Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

     È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali dell’epoca seguente, in questo caso del prossimo futuro sesto periodo di civiltà, menzionato dall’Apocalisse di Giovanni come periodo di “Filadelfia”, dove appunto l’umanità riceverà dall’alto (per quelli che si saranno preparati spiritualmente e moralmente nel nostro quinto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente), un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura, che terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura (3573 – 5733 circa), in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana; vale a dire l’unione tra l’anima e lo spirito umano, attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata “Cana”, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9). È il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni, cui non è possibile approfondire ulteriormente in questo tema che vuole soltanto evidenziare il pensiero di Rudolf Steiner nei riguardi dell’attuale epoca dei Pesci che durerà ancora per diversi secoli.

Le nozze spirituali che sono qui menzionate, sono riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o lo spirito superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro  periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica. Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni cosmici” o “Stati di Coscienza Cosmici” di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Quinta Postatlantica, Sesta Postatlantica e Settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, per ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte degli arti corporei, animici e spirituali, e un grado di perfezionamento morale tramite cui l’Io umano possa realizzare in sé la coscienza autonoma e libera, e autoconoscersi quale essere originario divino fino a quando alla fine dell’eone terrestre, non raggiunga quel grado spirituale che lo eleverà allo stesso grado degli Angeli; dopodiché continuerà a perfezionarsi su ulteriori gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” quale creatore di mondi. (Lo sviluppo degli stati di coscienza è molto più complesso di quanto possiamo immaginare, e non è possibile dilungarci più di quel tanto in questo articolo, per cui invito gli interessati a farlo attraverso l’approfondimento del libro scritto da Rudolf Steiner “La Scienza Occulta” O.O. 13).

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove l’uomo continuò la sua evoluzione corporea – animica, iniziando il primo periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la direzione della guida divina o ”Manu” (Noè), dobbiamo collocarlo quando il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato, con l’inizio della quinta Epoca Postatlantica ebbe inizio anche il primo periodo di cultura (circa 7227 a.C.) chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “Paleo Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “Paleo Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove sviluppò il corpo senziente (corpo astrale). Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’Io umano, inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Per cui il terzo periodo di cultura è chiamato egizio-caldaico-ebraico e il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia, ossia l’Ermete egizio o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”, mentre all’altro discepolo, cioè a Mosè fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi Il Vangelo di Matteo O.O. 123), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle “Stelle” la volontà divina degli Dei, la quale si manifestava come direzione divina dell’umanità, ispirando i sacerdoti iniziati nei “Templi misterici”, ai quali veniva data la conoscenza della Scienza, dell’Arte e della Religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e modi diversi. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, etc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, e tra la nostra  storia millenaria e la tradizione antica  cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza, e al risveglio ora dell’Io personale grazie all’evento del Golgotha, cui l’Altissimo Dio solare facendosi uomo e attraversando la morte e la resurrezione, diede a tutta l’umanità la possibilità di redimersi, riscattandoci dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, e di poterci elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato concesso finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Per questo fu chiamato il “Tempi dei Tempi”, quale evento che non si ripeterà mai più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre e quale pietra miliare, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (in riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo; naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi dobbiamo compensarli attraverso la “legge karmica”.   (II. Continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Sopra: Rappresentazione immaginativa della costellazione dell’Acquario

      

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