente nei loro rispettivi ambiti o campi professionali.

 

 

 

 

 

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

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“…E vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Matteo 24-30).

        Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale, “Io Sono l’Io Sono dell’umanità”. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1909) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:

        «Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag.14-15).

    Collegno 11 maggio 2019                                               Antonio Coscia

   Sopra: Particolare dell’Ascensione del Cristo di Raffaello.

1        Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”.     Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth.  Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo,  tramite l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya.

Il sentiero della conoscenza

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         Rudolf Steiner alla fine del libro Teosofia, indica degli esercizi morali per sviluppare le giuste qualità spirituali per chi voglia inoltrarsi sul cammino di conoscenza che lo porti a sviluppare e rafforzare le forze animiche e in modo particolare, a educare lo sviluppo del pensiero. Chi vuole arrivare all’indagine del mondo spirituale occorre che prima di tutto ponga attenzione al mondo dei pensieri, in quanto il pensiero umano è secondo Rudolf Steiner,  “la più alta qualità che l’uomo possiede nel mondo sensibile”, (Teosofia, pag. 126).

Se dunque vogliamo rafforzare e perfezionare il nostro pensiero umano, occorre imparare ad accogliere non per dogma o fede cieca, le comunicazioni del  vero indagatore dello spirito, ma imparando semplicemente ad accogliere senza preconcetti ciò che egli dice sui mondi dello spirito e sul metodo pratico consigliato, per imparare a diventare a nostra volta, cittadini dei mondi dello spirito. Accogliere dunque con calore nella nostra anima le esperienze dell’indagatore dello spirito, può diventare per noi, una fonte di “forze viventi per il nostro progresso spirituale” (Ibidem).

Dal capitolo “Il sentiero della conoscenza” prendiamo uno spunto, dove appunto possiamo imparare a sviluppare la prima qualità della “Dedizione senza riserva e senza preconcetto”, ossia:

         «Lo studioso deve in ogni istante potersi trasformare in un recipiente del tutto vuoto in cui si riversi il mondo estraneo. Sono fecondi per la conoscenza solo i momenti in cui tace ogni giudizio, ogni critica che parla da noi. Di fronte a un uomo non importa ad esempio se siamo più saggi di lui. Anche il più irragionevole fanciullo ha qualcosa da rivelare al più alto saggio. Se questi poi si avvicina al fanciullo già con un pregiudizio, per quanto saggio, quel giudizio s’interpone come vetro appannato fra lui e ciò che il fanciullo ha da rivelargli. Questa dedizione del mondo estraneo richiede una totale abnegazione interiore. Esaminandoci per sapere in quale misura si abbia tale dedizione, si faranno scoperte sorprendenti. Chi voglia intraprendere il sentiero della conoscenza superiore deve esercitarsi a potere in ogni momento spegnere se stesso con tutti i suoi pregiudizi» (Teosofia O.O. 9, pag. 129-130).

Le correnti occulte del contrasto e lo sviluppo dell’anima cosciente

Giardino Sigurtà

«La lotta contro lo spirito  stette sempre e continua

a stare nello sfondo  di ogni avvenire esteriore »

Rudolf Steiner a L. Polzer-Hoditz,

il 3 marzo 1925

         Questa riflessione nasce da un capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff “Le sorgenti spirituali dell’Europa orientale e i futuri misteri del S. Gral” (ed. Antroposofica Milano),  dove egli spiega dettagliatamente la presenza nel tempo presente di tre correnti occulte che operano come forze contrastanti attraverso azioni illecite, non consone all’evoluzione attuale dello sviluppo della sesta parte della costituzione umana, ossia di quella parte più essenziale dell’interiorità umana che la scienza dello spirito a orientamento antroposofico chiama “anima cosciente”. « Col nome di anima cosciente si intende qui il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima» (Teosofia pag. 36). Nella corrente spirituale antroposofica sappiamo dagli insegnamenti di Rudolf Steiner che l’umanità attuale, almeno per quella parte più evoluta, è entrata nello sviluppo dell’anima cosciente da circa sei secoli, cioè dal 1413 d.C. e terminerà nel 3573; dopodiché nel periodo seguente il nostro attuale, entrerà in uno sviluppo superiore ricevendo dall’alto del mondo angelico, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre quindi che in vista di quell’evento futuro debba già ora prepararsi, sviluppando accuratamente l’anima cosciente (ossia quella parte dell’anima che da una parte si apre all’anima divina superiore o Sé spirituale, e dall’altra, all’anima razionale che a sua volta si apre all’anima senziente (1), la quale è strettamente unita al corpo fisico e quindi più a contatto col mondo materiale), attraverso uno sviluppo di qualità morali che tendano a rafforzare la forza del pensiero intellettuale astratto, fino a trasformarlo in un pensiero vivente immaginativo veggente. Questo pensiero intellettuale veggente, possiamo conseguirlo molto tempo prima dell’evoluzione normale, attraverso un processo di purificazione cosciente della nostra anima (astrale), tramite degli esercizi consigliati da Rudolf Steiner, attraverso i diversi libri messi a disposizione dalla casa editrice Antroposofica di Milano, quali ad esempio: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; ognuno può scegliere all’inizio, quello più appropriato al suo temperamento e sviluppo interiore. Contro questo sviluppo dell’anima cosciente agiscono però sia sul piano fisico che su quello spirituale, tre correnti occulte che non vogliono assolutamente che l’uomo possa realizzare questo sviluppo animico che gli darà la possibilità di prendere coscienza della sua vera essenza spirituale interiore cui egli è strettamente legato, cioè il Sé spirituale e di conseguenza  il suo Io superiore.
È molto importante quindi che nella nostra epoca l’anima cosciente possa svilupparsi nel modo più sano possibile, in quanto può determinare nelle nostre incarnazioni future, non solo quello di accogliere come dono degli Angeli il Sé spirituale nel sesto periodo della quinta Epoca (2) come suddetto, ma anche che nei tremila anni a venire, a cominciare dal nostro periodo attuale, di avere la possibilità d’incontrare la “figura luminosa del Cristo eterico” nelle vicinanze del mondo astrale della nostra Terra. Occorre peraltro dire che c’è anche la possibilità che quest’anima cosciente possa prendere strade diverse a causa del contrasto delle correnti summenzionate e, svilupparsi nel modo sbagliato, andando così incontro a una luciferizzazione e di conseguenza a un’arimanizzazione (3) del pensiero veggente; vale a dire che l’anima umana invece di risvegliarsi chiaroveggentemente nel giusto mondo spirituale in mezzo agli Dei del progresso, possa risvegliarsi in mondi luciferici in mezzo agli dèi del contrasto, in una specie di prigionia occulta. Per evitare questo, è importante che quando inoltratoci nel cammino di conoscenza della scienza dello spirito o antroposofia, nasca in noi l’impulso di accogliere secondo le indicazioni di Rudolf Steiner menzionate nei diversi libri di cristologia, l’”Impulso del Cristo”, così come indicato dal vero cristianesimo-rosicruciano nei libri summenzionati.
In merito alle correnti di contrasto occulte sul piano fisico, Sergej O. Prokofieff ne parla  molto a lungo nel suo libro citato, dove appunto possiamo capire quanto lo sviluppo dell’anima cosciente sia contrastato da queste correnti occulte che vogliono far sì che l’evento della seconda venuta del Cristo eterico passi inosservato, cosicché l’umanità non possa incontrare il Cristo e quindi non possa ricevere le giuste forze eteriche in modo che l’anima cosciente possa raggiungere la sua meta nel modo giusto. Prendendo qualche spunto dal suo libro a pag. 257 leggiamo:
«Quando Rudolf Steiner parlò delle più importanti correnti che nel nostro tempo agiscono contro l’evoluzione spirituale dell’umanità e in ultima analisi vogliono “condurre al precipizio la nostra attuale civiltà”, (4) ne nominò tre, che secondo le sue parole ”lavorano … attualmente da grandi punti di vista con reale attenzione alle forze conformanti il mondo” (5) e rappresentano quindi il massimo pericolo per quelle. Queste tre correnti che nell’epoca attuale formano tre diversi aspetti di un impulso centrale del male, sono: certe società segrete occidentali, che determinano molteplici direttive principali della politica mondiale; poi la corrente dei gesuiti che vorrebbe formare la base per la struttura di potere della Chiesa cattolica romana; e il bolscevismo che ha oggi il suo centro in Europa orientale. Tutte e tre le correnti si basano, secondo la loro più profonda essenza, su determinate influenze occulte ed hanno perciò la particolarità che è possibile opporsi alla diffusione dei loro impulsi, basandosi sulle conoscenze occulte che fluiscono direttamente da quelle forze spirituali di luce che vogliono condurre, nel nostro tempo, l’umanità alla realizzazione delle vere mete dell’evoluzione del mondo. Solo così possiamo intendere le parole dell’iniziato cristiano moderno, che oggi solamente la scienza dello spirito orientata antroposoficamente può resistere nel rapporto occulto a queste tre tendenze del male … A questo “confronto” spirituale che abbiamo qui caratterizzato è anche connesso con il fatto che queste tre direzioni occulte del male del nostro tempo, non sono solo correnti che dispongono di queste o di quelle conoscenze esoteriche, bensì di correnti fondate su una determinata forma di iniziazione, anche se questa possa appartenere alla tendenza della “via nera”. (6) In tal caso, un’opposizione occulta può avvenire anche solo con le forze dell’iniziazione, ma di quella opposta, cioè l’iniziazione della “via bianca” come fu presentata esaurientemente da Rudolf Steiner nei suoi libri “L’iniziazione, La scienza occulta” e molti altri libri e conferenze» (Ibidem).
Come possiamo vedere queste tre correnti del male agiscono in modo negativo sullo sviluppo dell’anima cosciente, di cui fanno parte le logge segrete occidentali, cioè quelle “anglofone e americane”, tramite il potere politico e di conseguenza quello economico. La corrente dei gesuiti insieme a quella dell’Opus Dei, nate successivamente una dal religioso spagnolo Ignazio di Loyola (1491-1556) insieme a sei confratelli, cosiddetti “la compagnia di Gesù” nel XVI secolo (1534), e l’altra nel XX secolo (1928) da un sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), che avrebbe avuto l’incarico di fondare l’Opera di Dio da un’ispirazione divina ricevuta durante un ritiro spirituale. Queste due correnti religiose appartenenti alla Chiesa cattolica operano nel trattenere le anime umane a livello dell’anima razionale, ossia a quello sviluppo antico conseguito nel quarto periodo di civiltà greco-romano, cui lo sviluppo della Chiesa romana ha avuto il compito di accompagnare e frenare l’umanità nel non scendere troppo in basso nel materialismo sociale. In merito Rudolf Steiner scrive:

