La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale IV

Caravaggio, la conversione di S. Paolo

       «Così parla il Santo, il Verace, Colui che ha la chiave di Davide:quando egli apre, nessuno chiude,e quando chiude, nessuno apre (…). Verrò presto. Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona. Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, da presso il mio Dio, insieme con il mio nome nuovo. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese» (Ap 3,7-13).

 4.

 Il compito degli Angeli e la Coscienza del Cristo II

        Possiamo aiutarci con gli esercizi spirituali che troviamo nel libro «L’Iniziazione» che Rudolf Steiner, grazie alla sua esperienza occulta di chiaroveggente, ha scritto appositamente per chi voglia intraprendere questo cammino esoterico moderno antroposofico, in modo da rafforzare spiritualmente e moralmente l’anima umana, nella sua facoltà di pensare, sentire e volere. Iniziando quindi a lavorare soprattutto su noi stessi, attraverso un radicale cambiamento interiore che tenda prima di tutto come menzionato, allo sviluppo della nostra coscienza morale, quest’elemento nuovo universale che va preparandosi (insieme all’impulso del Cristo e alla coscienza del Cristo) in questo terzo millennio luminoso del nuovo Yuga spirituale. Questa forza morale può nascere soltanto dal nostro profondo e non può esserci data da nessuna istituzione religiosa così come fu data ed enunciata da Yahve a Mosè, nei dieci comandamenti o, dal Buddha nel sermone di Benares con l’«ottuplice sentiero». Essa deve nascere dal profondo dell’anima grazie all’impulso del Cristo che possiamo risvegliare in noi tramite la conoscenza dell’Antroposofia, in modo da manifestarla entro l’organismo della comunità sociale umana, quale intima forza interiore morale autonoma individuale e quale realizzazione ed espressione della quint’essenza della nostra anima cosciente, attraverso la quale è possibile unirci al nostro Io superiore14 e al vero Io del Cristo. Alfine di poterci preparare ad accogliere il Sé spirituale quale impulso pentecostale del nuovo Lucifero redento dal Cristo (vedi nota 22), durante la crocifissione sul monte del Golgotha, e sperimentare la stessa esperienza di S. Paolo sulla via di Damasco in modo da poter  dire con lui : «Non Io ma il Cristo in me», occorre come si è detto sviluppare prima di tutto  l’anima cosciente. L’anima cosciente com’è stato spiegato nella nota 8, è quella parte dell’anima in cui l’uomo può realizzare in sé la sua più alta manifestazione dell’io umano e sperimentarsi come un dio nell’uomo.

        Questo dio umano però per compiere un’ulteriore evoluzione e raggiungere il suo apice divino, cioè la meta di Vulcano come spiegato nella nota 2, può farlo soltanto se si unisce non solo con la sua immagine superiore ossia l’Io superiore, ma successivamente anche con il suo vero Io15 o logos umano o, per meglio dire, il vero nocciolo dell’uomo superiore che è della stessa sostanza del Cristo. Questo è il compito essenziale che hanno oggi prima di tutto, le anime del centro-occidentale (le anime anglofone hanno una predisposizione particolare nello sviluppo di questa parte animico – cosciente), giacché la nascita del vero cristianesimo deve realizzarsi prima di tutto nel centro dell’Europa (ossia nella parte centrale della “Mitteleuropa”), cosicché possa operare come centro di equilibrio tra la «saggezza luciferica» proveniente dall’Oriente e la «potenza arimanica» proveniente dall’Occidente; e in questo occorrerà prendere delle severe precauzioni morali! Difatti, la nascita dell’unione europea dopo le due disastrose guerre mondiali (circa 55 milioni di morti tra militari e civili), tende spiritualmente a questo principio anche se non ancora in modo del tutto cosciente, in quanto l’unione è stata concepita finora solo per quanto riguarda l’accordo politico-economico, che non potrà mai realizzarsi nella maniera giusta ed equa nei riguardi degli altri membri europei, fino a quando non si fonda sul principio cristiano della vera fratellanza universale. A causa di questo egoismo politico, economico e sociale, l’Europa non potrà mai conseguire la sua meta spirituale, ossia quello di realizzare la vera nascita del cristianesimo alfine di creare un baluardo futuro contro le forze dell’ostacolo provenienti dalla potenza arimanica dall’Occidente e della saggezza luciferica dall’Oriente. Queste due potenze dell’ostacolo, insieme alla terza forza asurica16 del male, che da un po’ di tempo è entrata nell’evoluzione umana (1998) quale maggiore contrasto dell’anima cosciente, faranno di tutto per impedire che il vero cristianesimo e l’anima cosciente possano svilupparsi.

