Il potere che può obnubilare l’anima III

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      “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze”  (Madre Teresa di Calcutta).

 Il potere che può obnubilare l’anima III

       Se dunque abbiamo afferrato il motto cristiano e quello antroposofico, è facile capire ora che la richiesta egoistica di qualsiasi uomo politico che pensi di condurre alla vittoria elettorale il suo partito con l’aiuto di Dio, è una supplica assurda che non può che essere inascoltata dal mondo spirituale superiore, mentre è accolta da un Entità demoniaca particolare del mondo astrale adiacente alla Terra. Pertanto l’aver pregato affidando il destino della propria vittoria politica ai sei “Patroni d’Europa” e suggellando il tutto col bacio del crocefisso del rosario e l’invocazione al cuore di Maria, è stato un gesto alquanto immaturo e superficiale da parte dell’ex ministro dell’Interno, che ignora o non comprende i principi che regolano il mondo spirituale e tantomeno quello del motto terreno tra Cristo e Cesare. Una cosa è pregare il mondo spirituale che possa illuminare e dare forza a una persona affinché superi un momento difficile della sua vita cui può essere un dolore, una prova o, altro … diversamente è invece quello in cui possiamo chiedere a Dio di aiutarci a vincere una corsa di una campagna elettorale, o cose simili! Sono due atteggiamenti animici completamente opposti, di cui il primo può toccare il mondo divino che certamente cercherà di esaudire la richiesta d’amore verso un altro uomo; il secondo invece, non arriva più su del mondo astrale inferiore dove viene accolto da entità dell’ostacolo demoniache che cercheranno in tutti i modi d’interferire sulla volontà umana che può a quel punto, “diventare un loro inconsapevole seguace e obbediente esecutore nel mondo terreno” (conf. del 7 agosto 1920, O.O. 199). Questo continuo atteggiamento dell’ex ministro dell’Interno Salvini, di baciare il rosario del crocefisso molto spesso anche in altre occasioni, tra cui anche nella camera del senato, manifesta un atteggiamento poco serio e farisaico. La fede è qualcosa d’intimo cui va mostrata nell’azione d’amore verso gli altri e non esternandola attraverso uno sbaciucchiamento di un simbolo-oggetto svuotato della forza originaria del vero cristianesimo antico, dove la croce (che non aveva ancora l’immagine di Gesù di Nazareth) simboleggiava la “vita e la redenzione” del Cristo fino al terzo, quarto secolo circa. Vale a dire sino a quando grazie a un sogno dell’imperatore Costantino il Grande (272-337 d.C.), il cristianesimo divenne religione di Stato alcuni anni dopo nel 380 d.C. sotto l’Imperatore Teodosio I, e di conseguenza si frammischiò non solo al potere dello Stato romano, ma anche al paganesimo mitraico di cui era stato seguace Costantino. Inoltre, la nascita del Cristo che era festeggiato il 6 gennaio, fu abolita da papa Liberio nel 354 d.C. perché reputava fosse incomprensibile per il popolo romano credere nella nascita mistica del Dio solare in un uomo, soltanto attraverso un’immersione nell’acqua da parte del Battista; era più semplice comprendere la nascita del bambino divino Gesù, concepito da una vergine. Così venne festeggiato con l’andare del tempo sempre più il bambino divino Gesù, collocando la sua nascita al 25 dicembre al posto cioè della festa del “Dio Sole invitto”, la festa pagana festeggiata dai romani in onore al ritorno della luce dopo il Solstizio d’inverno; mentre la festa della nascita (Epifania) del Cristo il 6 di gennaio, cominciò ad avere minor rilievo fino a sostituirla con l’epiteto di “Befana”. Cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso Maria del vangelo di Luca.

