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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

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         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia II

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«L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre

lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo».     (Rudolf Steiner)

  2. La via divina I

              Quasi in tutti i libri della Scienza dello Spirito o antroposofia pubblicati in Italia, troviamo scritto a fine pagina della quarta di copertina le parole sopracitate pronunciate da Rudolf Steiner quale sintesi della missione divina – umana dell’”Essere Anthroposophia”6, il cui compito è fare affluire nell’anima umana la giusta conoscenza, in modo che l’uomo ritorni alla vita divina universale, quale sua origine spirituale. Dalle parole citate possiamo prendere coscienza, se accolte senza pregiudizio, che l’Anthroposophia non è un pensiero filosofico scaturito da una logica intellettuale fondata sulla storia di un fatto esteriore o di uno stato d’animo interiore, ma è un qualcosa che si fonda su di un pensiero puro veggente, il quale può andare oltre la dimensione terrena fino a “toccare spiritualmente” altri mondi di altissime dimensioni, cui la coscienza veggente può partecipare alla vita spirituale quale manifestazione delle diverse intelligenze divine spirituali. Tra queste Entità divine, Rudolf Steiner ci parla di un “Essere reale” il quale è l’”Archetipo divino” di una parte delle gerarchie superiori all’uomo e che conosciamo col nome di “Divina Sofia”7, la quale è costituita da “sette arti” spirituali il cui ultimo arto, si manifesta nel mondo umano quale “Anthroposophia”. Egli ci rivela ancora attraverso la Scienza dello Spirito da lui fondata nel 1913 dopo la separazione dalla Società Teosofica, che tutte le Entità gerarchiche partecipano dai mondi spirituali seguendo con attenzione l’evoluzione umana, facendo fluire attraverso la loro messaggera spirituale nell’ambito della Terra, la nuova conoscenza moderna ispirando uomini evoluti i quali, sono chiamati “Iniziati” o “Bodhisattva”8 da cui fluì nel secolo scorso la nuova rivelazione spirituale, quale evento di un rinnovato cristianesimo. Da questo possiamo intuire per chi cerca la verità con amore e con assiduo sforzo e modestia, (scevro da qualsiasi forma di pregiudizio) che, ancor prima di essere studiata, l’Anthroposophia possa manifestarsi attraverso la voce interiore o intuizione del cuore (anche i cuori possono avere pensieri), come una “Entità Spirituale a noi vicino e non come un’astratta filosofia del pensiero intellettuale moderno. Un Entità spirituale dunque che si presenta come una specie di “Maestro spirituale invisibile” che vuole unire l’umanità attuale (scesa troppo in basso nel materialismo) alla sua origine divina, elevandola al mondo degli Dei, alla patria perduta a causa del peccato originale, laddove potrà unirsi con la sua “immagine divina” o Io superiore. Tutte le religioni della Terra sono state date attraverso un Maestro umano chiamato dalla saggezza orientale bodhisattva (vedi più avanti) il quale, era ispirato da una saggezza divina superiore universale ossia dalla divina Sofia, la quale a sua volta è mediatrice dello Spirito Santo. Dobbiamo imparare a distinguere quest’Entità divina che nei tempi antichi e ancora oggi, è confusa con lo Spirito Santo il terzo aspetto della Trinità divina universale, la quale è l’Archetipo di tutte le gerarchie spirituali che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino agli Angeli e tramite l’Anthroposophia, a tutta l’umanità quando questa arriverà a realizzare la sua meta terrena.

L’Anthrophosofia vuole condurre direttamente l’uomo moderno del quinto periodo  dello sviluppo  dell’”anima cosciente”, unendolo allo spirito cosmico universale cioè il Cristo, attraverso una sorta di “religione divina” (da non confondere con le religioni attuali che sono per lo più istituzionali e con una forte coloritura materialista che lederebbero la libera volontà umana del vero ricercatore dello spirito)  cui ognuno può a tutta prima unirsi ad essa, tramite la mediazione della Scienza dello Spirito o  antroposofia. Lo scopo di quest’Archetipo umano, è quello di ispirare   e  di  unirsi  a tutta l’umanità, ma in un primo momento, potranno farlo soltanto  quelle anime che sono già entro uno sviluppo superiore spirituale, iniziato nel primo decennio del quindicesimo secolo. Sostanzialmente possiamo dire che in generale, l’umanità dal 1413 in poi, è entrata nello sviluppo del quinto periodo di cultura9 detto periodo dell’anima cosciente o dell’intelletto che durerà fino alla metà del quarto millennio, cioè circa fino al 3573. In questo sviluppo dell’anima cosciente è interessata in modo consapevole o incosciente la gran parte dell’umanità attuale e in modo particolare, tutte quelle anime umane che in qualche modo tendono all’autocoscienza, cioè a usare il pensiero come facoltà intellettuale per autoconoscersi come un “essere autonomo e libero” o, in modo più esplicito, al significato della famosa locuzione platonica: “Conosci te stesso”. Quasi tutta l’umanità attuale è in questo cammino di autoconoscenza chi più chi meno che lo voglia o no, dopo essere passati attraverso il quarto periodo greco-romano, cioè dallo sviluppo del pensiero razionale o della ragione, al quinto periodo del pensiero intellettivo  veggente dell’anima cosciente. Siamo cioè entrati da circa sette secoli, nel periodo in cui il pensiero umano è andato gradatamente rafforzandosi ed evolvendosi fino ad afferrarsi come un individuo a sé, come una personalità umana dotata di un “io individuale e autonomo” che ora deve però elevarsi attraverso uno sviluppo morale e spirituale, fino ad autoconoscersi non solo come un io autonomo e libero, ma avente in sé un che di divino. Questo lavoro di trasformazione del pensiero e della coscienza morale dell’io, è ancora in una lunga fase evolutiva che ha avuto inizio col mistero del Golgotha, ossia con l’unione del Cristo in Gesù di Nazareth, fino a raggiungere attraverso diversi stati di Epoche e di periodi futuri la sua meta finale, ovverosia a quel prossimo eone chiamato nell’Apocalisse di Giovanni la “Gerusalemme Celeste o Eone di Giove”10. Perciò il pensiero e la coscienza umana, devono passare ancora attraverso diverse metamorfosi umane-divine prima di giungere in quel remotissimo futuro in cui l’uomo salirà al gradino angelico come decima gerarchia, cioè come “Angeli dell’amore e della libertà”. Pertanto l’evoluzione prosegue verso lo sviluppo di facoltà nuove superiori dell’intelletto umano e l’uomo non può fare a meno di seguire ed evolversi verso i mondi divini dello spirito, se non vuole restare indietro con delle “tragiche conseguenze animiche e spirituali” che ne potrebbero derivare per la sua natura superiore umana, in divenire.

L’umanità deve proseguire attraverso quelle vie spirituali che man mano si presenteranno nell’evoluzione terrestre, come nuove correnti spirituali nate da nuove rivelazioni divine ispirate dai messaggeri dello spirito, ossia dagli iniziati veggenti e i  Bodhisattva o Maestri dell’umanità che, agendo nel rispetto della volontà umana fanno affluire attraverso le loro dottrine, nuovi aspetti della verità divina. Questo ci dà la possibilità di proseguire tramite queste nuove conoscenze dello spirito, nel giusto cammino evolutivo verso “la via divina”, alfine di purificarci e rafforzarci moralmente in modo da realizzare attraverso un evoluzione normale, lo sviluppo dell’anima cosciente entro la data sopra descritta, anzi per certi versi,  dovremmo realizzare l’anima cosciente già prima che il periodo micheliano11 possa terminare, ossia verso la fine del XXIII secolo, quando a Michele subentrerà l’epoca dell’Arcangelo “Orifiele”. Soltanto attraverso la via indicatoci dai maestri dell’umanità, possiamo sperare di realizzare nel modo giusto l’anima cosciente, il “Figlio dell’uomo”, come massima manifestazione del nostro io inferiore e quale espressione dell’autocoscienza umana autonoma e libera che ci permetterà di unirci non solo al nostro Archetipo divino superiore (Sé spirituale dell’umanità), ma anche  al nostro Io individuale superiore, ossia all’immagine archetipica originaria lasciata indietro nell’epoca paradisiaca, a causa del peccato originale. Oggi come suaccennato, siamo ancora tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente e volendo, possiamo accelerare questo processo evolutivo spirituale avendo la possibilità tramite la via esoterica moderna rosicruciana della Scienza antroposofica, di compiere un lavoro autocosciente su noi stessi, anticipando così lo sviluppo e la realizzazione di quest’arto animico che è in relazione con quella parte della natura umana di cui è più rappresentativa la facoltà volitiva, la quale è in rapporto con le nostre membra, ossia il metabolismo e gli arti  del nostro corpo fisico. Per questo oggi i misteri dell’iniziazione moderna sono definiti «misteri della volontà», in quanto  Rudolf Steiner quale principio della Tripartizione umana, divide l’uomo nel sistema del “capo” cui comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale),  nel “torace o ritmico” che comprende  cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), e  nel sistema del ricambio e degli arti che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico-motorio).  Egli in questo principio tripartitico porta a conoscenza l’importanza di comprendere l’uomo come un “Essere tripartito” dividendolo appunto, in uomo  del   capo  in relazione al pensare, l’uomo del petto  in relazione al sentire, e l’uomo delle membra  in relazione al volere». Pertanto  è importante che il discepolo dello spirito  che voglia percorrere la via spirituale moderna, debba curare e porre molta attenzione allo sviluppo della volontà umana, la quale appunto è in relazione al giusto sviluppo dell’anima cosciente.   (II. Continua)

 Collegno 1 giugno 2013                                              Antonio Coscia

  Agg.    Febbraio   2019

Sopra: Particolare del vecchio Goetheanum in legno bruciato nel    Dicembre del 1922

 Note Integrative

6      È difficile definire in una nota che cosa sia l’Anthroposophia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.  Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

7      La divina Sofia o Sapienza divina, è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare dai Cherubini, dagli Spiriti di Saggezza e dagli Angeli. La Divina Sapienza invece è un’Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino all’uomo, cioè   tramite l’Essere Anthrophosofia la quale opera attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, agli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini come decima gerarchia, il cui archetipo è appunto l’Anthrophosofia, la cui nascita dobbiamo collocarla nel periodo abramitico.  Cosicché possiamo dire che quest’Essere è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini, su fino agli Spiriti della Saggezza. E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela alla gerarchia superiore, cioè i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina ma esiste soltanto come androgino asessuato. La differenza nel fatto che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte in quella maschile, dipende dalla loro manifestazione nel mondo dell’anima umana. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile.

Nel 5° sigillo apocalittico, è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la “Celeste Sofia sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera» (vedi libro citato alla nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag.  303-305).