«L’anima cosciente doveva farsi avanti. Roma [la Chiesa cattolica romana] voleva mantenere, e mantiene a tutt’oggi, di fronte all’anima cosciente, quella cultura suggestiva adatta a trattenere gli uomini dal trapasso allo stato dell’anima cosciente, adatta a mantenerli al punto di vista dell’anima razionale o affettiva. Questo è proprio il combattimento che Roma [la Chiesa romana] conduce contro il procedere del mondo, questa Roma che persevera in quanto va bene per l’anima razionale o affettiva, mentre l’umanità vuole progredire verso il suo sviluppo dell’anima cosciente … Infatti in quest’epoca l’uomo deve poggiare su se stesso, deve emanciparsi come “Personalità umana”, deve liberarsi dai vecchi sostegni, non può farsi suggerire le cose cui prestar fede, deve prendere parte attiva all’elaborazione di quello cui deve credere;» ( O.O. 185 pag. 40-41, Lo studio dei sintomi storici).

A fronte di ciò, la Chiesa cattolica romana ha terminato il suo compito  già nel XV secolo con l’inizio dello sviluppo di quella parte più evoluta dell’anima umana cioè l’anima cosciente, essendo questa  come suddetto, in stretta relazione col Sé spirituale superiore, deve trovare la via per ri-unirsi con la sua immagine divina superiore in modo libero senza l’aiuto di autorità coercitive, siano esse istituzionale, religioso o quant’altro, che possano indebolire la sua volontà. Anche qui Rudolf Steiner in una sua conferenza tenuta a Dornach (Svizzera) ci rivela che:

«L’elemento ecclesiastico gerarchico-cultico in cui la romanità si è trasformata nell’affluire verso l’Europa del cattolicesimo romano, è uno degli impulsi che continueranno ad agire come impulsi ritardatari per tutto il quinto periodo postatlantico di civiltà, specialmente durante il suo primo terzo. Potete farvi un calcolo di quanto durerà: sapete già che un periodo postatlantico dura all’incirca 2160 anni, di cu un terzo dura 720 anni. Avete perciò, partendo da circa l’anno 1413, l’azione principale fino al 2133 (1413+720= circa 2133 anni), cosicché gli ultimi flussi della romanità gerarchica dureranno fino addentro al principio del terzo millennio». ( O.O. 174, 15/1/1917).

