Epoca dei Pesci o dell’Acquario? I

La $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

   «Soltanto con l’inizio del suo risveglio l’umanità si avvierà a divenire la Decima Gerarchia, si avvierà sulla via di realizzazione di quella meta che le è predestinata dall’Universo. L’inizio di questa epoca cade precisamente ai giorni nostri, che sono di nuovo sotto il segno dei Pesci; l’umanità, sotto la direzione dell’Arcangelo Michele che la guida attualmente [fino a circa il 2300], deve gradatamente giungere all’esperienza eterica del Cristo, come Sole interiore dell’anima».

( Dal libro di Sergej O. Prokofieff, “Le dodici notti sante e le Gerarchie Spirituali”,  tratto da O.O. 152, 2. 5. 1913 e O.O. 26, 31.8.1924).

        Quasi tutti sanno grazie alla tecnologia informatica di Internet che il nostro Sole si trova nel mezzo del sistema solare attorniato da 12 costellazioni stellari che chiamiamo “Zodiaco” e che rappresentano spiritualmente la manifestazione degli Dei, i quali sono al di là del bene e del male, giacché il loro mondo è caratterizzato dalla durata, ossia è estranea al tempo. Secondo Rudolf Steiner1, “quando le forze luminose divine della durata si manifestano nel tempo, si scompongono in due gruppi o sfere spirituali, una del bene e una del male”. E nella conferenza di Monaco, del 31 agosto 1909 continua dicendo: «Nessuno dei due raggruppamenti è buono o cattivo per se stesso, ma essi agiscono sulla Terra ora in senso buono, ora cattivo: di conseguenza si potrà definire come sfera del bene tutto ciò che negli eventi terrestri parteciperà al primo raggruppamento, e come sfera del male quello che parteciperà all’altro. Si deve pensare che dovrà essere chiamato “buono” quello che anche solo in misura limitata partecipa alla sfera del bene. Si tratta di questo: non appena quella parte del mondo divino che è caratterizzata dalla durata, cioè è estranea al tempo, non appena essa interviene nell’ambito del tempo, essa si scompone in due elementi, uno buono e uno cattivo. Dei dodici punti fissi rimangono a disposizione del bene i cinque che si trovano interamente nella sfera del bene e i due che si trovano ai due estremi di quella sfera, cioè sette in tutto. Parliamo perciò dei sette che rimangono superstiti dei dodici originari. Quando vogliamo parlare di ciò che nel tempo è buono, eccellente, degno di guidare, dobbiamo parlare dei sette savi, dei sette Rishi [dell’India antica]: la realtà conferma allora questa regola. Da questo è nata la concezione che sette segni dello zodiaco corrispondono al mondo luminoso, al mondo superiore, mentre appartengono al mondo inferiore gli altri cinque, a cominciare dallo Scorpione» (L’”Oriente alla luce dell’Occidente – I figli di Lucifero e i fratelli di Cristo” O.O. 110, pag. 178-179).

