Che cos’è la verità? I

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«Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 5-6.

       In ogni uomo nel suo profondo esiste un anelito alla verità. Fa parte della ricerca e realizzazione della nostra autocoscienza individuale alfine di poterci unire al nostro Sé divino. Il mistero della verità è un tema molto complesso, cui non è facile dare una risposta in modo chiaro ed esauriente, poiché fa parte di quei misteri divini cui solo un iniziato chiaroveggente che abbia realizzato in sé non solo l’unione con il suo Io superiore, ma anche con il suo «vero Io o Scintilla divina», può rispondere. Questo iniziato sarebbe allora la manifestazione vivente della realtà divina che quale verità universale, opererebbe attraverso di lui quale rappresentante delle forze dello Spirito Santo, cui neppur Esso potrebbe contenere in sé tutta la verità intera, la quale può vivere soltanto nel seno del Padre. Difatti, nel vangelo di Marco, è il Cristo stesso che incorporatosi in Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato dal Battista, a esprimere questo concetto assoluto della verità, laddove Egli dice:

«Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre; (Mc 13,32)».

      Riflettendo profondamente su quest’aspetto assoluto della verità, possiamo pensare che nessun uomo sulla Terra per quanto possa essere evoluto, sia in grado di accogliere la manifestazione delle forze macrocosmiche divine del Padre, ma solo quelle del Dio Figlio e dello Spirito Santo, in quanto operano nel mondo Planetario e nell’ambito della seconda e terza gerarchia divina attraverso quell’Essere spirituale che conosciamo come “Divina Sofia”. Difatti, l’iniziato chiaroveggente che poté realizzare quest’altissima meta spirituale incontrando il Cristo sul piano del “Budhi” (conosciuto anche come “piano della Provvidenza”) fu Rudolf Steiner1, grazie al fatto di essere salito a un grado iniziatico elevato che possiamo paragonare a quel grado iniziatico conseguito dagli stessi discepoli durante l’evento di “Pentecoste”, ossia il sesto grado dell’iniziazione antica precristiana chiamato “Eroe solare”2 cui nell’iniziazione rosicruciana moderna, corrisponde alla “Fusione con il macrocosmo”. Egli poté realizzare quest’altissimo grado iniziatico grazie alla sua veggenza spontanea all’età di sette anni e poi dopo, una sera dopo un lungo lavoro, ebbe l’incontro col Sé spirituale all’età di diciannove anni. L’incontro con il suo Maestro spirituale e poi dopo, con altri, fra cui l’altissima Entità spirituale di Cristian Rosenkreutz, permise a Rudolf Steiner alcuni anni dopo verso la fine del 1900, (dopo essere passato attraverso prove molto dure), l’unione col suo Vero Io3, tramite cui gli fu possibile avere l’incontro con l’”Io Sono del Cristo”, diventando così uno dei Suoi più alti discepoli e collaboratore per la divulgazione della conoscenza del vero cristianesimo moderno, rinnovatosi attraverso l’Antroposofia4.  Rudolf Steiner indicò questo momento importante della sua vita, nel XXVI capitolo del suo libro “La mia vita”, ove egli scrive:

      «Il tempo in cui dicevo sul cristianesimo cose tanto contrastanti, se si guarda solo alla lettera, con quanto ho detto più tardi, fu quello in cui il vero cristianesimo cominciò a germogliare dinanzi alla mia anima come fenomeno di conoscenza interiore. Sul declinare del secolo quel germe si sviluppò sempre più. Poco prima avevo dovuto subire la prova interiore che ho descritto. Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza»; pag. 279 Ibidem.      

      Se comprendiamo quest’aspetto della verità realizzato dal grande Iniziato chiaroveggente cristiano nel XIX secolo, possiamo allora nell’anelito alla conoscenza superiore accogliere e sviluppare in noi attraverso l’Antroposofia, l’amore e la venerazione per lo “Spirito di Verità” che realizzò tutto questo e si presentò nel ventesimo secolo come Maestro dell’umanità e fondatore dei nuovi misteri del cristianesimo-rosacruciano moderno e della “Scienza dello Spirito o antroposofia”, conosciuto da noi antroposofi col nome di Rudolf Steiner. Egli fu molto osteggiato e calunniato nella sua vita e, naturalmente anche i suoi scritti furono e sono tuttora criticati da persone di scarsa moralità e disonestà intellettuale appartenenti a correnti di pensiero filosofiche, sia laiciste sia religiose. Questo ci porta a dire che quando in noi esiste l’impulso della vera ricerca e amore per la verità, l’atteggiamento morale e intellettuale che dovremmo manifestare di fronte a esperienze spirituali di uomini così evoluti che sacrificano la loro vita per il bene dell’umanità, sarebbe quello di avere nei loro confronti, il rispetto se non altro per la loro fedeltà e abnegazione nei confronti del mondo spirituale.  Ciò non vuol dire accogliere dogmaticamente la loro dottrina o pensiero filosofico, senza prima vagliarlo tramite il nostro giudizio intellettivo, purché privi di pregiudizio o nel peggiore delle ipotesi di disonestà intellettuale o, addirittura d’intolleranza verso il confronto dialogico che potrebbe portarci a una giusta armonizzazione e riconciliazione dei diversi punti di vista, alla stessa verità. Naturalmente ciò vale ricordarlo anche a noi antroposofi, ossia il non lasciarci andare a inutili critiche o ad atteggiamenti di superbia e di arroganza intellettuale di verità assolutistiche, cui ogni cosa che non è condivisa dalla Scienza antroposofica, è dannoso e sbagliato. Non mi pare che Rudolf Steiner abbia mai detto che la sua verità è assoluta e quella degli altri sia sbagliata; lui stesso ebbe a dire di non accogliere mai nulla per autorità, per ciò che aveva detto o potuto dire nei riguardi del suo insegnamento, come verità assoluta, ma vagliarla sempre col nostro sano raziocinio umano.  Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Oslo, il 17 giugno del 1910, in merito dice:

