Il potere che può obnubilare l’anima V

giudizio_universale_cristo_giudice_e_maria_preview

«Gli Italiani hanno voluto far un’Italia nuova, e loro rimanere gli Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono la loro rovina; (…) pensano a riformare l’Italia, e per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro»    (Massimo D’Azeglio).

Il potere che può obnubilare l’anima V

       Come abbiamo avuto modo di dire finora, l’atteggiamento del Cristo dal XX secolo in poi, si è alquanto modificato. Egli non è più il Dio morto pietoso e misericordioso che dalla croce perdona tutti i peccati del mondo, ma è un Dio che giudica l’uomo in base ai suoi meriti e alle sue azioni karmiche negative inscritte nella memoria universale, detta akasha16. Nell’ambito dell’esoterismo cristiano che ha avuto inizio nel XIII secolo con l’iniziazione di Cristian Rosenkreutz da parte di dodici Maestri discepoli del Cristo (cioè le guide bodhisattviche dei periodi di cultura dell’umanità), il simbolo del vero cristianesimo ha assunto un’immagine diversa che quello ufficiale rappresentato dall’immagine di Gesù di Nazareth; esso si è andato sviluppandosi negli ultimi secoli attraverso la corrente rosacruciana confluita nell’Antroposofia nel “convegno di Natale” del dicembre 1923-24, assumendo l’immagine di sette rose rosse disposte in circolo su di una croce nera latina, quale espressione della natura umana divinizzata. Ciò è anche a causa del Cristo che come più volte menzionato nel nostro tema, dal XX secolo in poi si mostra di nuovo agli uomini, tuttavia non più in un corpo fisico ma come un Dio vivente nel Suo splendore di luce eterica che giudica le nostre azioni umane, relazionandole tra loro in modo diverso dalla legge jahvetica, giacché la coscienza cosmica del Cristo, si è frammentata e vive nel profondo di ogni essere umano. Ciò a causa del soffocamento dell’anima adamitica, cioè l’archetipo umano incarnatosi per la prima volta sul piano fisico come Gesù di Nazareth17 che era portatore fin dall’evento della morte e resurrezione sulla croce sul Golgotha, della coscienza del Cristo; ovvero di una parte della coscienza del Cristo, giacché nessun uomo per quanto puro, può contenerla totalmente. Per meglio dire, Gesù di Nazareth dopo la morte e resurrezione sulla croce del Golgotha, divenne il portatore di una parte della coscienza del Cristo che fu oscurata dal crescente materialismo che andava diffondendosi sulla Terra dal XVI secolo in poi, per cui occorse un nuovo intervento del Cristo che assunse in sé questa sfera nera materialista, risvegliando così la coscienza di quest’anima angelicata. La causa della morte sul piano astrale limitrofo alla Terra determinò quale effetto (secondo una legge spirituale), il trasferimento del risveglio della coscienza del Cristo sul piano fisico terrestre entro l’anima di ogni uomo che, deve ora risvegliarla da sé. Rudolf Steiner in una conferenza a tenuta a “Londra il 2 maggio 1913”, in merito dice:

«I semi del materialismo terrestre che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica [Gesù di Nazareth] che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XIX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta» (dal libro “Verso il Mistero del Golgota” O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano – vedi anche l’articolo sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”: “Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III”).

