Il potere che può obnubilare l’anima III

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      “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze”  (Madre Teresa di Calcutta).

         Se dunque abbiamo afferrato il motto cristiano e quello antroposofico, è facile capire ora che la richiesta egoistica di qualsiasi uomo politico che pensi di condurre alla vittoria elettorale il suo partito con l’aiuto di Dio, è una supplica assurda che non può che essere inascoltata dal mondo spirituale superiore, mentre essa viene accolta come vedremo più avanti, da entità del mondo astrale inferiore. Pertanto l’aver pregato affidando il destino della propria vittoria politica ai “Patroni d’Europa” e suggellando il tutto col bacio del crocefisso del rosario e l’invocazione al cuore di Maria, è un gesto alquanto immaturo e superficiale da parte dell’ex ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini, che ignora o non comprende i principi che regolano il mondo spirituale e tantomeno quello del motto terreno tra Cristo e Cesare. Una cosa è pregare il mondo spirituale che possa illuminare e dare forza a una persona affinché superi un momento difficile della sua vita cui può essere un dolore, una prova o, altro … diversamente è invece, quello in cui possiamo chiedere a Dio di aiutarci a vincere una corsa di una campagna elettorale o cose simili! Sono due atteggiamenti animici completamente opposti, di cui il primo può toccare il mondo divino che certamente cercherà di esaudire la richiesta d’amore di un uomo, verso un altro uomo; il secondo invece, non arriva più su del mondo astrale inferiore dove viene accolto da entità dell’ostacolo demoniache che cercheranno in tutti i modi d’interferire sulla volontà umana che può a quel punto, diventare un loro inconsapevole seguace e obbediente esecutore nel mondo terreno.

Questo continuo atteggiamento dell’ex ministro dell’Interno leghista, di baciare il rosario del crocefisso molto spesso anche in altre occasioni, tra cui anche nella camera del senato, manifesta un atteggiamento poco serio e farisaico, in quanto la fede è qualcosa d’intimo cui va mostrata nell’azione d’amore verso gli altri e non esternandola attraverso uno sbaciucchiamento di un simbolo-oggetto vuoto, svuotato della “forza spirituale” che simboleggiava il vero cristianesimo antico originario fino al terzo, quarto secolo circa, ossia quando il cristianesimo grazie a un sogno dell’imperatore Costantino il Grande, divenne religione di Stato e di conseguenza, si frammischiò non solo al potere arimanico dello Stato romano, ma anche al paganesimo luciferico mitraico di cui era seguace Costantino. Inoltre la nascita del Cristo che era festeggiato il 6 gennaio, fu abolita da papa Liberio nel 354 d.C. e al suo posto venne festeggiato il bambino divino Gesù di Nazareth, il 25 dicembre, cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso la Maria del vangelo di Luca. Nel IV secolo dunque, la Chiesa cattolica perse il Cristo-Sole come Dio vivente universale e al suo posto, l’umanità occidentale cominciò a venerare il Dio – bambino e di conseguenza il Gesù uomo di Nazareth storico, morto sulla croce del Golgotha in Palestina. Più avanti, durante il concilio ecumenico dell’869 d.C. la teologia cattolica confutò la tricotomia di S. Paolo negando lo “Spirito umano” per cui, l’uomo fu regredito a livello di animale superiore costituito solo più da corpo e anima, di cui questa si disse, che ha in sé una parte più sottile spirituale che si differenzia dall’animale, con ciò, il Cristo venne ucciso per la seconda volta  nell’anima umana dalla casta sacerdotale .

