Il potere che può obnubilare l’anima III

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      “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze”  (Madre Teresa di Calcutta).

         Se dunque abbiamo afferrato il motto cristiano e quello antroposofico, è facile capire ora che la richiesta egoistica di qualsiasi uomo politico che pensi di condurre alla vittoria elettorale il suo partito con l’aiuto di Dio, è una supplica assurda che non può che essere inascoltata dal mondo spirituale superiore, mentre essa viene accolta come vedremo più avanti, da entità del mondo astrale inferiore.  Pertanto l’aver pregato affidando il destino della propria vittoria politica ai sei “Patroni d’Europa” e suggellando il tutto col bacio del crocefisso del rosario e l’invocazione al cuore di Maria, fu un gesto alquanto immaturo e superficiale da parte dell’ex ministro dell’Interno, che ignora o non comprende i principi che regolano il mondo spirituale e tantomeno quello del motto terreno tra Cristo e Cesare. Una cosa è pregare il mondo spirituale che possa illuminare e dare forza a una persona affinché superi un momento difficile della sua vita cui può essere un dolore, una prova o, altro … diversamente è invece, quello in cui possiamo chiedere a Dio di aiutarci a vincere una corsa di una campagna elettorale o cose simili! Sono due atteggiamenti animici completamente opposti, di cui il primo può toccare il mondo divino che certamente cercherà di esaudire la richiesta d’amore verso un altro uomo; il secondo invece, non arriva più su del mondo astrale inferiore dove viene accolto da entità dell’ostacolo demoniache che cercheranno in tutti i modi d’interferire sulla volontà umana che può a quel punto, diventare un loro inconsapevole seguace e obbediente esecutore nel mondo terreno. Questo continuo atteggiamento dell’ex ministro dell’Interno leghista, di baciare il rosario del crocefisso molto spesso anche in altre occasioni, tra cui anche nella camera del senato, manifesta un atteggiamento poco serio e farisaico, in quanto la fede è qualcosa d’intimo cui va mostrata nell’azione d’amore verso gli altri e non esternandola attraverso uno sbaciucchiamento di un simbolo-oggetto vuoto, svuotato della “forza spirituale” che simboleggiava il vero cristianesimo antico originario fino al terzo, quarto secolo circa, ossia quando il cristianesimo grazie a un sogno dell’imperatore Costantino il Grande, divenne religione di Stato e di conseguenza, si frammischiò non solo al potere arimanico dello Stato romano, ma anche al paganesimo luciferico mitraico di cui era seguace Costantino. Inoltre la nascita del Cristo che era festeggiato il 6 gennaio, fu abolita da papa Liberio nel 354 d.C. perché reputava incomprensibile per il popolo romano la nascita mistica del Dio Sole in un uomo soltanto attraverso un immersione nell’acqua, da parte del Battista; era più semplice comprendere la nascita del bambino divino Gesù, concepito da una vergine. Così venne festeggiato con l’andare del tempo sempre più il bambino divino Gesù, collocando la sua nascita al 25 dicembre al posto cioè della festa del Dio Sole invitto, la festa pagana festeggiata dai romani in onore al ritorno della luce dopo il Solstizio d’inverno; mentre la festa della nascita (Epifania) del Cristo il 6 di gennaio, cominciò ad avere minor rilievo fino a sostituirla con l’epiteto di “Befana”. Cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso la Maria del vangelo di Luca. Questo ebbe come conseguenza che il cristianesimo dal IV secolo in poi, perse il Cristo-Sole quale Dio vivente universale e al suo posto, l’umanità occidentale cominciò a venerare il Dio – bambino e di conseguenza sulla croce, venne raffigurato il Gesù storico, il dio-uomo pietoso e misericordioso secondo il vangelo di Luca, morto sulla croce del Golgotha in Palestina, per i peccati del mondo. Più avanti, durante il concilio ecumenico dell’869 d.C. la teologia cattolica confutò la tricotomia di S. Paolo negando lo “Spirito umano” per cui, l’uomo fu regredito a livello di animale superiore costituito solo più da corpo e anima, di cui questa si disse, che ha in sé una parte più sottile spirituale che si differenzia dall’animale. Per cui, attraverso il dogma costantinopolitano, il Cristo venne ucciso per la seconda volta, questa volta però dalla stessa casta sacerdotale dell’alto clero, nata dall’impulso cristiano che andava irrigidendosi e degenerandosi, allontanandosi sempre più dalla sua origine spirituale.