Questo ebbe come conseguenza che il cristianesimo dal IV secolo in poi perse il Cristo-Sole quale Dio vivente universale e al suo posto l’umanità occidentale cominciò a venerare il Dio – bambino; per cui il cristianesimo pagano col tempo adottò il simbolo della croce romana, dove fu raffigurato il Gesù storico crocefisso, ossia il dio-uomo pietoso e misericordioso secondo il vangelo di Luca, morto sulla croce del Golgotha in Palestina, per i peccati del mondo. Più avanti, durante il concilio ecumenico dell’869 d.C. la teologia cattolica commise un altro errore gravissimo, quello cioè di confutare la tricotomia di S. Paolo negando lo “Spirito umano”, per cui l’uomo fu regredito a livello di animale superiore costituito solo più da corpo e anima, di cui questa si disse, che ha in sé una parte più sottile spirituale che si differenzia dall’animale. Per questo attraverso il dogma costantinopolitano, il Cristo venne ucciso per la seconda volta, questa volta però dalla stessa casta sacerdotale dell’alto clero, nata dall’impulso cristiano pagano che andava irrigidendosi e degenerandosi, allontanandosi sempre più dalla sua originaria essenza mistica spirituale. Alla fine il cristianesimo pagano romano, assunse sempre più l’aspetto di una religione gerarchica di potere aristocratico di cui, da una parte, venne formandosi il clero più alto dalla cui ambizione derivarono durante l’arco dei secoli della storia della Chiesa romana, le famose crociate tra l’XI e il XIII secolo. E inoltre, lo sterminio dei catari e dei templari, la guerra dei trent’anni, etc. fino a raggiungere il massimo potere temporale di vita e di morte sul popolo romano tramite l’ultimo papa re Pio IX che si oppose tenacemente all’unificazione dell’Italia, ripristinando persino la pena di morte durante i moti rivoluzionari del 1848, fino alla caduta dello Stato pontificio e la nascita dell’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 a Torino. Dall’altra, abbiamo il clero più basso, che invece non prendeva parte alla politica, ma dedicava il proprio tempo all’elevazione spirituale e alla divulgazione del vangelo, conducendo una vita umile e casta lontano dalla mondanità spirituale dell’alto clero, esortando i monaci alla carità e alla preghiera. Nacquero così correnti di vari ordini monastici dal IV secolo in poi che predicavano mettendo in pratica la vera essenza del cristianesimo tra i poveri e i bisognosi tra i quali, i monaci irlandesi San Colombano e San Gallo; altri quale Santo Antonio Abate, Bernardo da Chiaravalle. Francesco d’Assisi; e tanti altri ancora che ancora oggi operano in silenzio e umiltà nei riguardi dei più bisognosi. Anche nel monachesimo femminile vanno annoverate diverse personalità importanti, tra cui Santa Scolastica da Norcia, Santa Ildegarda di Bingen, Santa Chiara d’Assisi, e altre mistiche che operarono tutte con passione e compassione la vera carità cristiana, divulgando i principi morali del vangelo tra gli umili e gli oppressi; tutti loro agirono da veri cristofori mantenendo vivo l’impulso cristiano quali veri imitatori della croce di Cristo. Se dal basso il monachesimo manteneva, vivo l’impulso cristiano nella parte della comunità sociale più povera e afflitta, dall’altra il clero più alto grazie alla conseguenza del concilio costantinopolitano del IX secolo, contribuiva con i suoi dogmi attraverso la soppressione delle correnti di movimenti cristiani (che non erano riconosciuti dal potere temporale della Chiesa a causa dell’offuscamento delle forze dell’ostacolo demoniache), a estromettere del tutto il principio spirituale superiore dall’anima umana che era stato congiunto dal Cristo, durante il Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano da parte di Giovanni il Battista.

Si tratta di ciò che nella Scienza dello Spirito antroposofica, sono chiamati i principi divini dell’uomo superiore10 concessi dalle gerarchie divine spirituali nelle antiche evoluzioni cosmiche della nostra Terra11, cioè il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma che furono separati dal Cristo durante l’Epoca Iperborea12, prima cioè che Adamo prendesse la via verso l’incarnazione terrestre. In questo modo vennero estromessi dall’uomo superiore, anche i principi divini dello Spirito Santo e del Cristo che sperimentarono l’esperienza della morte e la resurrezione attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, il messia atteso dalle sacre scritture ebraiche. Per cui la croce, quale simbolo cristiano che aveva in origine il significato glorioso di “vita e redenzione” dello spirito umano attraverso l’unione con lo spirito del Cristo, assunse sempre più nel corso della storia del cattolicesimo romano solo più il significato di un dio-uomo morente, misericordioso e pietoso, che fattosi uomo attraversò l’esperienza della sofferenza e del dolore della crocefissione, quale espiazione dei peccati del mondo e quale impulso dell’amore cosmico e della fratellanza universale umana. Amare la croce quindi, assunse sempre più il significato di accollarsi la sofferenza e il dolore altrui, liberandoli in parte grazie all’Impulso del Cristo, del loro karma; ossia imitare il Cristo accogliendo in sé il dolore e i peccati del mondo!

