La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente II

 

4032062839_c0948b7fa0_o

        «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).

         Rudolf Steiner attraverso la sua ricerca spirituale nei riguardi dell’Entità umana, arrivò all’uomo tripartito funzionale quale si manifestava alla sua veggenza superiore, e cioè: «L’uomo del capo che comprende i nervi e i sensi (neuro-sensoriale), cui opera maggiormente l’attività animica dei nostri pensieri; l’uomo del petto o del ritmo che comprende cuore e polmoni (circolazione del sangue e respiro), cui opera l’attività animica dei nostri sentimenti, e l’uomo del ricambio e degli arti, che comprende l’assunzione del cibo, la digestione e gli arti motori (metabolico – motorio), cui comprende l’attività animica del nostro volere». Rudolf Steiner parla anche di un’altra triarticolazione animica che entra in relazione col corpo fisico umano e cioè l’anima umana, la quale come abbiamo accennato nell’articolo e nella nota (1) precedente, è formata dall’insieme di tre forze animiche che abbiamo chiamato “anima senziente, anima razionale e anima cosciente”. L’Io umano ha perfezionato in modo incosciente nei periodi di cultura precedenti queste forze animiche, e soltanto nel periodo attuale attraverso la conoscenza dell’Antroposofia, l’uomo ha la possibilità di sviluppare in modo consapevole, l’anima della coscienza. Sviluppare l’anima cosciente vuol dire realizzare attraverso l’autocoscienza, la consapevolezza di avere in sé un che di divino (il dio nell’uomo) dietro di cui agisce ed è sempre stato presente, un Entità spirituale che rappresenta l’Individualità umana superiore che chiamiamo Sé spirituale o Io superiore3.

Siccome però l’anima cosciente (entro la quale nasce la manifestazione più alta dell’Io terreno) come sopra citato, entra in relazione col ricambio e con gli arti dell’uomo e quindi con la volontà umana,  l’io umano  è messo di fronte a una maggiore responsabilità di dover cioè agire nell’ambito sociale, con impulsi liberi, senza intermediari che tendano a reprimere il suo atto volitivo individuale. Vale a dire che questa volontà umana deve poter agire ora, con la massima libertà interiore senza che qualcuno possa interferire nella sua capacità decisionale, cui a volte, può anche commettere degli errori dai quali trarrà poi quell’esperienza terrena da cui nasceranno i frutti che saranno accolti dopo la morte, dall’Io superiore che trasformerà con l’aiuto degli Dei, in qualità umane superiori cui potrà beneficiare solo in una prossima incarnazione. Tutto questo deve essere accompagnato da un impulso morale in modo da realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente, e possiamo farlo solo traendolo dalla nostra interiorità umana con l’aiuto dell’Antroposofia, con la quale, possiamo risvegliare in noi la coscienza del Cristo tramite l’Impulso del Cristo, che quale impulso centrale della corrente antroposofica cristiana-rosicruciana, vuole unire lo “spirito umano” allo “Spirito Universale”. Se riusciamo in un primo momento ad aprirci senza preconcetto e ad avere “fiducia” nei riguardi di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, possiamo sviluppare e realizzare quella certezza di “fede di conoscenza” che ci darà la possibilità poi dopo, (se il nostro karma lo permette), d’incontrare il Cristo eterico sul piano astrale adiacente alla Terra.