Da questo possiamo immaginare che i “dodici punti fissi” dello Zodiaco stellare si riflettono nel nostro sistema planetario e che a loro volta, diventano astrologicamente i “dodici segni zodiacali” che operano con le loro forze luminose e tenebrose nell’ambito della nostra Terra, e in quello dell’anima umana. Da qui nascono l’Astronomia e l’Astrologia secondo le usanze degli antichi sacerdoti semiti curate per lo più da popoli babilonesi, egizi e caldei, nel terzo e secondo millennio a.C. e più avanti perfezionate da Tolomeo nel II secolo d.C. che diventeranno poi la base dell’astronomia e astrologia occidentale moderne. In realtà l’Astrologia nasce secondo Rudolf Steiner, nell’Epoca Lemurica per opera del Cristo che incorporando l’anima adamitica o “Archetipo celeste”2 umano, dovette salvare dal disordine e dalla disarmonia in cui erano caduti i dodici sensi del corpo fisico umano. Poi dopo, nel primo e secondo terzo dell’Epoca Atlantica, dovette intervenire di nuovo incorporando l’anima Natanica a causa di un disordine questa volta negli organi interni del corpo eterico, cui il Cristo portò a moderazione tramite l’anima Natanica, che stavolta attraversò tutto il cosmo planetario attraverso i singoli pianeti del nostro sistema solare giacché ognuno è in relazione con un organo vitale interno dell’uomo. Questo cammino attraverso le sfere planetarie dei sette pianeti, fece nascere nel terzo periodo di cultura3 nei sacerdoti egizi e caldei, come un retaggio antico, l’interesse per il cosmo stellare da cui nacquero l’astronomia e tutte le altre scienze tra cui l’astrologia, che si è poi dopo sviluppata nel corso dei secoli tramite personalità particolari quali Claudio Tolomeo (100 – 175 d.C.) che, secondo la pagina di Wikipedia, fu un astronomo, un astrologo e un geografo greco antico. In una conferenza tenuta a Lipsia, il 30 dicembre 1913, Rudolf Steiner in merito dice: «Il terzo periodo di civiltà postatlantico, quello egizio – caldaico, ricevette in parte la sua impronta dal fatto che le anime umane sperimentavano ancora in sé, quasi rispecchiati, gli effetti scaturiti dalla compenetrazione animica, compiuta ad opera dello spirito solare [Cristo] entro l’essere che più tardi divenne il Gesù Nathanico [ossia Gesù di Nazareth quale discendente del sacerdote Natan menzionato nel vangelo di Luca], mentre questi compiva la sua ronda attraverso i pianeti. Da queste esperienze ebbe origine la scienza delle attività dei pianeti, quale ci si presenta nell’astrologia caldea, che gli uomini di oggi hanno ben scarsa possibilità di comprendere. Nel terzo periodo di civiltà postatlantico, cioè presso i popoli egizio-caldei, si sviluppò il culto stellare di cui è nota l’esistenza anche nella storiografia esteriore. Esso ebbe origine dagli effetti tardivi, attenuati [come citato] di quelle pregresse attività planetarie [cioè quando il Cristo s’incorpora nell’anima natanica come citato]» ( Cristo e il mondo spirituale – La ricerca del Santo Gral, O.O.149, pag. 49-50).