 8      Un Bodhisattva è un uomo molto evoluto che ha già superato notevolmente l’evoluzione normale dell’umanità attuale, poco manca per entrare nel rango angelico e a quel punto egli non s’incarna più sulla Terra, ma continua la sua evoluzione nel mondo spirituale come Angelo, da dove può agire nel corpo astrale dell’uomo. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa perché queste Entità spirituali bodhisattviche appartengono a diverse classi spirituali e in modo particolare alla categoria Celeste degli Arcangeli, gli arci-messaggeri divini, aiutati dall’alto dalla gerarchia delle Archai e dal basso dalla gerarchia degli Angeli. Queste tre categorie celesti formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che accolgono la saggezza divina nella sfera del Budhi, (vale a dire oltre la sfera delle stelle fisse o Devachan Superiore, oppure secondo un termine occidentale il «piano della Provvidenza») dove contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’Entità del Cristo-Sole. Quando giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi, ossia un “Arcangelo” (che sono i più rappresentativi in quanto perfezionano il loro corpo buddhico o del principio vitale), scende nei livelli spirituali inferiori terrestri ove ispira una «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani o dei buddha umani. Questi uomini evoluti bodhisattvici, vivono nell’ambito della sfera lunare e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti» che a loro volta, essi formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, i quali hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando si avvicina il momento, uno di essi scende sulla Terra per divulgare la sua dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, egli s’incarna circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure nel corpo eterico o anche a volte nel fisico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri evolute che possono essere “compenetrate spiritualmente”. Dimodoché abbiamo che una Personalità bodhisattvica umana, può essere compenetrata nel corpo eterico e/o nel corpo astrale, da diverse Entità bodhisattviche appartenenti ai piani divini superiori, fino agli spiriti del Movimento, dai quali accolgono la Sapienza divina da ispirare agli uomini, come loro “Dottrina”. Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per loro da un corpo materno, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango angelico e l’Angelo che lo guidava, è liberato dalla sua missione di guida salendo a livello di Arcangelo; per cui il bodhisattva che così ha raggiunto il grado di Buddha Celeste, non si reincarnerà mai più sulla Terra, ma volendo potrà agire dal mondo spirituale col suo corpo astrale trasformato o «Saṃbhogakāya» fin sul piano eterico umano.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva celesti dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura, che l’umanità impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro di cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando ai Bodhisattva, essi fanno parte del “collegio dei dodici” appartenenti alla comunità dello Spirito Santo e uno di questi ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera”, (si tratta dell’elevatissimo maestro esseno, chiamato Jeschu ben Pandira che fu molto confuso tra i filosofi greci, tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina, attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha, il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste”, menzionata nel vangelo di Giovanni.

9      Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, passa attraverso sette stati di forma. Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura. Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura». Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci.

Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima cui seguirà poi dopo, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica» (origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo arto corporeo, cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico. Abbiamo poi un secondo periodo detto Paleo Persiano; un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui abbiamo sviluppato l’anima senziente, seguito dal quarto periodo greco-romano in cui abbiamo sviluppato l’anima razionale e finalmente nel nostro attuale, il quinto periodo di cultura anglofono-tedesco in cui stiamo sviluppando l’anima cosciente; cui, seguiranno un sesto e un settimo periodo di civiltà, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale.

10      Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come «La Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Buddhi, e in ultimo nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità Divina» similmente a quella che si manifestò alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Pertanto nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima!

11      Nella nota 9 abbiamo detto che ogni Epoca passa attraverso lo sviluppo di sette periodi di cultura di cui ognuno ha la durata di circa 2160, entro i quali gestiscono la guida sette Arcangeli o spiriti planetari che si susseguono singolarmente, ognuno per un periodo di circa 350 anni. Gli Arcangeli sono:

Orifiele spirito di Saturno (200 a.C. – 150 d.C.), Anaele spirito di Venere (150 – 500 d.C.), Zaccariele spirito di Giove (500 – 850 d.C.), Raffaele spirito di Mercurio (850 – 1190 d.C.), Samaele spirito di Marte (1190 – 1510 d.C.), Gabriele spirito della Luna (1510 – 1879 d.C.) e Michele spirito del Sole (1879 – 2233 d.C.)”.  Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro guida,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

 

 

 

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia I

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 PREFAZIONE

         Fino a pochi secoli fa la conoscenza era accessibile soltanto a poche persone, quelle cioè che la cercavano e avevano i requisiti morali per intraprendere un cammino spirituale esoterico sotto la severa guida di un Maestro. L’allievo doveva dimostrarsi degno della conoscenza e degli insegnamenti che gli venivano impartiti dal Maestro, attenendosi con assoluta obbedienza e fiducia a tutto ciò che gli era comunicato nel segreto dell’anima. Veniva così a crearsi sul piano fisico e su quello spirituale, un legame strettamente vincolante tra i due, che durava per tutto l’arco della vita e a volte, persino dopo la morte. La volontà dell’allievo era completamente sottomessa alla volontà del Maestro che guidava l’adepto per mano fino alla veggenza spirituale. Qualora questa sottomissione o mancanza di fiducia nei riguardi del Maestro fosse venuta meno, il vincolo spirituale tra i due veniva reciso immediatamente, lasciando l’allievo libero di percorrere il cammino sotto la propria responsabilità morale a rischio e pericolo che comportava l’entrare impreparato nel mondo astrale, senza l’aiuto di un Maestro che avesse già avuto un’esperienza chiaroveggente dei mondi spirituali superiori.

Oggi con il nuovo avvento dell’anima cosciente1 le cose sono alquanto diverse, perché essendo questa strettamente connessa al Sé spirituale e di conseguenza all’Individualità o Io superiore2, la volontà del discepolo non può più essere diretta da un altro uomo che sia esso Maestro, Istituzione religiosa, o, quant’altro che possa tendere a interdire il volere decisionale dell’allievo dello spirito. Lo sviluppo dell’anima cosciente deve avvenire esclusivamente attraverso azioni, sentimenti e pensieri, liberi da qualsiasi autorità coercitiva che tenda a sovrapporsi, ad annullare, la decisione che spetta esclusivamente all’allievo come espressione della libera volontà e della propria responsabilità morale, nella via esoterica da lui scelta. Il Maestro, pertanto, non può più agire secondo le regole antiche occulte, ma deve limitarsi soltanto a dare consigli, (quando gli siano richiesti) anche qualora possano essere inascoltati. Perciò la conoscenza non può più essere data per via occulta solo per pochi eletti com’era uso nel mondo antico prima del Cristo, cioè soltanto a quelli che erano scelti, oppure che avevano la possibilità finanziaria di frequentare le scuole occulte. Oggi la conoscenza deve essere alla portata di tutti, di qualsiasi persona ricca o povera che sia, che abbia delle facoltà intellettuali o meno, tutto ciò non ha più nessuna importanza, né può essere un vantaggio per quelli più acculturati. La sola cosa che più conta è l’amore per la conoscenza! amare la conoscenza con tutto il cuore e con tutta l’anima, vuol dire amare lo Spirito Santo che procede dal Cristo, lo stesso Spirito pentecostale che agì sugli apostoli tramite il calore, ossia, le “fiamme spirituali” che discesero sugli apostoli quale nuova “Coscienza individuale e libera”.

Ciò che più conta dunque è l’anelito interiore e l’entusiasmo con cui ci rapportiamo col mondo dello spirito, così che possiamo sentirci motivati e stimolati al conoscere, a voler comprendere il senso della vita umana su questo pianeta Terra: “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”.

Le istituzioni religiose attuali non possono darci queste risposte in quanto sono tutte desuete, nate nei periodi antichi della storia umana cui non si sono più come dire, aggiornate con nuove rivelazioni che possano adeguarsi ai tempi moderni, dove ci vedono testimoni ogni giorno di violenze, di contrasti tra chi non ha nulla e chi ha più del dovuto, di catastrofi che portano disagi e sofferenza. È un periodo cui il male va intensificandosi sempre più, iniziato maggiormente con la distruzione delle due Torri Gemelle, (le Twin Towers), situate nel centro degli Stati Uniti d’America all’inizio del nostro nuovo millennio. L’umanità è sempre più provata da tutto questo male che ci viene incontro, senza mai comprendere la vera causa spirituale o i motivi occulti che operano dall’inconscio collettivo di tutti e che molto spesso, restiamo impotenti per cui non resta che rimetterci alla volontà divina i cui misteri, ci dicono, non è dato conoscere. Dietro queste risposte dogmatiche, in verità, si cela tutto il disagio e l’incomprensione della teologia moderna cui non sa rispondere perché nei primi secoli del cristianesimo nascente, fu decretata eretica la dottrina della “Metensomatosi” (reincarnazione) accettata invece, da alcuni Padri della Chiesa tra cui Origene e confutando inoltre la dottrina tricotomica di Paolo di Tarso, secondo cui l’uomo è formato da «corpo, anima e spirito», dichiarata eretica durante il concilio di Costantinopoli dell’869 d.C.

Oggi grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia3, alcuni misteri divini del cristianesimo rosacruciano vengono svelati e resi pubblici al mondo profano, in quanto in modo particolare, proprio gli Dei partecipano in modo attivo a che nell’uomo moderno possa avvenire un risveglio animico-spirituale alfine che possa prepararsi al nuovo evento quale seconda venuta del Cristo eterico nel mondo elementare (astrale), adiacente alla Terra. Occorre soltanto volerlo, aprendoci con fiducia senza preconcetti e vagliando nello stesso tempo con la sana ragione, la conoscenza che c’è offerta dalla Scienza antroposofica con quella serietà che occorre avere per percorrere in modo giusto una via spirituale esoterica moderna. Se in cuor nostro siamo desiderosi di avvicinarci ai misteri divini dell’esistenza universale, allora l’”l’Entità guida” del nostro destino umano può manifestarsi a noi nel sogno o in altro modo, ispirandoci verso quei movimenti spirituali o, verso quei maestri cristiani che hanno saputo sviluppare in loro quella giusta umiltà spirituale che il Cristo insegnò ai discepoli quale gesto di lavare loro i piedi, da cui nacque il primo gradino del cammino mistico-cristiano, ossia: “La lavanda dei piedi”4. I veri Maestri cristiani, oggi, fanno affluire molta conoscenza nell’umanità attraverso la pubblicazione di moltissimi libri che possiamo trovare o comprare in una qualsiasi libreria o Biblioteca pubblica. Oppure avendo la possibilità, possiamo decidere di iscriverci ed essere attivi in quelle correnti spirituali che riteniamo più adatte alla nostra ricerca interiore e che maggiormente si adattano al nostro temperamento individuale, per percorrere insieme una via spirituale di studio in comune.

Questa riflessione nasce appunto dal fatto che a volte nelle serate di “gruppo di studio” della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, vengano a crearsi dei contrasti fra chi vuole impostare la serata di studio esclusivamente sullo studio dei testi antroposofici e chi invece, vuole piuttosto soffermarsi su di una lettura dialogica dei testi. Da questo contrasto nasce questa breve riflessione sul tema: “Il maestro e la nuova guida moderna”, il quale vorrebbe essere uno spunto sul come potremmo imparare a stare insieme nelle serate di studio e vivere in un modo più armonico la vita comunitaria antroposofica. È un articolo in cui l’autore non intende altro che esprimere modestamente un punto di vista sul come il lavoro spirituale antroposofico, potrebbe eventualmente essere svolto nelle serate di studio in comune, onde evitare inutili discussioni e disarmonizzazione del gruppo quando l’Antroposofia venga accolta e praticata secondo la sua vera essenza, vale a dire con amore e dedizione come insegnataci dal nostro maestro Rudolf Steiner, rispettando cioè il punto di vista degli altri:

       « Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona».        Rudolf Steiner, 28 febbraio 1923 – O.O. 25    (I. continua)

Collegno aprile 2016                                            Antonio Coscia

Agg. Febbraio 2019

Sopra: Il primo Goetheanum (denominato Johannesbau, “edificio di Giovanni”), costruito completamente in legno e distrutto totalmente nella notte di S. Silvestro del 1922 da un incendio doloso

Introduzione

         Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o antroposofia, la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà», ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

 Note Integrative

1    Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2   L’Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’io inferiore può risvegliarsi e autoconoscersi afferrandosi quale essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino dal quale è sempre guidato. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo».  Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:  « L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore ], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.)

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa, tramite cui possiamo entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai).

 3     Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim) cui l’io inferiore è solo un immagine, un riflesso; come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’uomo normale non è consapevole di quest’«Essere superiore» che gli è vicino in ogni istante della sua vita che dal mondo spirituale lo guida (inconsciamente) verso quel destino a volte, così doloroso, in modo che possa compensare i suoi errori e ripristinare la sua imperfezione morale. È quest’Entità spirituale che da mondi divini superiori s’incarna in ogni vita, solo che egli non scende fino al piano terreno, ma si ferma nell’ambito della sfera solare da dove proietta la sua immagine nel mondo fisico. L’immagine che egli proietta è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene e nei quali acquisì il grado morale e spirituale secondo lo sviluppo morale delle sue esperienze terrene. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze esperite in ogni vita. Perciò la personalità umana che rinnova in ogni vita, è la sintesi o l’estratto raggiunto nella vita precedente e porta in sé concentrato nei suoi arti corporei animici, gli errori e la forza morale sviluppata nella vita precedente: ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma». Il karma dunque è l’estratto delle azioni compiute dall’uomo nelle sue vite passate le quali sono indice di evoluzione e di condanna per quelle azioni scriteriate o sagge che compimmo nelle/a vita passate/a, le quali esigono il compenso o pareggio verso tutto ciò che abbiamo danneggiato sia nell’ambito naturale che in quello umano. Al di sopra dell’ “Io superiore”, Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un “Io” ancora più superiore che possiamo definire un “Entità superspirituale” il quale, è il “vero nocciolo” di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: “Il vero Io o Scintilla divina”.

Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione»,* dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io così: « L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze [che l’uomo fa] del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

* Sulla via dell’Iniziazione (la soglia del mondo spirituale) – O.O. 12 – Editrice Antroposofica Milano.

4      La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza che vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica, è l’”evento del Golgota”, cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

5      Nella via mistica cristiana si riconoscono sette scalini o gradi iniziatici quali:  « La Lavanda dei piedi,  la Flagellazione,  l’Incoronazione delle spine,  la Croce,   la Morte Mistica, la Sepoltura – Resurrezione,  la Resurrezione – Ascensione».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano IV

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        Come abbiamo visto nell’articolo precedente, il bambino divino che festeggiamo a Natale è quella pura anima adamitica o natanica (secondo il vangelo di Luca), quale sintesi armonica proveniente dalle evoluzioni precedenti suaccennate (vedi articolo precedente) e dalla pura “sostanza-io” donata dagli Elohim solari e ulteriormente plasmata dall’Eloah lunare Yahve, la quale non subì la tentazione di Lucifero, in quanto fu sottratta dagli Dei prima che l’anima di Adamo fosse oscurata dagli influssi negativi appunto di Lucifero. Il Presepe quindi che prepariamo a Natale, non vuol essere altro che la rappresentazione plastica di quell’antico evento manifestatosi in Palestina alla “svolta dei tempi”, in cui quest’anima divina, il “Figlio di Dio”, s’incarnò per la prima volta in un corpo fisico come Gesù di Nazareth. E chi senza alcun pregiudizio accoglie questo evento che si rinnova ogni anno e lo fa vivere nel suo cuore, può trarne dei benefici sia a livello spirituale, sia mentale che fisico. Questo impulso divino, questo impulso archetipico della “fanciullezza virginea originaria ” o se vogliamo, quest’impulso d’amore, in quanto quest’anima è essenzialmente “amore”, poiché nacque dall’amore divino, ogni anno dalle lontananze cosmiche del nostro universo, si riversa sulla Terra tra gli uomini di buona volontà. Ogni anno questo impulso d’amore scende attraversando le “dodici costellazioni cosmiche”10 del nostro Zodiaco, rinnovando così tutta l’aura terrestre e colmando d’amore spirituale i cuori di tutti gli uomini di buona volontà! Di quegli uomini che accogliendolo si sforzano poi di metterlo in pratica diventando in tal modo i veri servitori del Cristo, affinché l’uomo e la Terra possano un giorno raggiungere la loro mèta attraverso la rinascita e redenzione dell’anima umana unita al suo vero nucleo spirituale superiore, cioè il vero Io11.

 L’uomo che più di tutti seppe accogliere questo “Impulso d’amore” e volle manifestare questo fatto mistico reale dell’evento di Palestina verso la fine della sua maturità spirituale, fu Francesco d’Assisi (1181-1226), che volle caratterizzare questo evento unificando la diversa simbologia esoterica cristiana antica e iconoclasta, sparsa nei diversi luoghi d’Italia. Egli seppe unire tutti i particolari della tradizione antica cristiana ispirato dal fuoco dell’“amore cosmico dello Spirito Santo” in una realtà vivente e reale, nella notte della ricorrenza del Natale del 1223 a Greggio. Nacque così il Presepe dall’ispirazione di S. Francesco dopo che questi si era recato in Palestina, nei luoghi sacri, alcuni anni prima della sua morte ove poté visitare i luoghi della nascita del Redentore. Al ritorno ad Assisi, maturò nella sua anima nell’arco di un triennio, la possibilità di dare alla gente semplice e comune di allora (per la maggior parte analfabeta) la possibilità di far rivivere rievocando l’evento di Palestina, durante la messa nella notte del 25 dicembre del 1223. Egli col consenso di papa Onorio III, preparò in modo non teatrale, ma avvicinandosi il più possibile realmente in modo realistico ai fatti avvenuti in Palestina, la nascita del bambino Gesù nella “greppia” di una grotta situata nel bosco di Greccio nei pressi di Rieti, donata dal suo amico Conte Giovanni Velita. Francesco allestì il tutto con cura secondo i ricordi di Palestina, con un entusiasmo e un ardore di amore e di fede sublime (che solo Lui era in grado di manifestare), evitando di mettere nel presepe vivente la sacra famiglia: “Maria, Giuseppe e il Bambino”. Essi rappresentavano il «leitmotiv» del culto divino che Francesco volle celebrare e offrire ai presenti (che non erano in grado di leggere le scritture, ma di accoglierle invece nel loro cuore come i pastori del Vangelo di Luca) attraverso una specie di «Transustanziazione» vivente del mistero del pane e del vino, della sacra messa. Egli voleva infondere il fuoco cristico della fede nei cuori dei più semplici così che attraverso la ricorrenza del Sacro Natale, potessero tutti loro rivivere in se stessi, ciò che Francesco aveva vissuto in Palestina nella “greppia di Betlemme”. Fu così che spiritualmente o meglio chiaroveggentemente alcuni dei presenti (in modo particolare il signore del Borgo Giovanni Velina) videro in modo reale animarsi nella grotta di Greccio, il Bambino Gesù nella “greppia”. Da allora ogni anno a Natale, si ripete spiritualmente il miracolo dell’amore che il Bambino Gesù o il Cristo Gesù, effonde su tutta la Terra anche in quei presepi fatti col cuore e con vera devozione e venerazione; soltanto che non possiamo vederlo con gli occhi dello spirito, poiché non siamo ancora maturi. Ma se nella mezzanotte del 24 dicembre invece di perderci nei tradizionali regali e ci mettiamo davanti al Presepe e nel silenzio dell’anima accogliamo con venerazione l’evento della nascita di Palestina, possiamo esperire nel calore del cuore quel «principio virgineo della fanciullezza» summenzionato, che rinnovandosi c’invita alla “pace e all’amore”, aiutandoci così a superare le nostre paure, il nostro egoismo e il pregiudizio di chi è diverso da noi.

Detto questo, è assurdo ora pensare che il Presepe possa nuocere la psiche dei bambini extracomunitari o altri, in quanto esso è un simbolo universale tramite il quale rinnoviamo un’antica tradizione che non deve morire, ma che deve rinnovarsi attraverso una nuova conoscenza che ci riporti alla comprensione dei veri valori antichi dei misteri cristiani, correggendo ciò che la teologia religiosa moderna non è più in grado di spiegare poiché è irrigidita nei suoi stessi dogmi. Avendo essa confutato la reincarnazione e la legge karmica e reso eretico la tricotomia di S. Paolo, in cui non riconosce più lo spirito nell’uomo, confutando in questo modo non solo lo Spirito Santo che discese sugli Apostoli nella Pentecoste, ma anche lo Spirito del Cristo che, può essere invece accolto e vivere in noi stessi, quando purifichiamo la nostra anima e nobilitiamo il nostro “Io spirito”. La festa del Natale è ciò che appunto possiamo ridestare in noi grazie alla nascita del “Bambino Gesù”, “le forze virginee della fanciullezza”, con le quali possiamo risvegliarci quale evento di una nuova Pentecoste moderna, cosicché possiamo accogliere in noi l’impulso del Cristo il solo che può aiutarci a superare la paura e l’angoscia del terrore e del male che tanto travaglia la nostra anima moderna, in questo particolare momento evolutivo della storia umana.

La festa del Natale non va perciò considerata come una festa pagana o cattolica-cristiana, ma è la festa di tutta l’umanità, poiché il Cristo non nacque per salvare solo il popolo ebraico o il popolo pagano – romano, (i cosiddetti “gentili” secondo S. Paolo) ma nacque per salvare l’uomo! le parti costitutive umane dell’intera umanità, vale a dire: “ Il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’io umano”12, i quali erano ormai consunti, logori, a causa del peccato originale e dell’influenza degli spiriti dell’ostacolo che continuamente irretiscono gli uomini spingendoli verso l’odio e l’egoismo. Il cristianesimo, il vero impulso cristiano perciò, non può essere amministrato o diretto da un’istituzione religiosa, giacché esso è un impulso libero che non si fa imprigionare da dogma rigidi o settari. L’impulso del Golgota, così come quello della libertà, sono due facoltà spirituali che non possono essere dirette o controllate dal potere istituzionale di qualsiasi “Ente” sia esso religioso o laico, ma possono essere accolte e sviluppate soltanto da anime che sono stimolate interiormente dalla ricerca continua di quella verità che li liberi da qualsiasi dogma o pregiudizio religioso, cosicché possano realizzare in loro quella vera libertà che non nuoce, ma che innanzitutto rispetta la libertà altrui, poiché ogni loro azione sarà ispirata dalla vera dedizione e dal vero impulso d’amore verso gli altri. Pertanto ogni mussulmano, ogni cinese, ogni giapponese, ogni indiano, ogni uomo appartenente a qualsiasi popolo o etnia umana che realizzi in sé l’impulso del Golgotha, può sentirsi un vero cristiano in quanto che, il Cristo è quella “Somma divinità” del nostro sistema solare, al di là del quale, c’è solo il Dio Padre Universale.

Il Cristo è l’origine della “Verità” che si è riversata in ogni popolo, tramite le guide divine e le guide umane, attraverso le quali sono nate le diverse religioni in momenti e in luoghi diversi, ma che tutte alla fine, hanno una sola origine nel Cristo, nell’Io Sono l’Io Sono13. Egli durante gli eventi di Palestina entrò col “Battesimo nel Giordano” in Gesù di Nazareth, il rappresentante archetipico divino di tutta l’umanità, cioè la pura anima primordiale adamitica divina che festeggiamo il 25 dicembre e, che rappresentiamo in modo tradizionale attraverso il plastico del Presepe. Nulla vieta quindi di mettere nel Presepe un bambino ebreo o musulmano o di qualsiasi razza, poiché non è il colore che conta, ma è ciò che noi vogliamo rappresentare tramite l’immagine plastica del Presepe, vale a dire la rappresentazione di un fatto reale che avvenne in Palestina e che noi veneriamo non come il Dio personale dell’occidente, ma come l’emanazione del “Dio Figlio”, mandato dal “Dio Padre universale” da cui noi tutti discendiamo come umanità spirituale, alfine di salvare ed elevare l’uomo caduto troppo nel suo egoismo e materialismo terreno arimanico. Tutto questo lo vediamo realizzato oggettivamente attraverso l’immagine plastica del Presepe, (quando esso è costruito con vera dedizione del cuore) dove, l’umanità che rappresentiamo è un’umanità di pace, colma di devozione e venerazione per quel Bambino divino addormentato nella greppia, che aspetta di essere risvegliato da ognuno di noi, nell’oscura notte di un nuovo Natale dopo il solstizio d’inverno, ossia dopo che la luce ha rischiarato l’anima umana caduta nelle tenebre originarie della tentazione luciferica. Quel bambino siamo noi stessi, poiché siamo il riflesso di quella parte più profonda che dentro di noi aspetta di essere risvegliata, in modo da autoriconoscerci come un che di divino nato da Dio. E allora se abbiamo accolto da tutto questo, una nuova nozione di conoscenza sul Natale, di com’è costituito l’uomo, e qual è la sua mèta, possiamo pensare che tutto ciò non possa nuocere affatto alla psiche umana di qualsiasi bambino, di qualsiasi razza o etnia a cui appartenga, perché in lui nel suo profondo umano c’è una pura essenza universale che può essere stimolata la quale, è in rapporto al Maestro Divino che tanto tempo fa ebbe a dire: «Lasciate che i fanciulli vengano a me perché di essi è il regno dei cieli!».(Mt 19,13).  (Fine)

Collegno 15 dicembre 2015                                             Antonio Coscia

Agg. il 5 Gennaio del 2019

Sopra: Il buon Pastore – Bartolomé Esteban Pérez Murillo

 10    Sono le 12 costellazioni dello Zodiaco che si rispecchiano con le loro forze nel nostro sistema solare iniziando dall’alto verso il basso in un movimento a spirale, fino a raggiungere la nostra Terra, cioè: «Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci». Durante il periodo natalizio che va dal 24 al 6 gennaio rappresentano le “tredici notti sante” attraverso cui si rinnova l’impulso divino che duemila anni or sono scendendo dalle altezze spirituali esistenti di là dallo Zodiaco s’incarnò nel bambino di Nazareth in modo da accogliere come uomo durante il Battesimo nel Giordano, l’impulso divino della “Parola Cosmica” ossia ciò che noi chiamiamo Cristo. Queste tredici notti appunto, rappresentano il periodo che va dal 25 dicembre, cioè dalla nascita di Gesù di Nazareth (menzionato nel Vangelo di Luca e che venne stabilita a Roma da Papa Liberio il 25 dicembre del 354), fino al giorno 6 gennaio in cui nel primo cristianesimo delle origini veniva festeggiata la nascita del Cristo operata da Giovanni il Battista nelle acque del Giordano. L’uomo che viva queste tredici notti con vera devozione, può accentuare in sé tramite la forza di questo impulso divino lo sviluppo di forze chiaroveggenti ed essere così presente in spirito davanti ai fatti che si svolsero in Palestina.

La nascita del Cristo fino al 353 era festeggiata il 6 gennaio e rappresentava come sopramenzionato, la discesa del Cristo dal mondo della “Parola creatrice” situata oltre lo Zodiaco che attraversando le dodici costellazioni cosmiche, s’incorporò nell’uomo Gesù di Nazareth tramite il Battesimo nelle acque del Giordano. Giovanni compì l’ultimo battesimo con l’acqua su Gesù di Nazareth, che consisteva di immergere completamente i battezzandi nell’acqua del Giordano, fin quasi a fargli perdere i sensi per soffocamento. Questo faceva sì che il corpo eterico si allentasse dal fisico, in modo che l’anima si staccasse dal corpo e tramite una specie d’illuminazione iniziatica l’uomo diventava per un attimo veggente, per cui diveniva testimone attraverso delle immagini più reali del sogno di un mondo spirituale dal quale ricordava di essere disceso. In questo modo Giovanni preparava le anime attraverso la purificazione del corpo astrale, a riconoscere l’avvento del Messia predetto dai profeti dell’antico Testamento nella sua imminente venuta nel popolo ebraico.

La Chiesa cattolica, nel rituale del battesimo continua a battezzare con l’acqua aspergendola sopra la testa del neonato, ma il battesimo giovanneo con l’acqua come abbiamo visto, dopo l’avvento spirituale del Cristo non ebbe più valore, anche perché diventava troppo pericoloso, in quanto l’anima s’immergeva sempre di più nel corpo fisico e il battesimo praticato da Giovanni diveniva difficile e pericoloso per la vita dei battezzandi. Ecco perché tramite la venuta del Messia, (Cristo Gesù) il battesimo si trasformò da “Battesimo dell’acqua” a “Battesimo del Fuoco” dello Spirito Santo, vale a dire attraverso l’imposizione delle mani. Con l’andare del tempo però il cristianesimo delle origini andò sempre più modificandosi sotto il potere corrotto, prima degli Imperatori e poi del potere spirituale papalino, fino a che le origini del vero cristianesimo furono pressoché soffocate da atroci lotte fratricide e … altro. E ciò che oggi rimane del cristianesimo è solo la nascita del Bambino Gesù che fu istituita a Roma appunto da papa Liberio, il 25 dicembre del 354 al posto dalla nascita del Cristo che era festeggiata il 6 gennaio. Così l’Epifania del Cristo, divenne la festa delle streghe (la Befana) perdendo così con l’andare dei secoli, la conoscenza del Cristo Cosmico e al suo posto fu venerato sempre più la figura dell’uomo Gesù di Nazareth che per quanto nobile possa essere (che come abbiamo spiegato, si cela l’elevatissima individualità solare di Zarathustra) non è Dio, ma solo un uomo-dio. Questo è la gravità che si è macchiata la teologia cattolica, venerando il bambino divino al posto del Cristo; cosicché oggi, le anime occidentali continuano a venerare l’uomo-dio, ma hanno dimenticato il Cristo Cosmico, ossia l’“IO Sono l’IO Sono”.

11     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: « L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

(Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

12     Secondo la conoscenza della Scienza antroposofica l’uomo è costituito da quattro elementi che ha sviluppato durante antichi stati evolutivi passati che abbiamo chiamato: «Saturno, Sole, Luna e Terra» (vedi nota 8), egli svilupperà ancora tre elementi o parti della costituzione umana durante i seguenti periodi futuri di: «Giove, Venere e Vulcano», dopodiché seguirà ulteriori evoluzioni che non possono essere descritte, ma che l’Iniziato chiaroveggente vede come in una lontanissima visione, similmente a un panorama di quando si è su di un alta montagna. Occorre dire che essenzialmente l’uomo è composto di sette parti costitutive (già menzionate nella nota 9) di cui: «Corpo fisico, eterico, astrale, Io, sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito», di cui le tre parti superiori sono ancora in germe per la gran parte dell’umanità attuale. L’uomo normale è in un processo di purificazione non cosciente del corpo astrale, in cui l’Io umano lavora alla trasformazione e perfezione della sua anima, in modo da realizzare il giusto discernimento, il giusto equilibrio e la perfetta armonia, cosicché possa manifestarsi nel mondo umano quale Io che “pensa, che sente e che vuole” colmo d’amore. Queste tre facoltà dell’anima sono chiamate in Antroposofia: “Anima razionale, anima senziente e anima cosciente”, di cui l’Io umano ha finora sviluppato l’anima senziente nel periodo egizio – caldaico, l’anima razionale nel periodo greco-romano e attualmente dal 1413 in poi fino al 3573, ha iniziato a perfezionare (la gran massa umana in modo incosciente) l’anima cosciente, attraverso cui realizzerà in sé l’autocoscienza in modo da riconoscersi quale “Essere autonomo e libero”, avente in sé un frammento divino o Io superiore.

13     L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse con la “Divina Sofia” e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”. Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come Visva Karman e poi dopo da Zarathustra come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”. Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci, compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù.

Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive:  “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

 

 

 

BUON ANNO 2019

AUGURO A TUTTI I VISITATORI DEL BLOG “PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA”  UN FELICE E SERENO ANNO NUOVO 2019.