Per questo l’uomo che voglia trovare il Cristo non deve più cercarlo attraverso i simboli o immagini sacre di uomini santificati (per quanto nobili essi siano) che hanno sostituito nelle chiese cattoliche il mondo antico del culto pagano. Dobbiamo imparare a sentirlo in noi stessi e in ogni uomo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo, e con esso, risvegliare la coscienza cristica che è nel nostro profondo, laddove possiamo trovare tramite lo sviluppo del bene morale, anche l’impulso risvegliatore dell’anima cosciente. Possiamo conoscere quanto della presenza del Cristo vive in noi, per quanto amore e dedizione siamo capaci di sacrificare sull’altare dell’altruismo della collettività umana, e, non implorandolo attraverso simulacri vuoti, svuotati ormai della loro “essenza vitale originaria”. Essere cristiani non è certamente quello di esternare agli altri attraverso un atto formale e superficiale la nostra fede, pregando o giurando sul crocefisso per avere l’aiuto desiderato per sconfiggere i propri nemici politici o altro. Ma è quello di vivere la propria fede attraverso l’azione, come ci viene indicato dalle parole di Madre Teresa di Calcutta, cioè operando con vero spirito d’amore e dedizione verso gli altri e cercando per quanto è a noi possibile, di alleviare la sofferenza e la povertà umana in modo che ognuno possa vivere una vita dignitosa. Questo è il vero impulso cristiano che deve spingere ogni uomo a cercare il Cristo non solo in se stesso, ma in modo particolare anche nell’altro, senza di cui non è possibile vivere in unità col Cristo come ci viene insegnato dalle Sue parole:“ Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (Mt 18,20). Perciò possiamo ancora affermare con forza che il Cristo non va cercato nella tomba di simulacri vuoti o nella fede del culto ai santi cristiani che per quanto nobile sia stata la loro vita morale, essi vanno rispettati e imitati soltanto nel loro esempio morale cristiano e non prolungando in eterno “ad Personam” un culto antico nato nel IV secolo che, occorre invece superare. Questa forma infantile cultuale ai santi cristiani non si addice più al tempo presente del terzo millennio, dove il simbolo cristiano come citato ha assunto una forma nuova più adatta allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia una croce nera con sette rose rosse quale simbolo e forma vivente del “tempio umano”, cioè dell’uomo divinizzato o il dio nell’uomo.

Se mettiamo al centro della nostra anima, questo simbolo vivente esoterico della rosacroce e cerchiamo attraverso le indicazioni che ci sono date dalla Scienza antroposofica, possiamo comprendere la complessità della natura umana inferiore la quale può essere trasformata ed elevata a un’esistenza superiore spirituale, attraverso la purificazione che l’Io umano cosciente, può compiere con l’aiuto del Cristo, cioè quando l’Io inferiore abbia raggiunto un grado morale di amore e libertà interiore tramite l’Impulso del Cristo. Ciò è divenuto possibile per quello che è stato citato, laddove appunto si è detto che nel profondo dell’anima umana si è trasferita nel XIX secolo una parte della coscienza del Cristo, per aver salvato l’anima natanica dal soffocamento spirituale del materialismo che dal XVI secolo in poi, le anime umane introducevano nel mondo astrale adiacente alla Terra. Questa coscienza del Cristo possiamo risvegliarla se riusciremo a mettere in pratica le parole citate di cui sopra, si è detto:“Che là dove due o tre uomini sono riuniti nel mio nome, l’Io Sono è in mezzo a loro!” (ibidem). Riflettendo profondamente questa massima del cristianesimo che va sviluppandosi nella nostra epoca dell’anima cosciente, comprendiamo allora che possiamo unirci al Cristo quale “Dio vivente” e avere la forza di redimerci e risalire i mondi dello spirito come uomini nuovi, quale principio di “vita e resurrezione” conquistato dal nuovo “Adamo” nell’evento del Golgotha (I lettera ai corinzi 15,45), quando scevri da qualsiasi egoismo riusciamo cioè a vivere in unione e armonia col nostro prossimo. A tutto questo dobbiamo aggiungere che nella nostra epoca occorre concepire il Cristo in modo diverso dal dio-uomo misericordioso morto sulla croce per aver assunto su di sé i peccati del mondo, perché dal XX secolo in poi, abbiamo detto che il Cristo si presenta in qualità di “Giudice”. Questo comporta che dalla metà del XX secolo in poi, Egli è diventato il Signore del nostro karma, e, ciò vuol dire che secondo la rivelazione della Scienza antroposofica, il karma umano per chi accoglie l’Impulso cristiano, sarà giudicato secondo le azioni morali compiute facendo sì che possa essere compensato secondo l’ordinamento universale deciso dal Cristo stesso. (V. continua)

