La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I

Breve prefazione dell’autore

Ho ritenuto di aggiornare più ampiamente quest’articolo sulla «Comunità di Filadelfia» mettendo in evidenza maggiormente il tema del male, il quale è in stretta relazione con l’evoluzione attuale dell’anima cosciente, e quello del prossimo periodo futuro del Sé spirituale che sarà motivo di scontro tra la magia bianca e quella nera. Questo lavoro non ha la pretesa di esaurire qualsiasi domanda o conoscenza sul male, ma soltanto quello di offrire a chi non ha ancora avuto la possibilità di avvicinarsi  alla Scienza dello Spirito o antroposofia, un punto di vista sui  contenuti dei «misteri del cristianesimo rosacruciano moderno, così come rinnovato e descritto nella concezione antroposofica. Chi pertanto ha a cuore l’evoluzione del mondo, il senso della vita e la conoscenza della figura centrale che diede un impulso profondo alla «svolta dei tempi» affinché l’umanità non finisse nel baratro della non esistenza, può trovare da sé le risposte nell’ambito dell’«Opera Omnia» di Rudolf Steiner.

Ho preso come spunto le parole di S. Paolo riguardo agli accadimenti futuri dell’umanità, esaminandoli attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica concessaci da Rudolf Steiner, uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiano-rosicruciano e fondatore dell’Antroposofia. La conoscenza antroposofica ci porta dunque non soltanto in quel lontano futuro menzionato da Paolo, cioè: «al suono dell’ultima tromba …», ma va ancora molto più in là dell’evoluzione planetaria attuale e dell’esistenza umana, laddove la Terra arrivata alla fine della sua esistenza fisica, sarà trasformata dalle forze spirituali dell’uomo in un’evoluzione superiore come Terra astrale, e poi ancora più oltre come Terra spirituale nella quale potranno proseguire soltanto quelle anime umane che hanno saputo trasformarsi attraverso l’Impulso del Cristo in un’esistenza divina superiore, quali creatori di nuovi mondi. Le anime che non hanno accolto l’Impulso del Cristo e che inevitabilmente resteranno indietro nell’evoluzione terrestre, potranno proseguire in un ambito spirituale diverso, in una materia più densa e oscura (eterico – astrale) separati dall’evoluzione superiore normale e perciò, proseguiranno con più difficoltà e sofferenza animica avendo ancora la possibilità di redimersi ed essere accolti nel mondo astrale superiore luminoso.  Ciò sarà possibile fino a che nell’evoluzione cosmica umana si presenterà in quel remotissimo periodo di cultura in cui l’evoluzione entrerà nel 6° stato di vita, nel 6° stato di forma e nella 6° epoca, ossia nel futuro stato di coscienza cosmica di Venere (vedi le note 2-27), quando si formerà il nefasto numero d’uomo, cioè il 666, dove inevitabilmente ciò che non si è evoluto sprofonderà nell’abisso universale.

Affinché questa riflessione possa essere compresa dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.

 Albenga 18 agosto 2017                               Antonio  Coscia

Agg. Collegno agosto 2018

 cq5dam_web_1280_1280-Raffaello - Trasfigurazione di Gesù

          Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole»; 1Tessalonicesi 4:16-18 « In un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. (1Corinzi 15:52.)    

1.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa I

        La concezione razionalista teologica moderna, interpreta questi insegnamenti escatologici esoterici di S. Paolo come se  alla fine dell’Eone terrestre (al suono dell’ultima tromba …), l’uomo fosse rapito tra le nuvole del cielo là dove incontrasse il Signore Cristo Gesù, che trasformatolo in un «Essere angelico» vivrebbe eternamente con Lui, nella sfera dell’aria della Terra, trasformata in una specie di rinnovato «Paradiso Celeste». Questo pensiero per un certo verso un po’ immaturo, il quale ignora il simbolismo della gnosi cristiana dei primi secoli dove il significato di «nuvole», è da attribuire al mondo eterico terrestre (mondo elementare) che non è visibile con i nostri occhi fisici; similmente a come Yahve si manifestò nel «roveto ardente» tramite il pensiero veggente di Mosè. Questa concezione umana per un certo verso  molto simile a quella buddhista che viceversa, pensa invece che l’anima dopo essersi purificata da tutti gli attaccamenti terreni e aver raggiunto attraverso la realizzazione dell’ottuplice sentiero, il grado di perfezione spirituale, non dovrà più incarnarsi in un corpo fisico ma avrà modo di ri-congiungersi per sempre col Creatore, annullandosi come goccia nel mare infinito della sfera del «Nirvana», situata oltre le stelle. Se così fosse per ambedue le concezioni religiose-filosofiche, verrebbe da chiedersi che senso ha avuto il precipitare sulla Terra, vivere una vita di sofferenza e di prove dolorose, soltanto perché i nostri antenati biblici peccarono di disubbidienza verso Dio per aver mangiato una semplice mela? Certamente dietro questo dramma  cosmico divino-umano, dobbiamo pensare che debba celarsi un azione divina che vada oltre il semplice peccato di disubbidienza umana quale vuol essere rappresentato nell’immagine simbolica paradisiaca, dell’albero del bene e del male. In realtà dietro questo simbolismo della tentazione di Lucifero, ossia il serpente che spinge Eva e Adamo a mangiare la mela del peccato, (facendo così sprofondare l’umanità nella materia più densa del creato causandogli esperienze dolorose e a volte insopportabili), esiste un significato occulto molto profondo, dietro cui si cela tutta l’evoluzione umana che va dall’uscita del «Paradiso» come creature dell’istinto, per ritornare come «Uomini divinizzati» autonomi e liberi, che pienamente coscienti entrano nel consesso degli Dei come futuri creatori di nuovi mondi.