POSSA LA “LUCE DIVINA DEL CRISTO SOLE” SCALDARE I NOSTRI CUORI E ILLUMINARE  LE NOSTRE MENTI, AFFINCHE’ IL NOSTRO EGOISMO POSSA TRASFORMARSI IN UN IMPULSO D’AMORE CHE  PORTI UN PO’ DI PACE IN QUESTO  MONDO COSI’ AGGRESSIVO E VIOLENTO.  POSSANO MANI DI COLORE DIVERSO STRINGERSI E RITROVARSI COME ANTICHI FRATELLI FIGLI DI UNA STESSA MADRE TERRA.

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Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano III

 

Luciano Carbonera - Madonna col Bambino

             Per rispondere alla domanda chi è questo bambino “Figlio di Dio” che festeggiamo la notte del 24 di Dicembre, occorre andare indietro fino al primo terzo dell’Epoca chiamata “Lemurica”7, laddove secondo le comunicazioni della Scienza antroposofica l’uomo viveva in armonia col creato in uno stato simile all’animale, costituito solo da un corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale, costituitisi in antichi stati di coscienza chiamati “Saturno, Sole e Luna”8. Perciò dobbiamo pensare Adamo, a un  livello pressoché simile all’animale (certamente  molto diverso dall’animale attuale che è solo una scoria dell’uomo-animale antico) come un essere d’istinto, non ancora concupiscente, in quanto gli Dei non avevano ancora fatto gocciolare la loro sostanza dell’Io nel corpo astrale di Adamo9. Fu appunto durante gli ultimi due terzi dell’Epoca Lemurica e parte dell’Epoca Atlantica, cui gli Dei, mentre facevano gocciolare la loro sostanza dell’Io nel corpo astrale dell’uomo, degli Elohim rimasti indietro a livello di Archai durante l’evoluzione lunare precedente al nostro stato terrestre, vollero fare la stessa cosa, ma non furono in grado di farlo. Essi non avevano ancora maturato e perfezionato il loro arto inferiore dell’Io e per ultimo, il  loro corpo astrale che non era ancora del tutto purificato durante lo stato lunare, cosicché nell’ambito terrestre volendo fare la stessa cosa degli Elohim o spiriti della Forma (i loro antichi fratelli lunari), furono in grado di far fluire soltanto le loro forze astrali non purificate nell’astrale di Adamo, ossia dell’archetipo dell’umanità. Ciò ebbe come conseguenza che l’anima (o corpo astrale) di Adamo si divise in due parti di cui una superiore luminosa, cioè l’anima virginale proveniente dall’antico stato lunare, ossia l'”Adamo Celeste”, dove gli Dei creatori cioè gli Elohim normali  fecero fluire la loro sostanza dell’Io o, per meglio dire, in quella parte  che secondo il vangelo di Luca chiamiamo “Anima natanica” e che  s’incarnò per la prima volta come bambino Gesù di Nazareth a Betlemme di Palestina. Nell’altra parte inferiore che venne oscurata dagli spiriti-io, cioè le Archai o Elohim rimasti indietro, abbiamo invece  l’Adamo che dovette prendere la via verso  un’evoluzione più bassa, ossia l’incarnazione  nell’ambito terrestre e che nella Bibbia è descritta come la “cacciata” dal paradiso terrestre. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Berlino, il 29 febbraio 1908 da O.O. 102, in merito dice:

«Ora sull’antica Luna sono rimaste indietro entità [Archai o Spiriti della forma]che non sono riuscite a completare la loro evoluzione lunare … Tali influssi degli spiriti-io, irradiavano [sulla Terra] dentro il corpo astrale dell’uomo. Mentre per mezzo del penetrare dell’io degli Spiriti della Forma [Elohim, Potestà, Exusiai normali], il corpo astrale dell’uomo veniva trasformato, contemporaneamente irradiavano su di lui dagli spiriti-io (che non avevano portato l’io fino al punto degli Spiriti della Forma normali), forze più basse di quelle che avrebbero dovuto irradiare in un’evoluzione normale. Queste forze più basse agivano così che l’uomo si suddivise in una parte più alta e in un’altra più bassa. Così noi abbiamo dal gocciolare dell’io degli Spiriti della Forma l’io disposto al disinteresse [l’Io superiore] e, attraverso ciò che penetrò in lui dagli spiriti-io ritardatari, l’altro io [l’io inferiore] disposto all’indipendenza, all’egoismo. Questo è l’io che ancora non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. Queste urgono dentro e costringono il corpo astrale in modo che il corpo astrale è fatto di due specie: d’impulsi disinteressati più elevati [l’Io superiore], e di quelle passioni che sono penetrate dall’egoismo [l’io inferiore]. Esse sono entrate nell’uomo attraverso l’influsso degli spiriti-io e si ancorano in lui»;   (pag.156 rivista antroposofia Ottobre-Dicembre).

Come possiamo vedere da queste poche righe abbiamo la formazione di due nature umane, come suaccennato, da parte di due categorie di divinità di cui, quella superiore che possiamo chiamare l’”Immagine umana” che gli Elohim solari o Spiriti della Forma fecero fluire il loro “Io” disposto al disinteresse e che rappresenta la nostra “Individualità superiore” che s’incarna in ogni vita. La quale però, non scende fino a livello terreno, ma resta nel mondo spirituale solare da dove guida il riflesso dell’ “immagine-somiglianza inferiore”, cioè la nostra “Personalità umana” che a nostra insaputa spinge verso il destino cui deve realizzarsi il nostro karma terreno. La Bibbia espone questo fatto in modo simbolico laddove menziona il peccato originario e la caduta prematura di Adamo ed Eva sul suolo terrestre, in relazione alla disubbidienza a Dio nell’aver mangiato la “mela”, ossia il Manas (la conoscenza dell’albero del bene e del male), come dono tentatore di Lucifero. Di questo fatto negativo che causò la caduta precoce nell’ambito della materia più densa terrestre, causando all’uomo l’esperienza del dolore e della morte fisica e la separazione dal mondo spirituale e dalla sua origine divina, possiamo però trarne anche una parte positiva, ossia quello che determinò l’emancipazione e la libertà dell’uomo da Dio, come semplice specchio.

In realtà la cosa è di non facile comprensione e crea molte difficoltà, in chi non ha ancora dimestichezza nei confronti della conoscenza antroposofica, perché un altro fatto nel mentre si presentò nell’evoluzione cosmica – universale cui determinò l’ulteriore destino umano verso l’incarnazione terrestre. Ciò forse apparirà un po’ complicato per la sua comprensione spirituale, ma fu così che quando l’uomo o l’anima umana, discese verso l’incarnazione terrestre (che secondo i nostri creatori, ossia gli Elohim, avrebbe dovuto limitarsi soltanto all’esperienza aerea – liquida, ossia similmente agli uccelli senza toccare il suolo terrestre), delle Entità angeliche rimaste indietro durante la loro evoluzione umana sull’antico stato lunare, si unirono al corpo astrale umano per proseguire la loro evoluzione e ulteriore perfezionamento umano-angelico. Angeli ritardatari che non essendo riusciti a purificare completamente la loro anima (corpo astrale), s’insediarono nel corpo astrale dell’uomo in modo da continuare la loro evoluzione, non potendo evolvere né nella sfera angelica a loro preclusa, né sulla Terra in quanto non possedevano un corpo fisico perché ciò spetta solo all’evoluzione umana; per cui non restò che vivere come un parassita nell’astrale umano dove vivono tutt’ora. In questo modo essi cooperarono con gli spiriti-io o Elohim ritardatari a oscurare e ad appesantire il corpo astrale dell’uomo, si che come accennato si divise in due parti: una parte più pura e luminosa cui la sostanza dell’Io donato dagli Dei, poté penetrare e vivere come “Individualità” umana altruista o Io superiore nel mondo solare, da dove opera nel mondo umano terreno e l’altra parte più oscura, cui si annidano e sono ancorati gli Angeli luciferici rimasti indietro, dai quali deriva il nostro Io umano egoista che non si è ancora evoluto e che è ancora legato alle brame, alle passioni e ai desideri istillati e ispirati dagli Angeli luciferici.

Questo fatto determinò sì l’emancipazione dell’uomo dagli Dei, aprendo i suoi occhi fisici materiali cosicché iniziò a “vedere” il creato dall’esterno, ma anche la sua caduta in una materia più densa che gli Dei non avrebbero voluto. Il capo di questi Angeli ritardatari è chiamato Lucifero ed è simboleggiato dal “Serpente” che tenta i nostri progenitori biblici a mangiare la mela paradisiaca dell’albero del bene e del male, ossia ad accogliere la “Sapienza lunare” attraverso la quale l’uomo possa sviluppare in sé il libero arbitrio e attraverso il discernimento del bene dal male, realizzare in sé la coscienza dell’Io autonoma e libera. Ossia Lucifero donò all’uomo la possibilità della libertà e dell’autonomia dal mondo divino, ma come conseguenza anche la sofferenza e la morte sul piano fisico, cui toccò poi al Cristo attraverso l’evento del Golgotha, compensare questo “karma universale” divino,   con l’elargirci la ”Grazia” attraverso il sacrificio della morte e resurrezione, liberandoci dalla paura della morte. E con la redenzione sulla croce di Lucifero, (il ladrone alla Sua destra) Egli ci ha donato la nuova “Sapienza solare”, del nuovo Lucifero assurto a Spirito cosmico del Sole, grazie al quale possiamo accogliere tramite l’Impulso del Cristo il “corpo di risurrezione” e vincere la morte, collaborando altresì alla resurrezione della Terra, alfine che venga trasformata in un nuovo Sole.

A fronte di tutto questo dobbiamo aggiungere un altro fatto che può aiutarci a comprendere la nascita divina del bambino Gesù di Nazareth, che darà la possibilità all’Altissima Entità solare del Cristo, di penetrare nel suo corpo astrale durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano e dopo tre anni, fin nel suo corpo fisico nel giardino dei “Getsemani”.  Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito ci comunica che prima che avvenisse la tentazione e il gocciolamento dell’Io da parte degli Dei solari, venne separato da Adamo una parte della sua anima virginale e, poi dopo, anche una parte della sostanza dell’Io fatta gocciolare dagli Spiriti della Forma o Elohim solari che venne trattenuta e protetta dall’Arcangelo Michele nella “fortezza solare”. Quest’Essere virginale adamitico, è dunque l’archetipo divino di tutta l’umanità creato a immagine di Yahve o Jehovah, non toccato dall’influenza nefasta di Lucifero e protetto insieme all’Albero della vita, nella sfera solare da Michele. Difatti nella Bibbia è detto:

«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male, [l’albero della conoscenza dal quale Adamo si nutrì della conoscenza di Lucifero, per cui venne oscurato e separato dalla sua anima-immagine divina superiore]. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!” (…). “Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i Cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita”». (Gn 3,22-24).

