Che cos’è la verità? II

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   «Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti».

Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

          Le  parole di Rudolf Steiner ci invitano a riflettere e di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto lui, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

       È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa dunque deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito assoluto” per una sana vita spirituale, e cioè: “Quello d’imparare a fare un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in sé quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate «Asura»5. Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato evolutivo cosmico della coscienza umana chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

       «Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

       Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come «Maestro dell’umanità». Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

     Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissuto durante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’Essere Antroposofia. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.

      Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

       «Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue. L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

      Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non possano inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

       Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possiamo continuare il nostro cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano8.

Collegno, luglio  2012                                                                           Antonio Coscia

     agg. novembre 2018

Sopra: Immagine del Cristo, il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner, secondo la sua visione veggente.

Note Integrative

5       Vedi la nota 30 di   6. Note Integrative Antroposofiche

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Vedi la nota 24 di 3. Note Integrative Antroposofiche

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche