Il potere che può obnubilare l’anima I

Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

            «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana e cioè: il potere spirituale, il potere giuridico e statale, e quello dell’economia, i quali devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner (1861-1925) più di un secolo fa, consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” egli scrive: «Per intravvedere la necessità della “triarticolazione sociale” dell’organismo sociale in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diversa … Queste tre correnti, dall’origine diverse, si confondono caoticamente l’un l’altra … (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea, continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera molto più quello di ieri giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della “casta spirituale sacerdotale”. Le parole che il Cristo enuncia duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”; era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale, fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana.

Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere spirituale sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte, da gesti religiosi enigmatici, di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e, per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero: ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica i tre versi tra i più importanti comandamenti dell’insegnamento del Cristo, citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  1. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”; (Mt 22,37).
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Mt 22,39).
  3. Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, vale a dire dimenticando il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io personale, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute dall’Io umano e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o dal suo “Doppio negativo mefistofelico”. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini, i quali inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi) giacché viene a mancare l’unità nel Cristo, diventando così impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quello attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo.

Questa forza antisociale caotica che l’Io inferiore non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e… altro che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto alcuni giorni fa a Milano in un comizio elettorale tenuto da un politico, cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali, persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Questo modo ingannevole di agire su nature più deboli mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocifisso del rosario”, simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera giuridica – statale attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una “giusta causa” che possa realizzare quell’impulso cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità di potere, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico e statale; giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa il nostro stato economico sociale.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri, secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”. Questo vuol dire che il nostro karma (ossia l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con coscienza. Egli ci chiede di compensare la nostra azione attraverso un atto morale che porti al pareggio, ossia tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi: “L’impulso d’amore, ossia aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e il vero perdono da parte della persona che abbiamo offeso; queste sono le due azioni cristiane che conducono all’impulso della vera fratellanza universale.

Ma affinché ciò possa essere realizzato, dobbiamo accogliere in noi l’Impulso del Cristo, e imparare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, e amare il prossimo come noi stessi; cosicché il Cristo possa riequilibrare attraverso l’unità spirituale, la nostra imperfezione morale così da preparare una nuova fratellanza che sarà realizzata in un prossimo futuro, chiamato il periodo di “Filadelfia”. L‘Antroposofia può aiutarci ad accogliere l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e a risvegliare in noi la coscienza del Cristo, trasferitosi nel XX secolo nell’anima umana tramite il “nuovo Adamo” menzionato da Paolo di Tarso (I Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità Gli apra la “porta del cuore”. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo trovare l’aiuto del Cristo, che quale Luce divina irradia le Sue forze spirituali nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta divina.     (I. Continua)

Collegno 29 maggio 2019                                                              Antonio Coscia

Sopra: Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

 

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