Gesù, Cristo Gesù e il Cristo

 

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«Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

       La teologia cattolica-cristiana così come la maggior parte delle persone che la seguono, credono che Gesù, Cristo Gesù e il Cristo, siano tre aspetti della stessa Entità divina che chiamiamo Dio Cristo, (cioè la seconda Persona della Trinità divina universale cui l’esoterismo cristiano riconosce quale manifestazione divina del “Dio Figlio”) e che si sia incarnato come uomo attraverso la nascita virginale di Maria, la quale concepì Gesù attraverso l’intervento divino dello Spirito Santo quale mediatore di Dio Padre, e che per questo egli è chiamato il Figlio di Dio, il “Messia” tanto atteso dalle scritture del profetismo ebraico. Nelle prime pagine del Vangelo di Luca difatti è scritto: «L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nàzaret, a una vergine che si chiamava Maria [alla quale disse] … Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,26-34).

 La Scienza dello Spirito o antroposofia distingue invece, questi tre aspetti appartenenti a Entità divine superiori diverse che si compenetrano rispettivamente per tre anni (dall’anno 30-33 d.C.) sul piano umano e spirituale-divino nell’uomo Gesù di Nazareth. Innanzitutto dietro la Personalità umana di Gesù di Nazareth si cela un mistero che ci viene in parte svelato dai due evangelisti Matteo e Luca, dove la nascita e l’albero genealogico di Gesù viene descritta in modo diverso dai due evangelisti biblici. Se leggiamo attentamente le prime pagine del Vangelo di Matteo, vediamo che egli fa discendere Gesù dal capostipite Abramo attraverso tre volte quattordici generazioni dove da Davide in poi, fino a Giuseppe, è menzionato una discendenza regale. Poi Matteo descrive la nascita di Gesù dicendo che nasce a Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, da una coppia nativa di Betlemme e discendente del re Davide. Egli menziona poi alcuni Magi provenienti dall’Oriente che lo cercano seguendo una stella, la quale si posa appunto sopra una casa di Betlemme, dove essi entrano e prosternandosi davanti al bambino gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Infine egli menziona la fuga in Egitto in modo da sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode, per la paura che potesse usurpare il suo trono in quanto le antiche profezie ebraiche, indicano nel bambino di Betlemme, il futuro re-sacerdote che detronizzerà tutti i re del mondo.

Chi è questo bambino tanto temuto dal re Erode e che i Magi d’Oriente venerano con tanta fedeltà, da venire da luoghi tanto lontani da Betlemme? Rudolf Steiner ci svela che dietro il bambino Gesù del Vangelo di Matteo si celi l’altissimo iniziato solare Zarathustra, cioè il fondatore della religione e della cultura persiana risalente a circa 7000 anni fa. Nel vangelo di Luca abbiamo invece un altro bambino che nasce diversi mesi più tardi da una coppia di genitori di Nazareth, appartenenti a una colonia essena che in vista del censimento si recano a Betlemme dove trovano posto in una stalla adiacente alla locanda, dove Maria viene colta dalle doglie e partorisce il bambino a cui daranno il nome Gesù, secondo le indicazioni ricevute dall’Arcangelo Gabriele. Perché dunque Luca non menziona la visita dei magi ma soltanto quella dei pastori che vengono avvisati da un Angelo della nascita del bambino? Chi è questo bambino che nasce dai genitori di Nazareth?

