Il potere che può obnubilare l’anima III

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      “La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio … E’ necessario che comprendiamo i poveri, perché non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze”  (Madre Teresa di Calcutta).

         Se dunque abbiamo afferrato il motto cristiano e quello antroposofico, è facile capire ora che la richiesta egoistica di qualsiasi uomo politico che pensi di condurre alla vittoria elettorale il suo partito con l’aiuto di Dio, è una supplica assurda che non può che essere inascoltata dal mondo spirituale superiore, mentre essa viene accolta come vedremo più avanti, da entità del mondo astrale inferiore. Pertanto l’aver pregato affidando il destino della propria vittoria politica ai “Patroni d’Europa” e suggellando il tutto col bacio del crocefisso del rosario e l’invocazione al cuore di Maria, è un gesto alquanto immaturo e superficiale da parte dell’ex ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini, che ignora o non comprende i principi che regolano il mondo spirituale e tantomeno quello del motto terreno tra Cristo e Cesare. Una cosa è pregare il mondo spirituale che possa illuminare e dare forza a una persona affinché superi un momento difficile della sua vita cui può essere un dolore, una prova o, altro … diversamente è invece, quello in cui possiamo chiedere a Dio di aiutarci a vincere una corsa di una campagna elettorale o cose simili! Sono due atteggiamenti animici completamente opposti, di cui il primo può toccare il mondo divino che certamente cercherà di esaudire la richiesta d’amore di un uomo, verso un altro uomo; il secondo invece, non arriva più su del mondo astrale inferiore dove viene accolto da entità dell’ostacolo demoniache che cercheranno in tutti i modi d’interferire sulla volontà umana che può a quel punto, diventare un loro inconsapevole seguace e obbediente esecutore nel mondo terreno.

Questo continuo atteggiamento dell’ex ministro dell’Interno leghista, di baciare il rosario del crocefisso molto spesso anche in altre occasioni, tra cui anche nella camera del senato, manifesta un atteggiamento poco serio e farisaico, in quanto la fede è qualcosa d’intimo cui va mostrata nell’azione d’amore verso gli altri e non esternandola attraverso uno sbaciucchiamento di un simbolo-oggetto vuoto, svuotato della “forza spirituale” che simboleggiava il vero cristianesimo antico originario fino al terzo, quarto secolo circa, ossia quando il cristianesimo grazie a un sogno dell’imperatore Costantino il Grande, divenne religione di Stato e di conseguenza, si frammischiò non solo al potere arimanico dello Stato romano, ma anche al paganesimo luciferico mitraico di cui era seguace Costantino. Inoltre la nascita del Cristo che era festeggiato il 6 gennaio, fu abolita da papa Liberio nel 354 d.C. e al suo posto venne festeggiato il bambino divino Gesù di Nazareth, il 25 dicembre, cosicché l’umanità perse la nascita del Cristo cosmico come nascita battesimale, e accolse al suo posto la nascita virginale attraverso la Maria del vangelo di Luca. Nel IV secolo dunque, la Chiesa cattolica perse il Cristo-Sole come Dio vivente universale e al suo posto, l’umanità occidentale cominciò a venerare il Dio – bambino e di conseguenza il Gesù uomo di Nazareth storico, morto sulla croce del Golgotha in Palestina. Più avanti, durante il concilio ecumenico dell’869 d.C. la teologia cattolica confutò la tricotomia di S. Paolo negando lo “Spirito umano” per cui, l’uomo fu regredito a livello di animale superiore costituito solo più da corpo e anima, di cui questa si disse, che ha in sé una parte più sottile spirituale che si differenzia dall’animale, con ciò, il Cristo venne ucciso per la seconda volta  nell’anima umana dalla casta sacerdotale .

Pertanto il cristianesimo romano, andava assumendo sempre più l’aspetto di una religione gerarchica arimanica di potere aristocratico di cui, da una parte, si formò il clero più alto dal quale derivarono le famose crociate tra l’XI e il XIII secolo, lo sterminio dei catari e dei templari, la guerra dei trent’anni, etc. fino a raggiungere il massimo potere temporale di vita e di morte sul popolo romano tramite l’ultimo papa re Pio IX, che si oppose tenacemente all’unificazione dell’Italia ripristinando persino la pena di morte durante i moti rivoluzionari del 1848, fino alla caduta dello Stato pontificio e la nascita dell’unità d’Italia il 17 marzo del 1861 a Torino. Dall’altra, abbiamo il clero più basso, che non prendeva parte alla politica, ma dedicava il proprio tempo all’elevazione spirituale e alla divulgazione del vangelo, conducendo una vita umile e casta lontano dalla mondanità spirituale dell’alto clero, esortando i monaci alla carità e alla preghiera. Nacquero così correnti di vari ordini monastici dal IV secolo in poi che predicavano mettendo in pratica la vera essenza del cristianesimo tra i poveri e i bisognosi tra i quali, i monaci irlandesi “S. Colombano e S. Gallo, S. Antonio Abate, Bernardo da Chiaravalle. Francesco d’Assisi”, e tanti altri ancora. Anche nel monachesimo femminile vanno annoverate diverse personalità importanti, tra cui S. Scolastica da Norcia, Ildegarda di Bingen, S. Chiara d’Assisi, e altre mistiche che operarono tutte con passione e compassione la vera carità cristiana, divulgando i principi morali del vangelo tra gli umili e gli oppressi; tutti loro agirono da veri cristofori mantenendo vivo l’impulso cristiano quali veri imitatori della croce di Cristo.

Il concilio costantinopolitano dell’869 estromise pian piano dall’anima umana il principio spirituale superiore della triade umana congiunta dal Cristo durante il Battesimo di Gesù di Nazareth nel Giordano, ossia l’anima celeste superiore separatasi dall’uomo prima che Adamo prendesse la via verso l’incarnazione terrestre. In questo modo vennero estromessi anche il principio dello Spirito Santo e del Cristo che sperimentarono la morte e la resurrezione attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, il messia atteso dalle sacre scritture ebraiche. Per cui la croce, che quale simbolo cristiano aveva in origine il significato di “vita” e redenzione dello spirito umano attraverso l’unione con lo spirito del Cristo, assunse sempre più nei secoli, solo più il significato di un Dio morente misericordioso e pietoso che fattosi uomo attraversò l’esperienza della sofferenza e del dolore della crocefissione, quale espiazione dei peccati del mondo e quale impulso dell’amore cosmico e della fratellanza universale umana. Amare la croce quindi, ebbe come significato quello di aiutare gli altri, liberandoli in parte con l’aiuto del Cristo, dal loro peso karmico, e accogliere in sé un po’ del dolore del mondo! Questa è stata sempre la via di tutti quegli uomini che animati dall’amore verso il Cristo hanno sacrificato le loro vite per gli altri e, che si sono “santificati” quali veri cristofori e aiutatori dell’Impulso del Cristo e della fratellanza umana.

L’umanità in questi due millenni ha continuato a crocifiggere il Cristo uccidendo uomini nel Suo nome (vedi le crociate e le guerre sante) e ancora oggi continua a farlo, col problema degli immigrati cui l’unione europea non è ancora abbastanza unita da risolvere insieme questo problema. Cosicché si creano delle situazioni spiacevoli e disumane nei diversi Stati europei, dove viene a mancare da parte delle istituzioni governative e a volte anche religiose, il buon senso e la solidarietà umana. Così assistiamo a delle azioni deplorevoli, dove immigrati in alcune occasioni, sono stati lasciati alcuni mesi fa dall’ex ministro leghista (allora ministro dell’Interno) per diversi giorni in mare, su una nave privata che le fu impedito di attraccare a un nostro porto italiano per una pronta assistenza medica e umanitaria di donne, uomini e bambini. Quest’atteggiamento duro e poco umano nei riguardi degli immigrati e quello offensivo, autoritario e arrogante, assunto dall’ex ministro dell’Interno leghista nei  riguardi  della capitana Carola Rackete della nave Sea Watch 3,  possiamo forse ritenerlo un giusto comportamento morale di chi ha giurato sulla croce del rosario (quale simbolo dell’amore e della sofferenza umana) e che ha affidato la propria vita e la vita dei suoi elettori a Dio, affinché lo aiutasse a sconfiggere i suoi nemici politici e conseguire così la vittoria elettorale del partito sovranista?  (III. Continua).

Sopra: Giardino giapponese

 Collegno, 19 novembre 2019                                                          Antonio   Coscia

 

Il potere che può obnubilare l’anima II

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“Occorre dire che la vera onestà di un politico, sta nel rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione”.

      Ritornando al motto pronunciato dal Cristo su Cesare, ci riporta a un altro motto pronunciato questa volta da un altissimo iniziato cristiano-rosicruciano vissuto nel secolo scorso, cioè il fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner (1861-1925), il quale in una conferenza tenuta a Zurigo il 17 dicembre 1912, dal titolo “L’Amore e il suo significato nel mondo”, in merito scrive: “L’onnipotenza, l’onnisaggezza non sono le principali qualità della Divinità, bensì l’amore, una qualità che non può essere accresciuta. Dio è ripieno di amore, di puro amore, è per così dire nato dalla sostanza dell’amore … Dio ha trattenuto l’amore, e ha diviso la saggezza con Lucifero [Diavolo] e la potenza con Arimane [Demonio o Satana], affinché l’uomo potesse essere libero, e sotto l’influsso della saggezza proseguire il suo cammino” (pag. 12).

Riflettendo profondamente su queste parole di Rudolf Steiner, possiamo trarre il motto: “Dio ha diviso la “saggezza” con Lucifero e il “potere” con Arimane e ha tenuto per Sé soltanto l’amore”. Naturalmente questo si realizza e va compreso soltanto nell’ambito della vita dell’anima umana, nella quale agiscono queste forze occulte degli spiriti dell’ostacolo e quella del Cristo, di cui Lucifero cerca di trarci in alto verso la “Saggezza lunare” e Arimane ci trae in basso nell’ambito del “Potere materiale”, dove in tutte e due i casi mettono alla prova il nostro egoismo che può manifestarsi in modo sfrenato da una parte o dall’altra, quando in noi manca il giusto equilibrio tramite l’amore del Cristo. Il Cristo si unì alla Terra attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, per introdurre in essa attraverso l’uomo, il vero impulso dell’amore. Egli si spogliò di tutte le Sue facoltà divine di “Potenza e di Saggezza” per unirsi all’uomo, cosicché l’uomo potesse avere in sé il vero impulso dell’amore. Fece questo non perché avesse un debito karmico con la Terra o con gli uomini, ma per puro atto d’amore, avendo Egli sentito il grido di dolore dell’umanità morente provenire dalla Terra. Per questo il vero cristianesimo non può essere annoverato come una dottrina religiosa monoteista similmente alle dottrine antiche quale l’ebraismo o l’islam, o alle altre precristiane pagane, inquantoché il Cristo non venne per guidare o elevare un popolo. Egli non venne per liberare il popolo ebraico dai dominatori romani, offrendo loro una nuova saggezza o un nuovo decalogo come fu per Mosè sul Monte Sinai, quando incontrò Jahvè. Ma per dare al popolo ebraico la possibilità di collaborare alla nascita di un nuovo “Impulso” che potesse riversarsi su tutta l’umanità, un impulso che sciogliesse gli uomini dai vecchi legami consanguinei atavici sostituendoli con un impulso cosmico – spirituale di vero amore tra i popoli, alfine di preparare come menzionato, il germe futuro spirituale della nuova fratellanza umana che deve essere realizzata alla fine del terzo millennio, cioè nel sesto periodo di cultura futuro chiamato “Filadelfia” (Ap. 3,7). Il vero cristianesimo pertanto, non è una religione come di solito viene attribuito alla Chiesa cattolica, la quale è solo l’ombra del vero impulso cristiano, giacché è parte di un potere statale, ossia lo Stato del Vaticano con tutti i poteri annessi e connessi da parte di correnti religiose (Gesuiti e l’Opus Dei) che operano dallo sfondo, con mezzi spirituali occulti. L’amore dunque non ha nulla a che fare né con la saggezza, né con il potere, sia esso sacerdotale, regale o statale, ma si confà solo con quelle virtù umane che esaltano l’atteggiamento altruista e la coscienza morale dell’uomo.

Pertanto il motto antroposofico ci aiuta a capire meglio il significato delle parole del Cristo sul motto di Cesare, laddove Egli rispondendo ai maliziosi e ipocriti farisei intese loro dire che l’amore di Dio deve essere distinto da qualsiasi potere regale o sacerdotale, quando essi tendono soltanto a soggiogare i popoli e ad asservire l’anima umana per i propri tornaconti egoistici, poiché mentre il potere di Cesare rendeva schiavi gli ebrei, l’amore del Cristo li rendeva liberi nell’anima dal maligno e dalla dura legge yahvetica del taglione, vale a dire: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.” (Levitico 24,19-20).

Dio è amore!  E l’amore è quella facoltà spirituale che va da uomo a uomo, cui non ha nulla a che fare col potere giuridico regale o statale, il quale invece, è esercitato come potere di conquista e di dominio su altri uomini. Cosicché anche noi oggi possiamo dire che il Cristo non è presente là dove viene esercitato il “Potere”, in qualsiasi corrente sociale esso si manifesti, in quanto il Cristo vive, se accolto, soltanto nell’anima umana, là dove, due o più uomini si uniscono insieme nel Suo nome per alleviare la sofferenza nel mondo e non dove uomini vengono esaltati in un comizio elettorale! Occorre per questo capire che il mondo spirituale non partecipa ai comizi elettorali!  ( Mentre le altre divinità dell’ostacolo partecipano assai volentieri ai programma politici, come vedremo più avanti ).

Dio lascia ai politici la libertà di agire per il bene del popolo o per il proprio tornaconto egoistico. Sta alla “libertà morale” dei politici agire secondo la loro coscienza e la loro onestà intellettuale, nell’essere cioè onesti verso i loro elettori promettendo soltanto ciò che sono in grado di mantenere nell’ambito delle possibilità giuridiche ed economiche del Paese, senza per questo sconfinare nella sfera religiosa. Purtroppo è diventato una cattiva consuetudine, il promettere qualsiasi cosa pur di accattivarsi il favore delle masse più deboli che seguono senza riflettere come banderuole sballottate da una parte all’altra, secondo le offerenti promesse accompagnate a volte, da gesti cultuali religiosi bigotti. Occorre qui ricordare che la vera onestà di un politico, sta proprio in quello di rispettare soprattutto la laicità dello stato, in quanto espressione del popolo che ne forma la Nazione. Perciò essendo la Nazione formata dall’insieme di uomini appartenenti a diverse scuole di pensiero filosofiche, scientifiche e religiose, ogni politico dovrebbe esimersi dall‘interferire nella sfera religiosa per fini elettorali, restando sempre nei parametri del proprio potere statale. Pertanto l’ex ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini, a conclusione del comizio elettorale tenuto tempo fa a Milano sotto la guglia del Duomo, quale partito sovranista di estrema destra europea, avrebbe dovuto fare a meno di evidenziare dopo il comizio, la corona del rosario e baciare il crocefisso con un’invocazione alla Madonna, dicendo: ” Io personalmente affido la mia e la vostra vita al cuore immacolato di Maria che sono sicuro che ci porterà alla vittoria”.