Pertanto il cristianesimo romano, andava assumendo sempre più l’aspetto di una religione gerarchica arimanica di potere aristocratico di cui, da una parte, si formò il clero più alto dal quale derivarono le famose crociate tra l’XI e il XIII secolo, lo sterminio dei catari e dei templari, la guerra dei trent’anni, etc. fino a raggiungere il massimo potere temporale di vita e di morte sul popolo romano tramite l’ultimo papa re Pio IX, che si oppose tenacemente all’unificazione dell’Italia ripristinando persino la pena di morte durante i moti rivoluzionari del 1848, fino alla caduta dello Stato pontificio e la nascita dell’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 a Torino. Dall’altra, abbiamo il clero più basso, che non prendeva parte alla politica, ma dedicava il proprio tempo all’elevazione spirituale e alla divulgazione del vangelo, conducendo una vita umile e casta lontano dalla mondanità spirituale dell’alto clero, esortando i monaci alla carità e alla preghiera. Nacquero così correnti di vari ordini monastici dal IV secolo in poi che predicavano mettendo in pratica la vera essenza del cristianesimo tra i poveri e i bisognosi tra i quali, i monaci irlandesi “S. Colombano e S. Gallo, S. Antonio Abate, Bernardo da Chiaravalle. Francesco d’Assisi”, e tanti altri ancora. Anche nel monachesimo femminile vanno annoverate diverse personalità importanti, tra cui S. Scolastica da Norcia, Ildegarda di Bingen, S. Chiara d’Assisi, e altre mistiche che operarono tutte con passione e compassione la vera carità cristiana, divulgando i principi morali del vangelo tra gli umili e gli oppressi; tutti loro agirono da veri cristofori mantenendo vivo l’impulso cristiano quali veri imitatori della croce di Cristo.

Il concilio costantinopolitano dell’869 estromise pian piano dall’anima umana il principio spirituale superiore della triade umana congiunta dal Cristo durante il Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano, ossia l’anima celeste superiore separatasi dall’uomo prima che Adamo prendesse la via verso l’incarnazione terrestre. In questo modo vennero estromessi anche il principio dello Spirito Santo e del Cristo che sperimentarono la morte e la resurrezione attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, il messia atteso dalle sacre scritture ebraiche. Per cui la croce, che quale simbolo cristiano aveva in origine il significato di “vita” e redenzione dello spirito umano attraverso l’unione con lo spirito del Cristo, assunse sempre più nei secoli, solo più il significato di un Dio morente misericordioso e pietoso che fattosi uomo attraversò l’esperienza della sofferenza e del dolore della crocefissione, quale espiazione dei peccati del mondo e quale impulso dell’amore cosmico e della fratellanza universale umana. Amare la croce quindi, ebbe come significato quello di aiutare gli altri, liberandoli in parte con l’aiuto del Cristo, dal loro peso karmico, e accogliere in sé un po’ del dolore del mondo! Questa è stata sempre la via di tutti quegli uomini che animati dall’amore verso il Cristo hanno sacrificato le loro vite per gli altri e, che si sono “santificati” quali veri cristofori e aiutatori dell’Impulso del Cristo e della fratellanza umana.

L’umanità in questi due millenni ha continuato a crocifiggere il Cristo uccidendo uomini nel Suo nome (vedi le crociate e le guerre sante) e ancora oggi continua a farlo, col problema degli immigrati cui l’unione europea non è ancora abbastanza unita da risolvere insieme questo problema. Cosicché si creano delle situazioni spiacevoli e disumane nei diversi Stati europei, dove viene a mancare da parte delle istituzioni governative e a volte anche religiose, il buon senso e la solidarietà umana. Così assistiamo a delle azioni deplorevoli, dove immigrati in alcune occasioni, sono stati lasciati alcuni mesi fa dall’ex ministro leghista (allora ministro dell’Interno) per diversi giorni in mare, su una nave privata che le fu impedito di attraccare a un nostro porto italiano per una pronta assistenza medica e umanitaria di donne, uomini e bambini. Quest’atteggiamento duro e poco umano nei riguardi degli immigrati e quello offensivo, autoritario e arrogante, assunto dall’ex ministro dell’Interno leghista nei  riguardi  della capitana Carola Rackete della nave Sea Watch 3,  possiamo forse ritenerlo un giusto comportamento morale di chi ha giurato sulla croce del rosario (quale simbolo dell’amore e della sofferenza umana) e che ha affidato la propria vita e la vita dei suoi elettori a Dio, affinché lo aiutasse a sconfiggere i suoi nemici politici e conseguire così la vittoria elettorale del partito sovranista?  (III. Continua).

Sopra: Giardino giapponese

 Collegno, 19 novembre 2019                                                          Antonio   Coscia

 

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