         Possiamo pertanto collaborare affinché questa meta possa realizzarsi nell’ambito dell’Europa centrale, iniziando da noi stessi, da ognuno di noi che voglia accogliere e sviluppare in sé quest’altissimo compito morale, alfine di promuovere questo risveglio sociale di fratellanza nei confronti dell’umanità europea, per certi versi ancora immatura e dormiente; ovverosia accogliendo l’Impulso del Cristo e quello delle grandi guide cristiane che operano attraverso l’ispirazione dello Spirito Santo e della grande «Loggia Bianca», possiamo imparare a trasformare prima di tutto noi stessi con l’aiuto della conoscenza antroposofica. Realizzare questa trasformazione profonda del nostro «Essere», vuol dire imparare a volere, sentire e pensare completamente in modo diverso; a capovolgere cioè, di 180 gradi il nostro atteggiamento mentale egoista che cerca solo il proprio soddisfacimento materiale personale al posto invece, di agire in ogni occasione col giusto atteggiamento morale e nel pieno rispetto della libertà altrui. Vale a dire sforzandosi di assumere quel carattere come dire, di anima resiliente, imparando ad affrontare un urto o un colpo del destino reagendo con positività verso tutto quello che può venirci incontro sia come sofferenze, sia come difficoltà o prove della vita; ciò può essere realizzato appunto con l’aiuto del Cristo eterico17 e con la nostra consapevolezza karmica. Se pertanto riusciamo a mettere in pratica quest’atteggiamento forte e positivo, potremo allora trasformare in noi l’egoismo e la tenebra dal nostro «capo» e, a sciogliere l’egoismo e l’insensibilità dal nostro cuore, cosicché cominceremo ad avere dei pensieri più luminosi, pensieri di luce compenetrati dallo Spirito cosmico del Cristo e impareremo ad amare e a rispettare gli altri secondo il loro modo di essere. Inoltre, quest’atteggiamento animico resiliente, con l’andare del tempo, svilupperà in noi non solo la giusta forza morale, ma anche uno stato d’animo superiore di coscienza che si concreterà e realizzerà come «autocoscienza» e come sviluppo della coscienza morale, attraverso cui il nostro io inferiore può manifestarsi quale espressione più alta avente in sé un qualcosa di divino e, che è congiunto a un Entità a lui superiore, cui lo ha sempre guidato.

