Il Presepe quale mistero dell’Archetipo umano II

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         Rudolf Steiner3, (1861-1925) uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiani e fondatore della “Società Antroposofica Universale” il cui centro è situato a Dornach in Svizzera, ove è presente una costruzione particolare in cemento armato chiamato “Goetheanum”, consigliò difatti di mettere nella stanza del bambino la bellissima opera pittorica della “Madonna Sistina” di Raffaello. La forza vitale e l’aura spirituale rappresentata dall’immagine della Madonna col bambino che Raffaello trasse da una sua reale esperienza veggente spirituale notturna, può aiutare molto il bambino nello sviluppo del corpo eterico e della sua formazione psichica. Essa agisce come stimolatrice di quella parte divina – spirituale ossia del “principio virgineo della fanciullezza” che risiede nel profondo di ogni uomo e in modo particolare nel bambino che è anche sotto la “tutela” del suo “Angelo custode”, come d’altronde in ogni uomo. L’Angelo custode è la guida e il protettore spirituale di ogni anima umana e risiede nel profondo del corpo astrale4 (anima dell’uomo), laddove guida e ispira l’uomo in modo che segua la giusta evoluzione della sua meta umana, alfine che possa realizzare l’uomo divino superiore tramite lo sviluppo della coscienza morale  attraverso il discernimento del bene e del male. Ciò è possibile se lavoriamo attivamente su noi stessi purificando la nostra anima (corpo astrale) da brame, desideri e passioni negative egoiste, fino a realizzare attraverso il pensiero cosciente accompagnato da un giusto sviluppo morale, la nascita della coscienza superiore (coscienza morale) in modo che il nostro Io inferiore si autoriconosca quale individuo umano autonomo e libero, avente in sé un che di divino che è sempre esistito e che è unito a un “Essere” (Io superiore) che lo ha sempre guidato, a cui egli è subordinato. La meta umana è quindi la realizzazione che l’uomo possa arrivare a “toccare” alla fine del nostro eone terrestre, la sfera angelica, cosicché il suo Angelo venga liberato dalla tutela e guida dell’uomo e salire al grado superiore di Arcangelo.