 Collegno 15 dicembre 2019                                                            Antonio Coscia

Sopra: Michelangelo – Cristo giudice

      Note Integrative

16      La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [ gli iniziati veggenti ], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “  (conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112).    La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima della sfera del “Nirvana”, così chiamata dai buddhisti.

17      Dietro l’uomo Gesù di Nazareth, si cela un profondo mistero in parte svelato dagli stessi evangelisti Matteo e Luca, seppur in un modo un po’ velato, laddove nella genealogia, Matteo fa discendere Gesù dal patriarca Abramo attraverso tre volte quattordici generazioni da Davide in giù, iniziando dal figlio re Salomone, attribuendo così a Gesù una discendenza regale. Se poniamo bene attenzione a ciò che racconta Matteo sulla nascita di Gesù, egli dice che nasce in una casa di Betlemme, dove è visitato da altissimi sapienti, cioè dei “Magi” venuti apposta dall’Oriente per offrirgli dei doni, in quanto secondo Rudolf Steiner, riconoscono nel bambino il loro antico Maestro persiano, dietro di cui si cela l’antichissimo sapiente Zarathustra (risalente a circa 5000 anni a, C.) fondatore della religione persiana. In questo bambino Gesù che nasce da genitori discendenti dal re Davide e nativi della città di Betlemme di nome Giuseppe e Maria, s’incarna appunto l’antichissimo iniziato cristiano solare Zarathustra, uno dei più alti discepoli del Cristo. Egli era già un alto iniziato solare negli antichi misteri degli oracoli atlantici, giacché fu iniziato dal grande Manu divino Melchisedec (Noè biblico), dal quale venne preparato per guidare nel secondo periodo di cultura postatlantico (circa 5067 a.C.) il popolo persiano nei misteri della “Luce” di Ahura Mazdā, il Dio del Sole e in quelli dello spirito delle tenebre, “Angra Mainyu” o Ahriman (Arimane). Inoltre l’Individualità di Zarathustra, si era talmente elevato attraverso diverse vite terrene da accogliere in sé la più alta saggezza proveniente dall’antica sede di Atlantide, da essere il primo uomo: «… a innalzarsi a un nuovo grado superiore e divenendo il primo uomo terrestre in grado di conseguire un’iniziazione dalle forze del periodo postatlantico. Di conseguenza Zarathustra iniziò per la prima volta nell’evoluzione terrestre, a rivelare l’elevata saggezza soprasensibile e le pure conoscenze chiaroveggenti dei mondi spirituali non solo in forma d’immaginazioni (come avveniva prima di lui), bensì ora anche in forma di pensieri e concetti umani, da cui più tardi sulla terra emerse ciò che oggi chiamiamo “scienza”» (Sergej O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” pag.80). Rudolf Steiner ci rivela che quest’altissimo iniziato cristiano, aveva talmente purificato e perfezionato i suoi involucri animici da poterli persino sacrificare ai suoi due discepoli, cioè a Ermete Trismegisto e a Mosè, dove al primo sacrificò il suo corpo astrale da cui venne sviluppandosi la civiltà egizia, e al secondo, il suo corpo eterico da cui ne derivò la civiltà ebraica. Altri discepoli di Zarathustra furono il grande maestro greco Pitagora, Daniele il saggio ebreo e l’imperatore persiano Ciro il Grande, che secondo Sergej O. Prokofieff, sono i tre re Magi che offrono oro, incenso e mirra, al bambino Gesù nato nella casa di Betlemme di Giudea, ove appunto s’incarna il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro). Zarathustra era stato preparato dal Manu divino Melchisedec per una più alta missione, ossia sacrificare il suo Io all’Altissimo Dio solare affinché prendesse dimora nei suoi arti corporei e animici, cosicché fosse possibile salvare l’umanità tramite il compimento dell’evento del Golgotha. Per questo fu necessario che nascesse un altro bambino che avesse in sé la purezza virginea originaria delle forze formatrici eteriche e, quale immagine divina non contaminata dal peccato originale, ossia il figlio di Dio o l’Archetipo divino creato a immagine di Yahve; vale a dire la pura immagine di Adamo che fu preservata e protetta dalla tentazione di Lucifero (il Serpente biblico). Questo bambino archetipico che possiamo pensare come una parte di pura immagine virginea gemella, sottratta ad Adamo prima del peccato originale, nasce poco più tardi per la prima volta in un corpo fisico anch’egli a Betlemme di Giudea, i cui genitori anch’essi di nome Maria e Giuseppe nativi della città di Nazareth e discendenti della stirpe di Davide, cui al bambino assegnano il nome Gesù.