         Quest’Entità superiore è la nostra «Individualità umana» che abbiamo chiamato «Io superiore», ovverosia è quel frammento di fuoco divino, l’immagine divina donatoci dagli Elohim solari e perfezionato dall’Elohah lunare Yahve, cui nella Bibbia è chiamato Adamo. È questa nostra immagine o Individualità umana superiore cui noi, siamo solo una sua immagine riflessa, e che s’incarna dopo un certo periodo in cui la nostra Personalità o io terreno, ha lasciato la Terra col sopraggiungere della morte fisica, ma che però, non scende fino al livello terreno. Egli si ferma nel mondo spirituale solare da dove emana una sua nuova immagine riflessa (una nuova Personalità terrena), nel corpo del bambino  che viene preparato dal grembo materno e che poi dopo, dal mondo spirituale ispira nell’uomo terreno in modo incosciente, tutto ciò che noi viviamo quale destino di prove dolorose durante la nostra incarnazione terrena. È questo Io superiore che nonostante il suo amore per noi, è molto severo nei nostri confronti, giacché difficilmente toglie da noi il calice amaro che dobbiamo a volte, bere fino in fondo per via della nostra imperfezione umana e della realizzazione della meta divina, quale compito futuro affidataci dagli Dei. Non dobbiamo ora pensare che tutto ciò che è stato detto fin qui possa essere realizzato nell’arco di pochi mesi o di pochi anni; può a volte non bastare tutta la nostra attuale vita terrena – ciò dipende dalla nostra volontà e dal  nostro karma18. Certamente però alla fine della nostra vita o, nella prossima incarnazione terrena, potremo raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato in questa vita; per raccogliere occorre prima aver seminato! Senz’altro però, possiamo dire che se il nostro anelito spirituale e il nostro sforzo di cambiare noi stessi è stato motivato da un impulso sincero dovuto all’amore verso la conoscenza, alla fine della nostra vita, qualcosa di buono resterà di noi da portare come frutto morale al nostro Io superiore dopo la morte, dove grazie alla collaborazione degli Dei  sarà  trasformato in facoltà nuove da portare giù con noi nella prossima vita terrena. E senz’altro il trapasso dopo la morte attraverso il kamaloca19 (il cammino dell’anima attraverso degli stati di purificazione nel mondo astrale inferiore, prima di entrare nel vero mondo spirituale) sarà superato con meno sofferenza e attaccamento verso la vita terrena, se siamo stati capaci di amare e in qualche modo di essere stati utili agli altri e allo sviluppo morale evolutivo della nostra Terra. Tutto ciò può essere realizzato anche in modo naturale, secondo la corrente evolutiva normale di massa  durante tutta la durata  dello sviluppo dell’anima cosciente entro la fine del nostro quinto periodo, vale a dire fra circa 1500 anni  quando tutta l’umanità entrerà, almeno per quelli più evoluti che si sono preparati nella nostra epoca, nel sesto periodo di cultura, dove inizierà un nuovo sviluppo superiore della natura umana – divina dell’uomo, ovvero quello del «Sé spirituale».20

        Occorre però dire che tutta l’umanità per quel periodo deve avere già realizzato l’anima cosciente, anzi per un certo verso, a causa dei ritmi cosmici evolutivi, occorrerebbe realizzarla già verso la metà del nostro quinto periodo di cultura, cioè dopo la fine del periodo della signoria dell’Arcangelo Michele (2233 circa), quando l’evoluzione dell’anima cosciente raggiungerà l’apice di cultura più alta. Dopodiché seguirà poi dopo, la signoria dell’«Arcangelo Orifiele»21, il cui agire nell’uomo sarà alquanto diverso che l’epoca attuale di libertà concessaci da Michele, giacché la sua signoria si manifesterà attraverso un agire severo e autoritario. Perciò la libertà umana sotto la signoria di quest’arcangelo, sarà molto più limitata che quell’attuale micheliana, facendo passare l’umanità (a causa del suo karma) attraverso prove più dolorose di quelle attuali e dureranno fino all’inizio della nuova signoria dello spirito di Venere, cioè l’Arcangelo Anaele. Per cui il restante periodo che resta ancor  prima della fine dello sviluppo dell’anima cosciente, (3573 circa) ossia l’altra metà in cui abbiamo come dire, le forze dell’evoluzione che cominciano a decrescere, (in ogni evoluzione sia essa storica o umana, lo sviluppo delle forze evolutive arriva fino a un apice o vetta cui segue di conseguenza una discesa o un decrescere, e da ultimo la fine e l’inizio di un nuovo ritmo), una parte dell’umanità inizierà a restare indietro. Pertanto quella parte di uomini che hanno avuto la possibilità di prepararsi fin da ora e non l’hanno fatto, per pigrizia o altro, avranno sì la possibilità di sviluppare l’anima cosciente più avanti nell’evoluzione, ma con più difficoltà e più sforzo, perché difficilmente potranno recuperare il tempo perduto nel nostro periodo particolare cruciale, per quegli aspetti concomitanti che sono stati menzionati. Perciò difficilmente potranno accogliere all’inizio della loro incarnazione terrena nel sesto periodo di cultura, il principio superiore microcosmico del Sé spirituale che si protrarrà per circa 2160 anni e che appunto, rappresenterà un preannuncio dell’evoluzione dell’amore universale che avremo nel prossimo 5° eone o stato di coscienza cosmico di Giove, cioè la «Gerusalemme Celeste» menzionata da Giovanni nell’Apocalisse, e che rappresenta appunto la sesta lettera scritta alla chiesa della «Comunità di Filadelfia» sede di un’antica comunità cristiana, le cui origini risalgono agli albori del cristianesimo, situata nella regione di Lidia, a sud-est di Sardi dalla quale distava circa 50 chilometri. La città era stata fondata nell’anno 154 a. C. dal re di Pergamo Attalo Filadelfo, dal quale ricevette il nome. Filadelfia è un nome che deriva dal greco e vuol dire «amore fraterno.     (4. Continua)

