La certezza della fede e lo sviluppo dell’anima cosciente III

IMG_20190320_181512

       Allora i discepoli, accostatisi a Gesù in disparte, gli chiesero: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». Ed egli rispose: «Per la vostra poca fede. In verità vi dico: se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile. (Mt 17,19).

       Ciò non toglie comunque che nella nostra aspirazione verso la “fede di conoscenza”, possiamo incontrare uomini evoluti, anime che destano in noi un senso di benevolenza che possiamo ammirare, amare e avere una profonda venerazione per la verità da loro incarnata, ossia “Maestri di saggezza” che possiamo sempre incontrare sulla via di conoscenza e ai quali, possiamo aprirci con fiducia. Ma essi devono essere considerati da noi soltanto come amici, come dei fratelli maggiori cui possiamo chiedere consigli e non che debbano diventare per noi la guida personale, cui affidare il nostro destino in modo servile. Da essi possiamo perciò avere quei consigli che ci aiutino a sviluppare quel primo aspetto di fede che si basi sul sapere, cioè sullo sviluppo del pensare intellettivo cosciente tramite esercizi di concentrazione, meditazione e contemplazione, consigliati per esempio attraverso lo studio dell’Antroposofia. In merito Rudolf Steiner in una conferenza del 2 dicembre 1911 tenuta a Norimberga, parla della possibilità di poterci elevare alle forze di fede attraverso il sapere, dove appunto egli dice: «Solo il sapere può essere la base della fede, dobbiamo sapere per poterci elevare alle forze di fede dell’anima umana, dobbiamo avere nella nostra anima la capacità di mirare a un mondo soprasensibile, di dirigere su di esso i nostri pensieri e tutte le nostre rappresentazioni. Se non possediamo queste forze, appunto espresse dalla parola “fede”, qualcosa si devasta in noi, diventiamo aridi, ci essicchiamo come le foglie in autunno (…). Le forze della fede sono le più importanti del corpo astrale, e perciò il termine “corpo astrale” equivale a quello di “corpo di fede”» (Fede, Amore e Speranza, O.O.130, pag.19).

“Solo il sapere può essere la base della fede”; queste parole di Rudolf Steiner, ci indicano come possiamo trovare la base o il primo aspetto della fede se impariamo a lavorare attivamente su noi stessi, purificando il nostro egoismo che ci deriva dalle brame, dai desideri e dalle passioni che nascono dal nostro corpo astrale inferiore. Ciò darà modo al nostro intelletto di risorgere dal materialismo arimanico in cui è caduto e possa entrare in relazione con la sua origine divina spirituale, cioè col vero corpo astrale superiore, di cui quello inferiore è solamente un’immagine imperfetta rispecchiata. In questo modo non solo purifichiamo la vita del nostro pensare ma anche quella del sentire, cosicché aiutati dall’impulso del Cristo, potremo elevarci fino a compenetrarci della vera forza di fede del corpo astrale o anima superiore sopra citato, in modo di avere non solo la possibilità di vivificare il nostro corpo eterico, ma dare una risposta anche al senso di tutta l’evoluzione umana.

Tutto questo ci porta ora a riflettere che non basta semplicemente dire che vorremmo avere la certezza della fede in ciò che non vediamo e non possiamo toccare con mano, poiché la vera fede è una qualità morale spirituale connaturata al “corpo astrale superiore”, per la quale possiamo compenetrarci soltanto attraverso un cammino esoterico di conoscenza tramite quelle correnti spirituali, che mettono al loro centro, l’Impulso del Cristo. Porre cioè al centro della nostra vita umana la possibilità di trasformare il nostro pensiero intellettuale materialista in un pensiero intellettuale veggente cristico, in modo da riuscire a compenetrarci e unirci al “corpo di fede”. Ciò ci permetterà di operare con dedizione e amore entro la vita sociale della comunità terrena, tramite quegli atteggiamenti di comprensione e di tolleranza cui ogni vero uomo dovrebbe arrivare a manifestare quale sviluppo superiore della vera fratellanza universale, che dovrà essere preparata e realizzata nel futuro sesto periodo di “Filadelfia”; in modo particolare tutti quelli che si autodefiniscono “antroposofi”.