Per distinguere i due bambini chiameremo Gesù-Zarathustra il bambino cui parla il vangelo di Matteo, la cui discendenza appartiene alla corrente “regale”, giacché discendente dal re Salomone. Mentre il bambino del vangelo di Luca che nasce secondo Rudolf Steiner poco tempo dopo nel mese di dicembre (in tempi antichissimi le nascite erano dirette dagli Dei, cui la procreazione avveniva in Primavera e di conseguenza i bambini nascevano in inverno, a dicembre appunto), lo chiameremo Gesù di Nazareth, il quale appartiene alla corrente “sacerdotale” poiché la sua ascendenza risale fino al sacerdote Natan e in ultimo a Dio stesso. L’evangelista Luca racconta che Giuseppe e Maria si recano a Betlemme per il censimento, per cui Maria essendo gravida, viene presa dalle doglie e partorisce il bambino nella stalla adiacente all’albergo cui non avevano trovato posto e dove appunto, è visitato dalla gente semplice del luogo che Luca menziona come i “pastori” che vengono avvertiti e illuminati dall’Angelo o “Nirmāṇakāya” (Sé superiore) del Buddha. Dopo passati i giorni di purificazione di Maria, i genitori fanno ritorno col bambino nella loro tranquilla città di Nazareth, nella comunità essena situata sulle alture della Galilea. Mentre l’altra famiglia cui nasce Gesù-Zarathustra, Matteo racconta che avvertiti dall’Angelo, fuggirono in Egitto perché Erode voleva uccidere il bambino. Quando poco dopo Erode muore, l’Angelo ispira nuovamente Giuseppe a ritornare in Giudea, giacché il bambino non è più in pericolo. Giuseppe però, non ritorna a Betlemme ma si reca a Nazareth, dove incontra e stringe amicizia con l’altra famiglia di Gesù di Nazareth, cui tra loro si stabilisce uno stretto legame profondo di cordialità e affetto e in modo particolare, tra i due bambini Gesù che insieme diventano preadolescenti fino all’età di dodici anni, cioè fino a quando l’Io superiore del bambino Gesù-Zarathustra del vangelo di Matteo, esce dai suoi involucri corporei e si unisce all’Io e all’anima del suo amico Gesù di Nazareth del vangelo di Luca. Il compito ora di Zarathustra, fu quello per come dire, allargare e trasformare gli involucri animici del suo amico di Nazareth, in modo da prepararli ad accogliere l’Altissimo Dio solare. Per cui iniziò a trasformare nei primi sei anni cioè dai 12 ai 18 anni il corpo senziente, dai 18 ai 24 anni, l’anima senziente e dai 24 ai 30 anni l’anima razionale di Gesù di Nazareth, fino a quando cioè, dovette di nuovo sacrificarsi e abbandonare quegli involucri particolari, per offrirli durante il Battesimo nel Giordano, all’Entità divina del Cristo. L’Io Sono o il Cristo, grazie a Giovanni il Battista s’incorporò con il Suo Sé spirituale e con il Suo Io cosmico, dapprima fino al corpo astrale di Gesù di Nazareth, e soltanto dopo tre anni compenetrò del tutto gli involucri corporei di Gesù, quando appunto nel Giardino dei Getsemani, arriva fino al limite del corpo fisico. Se riflettiamo attentamente su questi due aspetti dei due evangelisti che apparentemente contrastano genealogicamente tra loro, in quanto a tutta prima ci danno due genealogie quasi completamente diverse, ma che si conciliano e chiariscono se consideriamo la profezia del profeta Zaccaria. Allora questa storia cosmica-umana, ci appare come la realizzazione veterotestamentaria della profezia zaccariana dei paragrafi (Zc 4; 6;), in cui l’Angelo spiega a Zaccaria la profezia dei “due olivi e delle sette lucerne”, laddove Egli dice che i due ulivi sono i due consacrati (il messia della corrente sacerdotale e quello della corrente regale) che insieme, ricostruiranno in perfetta unità e armonia il Tempio del Signore. Il Tempio ha sempre avuto il significato di “luogo purificato”, del corpo, dove il Dio può dimorare spiritualmente, in modo da manifestarsi attraverso la “Parola” o “Verbo”; in questo caso si vuole indicare la venuta di un nuovo re-sacerdote simile a Melchisedec, che iniziò Abramo nei misteri del “pane e del vino”, ossia nel preparare attraverso il popolo ebraico, gli involucri corporei umani del Cristo. Quei puri involucri che saranno offerti al Cristo da Gesù di Nazareth, ossia dal sacrificio di Zarathustra che dopo essere uscito da quegli involucri, partecipò dal mondo spirituale all’evento del Golgotha cui poco tempo dopo, Egli s’incarnò con alcuni dei suoi discepoli in Giappone e in altre zone dell’Oriente, assumendo per sempre il nome di “Maestro Gesù”. Da allora ogni cento anni Egli è presente sulla Terra, e nei luoghi santi della Palestina in cui si festeggia il Natale o la Pasqua, là Egli è sempre presente, sia che dimori nei mondi spirituali, sia che sia presente sulla Terra.