Qui di nuovo Rudolf Steiner quale altissimo iniziato chiaroveggente, ci rivela che dietro la Personalità di questo bambino si cela l’anima archetipica dell’umanità, cioè quella parte virginale che fu tolta dagli Dei creatori ad Adamo prima che questi venisse tentato da Lucifero, (l’immagine del serpente del Paradiso). Ciò è avallato dalla genealogia di Luca che asserisce che il bambino risale fino ad Abramo, da questi ad Adamo e infine da Dio stesso. Egli è dunque il figlio divino creato da Jahve-Elohim, trattenuto e protetto nella sfera solare da uno dei più potenti Arcangeli servitore di Jahve e che per la prima volta s’incarna sulla Terra attraverso una coppia di genitori di Nazareth Maria e Giuseppe, discendenti della stirpe di Davide. Intanto la famiglia del Gesù del Vangelo di Matteo che era fuggita in Egitto per sfuggire al re Erode, non fece più ritorno a Betlemme ma poco dopo si recò a Nazareth nella colonia essena, dove le due famiglie si legarono strettamente amichevolmente e i due bambini vissero insieme fino all’età di dodici anni, vale a dire fino a quando il Gesù-Zarathustra muore legandosi intimamente all’anima di Gesù di Nazareth. Rudolf Steiner tramite la memoria akashica, racconta che a un certo punto all’età di dodici anni, il bambino della coppia di genitori del Vangelo di Matteo, ossia Gesù-Zarathustra muore, e l’Entelechia o l’Io superiore di Zarathustra si unisce all’Io di Gesù di Nazareth, dove inizia a elaborare la sua anima, cominciando a perfezionare il corpo astrale, l’anima senziente e l’anima razionale, non riuscendo a completare del tutto il perfezionamento dell’Io inferiore, perché dovette abbandonare di nuovo quel corpo all’età di 30 anni, durante il Battesimo nel Giordano. Questo fatto è nascosto dal Vangelo di Luca, dove i genitori di Gesù recandosi a Gerusalemme per la festa della Pasqua, dimenticarono il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio, a discorrere con i “Dottori della Legge”. Nel “Quinto Vangelo” antroposofico, O.O. 148, Rudolf Steiner ci rivela che Zarathustra arrivato al compimento del trentesimo anno, ossia dopo aver perfezionato l’anima razionale, si sacrificò di nuovo uscendo dall’involucro animico di Gesù di Nazareth, lasciando che s’incorporasse il Dio solare, cioè il Cristo. Dopo questa esperienza umana-divina Zarathustra cambiò il suo nome in Maestro Gesù, come viene conosciuto oggi nell’esoterismo cristiano. L’anima adamitica dopo aver vissuto come Cristoforo del Cristo sulla croce del Golgotha, è divenuto oggi la luce astrale divina che avvolge il Cristo e che chiamiamo appunto “Cristo Gesù”.

Dietro il nome del Cristo invece, si cela un’Entità elevatissima cui non possiamo afferrarla col nostro pensiero concettuale astratto, ma soltanto attraverso la sua manifestazione più bassa cui oggi appare nel mondo astrale adiacente alla Terra, nel Suo corpo eterico. Innanzitutto il vero e unico nome del Cristo secondo la concezione antroposofica, è “Io Sono l’Io Sono”; il nome Cristo deriva dal greco e significa “Messia” che nel profetismo ebraico antico, aveva il significato di “Unto”, ed esprimeva il compimento della profezia messianica, cioè di colui che era atteso a governare il mondo secondo l’antico potere regale e sacerdotale di Melchisedec. Pertanto se abbiamo afferrato il significato dei due Gesù di cui uno è portatore della linea regale secondo Matteo, e l’altro della linea sacerdotale secondo Luca, dobbiamo riconoscere il Messia quale unione dei due Gesù che diventano cristofori dell’Altissima divinità del Sole, cioè l’Io Sono l’Io Sono che s’incorporò negli involucri animici-corporeo di Gesù di Nazareth, tramite il Battesimo nel Giordano effettuato da Giovanni il Battista, prima nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel Getsemani nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. La compenetrazione del Cristo in Gesù avvenne nell’arco di tre anni, durante i quali il Cristo non solo salvò ma trasformò i tre arti umani inferiori di Gesù nei tre arti spirituali divini superiori, cioè il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico nello spirito Vitale e il corpo fisico nell’Uomo spirito. Inoltre salvò l’Io inferiore dell’uomo dall’eccessivo egoismo luciferico che lo avrebbe inesorabilmente terrestrizzato, dando la possibilità alla coscienza dell’Io di superare la seconda morte nel regno dei morti, salendo attraverso le sfere planetarie con la coscienza desta fino alla “Mezzanotte cosmica”, per poi ri-discendere verso una nuova incarnazione terrena, attraverso il risveglio dello Spirito Santo; ciò ebbe come premessa che l’uomo può portare il ricordo della coscienza dell’Io terreno oltre la morte, divenendo in tal modo eterno!