 Il Presepe, perciò, essendo una rappresentazione plastica di un fatto mistico reale, (il cristianesimo non può essere provato come evento storico, ma solo attraverso un puro pensiero veggente nel mondo della memoria universale che chiamiamo “Akasha”) può agire nell’anima umana attraverso la sua immagine plastica, ricavata da un fatto realmente accaduto alla “svolta dei tempi”. Questo fatto segnò nell’arco della storia e dell’evoluzione umana, l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre e della vita dell’uomo, cioè la nascita dell’”Archetipo umano” o “Figlio di Dio” nel bambino di Nazareth menzionato dal vangelo di Luca, affinché fosse possibile a un uomo terreno accogliere ed essere compenetrato dall’Altissima Entità solare del Cristo. Nessun uomo per quanto possa essere evoluto, è in grado di accogliere in sé l’Altissimo Dio solare, senza che questo comporti inesorabilmente la perdita della propria vita. E affinché ciò potesse essere realizzato in un uomo, fu opportunamente preparato tramite la collaborazione della corrente degli “Esseni” e di altissimi uomini iniziati nei misteri cristiani, la nascita di un altro bambino che avesse in sé la più alta sapienza terrena sviluppata attraverso moltissime incarnazioni e iniziazioni, nell’ambito dei misteri occulti solari, risalenti fin dai misteri atlantici e diretti dal “Manu” divino Melchisedec5. Questo bambino nasce secondo il vangelo di Matteo, nella città di Betlemme ed è secondo Rudolf Steiner, la reincarnazione di uno dei più elevati iniziati solari di tutti i tempi chiamato Zarathustra o Zoroastro. Si tratta dell’antichissimo e primo Zarathustra re-sacerdote di “Aura Mazdao” (l’aura celeste del Sole, dietro cui agiva l’Altissima Entità solare del Cristo) vissuto circa 7000 anni fa, (quando il Sole sorgeva nell’equinozio di primavera sotto il segno dei “Gemelli”), ossia la guida del popolo proto-Persiano. Egli si incarnò alla “svolta dei tempi” tramite i genitori Maria e Giuseppe, nativi di Betlemme e discendenti della linea regale del re Salomone figlio di Davide, laddove Matteo narra che il bambino nasce in una casa di Betlemme di Giudea ove viene trovato dai tre Magi provenienti dall’Oriente: “Melchiorre, Baldassarre e Gaspare”, che avevano seguito chiaroveggentemente l’incarnazione del loro Maestro in Palestina (simbolizzato dalla discesa della “Stella celeste”) nei pressi del luogo dove sarebbe nato il bambino. In realtà essi erano i tre re-sacerdoti astrologi veggenti zoroastriani che, interpretando il movimento delle stelle o il congiungimento dei due pianeti “Saturno e Giove” avvenuto il quel periodo, intuirono chiaroveggentemente che il loro maestro Zarathustra o Zoroastro, conosciuto nella loro vita precedente durante il periodo babilonese (circa V I secolo a.C.), si sarebbe incarnato in un paese della Giudea, cioè a Betlemme, da una coppia di genitori discendenti della stirpe di Davide. L’Evangelista Matteo scrive che i Magi sono guidati da una “Stella” attraverso la quale trovano il bambino in una casa di Betlemme e non in una stalla come riportato invece dal vangelo di Luca, a cui fanno visita poi dopo i pastori del luogo, avvisati da un Angelo. I Magi, (essi erano arrivati a un altissimo grado iniziatico cui erano dei veri maghi) attraverso i segni esteriori planetari e la loro visione interiore, seguirono l’anima del loro Maestro che dal mondo spirituale discendeva verso l’incarnazione fisica terrena e, trovatolo nella casa di Betlemme, gli offrono in dono “oro, incenso e mirra” 6, cioè i simboli delle sue facoltà spirituali.

Nel Vangelo di Luca invece, come abbiamo citato, si parla di un altro bambino anch’egli di nome Gesù che nasce da genitori anch’essi della stessa stirpe di Davide, aventi lo stesso nome di Giuseppe e Maria ma nativi di Nazareth, una piccola comunità sparsa sui monti della Galilea, i quali salgono a Betlemme per il censimento durante il quale, Maria essendo incinta, partorisce il bambino in una stalla adiacente alla locanda presso la quale non avevano trovato posto per la notte. Non dobbiamo affatto meravigliarci che in quel periodo possano essere nati due bambini Gesù, (nati secondo Rudolf Steiner a distanza di alcuni mesi uno dall’altro) da due coppie con lo stesso nome Maria e Giuseppe, e discendenti della stessa linea regale di Davide. Nella gnosi mistica dell’esoterismo ebraico antico testamentario, erano in fondo attesi due messia dalle due correnti messianiche separatosi dal re Davide alla sua morte e rappresentate dai suoi due figli, cioè dal re Salomone e dal sacerdote Nathan, suo fratello. Queste due correnti antiche risalenti a Davide e prima di lui al re-sacerdote Melchisedec, furono fatte scorrere nei discendenti regali e sacerdotali che si susseguirono nel popolo ebraico antico e preparate poi, dai sacerdoti di Gerusalemme e dai Maestri esseni, nei discendenti ebrei rappresentati dalle due famiglie di cui, una nativa di Betlemme come discendenza regale salomonica e l’altra nativa di Nazareth, come discendenza sacerdotale natanica, attraverso le quali nasceranno poi dopo, i due bambini Gesù a distanza di alcuni mesi uno dall’altro. Rudolf Steiner attraverso la Scienza dello Spirito, ci comunica che all’età di dodici anni, il bambino Gesù di Betlemme, in cui era incarnato l’antico Zarathustra, per così dire muore e si trasferisce o per meglio dire, che la sua anima si incorpora nell’anima dell’altro bambino Gesù (anticamente ciò era ancora possibile) i cui genitori sono nativi di Nazareth, (questo fatto è riportato in modo velato nel vangelo di Luca, laddove è detto che i genitori di Gesù saliti a Gerusalemme per la festa ebraica, dimenticano il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio a discutere con i Dottori della legge), mentre l’altro bambino Gesù muore poco dopo e con esso, la speranza del Messia regale tanto atteso ancora adesso, dai sacerdoti di Gerusalemme.