Oggi l’Astrologia è molto diffusa nei paesi occidentali, particolarmente come un’arte popolare di predizione, dove si può notare che non ha più nulla di sacro giacché praticata per la maggior parte da pseudo astrologi che non hanno più nulla a che vedere con l’antica scienza divinatoria praticata ancora da Tolomeo e altri astronomi/astrologi antichi, risalenti fino ai popoli del secondo/terzo millennio avanti Cristo. Gli astrologi di oggi sono per la maggior parte dei veri principianti (e tra questi molti ciarlatani) a confronto della visione veggente immaginativa (seppur in uno stato ancor ottuso), tramite cui i sacerdoti dei diversi popoli antichi contemplavano con atteggiamento devoto i misteri dello spazio cosmico, attraverso i movimenti occulti dei pianeti quali manifestazioni dei pensieri divini degli Dei. L’antica casta sacerdotale egizia-caldaica tramite la disciplina occulta iniziatica, si rendevano maturi per vedere immaginativamente e interpretare nei movimenti celesti degli astri durante il loro passaggio attraverso le singole costellazioni cosmiche, la volontà divina che operava attraverso le leggi e regole morali cui il popolo doveva poi attenersi con obbedienza e timore; ciò allora era giustificato per il fatto che gli uomini venivano guidati in quanto erano tutt’uno con l’anima di gruppo del popolo. Oggi nel periodo dello sviluppo dell’anima cosciente iniziato circa nel 1413, ogni uomo è un individuo a sé, per cui l’astrologia moderna che si fonda su conoscenze antiche interpretate secondo la logica del pensiero razionale-intellettivo moderno sviluppatosi negli ultimi tre secoli e, particolarmente sull’esperienza dei diversi oroscopi eretti a diverse persone nell’arco di alcuni decenni, non può essere di alcun aiuto allo sviluppo di quest’anima particolare, giacché mal tollera il principio d’autorità. Pertanto, chi vuole inoltrarsi in un vero cammino esoterico spirituale che porti a una chiara visione immaginativa astrologica diversamente da quella ottusa degli astronomi o astrologi antichi, deve iniziare uno sviluppo occulto attraverso scuole di pensiero da cui possa accogliere la conoscenza superiore concessa da quei venerabili Maestri divini-umani che hanno conseguito attraverso i diversi gradini iniziatici, le più alte facoltà spirituali del pensiero intellettivo veggente. Attraverso la conoscenza esoterica fluita nella Scienza antroposofica da uno dei più elevati Maestri chiaroveggente cristiano, possiamo essere introdotti in quegli esercizi spirituali dov’è insegnato il principio meditativo, tramite cui impariamo a contare sempre più sulle proprie forze individuali, sviluppando quelle azioni umane in cui occorre la prontezza d’animo, coraggio, buon senso e il rispetto della volontà altrui, assumendo infine le proprie responsabilità morali. Non possiamo certamente sviluppare nel modo giusto queste forze morali superiori, se affidiamo la nostra vita a un responso astrologico cui potrebbe condizionare in modo negativo la nostra volontà cosciente, rendendoci prigionieri per tutta la vita dalle influenze degli astri. L’uomo al contrario deve prendere la vita nelle sue mani e imparare ad ascoltare il suo dio interiore, agendo di conseguenza secondo il buon senso morale cosicché non possa danneggiare né se stesso né gli altri, a causa del suo egoismo.   Detto questo, vogliamo ora prendere in considerazione le dodici costellazioni dello zodiaco che come abbiamo visto si dividono in due gruppi, uno che opera con forze luminose benigne o diurne cui sono: «Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine e Bilancia»; e l’altro gruppo di cinque costellazioni che opera con forze ostacolatrici tenebrose maligne o notturne, cioè: «Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci». Il compito dell’uomo è appunto quello di accogliere in sé queste forze del male e trasformarle in forze luminose del bene; ossia redimere non solo se stesso prendendo coscienza del male, ma anche gli Esseri spirituali dell’ostacolo che operano con le forze ostacolatrici delle cinque costellazioni notturne. Vale a dire che attraverso il male l’uomo non solo redime se stesso, cioè il peccato originario che causò la sua caduta sul suolo terrestre, ma redime anche le divinità dell’ostacolo che furono causa della sua caduta e che grazie alle quali gli diedero la possibilità di sviluppare la libera coscienza autonoma attraverso appunto il discernimento del bene e del male. L’uomo in questo lavoro di redenzione viene però ostacolato non solo dagli spiriti tentatori che nella Scienza dello Spirito o antroposofia sono conosciuti come spiriti luciferici4, ma anche da altri spiriti dell’ostacolo ancor più maligni che fanno parte di una gerarchia dell’ostacolo ancor più superiore detti spiriti “arimanici e asurici”5 il cui compito è di rafforzare ponendo ostacoli lungo il camino dell’evoluzione umana. Diversamente dagli spiriti luciferici che l’uomo può redimere in questo eone terrestre, non può invece redimere gli spiriti arimanici né tantomeno gli spiriti asurici, ma solo tenerli a bada se accoglie in sé l’Impulso del Cristo6, con il quale può difendersi durante tutta l’evoluzione terrestre fino a vincerli e redimerli in altre evoluzioni cosmiche o stati di coscienza futuri, reintegrandoli nelle diverse gerarchie divine cui essi appartengono. È ancora Rudolf Steiner a comunicarci che le stelle sono le “dimore” degli Dei così come la Terra è la dimora dell’uomo, dietro di cui vi sono e operano gli spiriti superiori appartenenti sia alla prima sia alla seconda gerarchia spirituale e cioè: “Serafini, Cherubini, Troni e Dominazioni o spiriti della Saggezza”. Questi quarantotto spiriti divini superiori, ossia questi quattro volte dodici Entità gerarchiche, agiscono con le loro forze luminose dall’ambito del cosmo stellare nel nostro zodiaco temporale, cioè il nostro sistema planetario, in modo diverso e secondo la costellazione da cui operano, relazionandosi attraverso tutto il sistema stellare costituendo così una vera e propria comunità interstellare d’amore grazie al compito essenziale dei Serafini (spiriti dell’Amore). Coadiuvati dall’intervento degli spiriti dell’Armonia, ossia i Cherubini che armonizzano tutto il mondo stellare, aiutati dagli spiriti della Volontà, i quali rendono possibile il movimento di tutto il cosmo e infine la collaborazione degli spiriti della Saggezza che fanno affluire in tutto l’universo la loro “Saggezza divina”. Dietro a ogni costellazione stellare difatti, operano come sopra citato, le Entità divine spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia del nostro cosmo planetario, le quali hanno il compito di trasformare ed elevare il Sole come sfera superiore, ossia come “Stella” centrale del nostro sistema solare; mentre la seconda gerarchia, cioè gli spiriti del Movimento (Dynameis o Virtù) e gli spiriti della Forma (Elohim, Exusiai o Potestà) hanno le forze per trasformare ed elevare il nostro Sole come sfera inferiore, cioè come pianeta del nostro sistema planetario. Da questo possiamo dire che secondo l’Antroposofia, il nostro Sole ha due aspetti o due “porte” cosmiche, di cui una “stellare” e una “planetaria”. Ciò vuol dire che da una parte si apre al mondo stellare la cui evoluzione è possibile solo dalle forze macrocosmiche dei Serafini, Cherubini, Troni e spiriti della Saggezza; dall’altra invece, che si apre al mondo planetario come pianeta centrale del nostro sistema solare, il compito evolutivo è dato dagli spiriti del Movimento e dagli spiriti della Forma che hanno a disposizione solo forze cosmiche per far evolvere il Sole, solo come pianeta centrale del sistema planetario.  (I. continua)

