Epoca dei Pesci o dell’Acquario? III

Scuola di Atene - Particolare di Raffaello

 «Ma i nuovi uomini liberati nel corpo eterico [dal 1930 in poi], i nuovi uomini della fase ultima della Terra, quella di Mercurio dopo la prima fase di Marte … devono accogliere il Cristo. E devono accoglierlo attraverso le grandi vie che l’antroposofia offre loro sulla via di Michele: la via della conoscenza spirituale che permette di raggiungere la fonte delle idee creatrici provenienti dallo spirito, attraverso la nuova pedagogia che ha il suo fondamento nella conoscenza dell’essere occulto dell’uomo. E di ciò che deve essere sviluppato in esso secondo l’evoluzione, attraverso l’arte che può elevare l’uomo e continuare l’opera di creazione del mondo, restituendo trasfigurato alle potenze divino spirituali, attraverso la conoscenza della tripartizione sociale, che dà la possibilità di armonizzare la scissione collettiva della personalità nella vita associata degli uomini, corrispondente alla già caratterizzata scissione della personalità del singolo uomo, in una nuova comunità umana nel Cristo, con la libertà nello spirito, l’uguaglianza nel diritto, la fratellanza nell’economia».  (Da: “Gli avvenimenti nascosti dei nostri tempi e l’evoluzione, colti attraverso la fine dell’epoca oscura e il ciclo degli Yuga” di Alessandro Sbardelli; riv. Antroposofia, anno 1988 Ottobre-Dicembre, pag.252).

        La legge karmica che nel quarto periodo greco-romano si presentava quale legge del “Taglione” data a Mosè sul Monte Sinai da Jahve, venne modificata dal Cristo in “legge dell’amore” e della dedizione agli altri, cui è iniziata a operare nel XX secolo del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico, per il fatto che il Cristo ha assunto su di Sé la legge karmica che prima veniva amministrata dagli Dei della prima gerarchia, cioè i Serafini, i Cherubini e i Troni. Il Cristo dunque dal 1930 in poi, (vedi da Gesù a Cristo O.O.13, pag.75 e la nota 198, del libro di Sergej O. Prokofieff: “L’apparizione del Cristo nell’eterico”), ha avocato a Sé la legge karmica divenendo per questo il “Signore del Karma”, perciò per coloro che liberamente lo accolgono in modo spontaneo aprendogli il loro cuore, vale a dire chi accoglie l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, non sarà più giudicato secondo la legge mosaica del taglione conosciuta come: “Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita, etc.”, ma secondo la legge dell’amore e del perdono trasformata dal Cristo; per cui potremo compensare i nostri errori (peccati) nei riguardi degli altri, tramite l’impulso di un atto d’amore e di dedizione nei confronti di chi abbiamo commesso del male e che siamo come dire, in debito (karma). Per spiegarci meglio, diciamo che se abbiamo commesso degli errori nei riguardi di altri uomini o donne che siano, i nostri Angeli guida faranno sì che in un incarnazione futura troveranno il modo di farci incontrare e compensare il “debito karmico” (peccato), attraverso un azione d’amore e di puro interesse nei riguardi di chi abbiamo offeso, fino a che il debito non venga estinto e così pareggiato l’imperfezione karmica del nostro “Io umano” terreno. Ciò vuol dire che se l’umanità si compenetrerà dell’Impulso del Cristo secondo la concezione antroposofica, può trovare in sé le forze per trasformare il suo egoismo materialista in un impulso d’amore cosmico-umano, cosicché possa essere realizzato nell’ambito della comunità umana, quella fratellanza universale profetizzata nell’Apocalisse di Giovanni quale “comunità di Filadelfia”; ossia quello che secondo l’Antroposofia, sarà il nuovo avvento futuro del sesto periodo di cultura, come già menzionato nell’articolo precedente, sotto la direzione della costellazione dell’Acquario.

Questo nuovo aspetto evolutivo umano nella nostra epoca moderna, si manifesta in quanto che l’uomo attuale della nostra quinta epoca di cultura si è evoluto svincolandosi sempre più dai legami di sangue e financo dal gruppo etnico di appartenenza, (oggi l’anima e lo spirito possono incarnarsi in popoli diversi uscendo così persino dalla linea discendente degli antenati, ciò che del resto avveniva già presso i popoli della Galilea che si erano mischiati con i pagani), assumendo quell’impronta individuale personale, cui oggi è caratteristica in ogni uomo. Perciò l’anima della coscienza il cui sviluppo iniziato nel 1413 del nostro quinto periodo di cultura, non ha più bisogno di essere sottomessa alla legge ferrea yahvetica, la quale agiva nel popolo ebraico antico prima della venuta del Cristo, come impulso educatore esterno morale nelle anime ebraiche cui alla mancata osservanza nei suoi confronti, seguiva immediatamente l’azione punitiva che poteva essere eseguita soltanto dai sacerdoti ebrei; – la legge del taglione si è protratta in alcune zone italiane, fin quasi il XVIII secolo. Oggi possiamo accogliere il Cristo in modo libero e spontaneo e soltanto se lo vogliamo, in quanto Egli diversamente da Yahve o Jehovah, non viola in alcun modo la volontà umana, bussa alla nostra porta ed entra soltanto se gli apriamo e lo facciamo entrare. Per cui grazie a ciò, possiamo sviluppare quella facoltà nuova cui Rudolf Steiner dice che possiamo trovare solo in noi stessi, ossia la forza della coscienza morale che l’anima può sviluppare poggiando solo in se stessa; vale a dire che il nostro agire verso il mondo esterno deve essere determinato solo da decisioni libere e dove la nostra volontà, deve in ogni caso seguire soltanto il proprio pensiero cosciente individuale.