L’azione divina compiuta dal Cristo sull’uomo di Nazareth due millenni or sono, non avrebbe potuto compierla nessuna divinità gerarchica, soltanto il Cristo poteva farlo, inquantoché Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettuale solo attraverso la conoscenza che c’è data dalla dottrina o rivelazione dei Bodhisattva, e da ciò che possiamo apprendere dalla conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani che operano tramite le loro scuole di pensiero in tutto il mondo. Una di queste, la Scienza antroposofica, quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” dal Suo Essere un “Pensiero Divino”, (Meraviglie del creato … O.O.129, pag.156), ossia generò un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà divine della Divinità Trina. Questo Io divino universale reale fu mandato sulla Terra, avendo Dio Padre sentito il grido di dolore proveniente dall’umanità morente e, affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa alquanto delicato e complesso, dove fu necessaria la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti ebraici che preparassero un corpo fisico e un anima adeguata, per accogliere l’altissimo “Spirito Divino del Sole”. Cosicché questo Dio universale iniziò, la Sua discesa dal mondo del logos o della “Parola Cosmica”, unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale stellare” ove per modo di dire si spogliò, delle forze macrocosmiche del “Dio Padre” per unirsi in un secondo tempo come “Io Cosmico planetario” alla seconda gerarchia, quale espressione delle forze planetarie del Dio Figlio. Qui Egli si unì agli Spiriti della Saggezza e di conseguenza alla parte più alta della Divina Sofia, dopodiché passando attraverso la sfera degli Spiriti del Movimento (Dynameis) si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma, manifestandosi come “Aura Mazdao” a Zarathustra. Nella Sua ulteriore discesa verso la Terra, il Cristo entrò nella sfera lunare degli Arcangeli manifestandosi ai diversi popoli della Terra come: “Apollo, Osiride, Mitra, Baldur” etc. e infine, attraverso l’Arcangelo Michele come volto di Jahve o Jehovah, il Dio cosmico lunare degli Ebrei, dove in un secondo tempo si manifestò a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo elementare) come “Io Sono l’Io Sono”, liberando gli Ebrei dalla schiavitù del Faraone d’Egitto. Quando il popolo ebraico fu in grado di preparare il corpo adeguato (corpo fisico) con l’aiuto dei due altissimi discepoli del Cristo, cioè Zarathustra e il Buddha Gotama, i tempi furono maturi affinché si realizzasse la promessa di Jahve a Mosè, ossia l’evento del Golgotha, il “Tempo dei Tempi”, con la discesa dell’Io Sono l’Io Sono, nell’involucro umano di Gesù di Nazareth, il figlio di Jahve, ossia il nuovo Adamo che chiamiamo appunto il Cristo Gesù.

1)  Dobbiamo pertanto imparare a distinguere che dietro Gesù di Nazareth, si cela l’altissimo discepolo solare del Cristo, ovverosia Zarathustra che dopo l’evento del Golgotha ha assunto il nome di “Maestro Gesù”.

2)   Che dietro il nuovo Adamo si cela l’archetipo originario virgineo, l’Io superiore dell’umanità, vale a dire il figlio divino di Jahve-Elohim che chiamiamo il Cristo Gesù”.

3)   Infine il Logos solare, la Parola Cosmica, il Verbo Creatore del principio, l’Io Sono l’Io Sono, cui si fece carne e abitò in mezzo a noi, che dobbiamo prendere coscienza che è vicino a noi giacché è diventato lo Spirito della Terra e che, è quel principio spirituale che vive in ogni uomo come “coscienza del Cristo”, di cui ognuno deve risvegliare accogliendo con consapevolezza l’Impulso del Cristo scaturito dal Golgotha, cosicché possiamo anche noi pronunciare il motto paolino: “Non io, ma il Cristo in me”.

 Collegno, 27 ottobre 2019                               Antonio Coscia

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