Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura I

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       «Di continuo, dal mattino alla sera, qualcosa degli spiriti elementari incantati [creati dagli Dei dell’evoluzione normale], passa nell’uomo. Mentre percepiamo gli oggetti che ci circondano, una schiera di spiriti elementari, che fu condannata all’incantesimo e che continuamente vien resa prigioniera a causa dei processi di condensazione del mondo, passa senza posa in noi. Consideriamo ora l’uomo che, fissando gli oggetti, non provi alcuna inclinazione a riflettere su di essi, a far vivere nella sua anima lo spirito delle cose. Egli se la prende comoda: vive sulla Terra, ma non produce alcuna elaborazione spirituale, né con le idee, né coi sentimenti, in nessun modo; rimane per così dire semplice spettatore di quanto materialmente incontra nel mondo. In tal caso gli spiriti elementari entrano in lui, e rimangono nel suo interno; sono in lui, ma nel processo cosmico non hanno guadagnato altro se non d’essere penetrati dal mondo esterno nell’uomo (…). Nella sua vita l’uomo è come un punto di transito per gli spiriti degli elementi. Quando poi, compiuto il suo soggiorno nei mondi spirituali, egli rinasce in un’incarnazione successiva, lo accompagnano nella sua rinascita tutti gli spiriti elementari che egli non ha liberato prima, e con lui ritornano nel mondo fisico; invece quelli che ha liberati non deve più riportarli con sé quando ridiscende; essi hanno fatto ritorno al loro elemento originario».

Gerarchie Spirituali O.O. n.110 – pag.29-30-31

       Come possiamo leggere da questo stralcio di conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Düsseldorf la sera del 12 aprile 1909, laddove egli mette in evidenza il complesso mondo elementare che da dietro le quinte dell’esistenza spirituale, operano nel nostro mondo fisico “esseri elementari” che si manifestano nell’ambito della natura terrestre come “forze naturali” che conosciamo attraverso i quattro elementi essenziali terrestri, ossia: “Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra (solido). Questi “esseri elementari” la cui appartenenza a diverse specie in sé molto complesse, dobbiamo collocarli a un regno elementare eterico – astrale, cui possiamo indicare quattro gruppi o specie elementari principali, cui sono: “ Le Salamandre (esseri elementari del fuoco), le Silfidi (esseri elementari dell’aria), le Ondine (esseri elementari dell’acqua) e gli Gnomi (esseri elementari della terra o solido). Questi esseri elementari naturali sono delle creature che essenzialmente appartengono alle diverse gerarchie spirituali superiori, sia della giusta evoluzione, cioè gli Dei del progresso, che di quelli del contrasto, ossia Lucifero e Arimane che agiscono da inibitori con un’altra specie di esseri elementari che chiamiamo: “Esseri elementari luciferici e arimanici” che operano in altri ambiti della natura e subnatura. Tutto ciò che è intorno a noi, l’universo fisico planetario, insieme alla natura terrestre che ci circonda, non è altro che la manifestazione di “forze spirituali” che come dire, sono state incantate, solidificate dagli Dei come nostro mondo naturale. Esse sono create dagli Dei, così che fosse data all’uomo la possibilità di sviluppare il suo essere triarticolato, vale a dire il suo corpo, la sua anima e il suo spirito, o per meglio dire, dare all’uomo la possibilità di sviluppare la coscienza autonoma e libera dell’Io umano, in modo che possa realizzare tramite lo sviluppo di un principio spirituale superiore, il “vero uomo” o “Vero Io”. Possiamo in questo aggiungere, per meglio capire quest’aspetto, che i due “alberi biblici” esistenti al principio nel “Paradiso terrestre”, e che furono separati dalla tentazione di Lucifero1, hanno la possibilità attraverso l’esperienza umana terrena, di ri-congiungersi di nuovo, ossia l’”Albero della vita” (il Vero Io)2 e l’”Albero del bene e del male” (l’Io superiore e l’Io terreno)3.

Anche S. Paolo a quanto pare sembra conoscesse questo segreto della natura laddove nella lettera ai romani, egli dice:

       “Fratelli, io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà esser rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità — non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa — e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.  Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”; Romani 8,18-23.