Infine il popolo russo (definito da Rudolf Steiner, il “popolo di Cristo”) che ha il compito di condurre nel sesto periodo evolutivo (3573 circa) l’umanità verso lo sviluppo del Sé spirituale, è contrastato dalla corrente bolscevica che cerca di trattenere le anime russe nella coscienza dell’anima senziente – razionale cosicché non sia possibile preparare il sesto periodo di “Filadelfia”, cioè il periodo russo-slavo in cui l’umanità riceverà un principio microcosmico del Sé spirituale dal mondo angelico. Occorre dire che dietro queste tre correnti del male operano delle forze spirituali occulte del contrasto, (forze asuriche, arimaniche e luciferiche ) le quali, sono al servizio dello spirito della Forma rimasto indietro in antiche evoluzioni cosmiche  chiamato “Sorat”, cioè la “Bestia apocalittica del male”, il demone solare, l’anticristo che nel mondo del Sole combatte contro il Cristo. Sergej O. Prokofieff  nel suo libro sopra citato approfondisce un insegnamento di Rudolf Steiner, dove  l’anima cosciente (e con essa dobbiamo intendere anche l’Io umano), è posta a un bivio in cui deve decidere dove andare. È una decisione molto importante  cui seguirà il  futuro karmico di tutta l’evoluzione umana in divenire, e  cioè:  salire verso i mondi dello spirito o, discendere inesorabilmente  verso l’”abisso infernale”. L’uomo deve decidere se andare verso l’alto, spinto da un impulso spirituale di conoscere la verità sulla sua origine diventando un vero collaboratore degli Dei del progresso, oppure andare verso il basso legandosi sempre più strettamente alle brame e ai desideri materiali della sua anima senziente che di conseguenza lo porterà verso la bestialità animica.  Qui appunto egli   scrive:
      «Nell’attuale quinto periodo postatlantico dell’anima cosciente, questa è posta da tutto il corso dell’evoluzione del mondo direttamente di fronte a due alternative: una in salita e una in discesa. Essa si trasformerà un giorno, nel corso della sua graduale spiritualizzazione, in un’”anima d’immaginazione” (7) ciò che significa che nell’attuale periodo di cultura si compirà il passaggio dal pensiero astratto, solo intellettuale, dapprima in un pensiero vivente (nel senso goethiano) e più tardi in un pensiero immaginativo o chiaroveggente, (8) quello solo capace di accogliere coscientemente nel susseguente sesto periodo di civiltà, il principio del Sé spirituale che allora discenderà nell’umanità: oppure invece, l’anima cosciente si svilupperà verso il basso, verso una sempre più forte arimanizzazione, in quanto seguirà la sua immanente affinità per il corpo fisico. (9) In quest’ultimo caso avrebbe luogo nella misura della sua arimanizzazione, al posto di uno sviluppo verso il Sé spirituale, un concrescere sempre maggiore dell’anima con il corpo fisico.
In conseguenza di un tale “concrescimento” della più alta parte costitutiva dell’essere umano con il suo involucro più esterno e materiale, si produrrebbe un collegamento diretto tra un’attività estremamente arimanico-astratta del capo e i più rozzi istinti animaleschi delle inferiori parti del corpo, con esclusione del puro elemento umano, come viene alla luce nella zona media, e proprio in ciò consiste, come è già stato dimostrato (cap.16, IV) (10), la mèta occulta del bolscevismo che, se venisse raggiunta, porterebbe a che “la società umana dovrebbe trasformarsi su tutta la Terra in un gregge animale, che può solo pensare raffinatamente”. (11)
Il pensare di ogni membro di questo “gregge animale” conterrebbe allora una quantità quasi sovrumana di senno, che non sarebbe però un senno umano, bensì riempirebbe la sua testa il senno istintivo di una bestia, attraverso la cui sostanza si potrebbero incorporare nell’uomo delle entità arimaniche [mefistofeliche, sataniche], per renderlo ossesso di loro. Tale incorporazione può durare ore, giorni o anni, e l’io individuale dell’uomo si troverebbe, nell’attimo dell’incorporazione, come in una prigionia occulta e verrebbe sempre più fortemente attirato, nei mondi spirituali, nell’obbedienza a quello spirito demoniaco [soratico] servito dall’essere arimanico incorporatosi nei suoi involucri. (12) Per questo, quell’uomo diverrebbe temporaneamente, o magari per tutta la sua vita, un condiscendente strumento degli scopi di tale spirito demoniaco. Ecco perché Rudolf Steiner ebbe a dire, come è stato citato sopra: “Lenin, Trotskij e gente simile sono strumenti di queste potenze arimaniche”. (13) 
E non è tutto. Infatti il sopradescritto concrescimento dell’anima cosciente con il corpo fisico ha per l’uomo un’ ulteriore conseguenza, particolarmente tremenda. Considerandola esteriormente, se ne ha un primo sintomo nel fatto che un tale uomo si trasforma straordinariamente presto in un ateo radicale, in un convinto negatore di Dio. La causa occulta di tale trasformazione consiste nel fatto che l’anima, nella misura in cui concresce con il corpo, è sempre meno in condizione di sperimentare in sé qualcos’altro se non la copia di processi materiali. Questo si dimostra per l’anima stessa come una grave malattia, difficilmente guaribile, che minaccia di mortificare tutte le superiori forze-divino spirituali a lei unite in origine e, conseguenza, minaccia di materializzare l’anima, o più precisamente di arrecarle la “sostanzializzazione” dell’elemento animico. “Malattia della negazione di Dio” Rudolf Steiner ebbe una volta a chiamare tale malattia dell’anima. (14) La più terribile conseguenza di questa malattia della “sostanzializzazione dell’anima” sarebbe che questa correrebbe prima o dopo il pericolo di rimanere unita ai processi puramente materiali del corpo fisico, anche dopo la morte » (pag. 258-59 Ibidem).

Queste parole devono farci riflettere molto a lungo, poiché possiamo constatare che già oggi guardandoci intorno a ciò che accade nell’ambito  sociale, possiamo vedere quest’animalizzazione da parte di alcuni membri fanatici, associati a estremismi religiosi mediorientali, ed anche ad atti crudeli e barbarici che accadono nelle altre parti del mondo occidentale, non sono da meno. Nell’umanità attuale possiamo scorgere i primi sintomi della divisione dell’umanità quale sarà in un futuro non molto lontano, cioè nel sesto periodo di civiltà tra “buoni e cattivi”, in cui la “magia bianca e quella nera” si affronteranno per la salvazione di quella parte dell’umanità, rimasta indietro, con l’aiuto del nuovo Bodhisattva Maitreya.  Egli dovrà allora in quel lontano futuro che possiamo fissare (secondo Rudolf Steiner e alcune profezie di correnti orientali) nel primo terzo della sesto periodo della quinta Epoca, ossia tra circa 2500 anni e cioè nel 4400 circa, vale a dire 5000 anni dopo la venuta e l’Illuminazione del Buddha (600 anni circa a.C.). Il Bodhisattva Maitreya dovrà trovare dei genitori che siano in grado di preparargli un involucro umano adatto alla sua missione e scendere per un incarnazione completa sul piano fisico, realizzando la “Dottrina” rivelata attraverso i suoi messaggeri umani nell’arco dei cinquemila anni come successore del grande Buddha Gautama, in modo da conseguire l’Illuminazione spirituale come fu per il suo predecessore; cosicché anch’egli possa elevarsi alla dignità di nuovo Buddha celeste umano, quale messaggero e servitore del Cristo.

Collegno 3 aprile 2019                                                                               Antonio Coscia

Sopra: Parco Giardino Sigurtà, (Garda)

Note  Integrative

1    L’anima senziente, insieme all’anima razionale e cosciente, forma l’anima inferiore umana tramite cui si manifesta l’Io inferiore, la cui maggiore manifestazione è nell’anima cosciente. L’ anima senziente è quella parte dell’anima che accoglie le sensazioni dal mondo esterno tramite cui sorgono nell’Io le brame, i desideri che egli cerca poi di soddisfare. Essa è strettamente unita al corpo senziente (il corpo che riceviamo insieme al corpo fisico e al corpo eterico, come eredità dei nostri genitori e dove si manifesta quella parte più caratteriale dei nostri antenati), per questo è chiamato anche “corpo astrale”. Maggiori approfondimenti sono possibili nel libro “Teosofia”.

2     Lo sviluppo dell’evoluzione umana avviene attraverso sette stati di coscienza cosmici i quali sono suddivisi in altri sottostati di coscienza, di vita, di forma, di epoche e di periodi di epoche. Per cui nel nostro caso prendendo come esame le “Epoche” diciamo che: uno stato di coscienza è formato da sette stati di vita, di cui uno stato di vita è formato da sette stati di forma e uno stato di forma a sua volta, è formato da sette Epoche. Noi siamo dunque nella quinta Epoca, chiamata “Epoca Postatlantica”; la prima fu l’Epoca Polare, la seconda l’Epoca Iperborea, la terza l’Epoca Lemurica e la quarta l’Epoca Atlantica; in avvenire ci saranno ancora la sesta e la settima Epoca, dopodiché la Terra si evolverà in un astrale più perfetto verso altri stati di coscienza superiori.

3    Arimane (Satana o Mefistofele) è una divinità dell’ostacolo rimasta indietro nel secondo “Eone” o stato di coscienza cosmico, chiamato antico “Sole”. In quell’antico stato di coscienza gli Arcangeli completavano il loro perfezionamento umano, per cui alcuni di essi non riuscirono a perfezionarsi restando indietro non solo nel secondo stato di coscienza, ma anche nel terzo eone cosmico chiamato “antica Luna”.

Note tratte dal libro citato di Sergej  O. Prokofieff

4    Vedi O.O. 197, 13/6/1920

5     Id.

6     Vedi O.O. 10, “L’Iniziazione”: “Vita e morte. Il grande Guardiano della soglia” (EA 1988).

7      Vedi O.O.145, 29/3/1913,  (Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive), (EA 1986).

8    Vedi O.O. 130, 18/11/1911.

9    Vedi le conferenze del 7 e 9/6/1910 (O:O. 121)

10   Vedi pag. 211 del libro di Sergej O. Prokofieff : “ Le sorgenti spirituali dell’Europa Orientale e i futuri misteri del Santo Gral.

