3.Note Integrative Antroposofiche

Note pubblicate sull’articolo: “La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale”.

 Breve Prefazione

Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

Note Integrative

20.    Il «Sé spirituale» è la quinta parte superiore dell’uomo che insieme alla sesta parte lo «spirito Vitale» e la settima ed ultima parte della costituzione umana, ossia l’«Uomo spirito», forma la triade superiore divina concessa all’uomo quale dono della prima gerarchia, ossia: «Serafini, Cherubini e Troni, durante le antiche evoluzioni cosmiche planetarie dell’antica Luna, Sole e Saturno. Esse sono presenti nell’uomo come germe spirituale e quali riflesso delle forze divine della Trinità Universale, le quali saranno sviluppate pianamente dal nostro Io superiore e vero Io, soltanto nelle prossime evoluzioni cosmiche quale corrente macrocosmica di «Giove, Venere e Vulcano. Tuttavia questa triplicità divina umana, deve essere sviluppata già nel nostro eone terrestre come principio microcosmico superiore della seconda corrente macro-microcosmica nelle restanti Epoche del nostro eone terrestre, cioè: «Il “Sé spirituale” nella nostra quinta Epoca Postatlantica, lo “spirito Vitale” nella sesta Epoca Postatlantica e l’”Uomo spirito”nella settima Epoca Postatlantica. Inoltre come è stato spiegato nella nota 8, nella terza corrente microcosmica l’Io umano deve sviluppare e perfezionare tutti gli arti umani, nei sette periodi di cultura di ogni Epoca.

21.    Orifiele è un arcangelo appartenente ai sette spiriti Planetari o intelligenze cosmiche, i quali si susseguono come guide spirituali ogni 350 anni circa, per tutta la durata di un periodo di cultura di 2160 anni, i cui reggenti e nomi sono:

 Oriphiel – reg. Saturno – 4° periodo di cultura * dal:   200 a.C. – 150 d.C.

Anael    – reg. Venere – 4° periodo di cultura dal:       150 d.C – 500 d.C.

Zachariel – reg. Giove – 4° periodo di cultura dal:     500 d.C. – 850 d.C.

Raphael – reg. Mercurio – 4° periodo di cultura dal:   850 d.C. – 1190 d.C.

Samael   – reg. Marte – 4° periodo di cultura dal:     1190 d.C. – 1510 d.C.

Gabriel  – reggente della Luna – 5° periodo dal:       1510 d.C. – 1879 d.C.

Michael – reg. del Sole – 5° periodo che va dal:       1879 d.C. – 2233 d.C.

* Il quarto periodo di cultura «greco-romano» iniziò  nel 747 a.C. e terminò nel 1413 con l’inizio  del quinto periodo di cultura  dal 1413 al 3573, cui seguirà poi dopo, il sesto periodo di cultura  dal 3573 al 5733; infine, il settimo periodo dal 5733 fino alla catastrofe finale della «guerra di tutti contro tutti» nel 7893. Dopodiché inizierà una nuova epoca: “La Sesta Epoca Postatlantica”,  nella quale seguiranno  di nuovo sette periodi di cultura. Ciò sarà possibile solo  per quelli che saranno rimasti in vita dopo lo scontro totale e che avranno superato la catastrofe del grande egoismo umano.  Ossia tutti quelli che hanno accolto l’impulso del Cristo secondo la conoscenza dell’Antroposofica e che hanno collaborato durante i secoli a rivestire come dire, il Sé superiore dell’umanità, dei tre corpi animici menzionati da Rudolf Steiner, nella conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 e che è pubblicata nel libro: «Cristo e L’anima umana» O.O. 155 – ed. Antroposofica Milano.   Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro “Signoria”,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

