BUON NATALE 2018

Giorgione-Adorazione-dei-Pastori-Natività-Allendale

 BUON NATALE

       A tutti i visitatori del Blog «PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA» e a tutti gli amici di Facebook un augurio di Buon Natale che possiate viverlo in armonia e pace con tutti i vostri familiari, cosicché questa festa universale possa essere commemorata come un impulso di speranza che riscaldi i nostri cuori e possa renderci migliori ed elevarci a quella «Patria divina spirituale» che abbiamo perduto, ma che attraverso questa festa dell’Ispirazione possiamo ritrovare, se con il cuore e con la nostra volontà accogliamo in noi questo impulso universale che non appartiene solo alla tradizione cattolica-cristiana, in quanto è una festa di tutta l’umanità istituita da papa Liborio nel 354 d.C. al posto della festa del «Dio Sole invitto» e quella dedicata al Dio Mitra. Egli (forse per un’ispirazione divina) sostituì la festa della nascita del Cristo che era festeggiata dai primi cristiani il 6 gennaio, con la nascita virginale del bambino divino Gesù di Nazareth menzionato nel Vangelo di Luca, dando così maggior rilievo e impulso al cristianesimo, il quale, essendo diventato religione di Stato grazie a Costantino il Grande, si fondava ora più su un evento storico che non di un evento mistico qual era stato con  la nascita del Cristo nel Giordano attraverso il Battesimo di Giovanni.  La Chiesa cattolica perse così il Cristo Cosmico, tenendosi il Cristo bambino, il «Figlio di Dio», il puro archetipo umano della fanciullezza non toccato dalle forze dell’ostacolo di Lucifero, incarnandosi per la prima volta come uomo a Betlemme e chiamato Gesù di Nazareth, cosicché  l’Epifania del Signore si trasformò nell’immagine della Befana, una strega volante sopra la scopa. Il 25 di Dicembre non festeggiamo dunque una festa pagana, o cattolica-cristiana, ma una festa universale della pura fanciullezza, di quella parte infantile della natura divina che è in fondo all’anima di ogni uomo, sia egli mussulmano, buddhista, confuciano, o appartenente a qualsiasi razza o etnia non fa nessuna distinzione, che aspetta di essere redenta dall’impulso divino che attraversò la morte del Golgotha, ossia il Cristo, Jehovah, Yahve, la Parola “cosmica” Universale, Dio Figlio, il Logos Creatore, il Signore Dio, è sempre e soltanto la manifestazione dell’unico Dio Sole del nostro universo il cui vero nome, è, è sempre stato e sarà sempre per gli iniziati cristiani di tutti i tempi: «L’IO SONO L’IO SONO».

     Possiamo essere atei, laicisti non credenti, filosofi, laici, religiosi appartenenti a qualsiasi credo nulla cambia,  in quanto questa festa, è la festa di ognuno di noi, la festa dell’«Archetipo divino» creato a immagine di Elohim-Yahve e trattenuto nel mondo divino spirituale (Paradiso) prima che Adam-Eva fossero sedotti da Lucifero. Perciò possiamo seguire qualsiasi scuola di pensiero, religione o movimento religioso, se camminiamo nella luce, la «Verità» non cambia, è, e sarà sempre una sola, e cioè che non festeggiamo un culto cattolico, ma la festa dell’anima umana, della pura fanciullezza che dobbiamo redimere e ritrovare in noi stessi, affinché non ci induriamo troppo nel nostro egoismo e perdere la mèta della nostra evoluzione umana.

Beati quegli uomini di buona volontà che sanno accogliere senza pregiudizi i «Segni dei tempi» e si adoperano con dedizione e amore per ogni essere umano.

Collegno, dicembre 2018                                  Antonio     Coscia

Sopra: Giorgione, Adorazione dei Pastori.

                                                  …

Da uno stralcio di conferenza della Scienza dello Spirito o Antroposofia:

 «La festa della natività di Gesù, la festa della nascita di Gesù bambino, vuol significare questo mistero: vuol significare che allora [nel 354 d.C.] fu dato veramente per la prima volta all’uomo quanto gli era stato destinato in origine. Come narra la leggenda di Natale, prima di Adamo ed Eva era stato destinato all’umanità qualcosa che appartiene alla natura infantile divina, assolutamente incorrotta, dell’uomo. Ma per influsso di Lucifero, questo elemento divino incorrotto in realtà l’umanità poté acquistarlo solo dopo che fu trascorso tutto il tempo che sta fra Adamo ed Eva e il mistero del Golgota; [cioè con il mistero della nascita, morte e resurrezione del Cristo].

    Dobbiamo proprio riconoscere che un profondo sentimento effettivamente si desta nell’anima nostra quando ritroviamo per cosi dire concentrato come in un eco nell’unica notte fra il 24 e il 25 dicembre, tutta la storia del genere umano e della sua caduta, da Adamo ed Eva fino alla nascita del Cristo in Gesù. Se in noi si desta un tal sentimento, allora riusciamo a comprendere il significato di questa festa, e sentiamo che cosa questa festa abbia potuto significare per l’umanità. È come se l’umanità, cogliendo l’occasione di meditare sopra questa festività, sopra questa pietra miliare dell’evoluzione, potesse veramente a un tratto riconoscere la sua vera origine, la sua provenienza dalle cosmiche forze dell’universo (…). Possiamo dunque lasciare che il Natale agisca sull’anima nostra come una festa dell’ispirazione, come una festa che mirabilmente ispira all’umanità il pensiero dell’origine dell’uomo del santo divino bambino delle origini. La luce che, come simbolo della luce dell’uomo, ci si presenta a Natale nella sua origine, la luce che oggi ci viene simboleggiata dai lumi dell’albero di Natale, è anche (purché rettamente compresa) una luce che può trasmetterci le forze migliori, le forze vigorose per la nostra anima che anela alla vera e pura pace universale, alla vera e pura beatitudine universale, alla vera e pura speranza universale».

 Rudolf Steiner, Berlino il 21 dicembre del 1911.

 

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