Il potere che può obnubilare l’anima VII

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«Da quando l’Impulso del Cristo è nel mondo, con l’immoralità, col passar davanti senza interesse ai nostri simili, noi distruggiamo qualche cosa, poiché con ciò, togliamo al mondo una parte di quello che vi è affluito con l’Impulso del Cristo (…). Perciò si è ripetuto sovente che il Cristo verrà crocefisso sempre di nuovo finché esisteranno immoralità, mancanza d’amore, mancanza d’interesse. Poiché l’Impulso del Cristo ha permeato il mondo, a Lui si reca dolore (…). Quando noi compiamo azioni d’amore, che ovunque noi dispieghiamo quest’amore, diamo vigore all’Impulso del Cristo, lo aiutiamo a vivere» (“Cristo e l’anima umana O.O. 155, pag.112-13).

        Gli spiriti dell’ostacolo cercheranno in tutti i modi di far passare inosservato ciò che la Scienza antroposofica va comunicando da diversi decenni e cioè, che è possibile tramite un’accurata preparazione spirituale incontrare il Cristo nella Sua “Veste eterica” nel mondo astrale adiacente alla Terra, prima per pochi e poi come evento naturale per i prossimi tre millenni che seguiranno, per tutta l’umanità. Questo può accadere tuttavia in modo naturale per alcuni uomini come “grazia divina” e per altri più maturi, occorrerà una metodica preparazione attraverso i consigli della Scienza antroposofica; mentre per tutti gli altri uomini potrà essere realizzato nel corso dei tremila anni che seguiranno, quale evento evolutivo normale delle facoltà spirituali che vanno risvegliandosi nell’umanità, in vista della trasformazione del pensiero intellettuale astratto in un puro pensiero veggente immaginativo reale. Certamente tutto ciò non potrà avvenire senza una pur minima preparazione da parte di ognuno di noi, in quanto dietro ogni dono che riceviamo dal mondo spirituale, occorre che lo abbiamo prima meritato attraverso un’azione meritevole; occorre cioè che portiamo qualcosa incontro, al Cristo. Che cosa possiamo offrire al Cristo alfine di meritarci la grazia per poterlo contemplare nella Sua veste di luce? Possiamo offrire noi stessi! Lavorando per purificare e trasformare noi stessi con lo scopo di realizzare le tre virtù cristiane della fede, dell’amore e della speranza, attraverso le quali non solo eleviamo la nostra coscienza morale, ma, nello stesso tempo, rivestiamo il Cristo com’è stato indicato nella nota 4 del primo articolo. In questa nota abbiamo cercato di sintetizzare che cosa è l’Impulso del Cristo, cui vogliamo ancora aggiungere qui un estratto della conferenza citata, dove appunto Rudolf Steiner dice: «Da quando l’Impulso del Cristo è nel mondo, con l’immoralità, col passar davanti senza interesse ai nostri simili, noi distruggiamo qualche cosa, poiché con ciò, togliamo al mondo una parte di quello che vi è affluito con l’Impulso del Cristo (…). Perciò si è ripetuto sovente che il Cristo verrà crocefisso sempre di nuovo finché esisteranno immoralità, mancanza d’amore, mancanza d’interesse. Poiché l’Impulso del Cristo ha permeato il mondo, a Lui si reca dolore. Com’è vero che col male distruggente noi, sottraiamo qualcosa all’Impulso del Cristo e continuiamo la crocifissione del Golgotha, è altrettanto vero, quando noi compiamo azioni d’amore, che ovunque noi dispieghiamo quest’amore, diamo vigore all’Impulso del Cristo, lo aiutiamo a vivere» (“Cristo e l’anima umana O.O. 155, pag.112-13). Queste parole ci aiutano a capire che occorre compenetrarci liberamente sempre più del Cristo non solo nel nostro corpo astrale, ma anche nel nostro Io attraverso il calore del cuore, di un caldo cuore umano fedele e colmo d’amore per Lui! E in merito all’amore per il Cristo nel vangelo di Luca Rudolf Steiner lo menziona in relazione alla fede, dove Egli dice: «Ha fede colui che accoglie in sé il Cristo, in modo da farlo vivere in sé; in modo che il suo Io viva in lui non solo come un recipiente vuoto, ma come in un recipiente che è pieno di un contenuto traboccante. E questo contenuto traboccante è l’amore» (Vangelo di Luca, conf. Basilea, 25 settembre 1909, pag. 171).