In merito va ricordato che tutto il nostro quinto periodo di cultura si fonda sia sullo sviluppo dell’anima cosciente, sia su quello della facoltà della fede, cioè vale a dire che il loro sviluppo si protrarrà fino all’anno 3573 circa; dopodiché l’umanità entrerà nello sviluppo del Sé spirituale insieme con quello della facoltà dell’”amore”, cioè della qualità del vero amore cosmico-umano. Questo vuol dire che l’umanità ha a disposizione circa 1500 anni per sviluppare sia l’anima cosciente, sia quello di compenetrarsi delle forze di fede del corpo astrale superiore. Ma essendo l’uomo sceso troppo in basso nel materialismo e nell’egoismo solo fine a se stesso, può comportare il rischio di non arrivare all’appuntamento col Sé spirituale, in quanto il corpo eterico da cui fluisce la vita cosmica che ci permette di vivere, se non è alimentato e vivificato dalla vita spirituale, rischia di disseccarsi, d’inaridirsi, e quindi nell’impossibilità di avere in futuro un corpo sano per reincarnarci. Detto altrimenti, se l’umanità non riuscirà a compenetrarsi dell’Impulso del Cristo e purificare il suo atteggiamento egoista nel suo cammino evolutivo normale, sarà difficile che possa arrivare alla fine del quinto periodo di cultura e compenetrarsi delle forze di fede come patrimonio morale, comune a tutti gli uomini di buona volontà; al contrario invece, di chi oggi può decidere di accorciare questo periodo tramite la via esoterica di conoscenza rosicruciana, qual è l’Antroposofia.

Difatti la “fede”, insieme all’”amore” e alla “speranza”, fa parte delle tre qualità cristiane che occorrerà sviluppare nel quinto, sesto e settimo periodo postatlantico4, per cui essendo la fede in relazione allo sviluppo del corpo astrale, è la prima qualità che insieme allo sviluppo dell’anima cosciente e della coscienza morale, cui dobbiamo conquistare in questo nostro quinto periodo di cultura. Dopodiché l’umanità inizierà a sviluppare l’anima divina superiore che nel sesto periodo postatlantico, riceverà come dono dagli Angeli quale principio del Sé spirituale, insieme allo sviluppo dell’amore che costituirà l’inizio della vera fratellanza universale, e in seguito, nel settimo periodo dello sviluppo della speranza, il principio microcosmico dello spirito Vitale5.

In merito a tutto quello che si è detto, è facile capire ora che queste qualità vanno conquistate giorno dopo giorno, anno dopo anno, attraverso le prove e le sofferenze che durante la nostra vita, in modo naturale, sono vissute nell’incoscienza da tutte le anime umane che seguono il corso normale della vita. Chi invece, deciderà di seguire in modo cosciente un cammino spirituale esoterico cristiano, dovrà adoperarsi nella continua ricerca della fede e delle verità superiori, attraversando le esperienze dolorose e le prove della vita con più consapevolezza, aiutati soltanto dalle conoscenze che ci sono concesse dalle grandi “guide dell’umanità”, da quegli uomini evoluti che hanno intrapreso già nelle loro vite passate il cammino di saggezza. Anch’essi difatti, sono passati attraverso gradi iniziatici tra sforzi e sofferenze prima di arrivare all’illuminazione spirituale che ha permesso loro di conquistare le facoltà spirituali di chiaroveggenza, ossia quello di poter osservare i mondi invisibili oltre la nostra materia fisica, o se vogliamo, oltre la sfera tridimensionale terrestre. Grazie a ciò essi possono aiutarci nel cammino di fede nel renderci partecipi delle loro esperienze spirituali facendoci conoscere tramite quei concetti ideali d’immagini rappresentative, l’esistenza di “Esseri divini di luce“ che operano nel nostro mondo. Ossia di quegli “Esseri superiori” appartenenti alla gerarchia angelica che dopo l’evento del Golgotha, collaborano con l’uomo attuale allo sviluppo della sua evoluzione morale tramite gli iniziati e i messaggeri celesti e umani che conosciamo come “Maestri di Saggezza e dell’Armonia dei sentimenti”6, cioè i bodhisattva umani quali sono chiamati dalla terminologia orientale. Alcuni di essi fra i più evoluti dell’umanità, sono diventati servitori del Cristo, per questo hanno il compito di preparare gli uomini più evoluti e in un secondo tempo, tutta l’umanità, sia all’arrivo del Sé spirituale sia a passare nel modo giusto la “Soglia”. Quella Soglia che è il confine tra il mondo astrale inferiore e il mondo astrale divino superiore, alla cui entrata è posta una”Entità arcangelica” che si presenta con tratti orrendi quale immagine oscura, la cui figura spirituale tenebrosa, rappresenta tutto il karma negativo delle vite passate non ancora trasformato dall’umanità; ogni uomo che si appresta ala Soglia è costretto a fermarsi all’ingresso e a ritornare indietro, fino a quando il “Guardiano” non lo reputa idoneo a entrare nei mondi superiori. Tutte le sere e tutte le mattine, quando usciamo e quando ritorniamo nel nostro corpo eterico e fisico, incontriamo i “Guardiani” ma lo sguardo dell’anima umana viene distolto dalle forze terrene così che non ce ne accorgiamo, poiché l’incontro con uno di essi, sarebbe per noi fatale!    (III. continua)