Non è possibile entrare maggiormente nei dettagli su questo tema dei due bambini Gesù, in quanto dovremmo fare una lunga digressione che ci porterebbe oltre questa semplice riflessione sul significato del Presepe per cui, è possibile un maggiore approfondimento nella letteratura antroposofica e in modo particolare nel “Vangelo di Luca”, O.O. 114 ed. Antroposofica. I due bambini messia quindi, si unirono all’età di dodici anni e divennero un tutt’uno nel bambino di Nazareth discendente dal sacerdote Natan figlio del re Davide, il quale crebbe e fu preparato nella comunità essena alla sua missione di Cristoforo, sotto la direzione della sapienza iniziatica essena. Egli crebbe rafforzandosi ed elevandosi spiritualmente nella comunità degli esseni a Nazareth, guidato dalla sua guida interiore Zarathustra (che era entrato solo in minima parte negli involucri del bambino Gesù, tutta la sua Entità superiore rimase fuori uscendo completamente con l’anima cosciente e con il suo Io superiore, durante il Battesimo nel Giordano per far posto al Cristo) e dai Maestri esseni. Essi assunsero l’alto incarico di prepararlo attraverso i loro insegnamenti particolari iniziatici per l’altissima missione messianica di re-sacerdote, similmente al re Davide e all’originario Melchidesech, il re-sacerdote di Gerusalemme menzionato nell’antico Testamento (Genesi 14,18), fino all’età di 30 anni, cioè fino a quando nel Battesimo del Giordano accolse in sé  l’Io Cosmico del Cristo. Queste due correnti vengono menzionate nell’antico Testamento in modo chiaro, per quanto riguardava l’arrivo del Messia nel popolo ebraico, (anche se velate da una certa espressione simbolica com’era in uso dai profeti dell’antico Testamento quando nei loro stati estatici erano ispirati dalla “Bat Kol”, cioè la “voce dal cielo” che il Battista ode quando battezzò Gesù) da uno degli ultimi Profeta ebraici, cioè Zaccaria, il quale è ispirato da un Angelo che gli svela attraverso un immagine simbolica futura, l’arrivo di due messia ( Zaccaria 4,3-4-14; 6, 12-13; e 9,5).

Questo tema viene poi ripreso nei vangeli di Matteo e di Luca, dove anche qui viene in parte velato, ma risulta chiaro grazie alla Scienza antroposofica, che siamo di fronte alle due correnti antiche regale e sacerdotale. Difatti Matteo menziona la corrente “discendente regale” facendo discendere geneticamente Gesù dal capostipite “Abramo” che va fino al re Davide e da questi, attraverso una successione di re ebraici, arriva fino a Giuseppe e di conseguenza a Gesù; in tutto si succedono 3 volte 14 generazioni, ossia 42.