Questa è stata sempre la via di tutti quegli uomini che animati dall’amore verso il Cristo hanno sacrificato le loro vite per gli altri e che si sono “santificati” quali veri cristofori e aiutatori dell’Impulso del Cristo e della fratellanza umana che, non si può certamente dire sia stato l’atteggiamento cristiano con cui agì l’ex ministro dell’Interno nei riguardi degli extracomunitari e delle navi Ong. L’umanità in questi due millenni ha continuato a crocifiggere il Cristo uccidendo uomini nel Suo nome, come già suaccennato, e ancora oggi continua a farlo, col problema degli immigrati cui l’unione europea non è ancora abbastanza unita da risolvere insieme questo problema. Cosicché si creano delle situazioni spiacevoli e disumane nei diversi Stati europei, dove viene a mancare da parte delle istituzioni governative e a volte anche religiose, il buon senso e la solidarietà umana. Così assistiamo a delle azioni deplorevoli, dove degli immigrati in alcune occasioni, sono stati lasciati alcuni mesi fa dall’ex ministro dell’Interno Salvini, per diversi giorni in mare su di una nave privata che le fu impedito di attraccare a un nostro porto italiano per una pronta assistenza medica e umanitaria di donne, uomini e bambini. Quest’atteggiamento duro e poco umano nei riguardi degli immigrati e quello offensivo, autoritario e arrogante, assunto dall’ex ministro dell’Interno nei riguardi della capitana Carola Rackete della nave Sea Watch 3, si può forse ritenere un giusto comportamento morale di chi ha giurato sulla croce del rosario (quale simbolo dell’amore e della sofferenza umana) e che ha affidato la propria vita e quella dei suoi elettori a Dio, affinché lo aiutasse a sconfiggere i suoi nemici politici e conseguire così la vittoria elettorale del partito leghista-sovranista?

La risposta non può che essere quella di disapprovare con sdegno quest’atteggiamento inumano e poco degno di chi mostra apertamente (baciando il crocefisso in pubblico) di seguire i principi cristiani, e poi nei fatti, assumere un atteggiamento alquanto discutibile sia sul piano umano, sia quello religioso-politico. Sappiamo che quel gesto fu un comportamento volontario politico di sfida nei riguardi del Parlamento europeo, cui non ha ancora preso finora la giusta posizione nei riguardi dell’immigrazione che tende ad aumentare sempre più a causa delle guerre e dei conflitti religiosi ed etnici interni dell’Africa. Ciò non giustifica comunque il gesto poco umano e ricattatorio alle spalle di chi soffre per scuotere la burocrazia e la sensibilità degli stati membri europei alfine che prendano coscienza della situazione italiana, che diviene sempre più insostenibile a causa della grande massa di uomini africani che versano sulle nostre spiagge italiane del Mediterraneo. Non è giustificabile l’atteggiamento di chi vanta di professare una corrente religiosa umanista davanti alla massa belante che accorre ai suoi comizi elettorali, e che con spavalderia dichiara apertamente di essere un buon “Pastore” cattolico-cristiano, quando poi si atteggia in modo completamente diverso dai principi etici e morali dell’insegnamento cristiano. Anche se il comportamento duro e disumano dell’ex ministro leghista Salvini nei riguardi degli immigranti ha ottenuto qualche attenzione politica da parte di alcuni membri del Parlamento europeo, è comunque immorale essersi fatto scudo di donne, uomini e bambini, che cercavano una via di fuga dalla guerra o da una situazione di stenti e miseria, con la speranza di rifarsi una nuova vita più dignitosa in paesi che possano offrire loro e per le loro famiglie, più possibilità economiche. La responsabilità politica e morale di chi gestisce l’autorità del ministero dell’interno, ha tra l’altro il compito di tutelare i diritti civili tra i quali quelli dell’immigrazione, pertanto dovrebbe agire con più determinazione e ragionevolezza, cercando con la diplomazia e col buon senso civico di mettere di fronte al Parlamento europeo le proprie responsabilità morali, nei riguardi di un paese membro dell’unione europea che è di fronte a un grande evento di esodo di massa.

Occorre attraverso il dialogo politico convincere il Parlamento europeo a collaborare insieme per trovare una soluzione che possa essere gestita nel modo più appropriato e umanistico. C’è il pericolo che questa situazione spiacevole, possa diventare insostenibile e creare dei seri disagi e conflitti non solo nel popolo italiano, ma che possa come dire accendersi ed espandersi simile a un fuoco divoratore di una foresta in fiamme che alimentato dall’odio razziale, diventi inarrestabile creando il caos in tutto il resto dell’Europa. È importante perciò che i parlamentari europei cerchino insieme di prevenire questa situazione negativa cui la maggior parte dell’occidente può andare incontro e prenda coscienza nell’usare assolutamente il buon senso politico e umano, di operare insieme al governo italiano per una giusta risoluzione che implichi tutti i governi europei. Vale a dire che ogni stato europeo si faccia carico di una certa quota d’immigrati, alfine di evitare queste situazioni imbarazzanti disumane che degenerano a volte in atti di scontro contro le navi Ong di soccorso che operano nel mare Mediterraneo, alle quali appunto viene proibito lo sbarco nei porti italiani col risultato di incitare e stimolare taluni ad atti aggressivi e razzisti, fino a volte, a un contesto allargato di odio e conflitto tra poveri. Quest’ambiente astioso e intollerante potrebbe cambiare se l’uomo non fosse disceso troppo in basso nel materialismo egoistico e potesse riflettere e mettere in pratica il vero esempio cristiano praticato per molti anni da Madre Teresa di Calcutta, cui lei sintetizzò nelle parole: “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze” (Santa Teresa di Calcutta). Con queste parole lei ci esorta ad avere fede nell’azione, cosicché dall’azione possa nascere l’amore per gli altri; ciò affinché il nostro mondo caotico, violento e freddo, si trasformi in un mondo diverso, dove uomini possano vivere in pace in quelle comunità dove nessuno sarebbe più povero o più ricco di un altro. Questo verte sull’insegnamento del Cristo, laddove si legge che: “Non chi si proclama cristiano in parole, può entrare nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà di Dio Padre” (Mt 7,21); cioè mettendo in pratica l’insegnamento cristiano del Vangelo. (III. Continua)