22.    Occorre comprendere che ci sono diversi aspetti dell’Entità dell’ostacolo che chiamiamo Lucifero che va dalla sfera angelica, fino ai Serafini. Vale a dire che ogni gerarchia spirituale ha come sua controparte un Entità dell’ostacolo che chiamiamo Lucifero. Per cui il nome Lucifero indica tutto ciò che è passato, tutto quello che non si è evoluto e che è rimasto com’era in un’evoluzione cosmica antica; perciò possiamo definire Lucifero una figura che guarda continuamente indietro al passato: che è fuori luogo in ogni presente. Il Lucifero di cui parliamo ora, era il Signore e reggitore del pianeta Venere durante il periodo in cui la Terra era nello sviluppo del secondo stato di coscienza sull’antico Sole. Fu là che Lucifero essendo un essere d’infinita e splendida bellezza, (la sua bellezza eguagliava quasi quella del Cristo allora reggitore del pianeta Sole, ossia suo fratello planetario) non accolse a causa del suo immenso orgoglio il suono della «Parola Cosmica»; egli la respinse a causa del suo smisurato orgoglio sedotto dalla sua stessa immensa luce di bellezza; (Cristiania, “Oslo”, 12 giugno 1912; riv. Antroposofia gennaio-febbraio 1998). Egli è quel ladrone di destra appeso alla croce e menzionato soltanto dal vangelo di Luca, che il Cristo perdonò e redense promettendogli il «Paradiso perduto», ossia la sua antica dignità di guida di Venere. Il Cristo compì qualcosa di più elevandolo a «spirito del Sole», a Dio Cosmico solare, cioè al posto lasciato dal Cristo fattosi «Spirito della Terra» e Dio nell’uomo. Quest’aspetto di Lucifero è menzionato da Rudolf Steiner, nel libro «L’Oriente alla luce dell’Occidente» O.O. n. 113, dove a pag. 123 scrive: «Dobbiamo dunque registrare un totale capovolgimento della situazione conoscitiva umana nel corso dell’evoluzione: da Dio Cosmico, Cristo si è fatto Dio terrestre che diventa l’anima della Terra; Lucifero da dio terrestre si è fatto dio cosmico»

23.    Va detto che il Cristo nella Sua vera essenzialità appartiene al secondo aspetto della Trinità Divina Universale, ossia Egli è un’emanazione della Divinità Trina, e in quanto tale abbraccia tutta la creazione e le creature che a essa appartengono, per cui nessuna divinità può reggere il confronto con le Sue forze divine universali. Egli nel Suo immenso amore divino, scese dall’altissima dimensione della «Parola universale», per unirsi al destino dell’evoluzione umana e di conseguenza si congiunse quale guida del pianeta Terra: «E la Parola si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi …»; così è scritto nei primi versi del vangelo di Giovanni (Gv 1,14). In tal caso il Cristo come uomo, può essere affrontato dagli spiriti dell’ostacolo che Egli vinse e redense per prima Lucifero come menzionato in questo tema, e tenne a bada Arimane in quanto l’uomo ha ancora bisogno per ancora moltissimo tempo di quest’ostacolo. Come Egli è la guida e archetipo dell’umanità, così lo è nei riguardi di tutte le Gerarchie spirituali; per cui come guida dei sei Elohim solari e del pianeta Sole, Egli può essere ostacolato da un Suo pari, ossia uno Spirito della Forma o Exusiai (Potestà), rimasto indietro in un’evoluzione antichissima che va oltre l’evoluzione dell’antico Saturno e che abbiamo imparato a conoscere come «Sorat» la Bestia apocalittica che Giovanni nell’Apocalisse indica con il numero di uomo 666.