 Collegno 24 giugno 2019                                                                      Antonio Coscia

Agg.     il 14 giugno 2020

 Sopra: Sopra: la $galassia$ perfetta M74 nei Pesci

Note   Antroposofiche

1     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.  Nel 1912-13 costituisce la Società antroposofica universale e a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     L’anima Adamitica o Natanica è una parte dell’anima di Adamo cui fu tolta prima che fosse tentato dal «Serpente» ossia, dall’Angelo dell’ostacolo chiamato Lucifero, rappresentato dal simbolo paradisiaco dell’albero del bene e del male. Per meglio dire su questa simbologia occulta abbastanza complessa, diciamo che l’anima umana, cioè Adamo, figlio di Yahve o Yehovah, era un essere casto e puro che viveva nel «Paradiso terrestre» in una sorta di coscienza istintiva simile all’animale, per cui non in grado di discernere il bene dal male. Affinché egli potesse elevarsi allo stesso livello degli Dei creatori, fu permesso di «mangiare la mela» (mela vuol dire “Manas”, Mente, ossia la ragione che fa di un essere un individuo) cioè di accogliere in sé la conoscenza luciferina in modo da distinguersi dagli Dei e imparasse a discernere il bene dal male arrivando a sviluppare l’autocoscienza autonoma e libera. Ma prima che fosse tentato dal «Serpente», in altre parole da Lucifero, gli fu tolta una parte della sua purezza animica (una parte del corpo astrale e del corpo eterico) e trattenuta nel mondo spirituale insieme all’albero della vita. Quest’anima è quell’anima che il vangelo di Luca fa risalire attraverso la genealogia di Giuseppe fino al sacerdote Natan figlio di Davide, da questi ad Abramo e fino ad Adamo, e infine a Dio stesso. È quell’anima adamitica o natanica che s’incarnò per la prima volta nel bambino Gesù di Nazareth dove è detto «figlio di Dio», nato per opera dello Spirito Santo, il quale è la stessa anima che festeggiamo a Natale quale bambinello divino. Per un migliore approfondimento vedi: «Il Vangelo di Luca O.O. 114, ed. Antroposofica Milano».

3    L’evoluzione umana avviene attraverso sette Epoche che chiamiamo: «Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, e altre due Postatlantiche». Ogni Epoca a sua volta si suddivide in sette periodo di cultura di cui ognuno formato di 2160 anni e che chiamiamo: «Paleo Indiano, Paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, anglo-germanico, slavo-russo e americano».

4     Gli spiriti luciferici dal nome del loro capo Lucifero, sono uomini-angeli rimasti indietro in un’evoluzione cosmica passata della nostra Terra chiamata antica Luna. Siccome non si sono evoluti alla sfera degli Angeli come i loro antichi fratelli lunari, si evolvono legandosi al corpo astrale umano da dove agiscono come forze dell’ostacolo nell’anima senziente.

5     Gli spiriti arimanici sono uomini-arcangeli rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole risalente a due incarnazioni cosmiche della nostra Terra (inteso come sistema solare), anch’essi come gli spiriti angelici luciferici operano dal mondo astrale e con le loro forze sì inseriscono come ostacoli nel corpo eterico e da qui nell’anima razionale. Mentre gli spiriti asurici sono uomini-archai, rimasti indietro tre “eoni o stati di coscienza cosmici della nostra Terra, chiamato antico Saturno, cui anch’essi non possono operare dalla sfera dei loro antichi fratelli che saliranno alla sfera di “Elohim creatori” durante il prossimo quarto stato di coscienza terrestre chiamato “Giove”. Ma come gli altri spiriti dell’ostacolo operano dal mondo astrale e con le loro forze s’inseriscono come ostacoli nel corpo fisico umano (il nostro vero corpo fisco che è il corpo di calore saturnio o Fantoma, costituitosi sull’antico Saturno quale dono degli spiriti della Volontà o Troni), e da qui agiscono nella parte più evoluta dell’uomo, cioè nell’anima cosciente, dove istigano l’uomo a compiere il male cosciente che porterà come conseguenza futura un’imperfezione spirituale nel suo Io umano terreno.