Riepilogando in breve tutto ciò che abbiamo detto finora, va ricordato che occorre prendere coscienza che se l’umanità non si ravvede cercando di uscire da questo egoismo nazionalista e sovranista (che sono sintomatici atteggiamenti antichi jahvista che vanno superati nel nostro quinto periodo di cultura dell’anima cosciente), andremo incontro senz’altro a delle prove karmiche cui provocheranno dolore e sofferenza nell’umanità, senza che questa possa beneficiare dell’aiuto del Cristo. Vale a dire che se non accogliamo consapevolmente e liberamente l’Impulso del Cristo, non avremo la possibilità che il nostro Karma negativo e quello dell’umanità sia trasformato dal Cristo in azioni sociali d’amore tra gli uomini, ma resteremo vincolati alla vecchia legge antica Jahvetica del taglione. Questo significa che dovremo compensare il nostro karma negativo secondo, la legge ferrea di “occhio per occhio, dente per dente etc.”, non avendo cioè la possibilità che il male che abbiamo fatto in altre vite possa essere trasformato dal Cristo in un’azione sociale di amore e dedizione, sia tra uomini sia tra popoli diversi. Tutto ciò sarà inevitabile se l’umanità lascerà passare inosservato – senza cioè prendere coscienza – tutti gli eventi che abbiamo descritto finora dal XIX secolo in poi, a cominciare dall’evento della manifestazione dell’Arcangelo Michele che si è elevato al rango di Archai assumendo la missione di spirito diurno quale volto del Cristo, cioè come Michele-Cristo sostituendo l’impulso nazionalista antico jahvista da spirito di popolo, a spirito di tutta l’umanità. Seguito poi, dal risveglio della coscienza del Cristo nell’umanità, grazie al sacrificio della morte per soffocamento materiale dell’anima natanica nel mondo spirituale adiacente alla Terra. Infine, i due eventi più importanti del XX secolo, dove il primo già citato, in cui è annunciata la seconda venuta del Cristo nel mondo elementare astrale vicino alla Terra e che sarà visibile durante l’arco di tremila anni. Dopodiché Egli sarà visibile all’umanità nel corpo astrale e nel Suo Io, dove prima sarà visibile nel corpo astrale nel mondo dei pianeti o mondo Celeste e alla fine, nel mondo stellare o mondo della ragione, nella parte più intima dell’Entità del Cristo. L’altro evento più importante è quello dove il Cristo ha avocato a sé la “Signoria” della legge karmica divenendo in tal modo giudice delle azioni umane, dove appunto come menzionato, il nostro debito karmico sia individuale sia dell’intera umanità, può essere modificato attraverso l’amore e l’interesse per gli altri tramite azioni che saranno decise dal Cristo stesso nei termini più appropriati, verso uno o più uomini e tra popoli diversi.