       «Male sarebbe se chi ancora non ha facoltà di veggenza spirituale dovesse accettare per cieca fede, quanto viene narrato. Io prego, come pregai a Berlino, di non accettare per fede o per autorità nulla di quanto posso aver detto o che dirò in seguito. Anche prima che si raggiunga la chiaroveggenza, esiste per l’uomo la possibilità di vagliare quel che risulta dall’osservazione chiaroveggente … Quanto ho potuto dire su Zarathustra o Gesù di Nazareth, su Ermete o Mosè, su Odino o Thor, sul Cristo Gesù stesso, io raccomando di non crederlo o accettarlo per autorità. Scongiuro di disabituarsi dal principio d’autorità, poiché esso è un male per noi … I migliori scolari della conoscenza spirituale sono quelli che vengono stimolati dall’insegnamento per metterlo al servizio e per provarlo nella vita … Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita»; (La Missione di singole anime di popolo O.O. 121, pag. 187-188).  (1. Continua)

 Collegno luglio   2012                                            Antonio Coscia

agg. novembre  2018

Note Integrative

1   Vedi la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

2     Nella via iniziatica antica si riconoscono sette gradi iniziatici quali:

Il Corvo – L’Occulto – Il Guerriero – Il Leone – Il Persiano (nome del popolo di appartenenza) – L’Eroe Solare e il Padre.

Anche nella gnosi cristiana il discepolo passava attraverso sette gradi iniziatici quali:

La Lavanda dei piedi – La Flagellazione – L’Incoronazione delle spine – La Croce – La Morte Mistica – La Sepoltura (Resurrezione) – La Resurrezione ( Ascensione).

Nella via iniziatica moderna cristiana- rosacruciana troviamo gli stessi sette gradi, ossia:

–   Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

–   L’acquisizione della conoscenza immaginativa ( mondo Astrale ).

–   La lettura della scrittura occulta ( corrispondente  all’ispirazione ).

–   L’inserimento nell’ambiente spirituale  ( corrispondente all’intuizione ).

– La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

–   L’unione col macrocosmo.

– Lo sperimentare come stato complessivo l’ esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

3     L’uomo secondo la conoscenza della Scienza antroposofica è costituito da “corpo, anima e spirito; a sua volta Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia” divide queste tre parti dell’Entità umana in tre volte tre parti e cioè:

Corpo = corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente.

Anima = anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente.

Spirito = Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito.

Queste tre parti o nove parti, sono gli strumenti articolati animici e spirituali quali veicoli dell’”Essere spirituale” dell’uomo, ossia l’Io. Ma sta di fatto che anche questo Essere spirituale o Io umano, è formato da tre “Io” che s’interpenetrano uno nell’altro che sono chiamati:

“Vero Io, Io superiore e Io terreno“.

         Il Vero Io è il nocciolo divino dell’uomo, il quale è conosciuto anche come Scintilla divina, poiché è un dono concesso all’uomo attraverso un unione particolare dei sette Elohim (Spiriti della Forma, Exusiai, Potestà) che lo accolsero dal mondo della «Parola universale», il quale si manifesta nel vero mondo spirituale come «logos umano» in divenire. È l’albero della vita menzionato nella Bibbia di cui si cibava l’uomo o l’Io superiore.

“Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”; Gn 2,9.

        L’uomo ha poi un secondo Io umano che chiamiamo «Io superiore», il quale è un dono di un frammento del fuoco divino degli Spiriti della Forma concessaci durante l’Epoca Lemurica e che è la nostra Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma, che non scende fino al livello terreno ma resta nell’ambito della sfera solare da dove proietta una sua immagine imperfetta, quale principio dell’Io inferiore o Personalità umana.

     In ultimo abbiamo il nostro Io terreno che come menzionato è un’immagine riflessa della nostra Individualità umana o Io superiore. Sia il Vero Io che l’Io superiore, non cambiano mai, ma evolvono e prendono coscienza attraverso i frutti che in ogni vita, una nuova Personalità terrena offre loro. Possiamo dire che in ogni vita la Personalità umana o Io terreno muore, ma acquisisce nuove facoltà umane e si rende più perfetto, fino a quando non realizzerà la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché potrà di nuovo congiungersi con la sua immagine spirituale cioè l’Io superiore. Questo è il lavoro che l’Io umano inferiore deve fare nell’attuale quinto periodo di cultura, ossia purificando e trasformando il corpo astrale in un principio microcosmico del Sé superiore, ma prima deve realizzare in sé lo sviluppo dell’anima cosciente.

Vedi anche le note 14-15 di 2. Note Integrative Antroposofiche.

4     Vedi la nota 31 di 6.Note integrative antroposofiche.

 

 

 

 

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