Come possiamo leggere da queste poche righe, oltre all’albero del bene e del male c’era nel giardino di Eden  anche l’Albero della vita, cioè quella parte in nuce nell’uomo costituita dai tre principi spirituali superiori, vale a dire il germe del Sé spirituale dono dei Serafini, il Buddhi o spirito Vitale dono dei Cherubini e l’Uomo spirito o Atma dono dei Troni. L’anima virginale di Adamo essendo costituita da un puro corpo astrale e da un puro corpo eterico, è legata strettamente all’Albero della vita (il quale  vuole maggiormente rappresentare lo Spirito Vitale dell’anima divina superiore umana),  dove appunto sono protetti dall’Arcangelo Michele. Essa è sempre stata collegata spiritualmente all’evoluzione umana durante la discesa sulla Terra, sacrificandosi per tre volte per la salvezza dell’umanità. La prima volta avvenne nell’Epoca Lemurica che facendosi compenetrare dall’Entità del Cristo mise ordine negli organi di senso del corpo fisico umano. La seconda e la terza volta, avvenne nell’Epoca Atlantica, prima facendosi compenetrare dal Cristo nel corpo eterico per mettere ordine negli organi vitali dell’uomo e la seconda volta, facendosi compenetrare nel corpo Astrale per mettere ordine nell’anima umana armonizzando le tre facoltà umane, cioè il pensare, sentire e volere. La quarta volta fu durante l’evento del Golgotha, all’età di trent’anni, durante il Battesimo di Giovanni il Battista per la salvazione dell’Io umano, cui dovette per la prima volta incarnarsi sul piano fisico in un corpo di carne, come Gesù di Nazareth. Per far sì che questo evento fosse possibile, dovette essere preparato con la collaborazione di altre Entità spirituali evolute e, da altissimi iniziati solari sul piano fisico, cui senza la purezza di quest’anima, la quale era formata da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, quale sintesi armonica degli stati passati di Saturno, Sole e Luna, e con la collaborazione dell’altissimo Iniziato solare Zarathustra e del Buddha, con il suo  “Nirmāṇakāya”,  il Cristo non avrebbe potuto scendere e incorporarsi in un corpo umano.

Ecco perché  a mezzanotte del 24 di Dicembre, festeggiamo la festa del ricordo, la festa della fanciullezza virginea del “Figlio di Dio”, nato da Maria di Nazareth (un’incorporazione particolare della divina Sofia, attraverso l’anima incarnata di Eva-Maria, l’eterno femminino non toccato dalla tentazione luciferica), attraverso un processo iniziatico che avveniva solo nel segreto del Tempio da parte di altissimi iniziati-sacerdoti, i quali agivano di notte sull’eterico della  coppia umana facendo sì che la donna restasse incinta.  Maria di Nazareth non ebbe più figli, difatti Ella morirà giovanissima, pochissimi anni dopo aver partorito il bambino Gesù, per questo può essere considerata “vergine”, giacché non ci fu nessun contatto carnale col marito Giuseppe, ma avvenne tutto a livello eterico mentre i due dormivano insieme nel Tempio, ciò che oggi non sarebbe più possibile, in quanto il corpo eterico umano è entrato troppo nel corpo fisico; ma la scienza materialista, ha trovato il modo grazie alle forze arimaniche, di farlo tramite la nascita in vitro. Queste difatti vogliono significare le parole che l’Angelo volge a Maria nel vangelo di Luca:

” Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande  e chiamato Figlio dell’Altissimo; … Lo Spirito Santo scenderà su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1, 31-33).      (III. Continua)

Collegno,  Dicembre   2018                                                             Antonio Coscia

Sopra: Luciano Carbonera, Madonna col bambino

7    La Scienza antroposofica riferisce che: “L’Epoca Lemurica è un’epoca remotissima risalente a migliaia di anni fa, ed era situata a un dipresso fra Ceylon e Madagascar, e comprendeva anche l’attuale Asia Meridionale e talune parti dell’Africa. La Terra a quei tempi era molto diversa da quella attuale, la crosta terrestre del pianeta era ancora molle ed era minata e scossa dovunque da forze vulcaniche che erompevano in piccoli e grandi torrenti di fuoco. Potenti vulcani esistevano quasi dappertutto, in continua attività distruttrice, e gli uomini si erano abituati a tenere conto in tutte le loro azioni; anzi si servivano di quel fuoco nei loro lavori e nei loro ordinamenti: il fuoco naturale serviva loro di base, come oggi il fuoco artificiale serve al lavoro umano” (Dalle cronache dell’ Akasha, pag. 46-55. L’uomo in questo periodo è ancora simile all’animale, non avendo ancora ricevuto il “fuoco dell’Io” dagli Dei.

8     Saturno, Sole e Luna, sono tre antichi stati di coscienza risalenti a milioni di anni fa o “Eoni cosmici”, attraverso cui l’uomo nasce come germe spirituale quale dono della prima e della seconda gerarchia, le quali creano due principi degli arti umani, attraverso cui l’Io possa evolversi da creatura a creatore. In sintesi la Scienza antroposofica ci dice che l’evoluzione dell’uomo si compie attraversando sette stati di coscienza cosmici che chiamiamo: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, s’incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile e perfetta di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamato, “coscienza immaginativa”. Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova “Gerusalemme Celeste”. Seguirà l’evoluzione di Venere in cui svilupperà la “coscienza Ispirativa”, infine, nell’evoluzione di Vulcano la “coscienza Intuitiva”, dopodiché seguiranno cinque stati di coscienza che neanche il più alto chiaroveggente può seguire; alla fine l’uomo si manifesterà nell’ambito del cosmo stellare come creatore di un nuovo Zodiaco.

9    Anche gli Dei creatori o Elohim, hanno una natura articolata settemplice simile all’uomo, solo che mentre nell’uomo il corpo più basso comincia dal corpo fisico, poi l’eterico, l’astrale, l’Io, e i tre componenti superiori che egli dovrà ulteriormente sviluppare negli stati di coscienza futuri, ossia: “ Il Sé spirituale, lo spirito Vitale e l’Uomo spirito”, gli Spiriti della Forma o Elohim durante l’Epoca Lemurica avevano per corpo più basso l’Io, poi il Sé spirituale, lo Spirito Vitale, l’Uomo Spirito, poi un quinto corpo, un sesto corpo e un settimo corpo. Perciò quando essi fecero gocciolare il loro Io nell’uomo, ossia donarono all’uomo una parte della loro natura divina, essendo maturati come creatori durante l’evoluzione terrestre, acquisirono un nuovo corpo superiore, per cui nell’elargire il loro Io all’uomo, la loro natura settemplice restò invariata. Volendo capire come sono costituiti i nostri creatori o Elohim solari, dobbiamo partire dal loro corpo più basso, ossia il Sé spirituale, poi hanno uno Spirito Vitale, un Uomo Spirito, poi hanno un quarto, un quinto, un sesto e un settimo corpo.

 

 

 

 

BUON NATALE 2018

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 BUON NATALE

       A tutti i visitatori del Blog «PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA» e a tutti gli amici di Facebook un augurio di Buon Natale che possiate viverlo in armonia e pace con tutti i vostri familiari, cosicché questa festa universale possa essere commemorata come un impulso di speranza che riscaldi i nostri cuori e possa renderci migliori ed elevarci a quella «Patria divina spirituale» che abbiamo perduto, ma che attraverso questa festa dell’Ispirazione possiamo ritrovare, se con il cuore e con la nostra volontà accogliamo in noi questo impulso universale che non appartiene solo alla tradizione cattolica-cristiana, in quanto è una festa di tutta l’umanità istituita da papa Liborio nel 354 d.C. al posto della festa del «Dio Sole invitto» e quella dedicata al Dio Mitra. Egli (forse per un’ispirazione divina) sostituì la festa della nascita del Cristo che era festeggiata dai primi cristiani il 6 gennaio, con la nascita virginale del bambino divino Gesù di Nazareth menzionato nel Vangelo di Luca, dando così maggior rilievo e impulso al cristianesimo, il quale, essendo diventato religione di Stato grazie a Costantino il Grande, si fondava ora più su un evento storico che non di un evento mistico qual era stato con  la nascita del Cristo nel Giordano attraverso il Battesimo di Giovanni.  La Chiesa cattolica perse così il Cristo Cosmico, tenendosi il Cristo bambino, il «Figlio di Dio», il puro archetipo umano della fanciullezza non toccato dalle forze dell’ostacolo di Lucifero, incarnandosi per la prima volta come uomo a Betlemme e chiamato Gesù di Nazareth, cosicché  l’Epifania del Signore si trasformò nell’immagine della Befana, una strega volante sopra la scopa. Il 25 di Dicembre non festeggiamo dunque una festa pagana, o cattolica-cristiana, ma una festa universale della pura fanciullezza, di quella parte infantile della natura divina che è in fondo all’anima di ogni uomo, sia egli mussulmano, buddhista, confuciano, o appartenente a qualsiasi razza o etnia non fa nessuna distinzione, che aspetta di essere redenta dall’impulso divino che attraversò la morte del Golgotha, ossia il Cristo, Jehovah, Yahve, la Parola “cosmica” Universale, Dio Figlio, il Logos Creatore, il Signore Dio, è sempre e soltanto la manifestazione dell’unico Dio Sole del nostro universo il cui vero nome, è, è sempre stato e sarà sempre per gli iniziati cristiani di tutti i tempi: «L’IO SONO L’IO SONO».

     Possiamo essere atei, laicisti non credenti, filosofi, laici, religiosi appartenenti a qualsiasi credo nulla cambia,  in quanto questa festa, è la festa di ognuno di noi, la festa dell’«Archetipo divino» creato a immagine di Elohim-Yahve e trattenuto nel mondo divino spirituale (Paradiso) prima che Adam-Eva fossero sedotti da Lucifero. Perciò possiamo seguire qualsiasi scuola di pensiero, religione o movimento religioso, se camminiamo nella luce, la «Verità» non cambia, è, e sarà sempre una sola, e cioè che non festeggiamo un culto cattolico, ma la festa dell’anima umana, della pura fanciullezza che dobbiamo redimere e ritrovare in noi stessi, affinché non ci induriamo troppo nel nostro egoismo e perdere la mèta della nostra evoluzione umana.

Beati quegli uomini di buona volontà che sanno accogliere senza pregiudizi i «Segni dei tempi» e si adoperano con dedizione e amore per ogni essere umano.

Collegno, dicembre 2018                                  Antonio     Coscia

Sopra: Giorgione, Adorazione dei Pastori.

                                                  …

Da uno stralcio di conferenza della Scienza dello Spirito o Antroposofia:

 «La festa della natività di Gesù, la festa della nascita di Gesù bambino, vuol significare questo mistero: vuol significare che allora [nel 354 d.C.] fu dato veramente per la prima volta all’uomo quanto gli era stato destinato in origine. Come narra la leggenda di Natale, prima di Adamo ed Eva era stato destinato all’umanità qualcosa che appartiene alla natura infantile divina, assolutamente incorrotta, dell’uomo. Ma per influsso di Lucifero, questo elemento divino incorrotto in realtà l’umanità poté acquistarlo solo dopo che fu trascorso tutto il tempo che sta fra Adamo ed Eva e il mistero del Golgota; [cioè con il mistero della nascita, morte e resurrezione del Cristo].