       Naturalmente qui S. Paolo allude solo a uno stato futuro in cui l’uomo redimerà completamente se stesso unendosi al suo Io superiore o Sé spirituale (e in secondo tempo anche al suo “Vero Io”), divenendo in tal modo un vero figlio di Dio, cioè raggiungendo la consapevolezza di essere stato generato da Dio quale frammento della stessa sostanza spirituale e redimerà di conseguenza, con l’aiuto del Cristo, anche tutti gli “esseri elementari” terrestri. In tal modo la Terra passerà in quello stato futuro in cui nell’Apocalisse di Giovanni è annunciata come “Gerusalemme Celeste”, ossia il prossimo quinto stato di coscienza cosmico4 che nella Scienza dello Spirito o antroposofia5 conosciamo col nome di “Giove”6; dove l’uomo continuerà lo sviluppo della sua anima divina superiore come “Angelo” e come parte di decima gerarchia che si aggiungerà alle nove gerarchie spirituali superiori divine. Come possiamo rilevare da questi pochi concetti, lo sviluppo e il perfezionamento umano di ogni singolo uomo si protrarrà ancora per moltissimi millenni prima che l’uomo possa giungere a quello stato di coscienza superiore del Sé spirituale, dove inizierà lo sviluppo della “coscienza immaginativa7 superiore macrocosmica” su di un piano divino superiore, ossia quello attuale degli Angeli, che possiamo definire “Astrale più perfetto”.

      Ritornando agli esseri elementari che come abbiamo letto, possiamo liberarli dal loro stato di “prigionia magica” se prendiamo coscienza di tutto ciò che ci circonda e partecipiamo attivamente con amore a ogni manifestazione di: nascita, crescita, maturazione e morte della natura. Occorre però dire che questi esseri della natura i quali, come citato, sono la manifestazione della spiritualità che agisce da dietro le quinte del nostro mondo fisico naturale, operano non solo nell’ambito della nostra natura circostante, ma anche in quello della natura animica interiore umana. E il fatto di non liberare nell’arco della nostra vita, ossia di non prendere coscienza della bellezza naturale che ci circonda né di operare alla sua trasformazione, ma vivendo la vita in modo superficiale, questi esseri elementari li leghiamo a noi fin dopo la morte, in modo che essi non possono ricongiungersi alla loro spiritualità originaria (il fuoco), perché sono legati magicamente dagli Dei alla nostra Terra. Cosicché saremo obbligati a prenderli con noi nella seguente incarnazione, non senza una conseguenza karmica negativa nei nostri confronti, quale destino di contrasto o di aiuto secondo il nostro comportamento sensato o incosciente nei loro riguardi. Ciò vuol dire che li legheremo al nostro “Doppio arimanico e luciferico”8 e saranno apportatori di malattie e disturbi psichici o altro, a secondo dei casi. Nel corso di questa vita invece, quelli che liberiamo possono unirsi alla loro spiritualità originaria, solo dopo la nostra morte e, nell’arco della nostra vita attuale terrena, possono essere per noi apportatori di bene.  (1. continua)

Collegno,    13 luglio 2017                                   Antonio   Coscia

Agg. e corr.  7  novembre 2018

 Note Integrative

1    Lucifero è l’Entità dell’ostacolo che conosciamo come “Diavolo” e che diversamente da un altra Entità dell’ostacolo con caratteri più satanici o mefistofelici che chiamiamo Arimane (Satana), agisce nell’anima umana come impulso egoistico. Lucifero esiste nella diversa scala gerarchica nell’ambito di tutte le gerarchie spirituali superiori, per cui il Lucifero che opera quale tentatore dell’anima umana, appartiene alla categoria degli Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione umana, sull’antica Luna. Possiamo pertanto dire che Lucifero è un super-uomo antico che non avendo compiuto il perfezionamento dell’Io umano,  è come dire esiliato dalla sfera angelica dei suoi fratelli solari e costretto pertanto a operare dall’ambito della sfera astrale lunare, da dove agisce come inibitore e tentatore nella contro-immagine del corpo astrale dell’uomo. Egli è rappresentato nell’immagine del serpente che nel “Paradiso terrestre” persuade Adamo ed Eva a mangiare la mela, cosicché vengono rimproverati da Dio e cacciati dal consesso divino, per aver disobbedito e conosciuto anzitempo il mistero del bene e del male che farà sì che Adamo ed Eva, possano conquistare la libertà e l’autocoscienza autonoma, alfine di non essere più un semplice specchio degli Dei, ma diventando come loro.

        « Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”. Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto. Scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita»; Gen 3,22-24 . (Vedi anche la nota 22 di 3.Note integrative antroposofiche e la nota 25 di 6.Note integrative antroposofiche).

 2     Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancor più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: «Il vero Io o Scintilla divina». Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove egli alla fine sintetizza il concetto del vero Io così:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere[che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere», (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194; Ed. Antroposofica Milano).