Ma qual è il Dio che in quel momento ha potuto accogliere con benevolenza la richiesta dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, in modo che portasse alla vittoria il suo partito sovranista leghista? È facile capirlo se abbiamo afferrato il motto antroposofico : “Dio (Cristo), ha diviso la saggezza con Lucifero (Demonio) e il potere con Arimane (Satana o Mefistofele) e ha tenuto per Sé,  soltanto l’amore!  (II. continua.)

Sopra: Giardino Giapponese

 Collegno,  7  novembre  2019                                             Antonio Coscia

 

 

Gesù, Cristo Gesù e il Cristo

 

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«Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

       La teologia cattolica-cristiana così come la maggior parte delle persone che la seguono, credono che Gesù, Cristo Gesù e il Cristo, siano tre aspetti della stessa Entità divina che chiamiamo Dio Cristo, (cioè la seconda Persona della Trinità divina universale cui l’esoterismo cristiano riconosce quale manifestazione divina del “Dio Figlio”) e che si sia incarnato come uomo attraverso la nascita virginale di Maria, la quale concepì Gesù attraverso l’intervento divino dello Spirito Santo quale mediatore di Dio Padre, e che per questo egli è chiamato il Figlio di Dio, il “Messia” tanto atteso dalle scritture del profetismo ebraico. Nelle prime pagine del Vangelo di Luca difatti è scritto: «L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nàzaret, a una vergine che si chiamava Maria [alla quale disse] … Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,26-34).

 La Scienza dello Spirito o antroposofia distingue invece, questi tre aspetti appartenenti a Entità divine superiori diverse che si compenetrano rispettivamente per tre anni (dall’anno 30-33 d.C.) sul piano umano e spirituale-divino nell’uomo Gesù di Nazareth. Innanzitutto dietro la Personalità umana di Gesù di Nazareth si cela un mistero che ci viene in parte svelato dai due evangelisti Matteo e Luca, dove la nascita e l’albero genealogico di Gesù viene descritta in modo diverso dai due evangelisti biblici. Se leggiamo attentamente le prime pagine del Vangelo di Matteo, vediamo che egli fa discendere Gesù dal capostipite Abramo attraverso tre volte quattordici generazioni dove da Davide in poi, fino a Giuseppe, è menzionato una discendenza regale. Poi Matteo descrive la nascita di Gesù dicendo che nasce a Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, da una coppia nativa di Betlemme e discendente del re Davide. Egli menziona poi alcuni Magi provenienti dall’Oriente che lo cercano seguendo una stella, la quale si posa appunto sopra una casa di Betlemme, dove essi entrano e prosternandosi davanti al bambino gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Infine egli menziona la fuga in Egitto in modo da sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode, per la paura che potesse usurpare il suo trono in quanto le antiche profezie ebraiche, indicano nel bambino di Betlemme, il futuro re-sacerdote che detronizzerà tutti i re del mondo.

Chi è questo bambino tanto temuto dal re Erode e che i Magi d’Oriente venerano con tanta fedeltà, da venire da luoghi tanto lontani da Betlemme? Rudolf Steiner ci svela che dietro il bambino Gesù del Vangelo di Matteo si celi l’altissimo iniziato solare Zarathustra, cioè il fondatore della religione e della cultura persiana risalente a circa 7000 anni fa. Nel vangelo di Luca abbiamo invece un altro bambino che nasce diversi mesi più tardi da una coppia di genitori di Nazareth, appartenenti a una colonia essena che in vista del censimento si recano a Betlemme dove trovano posto in una stalla adiacente alla locanda, dove Maria viene colta dalle doglie e partorisce il bambino a cui daranno il nome Gesù, secondo le indicazioni ricevute dall’Arcangelo Gabriele. Perché dunque Luca non menziona la visita dei magi ma soltanto quella dei pastori che vengono avvisati da un Angelo della nascita del bambino? Chi è questo bambino che nasce dai genitori di Nazareth?

Qui di nuovo Rudolf Steiner quale altissimo iniziato chiaroveggente, ci rivela che dietro la Personalità di questo bambino si cela l’anima archetipica dell’umanità, cioè quella parte virginale che fu tolta dagli Dei creatori ad Adamo prima che questi venisse tentato da Lucifero, (l’immagine del serpente del Paradiso). Ciò è avallato dalla genealogia di Luca che asserisce che il bambino risale fino ad Abramo, da questi ad Adamo e infine da Dio stesso. Egli è dunque il figlio divino creato da Jahve-Elohim, trattenuto e protetto nella sfera solare da uno dei più potenti Arcangeli servitore di Jahve e che per la prima volta s’incarna sulla Terra attraverso una coppia di genitori di Nazareth Maria e Giuseppe, discendenti della stirpe di Davide. Intanto la famiglia del Gesù del Vangelo di Matteo che era fuggita in Egitto per sfuggire al re Erode, non fece più ritorno a Betlemme ma poco dopo si recò a Nazareth nella colonia essena, dove le due famiglie si legarono strettamente amichevolmente e i due bambini vissero insieme fino all’età di dodici anni, vale a dire fino a quando il Gesù-Zarathustra muore legandosi intimamente all’anima di Gesù di Nazareth. Rudolf Steiner tramite la memoria akashica, racconta che a un certo punto all’età di dodici anni, il bambino della coppia di genitori del Vangelo di Matteo, ossia Gesù-Zarathustra muore, e l’Entelechia o l’Io superiore di Zarathustra si unisce all’Io di Gesù di Nazareth, dove inizia a elaborare la sua anima, cominciando a perfezionare il corpo astrale, l’anima senziente e l’anima razionale, non riuscendo a completare del tutto il perfezionamento dell’Io inferiore, perché dovette abbandonare di nuovo quel corpo all’età di 30 anni, durante il Battesimo nel Giordano. Questo fatto è nascosto dal Vangelo di Luca, dove i genitori di Gesù recandosi a Gerusalemme per la festa della Pasqua, dimenticarono il bambino ritrovandolo poi dopo tre giorni, nel Tempio, a discorrere con i “Dottori della Legge”. Nel “Quinto Vangelo” antroposofico, O.O. 148, Rudolf Steiner ci rivela che Zarathustra arrivato al compimento del trentesimo anno, ossia dopo aver perfezionato l’anima razionale, si sacrificò di nuovo uscendo dall’involucro animico di Gesù di Nazareth, lasciando che s’incorporasse il Dio solare, cioè il Cristo. Dopo questa esperienza umana-divina Zarathustra cambiò il suo nome in Maestro Gesù, come viene conosciuto oggi nell’esoterismo cristiano. L’anima adamitica dopo aver vissuto come Cristoforo del Cristo sulla croce del Golgotha, è divenuto oggi la luce astrale divina che avvolge il Cristo e che chiamiamo appunto “Cristo Gesù”.

Dietro il nome del Cristo invece, si cela un’Entità elevatissima cui non possiamo afferrarla col nostro pensiero concettuale astratto, ma soltanto attraverso la sua manifestazione più bassa cui oggi appare nel mondo astrale adiacente alla Terra, nel Suo corpo eterico. Innanzitutto il vero e unico nome del Cristo secondo la concezione antroposofica, è “Io Sono l’Io Sono”; il nome Cristo deriva dal greco e significa “Messia” che nel profetismo ebraico antico, aveva il significato di “Unto”, ed esprimeva il compimento della profezia messianica, cioè di colui che era atteso a governare il mondo secondo l’antico potere regale e sacerdotale di Melchisedec. Pertanto se abbiamo afferrato il significato dei due Gesù di cui uno è portatore della linea regale secondo Matteo, e l’altro della linea sacerdotale secondo Luca, dobbiamo riconoscere il Messia quale unione dei due Gesù che diventano cristofori dell’Altissima divinità del Sole, cioè l’Io Sono l’Io Sono che s’incorporò negli involucri animici-corporeo di Gesù di Nazareth, tramite il Battesimo nel Giordano effettuato da Giovanni il Battista, prima nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel Getsemani nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. La compenetrazione del Cristo in Gesù avvenne nell’arco di tre anni, durante i quali il Cristo non solo salvò ma trasformò i tre arti umani inferiori di Gesù nei tre arti spirituali divini superiori, cioè il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico nello spirito Vitale e il corpo fisico nell’Uomo spirito. Inoltre salvò l’Io inferiore dell’uomo dall’eccessivo egoismo luciferico che lo avrebbe inesorabilmente terrestrizzato, dando la possibilità alla coscienza dell’Io di superare la seconda morte nel regno dei morti, salendo attraverso le sfere planetarie con la coscienza desta fino alla “Mezzanotte cosmica”, per poi ri-discendere verso una nuova incarnazione terrena, attraverso il risveglio dello Spirito Santo; ciò ebbe come premessa che l’uomo può portare il ricordo della coscienza dell’Io terreno oltre la morte, divenendo in tal modo eterno!

L’azione divina compiuta dal Cristo sull’uomo di Nazareth due millenni or sono, non avrebbe potuto compierla nessuna divinità gerarchica, soltanto il Cristo poteva farlo, inquantoché Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettuale solo attraverso la conoscenza che c’è data dalla dottrina o rivelazione dei Bodhisattva, e da ciò che possiamo apprendere dalla conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani che operano tramite le loro scuole di pensiero in tutto il mondo. Una di queste, la Scienza antroposofica, quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” dal Suo Essere un “Pensiero Divino”, (Meraviglie del creato … O.O.129, pag.156), ossia generò un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà divine della Divinità Trina. Questo Io divino universale reale fu mandato sulla Terra, avendo Dio Padre sentito il grido di dolore proveniente dall’umanità morente e, affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa alquanto delicato e complesso, dove fu necessaria la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti ebraici che preparassero un corpo fisico e un anima adeguata, per accogliere l’altissimo “Spirito Divino del Sole”. Cosicché questo Dio universale iniziò, la Sua discesa dal mondo del logos o della “Parola Cosmica”, unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale stellare” ove per modo di dire si spogliò, delle forze macrocosmiche del “Dio Padre” per unirsi in un secondo tempo come “Io Cosmico planetario” alla seconda gerarchia, quale espressione delle forze planetarie del Dio Figlio. Qui Egli si unì agli Spiriti della Saggezza e di conseguenza alla parte più alta della Divina Sofia, dopodiché passando attraverso la sfera degli Spiriti del Movimento (Dynameis) si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma, manifestandosi come “Aura Mazdao” a Zarathustra. Nella Sua ulteriore discesa verso la Terra, il Cristo entrò nella sfera lunare degli Arcangeli manifestandosi ai diversi popoli della Terra come: “Apollo, Osiride, Mitra, Baldur” etc. e infine, attraverso l’Arcangelo Michele come volto di Jahve o Jehovah, il Dio cosmico lunare degli Ebrei, dove in un secondo tempo si manifestò a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo elementare) come “Io Sono l’Io Sono”, liberando gli Ebrei dalla schiavitù del Faraone d’Egitto. Quando il popolo ebraico fu in grado di preparare il corpo adeguato (corpo fisico) con l’aiuto dei due altissimi discepoli del Cristo, cioè Zarathustra e il Buddha Gotama, i tempi furono maturi affinché si realizzasse la promessa di Jahve a Mosè, ossia l’evento del Golgotha, il “Tempo dei Tempi”, con la discesa dell’Io Sono l’Io Sono, nell’involucro umano di Gesù di Nazareth, il figlio di Jahve, ossia il nuovo Adamo che chiamiamo appunto il Cristo Gesù.

1)  Dobbiamo pertanto imparare a distinguere che dietro Gesù di Nazareth, si cela l’altissimo discepolo solare del Cristo, ovverosia Zarathustra che dopo l’evento del Golgotha ha assunto il nome di “Maestro Gesù”.

2)   Che dietro il nuovo Adamo si cela l’archetipo originario virgineo, l’Io superiore dell’umanità, vale a dire il figlio divino di Jahve-Elohim che chiamiamo il Cristo Gesù”.

3)   Infine il Logos solare, la Parola Cosmica, il Verbo Creatore del principio, l’Io Sono l’Io Sono, cui si fece carne e abitò in mezzo a noi, che dobbiamo prendere coscienza che è vicino a noi giacché è diventato lo Spirito della Terra e che, è quel principio spirituale che vive in ogni uomo come “coscienza del Cristo”, di cui ognuno deve risvegliare accogliendo con consapevolezza l’Impulso del Cristo scaturito dal Golgotha, cosicché possiamo anche noi pronunciare il motto paolino: “Non io, ma il Cristo in me”.

 Collegno, 27 ottobre 2019                               Antonio Coscia

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? VI

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Oh uomo!

Tu lo conformi al tuo servizio,

tu lo usi nel suo valore materiale

in molte tue opere.

Ma ti sarà salutare soltanto

Quando ti si manifesterà

L’alta potenza del suo spirito.

