AUGURI DI BUON NATALE

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     A tutti i visitatori del Blog «PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA» e a tutti gli amici di Facebook, un caldo augurio di Buone Feste.

        A tutti quelli che credono e a quelli che non credono, a tutti gli uomini di pace, ma che senza pregiudizi riescano ad accogliere queste parole di Pace, auguro un buon Natale! Che possiate viverlo in armonia e pace con tutti i vostri familiari, cosicché questa festa universale possa essere commemorata come un impulso di speranza che riscaldi i nostri cuori e possa migliorarci ed elevarci a quella «Patria divina spirituale» che abbiamo perduto, ma che attraverso questa festa dell’Ispirazione possiamo ritrovare. Possiamo cambiare noi stessi e questo mondo, se con il cuore e con la nostra volontà accogliamo in noi questo impulso d’amore universale che non appartiene solo alla tradizione cattolica-cristiana, in quanto è una festa di tutta l’umanità istituita da papa Liborio nel 354 d.C. al posto della festa del «Dio Sole invitto» e quella dedicata al Dio Mitra. Egli (forse per un’ispirazione divina) sostituì la festa della nascita del Cristo che era festeggiato dai primi cristiani il 6 gennaio, con la nascita virginale del bambino divino Gesù di Nazareth menzionato nel vangelo di Luca, dando così maggior rilievo e impulso al cristianesimo, il quale, essendo diventato religione di Stato grazie a Costantino il Grande, si fondava ora su di un evento storico che non su di un evento mistico qual era stato con la nascita del Cristo nel Giordano, attraverso il Battesimo di Giovanni. La Chiesa cattolica perse così il Cristo Cosmico, tenendosi il Cristo bambino, il «Figlio di Dio», il puro archetipo umano della fanciullezza non toccato dalle forze dell’ostacolo di Lucifero, incarnandosi per la prima volta come uomo a Betlemme e chiamato Gesù di Nazareth; cosicché l’Epifania del Signore si trasformò nell’immagine popolare della Befana, una strega volante su di una scopa. Il 25 di Dicembre non festeggiamo dunque una festa pagana, o cattolica-cristiana come alcune correnti religiose pensano; festeggiamo la festa universale della pura fanciullezza, la ricorrenza della nascita nel nostro mondo di quella parte infantile della natura divina che è in fondo all’anima di ogni uomo, sia egli mussulmano, buddhista, confuciano, o appartenente a qualsiasi razza o etnia, credente o non credente, non fa nessuna distinzione. La quale aspetta di essere redenta dall’impulso del Cristo, l’Impulso divino che attraversò la morte sul Golgotha, ossia il Cristo, il Cristo-Sole, Yahve, la Parola “cosmica” Universale, Dio Figlio, il Logos Creatore, il Signore Dio, è sempre e soltanto la manifestazione dell’unico Dio Cosmico del nostro universo, il cui vero nome, è, è sempre stato e sarà sempre, per gli iniziati cristiani di tutti i tempi: «L’IO SONO L’IO SONO».

Perciò possiamo seguire qualsiasi scuola di pensiero, religione o movimento religioso, se camminiamo nella luce alla ricerca della “verità”, non possiamo non sentire in queste parole la stessa verità annunciata alla “svolta dei tempi”, solo in una forma nuova secondo l’evoluzione moderna. La verità può cambiare forma ma la sostanza non cambia! È, è stata e sarà sempre la stessa, e cioè che questa è la festa della nostra origine, di quel bambino divino che è ancora addormentato in noi e aspetta di essere risvegliato dallo Spirito cosmico, quello stesso Spirito cosmico che discese sugli apostoli quale luce della Pentecoste, ossia della libera Individualità autonoma. Non festeggiamo dunque un culto pagano o cattolico, ma la festa della nostra origine divina, della pura fanciullezza che dobbiamo redimere e ritrovare in noi stessi, affinché non ci induriamo troppo nel nostro egoismo e perdere la mèta della nostra evoluzione umana-divina.

Collegno, dicembre 2019                                                                       Antonio Coscia

 ***

Stralcio di conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Berlino il 21 dicembre del 1911”

     «La festa della natività di Gesù, la festa della nascita di Gesù bambino, vuol significare questo mistero: vuol significare che allora [nel 354 d.C.] fu dato veramente per la prima volta all’uomo quanto gli era stato destinato in origine. Come narra la leggenda di Natale, prima di Adamo ed Eva era stato destinato all’umanità qualcosa che appartiene alla natura infantile divina, assolutamente incorrotta, dell’uomo. Ma per influsso di Lucifero, questo elemento divino incorrotto in realtà l’umanità poté acquistarlo solo dopo che fu trascorso tutto il tempo che sta fra Adamo ed Eva e il mistero del Golgota; [cioè con il mistero della nascita, morte e resurrezione del Cristo].

Dobbiamo proprio riconoscere che un profondo sentimento effettivamente si desta nell’anima nostra quando ritroviamo per cosi dire concentrato come in un eco nell’unica notte fra il 24 e il 25 dicembre, tutta la storia del genere umano e della sua caduta, da Adamo ed Eva fino alla nascita del Cristo in Gesù. Se in noi si desta un tal sentimento, allora riusciamo a comprendere il significato di questa festa, e sentiamo che cosa questa festa abbia potuto significare per l’umanità. È come se l’umanità, cogliendo l’occasione di meditare sopra questa festività, sopra questa pietra miliare dell’evoluzione, potesse veramente a un tratto riconoscere la sua vera origine, la sua provenienza dalle cosmiche forze dell’universo (…). Possiamo dunque lasciare che il Natale agisca sull’anima nostra come una festa dell’ispirazione, come una festa che mirabilmente ispira all’umanità il pensiero dell’origine dell’uomo del santo divino bambino delle origini. La luce che, come simbolo della luce dell’uomo, ci si presenta a Natale nella sua origine, la luce che oggi ci viene simboleggiata dai lumi dell’albero di Natale, è anche (purché rettamente compresa) una luce che può trasmetterci le forze migliori, le forze vigorose per la nostra anima che anela alla vera e pura pace universale, alla vera e pura beatitudine universale, alla vera e pura speranza universale».

Rudolf Steiner

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