Difatti, la concezione antroposofica della Scienza dello Spirito fondata da Rudolf Steiner1, ci dice che l’uomo dopo essere salito alla sfera angelica conseguita alla fine dell’eone terrestre, il suo cammino va oltre, attraversando altri tre eoni cosmici o Stati di Coscienza2 superiori, fino a raggiungere alla fine dell’ultimo eone chiamato «Vulcano», il grado di Creatore, cioè quel grado divino raggiunto dagli Elohim o Potestà (Spiriti della Forma secondo la concezione antroposofica) quando crearono il nostro «Zodiaco». Ciò porta a dire che la realizzazione del perfezionamento umano, si protrarrà ancora per moltissimo tempo o eoni cosmici, anche dopo aver raggiunto appunto il gradino angelico. Attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, sappiamo che l’uomo ha appena superato soltanto la metà della sua evoluzione umana, come possiamo vedere dallo schizzo di Rudolf Steiner (vedi Tav.1 della nota 2), siamo appena oltre la metà dell’evoluzione del nostro 4° stato di coscienza chiamato «Terra». Vale a dire che siamo nel 4° stato di Vita, nel 4° stato di Forma, nella 5°Epoca Postatlantica e nel 5° Periodo di cultura. Come possiamo vedere il suono dell’ultima tromba è ancora molto lontano, prima deve avvenire la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo di cultura, cioè fra circa 6000 anni; poi dovranno passare ancora due «Epoche» formate da sette periodi di cultura ciascuna prima che si realizzi ciò che Paolo profetizza nella sua lettera ai Corinzi, ossia il giudizio divino in cui all’umanità è annunciato tramite il «suono dell’ultima tromba …» la sua fine. Egli non fa altro che annunciare la fine di uno stato materiale che insieme all’uomo, è trasformato dall’uomo stesso in uno stato più sottile immateriale, cioè eterico, laddove ciò va inteso con le parole: «saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria …».  Prima di tutto questo però, l’uomo deve sviluppare le forze morali per superare la catastrofe alla fine del settimo periodo di cultura, poi dopo, i prescelti, coloro che si saranno preparati già nel nostro quinto periodo di cultura, saranno guidati dal «Manu umano» (similmente a come  gli uomini dopo il «diluvio universale», vennero guidati dal Manu divino-umano Melchisedec cioè Noè,  nella quinta Epoca Postatlantica), nella successiva sesta Epoca Postatlantica  che sarà di nuovo formata da sette periodi di cultura di 2160 anni. (vedi la nota 2).  Questo significa che oggi dobbiamo e abbiamo la possibilità di continuare questo impulso evolutivo futuro originato dalla caduta dei nostri progenitori biblici umani Adamo ed Eva durante l’epoca del «Paradiso terrestre», in modo più cosciente e consono alla nostra quinta epoca di cultura, in modo da essere preparati tramite l’impulso del Cristo3 a superare la catastrofe futura.