 Collegno, 19 novembre 2019                                                                          Antonio   Coscia

Sopra: Giardino giapponese

Note Integrative

10      Secondo la scienza dello spirito o antroposofia, l’uomo è un essere duale di cui una parte inferiore costituita da corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io; e una parte superiore ma al momento ancora in germe, cioè non ancora sviluppata che è costituita da Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito. Da circa sette secoli l’Io umano lavora alla trasformazione della sua anima, la quale anch’essa è suddivisa in tre parti, cioè da “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”, di cui finora ha sviluppato e perfezionato durante l’epoca egizia, la parte senziente e nell’epoca greca, la parte razionale. Attualmente deve completare il suo ciclo animico con lo sviluppo dell’anima cosciente, che è la parte più vicina e unita in modo incosciente al Sé spirituale, essendo questa appunto della stessa sostanza astrale che terminerà tra circa 1500 anni. Dopodiché l’uomo lavorerà in modo cosciente col suo Io superiore, alla trasformazione parziale del suo corpo astrale in Sé spirituale. Egli riceverà comunque questo principio microcosmico superiore spirituale, quale dono dall’alto del mondo angelico (a coloro che saranno maturi) nel sesto periodo di cultura, cioè alla metà del quarto millennio.

11   Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, che la scienza antroposofica chiama: “ Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Di cui tre stati di coscienza o eoni cosmici sono già passati e attualmente siamo nel quarto stato di coscienza, chiamato appunto Terra, dove l’uomo deve perfezionare l’Entità dell’Io cosmico umano, nella sua complessa essenzialità divina cosmica-umana che Rudolf Steiner ci rivela tripartito in; “Vero Io, Io superiore ed io terreno”. Il Vero Io che a volte è chiamato dalla Scienza antroposofica “Scintilla divina”, è un frammento della Trinità divina cui possiamo definire anche come “Micrologos” in quanto fu tratto dalla “Parola cosmica” da Yahve-Elohim, l’Elohimità costituita dall’insieme dei sette Elohim creatori (Genesi O.O.122, pag. 117-119). L’Io superiore è un frammento quale dono, del fuoco degli Elohim o Spiriti della Forma; possiamo anche dire che è il figlio di Dio, o di Yahve-Elohim (Signore Dio); è l’Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma che non scende mai fino al livello terreno, egli opera sull’io inferiore in modo incosciente dal mondo solare, preparando il destino terreno quale effetto karmico delle azioni passate. L’Io inferiore o terreno è la Personalità umana riflessa, quale immagine imperfetta riflessa dall’Io superiore, nell’involucro materno durante la gestazione; è la conseguenza della caduta di Adamo o l’intrusione nel puro corpo astrale dell’Adamo celeste, di Spiriti della Forma rimasti indietro durante l’evoluzione lunare, quando erano a livello di Archai. Fu così che il corpo astrale celeste di Adamo, si suddivise in due parti una parte “luminosa, dove penetrò l’Io superiore altruista e una parte inferiore dove si formò l’io inferiore egoista” (Rivista Antroposofia, anno Ottobre-Dicembre 1986, pag.156).

12    Continuando la nota 10 sull’evoluzione dell’uomo, va detto che ogni stato di coscienza si suddivide in stati di vita; ogni stato di vita in sette stati di forma che a sua volta, si suddivide in sette Epoche, cioè: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”. Quattro Epoche sono già passate e attualmente siamo oltre la metà della quinta Epoca Postatlantica, cui seguirà la sesta Epoca Postatlantica e in ultimo la settima Epoca Postatlantica, dopodiché la Terra continuerà la sua evoluzione in stato di materia più sottile, ossia in un astrale più perfetto. Fu durante la seconda Epoca detta Iperborea, un Epoca dove non c’era ancora nulla di solido; tutto il nostro sistema solare era ancora in una fase eterica, dove il Cristo separò il Sole dalla Terra e Luna che erano ancora insieme, portando con sé le parti più pure superiori dell’anima umana, quando il Sole sorgeva nella costellazione dei “Pesci”.

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