Il potere che può obnubilare l’anima II

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“Occorre dire che la vera onestà di un politico, sta nel rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione”.

      Ritornando al motto pronunciato dal Cristo su Cesare, ci riporta a un altro motto pronunciato questa volta da un altissimo iniziato cristiano-rosicruciano vissuto nel secolo scorso, cioè il fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner (1861-1925), il quale in una conferenza tenuta a Zurigo il 17 dicembre 1912, dal titolo “L’Amore e il suo significato nel mondo”, in merito scrive: “L’onnipotenza, l’onnisaggezza non sono le principali qualità della Divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, di puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore … Dio ha trattenuto l’amore, e ha diviso la saggezza con Lucifero [Diavolo] e la potenza con Arimane [Demonio o Satana], affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino” (pag. 12).

Riflettendo profondamente su queste parole di Rudolf Steiner, possiamo trarre il motto: “Dio ha diviso la “saggezza” con Lucifero e il “potere” con Arimane e ha tenuto per Sé soltanto l’amore”. Naturalmente questo si realizza e va compreso soltanto nell’ambito della vita dell’anima umana, nella quale agiscono queste forze occulte degli spiriti dell’ostacolo e quella del Cristo, di cui Lucifero cerca di trarci in alto verso la “Saggezza lunare” e Arimane ci trae in basso nell’ambito del “Potere materiale”, dove in tutte e due i casi mettono alla prova il nostro egoismo che può manifestarsi in modo sfrenato da una parte o dall’altra, quando in noi manca il giusto equilibrio tramite l’amore del Cristo. Il Cristo si unì alla Terra attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, per introdurre in essa attraverso l’uomo, il vero impulso dell’amore. Egli si spogliò di tutte le Sue facoltà divine di “Potenza e di Saggezza” per unirsi all’uomo, cosicché l’uomo potesse avere in sé il vero impulso dell’amore. Fece questo non perché avesse un debito karmico con la Terra o con gli uomini, ma per puro atto d’amore, avendo Egli sentito il grido di dolore dell’umanità morente provenire dalla Terra. Per questo il vero cristianesimo non può essere annoverato come una dottrina religiosa monoteista similmente alle dottrine antiche quale l’ebraismo o l’islam, o alle altre precristiane pagane, inquantoché il Cristo non venne per guidare o elevare un popolo. Egli non venne per liberare il popolo ebraico dai dominatori romani, offrendo loro una nuova saggezza o un nuovo decalogo come fu per Mosè sul Monte Sinai, quando incontrò Jahvè. Ma per dare al popolo ebraico la possibilità di collaborare alla nascita di un nuovo “Impulso” che potesse riversarsi su tutta l’umanità, un impulso che sciogliesse gli uomini dai vecchi legami consanguinei atavici sostituendoli con un impulso cosmico – spirituale di vero amore tra i popoli, alfine di preparare come menzionato, il germe futuro spirituale della nuova fratellanza umana che deve essere realizzata alla fine del terzo millennio, cioè nel sesto periodo di cultura futuro chiamato “Filadelfia” (Ap. 3,7). Il vero cristianesimo pertanto, non è una religione come di solito viene attribuito alla Chiesa cattolica, la quale è solo l’ombra del vero impulso cristiano, giacché è parte di un potere statale, ossia lo Stato del Vaticano con tutti i poteri annessi e connessi da parte di correnti religiose (Gesuiti e l’Opus Dei) che operano dallo sfondo, con mezzi spirituali occulti. L’amore dunque non ha nulla a che fare né con la saggezza, né con il potere, sia esso sacerdotale, regale o statale, ma si confà solo con quelle virtù umane che esaltano l’atteggiamento altruista e la coscienza morale dell’uomo.

Pertanto il motto antroposofico ci aiuta a capire meglio il significato delle parole del Cristo sul motto di Cesare, laddove Egli rispondendo ai maliziosi e ipocriti farisei intese loro dire che l’amore di Dio deve essere distinto da qualsiasi potere regale o sacerdotale, quando essi tendono soltanto a soggiogare i popoli e ad asservire l’anima umana per i propri tornaconti egoistici, poiché mentre il potere di Cesare rendeva schiavi gli ebrei, l’amore del Cristo li rendeva liberi nell’anima dal maligno e dalla dura legge yahvetica del taglione, vale a dire: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.” (Levitico 24,19-20).

Dio è amore!  E l’amore è quella facoltà spirituale che va da uomo a uomo, cui non ha nulla a che fare col potere giuridico regale o statale, il quale invece, è esercitato come potere di conquista e di dominio su altri uomini. Cosicché anche noi oggi possiamo dire che il Cristo non è presente là dove viene esercitato il “Potere”, in qualsiasi corrente sociale esso si manifesti, in quanto il Cristo vive, se accolto, soltanto nell’anima umana, là dove, due o più uomini si uniscono insieme nel Suo nome per alleviare la sofferenza nel mondo e non dove uomini vengono esaltati in un comizio elettorale! Occorre per questo capire che il mondo spirituale non partecipa ai comizi elettorali!  ( Mentre le altre divinità dell’ostacolo partecipano assai volentieri ai programma politici, come vedremo più avanti ).

Dio lascia ai politici la libertà di agire per il bene del popolo o per il proprio tornaconto egoistico. Sta alla “libertà morale” dei politici agire secondo la loro coscienza e la loro onestà intellettuale, nell’essere cioè onesti verso i loro elettori promettendo soltanto ciò che sono in grado di mantenere nell’ambito delle possibilità giuridiche ed economiche del Paese, senza per questo sconfinare nella sfera religiosa. Purtroppo è diventato una cattiva consuetudine, il promettere qualsiasi cosa pur di accattivarsi il favore delle masse più deboli che seguono senza riflettere come banderuole sballottate da una parte all’altra, secondo le offerenti promesse accompagnate a volte, da gesti cultuali religiosi bigotti. Occorre qui ricordare che la vera onestà di un politico, sta proprio in quello di rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione. Perciò essendo la Nazione formata dall’insieme di uomini appartenenti a diverse scuole di pensiero filosofiche, scientifiche e religiose, ogni politico dovrebbe esimersi dall‘interferire nella sfera religiosa per fini elettorali, restando sempre nei parametri del proprio potere statale. Pertanto l’ex ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini, a conclusione del comizio elettorale tenuto tempo fa a Milano sotto la guglia del Duomo, quale partito sovranista di estrema destra europea, avrebbe dovuto fare a meno di evidenziare dopo il comizio, la corona del rosario e baciare il crocefisso con un’invocazione alla Madonna, dicendo: ” Io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria”.

Ma qual è il Dio che in quel momento ha potuto accogliere con benevolenza la richiesta dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, in modo che portasse alla vittoria il suo partito sovranista leghista? È facile capirlo se abbiamo afferrato il motto antroposofico : “Dio (Cristo), ha diviso la saggezza con Lucifero (Demonio) e il potere con Arimane (Satana o Mefistofele) e ha tenuto per Sé,  soltanto l’amore!  (II. continua.)

Sopra: Giardino Giapponese

 Collegno,  7  novembre  2019                                             Antonio Coscia

 

 

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