    Dobbiamo proprio riconoscere che un profondo sentimento effettivamente si desta nell’anima nostra quando ritroviamo per cosi dire concentrato come in un eco nell’unica notte fra il 24 e il 25 dicembre, tutta la storia del genere umano e della sua caduta, da Adamo ed Eva fino alla nascita del Cristo in Gesù. Se in noi si desta un tal sentimento, allora riusciamo a comprendere il significato di questa festa, e sentiamo che cosa questa festa abbia potuto significare per l’umanità. È come se l’umanità, cogliendo l’occasione di meditare sopra questa festività, sopra questa pietra miliare dell’evoluzione, potesse veramente a un tratto riconoscere la sua vera origine, la sua provenienza dalle cosmiche forze dell’universo (…). Possiamo dunque lasciare che il Natale agisca sull’anima nostra come una festa dell’ispirazione, come una festa che mirabilmente ispira all’umanità il pensiero dell’origine dell’uomo del santo divino bambino delle origini. La luce che, come simbolo della luce dell’uomo, ci si presenta a Natale nella sua origine, la luce che oggi ci viene simboleggiata dai lumi dell’albero di Natale, è anche (purché rettamente compresa) una luce che può trasmetterci le forze migliori, le forze vigorose per la nostra anima che anela alla vera e pura pace universale, alla vera e pura beatitudine universale, alla vera e pura speranza universale».

 Rudolf Steiner, Berlino il 21 dicembre del 1911.

 

Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano I

  Adorazione dei Magi del Beato Angelico e Filippo Lippi

 

Ogni anno all’avvicinarsi del periodo natalizio, la tradizionale rappresentazione del presepe di Natale in cui ci ricorda la nascita del Redentore dell’umanità, crea non pochi contrasti e divergenze di opinioni quello fra tutti se evitare nelle scuole italiane la rappresentazione appunto del presepe, per la presenza di bambini extracomunitari ai quali, potrebbe disturbare un simbolo cristiano che non fa parte della loro tradizione religiosa. Alcuni maestri insegnanti e responsabili delle scuole italiane, spinti dai contesti sia da genitori appartenenti a movimenti religiosi staccati dalla Chiesa cattolica, sia da genitori extracomunitari (che non si riconoscono né sono ancora integrati nella cultura religiosa dei simboli del cristianesimo), alfine di evitare disagi e malcontenti tra genitori appartenenti a vie diverse di pensiero, credono che non sia opportuno appunto di preparare l’albero e il presepe di Natale, in quanto pensano che questi simboli possano danneggiare la psiche dei bambini, arrecando in loro confusione e disorientamento religioso. Questo concetto fa parte di quell’opinione pregiudiziale e assurda dettata dalla mancanza di conoscenza e di fede nei confronti di questi due simboli antichi cristiani che, non sono affatto compresi nella loro vera essenza spirituale di ciò cui essi vogliono esprimere, inoltre, la mancanza di rispetto nei confronti di chi vuole ancora coltivare questi valori spirituali tradizionali cui, tante anime hanno creduto e continuano a credere, anche se oggi viene vissuto con un atteggiamento materialista influenzato da una cattiva pubblicità del consumismo. Tuttavia questa ricorrenza annuale che viene rinnovata con la festa del Natale che è accompagnata dalla preparazione nella prima settimana dell’avvento con l’albero e il Presepe natalizio, non può certamente danneggiare né disturbare la psiche di nessuno e né tantomeno quella dei bambini di qualsiasi razza provengano, quando essi sono  compresi nella loro vera essenza simbolica di cristianesimo universale. Il Presepe, l’immagine plastica del presepe, agisce comunque nell’anima umana in modo inconscio, (similmente ai quadri di Raffaello e in modo particolare la «Madonna Sistina» la quale, Rudolf Steiner ci svela che la sua immagine essendo stata tratta da una reale realtà spirituale ispirata a Raffaello, agisce in modo terapeutico sul corpo eterico del  bambino), anche in quei laici e atei non credenti, (purché scevri da qualsiasi pregiudizio) così come qualsiasi opera di scultura, architettura, pittura, musica o poesia; vale a dire tutto ciò che l’arte esprime come manifestazione dello spirito. Attraverso l’”Arte vera e genuina” si manifestano e si rinnovano in modo invisibile nell’anima umana, le forze logorate, rattrappite e offuscate dagli spiriti dell’ostacolo. Questi spiriti diabolici del male che la teologia cattolica identifica con Satana o Lucifero (in Antroposofia sono conosciuti come spiriti arimanici e luciferici)1, possono agire nell’anima umana, in modo incosciente tramite il materialismo persuasivo pubblicistico e in tutto ciò che è tecnologia virtuale (computer, telefonini, video game, tableau, i quaderni digitali nelle scuole, ecc.), particolarmente sulla psiche dei bambini che sono i più indifesi (almeno dopo i tre anni, e non di meno negli adulti se non equilibrano con una sana vita di pensiero spirituale e morale), i quali possono manifestare atteggiamenti negativi di nervosismo, aggressività o altro. Occorre per questo che i genitori proteggano e aiutino i loro bambini attraverso un atteggiamento morale religioso libero, che non costringa (sarebbe altrettanto negativo) ma che il bambino possa solo imitare, in modo da stimolare in lui le forze originarie divine del “Padre Cosmico” dalle quali egli si è appena staccato e che resterà legato in modo incosciente per il resto della sua esistenza. Con questo non vogliamo dire che bisogna per forza appartenere a un istituzione religiosa o a un credo religioso particolare, ma più che altro è inteso dare al bambino un educazione che si basi su degli esempi di uomini che hanno vissuto una vita altruista colma d’amore e di dedizione per gli altri. Un genitore può amare un bambino e colmarlo di affetto, ma l’amore filiale se pure aiuta il bambino a rafforzarlo nel proprio equilibrio psico-fisico, non è la stessa cosa di quando si cerchi invece di stimolare in lui l’altruismo e l’amore per gli altri. L’arte pertanto, quando sgorga da un cuore genuino, ha la missione spirituale di “ripristino” agendo nell’uomo tramite quella “forza spirituale vitale fluente” che può agire particolarmente sul corpo eterico (ossia la vita che è in ogni cosa sia esso pianta, animale o uomo)2, e sull’anima del bambino, risanando talvolta lo stravolgimento negativo e morte (che si crea tramite il materialismo tecnologico virtuale come suaccennato) nell’ambito dello sviluppo della “fantasia infantile” del bambino e in modo particolare in quello della formazione psichica del suo io umano terreno. Questa cattiva educazione sul piano psico-fisico del bambino, potrà comportare e determinare in lui delle cause o conseguenze dolorose come malattie nervose e … altro, nella sua vita da adulto e in particolare in quella senile, se durante la vita di mezzo cioè tra i 21 e i 42 anni, egli non cercherà di riparare attraverso uno sviluppo cosciente di una sana vita spirituale. (1. Continua)

 

Note Integrative

1    Gli spiriti luciferici, sono «uomini angelici» rimasti indietro nelle evoluzioni passate, in cui non riuscirono a superare il gradino umano e per questo divennero luciferici, ossia sono spiriti dell’ostacolo che rimasero indietro, durante il terzo stato di coscienza planetario chiamato «antica Luna», vale a dire durante l’incarnazione precedente della nostra Terra. Gli spiriti arimanici invece, sono «uomini arcangelici» rimasti indietro durante il secondo stato di coscienza chiamato «antico Sole», cioè tre incarnazioni passate della nostra Terra, dove non riuscirono a superare il gradino umano restando indietro come spiriti possenti dell’ostacolo che chiamiamo «arimanici» appunto, secondo il nome del loro capo «Arimane» ossia, «Satana». Molto spesso essi sono confusi con gli spiriti luciferici di cui sono guidati dal loro capo Lucifero (egli è simboleggiato come il serpente tentatore dei nostri antenati biblici Adam-Eva). È molto importante saperli riconoscere e individuare nei loro diversi aspetti di tentatori, di cui: «Lucifero è un angelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo astrale ispirandoci sentimenti di brame e desideri negativi umani, quali l’egoismo, il settarismo, il fanatismo, i pregiudizi, etc.»; «Arimane invece, è un arcangelo dell’ostacolo rimasto indietro e agisce maggiormente nel corpo eterico ispirandoci pensieri di possesso negativi, quali il potere, i soldi, il sesso sfrenato, i dogma, la menzogna, etc.». Il Cristo, come già menzionato in diversi articoli di «Pensieri antroposofici», redense Lucifero sulla croce del Golgotha (simboleggiato dal ladrone crocefisso a destra del Cristo, ossia San Dismas), cosicché anche noi uomini possiamo farlo attraverso la forza cristica dell’amore. Arimane invece, essendo principe di questo mondo il Cristo non poté vincerlo in quanto l’uomo ha ancora bisogno del mondo minerale per evolvere, ma lo tenne a bada, così come possiamo fare noi tramite il giusto discernimento. Arimane non potrà essere vinto dal Cristo ancora per molto tempo, poiché l’uomo ha ancora bisogno di trasformare la natura minerale in nutrimento per il proprio corpo fisico, attraverso il quale il nostro io umano, può fondare la sua «coscienza dell’io». È per questo che il cibo prima di assumerlo andrebbe benedetto da una preghiera data da iniziati chiaroveggenti, oppure secondo il proprio credo religioso.

2    Il corpo eterico è il secondo involucro umano di cui l’uomo è costituito che mantiene in vita il corpo fisico, senza del quale il fisico-materiale andrebbe subito in putrefazione. Esso è costituito da quattro eteri, cioè: «L’etere di calore, l’etere di luce, l’etere del suono e l’etere di vita»; di cui l’etere del suono e l’etere di vita, vennero tolti ad Adamo prima che venisse tentato da Lucifero; l’uomo potrà riaverli quando eleverà la sua coscienza morale a un grado superiore in cui sarà possibile unirsi all’Entità del Cristo.

Che cos’è la verità? II

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   «Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti».

Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

          Le  parole di Rudolf Steiner ci invitano a riflettere e di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto lui, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

       È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa dunque deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito assoluto” per una sana vita spirituale, e cioè: “Quello d’imparare a fare un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in sé quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate «Asura»5. Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato evolutivo cosmico della coscienza umana chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

       «Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

       Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come «Maestro dell’umanità». Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

     Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissuto durante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’Essere Antroposofia. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.

      Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

       «Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue. L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

      Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non possano inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

       Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possiamo continuare il nostro cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano8.