È perciò importante che in questa nuova epoca di cultura, sia per noi fondamentale modificare il nostro atteggiamento mentale egoista tradizionale con un pensiero libero e altruista che si affranchi dai dogmi antichi di qualsiasi natura essi si manifestino dall’ambito di qualsiasi istituzione sociale, il cui agire è soltanto quello di asservire uomini al loro scopo di potere. E proprio nell’ambito della politica, o, più precisamente dei programmi politici cui ogni partito propone per avere il sostegno dagli elettori che Rudolf Steiner, in una conferenza tenuta a Dornach rivela che esistono nel mondo astrale adiacente alla Terra, alcune divinità dell’ostacolo che hanno molto interesse verso i programmi in genere fatti dagli uomini e in modo particolare, dai programmi dei partiti politici cui sia chi ne fa parte sia quelli che seguono in modo fanatico, diventano asservitori incoscienti di queste forze demoniache. In merito Sergej O. Prokofieff nel suo libro “Le sorgenti spirituali dell’Europa orientale e i futuri misteri del S. Gral”, estrae appunto dalla conferenza citata le seguenti parole: «Nella conferenza del 7 agosto 1920, [Rudolf Steiner] parla del fatto che qualunque programma politico o in genere arbitrario che ci sia in Terra, considerato esotericamente, è solo l’espressione esteriore dell’azione sul piano astrale di certe entità luciferiche o arimaniche, della cui volontà e intenzioni diventano inconsapevoli seguaci e obbedienti esecutori tutti coloro che ne hanno assunto e seguito i programmi, specialmente quelli politici55. Si deve quindi affermare, dal punto di vista spirituale, che tutti i membri della corrente [politica] formano nei mondi superiori il seguito di un concreto essere soprasensibile di natura estremamente demoniaca» (pag. 260 ibidem). Sergej O. Prokofieff continua poi in corrispondenza della nota 55, dicendo: “Là [ al di là della soglia] non si può davvero seguire un programma, si può seguire qualche entità, non ci si può raggruppare in ragione di un’idea astratta, si deve bensì raggrupparsi a un’entità” (…). A questi programmi di partito corrispondono nei mondi spirituali degli esseri, cosicché coloro che s’incatenano a un programma di partito, dipendono da certi esseri del mondo soprasensibile. In corrispondenza a quanto nel mondo fisico è pura immagine, ci sono nel mondo soprafisico, dei raggruppamenti attorno ad esseri (…). Così colui che è divenuto un fanatico accolito di un qualche programma, segue nel mondo spirituale “vicino” un determinato essere demoniaco, e perciò … si oppone proprio a tutto lo spirito del progresso del nostro tempo» (pag.476-477, ibidem).

Da questo possiamo capire quanto sia pericoloso per un politico che non abbia la giusta forza morale e né la consapevolezza di questi insegnamenti spirituali, possa a sua volta andare incontro alla possibilità che venga offuscato (obnubilato) e manovrato da questi esseri demoniaci, a commettere degli errori di giudizio e di intolleranza che incitano all’odio e al razzismo. Sono degli atteggiamenti negativi che abbiamo notato nell’agire dell’ex Ministro Salvini, nei riguardi degli extracomunitari e altro … che certamente, non gli varrà di potersi sottrarre dalle influenze di queste Entità malefiche soltanto baciando il crocefisso o affidandosi alla intercessione dei Santi. Non da meno è la pericolosità in quelle persone che seguono e partecipano in modo fanatico o esaltato, alla propaganda di qualsiasi partito politico, in quanto diventano parte integrante del loro programma elettorale. La conseguenza sarà che anche in questi seguaci esaltati, può verificarsi l’ottenebramento ed essere costretti a seguire (durante il sonno) nel mondo astrale vicino alla Terra, questi esseri demoniaci, con la conseguenza che anche in loro possa manifestarsi quell’atteggiamento negativo di avversione e di odio verso chi non la pensi come loro. Occorre per questo evitare di essere strumentalizzati tramite la diffusione esaltata d’idee, programmi e così via, in modo da dare più potere al partito, facendo attenzione a rafforzare la vita spirituale animica interiore insieme allo sviluppo di un sano giudizio morale che, possiamo acquisire soltanto attraverso una giusta via esoterica cristiana che è stata consigliata in questo tema come “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Soltanto attraverso la conoscenza, lo sviluppo della libertà interiore e lo sviluppo di forze morali, possiamo svincolarci dall’asservimento di queste forze dell’ostacolo luciferiche e arimaniche e, persino dalla “magia nera”, cioè dalle potenti forze asuriche del male che dal cosmo entreranno con sempre più forza malefica nell’ambito dell’anima umana (nell’anima cosciente) e della nostra civiltà esteriore, giacché il loro scopo è distruggere l’uomo! Ossia, questi spiriti malefici dell’ostacolo appartenenti alla gerarchia di Archai rimasti indietro in un’evoluzione antica della nostra Terra, tentano di distruggere l’uomo, cercando di “offuscare e di menomare” attraverso l’anima cosciente l’Io umano, cioè togliendo parte della sua esperienza terrena, giacché l’Io inferiore nasce e si manifesta maggiormente dalle profondità dell’anima cosciente. In merito alla magia nera fu posta la domanda a Rudolf Steiner di come possiamo difenderci dai maghi neri, cui egli rispose: «Il mezzo migliore è cercare di conservare la propria libertà, di usare della propria sana capacità di giudizio, e di servirsi del proprio intelletto. Badando a queste cose non ci si espone ad alcun pericolo e non si dovrà soffrire da questo lato. Certo che se oggi la fede nell’autorità è tanto grande, se è tanto grande la mania di conoscere le cose in uno stato di coscienza offuscato, è anche facilmente possibile che fluiscano forze di magia nera. È necessario difendersene appena si sale a un certo gradino dello sviluppo occulto. In una giusta scuola occulta, che tenda all’armonia delle forze dell’anima, si ricevono forze difensive contro gli attacchi della magia nera. Non vi sono regole valide per tutti i casi» (Gerarchie Spirituali O.O. 110, pag. 166).