11   Vedi nota 4 e la conferenza del 15/7/1923, (Rivista Antroposofia del 1950/34).

12    Vedi O.O. 199,7/8/1920

13     Vedi nota 3

14      Vedi O.O. 182, 16/10/1918 (Riv. Antroposofia 1948/66)

 

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia III

17-raffaello-disputa-del-sacramento, nella stanza della Segnatura, Vaticano

     “Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Gv 16,12-14).

La via divina II

         Perciò a fronte di ciò che si è detto finora, per “religione divina”, è da ritenersi una possibilità nuova, moderna, libera, che più si addice al nostro periodo evolutivo attuale, tramite cui l’uomo moderno se vuole, può accogliere delle nuove forze spirituali di conoscenza, nel pieno rispetto della sua volontà. Questo è dato dall’Antroposofia quale corrente spirituale areligiosa cui, può essere conquistato e realizzato dall’uomo moderno tramite questa nuova via iniziatica attuale rosacrociana, libera da qualsiasi forma di dogmatismo e fanatismo religioso (che ancora si riversa come ignoranza spirituale nella gran parte di correnti religiose moderne) la via al proprio Sé divino, perseverando con sincera dedizione e venerazione al proprio “dio interiore”, attraverso un vero risveglio spirituale. È la via verso quel dio-umano interiore che, sia la scienza materialista, sia la teologia moderna, negano l’esistenza spirituale quale nucleo originario dell’Entità umana da quando la Chiesa romana del nono secolo, confutò la tricotomia paolina, riducendo l’uomo a una sorta di animale superiore negando la sua vera essenza spirituale, cioè lo spirito (Pneuma). Questa confutazione dello spirito umano avvenne durante il concilio di Costantinopoli nell’869, dove in breve fu deciso che l’uomo è formato da un corpo e da un’anima, la quale si caratterizza in due aspetti di cui: uno “razionale” rivolto più al mondo esteriore naturale, e l’altro “intellettuale” rivolto più al mondo interiore animico – spirituale. Per meglio dire, i teologi dell’ottavo concilio di Costantinopoli non poterono più concepire a causa del loro offuscamento spirituale arimanico, che l’uomo sussista di due anime com’era uso credere da parte di moltissimi filosofi e gnostici religiosi dei primi secoli, cioè l’anima inferiore che è presente nell’uomo sulla Terra a causa della caduta originaria di Adamo dal paradiso terrestre dovuto alla tentazione di Lucifero, e l’anima superiore quale immagine divina creata da Yahve (Adamo celeste) trattenuta dagli Dei nel mondo spirituale prima della tentazione luciferica, cui Paolo chiama l’ultimo Adamo. Queste due anime furono di nuovo congiunte dal Cristo durante l’evento del Golgotha, nell’uomo Gesù di Nazareth, laddove nel Vangelo di Luca, l’Angelo dice a Maria che concepirà un figlio grazie all’adombramento dello Spirito Santo che scenderà su di lei e di cui, sarà chiamato “Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo si realizzò la volontà divina cui l’umanità venne redenta dal sacrificio del “Figlio”, alfine di riscattare il “peccato originario” voluto dagli Dei superiori cosicché l’uomo potesse sviluppare una coscienza autonoma e libera attraverso l’impulso del vero amore cosmico universale quale meta dell’umanità terrena, cui si realizzò in Gesù di Nazareth come primizia dell’archetipo umano.

I teologi costantiniani non si avvidero dell’errore cui la loro confutazione paoliniana avrebbe portato inevitabilmente come causa nella futura civiltà sociale, lo sviluppo di una scienza materialista che, avrebbe sì dato all’uomo la possibilità di sviluppare una coscienza autonoma e libera, ma anche quello di indurre uomini all’ateismo e all’apostasia religiosa e, a staccarsi di conseguenza dalla propria origine spirituale divina. Per cui essendo la loro coscienza, come suddetto, offuscata dalle forze mefistofeliche, non si avvidero che in tal modo confutarono e negarono loro stessi quali custodi e discepoli del “principio spirituale dell’Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha, ossia il principio spirituale dell’”Io sono” nell’uomo. Per meglio dire, nella mentalità religiosa del popolo romano, dal IX secolo in poi, fu dichiarato eretico credere a quella parte degli scritti di S. Paolo laddove nella prima lettera ai Tessalonicesi, egli menziona l’uomo tripartito costituito da corpo, anima e spirito, dove appunto per spirito, è da ritenersi quella parte spirituale superiore dell’uomo individuale che s’incarna in ogni vita. Occorre però dire che questa Individualità superiore umana non scende fino al livello terreno, essa resta nel mondo spirituale dopo avere accompagnato verso l’incarnazione terrena l’uomo inferiore attraverso le sfere planetarie fino alle porte della Luna, da dove poi l’anima umana entra nella vita terrena; dopodiché l’Io superiore ritorna di nuovo nella sfera solare che è la sua vera patria, da dove riflette la sua immagine nel corpo umano e guidando poi l’uomo in modo incosciente, verso il suo destino. Ciò vuol dire che il nostro Io terreno, non è il vero Io, ma è soltanto un’immagine imperfetta che l’Io superiore riflette nel nostro corpo astrale inferiore, quale sintesi di tutte le nostre vite vissute sulla Terra e le facoltà spirituali e morali che abbiamo conquistato durante le nostre esperienze terrene cui manifestiamo, tramite i nostri veicoli animici e corporei umani.

Nel libro “Teosofia” sono menzionati i due “Io umani” (concetti a volte un po’ difficili da afferrare per chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza antroposofica), dove Rudolf Steiner parla della formazione della natura spirituale superiore e inferiore dell’essere dell’uomo, laddove egli dice che lo Spirito divino forma l’Io superiore dall’interno verso l’esterno; mentre le forze della natura minerale, formano l’io inferiore dall’esterno verso l’interno, ossia:

     « L’io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’”io” sia parte dell’anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l'”io” pervade tutta l’anima, e attraverso di lei agisce nel corpo. Nell’”io” è vivente lo spirito. Lo spirito s’irradia nell’”io” e vive in esso come nel suo “involucro”, allo stesso modo con cui l’io vive nel corpo e nell’anima come nei suoi “involucri”. Lo spirito forma l’io [l’Io superiore] dall’interno all’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno, [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’”io”, e vivente quale “io” [ l’Io superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “io” o “sé” dell’uomo; [ossia come nel mondo fisico indichiamo l’anima umana sé inferiore, così nel mondo spirituale indichiamo l’anima superiore Sé spirituale]» (Ibidem pag. 40).

Per capire quest’aspetto occorre avere ben presente la conformazione della natura corporea, animica e spirituale dell’uomo, che per meglio capire le parole di Rudolf Steiner, diamo una sintesi schematica così come descritta in Teosofia dicendo che, l’uomo è formato da un “Corpo” cui viene diviso a sua volta in: “Corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente”; da un’”Anima” formata da un’anima senziente, un’anima razionale e da un’anima cosciente, cui l’uomo attuale è cosciente con il suo io inferiore , nell’anima razionale; e da uno “Spirito” formato da un sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito, cui l’Io superiore è presente nel “sé spirituale” da dove opera attraverso l’”anima cosciente” e quindi inconsciamente con l’io inferiore”. (Per un maggiore chiarimento occorre leggere molto attentamente il libro “Teosofia” e anche le prime pagine della “Scienza Occulta). Ricapitolando in una tavola schematica quello che abbiamo accennato, diciamo che l’uomo visto chiaroveggentemente da Rudolf Steiner, è così costituito:

 Tav.1                 I   corpi animici e spirituali della natura umana

 

Gli involucri corporei e animici che ereditiamo dai nostri genitori e dai nostri antenati.