24.   Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 2, deve attraversare sette stati di coscienza, ove durante il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». È un corpo formato da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiama «Fantoma». Ossia, il nostro vero corpo fisico non è il nostro corpo di carne perituro esterno, ma è la forma spirituale di calore che portiamo all’interno di noi costituita appunto da forze di calore che a causa della tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva, continuò a degenerare attraverso i secoli nei discendenti umani. Cosicché all’epoca della «svolta dei tempi», cioè alla venuta del Cristo e alla Sua incorporazione nel corpo di Gesù di Nazareth, era arrivato con gli altri costituenti animici umani, cioè il corpo eterico, l’astrale e l’Io inferiore, alla loro massima degenerazione che avrebbe messo in pericolo la nascita della coscienza dell’io e l’impossibilità nei secoli a venire, di avere a disposizione dei corpi fisici adeguati per l’incarnazione terrestre, in modo da continuare l’evoluzione umana. Grazie appunto all’evento del Cristo che incarnatosi come uomo in un corpo puro preparato apposta per Lui da uno dei più alti iniziati cristiani e discepolo del grande Dio solare e la collaborazione spirituale del grande Buddha Gautama, ebbe la possibilità di vivere per tre anni nel corpo di Gesù di Nazareth ripristinando nei tre anni di permanenza sulla Terra, il corpo fisico, ossia il Fantoma umano, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano di Gesù. Inoltre trasformò i tre arti inferiori animici di Gesù in arti spirituali superiori, ossia trasformando il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico in Spirito Vitale e il corpo fisico in Uomo Spirito. In altri termini come Yahve creò il primo uomo chiamato Adamo dal quale noi tutti discendiamo come umanità terrena, così il Cristo creò l’uomo nuovo futuro spirituale dal quale noi tutti possiamo risalire alla nostra origine divina; ovverosia Egli creò l’«Archetipo spirituale umano» quale meta del futuro stato di coscienza di Vulcano, ciò che S. Paolo chiamò il «Nuovo Adamo». E come se gli uomini di duemila anni fa si fossero trovati davanti a una Personalità umana – divina proveniente da un remoto futuro e che non seppero riconoscere di essere di fronte a loro stessi, di come saremo o diverremo in una realtà futura ancora molto remota, se accoglieremo in noi l’Impulso del Cristo. E ciò sarà possibile proprio per il fatto che il Cristo, nella Sua discesa all’interno della Terra astrale dopo la morte, ossia nei diversi strati della sfera astrale terrestre, trasformò dal Fantoma umano di Gesù di Nazareth il «corpo di Resurrezione» con il quale risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua. Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo prima della morte di Gesù dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del Cristo, che il corpo di resurrezione è un arto   spirituale di calore più elevato di quello, costituitosi sull’antico Saturno (Fantoma) quale dono dei Troni, con il quale esso forma un unità. Il Cristo creò questo corpo spirituale in vista della futura evoluzione superiore macrocosmica che va da Giove a Vulcano, in cui l’uomo superiore o «Vero Io», avrà bisogno di rivestirsi per trasformare i suoi involucri inferiori perituri microcosmici, in corpi superiori immortali macrocosmici; vale a dire che dovrà trasformare su Giove completamente il corpo astrale in Sé Spirituale; su Venere il corpo eterico in Spirito Vitale e su Vulcano il corpo fisico in Uomo Spirito. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale», unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».

Sergei O. Prokofieff nel suo libro «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

« Rudolf Steiner in diversi punti della sua opera indica tutto il significato di questo fuoco interiore mediante un esempio apparentemente semplice: «tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasti in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero, così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana», (O.O. 223, 28.9.1923.

 25.     Filadelfia era una delle sette chiese dell’Asia minore (all’epoca dell’inizio del cristianesimo) cui, Giovanni Evangelista scrive una lettera secondo la rivelazione avuta dal Cristo durante un momento estatico chiaroveggente, da dove trasse poi il libro profetico dell’«Apocalisse». In realtà questo libro come tutti i libri che nascono da una visione spirituale, è una rivelazione data all’umanità come guida e nello stesso tempo come avvertimento di aver errato dalla retta via segnata da Dio, a causa del suo io immaturo e imperfetto; cioè la via cui l’uomo è destinato come suaccennato da questo tema. Come il libro dell’Antico Testamento rappresenta il passato dell’umanità antica scesa dal mondo spirituale a causa del peccato originale, cosi il Nuovo Testamento rappresenta l’uomo futuro che si riscatta e ricongiunge col Cristo (il Creatore) tramite una coscienza morale conquistata attraverso l’esperienza terrena, cioè col discernimento del bene e del male. L’Apocalisse invece, è un libro simbolico che parte da una realtà divina spirituale superiore (Devachan superiore o mondo della ragione), riferita alle comunità cristiane terrene rappresentate dalle sette chiese dell’Asia minore che rispecchiano un insieme di eventi futuri sul piano fisico, tramite ciò che la visione veggente di Giovanni descrive attraverso un simbolismo esoterico, che possiamo interpretare in questo modo: «Immaginativo – astrale (i sette suggelli), ispirativo – planetario (le sette trombe) e intuitivo – stellare (le sette coppe dell’ira)».

26.     È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana come menzionato nella nota (2) precedente, si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza, di cui qualcosa resta indietro come scoria animica elementare, secondo gli stati di forma menzionati nella nota, che in questo caso dobbiamo attribuire allo stato di coscienza dell’antica Luna. Per cui nell’evoluzione seguente queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come una sfera a sé, dalla quale agiscono delle Entità spirituali, anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire, la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare della loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Nei riguardi dell’ottava sfera, la cosa in sé è molto complicata da spiegare in una nota, per cui per un maggiore approfondimento si rimanda a una conferenza che Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254), dove egli dice che l’ottava sfera si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna che, Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni, contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia, animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente), quando attraverso delle vie spirituali occulte sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse antiche (luciferiche appunto) e non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana.