Se riflettiamo attentamente sul nostro mondo attuale, globalizzatosi negli ultimi decenni tra il XX e il XXI secolo, non possiamo certamente dire che la nostra civiltà moderna sia condotta da uomini sensati, da uomini cioè che agiscano con una sana capacità di giudizio morale. Guardandoci attorno in qualsiasi campo sociale, possiamo notare che emerga sempre più un pensiero immorale egoisticamente corrotto, accompagnato molto spesso da una sfrenata ambizione di potere cui assistiamo sempre più al divario tra ricchi e poveri emarginati, la cui conseguenza è presentire un’umanità che sta cambiando, che si separa, sprofondando sempre più verso l’abisso di forze oscure che con la loro arte magica seduttrice, conducono l’uomo verso la disumanizzazione. Teniamo presente che il nostro Io umano, deve sempre ritornare sulla Terra in nuove incarnazioni per esperire in modo diverso le prove e le esperienze della vita terrena. Qui egli va evolvendosi attraverso lo sviluppo della coscienza e del pensiero intellettuale che va rafforzandosi in ogni incarnazione non solo grazie all’evoluzione scientifica materiale, ma soprattutto da quelle correnti esoteriche dalle quali accogliamo la conoscenza spirituale che ci aiuta a perfezionarci e a elevarci moralmente a facoltà nuove, a stati cioè di coscienza superiore nel nostro cammino verso i mondi dello spirito. Perciò in ogni incarnazione abbiamo bisogno di nuove rivelazioni, di conoscenze che ci aiutino a percorrere e a prepararci, penetrando sia pure soltanto attraverso una rappresentazione immaginativa, i mondi delle gerarchie spirituali, le quali anch’esse operano in modo diverso adeguandosi ai tempi moderni e alla maturità raggiunta dall’umanità attuale. Per questo la verità deve manifestarsi attraverso una forma di conoscenza in base all’evoluzione della coscienza e del pensiero umano che possa rivelarsi all’uomo in ogni incarnazione, in una forma nuova metamorfizzata che diversamente, sarebbe una verità irrigiditasi nella sua forma antica e quindi fuori posto; vale a dire una forma di verità luciferizzata che non è più adeguata all’evoluzione moderna e quindi non più idonea all’elevazione dell’uomo a stati superiori di coscienza.