Rudolf Steiner   O.O. 229 – Dornach, 5 ottobre 1923

      Dopo questa necessaria digressione vogliamo ora riallacciarci al tema iniziale sulla domanda che ci siamo posti all’inizio del nostro tema, ossia nella nostra epoca o meglio nel nostro quinto periodo di cultura, sotto quale costellazione il Sole sorge nell’equinozio di Primavera? Se andiamo indietro nell’ultimo periodo in cui avvenne la scomparsa del continente di Atlantide o se vogliamo del “Diluvio Universale”, dobbiamo collocarlo alla fine del settimo periodo della quarta Epoca in cui il Sole nasceva ancora nella costellazione del Leone. Perciò all’inizio del primo periodo della nostra quinta Epoca in cui Noè scese sulla Terra asciutta, è chiamato dalla Scienza dello Spirito “periodo Paleo Indiano”, laddove il Sole nell’equinozio di Primavera, sorgeva nella costellazione del Cancro. Passati 2160 anni entrammo nel secondo periodo di cultura il “Paleo Persiano”, sotto il segno della costellazione dei Gemelli. Dopo lo stesso tempo, entrammo nel terzo periodo di cultura egizio-caldaico-ebraico, sotto la costellazione del Toro dove l’umanità sviluppò e perfezionò l’anima senziente. Infine nel quarto periodo di cultura greco-romano, che ebbe inizio nel 747 a.C. con lo sviluppo dell’anima razionale che terminò come suaccennato nel 1413 sotto il segno dell’Ariete, a cui seguì il nostro quinto periodo di cultura chiamato anglo-germanico, in concomitanza dello sviluppo dell’anima cosciente, quando il Sole nasceva durante l’equinozio di Primavera, in direzione della costellazione dei Pesci1. La parte dunque dell’anima che dobbiamo sviluppare e perfezionare nell’arco di 2160 anni nel nostro quinto periodo di cultura e che è collocato sotto il segno dei Pesci, è quella parte animica ancora incosciente cui dobbiamo risvegliare e che è strettamente congiunta all’anima superiore o Sé spirituale, cioè quella che abbiamo chiamato anima cosciente. Oggi, diversamente dai misteri antichi in cui il discepolo veniva scelto dal Maestro diventando così completamente dipendente dalla sua volontà, nella via esoterica moderna ogni uomo di buona volontà può diventare discepolo di Rudolf Steiner e di Anthropos-Sophia, senza che la sua volontà venga violata ma assolutamente rispettata, lasciando al discepolo la libertà morale di agire nel modo giusto o sbagliato. In questo modo ha la possibilità di rendere più celere il suo sviluppo spirituale tramite le indicazioni della Scienza antroposofica, vale a dire di potersi elevare animicamente e moralmente con l’aiuto del Cristo, a quello stato di coscienza superiore menzionato, in cui può unirsi alla sua immagine o Sé superiore da cui fu separato durante l’Epoca Lemurica, a causa di Lucifero. La caratteristica peculiare dello sviluppo dell’anima cosciente, è proprio quello di portare al massimo sviluppo la volontà umana unita allo sviluppo del pensiero e del sentimento profondo, cui vanno purificati ed elevati in modo da raggiungere un perfetto equilibrio animico-spirituale, che potrà essere realizzato solo attraverso l’Impulso del Cristo. Abbiamo già spiegato nella nota 2 degli articoli precedenti che cos’è l’anima cosciente, per cui vogliamo qui riepilogare sintetizzando di nuovo il concetto, dicendo che: l’anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come volontà umana, tramite cui l’io terreno completamente risvegliato può, autoconoscersi e afferrarsi attraverso il pensiero intellettivo profondo divenuto cosciente – immaginativo, come un Io autonomo e libero, cui è congiunto a un essere a lui superiore o “Io superiore”2 divino che l’ha sempre guidato. Si può ancora per meglio dire esprimere il concetto in modo diverso nell’affermare che, l’uomo (l’Io inferiore) grazie alla purificazione (catarsi) ed elevazione cosciente di una parte del suo corpo astrale (anima cosciente), può auto-conoscere in sé un entità reale divina cui è strettamente unito e che chiamiamo anima superiore o Sé spirituale che, a sua volta è congiunta e opera attraverso di lei un “Io” superiore reale che ha sempre ispirato e diretto l’uomo inferiore in modo nascosto, guidandolo in tutte quelle azioni di destino doloroso che conosciamo come “karma” umano.

L’uomo normalmente può arrivare a questa meta entro l’arco di 1500 anni circa, vale a dire alla possibilità di divinizzarsi, cui potranno sembrare molti anni, ma in realtà non sono poi tanti, inquantoché occorre moltissimo tempo a cambiare i nostri atteggiamenti negativi animici e in modo particolare il nostro carattere volitivo disceso troppo in basso nell’egoismo materiale. Per cui, occorreranno delle forze morali non indifferenti per ri-salire in alto verso lo spirituale, senza peraltro passare attraverso delle prove animiche dolorose sia sul piano fisico, sia su quello spirituale che di solito, ne faremmo volentieri a meno. E occorre qui far presente che attualmente siamo sotto la protezione e guida dell’Arcangelo Michele, cui ci lascia pianamente liberi di decidere della nostra vita, non interferendo affatto sulla nostra volontà, come invece agiscono diversamente gli altri Arcangeli guida. Egli attende in silenzio che ci apriamo verso l’alto per prendere la Sua mano tesa verso di noi e gli apriamo il nostro cuore, cosicché possa prendere posto dentro di noi dandoci così quella forza di sradicare la paura e il timore di un incerto futuro. Imparando così a saper vivere con coraggio nel nostro quinto periodo, con la fiducia sempre presente che Egli è con noi e che dal mondo spirituale ci guida verso l’incontro col Cristo eterico. Se l’umanità si risveglia e va incontro all’Arcangelo Michele allora potrà arrivare a sviluppare l’anima cosciente prima che termini la Sua epoca iniziata nel 1879 e terminerà circa nel 2200 o anche un po’ più oltre, subentrando al Suo posto l’Arcangelo di Saturno “Orifiele”. Con l’Arcangelo Orifiele le cose andranno diversamente, in quanto l’evoluzione dell’anima cosciente sarà arrivata a circa metà della sua espansione, e perciò comincerà ad assumere un aspetto centripeto discendente, per cui non avendo più a disposizione le forze micheliane dell’intelligenza cosmica, né la libertà di pensiero concessa da Michele, il suo sviluppo diventerà sempre più difficile col passare del tempo. Oggi grazie appunto alla conoscenza che ci offre l’Antroposofia, dove affluiscono le forze di Michele quale spirito diurno in quanto è diventato il “volto del Cristo”, abbiamo la possibilità come menzionato di accelerare lo sviluppo dell’anima cosciente, giacché dopo la data sopracitata, Michele sarà appunto sostituito dall’Arcangelo Orifiele che diversamente da Michele, agirà nell’ambito dello sviluppo evolutivo umano in modo alquanto rigoroso. Pertanto quegli uomini (per uomini è inteso l’umanità) che seguano lo sviluppo evolutivo normale, cui non hanno ancora avuto modo di risvegliarsi spiritualmente, vale a dire che non hanno ancora avuto modo di compenetrarsi della conoscenza dell’Altissimo Spirito solare del Cristo, né quindi abbiano ancora accolto l’Impulso del Cristo, potranno avere un’enorme difficoltà in questa vita sia in quella futura, di sviluppare nel modo giusto (cioè non in senso luciferico) l’anima cosciente e tantomeno avere la possibilità d’incontrare il Cristo eterico in questa vita o dopo la morte. Dovranno per questo attendere di avere la possibilità in una prossima incarnazione di avvicinarsi alla Scienza dello Spirito o antroposofia, o come dice Rudolf Steiner, avere oggi l‘opportunità di conoscere degli amici antroposofi dai quali potranno avere dopo la morte, l’occasione di conoscere i contenuti spirituali antroposofici che non hanno accolto sulla Terra, cosicché nella vita futura nasceranno già con l’anelito d’incontrare la Scienza antroposofica e avere la possibilità, di recuperare il tempo perduto in questa incarnazione.

Ritornando ora alla domanda che ci siamo posti all’inizio di questo articolo, possiamo pertanto cercare di dimostrare attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica, l’era o la costellazione in cui ci trovavamo quest’anno durante l’equinozio di Primavera, se il pensiero intellettuale moderno può accogliere con fiducia e senza alcun pregiudizio, le parole di uno dei più alti iniziati chiaroveggenti del secolo scorso, cioè Rudolf Steiner. Il quale secondo alcune indicazioni confermate anche da parte di uno dei suoi più evoluti e fedeli discepoli, cioè Sergej O. Prokofieff, di essere (e staremo ancora per molto tempo) nell’epoca dei Pesci, il cui inizio è fatto risalire come già citato nell’anno 1413, cioè in concomitanza appunto con la nascita e sviluppo dell’anima cosciente. Si può arrivare a questa conclusione da una domanda fatta a Rudolf Steiner alla fine di una conferenza tenuta a Dornach in Svizzera, il 24 settembre 1924, dove egli risponde così:

  «Ed ora calcoliamo (all’incirca lo possiamo) quanti giorni l’uomo viva sulla terra. Consideriamo, per semplicità, che l’uomo arrivi a 72 anni [quale risultato di un giro del Sole attraverso lo Zodiaco, ossia 25920 : 360° = 72 anni] e che l’anno abbia 360 giorni (360 0 365 non fa molto differenza) … Ora, consideriamo questi 72 anni come se costituissero un unico respiro. Come prima vi ho detto che l’uomo inspira la sua anima col primo respiro e la espira con l’ultimo, consideriamo che egli arrivi in media a 72 anni, e così si potrà dire: una simile inspirazione-espirazione dell’anima dura 72 anni. Supponiamo che ciò sia un giorno per l’universo. Dunque un giorno: se lo moltiplichiamo di nuovo per 360, otteniamo un anno cosmico, e di nuovo 25920 (72×360)! … Ma questo numero ha ancora una tutt’altra importanza. Esso significa quanto segue: se si osserva al 21 Marzo, quando comincia la primavera, il punto dove sorge il Sole, si vede che esso sorge giusto nella costellazione dei Pesci; ma questo accade esattamente solo una volta, e il punto si sposta continuamente. Circa cinquecento anni fa, [siamo nel 1924, ciò vuol dire che andando indietro di 500 anni ci troviamo circa all’inizio della nascita dell’anima cosciente, ossia 1924 – 500 = 1424, vale a dire approssimativamente all’anno 1413], il Sole non sorgeva nella costellazione dei Pesci, bensì in quella dell’Ariete [ l’epoca dell’Ariete ebbe inizio circa nel 747 a.C. e terminò appunto nel 1413, in quanto il Sole impiega ad attraversare ogni costellazione circa 2160 anni], e prima ancora in quella del Toro, cosicché il Sole percorre un cammino circolare regolare. Vedete, se si segna il cammino apparente del Sole, ora esso sorge a primavera nei Pesci; prima sorgeva dall’Ariete, prima ancora dal Toro, e così via; esso percorre tutto il circolo dello Zodiaco, per ritornare al punto di partenza nei Pesci … Perché il Sole si sposti in modo che il cosiddetto “punto di primavera” del Sole torni di nuovo nella stessa posizione, occorrono ancora una volta, 25920 anni» (L’Azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre, O.O.354, pag.111-112).

E ancora nel libro citato, a una domanda di un ascoltatore risponde:

«Dunque, il Sole non sorge sempre nello stesso punto. Nella costellazione dei Pesci rimane per diversi secoli [2160 anni], e anche più a lungo, il punto della primavera. Non fu però sempre così; se si retrocedesse fino al 1200, si troverebbe che il Sole non sorgeva allora dalla costellazione dei Pesci, ma dalla costellazione dell’Ariete» pag.35 ibidem).

Anche qui un semplice calcolo ci porta a dire che, se nel 1200 il Sole nasceva ancora nella costellazione dell’Ariete, sottraendo la durata del tempo che il Sole impiega ad attraversare una costellazione cioè 2160 anni, dall’anno in cui il Sole entrò nei Pesci, ossia l’anno 1413, abbiamo che 2160 – 1413 = 747 a. C.; questo risultato ci indica approssimativamente che l’equinozio di Primavera del 21 marzo del 747 a.C. cui il Sole nasceva per la prima volta nella costellazione dell’Ariete, coincise all’incirca con la nascita di Roma.

Riepilogando quindi ancora le informazioni di Rudolf Steiner e facendo dei semplici calcoli, possiamo stabilire ora a quanti gradi il Sole durante l’equinozio di Primavera di quest’anno, nascesse nel segno dei Pesci. Se l’anno cosmico dura circa 25920 anni, un giorno cosmico sarà uguale a 25920 : 360°= 72 anni circa. Rudolf Steiner, stando alla comunicazione di questa conferenza, calcola l’entrata del periodo dei Pesci in concomitanza con la nascita e sviluppo dell’anima cosciente, ossia nel 1413. Se ora sottraiamo all’anno 2019 – 1413 = 606 anni, ossia gli anni che il Sole è retrocesso attraverso i gradi della costellazione dei Pesci. Calcolando ora che un grado (1°) è uguale a un giorno cosmico cioè 72 anni circa, avremo che 606 : 72° = 8°,41’; cioè il Sole durante l’equinozio di primavera del 21 marzo di quest’anno, sorgeva a circa 9° dalla costellazione dei Pesci. Pertanto il Sole per retrocedere dei restanti 21° per arrivare alla costellazione dell’Acquario, impiegherebbe ancora: 21° x 72 = 1512 anni circa; vale a dire più o meno alla fine del quinto periodo di cultura, circa l’anno 3573 e all’inizio del sesto periodo di cultura dello sviluppo del Sé spirituale. Possiamo perciò rispondere alla domanda postaci all’inizio come titolo del nostro tema, che attualmente il nostro Sole durante l’equinozio di Primavera di quest’anno, nasceva a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci e vi rimarrà ancora per circa 1500 anni; cioè fino a quando in quel lontano futuro del 3573, il Sole nascerà durante l’equinozio di Primavera, nella costellazione dell’Acquario. Il periodo dell’Acquario pertanto inizierà in concomitanza con l’entrata dello sviluppo del Sé spirituale, vale a dire nel sesto periodo di cultura del 21 marzo del 3573 e terminerà il 21 marzo del 5733; cioè con l’entrata del settimo e ultimo periodo di cultura, dove dopo la congiunzione della Luna con la Terra, finirà verso la fine del 7893 con la tremenda catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” dovuto all’enorme egoismo umano che si svilupperà in quel lontanissimo futuro terrestre.