 Collegno, Giugno  2017                                                                    Antonio Coscia

Agg. e corr. Maggio 2018

Sopra: Caravaggio, la Conversione di San Paolo – ( è conservato nella Cappella Cerasi della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma).

Note

14     Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali  di cui egli possiede come sintesi, nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti e porta inoltre in sé, un concentrato spirituale nei suoi arti corporei e animici, degli errori e imperfezioni morali  come conseguenze delle azioni malvagie commesse ai danni degli altri, ossia ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma».

15     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

      «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

16     Tutto ciò che resta indietro si oscura, si trasforma in una forma diversa che non ha più nulla di umano regredendo verso lo stato bestiale (questo vale per la forma e l’anima inferiore, ma non della sua vera essenza spirituale superiore divina).   Gli spiriti asurici come abbiamo già avuto modo di dire sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui, l’uomo era un minerale costituito dal calore saturneo; mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversarono il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale di coscienza terrestre. Pertanto oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi del più malefico essere del nostro mondo planetario, ossia di «Sorat» l’Entità solare definita da Giovanni l’anticristo e identificandolo col numero d’uomo 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico, non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo e in modo particolare quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri è la «forza morale» e l’impulso del Cristo; poiché occorrerà fare molta attenzione a non lasciarsi sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare all’uomo non potrà mai più essere recuperato, vale a dire quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io non potrà mai più esserci restituita. Questo argomento sarà ulteriormente affrontato nella seconda parte di questo tema sul dolore.

17    Rudolf Steiner ci annuncia tramite la rivelazione avuta dal bodhisattva Maitreya, la seconda venuta o Parusia del Cristo annunciata anche dai  vangeli e dalle lettere di Paolo, dal 1909 in poi. Prima per poche persone e poi dopo per tutta l’umanità, per l’arco di tremila anni sarà possibile incontrarlo nella Sua «Veste eterica» nell’ambito elementare (astrale) terrestre. Il Cristo non ritornerà più in un corpo fisico terrestre, ma è possibile fare la Sua esperienza per coloro che si prepareranno secondo la conoscenza della «Scienza dello spirito o antroposofia», d’incontrarlo sul piano astrale terrestre nel corpo eterico, così come fu per Paolo sulla via di Damasco. Finiti i tremila anni, sarà possibile incontrarlo nel corpo astrale nel mondo planetario o nel Devachan inferiore, e dopo altri tremila anni, l’umanità lo incontrerà nel Suo Io nel mondo stellare o Devachan superiore; cosicché soltanto allora saprà che cos’è il Cristo.

18     Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui  la rigida  legge testamentaria yahvetica si è modificata  in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, (sono altro i peccati che Egli prende su di sé, e questo tema non può che esulare da questa nota), occorre che compensiamo comunque l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione.  Il karma è veramente un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro. Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice:

      «Cosi oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

 19    Per Kamaloca s’intende la parte più bassa oscura della sfera astrale lunare  che comprende la zona della sfera della Luna, mentre la sfera di Mercurio e di Venere sono le sfere astrali superiori più luminose in cui l’anima si prepara a entrare nel mondo solare. Per sfera  dobbiamo pensare come centro la nostra Terra e che la Luna nel compiere  un giro completo attorno ad essa, crea uno spazio oscuro  tutt’intorno al nostro pianeta; lo spazio scuro va pensato come una sfera astrale spirituale compenetrata da altre  sfere superiori astrale – spirituale, dove le anime soggiornano  dopo la morte chi più chi meno, tra tormenti e sofferenze animiche dovute ad attaccamenti materiali.