Volendo fare un esempio pratico, diciamo che se a un bambino vogliamo far comprendere la verità di un concetto filosofico religioso, non possiamo usare dei concetti razionali definiti perché non potrebbe comprenderli, giacché il suo cervello fisico non è ancora strutturalmente adeguato alla comprensione del pensiero concettuale, dovremmo perciò far leva più sulla sua fantasia usando piuttosto dei concetti-immagini tratti dal mondo delle favole, cioè delle immagini favolistiche allegoriche affinché egli possa comprendere il concetto del bene e del male. Quando poi egli sarà più adulto, potremo spiegare la stessa verità ma questa volta usando dei concetti intellettuali più definiti, poiché il suo cervello è più maturo per accoglierla ora col suo pensiero astratto. Così è stato anche per l’umanità antica, la quale si è evoluta attraversando diverse incarnazioni dove la verità gli è stata data in immagini simboliche perché incapace di comprendere il senso esoterico profondo del significato occulto, dietro di cui si celava l’azione degli Dei. Tutta la storia della creazione del vecchio Testamento e parte della storia del cristianesimo originario con le sue immagini esoteriche testamentarie e parusiane dei vangeli, insieme alle lettere di Paolo, verte su dei contenuti immaginativi occulti che l’umanità antica, il cui, Io umano per certi versi ancora immaturo (fino all’emancipazione del pensiero dal XV secolo in poi, con la nascita dell’anima cosciente), non ha compreso la realtà occulta dietro di cui sono nascosti gli eventi biblici e le azioni di uomini chiaroveggenti e veggenti iniziati antichi, quale Mosè, Elia, Zarathustra e tanti altri. Soltanto nel XX secolo, con la nuova rivelazione del “Paracleto” o il bodhisattva del XX secolo che ha ispirato Rudolf Steiner per circa un settennio, è dato a tutti conoscere attraverso uno studio metodico dell’Antroposofia, il significato occulto di ciò che è celato nelle Sacre Scritture antiche.

Lo stesso dicasi per il simbolo della croce romana che come più volte accennato, è ormai un simbolo vuoto, svuotato del suo significato originario cui riassumeva in sé l’evento divino del Golgota quale sacrificio e vittoria del Dio che fattosi uomo, aveva vinto la morte e redento l’umanità dal peccato originario, dando così la possibilità a ogni uomo di divinizzarsi e riunirsi alla sua immagine superiore. Sappiamo che la croce rappresenta un simbolo universale che riassume in sé diversi aspetti della storia cosmica e umana esistenti ancor prima che Gesù di Nazareth fosse messo a morte dai romani, pertanto essa assunse nei primi secoli del cristianesimo nascente, il simbolo iniziatico solare della vita e resurrezione dell’uomo attraverso il sacrificio divino del Cristo (Gv 11,25). Con la diffusione e l’espansione del cristianesimo attraverso i secoli, andò gradatamente sostituendo tutti i simboli iniziatici antichi dei misteri pagani e delle diverse correnti esoteriche ebraiche provenienti da Mosè, dal sacerdote Esdra (farisei) e dall’oracolo di Nob che fu assorbito dalla corrente, zadokita dei sadducei, e alla fine, anche dalle stesse correnti spirituali dei Terapeuti ed Esseni, il cui compito fu per lo più di preparare l’arrivo del Messia. Tutti questi simboli e metodi iniziatici, sia quello del “sonno del Tempio” sia quello di guarigione usato dalle diverse correnti spirituali antiche, scomparvero gradatamente del tutto con l’andare del tempo. Tra questi anche il simbolo mosaico antico simboleggiato dal caduceo, il “bastone-serpente” concesso a Mosè dal Dio Yahve nel deserto (Numeri 21,4-9), ossia il “bastone o l’asta di Dio” che rappresentò per moltissimo tempo un simbolo magico vitale per il popolo ebraico antico, giacché permise a Mosè di guarire gli ebrei nel deserto cui erano stati morsi dai serpenti per ordine di Jahve. Pertanto anche questo simbolo guaritore magico lunare, alla fine fu sostituito dal potere guaritore magico solare che i primi discepoli esercitavano nel nome del Cristo Gesù attraverso l’imposizione delle mani, e nello stesso tempo, tracciando il segno della croce sulla fronte del malato o nell’aria, quando era rivolto alla comunità. Difatti l’uso delle immagini era ancora sentito dai primi cristiani ebrei come divieto secondo il decalogo mosaico, ossia erano ancora sotto l’influenza di Jahvè cui era loro proibito adorare altri Dei, idoli o immagini-rappresentative: “Né del cielo, né della Terra, né di ciò che è nelle acque sotto la Terra” (Es 20,1).