L’evangelista Luca invece, usa una genealogia completamente diversa, una corrente “ascendente sacerdotale” la quale inizia da Giuseppe il padre di Gesù, e attraversando tutta una serie di sacerdoti arriva fino al sacerdote Nathan figlio di Davide, dopodiché sale fino ad Abramo e da questi ad Adamo, infine a Dio stesso; cioè 7 volte 11 generazioni, ossia 77. Anche in questo caso la numerologia usata nei Vangeli ha il suo significato occulto che Rudolf Steiner spiega in modo dettagliato ma che non possiamo affrontare in questo articolo, per non dilungarci troppo; per cui anche qui invito all’approfondimento, per chi interessato, del “vangelo di Matteo” O.O. 123 ed. Antroposofica. Perciò  è lecito domandarci ora, chi è questo bambino nato da Dio?  (II. continua)

 Collegno, dicembre 2015                                                      Antonio Coscia

Agg.        dicembre 2018                              

Sopra: Particolare della Madonna Sistina di Raffaello

 Note Integrative

 3   Rudolf Steiner, fu uno dei più alti Iniziati chiaroveggente cristiano-rosacruciano fondatore dell’Antroposofia, il cui centro risiede a Dornach in Svizzera, dove esiste la costruzione del secondo Goetheanum costruito in cemento armato, dopo che il primo fu bruciato da avversari che contrastavano la divulgazione dell’Antroposofia. (Vedi anche la nota 1 di 1.Note Integrative Antroposofiche.)

4     Il corpo astrale è la terza parte costitutiva dell’uomo, ed è il corpo dove nascono le nostre brame, le passioni, i desideri, etc. cioè, tutte quelle sensazioni cui l’Io umano prova in sé come sentimenti di piacere o di dispiacere cui l’Io, deve imparare a dominare e a purificare in modo da trasformare il corpo astrale in un astrale superiore più perfetto. Possiamo anche definirlo come la sede della nostra anima inferiore, in quanto è costituito dall’insieme del “corpo senziente e dell’anima senziente” cui, il corpo senziente è ciò con cui percepiamo il mondo esterno come “sensazione”, mentre l’anima senziente provoca in noi il piacere della sensazione. Il corpo senziente, insieme al corpo eterico e al corpo fisico, fa parte del “Corpo umano” che ereditiamo dai nostri genitori. Mentre l’anima senziente, insieme all’anima razionale e all’anima cosciente, fa parte dell’”Anima umana”. Con ciò possiamo dire che, come il corpo fisico è strumento dell’anima, così l’anima è strumento dell’Io; allo stesso modo l’Io si offre allo spirito e viene da questo riempito dai raggi della luce eterna che risplende nell’uomo.  Nel libro “Teosofia” O.O. 9, a pag. 40  leggiamo: « Corpo e anima si offrono all’«Io» per servirlo, ma l’«Io» si offre allo spirito perché questo lo riempia. L’«Io» vive nel corpo e nell’anima; lo spirito però vive nell’«Io», e ciò che dello spirito vive nell’«Io» è eterno, poiché l’«Io» riceve natura e valore da quello con cui è collegato»

5     Melchidesech appare la prima volta nella genesi (Gn 14,18-19), come re e sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme, il quale va incontro ad Abramo offrendogli pane e vino dal quale riceve in cambio una decima di tutto il suo bottino di guerra. In realtà sappiamo che dietro la figura mitica di Melchidesech si cela l’altissimo Manu dei misteri solari di Atlantide che nella Bibbia è chiamato Noè. Noè inizia Abramo nei misteri del «pane e del vino», ossia nei misteri ebraici del corpo fisico e del corpo eterico, ciò che poi il Cristo ripete nell’ultima cena svelando agli apostoli i misteri del corpo fisico i quali sono in relazione alle forze macrocosmiche stellari, e quelli del corpo eterico in relazione alle forze planetarie.

6     Oro, incenso e mirra, rappresentano le tre facoltà dell’anima conquistate da Zarathustra quale “Altissimo Maestro” dei misteri antichi atlantici e postatlantici, conseguiti nelle diverse incarnazioni e quale altissimo iniziato dei misteri solari e servitore del Cristo, cui l’oro rappresenta l’iniziazione nel pensare, l’incenso l’iniziazione nel sentire e la mirra l’iniziazione nel volere.

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