Occorre qui ricordare di non considerare questi calcoli in modo rigido, in quanto il mondo spirituale cosmico e il mondo umano terrestre seguono ritmi diversi del tempo. Difatti abbiamo visto che nel mondo spirituale cosmico, il tempo di un giorno cosmico è uguale a 72 anni della vita umana sulla Terra, e che un anno cosmico Platonico è uguale a 25920 anni terrestri. Perciò come possiamo vedere, i tempi terrestri sono infinitamente piccoli nei confronti di quelli degli Dei, per cui la sofferenza umana può essere vista dal loro punto di vista, come un piccolo evento della durata di un giorno, necessario per la formazione e lo sviluppo della coscienza morale umana, e pertanto le date del tempo terrestre si allungano o si accorciano nei riguardi dei grandi eventi cosmici, secondo la manifestazione divina che determina le “leggi cosmiche” dello sviluppo planetario e terrestre. Ciò non vuol dire però che alcune influenze uraniane non si facciano o si siano già fatte sentire da alcuni anni, attraverso le innovazioni belliche usate durante l’ultima guerra mondiale e in modo particolare, la scellerata invenzione della bomba atomica (grazie alle ispirazioni di Arimane) che causò l’annientamento di due città giapponesi Hiroshima e Nagasaki. E anche dall’enorme emancipazione animica dello sviluppo tecnologico informatico che ha portato a uno sviluppo materiale precoce dell’intelletto umano e in modo particolare nell’infanzia, laddove i cellulari, tablet per bambini, etc. creano nervosismo e disturbi mentali di diverso genere accompagnati da cefalee e disturbi muscolari, dovuto alla cattiva postura che assumono durante il funzionamento di questi oggetti, dai quali, sono quasi come ipnotizzati e dipendenti dalle immagini virtuali. Tutta questa emancipazione uraniana che avrebbe potuto svilupparsi, tramite un aspetto di benessere più positivo nell’ambito della comunità umana, non essendo stato suffragato da una forza morale cristiana, sta creando nell’umanità, una forma di forte egoismo cui è spinta sempre più da influssi negativi da parte di entità dell’ostacolo che tentano a generare sempre più paura e incertezza nell’anima umana, creando zizzania tra i diversi ceti sociali e, quel che è peggio, emergono dal profondo antiche forme di razzismo e atteggiamenti “fascistoidi” non del tutto ancora superati, a causa del disamore tra gli uomini che in tal modo, stanno preparando incoscientemente la futura “guerra di tutti contro tutti”.

Affinché l’umanità non vada verso il baratro asurico dove può perdere una “parte animica” di se stessa, (carpita dalle forze negative degli spiriti dell’ostacolo dell’ottava sfera che cercano di distruggere l’anima umana, cosicché non arrivi a realizzare la sua meta divina), occorre che ci compenetriamo della conoscenza del Cristo e dell’impulso del Cristo, il solo che può aiutarci a difenderci dagli spiriti del male. Esso soltanto sia in questo che nel prossimo sesto periodo di cultura, sotto gli influssi della costellazione dell’Acquario, potrà aiutarci a respingerli e a tenerli a bada, tramite la “magia bianca” aiutati anche dalle forze divine e magiche del grande Maitreya Buddha. Affinché dunque l’umanità possa realizzare quelle nozze menzionate dal Vangelo di Giovanni, occorre che accolga ancora le giuste forze dalla costellazione dei Pesci, le forze di “fede” e di sacrificio che caratterizzano questo segno, in modo da purificare e preparare l’anima umana (il corpo astrale) cosicché tramite la “catarsi” diventi pura, simile alla vergine “Sofia”, alfine di essere illuminati dallo Spirito Santo nel sesto periodo di cultura. Occorre per questo che i popoli europei, possano superare il loro egoismo materialista e che l’Europa possa unirsi spiritualmente e materialmente, superando tutte quelle forze dell’ostacolo che si oppongono, in modo particolare l’antica forma di “nazionalismo” e tutti quegli … “ismo” arimanici che tentano di disunire l’unione dei popoli europei, entro i quali deve nascere e realizzarsi il vero cristianesimo e quale germe di una nuova fratellanza della comunità spirituale che, dovrà essere preparata alfine di essere realizzata nel prossimo sesto periodo di cultura o epoca della “Comunità di Filadelfia”.

Per cui possiamo terminare quest’articolo dicendo che abbiamo toccato sintetizzando diversi aspetti che andrebbero ulteriormente approfonditi, possibilmente però in una sede antroposofica dove il dialogo può essere più fruttuoso, in quanto va da anima umana ad anima umana, senza l’intercessione delle forze arimaniche che operano attraverso il W.W.W. (World Wide Web, ossia la “ragnatela globale” di Internet) come “forme vuote”, come “gusci virtuali”, cui un giorno (quando la Luna si unirà ala Terra) ci ritroveremo a combattere quali esseri mostruosi di “ragni vegeto-minerali”. Forse, oggi, possiamo riempire in parte questi gusci vuoti, se riuscissimo a immettere nella loro “controparte spirituale arimanica” i nostri pensieri scaldati dal calore di un cuore cristiano, sia nello scriverli e pubblicarli, e sia nell’accoglierli e rifletterli; ciò eviterebbe forse tanti contrasti, in quei discorsi dialogici che dovrebbero sempre regnare quale principio del rispetto per l’altro. Un giorno un emerito antroposofo, il dott. Giuseppe Leonelli, disse che tra l’uomo e la macchina (qui la cosa è però assai diversa) si crea un vuoto spirituale, cui possiamo riempire con la nostra coscienza cristica e redimere in tal modo gli “esseri elementari” cui la macchina è una loro manifestazione. Allora non feci molto caso alle sue parole, ma oggi ripensandoci, forse egli volle dirci di imparare a essere grati ad ogni cosa in quanto tutto è voce di Dio, alfine che l’uomo possa rafforzarsi e arrivare a quella meta ultima stabilita da Dio.

Terminiamo dunque dicendo che il nostro studio sui calcoli fornitaci dalle parole di alcuni spunti di conferenze di Rudolf Steiner, ci portano a dire che per ora siamo ancora a circa un terzo dalla costellazione dei Pesci, che quale simbolo cristiano ci ricorda il periodo cui il Cristo si separò dall’umanità nel periodo dell’Epoca Iperborea. Oggi siamo di nuovo sotto il segno dei Pesci, in cui Egli è di nuovo qui con noi, quale Sua seconda venuta nel corpo eterico di luce, sta a noi prepararci ad accoglierlo o respingerlo, preparandoci moralmente e spiritualmente alfine di sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, cosicché l’uomo può … “trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino” (la Scienza Occulta). (Fine)

Collegno 24 settembre 2019                                                       Antonio Coscia

 Sopra: Part. di San Michele Arcangelo, di Guido Reni

1    Vedi il primo articolo precedente: “Epoca dei Pesci o dell’Acquario I”.

2     Vedi la nota 14 di “ 2. Note Integrative Antroposofiche”   del Blog: Pensieri Antroposofici dell’Anima.

 

 

 

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? V

Vetrata rosa a Nord, nell'incisione di Assia Turgenieff-Goetheanum di Dornach, Svizzera

«Il carattere complessivo dell’epoca attuale [periodo dei Pesci]è, dunque, l’intellettualità, ma occorre distinguere tra il modo in cui si manifesta negli ambienti orientati al pensiero materialistico e quello in cui si palesa nella Scienza dello Spirito. Con la sua intellettualità l’uomo è connesso al piano astrale, ma ne sarà cosciente (e solo allora saprà farne corretto uso) quando si sarà evoluto alla chiaroveggenza. Questo processo avrà inizio nel ventesimo secolo e si svilupperà in un numero sempre crescente di persone … Nel corso dei prossimi tremila anni, questa chiaroveggenza intellettuale consentirà agli uomini in tal senso progrediti di contemplare sempre più, e in modo sempre più chiaro, il Cristo visibile etericamente … Nell’attuale epoca dell’intellettualità Egli può apparire solo in figura eterica. La Scienza dello Spirito vuole preparare gli uomini a riconoscere e ad applicare giustamente le forze chiaroveggenti, che in seguito perverranno alla visione lentamente e con uno sviluppo naturale, affinché la futura seconda metà della nostra epoca intellettuale [ circa 2493 d.C.] veda senza dubbio, chiaroveggentemente il Cristo nella Sua figura eterica; (Il Cristianesimo Esoterico e la Guida Spirituale dell’Umanità, O.O.130, pag. 84-85).

        Il carattere complessivo di quest’epoca dice Rudolf Steiner, è quello dunque di sviluppare il nostro pensiero intellettuale astratto in un pensiero immaginativo veggente in grado di incontrare e vedere il Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, in una visione sempre più chiara di “Luce eterica”. Il compito dell’Antroposofia è di preparare degli uomini di buona volontà all’evento più importante della nostra epoca o periodo di cultura, a questa seconda venuta del Cristo sulle nuvole del cielo (vale a dire sul piano eterico adiacente alla Terra) annunciata dagli evangelisti, e in modo particolare da Paolo di Tarso nella prima lettera ai Tessalonicesi. Questa seconda venuta non può essere fermata da nessuno spirito dell’ostacolo, ma può essere ostacolata affinché l’uomo non prenda coscienza di questo evento spirituale e possa passare inosservato; ciò sarebbe una grande sventura per tutta l’umanità. Oppure, se malauguratamente l’uomo dovesse arrivare a una veggenza spontanea senza alcuna preparazione morale e senza qualcosa di conoscenza sui mondi dello spirito, c’è la possibilità che possa scambiare uno spirito dell’ostacolo arimanico-asurico presente nel mondo astrale, per il Cristo eterico. Per questo è importante che ogni uomo scevro da qualsiasi pregiudizio possa aprirsi ai contenuti della Scienza dello Spirito in modo che possa prendere coscienza delle entità dell’ostacolo, ossia di uomini appartenenti a ogni sfera della terza gerarchia spirituale (cioè Angeli, Arcangeli e Archai) che non hanno superato negli eoni o stati di coscienza precedente, il livello umano. Per questo il loro modo di agire oggi nell’evoluzione umana è fuori tempo, vale a dire che non è più conseguente ai tempi moderni, e per questo diventano un ostacolo, una zavorra, un qualcosa che non va più bene per lo sviluppo delle facoltà umane attuali, perciò nocivo; pertanto sono ritenuti nell’insieme spiriti luciferici, (ossia sono spiriti che immettono nel presente delle forze spirituali che erano idonee nelle evoluzioni passate) dalla Scienza dello Spirito. Volendo caratterizzarli e distinguerli meglio secondo il loro grado gerarchico, diciamo che gli spiriti luciferici appartengono a tre categorie, di cui quella degli Angeli che durante lo stato di coscienza cosmico evolutivo passato, che chiamiamo antica Luna1, non superarono il loro gradino umano restando perciò indietro come spiriti luciferici lunari nei riguardi dei loro fratelli solari che si elevarono al gradino angelico; per questo essi prendono il nome dal loro capo Lucifero (Diavolo). Abbiamo poi gli spiriti arimanici che sono uomini, rimasti indietro due “eoni” passati durante l’evoluzione cosmica dell’antico Sole, e appartengono alla categoria di Arcangeli rimasti indietro; il loro capo è Arimane (Satana o Mefistofele). In ultimo nel nostro mondo opera la terza categoria di spiriti luciferici cosiddetti “Asura”, i quali operano in modo malefico nell’ambito della natura umana e terrestre. Sono spiriti del male che possono veramente compromettere la natura dell’Io umano terreno, qualora riescano ad afferrare l’uomo nell’ambito del suo volere (nell’anima cosciente), ossia di quegli uomini che coscientemente fanno del male per il piacere di volerlo fare. Sono dei grandi maghi neri al servizio della “Bestia solare”, l’anticristo menzionato nell’Apocalisse da Giovanni e che chiamiamo “Sorat”, cui non fa parte della nostra evoluzione cosmica-umana, ma appartiene a un remotissimo eone passato che va oltre lo stato cosmico dell’antico Saturno, cioè prima ancora che nascesse il germe spirituale del nostro sistema solare. Egli pertanto non può inserirsi direttamente nell’ambito della natura umana terrestre, perciò può operare soltanto indirettamente attraverso i tre gruppi di spiriti dell’ostacolo e in modo particolare, tramite gli asura che sono uomini appartenenti alla gerarchia delle Archai, i quali restarono indietro quattro eoni precedenti la nascita della nostra Terra, o se vogliamo il nostro sistema solare. Qui essi non superarono lo stato di coscienza umana restando appunto indietro di tre gradini nei riguardi dei loro fratelli divini: gli Spiriti della Personalità o Archai. Queste entità soratiche dell’ostacolo sono dunque uomini rimasti indietro a dei livelli di coscienza spirituale diversa dai loro fratelli divini, ma non dobbiamo commettere l’errore di considerarli uguali o inferiori all’uomo, ma vanno considerati dei “super-uomini” essendo passati attraverso diversi stati di coscienza cosmici, mentre l’uomo terreno è al suo primo stato di coscienza di veglia, avendo ricevuto l’Io umano circa un po’ prima della metà della nostra evoluzione terrestre, vale a dire durante la terza Epoca chiamata Lemurica cui nella Bibbia, è descritto come la “caduta dell’uomo dal paradiso terrestre”. Il loro problema è che essendo rimasti indietro durante antiche evoluzioni passate, non possono proseguire né nella sfera dei loro fratelli solari né nella sfera umana, giacché non sono in grado di costruirsi un corpo fisico essendo questi di prerogativa prettamente umana, per cui per evolvere devono farlo attraverso l’uomo, cioè incorporandosi o se vogliamo vivendo come dei parassiti nel corpo astrale umano, da dove operano contrastando i pensieri, i sentimenti e la volontà umana, ma anche come promotori dell’emancipazione dell’uomo, inquantoché sono esseri di natura intelligentissima. Dobbiamo imparare a riconoscerli e a dominare il nostro corpo astrale lavorando attivamente su noi stessi, (ossia purificando tutte quelle qualità negative che manifestiamo attraverso il nostro egoismo), ristabilendo così l’equilibrio tra le tre forze dell’anima (pensare, sentire e volere), in modo da sviluppare ed elevare la nostra coscienza a uno stato morale superiore. Possiamo riuscire in questo con l’aiuto degli esercizi che troviamo nei libri: “L’Iniziazione, Teosofia e la Scienza Occulta”, e in modo particolare, accogliendo in noi l’Impulso del Cristo, senza il quale difficilmente possiamo tenere a bada gli ostacolatori che tenteranno in tutti i modi di dissuaderci dal realizzare la nostra meta, tirandoci giù nel materialismo e nel più crasso egoismo intellettuale. In merito, Rudolf Steiner in alcune conferenze ci avverte che l’uomo è sul baratro di un precipizio che può cadere da una parte o dall’altra, oppure può decidere di collaborare col mondo spirituale operando e trasformando se stesso per elevarsi verso i mondi dello spirito per unirsi a quella parte essenziale di se stesso, ossia alla sua vera realtà dell’Io cosmico umano.