3    Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

4     L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini i quali passano attraverso una coscienza di veglia.

      I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistema Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto dunque nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

(Vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche).

5     Non si può definire in una nota che cosa sia la Scienza dello Spirito o antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa, trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha (la memoria universale esistente al di sopra della sfera stellare o della “Provvidenza”, chiamata “sfera del Budhi”), le immagini grandiose della “Scienza occulta”. Così come dai mondi dello spirito ci porta a conoscenza della manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

 6      L’evoluzione del’uomo si compie attraverso sette stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Attualmente siamo nell’eone cosmico chiamato Terra, dopodiché finito questo stato di coscienza, la Terra si metamorfoserà o se vogliamo, si incarnerà nel prossimo stato di coscienza di Giove, che sarà costituito di materia astrale più sottile di quella attuale, dove l’uomo lavorerà al completo sviluppo del corpo astrale in Sé spirituale, elevando la sua coscienza a uno stato superiore cosmico chiamata, «coscienza immaginativa». Nel libro dell’Apocalisse di Giovanni, Giove è menzionato come la nuova «Gerusalemme Celeste».

7      La coscienza immaginativa è una coscienza superiore che verrà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico soltanto durante l’evoluzione di «Giove», per cui durante lo stato terrestre, possiamo sviluppare solo un aspetto inferiore microcosmico, tramite cui l’uomo non pensa più col pensiero concettuale o intellettuale, ma attraverso un vedere o un pensare in immagini. Il nostro pensiero concettuale o intellettuale, è una manifestazione del nostro cervello fisico che riflette i pensieri che l’anima accoglie dallo Spirito universale e perciò, i nostri pensieri non sono reali, sono come dire, dei pensieri ombra, dei pensieri morti che perdono la loro realtà spirituale originaria, durante la loro manifestazione nel mondo terreno. Questo permette all’uomo di essere libero, e di poter evolvere attraverso lo sviluppo della coscienza morale che deve imparare a distinguere il bene dal male. Se i pensieri fossero viventi, ossia se non perdessero la loro reale caratteristica d’immagine, ci costringerebbero a pensare e a dire solo ciò che essi esprimono nella loro realtà spirituale. Per meglio capire questo concetto, diciamo che se i pensieri dell’uomo fossero pensieri viventi, egli non potrebbe mentire, sarebbe condizionato a dire solo ciò che i suoi pensieri appunto esprimono nella loro realtà universale. Ma siccome l’uomo è nello sviluppo dell’anima cosciente, cioè quella parte superiore dell’anima umana che è congiunta al nostro Io superiore spirituale, di conseguenza l’uomo entrando in modo cosciente nel mondo spirituale, deve elevare anche il suo pensiero razionale-intellettuale perché non idoneo a comprendere il mondo superiore. Il nostro pensiero è adeguato a comprendere solo la realtà del nostro mondo fisico che è il riflesso del mondo spirituale, vale a dire che per comprendere il mondo spirituale superiore, occorre un pensiero immaginifico veggente, ossia il pensiero immaginativo o coscienza immaginativa superiore che sarà sviluppata nel suo aspetto macrocosmico, soltanto durante l’evoluzione di «Giove».

8      Il Doppio arimanico o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è nella maggior parte dei casi un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico – astrale influenzando i nostri pensieri e i nostri sentimenti egoistici. Cioè per dirlo in modo diverso, il “Doppio” è una manifestazione di Entità arimaniche e luciferiche che dal mondo astrale agiscono nei nostri corpi animici umani, ossia nel nostro corpo eterico e astrale umano, addensandoli e oscurandoli con le azioni karmiche negative delle nostre vite passate che non abbiamo perfezionato, con cui esso si unisce. Vale a dire che è quella parte di noi stessi cui non siamo riusciti a perfezionare nelle nostre vite passate e di cui il nostro Io superiore si riveste, assumendo una figura demoniaca quale immagine riflessa della nostra imperfezione morale che possiamo incontrare nel mondo eterico- astrale, durante il percorso cosciente del secondo gradino iniziatico della coscienza immaginativa. Occorre distinguere il “Doppio arimanico” che agisce maggiormente nel corpo eterico influenzando l’anima razionale (pensiero cosciente), mentre suo fratello (Doppio astrale) con caratteristiche luciferiche, agisce nel corpo astrale influenzando l’anima senziente (sentire incosciente). Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Va ancora detto che quest’essere arimanico non sopporta la morte umana, per cui egli lascia l’uomo tre giorni prima che questi lasci il piano fisico.

Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

     «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.