6     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].  Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva cosmica-umana, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. In questa conferenza è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (un corpo meno denso dell’uomo attuale) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

 

 

 

 

 

 

 

La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I

Breve prefazione dell’autore

Ho ritenuto di aggiornare più ampiamente quest’articolo sulla «Comunità di Filadelfia» mettendo in evidenza maggiormente il tema del male, il quale è in stretta relazione con l’evoluzione attuale dell’anima cosciente, e quello del prossimo periodo futuro del Sé spirituale che sarà motivo di scontro tra la magia bianca e quella nera. Questo lavoro non ha la pretesa di esaurire qualsiasi domanda o conoscenza sul male, ma soltanto quello di offrire a chi non ha ancora avuto la possibilità di avvicinarsi  alla Scienza dello Spirito o antroposofia, un punto di vista sui  contenuti dei «misteri del cristianesimo rosacruciano moderno, così come rinnovato e descritto nella concezione antroposofica. Chi pertanto ha a cuore l’evoluzione del mondo, il senso della vita e la conoscenza della figura centrale che diede un impulso profondo alla «svolta dei tempi» affinché l’umanità non finisse nel baratro della non esistenza, può trovare da sé le risposte nell’ambito dell’«Opera Omnia» di Rudolf Steiner.

Ho preso come spunto le parole di S. Paolo riguardo agli accadimenti futuri dell’umanità, esaminandoli attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica concessaci da Rudolf Steiner, uno dei più elevati iniziati chiaroveggenti cristiano-rosicruciano e fondatore dell’Antroposofia. La conoscenza antroposofica ci porta dunque non soltanto in quel lontano futuro menzionato da Paolo, cioè: «al suono dell’ultima tromba …», ma va ancora molto più in là dell’evoluzione planetaria attuale e dell’esistenza umana, laddove la Terra arrivata alla fine della sua esistenza fisica, sarà trasformata dalle forze spirituali dell’uomo in un’evoluzione superiore come Terra astrale, e poi ancora più oltre come Terra spirituale nella quale potranno proseguire soltanto quelle anime umane che hanno saputo trasformarsi attraverso l’Impulso del Cristo in un’esistenza divina superiore, quali creatori di nuovi mondi. Le anime che non hanno accolto l’Impulso del Cristo e che inevitabilmente resteranno indietro nell’evoluzione terrestre, potranno proseguire in un ambito spirituale diverso, in una materia più densa e oscura (eterico – astrale) separati dall’evoluzione superiore normale e perciò, proseguiranno con più difficoltà e sofferenza animica avendo ancora la possibilità di redimersi ed essere accolti nel mondo astrale superiore luminoso.  Ciò sarà possibile fino a che nell’evoluzione cosmica umana si presenterà in quel remotissimo periodo di cultura in cui l’evoluzione entrerà nel 6° stato di vita, nel 6° stato di forma e nella 6° epoca, ossia nel futuro stato di coscienza cosmica di Venere (vedi le note 2-27), quando si formerà il nefasto numero d’uomo, cioè il 666, dove inevitabilmente ciò che non si è evoluto sprofonderà nell’abisso universale.

Affinché questa riflessione possa essere compresa dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno dilungarmi con note di chiusura integrative. Cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati nel tema che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o Antroposofica.

 Albenga 18 agosto 2017                               Antonio  Coscia

Agg. Collegno agosto 2018

 cq5dam_web_1280_1280-Raffaello - Trasfigurazione di Gesù

          Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole»; 1Tessalonicesi 4:16-18 « In un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. (1Corinzi 15:52.)    

1.