Se decidiamo di percorrere questo cammino esoterico moderno, occorre innanzitutto imparare a sentirci liberi prima di tutto nel nostro pensare, essendo questa una facoltà umana più vicina all’Io umano, in quanto è in relazione col corpo astrale, costituitosi durante l’antica evoluzione lunare, che con un po’ di buona volontà, possiamo appunto trasformarlo in un pensiero immaginativo vivente. Rudolf Steiner lo chiama “pensiero intellettivo veggente”, o “pensiero che dà forma”, cioè il pensiero intellettuale astratto che viene ri-trasformato attraverso un processo di studio meditativo e di purificazione, fino a cogliere le immagini di esseri reali che stanno dietro il nostro mondo naturale. Per meglio chiarire questo concetto diciamo che se l’uomo vuole progredire verso uno sviluppo spirituale superiore, deve innanzitutto diventare appunto un uomo libero, un uomo che sappia svincolarsi da qualsiasi istituzione religiosa cui tenderebbe a reprimerlo, a dirigerlo, affievolendo la sua volontà che deve invece rafforzarsi sempre più fino alla cristificazione e abnegazione verso il Cristo-Sole. Questo perché nell’epoca dell’anima cosciente, l’istituzione religiosa non è più giustificata in quanto la sua missione, secondo Rudolf Steiner, è terminata nel XV secolo con l’inizio appunto dello sviluppo dell’anima cosciente; per cui l’uomo deve imparare a camminare da solo sulle proprie gambe senza essere diretto da nessun altro, se non da se stesso. Per realizzare questa libertà interiore occorre elevarci moralmente come menzionato, accogliendo l’Impulso del Cristo, cosicché possiamo sviluppare in noi la giusta forza morale in modo da risvegliare la coscienza del Cristo e avere la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra; ciò può essere realizzato soltanto se decidiamo di percorrere una via di conoscenza senza la quale, potremmo soccombere alle tentazioni appunto delle forze luciferiche, arimaniche e quelle asuriche degli spiriti delle tenebre. Questo è il grave rischio in cui può incorrere l’umanità, verso la quale potranno presentarsi due pericoli: di cui uno è quello che la seconda venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, possa come già si è detto passare inosservato; il secondo è che l’anima cosciente possa deviare dalla giusta via evolutiva indicata dall’Antroposofia. Cosicché potranno sì essere risvegliate le forze veggenti intellettuali, ma non saranno quelle giuste forze immaginative quale trasformazione del pensiero intellettivo cosciente, ma soltanto un retaggio antico di quelle forze veggenti sognanti possedute dall’umanità quale dono divino originario paradisiaco, prima della caduta nella materia terrestre.

Il compito dunque del nostro quinto periodo di cultura che come abbiamo visto è sotto la direzione della costellazione dei Pesci ancora per diversi secoli, dev’essere quello di rafforzare e sviluppare il pensiero fino a realizzare l’autocoscienza cui l’uomo deve trovare in sé la sua origine divina. Ma per realizzare ciò dobbiamo elevare il nostro pensiero intellettuale astratto, cui fondiamo la nostra coscienza di veglia, trasformandolo in un pensiero intellettuale superiore veggente come si è detto, dove appunto il pensiero viene ri-trasformato fino a cogliere le immagini reali che stanno dietro il nostro mondo naturale, ma ciò che più importa è quello di avere l’incontro con il Cristo eterico. Quest’incontro col Cristo avverrà in modo naturale per l’arco di tremila anni, vale a dire per tutto il restante quinto periodo attuale (1500 anni circa), fino ai primi due terzi del sesto periodo sotto la costellazione dell’Acquario, durante la quale il pensiero si manifesterà attraverso un grado più elevato, ossia non avremo più bisogno di pensare in concetti, ma accoglieremo la conoscenza direttamente attraverso la “Parola magica” cui ci parlerà il nuovo Bodhisattva, il Maitreya Buddha che deve venire. Tutto questo come suddetto andrà lentamente trasformandosi nell’arco di tremila anni, prima di tutto nei prossimi XV secoli che restano ancora dell’epoca dei Pesci, e poi dopo, gli altri XV secoli che seguiranno nella sesta epoca di cultura sotto la costellazione dell’Acquario, cui all’umanità sarà ancora data la possibilità d’incontrare il Cristo eterico. Dopodiché gli uomini dovranno prepararsi per un nuovo incontro col Cristo nel Suo corpo Astrale, sul piano del “Devachan inferiore” (mondo Celeste), infine verso la fine della quinta Epoca e l’inizio della sesta Epoca Postatlantica (circa tra 9000 anni) gli uomini incontreranno il Cristo sul piano del Devachan superiore (mondo della ragione) nel suo vero Io cosmico. Volendo, possiamo come dire accelerare questi lunghi tempi evolutivi e lavorare come suddetto su noi stessi, stimolando la nostra vita di pensiero nell’accogliere la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da risvegliare la nostra coscienza profonda alla vera vita dello spirito nuovo dei tempi moderni. A tutto questo va ancora aggiunto che le forze del male o dell’ostacolo, cercheranno d’intralciarci in qualsiasi maniera attraverso la via antroposofica, per cui sarà importante il nostro atteggiamento morale nell’accogliere la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia e il rapporto con cui cercheremo di relazionarci con il nostro Maestro spirituale Rudolf Steiner. In merito egli scrive:

«Mediante lo studio dell’Antroposofia anche noi possiamo avvicinarci a questo “Essere”. Il processo culmina poi nel fatto, che l’uomo, quando ha accolto in sé l’Antroposofia in modo sufficientemente intenso, un bel giorno può sperimentarla quale reale Essere spirituale, quale vera Antroposofia. Allora nel mondo spirituale adiacente alla Terra essa sta innanzi a lui quale vivente immaginazione e lo conduce alla vera conoscenza, corrispondente all’epoca dell’anima cosciente … cosicché “in lei” egli percepirà “l’immagine riflessa della sua entità, quale risultato della vera conoscenza nell’Antroposofia”» (estratto dal libro di Sergej O. Prokofieff, “L’apparizione del Cristo eterico” pag. 34).

D’altro canto va detto anche che questi spiriti del male non risparmieranno di scagliarsi contro l’umanità per far si che non arrivi a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, e che il risveglio delle forze nuove della veggenza immaginativa vengano inibite per far affiorare la vecchia veggenza antica sognante luciferica. Questa iattura farebbe sì che il Cristo eterico passerebbe inosservato e lo sviluppo sbagliato dell’anima cosciente porterebbe l’umanità a dei grossi errori di visioni veggenti errati, dove i mondi luminosi luciferici possano essere scambiati per dei veri mondi dello spirito cosmico. Queste visioni spirituali sognanti farebbero sì che parte dell’anima umana venga sottratta dagli spiriti dell’ostacolo (ciò può accadere anche oggi, in qualsiasi momento che l’uomo non persegua un via esoterica nel modo giusto e possa avere queste visioni sognanti, cioè non dominate da un giusto pensiero cosciente), e venga congiunta dagli spiriti malefici alla materia negativa dell’ottava sfera lunare, dietro di cui agiscono le forze del male soratiche. In aiuto all’umanità c’è, però, un Arcangelo poco conosciuto dagli uomini, è l’antico Angelo custode del Buddha Gotama chiamato Widar, che appunto con l’Illuminazione conseguita da Siddhārtha Gautama o il Buddha Śākyamuni, sotto l’albero del “Bodhi”, terminò il suo ruolo di protettore salendo appunto al rango di Arcangelo guida al posto dell’Arcangelo Michele che, salito al rango di Archai è divenuto il volto del Cristo, cioè Egli agisce sugli uomini come spirito diurno e non più come spirito guida notturno del popolo ebraico e quale volto di Yahve o Jehovah. Il compito dell’Arcangelo Widar è di combattere contro l’oscurità arimanica, alfine che nell’anima umana venga trasformato secondo la giusta evoluzione, il pensiero morto intellettuale astratto in un pensiero vivente veggente e allo stesso tempo, venga risvegliata la coscienza del Cristo, in modo che l’umanità possa realizzare il giusto incontro nel mondo astrale adiacente alla Terra, con la “figura luminosa” del Cristo eterico. Questo è il compito cui è dato all’Antroposofia e di conseguenza agli antroposofi, che con l’aiuto di Michele, possano portare la conoscenza della Scienza dello Spirito nel mondo, in modo che le anime possano accoglierla e risvegliarsi dal torpore arimanico e luciferico, cui sono trattenuti fortemente ancorati nel loro egoismo materialista. (V. continua)

 Collegno 19 settembre 2019                                                           Antonio Coscia

 Sopra: È raffigurata la vetrata rosa a Nord, nell’incisione di Assja Turgenieff, dietro i consigli di Rudolf Steiner, il cu motivo centrale rappresenta l’incontro dell’uomo con il Cristo eterico; mentre i due laterali indicano la liberazione e redenzione delle due potenze oppositrice, ossia Lucifero a sinistra e Arimane a destra, quale conseguenza dell’evento del Golgotha.

1   Vedi la nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV

convegno-natale-1923-1924

«Questa via della trasformazione del pensare conduce a ciò che Rudolf Steiner definisce la “chiaroveggenza intellettiva” dell’uomo. Questa nuova chiaroveggenza nasce “sviluppando una superiore intellettualità non solo per se stessi, ma questa “deve essere” anche portata su nel mondo spirituale. E se ciò avviene, allora oggi nel mondo spirituale l’uomo può percepire coscientemente il “Cristo eterico” (O.O. 130, 18.11.1911).

        Riassumendo in parte l’articolo precedente, possiamo dire che l’uomo del quinto periodo di cultura, ha diversi compiti davanti a sé cui deve cercare di risolvere nell’ambito dei 1500 anni circa che gli restano ancora a disposizione prima di entrare nel sesto periodo di cultura sotto il segno dell’Acquario, dove dall’alto del mondo angelico, gli uomini che si saranno preparati spiritualmente riceveranno un principio microcosmico del Sé spirituale e poi dopo, nel settimo periodo un principio microcosmico dello spirito Vitale, cui alla fine terminerà con una grande catastrofe1. Ciò potrà essere realizzato come abbiamo visto, se nell’ambito del nostro quinto periodo di cultura saremo riusciti ad accogliere l’Impulso del Cristo e realizzato lo sviluppo dell’anima cosciente2 così come suggerito dalla via di conoscenza antroposofica. Abbiamo visto che il Cristo ha assunto la “Signoria del karma” trasformando l’antica legge ebraica yahvetica del “Taglione” nell’impulso dell’amore e del perdono e della dedizione agli altri e, che ha iniziato a operare dal XX secolo in poi, fino alla fine dell’eone terrestre. Abbiamo altresì detto che l’uomo con l’avvento dell’anima cosciente deve imparare a reggersi su se stesso sviluppando quella fede di conoscenza che può trovare in sé nel suo corpo astrale superiore, con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. Questo ci darà la possibilità di risvegliare la coscienza del Cristo trasferitasi nell’anima di ogni singolo uomo, grazie al quinto sacrificio compiuto dall’Entità del Cristo nel XIX secolo nei confronti dell’anima adamitica, (vedi nota 1 dell’articolo precedente) che fu salvata dal soffocamento delle forze oscure materiali introdotte nel XIX secolo nei mondi soprasensibili adiacenti alla nostra Terra, da anime umane materialiste che attraversarono la soglia della morte. In merito Rudolf Steiner nel libro “Verso il Mistero del Golgota”, scrive:

«L’essere angelico che dopo di allora [dopo l’evento del Golgotha] è la forma esteriore del Cristo [la Sua veste di luce], nel corso del secolo XIX dovette soffrire uno spegnimento della coscienza, e questo avvenne come conseguenza delle forze materialistiche oppositrici entrare nei mondi spirituali per opera delle anime umane atteggiate materialisticamente che attraversarono la porta della morte … [Queste anime materialistiche], introdussero nel mondo spirituale sempre maggiore oscurità formando una “sfera nera del materialismo” che grazie al principio manicheo, il Cristo l’accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica [anima adamitica] che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo, lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocefissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX [prima per pochi, e poi per tutta l’umanità]; (O.O. 152, pag. 44-45).

Una parte dunque della coscienza del Cristo cui era portatrice quest’archetipo dell’umanità (che a volte è anche chiamata anima Natanica3, in quanto è menzionato nel vangelo di Luca come discendente del sacerdote Natan figlio del re Davide) fin dall’evento del Golgotha, fu risvegliata dal Cristo e determinò di conseguenza un risveglio anche nelle anime umane per via della resurrezione della coscienza del Cristo nella sfera dell’ambito terrestre. Vale a dire che il Cristo nel XIX secolo passò attraverso un nuovo sacrifico o evento del Golgotha, questa volta però non sul piano fisico come quando s’incorporò in Gesù di Nazareth e visse per tre anni nel suo corpo fisico, ma sul piano eterico entro la sfera angelica adiacente alla Terra. Qui Egli s’incorporò di nuovo nell’anima adamitica, ossia nel corpo astrale di luce del Cristo Gesù, essendo questi stato avvolto da forze materialiste oscure arimaniche che ne determinarono l’oscuramento e il soffocamento spirituale facendo spegnere appunto la coscienza cristica acquisita durante la morte e la resurrezione del Cristo sul Golgota (luogo del teschio). Va compreso che la coscienza del Cristo non può essere oscurata da nessun essere dell’ostacolo, in quanto Entità divina appartenente al secondo aspetto della “Trinità divina universale”, per cui qualsiasi uomo per quanto sia evoluto non può che manifestare una minima parte della coscienza del Cristo corrispondente al livello angelico di cui era portatrice l’anima Natanica, la quale poté essere oscurata da entità arimaniche dando la possibilità attraverso l’intervento del Cristo, di essere risvegliata nell’anima umana di tutta l’umanità.