Se non vogliamo dunque essere come quegli uomini che messi nel torrente della vita continuano a scendere giù per la valle senza alcuna volontà fino a unirsi al corso di un fiume, e che inoltrandosi ancora incoscientemente in un cammino perpetuo senza meta tra sentieri tortuosi, oscuri e desolati, non raggiungono alla fine la foce del fiume ove, similmente a gocce divine, si annullano nel grande mare infinito. Se non vogliamo specchiarci in questa massa umana che vive inconsapevolmente la sua esistenziale vita animica sperimentando in modo dormiente l’esperienza materiale terrena, dobbiamo svegliarci alla consapevolezza dell’esistenza dei Bodhisattva4 (il Paracleto o gli inviati dello Spirito Santo), e prendere coscienza dei «tempi futuri» attraverso la nuova rivelazione spirituale che ci additano nella nostra epoca come evento di una nuova epoca luminosa che viene, sostituendosi all’antica epoca oscura del kali yuga5 già terminata un secolo fa. Occorre allora per questo, accogliere la conoscenza e gli avvertimenti di questi uomini sacri di modo che possiamo prendere in mano le redini della nostra vita esistenziale nel mondo, per andare là dove c’è indicato, imparando però a camminare da soli sulle proprie gambe, alfine di sviluppare nel modo giusto l’autocoscienza. Oggi in questo primo bagliore spirituale del nuovo Yuga, cioè il Dvapara Yuga (che tenderà a diventare sempre più luminoso come al sorgere del Sole del mattino segue la luce splendente del mezzogiorno) fluiscono dal mondo divino della terza gerarchia angelica6, sempre più forze luminose spirituali che l’uomo deve imparare ad accogliere con gratitudine alfine che possano svilupparsi in lui, nel modo giusto, le facoltà nuove che vanno preparandosi nel nuovo yuga.    ( 1.continua)

Collegno giugno 2017                                                                              Antonio   Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

Sopra:  Raffaello, Trasfigrazione del Cristo

 Note

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2    L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza  antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita  con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare  attraverso sette Epoche, cui chiamiamo:

«Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica».

A sua volta ogni «Epoca» deve attraversare «sette periodi di cultura» che chiamiamo:

«Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».

Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura  «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario»; infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata  dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata  unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.

Tav.1                 I  SETTE  STATI  DI  COSCIENZA  PLANETARI

20841914_1944878859123544_2147040041265091138_n

   Rudolf Steiner  tratto dal libro «Apocalisse O.O. 104, pag. 189

3     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede e la meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

4   Un Bodhisattva è un uomo molto evoluto che ha già superato notevolmente l’evoluzione normale dell’umanità attuale, poco manca per entrare nel rango angelico e a quel punto egli non s’incarna più sulla Terra, ma continua la sua evoluzione nel mondo spirituale come Angelo, da dove può agire nel corpo astrale dell’uomo. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa perché queste Entità spirituali bodhisatviche appartengono a diverse classi spirituali e in modo particolare alla categoria Celeste degli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che accolgono la saggezza divina nella sfera del Budhi, (vale a dire oltre la sfera delle stelle fisse o Devachan Superiore, oppure secondo un termine occidentale il «piano della Provvidenza») dove contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’Entità del Cristo-Sole.  Quando giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi scende a livello astrale o a livello eterico e ispira un «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani o dei buddha umani. Questi uomini evoluti bodhisattvici, vivono nell’ambito della sfera lunare e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti»; a loro volta, essi formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, i quali hanno il compito di  promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando si avvicina per loro il momento, essi scendono sulla Terra per compiere la loro missione divulgando la loro dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni durante i quali, essi s’incarnano circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure nel corpo  eterico o anche a volte nel fisico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri evolute che possono essere «compenetrate spiritualmente». Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per lui da un corpo materno, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango angelico  e  l’Angelo che lo guidava, è liberato dalla sua missione di guida salendo a livello di Arcangelo; per cui il bodhisattva che così ha raggiunto il grado di Buddha Celeste, non si reincarnerà mai più sulla Terra, ma volendo potrà agire dal mondo spirituale col suo corpo astrale trasformato o «Saṃbhogakāya» fin sul piano eterico umano.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura che l’umanità  impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando ai Bodhisattva, essi fanno parte del “collegio dei dodici” appartenenti alla comunità dello Spirito Santo e uno di questi ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva  che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera” (questo elevatissimo maestro  esseno, chiamato Jeschu ben Pandira,  fu molto confuso tra i filosofi greci tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia  Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha; egli è il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di  Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste” menzionata nel vangelo di Giovanni.

5    Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo  chiamati yuga, i quali sono  cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di  35000 anni.

6    Nel mondo divino operano delle  Entità spirituali appartenenti a tre classi gerarchiche cui la Scienza antroposofica cominciando dall’alto classifica così:

  1° Gerarchia

Spiriti dell’Amore (Serafini), Spiriti dell’Armonia (Cherubini),  Spiriti della Volontà (Troni).

2° Gerarchia

Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), Spiriti del Movimento (Dynameis) e Spiriti della Forma (Potestà o Elohim).

3° Gerarchia

Spiriti del Tempo o Personalità (Archai), Spiriti del Fuoco (Arcangeli) e Spiriti della vita (Angeli).

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...