Tutte queste correnti esoteriche ed exoteriche ebbero il compito di preparare appunto nell’ambito del paganesimo antico e nell’ebraismo, la discesa del Dio solare e la venuta del Messia, con ciò terminò il loro compito e la loro esistenza come correnti antiche cui vennero in parte assorbite e trasformate dalla corrente del cristianesimo nascente, che a sua volta, divenne grazie a Costantino il Grande, la religione cattolica romana dello Stato del Vaticano. Soltanto dal IV-V secolo in poi, il cristianesimo divenuto religione di stato per opera dell’imperatore romano Teodosio I (347-395), cominciò ad adottare la croce romana con l’immagine del Dio glorioso crocefisso che guardava in avanti con gli occhi aperti, quale manifestazione del simbolo iniziatico che terminava con le parole pronunciate dal Cristo prima di morire: «Elì, Elì, lemà sabactàni(Mt 27,46) e che Rudolf Steiner interpreta come: «Dio mio, Dio mio, quanto mi hai glorificato». Dal XI-XII secolo in poi, il simbolo del crocefisso cambiò aspetto, dove la figura gloriosa divina del Cristo assunse la postura umanizzata dell’uomo di Nazareth morto sulla croce in un atteggiamento di dolore e sofferenza, con la testa reclinata verso il basso e con gli occhi chiusi; per cui, la croce romana da simbolo di vita divenne simbolo di sacrificio e di morte quale capro espiatorio dei peccati del mondo. L’immagine del Dio glorioso dunque, fu sostituita da quella umana di Gesù di Nazareth il portatore del Cristo, dalla cui immagine non traspariva più la vita eterna divina, ma l’espressione della morte umana quale sacrificio e manifestazione della pietà e della compassione nei riguardi del dolore e della sofferenza del mondo. Difatti nel XIII secolo nacquero l’ordine di frati mendicanti tra i quali, quelli di S. Francesco e in modo particolare quelli di S. Domenico che abbracciarono del tutto una vita di castità, povertà, elemosina e studio, senza tralasciare di aiutare i poveri e i malati, sostenendoli moralmente e spiritualmente e nei casi particolari, da malattie pestilenti. Il significato del simbolo della croce romana, assunse appunto lo scopo di aiutare gli altri, di sostenerli nel dolore e nella sofferenza, prendendo su di sé una parte del loro karma divenendo per questo dei veri cristofori. Baciare dunque il crocefisso di fronte al mondo, vuol dire confessare agli altri la propria fede nel voler essere appunto un Cristoforo, un aiutatore del Cristo, aiutare cioè il Cristo a prendere su di sé una parte del dolore e della sofferenza del mondo! Questo, appunto, era la vecchia concezione del cristianesimo medievale che non può più essere idoneo e praticato nella vita moderna, soprattutto quando il simbolo della croce è usato da politici scorretti come propaganda elettorale. La croce infatti non può più rappresentare il vero cristianesimo quale immagine oggettiva del Dio morto, giacché il Cristo non è un più un Dio morto pietoso e misericordioso che tutto perdona, ma Egli è un Dio vivo che vive nei dintorni dell’aura terrestre quale avvento della Sua seconda venuta e come “giudice” delle azioni umane. Dobbiamo per questo imparare a prepararci spiritualmente per incontrarlo e riconoscerlo nella Sua immagine eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra. Per questo occorre lavorare su noi stessi per trasformare il nostro pensiero astratto in un pensiero intellettuale immaginativo veggente, e in ciò può esserci di aiuto l’esercizio consigliato da Rudolf Steiner, sulla meditazione della rosacroce che troviamo nel libro: “La scienza Occulta nelle sue linee generali (1910) ”. È un simbolo formato da sette rose rosse disposte in circolo al centro di una croce nera romana che simboleggia la natura umana inferiore, rappresentata da quattro rose rosse che sono rivolte verso il basso, e dalla natura divina superiore simboleggiata dalle altre tre rose rosse rivolte verso l’alto, quale trasformazione della purificazione dell’egoismo e redenzione dell’uomo. La croce nera, infatti, rappresenta il sangue impuro umano che purificato si trasforma in una purezza virginale simile al vegetale (le sette rose) che esente da qualsiasi desiderio bramoso, si apre con umiltà verso l’alto per essere riscaldato dai raggi dell’Essere cosmico del Sole.