20    Il «Sé spirituale» è la quinta parte superiore dell’uomo che insieme alla sesta parte lo «spirito Vitale» e la settima ed ultima parte della costituzione umana, ossia l’«Uomo spirito», forma la triade superiore divina concessa all’uomo quale dono della prima gerarchia, ossia: «Serafini, Cherubini e Troni, durante le antiche evoluzioni cosmiche planetarie dell’antica  Luna, Sole e Saturno. Esse sono presenti nell’uomo come germe spirituale e quali riflesso delle forze divine della Trinità Universale, le quali saranno sviluppate pianamente dal nostro Io superiore e vero Io, soltanto nelle prossime evoluzioni cosmiche quale corrente macrocosmica di «Giove, Venere e Vulcano. Tuttavia questa triplicità divina umana, deve essere  sviluppata già nel nostro eone terrestre come principio microcosmico superiore della seconda corrente macro-microcosmica nelle restanti Epoche del nostro eone terrestre, cioè: «Il “Sé spirituale” nella nostra quinta Epoca Postatlantica, lo “spirito Vitale” nella sesta Epoca Postatlantica e l’”Uomo spirito” nella settima Epoca Postatlantica.  Inoltre come è stato spiegato nella nota 8, nella terza corrente microcosmica l’Io umano deve sviluppare e perfezionare tutti gli arti umani, nei sette periodi di cultura di ogni Epoca.

21     Orifiele è un arcangelo appartenente ai sette spiriti Planetari o intelligenze cosmiche, i quali si susseguono come guide spirituali ogni 350 anni circa, per tutta la durata di un periodo di cultura di 2160 anni, i cui reggenti e nomi sono:

 Oriphiel – reg. Saturno – 4° periodo di cultura * dal:   200 a.C. – 150 d.C.

Anael    –  reg. Venere –  4° periodo di cultura dal:       150 d.C.  –  500 d.C.

Zachariel – reg. Giove – 4° periodo di cultura dal:     500 d.C. –  850 d.C.

Raphael  – reg. Mercurio – 4° periodo di cultura dal:   850 d.C. – 1190 d.C.

Samael   – reg. Marte – 4°  periodo di cultura dal:      1190 d.C. – 1510 d.C.

Gabriel   – reggente della Luna – 5° periodo  dal:       1510 d.C. – 1879 d.C.

Michael  – reg. del Sole  – 5° periodo che va dal:        1879 d.C. – 2233 d.C.

*      Il quarto periodo di cultura «greco-romano» iniziò  nel 747 a.C. e terminò nel 1413 con l’inizio  del quinto periodo di cultura  dal 1413 al 3573, cui seguirà poi dopo, il sesto periodo di cultura  dal 3573 al 5733; infine, il settimo periodo dal 5733 fino alla catastrofe finale della «guerra di tutti contro tutti» nel 7893. Dopodiché inizierà una nuova epoca: “La Sesta Epoca Postatlantica”,  nella quale seguiranno  di nuovo sette periodi di cultura. Ciò sarà possibile solo  per quelli che saranno rimasti in vita dopo lo scontro totale e che avranno superato la catastrofe del grande egoismo umano.  Ossia tutti quelli che hanno accolto l’impulso del Cristo secondo la conoscenza dell’Antroposofica e che hanno collaborato durante i secoli a rivestire come dire, il Sé superiore dell’umanità, dei tre corpi animici menzionati da Rudolf Steiner, nella conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 e che è pubblicata nel libro: «Cristo e L’anima umana» O.O. 155 – ed. Antroposofica Milano.   Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro “Signoria”,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

 

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