Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia III

17-raffaello-disputa-del-sacramento, nella stanza della Segnatura, Vaticano

     “Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Gv 16,12-14).

La via divina II

         Perciò a fronte di ciò che si è detto finora, per “religione divina”, è da ritenersi una possibilità nuova, moderna, libera, che più si addice al nostro periodo evolutivo attuale, tramite cui l’uomo moderno se vuole, può accogliere delle nuove forze spirituali di conoscenza, nel pieno rispetto della sua volontà. Questo è dato dall’Antroposofia quale corrente spirituale areligiosa cui, può essere conquistato e realizzato dall’uomo moderno tramite questa nuova via iniziatica attuale rosacrociana, libera da qualsiasi forma di dogmatismo e fanatismo religioso (che ancora si riversa come ignoranza spirituale nella gran parte di correnti religiose moderne) la via al proprio Sé divino, perseverando con sincera dedizione e venerazione al proprio “dio interiore”, attraverso un vero risveglio spirituale. È la via verso quel dio-umano interiore che, sia la scienza materialista, sia la teologia moderna, negano l’esistenza spirituale quale nucleo originario dell’Entità umana da quando la Chiesa romana del nono secolo, confutò la tricotomia paolina, riducendo l’uomo a una sorta di animale superiore negando la sua vera essenza spirituale, cioè lo spirito (Pneuma). Questa confutazione dello spirito umano avvenne durante il concilio di Costantinopoli nell’869, dove in breve fu deciso che l’uomo è formato da un corpo e da un’anima, la quale si caratterizza in due aspetti di cui: uno “razionale” rivolto più al mondo esteriore naturale, e l’altro “intellettuale” rivolto più al mondo interiore animico – spirituale. Per meglio dire, i teologi dell’ottavo concilio di Costantinopoli non poterono più concepire a causa del loro offuscamento spirituale arimanico, che l’uomo sussista di due anime com’era uso credere da parte di moltissimi filosofi e gnostici religiosi dei primi secoli, cioè l’anima inferiore che è presente nell’uomo sulla Terra a causa della caduta originaria di Adamo dal paradiso terrestre dovuto alla tentazione di Lucifero, e l’anima superiore quale immagine divina creata da Yahve (Adamo celeste) trattenuta dagli Dei nel mondo spirituale prima della tentazione luciferica, cui Paolo chiama l’ultimo Adamo. Queste due anime furono di nuovo congiunte dal Cristo durante l’evento del Golgotha, nell’uomo Gesù di Nazareth, laddove nel Vangelo di Luca, l’Angelo dice a Maria che concepirà un figlio grazie all’adombramento dello Spirito Santo che scenderà su di lei e di cui, sarà chiamato “Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo si realizzò la volontà divina cui l’umanità venne redenta dal sacrificio del “Figlio”, alfine di riscattare il “peccato originario” voluto dagli Dei superiori cosicché l’uomo potesse sviluppare una coscienza autonoma e libera attraverso l’impulso del vero amore cosmico universale quale meta dell’umanità terrena, cui si realizzò in Gesù di Nazareth come primizia dell’archetipo umano.

I teologi costantiniani non si avvidero dell’errore cui la loro confutazione paoliniana avrebbe portato inevitabilmente come causa nella futura civiltà sociale, lo sviluppo di una scienza materialista che, avrebbe sì dato all’uomo la possibilità di sviluppare una coscienza autonoma e libera, ma anche quello di indurre uomini all’ateismo e all’apostasia religiosa e, a staccarsi di conseguenza dalla propria origine spirituale divina. Per cui essendo la loro coscienza, come suddetto, offuscata dalle forze mefistofeliche, non si avvidero che in tal modo confutarono e negarono loro stessi quali custodi e discepoli del “principio spirituale dell’Impulso del Cristo” scaturito dall’evento del Golgotha, ossia il principio spirituale dell’”Io sono” nell’uomo. Per meglio dire, nella mentalità religiosa del popolo romano, dal IX secolo in poi, fu dichiarato eretico credere a quella parte degli scritti di S. Paolo laddove nella prima lettera ai Tessalonicesi, egli menziona l’uomo tripartito costituito da corpo, anima e spirito, dove appunto per spirito, è da ritenersi quella parte spirituale superiore dell’uomo individuale che s’incarna in ogni vita. Occorre però dire che questa Individualità superiore umana non scende fino al livello terreno, essa resta nel mondo spirituale dopo avere accompagnato verso l’incarnazione terrena l’uomo inferiore attraverso le sfere planetarie fino alle porte della Luna, da dove poi l’anima umana entra nella vita terrena; dopodiché l’Io superiore ritorna di nuovo nella sfera solare che è la sua vera patria, da dove riflette la sua immagine nel corpo umano e guidando poi l’uomo in modo incosciente, verso il suo destino. Ciò vuol dire che il nostro Io terreno, non è il vero Io, ma è soltanto un’immagine imperfetta che l’Io superiore riflette nel nostro corpo astrale inferiore, quale sintesi di tutte le nostre vite vissute sulla Terra e le facoltà spirituali e morali che abbiamo conquistato durante le nostre esperienze terrene cui manifestiamo, tramite i nostri veicoli animici e corporei umani.

Nel libro “Teosofia” sono menzionati i due “Io umani” (concetti a volte un po’ difficili da afferrare per chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza antroposofica), dove Rudolf Steiner parla della formazione della natura spirituale superiore e inferiore dell’essere dell’uomo, laddove egli dice che lo Spirito divino forma l’Io superiore dall’interno verso l’esterno; mentre le forze della natura minerale, formano l’io inferiore dall’esterno verso l’interno, ossia:

     « L’io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’”io” sia parte dell’anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l'”io” pervade tutta l’anima, e attraverso di lei agisce nel corpo. Nell’”io” è vivente lo spirito. Lo spirito s’irradia nell’”io” e vive in esso come nel suo “involucro”, allo stesso modo con cui l’io vive nel corpo e nell’anima come nei suoi “involucri”. Lo spirito forma l’io [l’Io superiore] dall’interno all’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno, [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’”io”, e vivente quale “io” [ l’Io superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “io” o “sé” dell’uomo; [ossia come nel mondo fisico indichiamo l’anima umana sé inferiore, così nel mondo spirituale indichiamo l’anima superiore Sé spirituale]» (Ibidem pag. 40).

Per capire quest’aspetto occorre avere ben presente la conformazione della natura corporea, animica e spirituale dell’uomo, che per meglio capire le parole di Rudolf Steiner, diamo una sintesi schematica così come descritta in Teosofia dicendo che, l’uomo è formato da un “Corpo” cui viene diviso a sua volta in: “Corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente”; da un’”Anima” formata da un’anima senziente, un’anima razionale e da un’anima cosciente, cui l’uomo attuale è cosciente con il suo io inferiore , nell’anima razionale; e da uno “Spirito” formato da un sé spirituale, spirito vitale e uomo spirito, cui l’Io superiore è presente nel “sé spirituale” da dove opera attraverso l’”anima cosciente” e quindi inconsciamente con l’io inferiore”. (Per un maggiore chiarimento occorre leggere molto attentamente il libro “Teosofia” e anche le prime pagine della “Scienza Occulta). Ricapitolando in una tavola schematica quello che abbiamo accennato, diciamo che l’uomo visto chiaroveggentemente da Rudolf Steiner, è così costituito:

 Tav.1                 I   corpi animici e spirituali della natura umana

1)     Corpo   =   a) – corpo fisico,  b) – corpo eterico, c) – corpo senziente.

Gli involucri corporei e animici che ereditiamo dai nostri genitori e dai nostri antenati.

  2)     Anima  =    d) – anima senziente,   e) – anima razionale, f) – anima  cosciente.

L’anima  inferiore in cui è presente l’Io umano terreno separato dagli Dei a causa della

tentazione di Lucifero, dove la manifestazione più alta nasce nell’anima cosciente.

 3)     Spirito  =   g) – sé spirituale,  h) – spirito vitale,    i) – uomo spirituale

L’anima  spirituale superiore, in cui è presente congiuntamente all’anima cosciente

il Sé spirituale o Io superiore, quale immagine archetipica creata dall’Elohim-Yahve

e protetta dall’Arcangelo Michele  nel mondo solare.

 A questo aspetto schematico se ne può aggiungere un altro settemplice, che Rudolf Steiner spiega dicendo che: “siccome il corpo senziente (c) e l’anima senziente (d) sono della stessa sostanza animica senziente, egli li riunisce in una unità astrale; la stessa cosa dicasi per l’anima cosciente (f) e il sé spirituale (g) essendo della stessa sostanza animica spirituale, per cui Rudolf Steiner suddivide l’uomo in modo settemplice, ossia:

Tav.2                   La  natura settemplice dell’articolazione umana

1 – Corpo fisico

2 – Corpo eterico

3 – Corpo astrale

4 – Io quale nucleo dell’anima razionale + l’anima cosciente

5 – sé spirituale quale corpo astrale trasformato

6 – spirito vitale quale corpo eterico trasformato

7 – uomo spirito quale corpo fisico trasformato

Come possiamo vedere l’anima cosciente è l’anello che si apre da una parte col mondo esterno tramite l’anima razionale e dall’altra col mondo divino tramite il sé spirituale. Pertanto l’anima cosciente assume di conseguenza un ruolo primario di equilibrio nell’evoluzione attuale, poiché l’uomo in alcuni casi  può  scendere di livello spirituale e di conseguenza morale, per via del materialismo scientifico moderno in tutto il suo genere filosofico, religioso e culturale, cui l’anima razionale può essere sedotta e stimolata (se non ha forze morali sufficienti) dagli esseri luciferici e arimanici,   nelle brame, passioni e i desideri dell’anima senziente, cui l’Io umano, non domina e sarebbe attratto inevitabilmente verso il basso, nell’animalità sensuale bestiale. (Vedi in merito la conferenza di Zurigo del 9 ottobre 1918, O.O.182, “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale”).Occorre quindi che l’anima cosciente provveda a cautelarsi verso queste forze tentatrici demoniache che tendono a irretirla e portarla verso il basso della scala evolutiva morale, cosicché non possa arrivare a realizzare la sua divinizzazione e quindi il ritorno e l’unione col “Padre Celeste”. Può farlo soltanto compenetrandosi della forza dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, così come riportato dai vangeli del nuovo testamento e interpretati dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Solo attraverso la Scienza dello Spirito possiamo prendere coscienza delle divinità dell’ostacolo che operano attualmente nella nostra evoluzione umana come correnti distruttrici e ostacolatrici dell’uomo, le quali sono a loro volta strumenti del male al servizio della “Bestia Apocalittica” menzionata da Giovanni nel libro dell’Apocalisse, e che conosciamo col nome di “Sorat”, cioè l’anticristo dell’Altissimo Dio solare.

Il compito dell’Io umano dunque nel nostro periodo evolutivo è quello di sviluppare l’anima cosciente attraverso la quale come abbiamo visto, può prendere coscienza della sua immagine divina superiore o sé spirituale, tramite cui può unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al “vero Io” del Cristo, ossia potrà prendere coscienza del motto paoliniano: “Non Io ma il Cristo in me” (Gal. 2,20). Possiamo chiarirci la differenza tra l’anima cosciente e il Sé spirituale, nel modo seguente: “Mentre l’anima cosciente nell’osservare la natura delle cose nel mondo fisico, tocca la verità indipendentemente da qualsiasi simpatia o antipatia esistente in sé, il sé spirituale porta in sé la medesima verità ma accolta e abbracciata dall’io [dall’Io superiore], da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo [anima cosciente] dell’uomo. Poiché la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’io, l’ ”io” stesso [l’Io inferiore], consegue l’eternità ( Teosofia pag. 40). Per meglio chiarire questo concetto, diciamo che: poiché la verità è eterna e si è in tal modo individualizzata e congiunta con l’Io superiore, anche l’io inferiore essendo strettamente congiunto con l’Io superiore (nell’anima cosciente) consegue di conseguenza l’eternità, ossia si eternizza man mano che diviene più perfetto. Dobbiamo comprendere questa eternizzazione dell’Io inferiore nel senso che, la nostra coscienza di veglia dell’Io terreno continuerà ad esistere anche dopo la morte, ossia l’uomo non perderà più la sua coscienza di veglia come succede ora durante il sonno, ma essa continuerà ad esistere anche dopo la morte grazie al Cristo. E possiamo ancora aggiungere, dicendo che quanto più l’anima umana (anima cosciente) si compenetra di verità e saggezza attraverso la sua esperienza terrena, tanti più frutti l’Io inferiore potrà offrire al suo Io superiore che tenderà ad elevarsi e ad espandersi sempre più nel mondo spirituale, in modo da accogliere maggiormente a dei gradi superiori, la verità e la saggezza dallo Spirito universale. Questo ingrandirsi maggiormente nel mondo spirituale, darà la possibilità all’io inferiore di conquistare quelle facoltà spirituali che potranno dargli la forza attraverso le esperienze terrene di elevarsi a dei gradi di coscienza superiori in modo da ri-unirsi come suddetto, non solo con l’Io superiore, ma anche con il “Vero Io” del Cristo.  (III. continua)

Collegno 1 giugno 2013                                               Antonio Coscia

agg. Marzo 2019

Sopra:   Raffaello,  disputa  del sacramento, nella stanza della Segnatura, Vaticano.

 

 

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