L’uomo può risvegliare oggi questa coscienza del Cristo attraverso lo sviluppo morale della sua coscienza dell’Io che unita allo sviluppo del suo pensiero intellettuale astratto trasformato in pensiero immaginativo vivente, grazie agli esercizi suggeriti dalla via della Scienza dello Spirito o antroposofia, ha la possibilità d’incontrare il Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Questa esperienza dell’incontro col Cristo eterico, è oggi possibile a tutti gli uomini di buona volontà grazie alla rivelazione di Rudolf Steiner che col suo sacrificio sul piano spirituale, acconsentì a essere incorporato nel corpo astrale dall’Entità bodhisattva del futuro Buddha Maitreya4, da cui venne ispirato per alcuni anni sulle diverse tematiche spirituali divulgate dalla Scienza dello Spirito o antroposofia. Grazie dunque alla conoscenza concessaci da questo grande Iniziato cristiano-rosicruciano, nel nostro quinto periodo di cultura (le cui forze spirituali provengono come citato dalla costellazione dei “Pesci”) abbiamo la possibilità di trasformare il nostro pensiero astratto in un pensiero immaginativo vivente veggente, tramite cui ogni uomo che si prepari in modo adeguato può incontrare il Cristo eterico (entro un periodo di tremila anni) quale promessa del secondo ritorno annunciato dai Vangeli del nuovo Testamento (1Ts 4,15-17). Tuttavia occorre qui ricordare che lo sviluppo del pensiero intellettivo veggente, così come lo sviluppo morale animico o più specificamente dell’anima cosciente, può essere conseguito in questa incarnazione attraverso la via esoterica indicataci appunto dall’Antroposofia, oppure può essere conseguito in modo naturale nel corso dei secoli futuri prima che possa terminare il nostro quinto periodo di cultura, o periodo dei “Pesci”, anche da tutta quella parte dell’umanità cui segue in modo passivo il corso della vita. Rudolf Steiner ci svela che secondo una legge spirituale, ogni facoltà umana che venga realizzata da un uomo sul piano fisico, col tempo diventa patrimonio di tutta l’umanità anche da parte di chi segue il corso della vita senza mai, porsi alcuna domanda sul significato della propria esistenza, cioè anche da quelle anime semplici cui non hanno nessuna cognizione del proprio mondo interiore, né delle Entità gerarchiche che operano nelle diverse sfere spirituali del nostro sistema planetario.

Va detto però, che le nuove facoltà umane che vengono acquisite secondo il corso normale evolutivo terrestre, sono conquistate secondo il proprio sviluppo morale individuale così come lo sono state per le altre facoltà umane acquisite dall’umanità nell’arco dell’evoluzione terrestre. Tutti gli uomini attuali ad esempio hanno acquisito la facoltà del pensare, ma esso viene esplicato in una forma diversa, secondo la propria conquista individuale del grado evolutivo e conoscitivo morale. Possiamo renderci conto di ciò nell’osservare appunto persone che esprimono attraverso la parola dei “pensieri” rozzi, poco evoluti, intrisi di egoismo materiale, mentre altri invece, esprimono pensieri più puri manifestando con la parola e il gesto, un’altissima espressione poetica e artistica di conoscenza e di elevazione etica-morale spirituale. Se ne può dedurre che quando non si perseguono vie di conoscenza, l’uomo è all’oscuro da tutto ciò che opera dallo sfondo in modo occulto quali forze del bene e del male, sia nell’ambito dell’evoluzione umana sia in quello della vita dell’anima e del cosmo universale. Pertanto nell’uomo le forze oscure di contrasto agiscono di conseguenza come inibitori dell’anima ostacolandola, offuscandola e distorcendo, la visione spirituale del mondo della natura e quindi di riflesso, la vita interiore animica cui l’uomo è pensato per la maggior parte dal mondo scientifico moderno, come discendente da un ramo animale (secondo la teoria evoluzionistica di Charles Darwin, l’uomo discende dalla famiglia dei primati cui fanno parte le scimmie antropomorfe) e che alla fine della vita, non resterà più nulla di sé se non quel quid corporeo attraverso i discendenti (DNA). Per questo appunto quando il pensiero umano non è rafforzato dalla luce della conoscenza, può essere facilmente soggiogato dalle entità dell’ostacolo a staccarsi sempre più dalla propria origine divina spirituale, spingendo l’uomo verso quegli attaccamenti egoistici materiali che offuscando la realtà spirituale del mondo naturale, lo inducono a credere in una sola esistenza che terminerà alla fine della vita nel nulla! col sopravvento appunto della morte e dell’annientamento del corpo fisico! Ciò in parte è anche l’opinione di alcuni filosofi e scienziati moderni, i quali affermano che la vita dopo la morte non è altro che una visione illusoria creata dall’esaltazione del pensiero religioso, per cui anche la credenza nel “paradiso e l’inferno”, non sono altro che immagini illusorie di una “fable convenue” per sottomettere e dominare con la paura della dannazione eterna l’ignoranza umana (ossia di chi ignora i misteri dello spazio universale), alfine di soggiogare attraverso i “dogmi” del potere temporale la mente umana, sottomettendola ai loro fini.

Dal punto di vista umano possiamo in parte anche essere d’accordo, in quanto le religioni hanno sempre avuto quel ruolo di freno precludendo la libertà umana, caricandola molto spesso di sensi di colpa accompagnati da mortificazioni corporee e animiche dando così alle istituzioni religiose l’enorme potere temporale spirituale che ha fatto sì che emergesse in loro quel lato più oscuro ed egoista, cosicché fossero perpetrate le più nefandezze azioni scriteriate di abuso di violenza e quant’altro, (nel nome del Cristo) in modo particolare nei riguardi dei più deboli – vedi gli abusi della “sant’Inquisizione” e ultimamente i casi di pedofilia emersi nei riguardi dei bambini e … altro, cui basta leggere la storia sulle pagine d’internet. D’altro canto però, va preso in considerazione anche il ruolo religioso morale-spirituale da loro assunto nell’ambito della società umana, quale missione divina ispirata dagli Dei. Ovverosia come educatori verso un’umanità ancora infantile e immatura che fosse accompagnata, educata e frenata dagli istinti più bassi, durante la discesa verso la materia terrestre tramite insegnamenti morali quali il “Decalogo mosaico”, che impedisse all’uomo di scendere troppo in basso sospinto dalle forze luciferiche e arimaniche5 (spiriti dell’ostacolo a cui fanno capo Lucifero e Arimane, comunemente chiamati “Diavolo e Satana”) e potessero corromperlo del tutto, attraverso lo sviluppo tecnologico e scientifico materiale. Ciò che avrebbe alla fine fatto soccombere e trascinato gli uomini in un egoismo sfrenato, dove l’Io umano non avrebbe più dominato le brame, i desideri e le passioni del corpo astrale (anima), e avrebbe finito col terrestrizzarsi e sclerotizzarsi sempre più nel mondo arimanico, impedendogli così di raggiungere quella perfezione e quella meta divina a cui è stato destinato dagli Dei creatori (Elohim solari, Spiriti della Forma o Potestà) e dal Logos universale.

Oggi questo pericolo è alquanto presente in modo incosciente nell’umanità, ma non può essere scongiurato dalle istituzioni religiose, in quanto essendo nell’epoca della conquista dello sviluppo della libertà individuale, per cui il ruolo assunto come educatori (istituzione sacerdotale) è terminato con l’inizio dello sviluppo dell’anima cosciente (1413), ora è l’Io umano che deve appunto imparare a reggersi sulle proprie gambe da solo, prendendo coscienza attraverso le prove e le sofferenze dolorose della vita. Tuttavia occorre dire che l’umanità non possa ancora essere lasciata sola e completamente in balia dei demoni ostacolatori cacciati dal mondo spirituale dall’Arcangelo Michele e annidatasi da qualche tempo nell’anima umana! La maggior parte degli uomini non ha ancora sviluppato le giuste forze morali che occorrono per superare le prove non solo terrene, ma in modo particolare di quelle animiche dovute appunto dall’ascesa verso i mondi dello spirito per realizzare attraverso lo sviluppo dell’anima cosciente la vita divina. Pochi difatti, sono quelli che dedicano una parte del loro tempo alla vita spirituale per prendere coscienza della loro realtà divina, in modo da essere preparati per l’incontro del loro “Doppio6” e col “ Guardiano7” posto alla soglia del mondo astrale, per impedire a chiunque possa entrare coscientemente nel mondo spirituale se prima non è stato adeguatamente preparato a sopportare il puro mondo di luce. Ogni uomo di necessità dovrà prima o dopo, avere l’incontro con questo “essere” mostruoso cui caratterizza tutta quella parte negativa di noi stessi che non abbiamo purificato e trasformato; ossia quella parte oscura e imperfetta di noi stessi che si presenta quale immagine rispecchiata, ma qui oggettivata da tutte le nostre imperfezioni animiche e di tutte le azioni negative compiute ai danni degli altri. Pertanto per affrontarlo (senza trauma psichico) e trasformarlo in un essere di luce alfine che venga inglobato nel nostro essere animico, occorre avere sviluppato le giuste facoltà spirituali insegnate dalla conoscenza della Scienza antroposofica. Per questo l’umanità in futuro (non molto lontano) se non vuole passare attraverso prove traumatiche psichiche, ha bisogno di compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e della conoscenza che può venirgli in aiuto soltanto dalla sfera dello Spirito di conoscenza, ossia dalla comunità dello Spirito Santo o, se si vuole dalla “sfera dei Bodhisattva”7. Ciò affinché venga superato il pericolo della completa scissione della Personalità umana e quindi della perdita della coscienza dell’Io terreno, dovuto al passaggio della “Soglia” (come viene rappresentato da Dante nella “Divina Commedia” quando incontra le tre bestie all’entrata dell’Inferno, le quali rappresentano il pensare, il sentire e il volere umano, quali imperfezioni morali) senza aver preso coscienza della propria controimmagine negativa spirituale.

Con questo non si vuole qui fare terrorismo spirituale come spesso sentiamo declamare da parte di alcune correnti filosofiche – religiose sulla fine del mondo, ma semplicemente aiutare a prendere coscienza che i “tempi” a venire, saranno sempre più dolorosi con prove molto dure per l’umanità, affinché si ravveda nel continuare nel suo atteggiamento materialista ed egoismo sfrenato. Questo è ciò che ci viene indicato come avvertimento da uno dei più grandi iniziati chiaroveggente cristiano vissuto il secolo scorso, il cui nome era Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore dell’Antroposofia, cui sta a noi oggi accoglierlo o ignorarlo,  decidendo da che parte stare: se salire verso l’alto, verso la nostra origine divina oppure verso il basso, nell’abisso dell’”ottava sfera”8 arimanica-asurica. Questa è una scelta cui nessuno può costringerci, dobbiamo poterlo percepire nel nostro profondo e agire di conseguenza; il mondo spirituale ci lascia liberi di scegliere e determinare il nostro destino che potrà essere quello di salire verso le vette luminose dello spirito o, prepararci verso l’abisso che si aprirà alla fine dell’evoluzione umana, verso quell’orrendo destino dell’ottava sfera soratica.    Per questo è molto importante che l’umanità o l’Io terreno dell’uomo, possa accogliere innanzitutto l’Impulso del Cristo9 scaturito dall’evento del Golgotha così come divulgato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da difenderci innanzitutto dagli spiriti ostacolatori asurici10 del male, perché non vogliono assolutamente che possiamo elevarci fino al mondo divino. E dobbiamo cercare con una decisa e ferma determinazione, di sviluppare le giuste forze morali alfine di sottrarci da tutte quelle influenze istituzionali esterne che tendono a reprimere il nostro atto libero decisionale, cosicché possiamo arrivare alla libertà individuale non solo nel nostro volere, ma anche nel sentire e nel pensare, cui maggiormente quest’ultimo occorre che sia trasformato dal nostro Io terreno. (IV. Continua)

Collegno, 6 settembre 2019                                              Antonio Coscia

 Sopra: Immagine rappresentativa del Cristo il Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner, situata nel Goetheanum di Dornach in Svizzera.

Note   Integrative

Affinché  possa essere compresa la terminologia antroposofica dalle persone che non conoscono la Scienza dello Spirito o antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre i lettori profani, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.  Le note seguenti sono presenti negli articoli precedenti pubblicati sul Blog: “Pensieri Antroposofici dell’Anima. https://pensieriantroposofici.wordpress.com

1     Dopo che l’umanità avrà accolto i due principi microcosmici del Sé spirituale e dello spirito Vitale, ossia i due principi divini spirituali superiori dell’Entità dell’uomo e che segnerà la fine della quinta Epoca Postatlantica, avverrà una grande catastrofe simile al “Diluvio universale” che Rudolf Steiner chiama: “La guerra di tutti contro tutti”; ovverosia l’egoismo che allora sarà arrivato al culmine dell’anima umana, farà sì che ognuno si scagli con odio contro l’altro. E come Noè poté essere la guida divina di quegli uomini preparati a superare il grande evento catastrofico, così quelli che si saranno preparati dietro i consigli delle guide spirituali potranno superare quel grande evento storico dell’evoluzione umana, alla guida del un nuovo “Manu umano”.

2        Vedi la nota 8 di 1. Note Integrative Antroposofiche.

3         Vedi la nota 10 di 2. Note Integrative Antroposofiche

4         Vedi la nota 13 di 5. Note Integrative Antropoosfiche.

5         Vedi le note .24 e 25 di Alcuni aspetti del dolore umano III.

6         Vedi la nota 5 di Alcuni aspetti del karma e del dolore umano

7         Vedi la nota 36 di Alcuni aspetti del karma e del dolore umano.

8         Vedi la nota 4 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I.

9          Vedi la nota 26 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale VII.

10       Vedi la nota 30 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale X

11       Vedi la nota 16 di La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale IV.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

 «Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divino spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

        La legge karmica che nel quarto periodo greco-romano si presentava quale legge del “Taglione” data a Mosè sul Monte Sinai da Jahve, venne modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e della dedizione agli altri, cui è iniziata a operare nel XX secolo del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico, per il fatto che il Cristo ha assunto su di Sé la legge karmica che prima veniva amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”), ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per spiegarci meglio, diciamo che se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare il “debito karmico” (peccato), attraverso un azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non venga estinto e così pareggiato l’imperfezione karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, può trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”; ossia quello che secondo l’Antroposofia, sarà il nuovo avvento futuro del sesto periodo di cultura, come già menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza, (oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati, ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima della coscienza il cui sviluppo iniziato nel 1413 del nostro quinto periodo di cultura, non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica, la quale agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo. Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, in quanto Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in se stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» ( O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un istituzione come è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa pertanto non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica a cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluto, ma da cinque Personalità comune aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale “soggettivo” negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, verrebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner, come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale detta “Akasha” e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza dell’anima angelica di Gesù di Nazareth. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica1, accolse in Sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, l’archetipo dell’umanità nel suo Sé superiore (Manas); mentre durante l’evento del Golgotha, fu risvegliato dalla morte il suo Io, umano, al quale bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la “coscienza dell’Io”. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XIX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza dell’anima Natanica (viene anche così chiamata per il fatto che nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto discendere dalla linea sacerdotale di Natan,   figlio del re Davide), ebbe quale effetto risvegliatore della rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata. Pertanto questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformandosi in modo naturale nei prossimi millenni nell’ambito dell’umanità, dando luogo a un risveglio naturale  della forza veggente immaginativa, a cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico” nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico cui seguirà un  risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sia per quelli che seguono una corrente spirituale sia per chi opera moralmente nella vita comunitaria, sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni  diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica, andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a discendere troppo nel materialismo arimanico. (III. continua)

Collegno   21 luglio 2019                                                                                 Antonio Coscia    

Sopra: Scuola di Atene, particolare di Raffaello

1   Nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto risalire fino ad Adamo e da questi a Dio; ossia qui abbiamo la pura “Immagine divina” creata da Yahve-Elohim e trattenuta come anima archetipica dell’umanità cui venne sottratta dalla tentazione di Lucifero e trattenuta  nel mondo solare con la protezione dell’Arcangelo Michele.  Rudolf Steiner in diverse conferenze cristologiche ci comunica che ad Adamo furono sottratte delle forze archetipiche (che possiamo definire come una parte dell’anima gemella di Adamo) prima che venisse tentato da Lucifero, e che s’incarnò per la prima volta alla “svolta dei tempi” come Gesù di Nazareth, il quale fu il portatore del Cristo per tre anni e che morì sulla croce del Golgotha resuscitato dal Cristo il terzo giorno della Domenica di Pasqua ebraica.