Rudolf Steiner, nella conferenza citata, spiega dettagliatamente i Misteri dell’ottava sfera, dove alla fine dà un disegno dal quale si può vedere che spiritualmente (la sfera spaziale dell’ottava sfera) coincide con il centro (il nucleo) della Terra. Tuttavia continua, «essi sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti del’Entità divina di Yahve che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male. L’aspirazione di Lucifero e Arimane continua Rudolf Steiner, è quello di trascinare entro la loro ottava sfera proprio la libera volontà umana, di impedire che nasca proprio quanto scaturisce dalla libera volontà, trascinandolo nella loro ottava sfera. E lo strumento più efficace per ciò e costituito dai tipi di chiaroveggenza visionari che oggi si presentano ovunque, i quali mediante la cieca ammirazione da parte degli uomini, ottengono il potere di legare a essi la loro libera volontà e di sottometterla. Quando l’elemento volitivo libero dell’uomo viene mutato in veggenza visionaria, allora egli si trova già nell’ottava sfera e con ciò una parte della sostanza animica umana viene sottratta e preparata per l’ottava sfera. In questo modo il fine di Lucifero e di Arimane è di carpire e conquistare per loro un’anima intera, la quale sparirebbe completamente per l’evoluzione terrestre, finendo così irreparabilmente nell’ottava sfera» (dal libro di Sergei O. Prokofieff: «E la Terra diviene Sole, (6. Il destino universale del male).

27.    Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza per cui, sono già passati tre eoni (Saturno, Sole e Luna) che indichiamo con il numero 3. Inoltre siamo nella quinta Epoca, cui sono già passate quattro (Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica), che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre, sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che: quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 (che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il Demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida solare), tutte le anime che non saranno state redente, sprofonderanno con l’ottava sfera del male nell’abisso universale dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, nell’ambito del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro quarto stato di coscienza cosmico terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca terrestre, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. Vedi più avanti i sigilli 4° e 6°, che rappresentano le visioni apocalittiche dell’evangelista Giovanni in merito a quel che è stato detto.

28.    Sorat è il Demone solare che fin dal principio è stato un avversario del Cristo quale guida degli Elohim e genio del Sole, per questo è definito il vero anticristo. Rudolf Steiner rileva il suo nome dal numero apocalittico della “Bestia” il cui numero è 666, secondo la chiave dei numeri cabalistici dell’alfabeto ebraico. Inoltre egli dice che Sorat è uno spirito maligno rimasto indietro molto prima dell’evoluzione di Saturno e Sergei O. Prokofieff lo caratterizza uno spirito appartenente alla gerarchia degli spiriti della Forma rimasti indietro. Va comunque chiarito che quale potente mago nero può combattere contro il Cristo quale genio e guida solare degli Elohim, ma non potrebbe fare nulla contro il Cristo quale secondo aspetto di «Figlio di Dio» appartenente alla Trinità universale. Chiariamo meglio quest’aspetto dicendo che il Cristo è secondo Rudolf Steiner, un’emanazione della Divina Trinità Universale, ossia è un pensiero divino avente in sé tutte le caratteristiche della Trinità Divina dalla quale fu generato. Perciò non può esistere nessuna Entità nell’ambito di tutte le gerarchie divine universali cui possono contrastarlo e vincere. Soltanto quando il Cristo discende nei mondi inferiori delle gerarchie spirituali assumendo o incorporandosi in Entità gerarchiche inferiori, le forze del male possono combatterlo, ma non potranno mai prevalere sul Suo Essere Divino Universale, in quanto il male non può avere una sussistenza eterna, ma solo temporale.

29.    La Sapienza divina è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare tramite i Cherubini, gli Spiriti di Saggezza e Angeli. La Divina Sapienza invece è un Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fin nell’ambito dell’anima umana, attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, dagli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini, come decima gerarchia Cosicché possiamo dire che quest’Essere è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini, su fino agli Spiriti della Saggezza. E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela ai tre principi macrocosmici superiori della Divina Trina universale. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina ma esiste soltanto come androgino asessuato. La differenza nel fatto che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte in quella maschile, dipende dalla loro manifestazione nel mondo dell’anima umana. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile.

Nel 5° sigillo apocalittico, è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la «Celeste Sofia» sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera (vedi libro citato alla nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag, 303-305).

30.    L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica. Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, XX secoli fa nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù».