L’uomo del nostro quinto periodo di cultura, cui operano le forze di sacrificio e misteriosofiche che caratterizzano il “segno dei Pesci” in accordo a quelle opposte, cioè a quelle risanatrici e della dedizione del servizio agli altri, del “segno della Vergine” e che coadiuvano alla realizzazione dell’evoluzione umana, deve assumere in ogni circostanza, grazie anche a queste forze, le proprie responsabilità morali. Dobbiamo pertanto imparare a confidare solo in noi stessi, attingendo a quelle forze di fede che possiamo trovare nel nostro profondo con l’aiuto della conoscenza spirituale che può offrirci la Scienza dello Spirito o antroposofia, quale via dei nuovi misteri cristiani moderni della rosacroce. In merito Rudolf Steiner nella conferenza “Fede, Amore e Speranza”, dice:

«Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana … Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» ( O.O.130, pag.19).

L’Antroposofia è una corrente spirituale areligiosa e apolitica, cui ognuno può aderire, purché riconosca giustificato l’esistenza di un istituzione come è il Goetheanum, a Dornach, e quale Libera Università della Scienza dello Spirito. Essa pertanto non è costituita verticalmente come di solito, da una personalità umana gerarchica a cui ogni adepto deve obbedienza e sottomissione assoluto, ma da cinque Personalità comune aventi come ruolo istituzionale la direzione dell’organo di presidenza della Società Antroposofica Universale di Dornach, in Svizzera. Perciò diversamente dagli altri organi istituzionali religiosi e correnti di pensiero cui tendono a coercizzare, a sottomere e a imporre la loro mentalità dogmatica che poteva ancora essere giustificata nel medio evo fino all’inizio dell’età moderna con la scoperta dell’America, l’Antroposofia ci lascia invece liberi di agire, confidando solo in un corretto e responsabile atteggiamento morale da parte di ogni singolo membro. Occorre qui peraltro dire che qualora un antroposofo commettesse un errore morale dovuto a un abuso di conoscenza, ciò si ritorcerebbe in parte sull’antroposofo come karma individuale “soggettivo” negativo, e in parte l’azione negativa dell’antroposofo, verrebbe assunta dal Maestro fondatore Rudolf Steiner, come conseguenza del karma “oggettivo”; ovvero le immagini negative delle nostre azioni imperfette che vengono inscritte nella memoria universale detta “Akasha” e che non possono più essere cancellate. Soltanto così è possibile sviluppare e realizzare nel modo giusto la coscienza morale traendola da quella parte più profonda del nostro subcosciente, giacché è la stessa forza morale che abbiamo conosciuto e vissuto nei tempi antichi come legge ferrea morale, del “Padre” e che è stata trasformata dall’amore cosmico del “Figlio”, attraverso il sacrificio sul Golgotha con la morte e resurrezione di Gesù di Nazareth.

La coscienza morale cristica di cui Gesù di Nazareth era portatore dopo essere stato svegliato dal Cristo dopo la morte sul Golgotha, durante il XX secolo subì un attacco da parte delle forze dell’oscurità nel mondo eterico adiacente alla Terra, per colpa delle anime umane che dal XVI secolo fino al XIX secolo passarono la soglia della morte con un atteggiamento materialista, ciò che ebbe come conseguenza un soffocamento e una perdita della coscienza dell’anima angelica di Gesù di Nazareth. Perciò fu necessario un nuovo intervento o nuovo sacrificio da parte dell’Entità del Cristo che compenetrando quest’anima celeste originaria adamitica1, accolse in Sé l’oscurità arimanica, salvando e risvegliando questa volta, l’archetipo dell’umanità nel suo Sé superiore (Manas); mentre durante l’evento del Golgotha, fu risvegliato dalla morte il suo Io, umano, al quale bastò una sola incarnazione terrena per perfezionare la “coscienza dell’Io”. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Londra il 2 maggio 1913, dice:

«“I semi del materialismo terrestre” che dal secolo XVI in numero sempre maggiore vengono trasmessi nel mondo spirituale dalle anime che attraversano la porta della morte, e che portano a sempre maggiore oscurità, formano ”la sfera nera del materialismo”. La sfera nera, grazie al principio manicheo, Cristo la accolse nel Suo Essere per trasformarla. Essa portò all’Entità angelica che è la manifestazione del Cristo dal mistero del Golgotha in poi, la “morte per soffocamento spirituale”. Questo sacrificio del Cristo nel XIX secolo lo si può paragonare al sacrificio sul piano fisico del Golgotha e descriverlo come seconda crocifissione del Cristo sul piano eterico. Questa sorta di soffocamento spirituale che causò lo spegnimento della coscienza dell’Entità angelica è una ripetizione del mistero del Golgotha nei mondi che stanno direttamente dietro ai nostri mondi, affinché possa aver luogo una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane. Questa rinascita diviene la visione chiaroveggente dell’umanità nel secolo XX. Così, dal secolo XX, la coscienza – Cristo può congiungersi con la coscienza terrena dell’umanità; e ciò è possibile in quanto l’estinzione della coscienza del Cristo durante il secolo XX nell’ambito della sfera angelica, significa risurrezione della coscienza diretta del Cristo nell’ambito della sfera terrena. A partire dal secolo XX nelle anime umane la vita del Cristo sarà sempre più sentita come un’esperienza personale diretta». (Verso il Mistero del Golgota O.O. n.152, pag. 45 – ed. Antroposofica Milano).

Questa salvazione della coscienza dell’anima Natanica (viene anche così chiamata per il fatto che nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto discendere dalla linea sacerdotale di Natan,   figlio del re Davide), ebbe quale effetto risvegliatore della rinascita della coscienza del Cristo nell’ambito profondo delle anime umane, laddove attende di essere risvegliata. Pertanto questa rinascita della coscienza del Cristo, unita al risveglio nell’uomo della coscienza morale tramite l’Impulso del Cristo, andrà gradualmente trasformandosi in modo naturale nei prossimi millenni nell’ambito dell’umanità, dando luogo a un risveglio naturale  della forza veggente immaginativa, a cui seguirà l’evento annunciato più volte da Rudolf Steiner nel secolo scorso, cioè di poter vedere e incontrare il “Cristo eterico” nell’ambito del mondo astrale adiacente alla Terra. Questo grande evento del Cristo eterico cui seguirà un  risveglio naturale delle forze chiaroveggenti umane annunciato da Rudolf Steiner, sia per quelli che seguono una corrente spirituale sia per chi opera moralmente nella vita comunitaria, sarà possibile dal XX secolo in poi solo per alcune anime, e poi dopo, nell’arco di tremila anni  diverrà patrimonio naturale di tutta l’umanità; naturalmente l’umanità dovrà andare moralmente preparata e portare qualcosa incontro al Cristo. Per meglio capire quest’aspetto, diciamo che nell’umanità si stanno risvegliando delle nuove facoltà veggenti che già tutti gli uomini avevano come “dono” dagli Dei, prima della tentazione luciferica. Queste facoltà immaginative sognanti possedute dall’umanità antica, andarono perdute trasformandosi col tempo in forze intellettive affinché l’uomo potesse sviluppare quel tipo di pensare in grado di afferrare il mondo esterno naturale. Vale a dire che la facoltà di pensare in immagini viventi sognanti, si trasformò in facoltà di pensiero intellettivo astratto, cui ha dato sì all’uomo la facoltà della libertà e della “ragione” e con essa, quello di sviluppare le diverse civiltà antiche fino allo sviluppo della civiltà tecnologica scientifica moderna che ha contribuito allo sviluppo della coscienza dell’Io individuale, ma anche quello di allontanare l’Io umano dalla sua origine spirituale a causa del troppo egoismo cui è stato sospinto dalle forze luciferiche, a discendere troppo nel materialismo arimanico.

Collegno   21 luglio 2019                                                                                 Antonio Coscia    

Sopra: Scuola di Atene, particolare di Raffaello

1   Nella genealogia del Vangelo di Luca, Gesù è fatto risalire fino ad Adamo e da questi a Dio; ossia qui abbiamo la pura “Immagine divina” creata da Yahve-Elohim e trattenuta come anima archetipica dell’umanità cui venne sottratta dalla tentazione di Lucifero e trattenuta  nel mondo solare con la protezione dell’Arcangelo Michele.  Per meglio dire diciamo che ad Adamo furono sottratte delle forze archetipiche (un’anima gemella)prima che venisse tentato da Lucifero, e che s’incarnò per la prima volta alla “svolta dei tempi” come Gesù di Nazareth, il quale fu il portatore del Cristo per tre anni e che morì sulla croce del Golgotha resuscitato dal Cristo, il terzo giorno della Domenica di Pasqua ebraica.