 

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? II

(Una rappresentazione immaginativa della costellazione dell'Acquario risalente al 1825)

«La regione dell’Acquario è legata alla Gerarchia degli Angeli. Fra tutte le sostanze terrestri, il loro essere ha una particolare relazione proprio con l’acqua. L’acqua sulla Terra è il riflesso fisico della sostanza dell’etere cosmico, dal quale sono formati i corpi eterici degli Angeli e degli uomini. Il corpo eterico ha innanzitutto due qualità: in primo luogo “la vita”, in secondo luogo la memoria. Per questo motivo nei racconti e nelle leggende dei diversi popoli incontriamo l’immagine “dell’acqua viva” o dell’”acqua della vita”, come simbolo delle forze vivificanti dell’etere cosmico» (“Le Dodici notti Sante e le Gerarchie Spirituali”, di Sergej O. Prokofieff).

     È nella credenza attuale di alcuni astrologi e filosofi moderni, amanti dell’Astrologia contemporanea, la certezza di essere quasi entrati nell’epoca dell’Acquario (alcuni nel 2100, altri nel 2600 circa), giacché viviamo in un periodo d’innovazione tecnologica informatica e… altro, dove appunto secondo costoro, le influenze uraniane (Urano è in rapporto al segno dell’Acquario) si fanno sentire anzitempo nella nostra civiltà attuale. Occorre qui ricordare che secondo Rudolf Steiner in ogni epoca si manifestano degli impulsi spirituali dell’epoca seguente, in questo caso del prossimo futuro sesto periodo di civiltà, menzionato dall’Apocalisse di Giovanni come periodo di “Filadelfia”, dove appunto l’umanità riceverà dall’alto (per quelli che si saranno preparati spiritualmente e moralmente nel nostro quinto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente), un principio microcosmico del Sé spirituale. Se quindi fosse vero che il Sole nella sua precessione dell’equinozio di Primavera stesse per entrare tra breve nella costellazione dell’Acquario, resterebbe pochissimo tempo per realizzare lo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte dell’anima umana che è strettamente unita al Sé spirituale o anima superiore, il cui sviluppo ha avuto inizio in concomitanza dell’entrata nei Pesci nell’anno 1413. Se l’anima cosciente difatti, non sarà sviluppata durante l’arco del quinto periodo di cultura, che terminerà nell’anno 3573, non potranno compiersi nel sesto periodo di cultura (3573 – 5733 circa), in concomitanza della nascita del Sole nella costellazione dell’Acquario, le nozze spirituali di cui parla il Vangelo di Giovanni, ossia le nozze di “Cana; vale a dire l’unione tra l’anima e lo spirito umano, attraverso cui l’uomo accoglierà in sé il Cristo similmente all’esperienza avuta da Paolo sulla via di Damasco. Questa indicazione c’è data appunto dal vangelo di Giovanni, laddove egli narra che Gesù e sua madre Maria, sono invitati a delle nozze che si tengono in una località sconosciuta chiamata “Cana”, situata a nord-est di Nazareth e a nord del Monte Tabor nella Galilea antica. A un certo punto viene a mancare il vino e la madre di Gesù chiede se può rimediare attraverso un “segno”. Il Cristo quasi seccato, dice alla Madre che non è ancora arrivato il Suo tempo (in quanto Egli potrà manifestarsi all’umanità soltanto nel sesto periodo, dopo che gli uomini avranno sviluppato l’anima cosciente in modo da poter ricevere il Sé superiore), ma la madre di rimando dice ai servi di preparare le “sei giare” (sei = sesto periodo di cultura; giare = simbolo dell’Acquario) che erano usate per la purificazione dei Giudei; al che, il Cristo fa riempire le giare di acqua corrente e dice ai servi di servire agli invitati i quali, hanno tutti la sensazione di bere del vino (Gv 2,1-9). È il primo dei sette “ segni o miracoli” descritti da Giovanni, cui non è possibile approfondire ulteriormente in questo tema che vuole soltanto evidenziare il pensiero di Rudolf Steiner nei riguardi dell’attuale epoca dei Pesci che durerà ancora per diversi secoli.

Le nozze spirituali che sono qui menzionate, sono riferite al sesto periodo di cultura cioè il periodo che seguirà il nostro attuale tra circa 1500 anni, dove appunto l’umanità più evoluta riceverà dall’alto del mondo angelico un “principio microcosmico” del Sé spirituale, cioè avverranno le ”nozze di Cana” menzionate nel Vangelo di Giovanni. Ma affinché possano avvenire queste nozze tra l’uomo inferiore e l’anima o lo spirito superiore, (ciò non cambia, in quanto il Sé spirituale e l’Io superiore sono strettamente congiunti in un’unità spirituale), occorre prima di tutto sviluppare l’anima cosciente, il cui sviluppo iniziato come suaccennato nel 1413, si protrarrà per l’intero arco di 2160 anni, cioè per tutto l’arco del nostro  periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica. Per non dilungarci troppo poiché l’approfondire quest’aspetto ci porterebbe oltre il nostro tema, spieghiamo in sintesi che l’evoluzione umana è svolta attraverso sette “Eoni cosmici” o “Stati di Coscienza Cosmici” di cui, ogni stato di coscienza è diviso in sette grandi Epoche che la Scienza dello Spirito o antroposofia, chiama: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Quinta Postatlantica, Sesta Postatlantica e Settima Postatlantica”. A sua volta, ogni Epoca è suddivisa in sette periodi di cultura della durata di 2160 anni circa, per ciascun periodo. Perciò in ogni periodo di cultura l’uomo sviluppa una parte degli arti corporei, animici e spirituali, e un grado di perfezionamento morale tramite cui l’Io umano possa realizzare in sé la coscienza autonoma e libera, e autoconoscersi quale essere originario divino fino a quando alla fine dell’eone terrestre, non raggiunga quel grado spirituale che lo eleverà allo stesso grado degli Angeli; dopodiché continuerà a perfezionarsi su ulteriori gradi o stati di coscienza superiori, fino a raggiungere in un lontanissimo futuro, il grado di “super-coscienza” quale creatore di mondi. (Lo sviluppo degli stati di coscienza è molto più complesso di quanto possiamo immaginare, e non è possibile dilungarci più di quel tanto in questo articolo, per cui invito gli interessati a farlo attraverso l’approfondimento del libro scritto da Rudolf Steiner “La Scienza Occulta” O.O. 13).

Lo sviluppo dell’uomo avviene dunque attraverso Epoche e periodi di epoche, alfine di raggiungere quel perfezionamento angelico sopra descritto, per cui andando indietro nel tempo della storia umana in quel lontanissimo passato dopo il “Diluvio universale”, laddove l’uomo continuò la sua evoluzione corporea – animica, iniziando il primo periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la direzione della guida divina o ”Manu” (Noè), dobbiamo collocarlo quando il Sole sorgeva nella direzione della costellazione del Cancro. Difatti, in quel lontanissimo passato, con l’inizio della quinta Epoca Postatlantica ebbe inizio anche il primo periodo di cultura (circa 7227 a.C.) chiamato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia “Paleo Indiano”, dove l’Io umano, iniziò a perfezionare in modo incosciente il suo corpo eterico. Dopodiché l’uomo entrò nel secondo periodo di cultura (circa 5067 a.C.) chiamato “Paleo Persiano”, sotto la guida del grande iniziato solare Zarathustra quando il Sole sorgeva in direzione della costellazione dei Gemelli, dove sviluppò il corpo senziente (corpo astrale). Finalmente nel terzo periodo di cultura (circa 2907 a.C.) l’Io umano iniziò a sviluppare il suo nucleo interiore animico, ossia quella parte dell’anima umana, attraverso cui l’Io umano, inizia ad autoconoscersi come un “Essere” che pensa, che sente e che vuole. Per cui il terzo periodo di cultura è chiamato egizio-caldaico-ebraico e il Sole sorgeva in direzione della costellazione del “Toro” sotto la guida del grande inauguratore della civiltà egizia, ossia l’Ermete egizio o Thoth discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette la saggezza dei misteri dello “Spazio”, mentre all’altro discepolo, cioè a Mosè fondatore della civiltà ebraica, Zarathustra concesse la saggezza del “Tempo” (vedi Il Vangelo di Matteo O.O. 123), dove appunto l’Io umano, cominciò a sviluppare l’anima senziente o dell’istinto. L’anima umana cominciò d’allora ad affacciarsi al mondo esterno e a sperimentare in sé la bellezza del creato e attraverso l’antica chiaroveggenza crepuscolare di cui era dotato il popolo egizio proveniente dalla corrente meridionale formatasi dopo la catastrofe atlantica, iniziò a leggere nelle “Stelle” la volontà divina degli Dei, la quale si manifestava come direzione divina dell’umanità, ispirando i sacerdoti iniziati nei “Templi misterici”, ai quali veniva data la conoscenza della Scienza, dell’Arte e della Religione, in una specie di sintesi armonica unitaria che dobbiamo di nuovo ritrovare nel nostro periodo attuale, anche se con una coscienza e modi diversi. Seguì poi il periodo greco-romano (747 a.C. – 1413 d.C.), con lo sviluppo dell’anima razionale o della ragione, sotto la guida di uomini bodhisattvici quali Orfeo e Apollo e grandi Personalità storiche di filosofi e iniziati nei diversi misteri sparsi dappertutto nella Grecia antica, quali: “Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, etc.”, mentre il Sole sorgeva allora in direzione della costellazione dell’Ariete. Il quarto periodo greco-romano segnò un inizio, un punto zero tra la discesa dell’anima dai mondi dello spirito e la sua risalita al mondo originario divino, e tra la nostra  storia millenaria e la tradizione antica  cui era stata vissuta dall’umanità in modo sognante come anima di gruppo nel grembo del proprio popolo di appartenenza, e al risveglio ora dell’Io personale grazie all’evento del Golgotha, cui l’Altissimo Dio solare facendosi uomo e attraversando la morte e la resurrezione, diede a tutta l’umanità la possibilità di redimersi, riscattandoci dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, e di poterci elevare a stati di coscienza superiori cui non è mai stato concesso finora a nessuna entità gerarchica del nostro sistema solare.  Per questo fu chiamato il “Tempi dei Tempi”, quale evento che non si ripeterà mai più in tutto l’arco dell’evoluzione terrestre e quale pietra miliare, in cui un Dio fu sacrificato come “Agnello Mistico” (in riferimento alla costellazione dell’Ariete) per assumere su di Sé tutti i peccati del mondo; naturalmente soltanto quelli oggettivi, giacché quelli soggettivi dobbiamo compensarli attraverso la “legge karmica”.   (II. Continua)

 Collegno  4 luglio   2019                                                             Antonio      Coscia

Sopra: Rappresentazione immaginativa della costellazione dell’Acquario

      

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

        Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet, che il nostro Sole si trova nel mezzo del sistema solare, attorniato da 12 costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco” e che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Secondo le comunicazioni di Rudolf Steiner,   quando le forze luminose della durata si manifestano nel tempo, esse si scompongono in due elementi, uno buono e uno cattivo. Allora delle dodici forze luminose spaziali della durata che entrano nel nostro zodiaco temporale  si trasformano, di cui: «Sette costellazioni restano “diurne” ossia luminose, e sono quelle che vanno dall’Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia; e le altre cinque, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci, diventano “notturne” cioè si oscurano, diventano maligne» (O.O.113, Monaco 31 agosto 1909, pag. 178). Il compito dell’uomo è quell’appunto di ri-trasformarle di nuovo in forze luminose del bene, ossia quello di redimere il male; così facendo l’uomo redime se stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma che grazie al quale, ha la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro viene però contrastato da spiriti dell’ostacolo il cui compito è rafforzare l’anima umana, che attraverso l’accoglimento dell’Impulso del Cristo può vincerle e redimere non solo se stesso, ma anche questi spiriti del male reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine a cui essi appartengono. È ancora Rudolf Steiner a comunicarci che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza.  Questi 48 spiriti divini superiori, ossia queste quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose nell’ambito del cosmo stellare e nel nostro zodiaco temporale, vale a dire nel nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo dalla costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore, grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le quattro Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come “Stella”; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole soltanto come “Pianeta” del nostro sistema planetario. Questo perché secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti, “stellare e planetario”. Vale a dire che da una parte si apre al mondo stellare il cui compito di evolvere è dato alle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, si apre al mondo planetario quale pianeta centrale del nostro sistema solare, il cui compito evolutivo è dato dalle forze cosmiche degli spiriti del Movimento e gli spiriti della Forma che hanno a disposizione appunto, solo le forze spirituali per far evolvere il Sole nel suo aspetto planetario.