        •Corpo   =   a) – corpo fisico,  b) – corpo eterico, c) – corpo senziente

   L’anima  inferiore in cui è presente l’Io umano separato dagli Dei a causa della

tentazione di Lucifero, dove la manifestazione più alta nasce nell’anima cosciente.

        •Anima  =    d) – anima senziente,   e) – anima razionale, f) – anima  cosciente

L’anima  spirituale superiore, in cui è presente l’Individualità umana o “Io superiore”

quale immagine archetipica creata dall’Elohim-Yahve  e protetta dall’Arcangelo Michele

nel mondo solare.

        •Spirito  =   g) – sé spirituale,  h) – spirito vitale,    i) – uomo spirituale

 

 A questo aspetto schematico se ne può aggiungere un altro settemplice, che Rudolf Steiner spiega dicendo che: “siccome il corpo senziente (c) e l’anima senziente (d) sono della stessa sostanza animica senziente, egli li riunisce in una unità astrale; la stessa cosa dicasi per l’anima cosciente (f) e il sé spirituale (g) essendo della stessa sostanza animica spirituale, per cui Rudolf Steiner suddivide l’uomo in modo settemplice, ossia:

Tav.2                   La  natura settemplice dell’articolazione umana

1 – Corpo fisico

2 – Corpo eterico

3 – Corpo astrale

4 – Io quale nucleo dell’anima razionale + l’anima cosciente

5 – sé spirituale quale corpo astrale trasformato

6 – spirito vitale quale corpo eterico trasformato

7 – uomo spirito quale corpo fisico trasformato

Come possiamo vedere l’anima cosciente è l’anello che si apre da una parte col mondo esterno tramite l’anima razionale e dall’altra col mondo divino tramite il sé spirituale. Pertanto l’anima cosciente assume di conseguenza un ruolo primario di equilibrio nell’evoluzione attuale, poiché l’uomo in alcuni casi  può  scendere di livello spirituale e di conseguenza morale, per via del materialismo scientifico moderno in tutto il suo genere filosofico, religioso e culturale, cui l’anima razionale può essere sedotta e stimolata (se non ha forze morali sufficienti) dagli esseri luciferici e arimanici,   nelle brame, passioni e i desideri dell’anima senziente, cui l’Io umano, non domina e sarebbe attratto inevitabilmente verso il basso, nell’animalità sensuale bestiale. (Vedi in merito la conferenza di Zurigo del 9 ottobre 1918, O.O.182, “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale”).Occorre quindi che l’anima cosciente provveda a cautelarsi verso queste forze tentatrici demoniache che tendono a irretirla e portarla verso il basso della scala evolutiva morale, cosicché non possa arrivare a realizzare la sua divinizzazione e quindi il ritorno e l’unione col “Padre Celeste”. Può farlo soltanto compenetrandosi della forza dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, così come riportato dai vangeli del nuovo testamento e interpretati dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Solo attraverso la Scienza dello Spirito possiamo prendere coscienza delle divinità dell’ostacolo che operano attualmente nella nostra evoluzione umana come correnti distruttrici e ostacolatrici dell’uomo, le quali sono a loro volta strumenti del male al servizio della “Bestia Apocalittica” menzionata da Giovanni nel libro dell’Apocalisse, e che conosciamo col nome di “Sorat”, cioè l’anticristo dell’Altissimo Dio solare.

Il compito dell’Io umano dunque nel nostro periodo evolutivo è quello di sviluppare l’anima cosciente attraverso la quale come abbiamo visto, può prendere coscienza della sua immagine divina superiore o sé spirituale, tramite cui può unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al “vero Io” del Cristo, ossia potrà prendere coscienza del motto paoliniano: “Non Io ma il Cristo in me” (Gal. 2,20). Possiamo chiarirci la differenza tra l’anima cosciente e il Sé spirituale, nel modo seguente: “Mentre l’anima cosciente nell’osservare la natura delle cose nel mondo fisico, tocca la verità indipendentemente da qualsiasi simpatia o antipatia esistente in sé, il sé spirituale porta in sé la medesima verità ma accolta e abbracciata dall’io [dall’Io superiore], da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo [anima cosciente] dell’uomo. Poiché la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’io, l’ ”io” stesso [l’Io inferiore], consegue l’eternità ( Teosofia pag. 40). Per meglio chiarire questo concetto, diciamo che: poiché la verità è eterna e si è in tal modo individualizzata e congiunta con l’Io superiore, anche l’io inferiore essendo strettamente congiunto con l’Io superiore (nell’anima cosciente) consegue di conseguenza l’eternità, ossia si eternizza man mano che diviene più perfetto. Dobbiamo comprendere questa eternizzazione dell’Io inferiore nel senso che, la nostra coscienza di veglia dell’Io terreno continuerà ad esistere anche dopo la morte, ossia l’uomo non perderà più la sua coscienza di veglia come succede ora durante il sonno, ma essa continuerà ad esistere anche dopo la morte grazie al Cristo. E possiamo ancora aggiungere, dicendo che quanto più l’anima umana (anima cosciente) si compenetra di verità e saggezza attraverso la sua esperienza terrena, tanti più frutti l’Io inferiore potrà offrire al suo Io superiore che tenderà ad elevarsi e ad espandersi sempre più nel mondo spirituale, in modo da accogliere maggiormente a dei gradi superiori, la verità e la saggezza dallo Spirito universale. Questo ingrandirsi maggiormente nel mondo spirituale, darà la possibilità all’io inferiore di conquistare quelle facoltà spirituali che potranno dargli la forza attraverso le esperienze terrene di elevarsi a dei gradi di coscienza superiori in modo da ri-unirsi come suddetto, non solo con l’Io superiore, ma anche con il “Vero Io” del Cristo.

Collegno 1 giugno 2013                                               Antonio Coscia

agg. Marzo 2019

Sopra:   Raffaello,  disputa  del sacramento, nella stanza della Segnatura, Vaticano.

 

 

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia II

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«L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre

lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo».     (Rudolf Steiner)

  2. La via divina I

              Quasi in tutti i libri della Scienza dello Spirito o antroposofia pubblicati in Italia, troviamo scritto a fine pagina della quarta di copertina le parole sopracitate pronunciate da Rudolf Steiner quale sintesi della missione divina – umana dell’”Essere Anthroposophia”6, il cui compito è fare affluire nell’anima umana la giusta conoscenza, in modo che l’uomo ritorni alla vita divina universale, quale sua origine spirituale. Dalle parole citate possiamo prendere coscienza, se accolte senza pregiudizio, che l’Anthroposophia non è un pensiero filosofico scaturito da una logica intellettuale fondata sulla storia di un fatto esteriore o di uno stato d’animo interiore, ma è un qualcosa che si fonda su di un pensiero puro veggente, il quale può andare oltre la dimensione terrena fino a “toccare spiritualmente” altri mondi di altissime dimensioni, cui la coscienza veggente può partecipare alla vita spirituale quale manifestazione delle diverse intelligenze divine spirituali. Tra queste Entità divine, Rudolf Steiner ci parla di un “Essere reale” il quale è l’”Archetipo divino” di una parte delle gerarchie superiori all’uomo e che conosciamo col nome di “Divina Sofia”7, la quale è costituita da “sette arti” spirituali il cui ultimo arto, si manifesta nel mondo umano quale “Anthroposophia”. Egli ci rivela ancora attraverso la Scienza dello Spirito da lui fondata nel 1913 dopo la separazione dalla Società Teosofica, che tutte le Entità gerarchiche partecipano dai mondi spirituali seguendo con attenzione l’evoluzione umana, facendo fluire attraverso la loro messaggera spirituale nell’ambito della Terra, la nuova conoscenza moderna ispirando uomini evoluti i quali, sono chiamati “Iniziati” o “Bodhisattva”8 da cui fluì nel secolo scorso la nuova rivelazione spirituale, quale evento di un rinnovato cristianesimo. Da questo possiamo intuire per chi cerca la verità con amore e con assiduo sforzo e modestia, (scevro da qualsiasi forma di pregiudizio) che, ancor prima di essere studiata, l’Anthroposophia possa manifestarsi attraverso la voce interiore o intuizione del cuore (anche i cuori possono avere pensieri), come una “Entità Spirituale a noi vicino e non come un’astratta filosofia del pensiero intellettuale moderno. Un Entità spirituale dunque che si presenta come una specie di “Maestro spirituale invisibile” che vuole unire l’umanità attuale (scesa troppo in basso nel materialismo) alla sua origine divina, elevandola al mondo degli Dei, alla patria perduta a causa del peccato originale, laddove potrà unirsi con la sua “immagine divina” o Io superiore. Tutte le religioni della Terra sono state date attraverso un Maestro umano chiamato dalla saggezza orientale bodhisattva (vedi più avanti) il quale, era ispirato da una saggezza divina superiore universale ossia dalla divina Sofia, la quale a sua volta è mediatrice dello Spirito Santo. Dobbiamo imparare a distinguere quest’Entità divina che nei tempi antichi e ancora oggi, è confusa con lo Spirito Santo il terzo aspetto della Trinità divina universale, la quale è l’Archetipo di tutte le gerarchie spirituali che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino agli Angeli e tramite l’Anthroposophia, a tutta l’umanità quando questa arriverà a realizzare la sua meta terrena.