Ciò possiamo realizzarlo, se seguiamo attentamente i consigli dati da Rudolf Steiner nei suoi due libri “La Filosofia della Libertà e l’Iniziazione”, e in modo particolare le due massime fondamentali per il giusto sviluppo dell’evoluzione dell’anima cosciente, ossia: «Vivere nell’amore per l’azione e lasciar vivere nella comprensione della volontà altrui è la massima fondamentale degli uomini liberi» (O.O.n.4, pag.122); e «Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per opera tua non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno» (O.O.n.10, pag. 25). Queste due massime antroposofiche devono essere accolte e messe in pratica con la consapevolezza che se vogliamo anelare alle verità superiori e lavorare allo sviluppo della nostra anima cosciente, dobbiamo imparare nella nostra epoca  a essere liberi e poggiare esclusivamente su noi stessi, scrollandoci di dosso tutte le superstizioni e i dogma religiosi appartenenti a uno sviluppo animico di un periodo antico  che, va assolutamente superato. Il discepolo dello spirito deve camminare da solo, senza anelare al “Maestro” umano terreno personale che possa guidarlo per vie sicure come appunto era possibile fare prima nei misteri iniziatici antichi, dove l’allievo era totalmente sottomesso e diretto dal Maestro cui la loro unione continuava a volte, perfino oltre la morte. Questa è l’epoca in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità morali prendendo in mano le redini della propria vita, guidando se stesso attraverso gli ostacoli e in tutte quelle decisioni difficili che gli verranno incontro, quale effetto karmico cui deve poter decidere da solo, mosso soltanto dal suo giudizio morale interiore e dal desiderio di realizzare in sé la certezza dell’esistenza divina di un “Ente Supremo”, cui tutto il creato anela.

Tutto ciò che aneliamo in questo periodo dell’anima cosciente, va conquistato attraverso il proprio sforzo personale senza essere assoggettati da nessuna autorità istituzionale religiosa, né da chiunque voglia limitare la nostra libertà di opinione o di espressione del nostro pensiero. Questo dovrebbe essere presente in tutte quelle correnti di pensiero e in modo particolare, negli ambienti antroposofici in cui si studia insieme antroposofia, dove la libertà dialogica non sempre è rispettata nei termini desiderati da Rudolf Steiner, dove a volte capita di assistere ad atteggiamenti intolleranti di arroganza intellettuale di chi non ha ancora compreso che la “vera essenza dell’Essere Antroposofia è amore”, e perciò Rudolf Steiner dice che non può essere compresa che dall’amore .

     «E poiché l’Antroposofia può essere compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando sia compresa nella sua vera natura. (…). Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo» (Formazione di Comunità, pag. 13).  (II. continua)

 Collegno 30 aprile 2019                                                               Antonio Coscia

Note Integrative

3      «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen 1,26-27).  

Dietro queste parole bibliche si cela in modo velato la creazione della doppia natura umana da parte degli Dei creatori, ossia gli Elohim o Spiriti della Forma, i quali crearono l’”immagine superiore” quale frammento del loro fuoco divino, vale a dire l’”Io superiore” o l’”Individualità” umana superiore e la “somiglianza”  o  l’“io inferiore” , vale a dire la nostra “Personalità umana”. In realtà dietro queste poche frasi bibliche  si cela molto più di quello che  non è possibile dire in una nota, per non dilungarci oltre a ciò che c’è consentito portare a coscienza sul significato dell’Io superiore. Il fatto poi che a volte l’Io superiore è identificato col “Sé spirituale”, così come l’io inferiore viene identificato con il “sé inferiore”, è dovuto al fatto che l’Io superiore è strettamente unito al puro “corpo astrale” umano proveniente da un’antica evoluzione cosmica chiamata antica Luna, per cui esso si presenta come un corpo di luce simile al Sé spirituale divino. Lo stesso dicasi per l’io inferiore, il quale anch’esso è strettamente unito al corpo astrale inferiore che al contrario, è soltanto un’immagine impura riflessa dell’astrale superiore. Ciò è dovuto al fatto che durante l’epoca Lemurica, (epoca che ci riporta al momento della caduta dell’uomo verso l’incarnazione umana), delle entità di contrasto s’insinuarono nel corpo astrale superiore, determinando il suo oscuramento e la divisione in due parti, di cui: nella pura parte superiore gli Dei fecero sgocciolare l’Io superiore altruista, e nella parte oscura dell’astrale inferiore (cui vennero fatto fluire delle forze basse astrali), venne incorporato l’io inferiore egoista, quale riflesso imperfetto dell’Io superiore che fu avviato sulla via dell’incarnazione terrena.