 Collegno 19 maggio 2019                                                                       Antonio Coscia

Sopra: Immagine rappresentativa delle tre anime inferiori e l’anima celeste superiore vestita di bianco che suona uno strumento, cui richiama alla volontà superiore.

Note Integrative

4       Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stai di coscienza o eoni cosmici, di cui ognuno si suddivide in sette Epoche che a loro volta si suddividono in sette periodi chiamati “periodi di cultura”, di cui ciascuno è della durata di 2160 anni; quattro periodi sono passati, attualmente siamo nel quinto periodo della quinta Epoca. Quando saranno passate la sesta e la settima Epoca, la Terra si riunirà di nuovo col Sole e passerà dopo una catastrofe, in uno stato astrale più perfetto. (Vedi nota 2 di 1. Note Integrative Antroposofiche).

5      Lo spirito Vitale è un arto spirituale dell’anima superiore, nasce durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza o eone cosmico della Terra (compreso il nostro sistema solare), quale dono dei Cherubini che insieme all’Atma o Uomo spirito, quale dono dei Troni, formò la prima “Monade divina” umana. Il compito dell’Io umano terreno, è quello di trasformare in modo cosciente il corpo eterico, attraverso la forza dell’amore, per congiungerlo a un principio microcosmico dello spirito Vitale superiore che per adesso è solo inglobato come germe nell’Io superiore. Il completo sviluppo e perfezione dello spirito Vitale superiore, avverrà in un lontanissimo quinto stato di coscienza o eone futuro, chiamato “Venere”.

6      I Maestri di Saggezza dell’Armonia dei Sentimenti, sono dei discendenti umani degli antichi “Maestri divini” che guidarono l’umanità antica, allora infantile, nell’Epoca Lemurica le Archai, nell’Epoca Atlantica gli Arcangeli e nell’Epoca Postatlantica (la nostra attuale), gli Angeli. Essi fanno parte dei dodici bodhisattva umani guidati dallo Spirito Santo, quali esecutori dei dodici aspetti del Cristo. Quando devono portare un aspetto del Cristo sulla Terra attraverso la loro “Dottrina”, scelgono un uomo evoluto e lo ispirano incorporandosi nel loro corpo astrale. Quando trascorsi 5000 anni dopo che hanno ispirato la loro dottrina agli uomini, si avvicina l’ora di scendere sulla Terra come bodhisattva, incarnandosi completamente in una forma umana e percorrendo il gradino di Buddha umano, fino a raggiungere l’Illuminazione spirituale che permetterà loro di liberare il loro Angelo guida e salire ai mondi spirituali come “Buddha Celeste”.