La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale III

Pietro da Cortona - L'Angelo Custode

           «Gli uomini possono anche rifiutarsi di riconoscere che gli Angeli vogliono suscitare un loro degli ideali per il futuro; ma è proprio così. E precisamente, in questa formazione di immagini da parte degli Angeli, opera un principio fondamentale ben preciso: il principio per cui in futuro nessun uomo potrà godere in pace la felicità se altri uomini saranno infelici accanto a lui. Per quanto riguarda la condizione  sociale nella vita fisica, sarà dominante un certo impulso alla più assoluta fratellanza, alla più assoluta unificazione del genere umano, ad una fraternità rettamente intesa».       Rudolf Steiner  (O.O. 182, pag. 15.)

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Il compito degli Angeli  e   la coscienza del Cristo I

       Oltre a quest’aspetto animico interiore menzionato, si è aggiunto nel secolo XX anche un altro in concomitanza col quinto sacrificio dell’anima di Gesù di Nazareth del Vangelo di Luca, il portatore di una parte della coscienza del Cristo conseguita durante il mistero del Golgotha. E cioè che a causa dei pensieri materialistici sviluppati dagli uomini dall’inizio del XVI secolo in poi, Rudolf Steiner ci rivela che si  creò nel mondo eterico adiacente alla Terra, un’oscurità spirituale che mise in pericolo di morte per soffocamento spirituale quest’anima lucana o adamitica10 descritta dal vangelo di Luca, causando uno spegnimento della sua coscienza cristica. Nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, in merito Rudolf Steiner rivela:

       «“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

       Questa rinascita e resurrezione della coscienza del Cristo che opera in modo normale ma incosciente nel profondo di ogni anima umana, può essere risvegliata da un impulso che nasca da un’azione libera della nostra volontà. E cioè quello di accogliere coscientemente l’Impulso del Cristo secondo la conoscenza antroposofica, in modo che possa  operare nel modo giusto al suo risveglio interiore spirituale, altrimenti verrà sempre più sentita nell’inconscio comune dell’umanità come un’inquietudine interiore cui non sapremo dare una risposta se non attraverso l’Antroposofia, la sola, tramite cui possiamo comprendere i contenuti dei nuovi misteri cristiani. Tuttavia il Cristo dopo il mistero del Golgotha, si è unito alla Terra diventando per questo lo spirito della Terra, e opera da allora all’interno della Terra e nelle anime umane, nel pieno rispetto della libertà individuale aiutato dalla presenza  della gerarchia angelica nei corpi astrali umani, ossia dagli spiriti guida degli uomini. In altre parole, gli Angeli operano nel corpo astrale di ogni singolo uomo da dove lo guidano e proteggono. Durante lo sviluppo dell’anima cosciente assumono però dei vari compiti particolari, come quello d’ispirare le anime umane allo sviluppo di alcune qualità morali, tra cui quello di realizzare una fratellanza universale che possa fondarsi sullo sviluppo morale-sociale di una vera comunità spirituale umana. Se l’uomo non accoglie durante la coscienza di veglia questo impulso spirituale dal suo spirito guida, allora l’Angelo ispirerà l’uomo durante la notte, quando egli dorme, ossia quando  l’Io umano e il corpo astrale lasciano indietro nel letto il corpo fisico e il corpo eterico. In questo modo l’uomo accoglierà in modo incosciente queste forze spirituali notturne che potranno trasformarsi al risveglio in tendenze negative morbose, se non dominate da una forza morale. Ciò potrà condurre l’umanità a calarsi ancor più nel materialismo e nella vita sensuale perniciosa senza più freni, correndo il rischio alla fine, di diventare preda delle forze dell’ostacolo asuriche (le forze del male); vedi la conferenza tenuta a Zurigo da Rudolf Steiner il 9 ottobre 1918, «Che cosa fa l’Angelo nell’anima dell’uomo? O.O. n.182».

      Pertanto, per chi accoglie questa nuova rivelazione spirituale, dietro di cui opera l’ispirazione dell’Arcangelo Michele quale «nuovo volto del Cristo»11  e che si evolva e prepari stimolato nello sviluppo spirituale della vita interiore, può risvegliare in sé la coscienza del Cristo e avere un incontro con Lui nell’ambito della sfera elementare terrestre (astrale) in questa vita, oppure, Rudolf Steiner ci assicura che può avvenire anche dopo la morte. Ciò può manifestarsi anche per «grazia» come evento naturale dovuto al risveglio della veggenza spontanea immaginativa, il cui impulso dobbiamo collocarlo all’inizio del XX secolo (1930), e che va preparandosi come evento naturale futuro nel mondo astrale adiacente alla Terra, per tutta l’umanità, durante l’arco di tremila anni. Occorre però prepararsi già adesso, già oggi difatti, nella nostra epoca alquanto speciale e particolare (a causa d’impulsi e concomitanze spirituali che confluiscono e s’interpenetrano manifestandosi nel nostro periodo), abbiamo questa possibilità grazie al periodo micheliano che terminerà circa nel 2200-2300 d.C. (vedi nota 21) e alla collaborazione di un altro potente arcangelo che opera nel nostro corpo eterico, il cui nome è Widar12.