L’Anthrophosofia vuole condurre direttamente l’uomo moderno del quinto periodo  dello sviluppo  dell’”anima cosciente”, unendolo allo spirito cosmico universale cioè il Cristo, attraverso una sorta di “religione divina” (da non confondere con le religioni attuali che sono per lo più istituzionali e con una forte coloritura materialista che lederebbero la libera volontà umana del vero ricercatore dello spirito)  cui ognuno può a tutta prima unirsi ad essa, tramite la mediazione della Scienza dello Spirito o  antroposofia. Lo scopo di quest’Archetipo umano, è quello di ispirare   e  di  unirsi  a tutta l’umanità, ma in un primo momento, potranno farlo soltanto  quelle anime che sono già entro uno sviluppo superiore spirituale, iniziato nel primo decennio del quindicesimo secolo. Sostanzialmente possiamo dire che in generale, l’umanità dal 1413 in poi, è entrata nello sviluppo del quinto periodo di cultura9 detto periodo dell’anima cosciente o dell’intelletto che durerà fino alla metà del quarto millennio, cioè circa fino al 3573. In questo sviluppo dell’anima cosciente è interessata in modo consapevole o incosciente la gran parte dell’umanità attuale e in modo particolare, tutte quelle anime umane che in qualche modo tendono all’autocoscienza, cioè a usare il pensiero come facoltà intellettuale per autoconoscersi come un “essere autonomo e libero” o, in modo più esplicito, al significato della famosa locuzione platonica: “Conosci te stesso”. Quasi tutta l’umanità attuale è in questo cammino di autoconoscenza chi più chi meno che lo voglia o no, dopo essere passati attraverso il quarto periodo greco-romano, cioè dallo sviluppo del pensiero razionale o della ragione, al quinto periodo del pensiero intellettivo  veggente dell’anima cosciente. Siamo cioè entrati da circa sette secoli, nel periodo in cui il pensiero umano è andato gradatamente rafforzandosi ed evolvendosi fino ad afferrarsi come un individuo a sé, come una personalità umana dotata di un “io individuale e autonomo” che ora deve però elevarsi attraverso uno sviluppo morale e spirituale, fino ad autoconoscersi non solo come un io autonomo e libero, ma avente in sé un che di divino. Questo lavoro di trasformazione del pensiero e della coscienza morale dell’io, è ancora in una lunga fase evolutiva che ha avuto inizio col mistero del Golgotha, ossia con l’unione del Cristo in Gesù di Nazareth, fino a raggiungere attraverso diversi stati di Epoche e di periodi futuri la sua meta finale, ovverosia a quel prossimo eone chiamato nell’Apocalisse di Giovanni la “Gerusalemme Celeste o Eone di Giove”10. Perciò il pensiero e la coscienza umana, devono passare ancora attraverso diverse metamorfosi umane-divine prima di giungere in quel remotissimo futuro in cui l’uomo salirà al gradino angelico come decima gerarchia, cioè come “Angeli dell’amore e della libertà”. Pertanto l’evoluzione prosegue verso lo sviluppo di facoltà nuove superiori dell’intelletto umano e l’uomo non può fare a meno di seguire ed evolversi verso i mondi divini dello spirito, se non vuole restare indietro con delle “tragiche conseguenze animiche e spirituali” che ne potrebbero derivare per la sua natura superiore umana, in divenire.

L’umanità deve proseguire attraverso quelle vie spirituali che man mano si presenteranno nell’evoluzione terrestre, come nuove correnti spirituali nate da nuove rivelazioni divine ispirate dai messaggeri dello spirito, ossia dagli iniziati veggenti e i  Bodhisattva o Maestri dell’umanità che, agendo nel rispetto della volontà umana fanno affluire attraverso le loro dottrine, nuovi aspetti della verità divina. Questo ci dà la possibilità di proseguire tramite queste nuove conoscenze dello spirito, nel giusto cammino evolutivo verso “la via divina”, alfine di purificarci e rafforzarci moralmente in modo da realizzare attraverso un evoluzione normale, lo sviluppo dell’anima cosciente entro la data sopra descritta, anzi per certi versi,  dovremmo realizzare l’anima cosciente già prima che il periodo micheliano11 possa terminare, ossia verso la fine del XXIII secolo, quando a Michele subentrerà l’epoca dell’Arcangelo “Orifiele”. Soltanto attraverso la via indicatoci dai maestri dell’umanità, possiamo sperare di realizzare nel modo giusto l’anima cosciente, il “Figlio dell’uomo”, come massima manifestazione del nostro io inferiore e quale espressione dell’autocoscienza umana autonoma e libera che ci permetterà di unirci non solo al nostro Archetipo divino superiore (Sé spirituale dell’umanità), ma anche  al nostro Io individuale superiore, ossia all’immagine archetipica originaria lasciata indietro nell’epoca paradisiaca, a causa del peccato originale. Oggi come suaccennato, siamo ancora tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente e volendo, possiamo accelerare questo processo evolutivo spirituale avendo la possibilità tramite la via esoterica moderna rosicruciana della Scienza antroposofica, di compiere un lavoro autocosciente su noi stessi, anticipando così lo sviluppo e la realizzazione di quest’arto animico che è in relazione con quella parte della natura umana di cui è più rappresentativa la facoltà volitiva, la quale è in rapporto con le nostre membra, ossia il metabolismo e gli arti  del nostro corpo fisico. Per questo oggi i misteri dell’iniziazione moderna sono definiti «misteri della volontà», in quanto  Rudolf Steiner quale principio della Tripartizione umana, divide l’uomo nel sistema del “capo” cui comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale),  nel “torace o ritmico” che comprende  cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), e  nel sistema del ricambio e degli arti che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico-motorio).  Egli in questo principio tripartitico porta a conoscenza l’importanza di comprendere l’uomo come un “Essere tripartito” dividendolo appunto, in uomo  del   capo  in relazione al pensare, l’uomo del petto  in relazione al sentire, e l’uomo delle membra  in relazione al volere». Pertanto  è importante che il discepolo dello spirito  che voglia percorrere la via spirituale moderna, debba curare e porre molta attenzione allo sviluppo della volontà umana, la quale appunto è in relazione al giusto sviluppo dell’anima cosciente.   (II. Continua)

 Collegno 1 giugno 2013                                              Antonio Coscia

  Agg.    Febbraio   2019

Sopra: Particolare del vecchio Goetheanum in legno bruciato nel    Dicembre del 1922

 Note Integrative

6      È difficile definire in una nota che cosa sia l’Anthroposophia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.  Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

7      La divina Sofia o Sapienza divina, è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare dai Cherubini, dagli Spiriti di Saggezza e dagli Angeli. La Divina Sapienza invece è un’Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino all’uomo, cioè   tramite l’Essere Anthrophosofia la quale opera attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, agli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini come decima gerarchia, il cui archetipo è appunto l’Anthrophosofia, la cui nascita dobbiamo collocarla nel periodo abramitico.  Cosicché possiamo dire che quest’Essere è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini, su fino agli Spiriti della Saggezza. E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela alla gerarchia superiore, cioè i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina ma esiste soltanto come androgino asessuato. La differenza nel fatto che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte in quella maschile, dipende dalla loro manifestazione nel mondo dell’anima umana. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile.