Questa Sua discesa da mondi infiniti dello spirito, fu per la Terra e per gli uomini, un’esperienza nuova e nello stesso tempo stravolgente, in quanto per la prima volta un «impulso divino» attraversava l’esperienza della morte umana, per ridurre il potere di Arimane sulla paura che incuteva agli uomini nell’attraversare la porta della morte. Dopo la morte sulla croce del Golgotha, il Cristo discese fino all’ultimo strato spirituale del nocciolo interno della nostra Terra (Inferno), dove «Bene e Male» convivono, anche se separati spazialmente, da un abisso spirituale tra le forze buone della prima gerarchia (Troni, Cherubini e Serafini) e da quelle soratiche del male, cioè gli Asura. Qui il Cristo creò dalla trasformazione del corpo del «Fantoma» di Gesù (vedi nota 24) un nuovo corpo spirituale superiore che conosciamo come «corpo di resurrezione», con il quale Egli risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua, dopo aver rimesso il potere di Arimane nei suoi limiti e dato alla Terra la svolta a congiungersi un giorno di nuovo col Sole. Grazie a ciò, il Cristo diede agli uomini la speranza che la morte non esiste, ma che dietro alla morte si celi il volto del Padre, con il quale l’uomo si unisce dopo la morte fisica per l’inizio di una nuova vita. L’uomo non viene annientato dalla morte, in quanto il Cristo la vinse dando la possibilità a quelli che si compenetrano dell’Impulso del Cristo e della coscienza del Cristo secondo la conoscenza antroposofica, di unirsi un giorno al corpo di resurrezione del Cristo, conquistando in tal modo l’immortalità dell’io umano.

Ciò che soccombe alla morte è soltanto il nostro corpo fisico, ossia l’involucro materiale esterno perituro di cui ci avvaliamo come strumento per la nostra evoluzione e perfezione nel mondo fisico; ma il nostro Io terreno e l’anima di cui ci avvolgiamo alla nascita come strumento animico, non muoiono, ma si adattano a vivere dopo la morte in una nuova dimensione dove la materia assume uno stato più sottile e luminoso (mondo astrale), in cui ci compenetriamo con le altre anime vivendo in uno stato unitario qual è il mondo divino spirituale.

Il Cristo, nei tre anni di convivenza negli involucri animici-spirituali di Gesù di Nazareth, non solo ripristinò le quattro parti costitutive umane, ossia: «Il corpo fisico (Fantoma), l’eterico, l’astrale e l’Io terreno», ma trasformò come menzionato, dal vecchio corpo antico di calore di Saturno, un nuovo corpo più elevato e luminoso, vale a dire il «corpo di resurrezione» o il nuovo Adamo. E come dal vecchio Adamo discese l’umanità a causa della tentazione luciferica, così con il nuovo Adamo tutta l’umanità potrà risalire alla sua origine divina grazie al sacrificio e alla «Grazia» del Cristo. Occorre pertanto unirsi al corpo di resurrezione che secondo l’economia spirituale, il Cristo ha moltiplicato per ogni uomo della Terra e che appunto ognuno di noi può accogliere solo dopo aver accolto l’Impulso del Cristo e risvegliato in noi la «coscienza del Cristo», ossia il motto paolino: «non Io ma il Cristo in me». Questi due impulsi spirituali furono generati dall’azione del Cristo nella Sua discesa in un corpo umano che divenne poi visibile e oggettivo allorquando i romani nell’arrestare Gesù nel giardino dei Getsemani, videro un ragazzo che lo seguiva a distanza cui essi cercarono invano di prenderlo, ma riuscirono solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo.

 “Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner dice che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal Vero Io cosmico del Cristo e attraversare superando le catastrofi future, cioè quella alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti); la seconda alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e l’Epoca delle sette trombe, (vedi Tav. 1 della nota 2).

Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità:

a) Corpo Astrale = sviluppo delle forze di vera fede e di meraviglia.

b) Corpo eterico = sviluppo di vero amore e dedizione verso gli altri.

c) Corpo fisico (spirituale) = sviluppo della coscienza morale.

Fede e meraviglia, aiutare il prossimo con vero amore e dedizione e sviluppo della coscienza morale, sono le tre virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo quale «Archetipo spirituale» della futura umanità, che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle Entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura.

31.    Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. Questa coscienza del Cristo nasce durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza d’amore dell’Io cosmico nell’umanità, manifestandosi dapprima in modo istintivo e alimentata da una fede viva nel Cristo cosmico. Con l’avvento di Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario cristianesimo cosmico nascente, indurendosi sempre più nei dogma di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (vedi le note 7-8) causò tanto dolore e sofferenze nell’umanità con le due guerre mondiali (1914-18 e 1939-45) con la disastrosa perdita di 55 milioni di morti, tra militari e civili. Occorre che oggi appunto se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, il solo che possa unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

 

 

 

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