Alla fine il cristianesimo romano assunse sempre più l’aspetto di una religione gerarchica arimanica di potere aristocratico di cui, da una parte, si formò il clero più alto dalla cui ambizione derivarono durante l’arco dei secoli della storia della Chiesa romana, le famose crociate tra l’XI e il XIII secolo. Inoltre lo sterminio dei catari e dei templari, la guerra dei trent’anni, etc. fino a raggiungere il massimo potere temporale di vita e di morte sul popolo romano tramite l’ultimo papa re Pio IX, che si oppose tenacemente all’unificazione dell’Italia ripristinando persino la pena di morte durante i moti rivoluzionari del 1848, fino alla caduta dello Stato pontificio e la nascita dell’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 a Torino. Dall’altra, abbiamo il clero più basso, che non prendeva parte alla politica, ma dedicava il proprio tempo all’elevazione spirituale e alla divulgazione del vangelo, conducendo una vita umile e casta lontano dalla mondanità spirituale dell’alto clero, esortando i monaci alla carità e alla preghiera. Nacquero così correnti di vari ordini monastici dal IV secolo in poi che predicavano mettendo in pratica la vera essenza del cristianesimo tra i poveri e i bisognosi tra i quali, i monaci irlandesi “S. Colombano e S. Gallo, S. Antonio Abate, Bernardo da Chiaravalle. Francesco d’Assisi”, e tanti altri ancora. Anche nel monachesimo femminile vanno annoverate diverse personalità importanti, tra cui S. Scolastica da Norcia, Ildegarda di Bingen, S. Chiara d’Assisi, e altre mistiche che operarono tutte con passione e compassione la vera carità cristiana, divulgando i principi morali del vangelo tra gli umili e gli oppressi; tutti loro agirono da veri cristofori mantenendo vivo l’impulso cristiano quali veri imitatori della croce di Cristo. Se dal basso il monachesimo manteneva vivo l’impulso cristiano nella parte della comunità sociale più povera e afflitta, dall’altra il clero più alto grazie alla conseguenza del concilio costantinopolitano del IX secolo, contribuiva con i suoi dogma attraverso la soppressione delle correnti di movimenti cristiani (che non erano riconosciuti dal potere temporale della Chiesa a causa dell’offuscamento delle forze dell’ostacolo demoniache), a estromettere del tutto il principio spirituale superiore dall’anima umana, che era stato congiunto dal Cristo durante il Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano, da parte di Giovanni il Battista. Si tratta di ciò che nella scienza dello spirito antroposofica, sono chiamati i principi cosmici dell’uomo superiore9 concessi dalle gerarchie divine spirituali, nelle antiche evoluzioni cosmiche della nostra Terra10, e separatisi appunto dall’uomo durante l’Epoca Iperborea11, prima che Adamo prendesse la via verso l’incarnazione terrestre. In questo modo vennero estromessi i principi stessi della Trinità superiore quale riflesso nell’uomo superiore e cioè, il principio dello Spirito Santo e del Cristo che, sperimentarono l’esperienza della morte e la resurrezione attraverso l’uomo Gesù di Nazareth il messia atteso dalle sacre scritture ebraiche. Per cui la croce, quale simbolo cristiano che aveva in origine il significato glorioso di “vita e redenzione” dello spirito umano attraverso l’unione con lo spirito del Cristo, assunse sempre più nel corso della storia del cattolicesimo romano solo più il significato di un dio-uomo morente, misericordioso e pietoso, che fattosi uomo attraversò l’esperienza della sofferenza e del dolore della crocefissione, quale espiazione dei peccati del mondo e quale impulso dell’amore cosmico e della fratellanza universale umana. Amare la croce quindi, ebbe come significato quello di aiutare gli altri liberandoli in parte con l’aiuto del Cristo, dal loro peso karmico e accogliendo in sé un po’ del dolore del mondo! Questa è stata sempre la via di tutti quegli uomini che animati dall’amore verso il Cristo hanno sacrificato le loro vite per gli altri e, che si sono “santificati” quali veri cristofori e aiutatori dell’Impulso del Cristo e della fratellanza umana che, non si può certamente dire sia stato quello con cui agì l’ex Ministro Salvini, nei riguardi degli extracomunitari e delle navi Ong. L’umanità in questi due millenni ha continuato a crocifiggere il Cristo uccidendo uomini nel Suo nome, come già suaccennato, e ancora oggi continua a farlo col problema degli immigrati cui l’unione europea non è ancora abbastanza unita da risolvere insieme questo problema. Cosicché si creano delle situazioni spiacevoli e disumane nei diversi Stati europei, dove viene a mancare da parte delle istituzioni governative e a volte anche religiose, il buon senso e la solidarietà umana. Così assistiamo a delle azioni deplorevoli dove immigrati in alcune occasioni, sono stati lasciati alcuni mesi fa dall’ex ministro dell’Interno, per diversi giorni in mare su di una nave privata che le fu impedito di attraccare a un nostro porto italiano per una pronta assistenza medica e umanitaria di donne, uomini e bambini. Quest’atteggiamento duro e poco umano nei riguardi degli immigrati e quello offensivo, autoritario e arrogante, assunto dall’ex ministro dell’Interno leghista nei riguardi della capitana Carola Rackete della nave Sea Watch 3, possiamo forse ritenerlo un giusto comportamento morale di chi ha giurato sulla croce del rosario (quale simbolo dell’amore e della sofferenza umana) e che ha affidato la propria vita e la vita dei suoi elettori a Dio, affinché lo aiutasse a sconfiggere i suoi nemici politici e conseguire così la vittoria elettorale del partito sovranista?  (III. Continua).