Nel 5° sigillo apocalittico, è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la “Celeste Sofia sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera» (vedi libro citato alla nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag.  303-305).

 8      Un Bodhisattva è un uomo molto evoluto che ha già superato notevolmente l’evoluzione normale dell’umanità attuale, poco manca per entrare nel rango angelico e a quel punto egli non s’incarna più sulla Terra, ma continua la sua evoluzione nel mondo spirituale come Angelo, da dove può agire nel corpo astrale dell’uomo. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa perché queste Entità spirituali bodhisattviche appartengono a diverse classi spirituali e in modo particolare alla categoria Celeste degli Arcangeli, gli arci-messaggeri divini, aiutati dall’alto dalla gerarchia delle Archai e dal basso dalla gerarchia degli Angeli. Queste tre categorie celesti formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che accolgono la saggezza divina nella sfera del Budhi, (vale a dire oltre la sfera delle stelle fisse o Devachan Superiore, oppure secondo un termine occidentale il «piano della Provvidenza») dove contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’Entità del Cristo-Sole. Quando giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi, ossia un “Arcangelo” (che sono i più rappresentativi in quanto perfezionano il loro corpo buddhico o del principio vitale), scende nei livelli spirituali inferiori terrestri ove ispira una «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani o dei buddha umani. Questi uomini evoluti bodhisattvici, vivono nell’ambito della sfera lunare e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti» che a loro volta, essi formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, i quali hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando si avvicina il momento, uno di essi scende sulla Terra per divulgare la sua dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, egli s’incarna circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure nel corpo eterico o anche a volte nel fisico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri evolute che possono essere “compenetrate spiritualmente”. Dimodoché abbiamo che una Personalità bodhisattvica umana, può essere compenetrata nel corpo eterico e/o nel corpo astrale, da diverse Entità bodhisattviche appartenenti ai piani divini superiori, fino agli spiriti del Movimento, dai quali accolgono la Sapienza divina da ispirare agli uomini, come loro “Dottrina”. Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per loro da un corpo materno, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango angelico e l’Angelo che lo guidava, è liberato dalla sua missione di guida salendo a livello di Arcangelo; per cui il bodhisattva che così ha raggiunto il grado di Buddha Celeste, non si reincarnerà mai più sulla Terra, ma volendo potrà agire dal mondo spirituale col suo corpo astrale trasformato o «Saṃbhogakāya» fin sul piano eterico umano.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva celesti dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura, che l’umanità impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro di cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando ai Bodhisattva, essi fanno parte del “collegio dei dodici” appartenenti alla comunità dello Spirito Santo e uno di questi ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera”, (si tratta dell’elevatissimo maestro esseno, chiamato Jeschu ben Pandira che fu molto confuso tra i filosofi greci, tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina, attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha, il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste”, menzionata nel vangelo di Giovanni.

9      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, passa attraverso sette stati di forma. Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura. Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura». Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci.

Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima cui seguirà poi dopo, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica» (origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo arto corporeo, cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Abbiamo poi un secondo periodo detto Paleo Persiano; un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui abbiamo sviluppato l’anima senziente, seguito dal quarto periodo greco-romano in cui abbiamo sviluppato l’anima razionale e finalmente nel nostro attuale, il quinto periodo di cultura anglofono-tedesco in cui stiamo sviluppando l’anima cosciente; cui, seguiranno un sesto e un settimo periodo di civiltà, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

10      Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come «La Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Buddhi, e in ultimo nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità Divina» similmente a quella che si manifestò alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Pertanto nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima!

11      Nella nota 9 abbiamo detto che ogni Epoca passa attraverso lo sviluppo di sette periodi di cultura di cui ognuno ha la durata di circa 2160, entro i quali gestiscono la guida sette Arcangeli o spiriti planetari che si susseguono singolarmente, ognuno per un periodo di circa 350 anni. Gli Arcangeli sono:

Orifiele spirito di Saturno (200 a.C. – 150 d.C.), Anaele spirito di Venere (150 – 500 d.C.), Zaccariele spirito di Giove (500 – 850 d.C.), Raffaele spirito di Mercurio (850 – 1190 d.C.), Samaele spirito di Marte (1190 – 1510 d.C.), Gabriele spirito della Luna (1510 – 1879 d.C.) e Michele spirito del Sole (1879 – 2233 d.C.)”.  Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro guida,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

 

 

 

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia I

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 PREFAZIONE

         Fino a pochi secoli fa la conoscenza era accessibile soltanto a poche persone, quelle cioè che la cercavano e avevano i requisiti morali per intraprendere un cammino spirituale esoterico sotto la severa guida di un Maestro. L’allievo doveva dimostrarsi degno della conoscenza e degli insegnamenti che gli venivano impartiti dal Maestro, attenendosi con assoluta obbedienza e fiducia a tutto ciò che gli era comunicato nel segreto dell’anima. Veniva così a crearsi sul piano fisico e su quello spirituale, un legame strettamente vincolante tra i due, che durava per tutto l’arco della vita e a volte, persino dopo la morte. La volontà dell’allievo era completamente sottomessa alla volontà del Maestro che guidava l’adepto per mano fino alla veggenza spirituale. Qualora questa sottomissione o mancanza di fiducia nei riguardi del Maestro fosse venuta meno, il vincolo spirituale tra i due veniva reciso immediatamente, lasciando l’allievo libero di percorrere il cammino sotto la propria responsabilità morale a rischio e pericolo che comportava l’entrare impreparato nel mondo astrale, senza l’aiuto di un Maestro che avesse già avuto un’esperienza chiaroveggente dei mondi spirituali superiori.

Oggi con il nuovo avvento dell’anima cosciente1 le cose sono alquanto diverse, perché essendo questa strettamente connessa al Sé spirituale e di conseguenza all’Individualità o Io superiore2, la volontà del discepolo non può più essere diretta da un altro uomo che sia esso Maestro, Istituzione religiosa, o, quant’altro che possa tendere a interdire il volere decisionale dell’allievo dello spirito. Lo sviluppo dell’anima cosciente deve avvenire esclusivamente attraverso azioni, sentimenti e pensieri, liberi da qualsiasi autorità coercitiva che tenda a sovrapporsi, ad annullare, la decisione che spetta esclusivamente all’allievo come espressione della libera volontà e della propria responsabilità morale, nella via esoterica da lui scelta. Il Maestro, pertanto, non può più agire secondo le regole antiche occulte, ma deve limitarsi soltanto a dare consigli, (quando gli siano richiesti) anche qualora possano essere inascoltati. Perciò la conoscenza non può più essere data per via occulta solo per pochi eletti com’era uso nel mondo antico prima del Cristo, cioè soltanto a quelli che erano scelti, oppure che avevano la possibilità finanziaria di frequentare le scuole occulte. Oggi la conoscenza deve essere alla portata di tutti, di qualsiasi persona ricca o povera che sia, che abbia delle facoltà intellettuali o meno, tutto ciò non ha più nessuna importanza, né può essere un vantaggio per quelli più acculturati. La sola cosa che più conta è l’amore per la conoscenza! amare la conoscenza con tutto il cuore e con tutta l’anima, vuol dire amare lo Spirito Santo che procede dal Cristo, lo stesso Spirito pentecostale che agì sugli apostoli tramite il calore, ossia, le “fiamme spirituali” che discesero sugli apostoli quale nuova “Coscienza individuale e libera”.