 La fine del kali yuga e la nuova epoca luminosa I

        La concezione razionalista teologica moderna, interpreta questi insegnamenti escatologici esoterici di S. Paolo come se  alla fine dell’Eone terrestre (al suono dell’ultima tromba …), l’uomo fosse rapito tra le nuvole del cielo là dove incontrasse il Signore Cristo Gesù, che trasformatolo in un «Essere angelico» vivrebbe eternamente con Lui, nella sfera dell’aria della Terra, trasformata in una specie di rinnovato «Paradiso Celeste». Questo pensiero per un certo verso un po’ immaturo, il quale ignora il simbolismo della gnosi cristiana dei primi secoli dove il significato di «nuvole», è da attribuire al mondo eterico terrestre (mondo elementare) che non è visibile con i nostri occhi fisici; similmente a come Yahve si manifestò nel «roveto ardente» tramite il pensiero veggente di Mosè. Questa concezione umana per un certo verso  molto simile a quella buddhista che viceversa, pensa invece che l’anima dopo essersi purificata da tutti gli attaccamenti terreni e aver raggiunto attraverso la realizzazione dell’ottuplice sentiero, il grado di perfezione spirituale, non dovrà più incarnarsi in un corpo fisico ma avrà modo di ri-congiungersi per sempre col Creatore, annullandosi come goccia nel mare infinito della sfera del «Nirvana», situata oltre le stelle. Se così fosse per ambedue le concezioni religiose-filosofiche, verrebbe da chiedersi che senso ha avuto il precipitare sulla Terra, vivere una vita di sofferenza e di prove dolorose, soltanto perché i nostri antenati biblici peccarono di disubbidienza verso Dio per aver mangiato una semplice mela? Certamente dietro questo dramma  cosmico divino-umano, dobbiamo pensare che debba celarsi un azione divina che vada oltre il semplice peccato di disubbidienza umana quale vuol essere rappresentato nell’immagine simbolica paradisiaca, dell’albero del bene e del male. In realtà dietro questo simbolismo della tentazione di Lucifero, ossia il serpente che spinge Eva e Adamo a mangiare la mela del peccato, (facendo così sprofondare l’umanità nella materia più densa del creato causandogli esperienze dolorose e a volte insopportabili), esiste un significato occulto molto profondo, dietro cui si cela tutta l’evoluzione umana che va dall’uscita del «Paradiso» come creature dell’istinto, per ritornare come «Uomini divinizzati» autonomi e liberi, che pienamente coscienti entrano nel consesso degli Dei come futuri creatori di nuovi mondi.

Difatti, la concezione antroposofica della Scienza dello Spirito fondata da Rudolf Steiner1, ci dice che l’uomo dopo essere salito alla sfera angelica conseguita alla fine dell’eone terrestre, il suo cammino va oltre, attraversando altri tre eoni cosmici o Stati di Coscienza2 superiori, fino a raggiungere alla fine dell’ultimo eone chiamato «Vulcano», il grado di Creatore, cioè quel grado divino raggiunto dagli Elohim o Potestà (Spiriti della Forma secondo la concezione antroposofica) quando crearono il nostro «Zodiaco». Ciò porta a dire che la realizzazione del perfezionamento umano, si protrarrà ancora per moltissimo tempo o eoni cosmici, anche dopo aver raggiunto appunto il gradino angelico. Attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, sappiamo che l’uomo ha appena superato soltanto la metà della sua evoluzione umana, come possiamo vedere dallo schizzo di Rudolf Steiner (vedi Tav.1 della nota 2), siamo appena oltre la metà dell’evoluzione del nostro 4° stato di coscienza chiamato «Terra». Vale a dire che siamo nel 4° stato di Vita, nel 4° stato di Forma, nella 5°Epoca Postatlantica e nel 5° Periodo di cultura. Come possiamo vedere il suono dell’ultima tromba è ancora molto lontano, prima deve avvenire la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo di cultura, cioè fra circa 6000 anni; poi dovranno passare ancora due «Epoche» formate da sette periodi di cultura ciascuna prima che si realizzi ciò che Paolo profetizza nella sua lettera ai Corinzi, ossia il giudizio divino in cui all’umanità è annunciato tramite il «suono dell’ultima tromba …» la sua fine. Egli non fa altro che annunciare la fine di uno stato materiale che insieme all’uomo, è trasformato dall’uomo stesso in uno stato più sottile immateriale, cioè eterico, laddove ciò va inteso con le parole: «saremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria …».  Prima di tutto questo però, l’uomo deve sviluppare le forze morali per superare la catastrofe alla fine del settimo periodo di cultura, poi dopo, i prescelti, coloro che si saranno preparati già nel nostro quinto periodo di cultura, saranno guidati dal «Manu umano» (similmente a come  gli uomini dopo il «diluvio universale», vennero guidati dal Manu divino-umano Melchisedec cioè Noè,  nella quinta Epoca Postatlantica), nella successiva sesta Epoca Postatlantica  che sarà di nuovo formata da sette periodi di cultura di 2160 anni. (vedi la nota 2).  Questo significa che oggi dobbiamo e abbiamo la possibilità di continuare questo impulso evolutivo futuro originato dalla caduta dei nostri progenitori biblici umani Adamo ed Eva durante l’epoca del «Paradiso terrestre», in modo più cosciente e consono alla nostra quinta epoca di cultura, in modo da essere preparati tramite l’impulso del Cristo3 a superare la catastrofe futura.

Se non vogliamo dunque essere come quegli uomini che messi nel torrente della vita continuano a scendere giù per la valle senza alcuna volontà fino a unirsi al corso di un fiume, e che inoltrandosi ancora incoscientemente in un cammino perpetuo senza meta tra sentieri tortuosi, oscuri e desolati, non raggiungono alla fine la foce del fiume ove, similmente a gocce divine, si annullano nel grande mare infinito. Se non vogliamo specchiarci in questa massa umana che vive inconsapevolmente la sua esistenziale vita animica sperimentando in modo dormiente l’esperienza materiale terrena, dobbiamo svegliarci alla consapevolezza dell’esistenza dei Bodhisattva4 (il Paracleto o gli inviati dello Spirito Santo), e prendere coscienza dei «tempi futuri» attraverso la nuova rivelazione spirituale che ci additano nella nostra epoca come evento di una nuova epoca luminosa che viene, sostituendosi all’antica epoca oscura del kali yuga5 già terminata un secolo fa. Occorre allora per questo, accogliere la conoscenza e gli avvertimenti di questi uomini sacri di modo che possiamo prendere in mano le redini della nostra vita esistenziale nel mondo, per andare là dove c’è indicato, imparando però a camminare da soli sulle proprie gambe, alfine di sviluppare nel modo giusto l’autocoscienza. Oggi in questo primo bagliore spirituale del nuovo Yuga, cioè il Dvapara Yuga (che tenderà a diventare sempre più luminoso come al sorgere del Sole del mattino segue la luce splendente del mezzogiorno) fluiscono dal mondo divino della terza gerarchia angelica6, sempre più forze luminose spirituali che l’uomo deve imparare ad accogliere con gratitudine alfine che possano svilupparsi in lui, nel modo giusto, le facoltà nuove che vanno preparandosi nel nuovo yuga.    ( 1.continua)

Collegno giugno 2017                                                                              Antonio   Coscia

Agg. e corr. luglio 2018

Sopra:  Raffaello, Trasfigrazione del Cristo

 Note

1    Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2    L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare «sette Stati di Coscienza Cosmici» che nella Scienza  antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, e cioè Saturno, Sole e Luna e attualmente siamo nello stato cosmico o «Eone» terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema solari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vederle, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico, deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza dunque, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita  con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare  attraverso sette Epoche, cui chiamiamo:

«Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica».

A sua volta ogni «Epoca» deve attraversare «sette periodi di cultura» che chiamiamo:

«Paleo Indiano, paleo Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».

Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura  «anglo-germanico» della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il «segno dei Pesci», cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura «slavo-russo» che sarà sotto il «segno dell’Acquario»; infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura «americano» che sarà sotto il «segno del Capricorno» che finirà con una grande catastrofe simile al «Diluvio universale» chiamata  dalla Scienza antroposofica, «la guerra di tutti contro tutti». Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così via, per la settima Epoca; fino a che la Terra sarà completamente trasformata  unendosi di nuovo alla Luna e al Sole.

Tav.1                 I  SETTE  STATI  DI  COSCIENZA  PLANETARI

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   Rudolf Steiner  tratto dal libro «Apocalisse O.O. 104, pag. 189

3     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori.  Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso le nostra fede e la meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

4      La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’entità del Cristo-Sole, posto al loro centro .  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su questo argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive:

 «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per una incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “Buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmāṇakāya). L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’Io, lavora, in maniera consueta ad un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale. In conseguenza di ciò la sua coscienza raggiunge la sfera del “Nirvana” e inizia un evoluzione che la restante umanità raggiungerà solo, durante lo stato di coscienza di Venere; nel qual lavoro sarà ispirato da esseri ancora superiori agli Arcangeli ».

Quando dunque giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi scende a livello astrale e ispira un «Individualità umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani. I quali sono i discepoli degli antichi Maestri divini che guidarono l’umanità antica, di cui nell’epoca Lemurica discesero dalla sfera di Venere, le entità delle Archai che s’incorporavano fin nel corpo fisico di uomini tra i più evoluti, che erano chiamati “Dhyani Buddha”. Durante l’epoca Atlantica discesero dalla sfera di Mercurio, le entità degli Arcangeli, che s’incorporavano fin nel corpo eterico di uomini evoluti, che venivano chiamati “Bodhisattva”. E durante l’epoca Postatlantica (prima dell’evento del Cristo nel corpo di Gesù di Nazareth), discesero dalla sfera lunare (Luna) le entità degli Angeli, nel corpo astrale di uomini evoluti, che erano chiamati Buddha umani. Anche dopo l’evento del Cristo si sono sempre presentati agli uomini dei Bodhisattva per aiutare l’umanità a evolvere verso i mondi dello spirito, senza dei quali l’umanità non potrebbe mai arrivare alla sua meta divina originaria. Sono uomini evoluti che vivono nell’ambito della sfera lunare, (in questo caso è inteso la sfera che va dalla Luna fino a Venere), e sono chiamati «Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti» che a loro volta, formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, cui hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra.

Quando appunto si avvicina per loro il momento, essi scendono sulla Terra per compiere la loro missione divulgando la loro dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, essi s’incarnano circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che questi uomini evoluti, essendo troppo elevati per i corpi fisici per loro troppo angusti, scelgono a loro volta degli iniziati o personalità umane fra uomini più evoluti e li compenetrano nel corpo astrale, oppure fin nel corpo eterico, secondo la missione che devono portare a termine e dalle personalità umane terrestri che possono essere «compenetrate spiritualmente». Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sulla Terra, incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per lui da un corpo materno in grado di accoglierlo, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva umano dovrà conquistare il gradino dell’Illuminazione spirituale di Buddha elevandosi al rango spirituale superiore, lasciando libero l’Angelo che aveva assunto la missione di guida, salendo anch’egli al livello superiore di Arcangelo.

Possiamo ancora aggiungere che fino ad ora si sono manifestati e realizzati sei Buddha, l’ultimo come accennato fu il Buddha Gotama (circa 560 a.C.) cui furono i preparatori per la discesa e l’incarnazione del Cristo nel corpo astrale, poi nel corpo eterico e infine nel corpo fisico di Gesù di Nazareth. Sei nuovi bodhisattva dovranno ora scendere per preparare la conoscenza del Cristo, cosicché l’umanità imparerà a pregare, a conoscere e a discernere sempre più la natura divina del Cristo, non confondendola (come continua a fare da diversi secoli, dopo l’editto di Costantino) con la Personalità storica (per quanto nobile e venerabile), di Gesù di Nazareth. È di vitale importanza per tutta l’evoluzione umana futura che l’umanità impari a discernere il «Maestro Gesù» quale uomo di Nazareth, dietro cui si cela la reincarnazione dell’antico Zarathustra fondatore della religione persiana, e il Cristo Gesù quale “Sole Cosmico” e secondo Principio Universale della Trinità Divina, ossia ciò che gli Iniziati cristiani hanno sempre conosciuto come: «Io Sono l’Io Sono».

Ritornando alla dottrina dei Bodhisattva, occorre sapere che da questo collegio di uomini evoluti appartenenti alla comunità dello Spirito Santo, opera oggi attraverso gli Iniziati e uomini evoluti, l’ispirazione del nuovo Bodhisattva che ha occupato il posto come successore del Buddha Siddhārtha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha o Śākyamuni che fu un monaco filosofo mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo. Questo nuovo bodhisattva che iniziò a incorporarsi nel maestro degli Esseni circa un secolo prima del Cristo, come “Gesù di Pantera” (questo elevatissimo maestro esseno, chiamato Jeschu ben Pandira, fu molto confuso tra i filosofi greci tra i quali Celso e persino dalla fondatrice della Teosofia Madame Blavatsky che per questo, si scagliarono contro il cristianesimo) fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha; egli è il nuovo Buddha che deve venire e si chiamerà «Maitreya Buddha». Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste” menzionata nel vangelo di Giovanni.

5    Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo  chiamati yuga, i quali sono  cosi suddivisi:

1)   Satya Yuga o Krita Yuga, l’età dell’oro;

2) Treta Yuga, l’età dell’argento;

3)   Dvapara Yuga, l’età del bronzo;

4) Kali Yuga, l’età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C.

Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di  35000 anni.

6    Nel mondo divino operano delle  Entità spirituali appartenenti a tre classi gerarchiche cui la Scienza antroposofica cominciando dall’alto classifica così:

1° Gerarchia

Spiriti dell’Amore (Serafini), Spiriti dell’Armonia (Cherubini),  Spiriti della Volontà (Troni).

2° Gerarchia

Spiriti della Saggezza  (Kyriotetes),  Spiriti del Movimento  (Dynameis) e  Spiriti della Forma (Potestà o Elohim).

3° Gerarchia

Spiriti del Tempo o Personalità (Archai),  Spiriti del Fuoco (Arcangeli) e Spiriti della vita (Angeli).