      Attraverso la moltissima conoscenza esoterica che c’è offerta sia dal mondo occidentale tramite i Maestri dell’esoterismo, rosacruciano-cristiano, sia da quelli del mondo orientale tramite la via dei bodhisattva, abbiamo la possibilità di risvegliarci dal torpore materialista in cui siamo caduti a causa della tentazione dei due principali spiriti dell’ostacolo, cioè di Lucifero e Arimane13. Vale a dire dell’entità luciferica quale Angelo di luce caduto nelle tenebre e conosciuto dalla concezione religiosa occidentale come «Diavolo», che ci spinge sempre più verso uno sfrenato egoismo che ci preclude dagli altri. E dall’altra, l’entità arimanica quale Arcangelo di luce caduto nelle tenebre (confuso dalla Chiesa cattolica con Lucifero) che nella Scienza antroposofica conosciamo come «Satana o Mefistofele», che si oppone agli Dei quale spirito del male e della menzogna, e che ci spinge verso l’ambizione di tutto ciò che nel mondo materiale genera avidità: cioè soldi, sesso e potere. Grazie alla conoscenza antroposofica possiamo diventare consapevoli di queste due entità dell’ostacolo, dei quali occorre prendere coscienza della loro presenza in noi nella parte inconscia e subconscia, là dove essi interagiscono influenzando il pensare, sentire e volere del nostro modo di agire nei confronti del mondo esterno. Dimodoché divenendo consapevoli della loro manifestazione, possiamo difenderci e agire di conseguenza non lasciandoci influenzare dalla loro presenza negativa nella nostra anima, divenendo in tal modo sempre più padroni della nostra vita interiore spirituale, così che possa emergere a livello cosciente dal nostro profondo, la coscienza del Cristo. Vale a dire che impareremo sempre più a dominare il nostro corpo astrale, cioè i nostri desideri, le nostre brame, il nostro egoismo, etc., rafforzando di conseguenza la nostra vita morale e sociale, imparando ad agire verso gli altri con amore e sincera dedizione.

        Se riusciamo a prendere coscienza di questa nuova rivelazione spirituale moderna e vogliamo tendere a realizzare in noi questo risveglio, dobbiamo imparare a fermarci un attimo in questa nostra vita sempre più frenetica e … potendo ritirarci nella nostra stanza alcuni minuti durante una qualsiasi ora del giorno, lontano dai rumori e da qualsiasi preoccupazione di ogni genere, dobbiamo imparare ad ascoltarci interiormente! Nel silenzio dell’anima dobbiamo imparare ad ascoltarci per cercare di percepire la nostra vera essenza spirituale, il nostro «Io superiore o il Cristo in me» che dall’alto operano affinché avvenga in noi il «risveglio» dello spirito. Occorrerà forse provare diverse volte prima di realizzare il silenzio interiore; ma se persevereremo con serietà e sincerità di cuore, alla fine ciò può essere realizzato riuscendo a far tacere quei pensieri e quei sentimenti egoistici che molto spesso, ci assillano e riempiono la nostra anima. Avremo allora la forza di liberare la nostra mente da tutte quelle vuote immagini virtuali illusorie create dagli oggetti informatici moderni, quali: computer, telefonino, TV ecc., cercate con tanta avidità e voracità, prendendo coscienza del loro temporaneo godimento psichico che alla fine, non fanno altro che lasciare un vuoto interiore. Esse difatti, non ci elevano al mondo spirituale, né fortificano la nostra coscienza, né purificano ed elevano il nostro pensiero intuitivo intellettivo alla veggenza immaginativa; né tantomeno possono fortificare la nostra saldezza interiore morale, la sola, che può renderci migliori. Queste immagini virtuali, quando non sono compensate da uno sviluppo spirituale contrapponendogli una «vita meditativa», tendono a fiaccare il nostro pensiero, a renderlo passivo e abulico, a sottometterlo a queste immagini virtuali, dietro di cui agiscono degli «esseri pensieri elementari arimanici», cui sono costituite nella loro controparte spirituale animica; da dove ci vampirizzano alimentandosi della nostra energia vitale e lasciandoci poi in balia delle forze dell’ostacolo. In questo, i bambini sono i più vulnerabili e per ciò più nocive quando per diverse ore vengono lasciati in balia di TV, telefonini e … altro, giacché agiscono in modo deleterio sul loro sistema nervoso in formazione; possono perciò creare in loro dipendenza e di conseguenza, disturbi di vario genere, tra cui la difficoltà di distinguere la realtà oggettiva da quella falsa virtuale.