Ciò che più conta dunque è l’anelito interiore e l’entusiasmo con cui ci rapportiamo col mondo dello spirito, così che possiamo sentirci motivati e stimolati al conoscere, a voler comprendere il senso della vita umana su questo pianeta Terra: “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”.

Le istituzioni religiose attuali non possono darci queste risposte in quanto sono tutte desuete, nate nei periodi antichi della storia umana cui non si sono più come dire, aggiornate con nuove rivelazioni che possano adeguarsi ai tempi moderni, dove ci vedono testimoni ogni giorno di violenze, di contrasti tra chi non ha nulla e chi ha più del dovuto, di catastrofi che portano disagi e sofferenza. È un periodo cui il male va intensificandosi sempre più, iniziato maggiormente con la distruzione delle due Torri Gemelle, (le Twin Towers), situate nel centro degli Stati Uniti d’America all’inizio del nostro nuovo millennio. L’umanità è sempre più provata da tutto questo male che ci viene incontro, senza mai comprendere la vera causa spirituale o i motivi occulti che operano dall’inconscio collettivo di tutti e che molto spesso, restiamo impotenti per cui non resta che rimetterci alla volontà divina i cui misteri, ci dicono, non è dato conoscere. Dietro queste risposte dogmatiche, in verità, si cela tutto il disagio e l’incomprensione della teologia moderna cui non sa rispondere perché nei primi secoli del cristianesimo nascente, fu decretata eretica la dottrina della “Metensomatosi” (reincarnazione) accettata invece, da alcuni Padri della Chiesa tra cui Origene e confutando inoltre la dottrina tricotomica di Paolo di Tarso, secondo cui l’uomo è formato da «corpo, anima e spirito», dichiarata eretica durante il concilio di Costantinopoli dell’869 d.C.

Oggi grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia3, alcuni misteri divini del cristianesimo rosacruciano vengono svelati e resi pubblici al mondo profano, in quanto in modo particolare, proprio gli Dei partecipano in modo attivo a che nell’uomo moderno possa avvenire un risveglio animico-spirituale alfine che possa prepararsi al nuovo evento quale seconda venuta del Cristo eterico nel mondo elementare (astrale), adiacente alla Terra. Occorre soltanto volerlo, aprendoci con fiducia senza preconcetti e vagliando nello stesso tempo con la sana ragione, la conoscenza che c’è offerta dalla Scienza antroposofica con quella serietà che occorre avere per percorrere in modo giusto una via spirituale esoterica moderna. Se in cuor nostro siamo desiderosi di avvicinarci ai misteri divini dell’esistenza universale, allora l’”l’Entità guida” del nostro destino umano può manifestarsi a noi nel sogno o in altro modo, ispirandoci verso quei movimenti spirituali o, verso quei maestri cristiani che hanno saputo sviluppare in loro quella giusta umiltà spirituale che il Cristo insegnò ai discepoli quale gesto di lavare loro i piedi, da cui nacque il primo gradino del cammino mistico-cristiano, ossia: “La lavanda dei piedi”4. I veri Maestri cristiani, oggi, fanno affluire molta conoscenza nell’umanità attraverso la pubblicazione di moltissimi libri che possiamo trovare o comprare in una qualsiasi libreria o Biblioteca pubblica. Oppure avendo la possibilità, possiamo decidere di iscriverci ed essere attivi in quelle correnti spirituali che riteniamo più adatte alla nostra ricerca interiore e che maggiormente si adattano al nostro temperamento individuale, per percorrere insieme una via spirituale di studio in comune.

Questa riflessione nasce appunto dal fatto che a volte nelle serate di “gruppo di studio” della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, vengano a crearsi dei contrasti fra chi vuole impostare la serata di studio esclusivamente sullo studio dei testi antroposofici e chi invece, vuole piuttosto soffermarsi su di una lettura dialogica dei testi. Da questo contrasto nasce questa breve riflessione sul tema: “Il maestro e la nuova guida moderna”, il quale vorrebbe essere uno spunto sul come potremmo imparare a stare insieme nelle serate di studio e vivere in un modo più armonico la vita comunitaria antroposofica. È un articolo in cui l’autore non intende altro che esprimere modestamente un punto di vista sul come il lavoro spirituale antroposofico, potrebbe eventualmente essere svolto nelle serate di studio in comune, onde evitare inutili discussioni e disarmonizzazione del gruppo quando l’Antroposofia venga accolta e praticata secondo la sua vera essenza, vale a dire con amore e dedizione come insegnataci dal nostro maestro Rudolf Steiner, rispettando cioè il punto di vista degli altri:

       « Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona».        Rudolf Steiner, 28 febbraio 1923 – O.O. 25    (I. continua)

Collegno aprile 2016                                            Antonio Coscia

Agg. Febbraio 2019

Sopra: Il primo Goetheanum (denominato Johannesbau, “edificio di Giovanni”), costruito completamente in legno e distrutto totalmente nella notte di S. Silvestro del 1922 da un incendio doloso

Introduzione

         Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o antroposofia, la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà», ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

 Note Integrative

1    Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2   Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nel’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).  

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai). (Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

 3     Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim) cui l’io inferiore è solo un immagine, un riflesso; come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’uomo normale non è consapevole di quest’«Essere superiore» che gli è vicino in ogni istante della sua vita che dal mondo spirituale lo guida (inconsciamente) verso quel destino a volte, così doloroso, in modo che possa compensare i suoi errori e ripristinare la sua imperfezione morale. È quest’Entità spirituale che da mondi divini superiori s’incarna in ogni vita, solo che egli non scende fino al piano terreno, ma si ferma nell’ambito della sfera solare da dove proietta la sua immagine nel mondo fisico. L’immagine che egli proietta è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene e nei quali acquisì il grado morale e spirituale secondo lo sviluppo morale delle sue esperienze terrene. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze esperite in ogni vita. Perciò la personalità umana che rinnova in ogni vita, è la sintesi o l’estratto raggiunto nella vita precedente e porta in sé concentrato nei suoi arti corporei animici, gli errori e la forza morale sviluppata nella vita precedente: ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma». Il karma dunque è l’estratto delle azioni compiute dall’uomo nelle sue vite passate le quali sono indice di evoluzione e di condanna per quelle azioni scriteriate o sagge che compimmo nelle/a vita passate/a, le quali esigono il compenso o pareggio verso tutto ciò che abbiamo danneggiato sia nell’ambito naturale che in quello umano. Al di sopra dell’ “Io superiore”, Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un “Io” ancora più superiore che possiamo definire un “Entità superspirituale” il quale, è il “vero nocciolo” di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: “Il vero Io o Scintilla divina”.

Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione»,* dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io così: « L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze [che l’uomo fa] del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

* Sulla via dell’Iniziazione (la soglia del mondo spirituale) – O.O. 12 – Editrice Antroposofica Milano.

4      La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza che vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica, è l’”evento del Golgota”, cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

5      Nella via mistica cristiana si riconoscono sette scalini o gradi iniziatici quali:  « La Lavanda dei piedi,  la Flagellazione,  l’Incoronazione delle spine,  la Croce,   la Morte Mistica, la Sepoltura – Resurrezione,  la Resurrezione – Ascensione».