Collegno, luglio  2012                                                                           Antonio Coscia

     agg. novembre 2018

Sopra: Immagine del Cristo, il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner, secondo la sua visione veggente.

Note Integrative

5       Vedi la nota 30 di   6. Note Integrative Antroposofiche

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Vedi la nota 24 di 3. Note Integrative Antroposofiche

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche

 

 

Che cos’è la verità? I

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«Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 5-6.

       In ogni uomo nel suo profondo esiste un anelito alla verità. Fa parte della ricerca e realizzazione della nostra autocoscienza individuale alfine di poterci unire al nostro Sé divino. Il mistero della verità è un tema molto complesso, cui non è facile dare una risposta in modo chiaro ed esauriente, poiché fa parte di quei misteri divini cui solo un iniziato chiaroveggente che abbia realizzato in sé non solo l’unione con il suo Io superiore, ma anche con il suo «vero Io o Scintilla divina», può rispondere. Questo iniziato sarebbe allora la manifestazione vivente della realtà divina che quale verità universale, opererebbe attraverso di lui quale rappresentante delle forze dello Spirito Santo, cui neppur Esso potrebbe contenere in sé tutta la verità intera, la quale può vivere soltanto nel seno del Padre. Difatti, nel vangelo di Marco, è il Cristo stesso che incorporatosi in Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato dal Battista, a esprimere questo concetto assoluto della verità, laddove Egli dice:

«Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre; (Mc 13,32)».

      Riflettendo profondamente su quest’aspetto assoluto della verità, possiamo pensare che nessun uomo sulla Terra per quanto possa essere evoluto, sia in grado di accogliere la manifestazione delle forze macrocosmiche divine del Padre, ma solo quelle del Dio Figlio e dello Spirito Santo, in quanto operano nel mondo Planetario e nell’ambito della seconda e terza gerarchia divina attraverso quell’Essere spirituale che conosciamo come “Divina Sofia”. Difatti, l’iniziato chiaroveggente che poté realizzare quest’altissima meta spirituale incontrando il Cristo sul piano del “Budhi” (conosciuto anche come “piano della Provvidenza”) fu Rudolf Steiner1, grazie al fatto di essere salito a un grado iniziatico elevato che possiamo paragonare a quel grado iniziatico conseguito dagli stessi discepoli durante l’evento di “Pentecoste”, ossia il sesto grado dell’iniziazione antica precristiana chiamato “Eroe solare”2 cui nell’iniziazione rosicruciana moderna, corrisponde alla “Fusione con il macrocosmo”. Egli poté realizzare quest’altissimo grado iniziatico grazie alla sua veggenza spontanea all’età di sette anni e poi dopo, una sera dopo un lungo lavoro, ebbe l’incontro col Sé spirituale all’età di diciannove anni. L’incontro con il suo Maestro spirituale e poi dopo, con altri, fra cui l’altissima Entità spirituale di Cristian Rosenkreutz, permise a Rudolf Steiner alcuni anni dopo verso la fine del 1900, (dopo essere passato attraverso prove molto dure), l’unione col suo Vero Io3, tramite cui gli fu possibile avere l’incontro con l’”Io Sono del Cristo”, diventando così uno dei Suoi più alti discepoli e collaboratore per la divulgazione della conoscenza del vero cristianesimo moderno, rinnovatosi attraverso l’Antroposofia4.  Rudolf Steiner indicò questo momento importante della sua vita, nel XXVI capitolo del suo libro “La mia vita”, ove egli scrive:

      «Il tempo in cui dicevo sul cristianesimo cose tanto contrastanti, se si guarda solo alla lettera, con quanto ho detto più tardi, fu quello in cui il vero cristianesimo cominciò a germogliare dinanzi alla mia anima come fenomeno di conoscenza interiore. Sul declinare del secolo quel germe si sviluppò sempre più. Poco prima avevo dovuto subire la prova interiore che ho descritto. Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza»; pag. 279 Ibidem.      

      Se comprendiamo quest’aspetto della verità realizzato dal grande Iniziato chiaroveggente cristiano nel XIX secolo, possiamo allora nell’anelito alla conoscenza superiore accogliere e sviluppare in noi attraverso l’Antroposofia, l’amore e la venerazione per lo “Spirito di Verità” che realizzò tutto questo e si presentò nel ventesimo secolo come Maestro dell’umanità e fondatore dei nuovi misteri del cristianesimo-rosacruciano moderno e della “Scienza dello Spirito o antroposofia”, conosciuto da noi antroposofi col nome di Rudolf Steiner. Egli fu molto osteggiato e calunniato nella sua vita e, naturalmente anche i suoi scritti furono e sono tuttora criticati da persone di scarsa moralità e disonestà intellettuale appartenenti a correnti di pensiero filosofiche, sia laiciste sia religiose. Questo ci porta a dire che quando in noi esiste l’impulso della vera ricerca e amore per la verità, l’atteggiamento morale e intellettuale che dovremmo manifestare di fronte a esperienze spirituali di uomini così evoluti che sacrificano la loro vita per il bene dell’umanità, sarebbe quello di avere nei loro confronti, il rispetto se non altro per la loro fedeltà e abnegazione nei confronti del mondo spirituale.  Ciò non vuol dire accogliere dogmaticamente la loro dottrina o pensiero filosofico, senza prima vagliarlo tramite il nostro giudizio intellettivo, purché privi di pregiudizio o nel peggiore delle ipotesi di disonestà intellettuale o, addirittura d’intolleranza verso il confronto dialogico che potrebbe portarci a una giusta armonizzazione e riconciliazione dei diversi punti di vista, alla stessa verità. Naturalmente ciò vale ricordarlo anche a noi antroposofi, ossia il non lasciarci andare a inutili critiche o ad atteggiamenti di superbia e di arroganza intellettuale di verità assolutistiche, cui ogni cosa che non è condivisa dalla Scienza antroposofica, è dannoso e sbagliato. Non mi pare che Rudolf Steiner abbia mai detto che la sua verità è assoluta e quella degli altri sia sbagliata; lui stesso ebbe a dire di non accogliere mai nulla per autorità, per ciò che aveva detto o potuto dire nei riguardi del suo insegnamento, come verità assoluta, ma vagliarla sempre col nostro sano raziocinio umano.  Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Oslo, il 17 giugno del 1910, in merito dice:

       «Male sarebbe se chi ancora non ha facoltà di veggenza spirituale dovesse accettare per cieca fede, quanto viene narrato. Io prego, come pregai a Berlino, di non accettare per fede o per autorità nulla di quanto posso aver detto o che dirò in seguito. Anche prima che si raggiunga la chiaroveggenza, esiste per l’uomo la possibilità di vagliare quel che risulta dall’osservazione chiaroveggente … Quanto ho potuto dire su Zarathustra o Gesù di Nazareth, su Ermete o Mosè, su Odino o Thor, sul Cristo Gesù stesso, io raccomando di non crederlo o accettarlo per autorità. Scongiuro di disabituarsi dal principio d’autorità, poiché esso è un male per noi … I migliori scolari della conoscenza spirituale sono quelli che vengono stimolati dall’insegnamento per metterlo al servizio e per provarlo nella vita … Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita»; (La Missione di singole anime di popolo O.O. 121, pag. 187-188).  (1. Continua)

 Collegno luglio   2012                                            Antonio Coscia

agg. novembre  2018

Note Integrative

1   Vedi la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

2     Nella via iniziatica antica si riconoscono sette gradi iniziatici quali:

Il Corvo – L’Occulto – Il Guerriero – Il Leone – Il Persiano (nome del popolo di appartenenza) – L’Eroe Solare e il Padre.

Anche nella gnosi cristiana il discepolo passava attraverso sette gradi iniziatici quali:

La Lavanda dei piedi – La Flagellazione – L’Incoronazione delle spine – La Croce – La Morte Mistica – La Sepoltura (Resurrezione) – La Resurrezione ( Ascensione).

Nella via iniziatica moderna cristiana- rosacruciana troviamo gli stessi sette gradi, ossia:

–   Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

–   L’acquisizione della conoscenza immaginativa ( mondo Astrale ).

–   La lettura della scrittura occulta ( corrispondente  all’ispirazione ).

–   L’inserimento nell’ambiente spirituale  ( corrispondente all’intuizione ).

– La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

–   L’unione col macrocosmo.

– Lo sperimentare come stato complessivo l’ esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

3     L’uomo secondo la conoscenza della Scienza antroposofica è costituito da “corpo, anima e spirito; a sua volta Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia” divide queste tre parti dell’Entità umana in tre volte tre parti e cioè:

Corpo = corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente.

Anima = anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente.

Spirito = Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito.

Queste tre parti o nove parti, sono gli strumenti articolati animici e spirituali quali veicoli dell’”Essere spirituale” dell’uomo, ossia l’Io. Ma sta di fatto che anche questo Essere spirituale o Io umano, è formato da tre “Io” che s’interpenetrano uno nell’altro che sono chiamati:

“Vero Io, Io superiore e Io terreno“.

         Il Vero Io è il nocciolo divino dell’uomo, il quale è conosciuto anche come Scintilla divina, poiché è un dono concesso all’uomo attraverso un unione particolare dei sette Elohim (Spiriti della Forma, Exusiai, Potestà) che lo accolsero dal mondo della «Parola universale», il quale si manifesta nel vero mondo spirituale come «logos umano» in divenire. È l’albero della vita menzionato nella Bibbia di cui si cibava l’uomo o l’Io superiore.

“Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”; Gn 2,9.

        L’uomo ha poi un secondo Io umano che chiamiamo «Io superiore», il quale è un dono di un frammento del fuoco divino degli Spiriti della Forma concessaci durante l’Epoca Lemurica e che è la nostra Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma, che non scende fino al livello terreno ma resta nell’ambito della sfera solare da dove proietta una sua immagine imperfetta, quale principio dell’Io inferiore o Personalità umana.

     In ultimo abbiamo il nostro Io terreno che come menzionato è un’immagine riflessa della nostra Individualità umana o Io superiore. Sia il Vero Io che l’Io superiore, non cambiano mai, ma evolvono e prendono coscienza attraverso i frutti che in ogni vita, una nuova Personalità terrena offre loro. Possiamo dire che in ogni vita la Personalità umana o Io terreno muore, ma acquisisce nuove facoltà umane e si rende più perfetto, fino a quando non realizzerà la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché potrà di nuovo congiungersi con la sua immagine spirituale cioè l’Io superiore. Questo è il lavoro che l’Io umano inferiore deve fare nell’attuale quinto periodo di cultura, ossia purificando e trasformando il corpo astrale in un principio microcosmico del Sé superiore, ma prima deve realizzare in sé lo sviluppo dell’anima cosciente.

Vedi anche le note 14-15 di 2. Note Integrative Antroposofiche.

4     Vedi la nota 31 di 6.Note integrative antroposofiche.