       Per almeno cinque minuti al giorno, cerchiamo dunque di realizzare questo silenzio interiore lasciandoci alle spalle per un momento, qualsiasi problema che possa assillarci, aiutandoci volendo con un’implorazione alla «Luce divina del Cristo-Sole», chiedendo di essere illuminati nel profondo dal nuovo fuoco pentecostale di conoscenza, così da sentirci più attivi, vigorosi e utili, alla trasformazione di questo mondo sempre più egoista, aggressivo e violento.  (3. Continua)

 Collegno giugno  2017                                                      Antonio  Coscia

 Agg. e corr. luglio 2018

 Sopra: Pietro da Cortona – L’Angelo custode

Note

10    L’anima Natanica o Adamitica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Ossia per capire un po’ meglio questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehova, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè  di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera.  Ma  prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole Lucifero,  gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino a Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso.  È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. In questa nota non può che essere dato n aspetto poco esauriente, per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

11    L’Arcangelo Michele dopo l’evento del Golgotha si è elevato al rango di Archai, ossia da Spirito di Popolo è diventato Spirito del Tempo, e ha assunto un ruolo diverso da quando prima dell’evento del Golgotha si manifestava come guida del popolo ebraico e quale Spirito notturno di Yahve. Dal 1879 ha assunto il ruolo come guida del cristianesimo esoterico rosicruciano e quale Spirito diurno e «volto del Cristo» nella guida della civiltà attuale.

Sergej O. Prokofieff uno dei più elevati discepoli di Rudolf Steiner, nel suo libro “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’entità del Cristo”, in merito all’Entità di Michele scrive:

       « Effettivamente Michele si presenta oggi in seno all’umanità come la grande guida verso il sole d’amore. Infatti, Egli è figlio di Sofia legato “ sin dal principio” con la “luce della saggezza celeste” e quale volto del Cristo e dell’amore cosmico porta da oggi agli uomini questo suo amore nella sua forma più elevata e altruistica: “Michele con tutta la serietà del suo essere col suo atteggiamento e la sua azione passa per il mondo con amore”. Chi lo segue coltiva l’amore nel rapporto col mondo esterno. E tale amore deve prima svilupparsi per il mondo esterno se non vuole diventare amore di sé. E se quest’amore è presente quale amore micheliano, di riflesso potrà irraggiare nel proprio “io” l’amore per il prossimo. L’uomo potrà amare senza amare se stesso. E sulla via di un tale amore si può trovare nell’anima umana il Cristo. E sulla base della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico noi possiamo oggi dire: le cose più importanti che il Cristo porta oggi nel mondo sono la “luce, la vita e l’amore”; così che per la Sua nuova apparizione eterica, l’anima natanica porta la luce del Cristo; l’arcangelo Widar, la vita e l’immaginazione del Cristo; Michele, lo Spirito del nostro tempo, l’amore del Cristo»; cap. XII pag. 362-364 (ibidem).

12    Widar è l’antico spirito guida del Buddha Gautama, il quale dopo l’illuminazione del Buddha si è elevato al rango di Arcangelo, assumendo la missione di Michele (che a sua volta è salito al rango di Archai) come «Protettore» dell’anima natanica, ossia del Cristo Gesù. Egli ha anche assunto la missione, legata alla nuova apparizione  del Cristo nell’eterico, ossia nel mondo elementare (astrale) contiguo a quello fisico terrestre. Ciò ha già avuto inizio dal secolo XX e durerà per circa tremila anni, dopodiché l’umanità incontrerà il Cristo nel corpo astrale nel mondo spirituale planetario o Devachan inferiore e più avanti, incontrerà il Cristo nel Suo Io Cosmico nel mondo stellare o Devachan superiore.

13     Lucifero e Arimane sono due entità dell’ostacolo rimaste indietro nella loro evoluzione umana, di cui: «Lucifero appartenente alla gerarchia degli Angeli  rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antica Luna e Arimane, appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro nell’evoluzione umana dell’antico Sole».

 

 

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