Dopo questa breve sintesi astronomica spirituale necessaria, per meglio capire in parte, i meccanismi spirituali che operano in modo occulto dietro l’Universo fisico e di cui la Scienza ufficiale ignora del tutto basandosi esclusivamente, in modo infantile solo sulla famosa teoria dello scoppio iniziale del “Big Bang”, vogliamo ora cercare di rispondere alla domanda postaci all’inizio del nostro tema, e cioè se attualmente l’evoluzione umana è ancora sotto l’influenza della costellazione dei Pesci e fino a quanto tempo vi resterà ancora, prima che subentri la costellazione dell’Acquario. Sappiamo che il nostro Sole si sposta con moto retrogrado apparente (come pianeta) attraverso le 12 costellazioni e a ogni equinozio di primavera, ossia il 21 Marzo di ogni anno, nasce nella direzione di una costellazione, di cui però ogni anno retrocede di qualche “primo” di grado; per cui dopo 72 anni, il Sole si sposta di un grado (1° grado) nei confronti della costellazione di nascita. Questo vuol dire che per esempio se una persona nasce il 21 marzo nel segno dell’Ariete, dopo che siano passati 72 anni, il giorno di nascita non sarà più il 21 marzo, ma il 22 marzo. Dall’Astronomia astrologica sappiamo che le costellazioni non sono esattamente equidistante una dall’altra, alcune hanno uno spazio minore di 30° gradi, altre sono più ampie. Pertanto i veri astrologi prendono in considerazione i due aspetti sopra citati, ossia nel primo aspetto stellare del Sole, la persona avrà delle caratteristiche animiche in rapporto alla costellazione di nascita; nel secondo aspetto planetario del Sole, la persona aggiungerà altre caratteristiche che potranno rafforzare o meno la sua personalità umana secondo il “segno” della costellazione che viene determinata dall’ora di nascita, e che nel redigere l’oroscopo personale è chiamato “Ascendente”. Per questo in astrologia occorre distinguere tra le “costellazioni celesti” cui formano il circolo zodiacale e i “segni astrologici” che rappresentano il risultato dello spostamento precessionale del Sole nei confronti dello Zodiaco. Perciò fu stabilito che i dodici “segni” delle costellazioni fossero equidistanti una dall’altra di 30°, e per cui di conseguenza l’intero cerchio che il Sole precede in moto apparente attraverso lo Zodiaco è di 360° gradi. Fatto questa premessa dobbiamo ora capire in che epoca viviamo, cioè il Sole al 21 marzo dell’equinozio di quest’anno, in quale costellazione sorgeva e quando entreremo sotto l’influenza delle forze oscure dell’Acquario, in quanto abbiamo visto che l’uomo deve purificare e redimere le cinque costellazioni notturne?

In questo possiamo avere l’aiuto e la risposta dall’Antroposofia, dove appunto stando ai calcoli di Rudolf Steiner, il Sole impiega 25920 anni per compiere un giro (360°) attraverso le dodici costellazioni e ritornare al punto di partenza. Ossia, se all’equinozio di primavera diciamo che il Sole il 21 di marzo nasceva nella costellazione dei Pesci, dopo un giro di 360° gradi, cioè dopo 25920 anni, il Sole all’equinozio di primavera nascerà di nuovo il 21 di marzo nella stessa costellazione di partenza, ossia quella dei Pesci. Per questo fu stabilito che l’intero giro del Sole attraverso lo Zodiaco, fosse chiamato col nome del filosofo Platone, ”Anno platonico”. Vale a dire che quando nel cosmo stellare sia trascorso un “anno platonico”, sulla Terra saranno trascorsi 25920 anni! E quando il Sole attraversa una costellazione, ossia si sposta di 30° gradi, sulla Terra saranno trascorsi 2160 anni. E ancora, quando il Sole si sposta di un grado (1°) atraverso  una costellazione, sulla Terra saranno trascorsi 72 anni, cioè l’equivalente della durata media della vita umana e che appunto è chiamato “un giorno cosmico”. Cioè un “giorno cosmico”  ha sempre significato nella conoscenza esoterica, la durata media della vita umana, in quanto esiste appunto un rapporto cosmico tra l’uomo e la sua “Stella” o la costellazione di nascita; per cui tutto il tempo che l’uomo continua a vivere sulla Terra dopo i 72 anni, è un dono divino che si manifesta ora, in un nuovo rapporto tra l’uomo e il pianeta Sole. Tutto questo ci porta a dire che secondo Rudolf Steiner, il 21 marzo dell’equinozio della primavera di quest’anno, eravamo a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci, essendo appunto entrati nell’anno 1413 circa e vi rimarremo fino all’anno 3573 circa. Dopo questa introduzione forse per alcuni un po’ pedante, ma necessaria per capire alcuni termini astrologici, entriamo nel merito del titolo di quest’articolo. (I. continua)

 Collegno 24 giugno 2019                                                                      Antonio Coscia

 Sopra: Sopra: la $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

 

Il potere che può obnubilare l’anima I

Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino

            «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità e non hai soggezione di nessuno perché non guardi in faccia ad alcuno. Dicci dunque il tuo parere: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Di chi è questa immagine e l’iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,17).

       L’immagine della cacciata dal tempio e le parole che il Cristo rivolge ai farisei sulla questione di Cesare, ci fanno comprendere che già duemila anni or sono il Cristo consigliava di stare attenti a dividere i tre poteri che operano nella società umana e cioè: il potere spirituale, il potere giuridico e statale, e quello dell’economia, i quali devono essere liberi di operare in modo indipendente tra loro. Anche Rudolf Steiner (1861-1925) più di un secolo fa, consigliava di tenere separati questi tre poteri sociali, altrimenti la civiltà umana rischia di andare verso il caos sociale dove ognuno sente il dovere d’interferire nell’altro, causando in tal modo contrasti e disarmonie che tendono a ripercuotersi nell’ambito sociale della comunità umana. Nel libro “La Missione di Michele” egli scrive: «Per intravvedere la necessità della “triarticolazione sociale” dell’organismo sociale in una vita spirituale indipendente, in una vita giuridica e statale indipendente e in una vita economica indipendente, si deve gettare uno sguardo imparziale sul modo in cui si è formata nella nostra civiltà europea e americana l’azione vicendevole tra spirito, stato ed economia. Questo reciproco intrecciarsi di fili, del filo spirituale, del filo giuridico o statale e del filo economico, non è certo semplice. La nostra civiltà è un gomitolo che avvolge un imbroglio di tre fili dall’origine del tutto diversa … Queste tre correnti, dall’origine diverse, si confondono caoticamente l’un l’altra … (pag. 203).

Purtroppo quest’avvertimento è rimasto inascoltato finora nella nostra società contemporanea, continuando ancora oggi a non essere compreso, cosicché il caos sociale attuale supera molto più quello di ieri giacché i tre poteri continuano a interferire mescolandosi l’uno nell’altro, tanto che riusciamo a distinguere il potere spirituale solo per via dell’abito talare della “casta spirituale sacerdotale”. Le parole che il Cristo enuncia duemila anni fa contro i sacerdoti farisei: “Date a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio!”; era per via del loro atteggiamento ipocrita e servile verso i conquistatori romani. Essi pur di mantenere il loro potere sacerdotale, fecero si che la spiritualità dei misteri ebraici antichi degenerasse sempre più fino a non capire più i segni profetici dell’arrivo del Messia, cui non riconoscendolo nella Persona di Gesù di Nazareth, venne fatto condannare a morte dai romani giacché ai farisei era vietata la condanna a morte dalla legge romana.

Al contrario, oggi abbiamo un certo atteggiamento farisaico nell’ambito della politica, dove pur di mantenere il potere mediatico alcuni tra loro, non si fanno scrupolo di usare il potere spirituale sulla massa remissiva che di solito non riflette, ma segue esaltata dalle parole accompagnate a volte, da gesti religiosi enigmatici, di “pifferai politichesi”. I quali sanno come infiammare per un loro tornaconto elettorale, quella parte di popolo il cui malcontento attuale versa nella maggior parte dei giovani per la mancanza di lavoro e, per i gravi problemi di sicurezza nazionale che vanno creandosi per via dell’afflusso di masse migratorie da parte di africani che si riversano da diversi anni sulle nostre spiagge italiane del sud, cui stanno creando disagi e paura anche nella restante popolazione europea. È una nuova povertà che avanza e intimorisce la maggior parte del popolo europeo le cui anime vuote di veri contenuti di conoscenza spirituale, crea nel loro profondo, paura verso l’uomo nero: ossia per tutto ciò che di diverso possa loro venire incontro. Questo perché non siamo ancora riusciti attraverso due millenni di storia del cristianesimo, a sviluppare in noi quella forza morale di veri cristiani quale dovremmo avere se soltanto ci fossimo sforzati di mettere in pratica i tre versi tra i più importanti comandamenti dell’insegnamento del Cristo, citati nel vangelo di Matteo, cioè:

  1. “Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore e con tutta l’anima”; (Mt 22,37).
  2. “Ama il prossimo tuo come te stesso”; (Mt 22,39).
  3. Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; (Matteo 18,20).

Il nostro egoismo dal quale deriva la nostra insicurezza e la paura nei riguardi di questo nuovo evento evolutivo karmico di massa che avanza e che ci appare inarrestabile, tende a creare in noi l’incertezza e di conseguenza tendiamo a chiuderci e a voler rimanere con forza nel nostro antico “status quo”. Questo modo di pensare e agire antimicheliano, fa sì che la nostra anima venga offuscata da esseri negativi dell’ostacolo che ottenebrando il nostro senno, fanno si che ricacciamo nel fondo del nostro cuore i valori antichi dei nostri antenati, vale a dire dimenticando il senso della solidarietà umana. Tutto questo non fa che manifestare la forza antisociale che esiste in noi, la quale normalmente è dominata dall’Io personale giacché è parte dello sviluppo normale della coscienza umana. Quando l’egoismo e la paura superano le forze morali dell’Io personale, le forze del male e quelle antisociali non sono più trattenute dall’Io umano e l’anima viene dominata dalle forze dell’ostacolo o dal suo “Doppio negativo mefistofelico”. In tal modo viene a crearsi nell’ambito della comunità umana una scissione, uno scollamento animico tra gli uomini, i quali inesorabilmente vanno verso lo scontro e il caos sociale (vedi i Gilet gialli francesi) giacché viene a mancare l’unità nel Cristo, diventando così impotenti e incapaci di gestire qualsiasi evento nuovo e in modo particolare, quello attuale migratorio che avanza nonostante i diversi morti lasciati indietro per attraversare il mare Mediterraneo.

Questa forza antisociale caotica che l’Io inferiore non riesce a dominare in se stesso, di conseguenza si riversa nel sociale con tutte le conseguenze negative quali segni di protesta e… altro che vediamo attorno a noi, dove ne approfittano i pifferai ambiziosi e avidi di potere che uscendo dai parametri del potere statale, s’intromettono in quello religioso. Questo modo subdolo di agire, è la conferma di quello che è accaduto alcuni giorni fa a Milano in un comizio elettorale tenuto sabato 18 maggio 2019, da un politico cui non si è fatto scrupolo di servirsi per fini elettorali, persino della spiritualità come comunicazione di Marketing. Questo modo ingannevole di agire su nature più deboli mostrando di abbracciare la loro fede col gesto bonario di baciare il ”crocifisso del rosario”, simbolo religioso cattolico e chiedendo poi l’aiuto di consenso alla statua della Madonna della Guglia Maggiore del Duomo di Milano, non fa che avvalorare il vuoto morale animico interiore in cui versa la sfera giuridica – statale attuale. La quale è svuotata da veri impulsi morali umanistici che tendano allo sviluppo di una “giusta causa” che possa realizzare quell’impulso cristiano, il cui fine è tutelare i più deboli tramite lo sviluppo di diritti di pari opportunità sociali. Occorre per questo avere sviluppato in sé delle forze morali non indifferenti per dominare l’ambizione egoista che tende invece a esaltare l’avidità di potere, che quale conseguenza, non può trovare posto una spiritualità genuina cui non ha nulla a che spartire con il potere giuridico e statale; giacché questi è riempito soltanto di promesse elettorali che difficilmente potranno essere realizzate in un momento così critico in cui versa il nostro stato economico sociale.

Non si tratta qui di stracciarsi “le vesti” per l’atto che può sembrare dissacrante così come deplorato da parte di alcune correnti di pensiero laiche e religiose, ma è l’atto in sé che ci riporta come ai tempi del Cristo, a un nuovo fariseismo ipocrita moderno opportunistico. Il quale cerca di comprare il potere attraverso il simbolo di un simulacro vuoto, giacché il Cristo non è più un Dio morto rinchiuso in un simbolo quale emblema della sofferenza e del dolore umano, ma è un Dio vivo che dal XX secolo in poi, è diventato “Signore del Karma”. Questo vuol dire che il Cristo dal XX secolo in poi è diventato il “Giudice” del destino dell’uomo, il quale viene giudicato secondo le sue azioni morali nei riguardi degli altri, secondo il motto: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te stesso”. Questo vuol dire che il nostro karma (ossia l’azione negativa che compiamo nei riguardi degli altri), non può essere perdonato da Dio tramite una semplice preghiera di richiesta di perdono, anche se è fatta con coscienza. Egli ci chiede di compensare la nostra azione attraverso un atto morale che porti al pareggio, ossia tramite un’azione che comprenda in sé due impulsi: “L’impulso d’amore, ossia aiutare con vera dedizione chi abbiamo danneggiato, e il vero perdono da parte della persona che abbiamo offeso; queste sono le due azioni cristiane che conducono all’impulso della vera fratellanza universale.

Ma affinché ciò possa essere realizzato, dobbiamo accogliere in noi l’Impulso del Cristo, e imparare ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, e amare il prossimo come noi stessi; cosicché il Cristo possa riequilibrare attraverso l’unità spirituale, la nostra imperfezione morale così da preparare una nuova fratellanza che sarà realizzata in un prossimo futuro, chiamato il periodo di “Filadelfia”. L‘Antroposofia può aiutarci ad accogliere l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha e a risvegliare in noi la coscienza del Cristo, trasferitosi nel XX secolo nell’anima umana tramite il “nuovo Adamo” menzionato da Paolo di Tarso (I Corinzi 15,45), dove aspetta con pazienza che l’umanità Gli apra la “porta del cuore”. Questo vuol dire che tutto ciò che tendiamo a unire uniformandoci ai nostri simili con vera dedizione e solidarietà umana, possiamo trovare l’aiuto del Cristo, che quale Luce divina irradia le Sue forze spirituali nelle nostre anime, cosicché possiamo avere la forza di superare il momento critico attuale, liberandoci dalle paure e incertezze ispirate dagli spiriti dell’ostacolo che vogliono contrastare la nostra meta divina.     (I. Continua)

Collegno 29 maggio 2019                                                              Antonio Coscia

Sopra: Cristo che scaccia i mercanti dal Tempio, Guercino