Sopra: Giardino giapponese

 Collegno, 19 novembre 2019                                                                          Antonio   Coscia

Note Integrative

9       Secondo la scienza dello spirito o antroposofia, l’uomo è un essere duale di cui una parte inferiore costituita da corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale e Io; e una parte superiore ma al momento ancora in germe, cioè non ancora sviluppata che è costituita da Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito. Da circa sette secoli l’Io umano lavora alla trasformazione della sua anima, la quale anch’essa è suddivisa in tre parti, cioè da “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”, di cui finora ha sviluppato e perfezionato durante l’epoca egizia, la parte senziente e nell’epoca greca, la parte razionale. Attualmente deve completare il suo ciclo animico con lo sviluppo dell’anima cosciente, che è la parte più vicina e unita in modo incosciente al Sé spirituale, essendo questa appunto della stessa sostanza astrale che terminerà tra circa 1500 anni. Dopodiché l’uomo lavorerà in modo cosciente col suo Io superiore, alla trasformazione parziale del suo corpo astrale in Sé spirituale. Egli riceverà comunque questo principio microcosmico superiore spirituale, quale dono dall’alto del mondo angelico (a coloro che saranno maturi) nel sesto periodo di cultura, cioè alla metà del quarto millennio.

10     Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, che la scienza antroposofica chiama: “ Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Di cui tre stati di coscienza o eoni cosmici sono già passati e attualmente siamo nel quarto stato di coscienza, chiamato appunto Terra, dove l’uomo deve perfezionare l’Entità dell’Io nella sua complessa essenzialità di “Vero Io, Io superiore e Io terreno inferiore”. Dopodiché nelle prossime evoluzioni di “Giove, Venere e Vulcano”, perfezionerà la sua natura macrocosmica superiore, cioè: “Il Sé superiore o Manas, il Buddhi o spirito Vitale e l’Uomo spirito o Atma.

11     Continuando la nota 10 sull’evoluzione dell’uomo, va detto che ogni stato di coscienza si suddivide in stati di vita; ogni stato di vita in sette stati di forma che a sua volta, si suddivide in sette Epoche, cioè: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, quinta Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica.  Quattro Epoche sono già passate e attualmente siamo oltre la metà della quinta Epoca Postatlantica, cui seguirà la sesta Epoca Postatlantica e in ultimo la settima Epoca Postatlantica, dopodiché la Terra continuerà la sua evoluzione in stato di materia più sottile, ossia in un astrale più perfetto.

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