Sono dei misteri molto complessi da spiegare e, a volte … anche da saper accogliere e accettare, cui solo un chiaroveggente può prenderne visione in modo diretto, dalla memoria cosmica o “Akasha”. Per cui in questa nota possiamo ancora sintetizzare dicendo che dopo l’uscita a dodici anni dell’Io superiore di Zarathustra dal bambino nato nella casa di Betlemme, che subito dopo muore, egli unì la sua saggezza terrena accolta per migliaia di anni nelle sue diverse incarnazioni, con l’infinito amore cosmico e purezza dell’altro bambino dodicenne Gesù di Nazareth. Pertanto l’Entelechia di Zarathustra, dopo aver elaborato e preparato per diciotto anni in modo adeguato la corporeità fisica e animica di Gesù di Nazareth (che aveva sì un Io, ma senza alcuna esperienza terrena, per cui era come una sfera vuota), compì il secondo sacrificio all’età di trent’anni, lasciando di nuovo quella corporeità fisica durante il Battesimo nel Giordano da parte di Giovanni Battista, affinché potesse incorporarsi l’Altissimo Spirito del Sole, il Cristo cosmico, il Pleroma dei sei Elohim solari. Cosicché potesse compiersi e realizzarsi l’evento del Golgotha per la salvezza dei quattro arti umani dell’uomo, vale a dire il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano; inoltre diede un impulso spirituale a tutta l’umanità, affinché la Terra possa un giorno divenire un nuovo Sole.

 

 

 

 

 

3 pensieri su “Il potere che può obnubilare l’anima V

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...