Certamente non è facile trasformare il nostro egoismo diventando all’istante uomini di fede e di amore cristiano! Possiamo però iniziare a prendere coscienza di quest’altissima virtù dell’umanesimo moderno cui vuole trasformare l’egoismo umano, divenendo quegli uomini liberi che liberamente decidono di compiere quelle azioni umane di comprensione e dedizione verso gli altri, (come menzionato nell’articolo IV), in modo da sviluppare quell’impulso intellettuale-morale che potremo portare con noi ogni notte per offrirlo agli Dei, cosicché possano concederci quelle forze di volontà tramite cui potremo un giorno compiere quelle azioni morali quale impulso di veri cristiani. Vogliamo  con questo terminare dicendo che, l’atteggiamento del vero cristiano è di essere utile non a parole  ma a fatti concreti che tendano cioè a mettere in pratica il vero cristianesimo che non va considerato come una dottrina simile alle altre filosofie religiose, ma come un impulso, un impulso d’amore. Cristo è amore! È soltanto puro e genuino amore! Per questo l’amore di Dio non può essere mescolato a nessun potere, sia esso politico, economico o religioso, in quanto è al di sopra del bene e del male. Egli al contrario di Jehovah ci lascia liberi, liberi di agire secondo il nostro discernimento morale che possa essere giusto o sbagliato, potremo trarne le conseguenze karmiche soltanto dopo aver commesso l’azione, di cui, soltanto noi saremo i responsabili morali e i creatori del nostro destino karmico futuro. Pertanto quelle personalità politiche che non sono abbastanza forti moralmente e non  conoscono i misteri cosmici che operano all’intorno del cosmo e all’interno dell’anima umana attraverso gli impulsi  del bene e del male, devono essere vigili verso quelle Entità maligne dell’ostacolo che abbiamo citato, giacché le loro implorazioni egoiste (per essere sostenuti nelle gare elettorali), non arrivano al mondo degli Dei,  i  quali  non hanno nulla a che fare con il potere giuridico-statale.  Infine per finire, vogliamo ricordare che il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo esteriore quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo! Un Dio che dal XX secolo in poi ha evocato a sé il compito karmico che  era diretto dalle Entità gerarchiche superiori, cioè i Troni e i Cherubini per cui, Egli opera adesso  come “Giudice” del destino umano, giudicando l’uomo secondo le azioni morali nei riguardi degli altri. Questo vuol dire che il nostro karma, ossia l’azione negativa di questa vita o di vite passate nei riguardi degli altri, non potrà essere perdonata  dal Cristo se non nel modo che abbiamo citato. E anche se la Chiesa cattolica continua a implorare il perdono dei peccati tramite suppliche, (per quanto possano essere sincere), l’errore umano non può essere cancellato ma compensato, attraverso appunto un atto morale che porti al pareggio. Vale a dire tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi cristiani: “L’impulso d’amore”, cioè aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato e il “vero perdono” da parte della persona che abbiamo offeso. Queste sono le due azioni morali cristiane che conducono all’impulso del vero amore e della fratellanza universale che si realizzerà soltanto nel futuro sesto periodo del Sé spirituale.  (fine)

Collegno, 14 novembre 2019                         Antonio   Coscia

 Aggiornato  26 marzo 2020

Sopra: Michelangelo_Giudizio_ universale_Cristo_ Giudice e Maria.

 

 

 

 

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